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Abusivi e farabutti di tutta Italia, unitevi! La strada vi sarà spianata…

Piazza del Campo, Siena

Piazza del Campo, Siena

Il Governo si propone di stravolgere la Costituzione.  In un colpo solo il premier Silvio Berlusconi (insieme al Ministro dell’economia Giulio Tremonti) cerca di recuperare il forte calo di gradimento nei confronti del suo governo, liberalizzando l’attività imprenditoriale e tentando di scardinare qualsiasi forma di corretta gestione del territorio del Bel Paese.

Con una semplice autocertificazione qualsiasi personaggio in cerca d’autore e autonominatosi imprenditore potrebbe tirar sù uno show room di macchinari agricoli in Piazza del Campo, a Siena.   Con una semplice autocertificazione un banalissimo prestanome potrebbe aprire l’ennesima città mercato controllata dalla camorra nei pressi di uno svincolo autostradale alla faccia di qualsiasi pianificazione commerciale.

Dissesto idrogeologico, lavoro nero, abusivismo edilizio, criminalità organizzata, morti e infortuni sul lavoro, mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, precariato.

Siamo alla follìa.

Gruppo d’Intervento Giuridico

Chia, panorama da Monte Cogoni

Chia, panorama da Monte Cogoni

P.S.   tutto questo fa il degno paio con la proposta di legge sulle intercettazioni telefoniche, con la giustizia ad personam, con la libertà di stampa sempre minore, con la disastrosa crisi economica, con il dispendioso e pericoloso ritorno al nucleare, con quel sistema gelatinoso favorito nella gestione della cosa pubblica

Ecco il d.d.l. costituzionale approvato dal Governo, nella seduta del 18 giugno 2010, di modifica gli articoli 41 e 118 della Carta costituzionale.

“All’articolo 41, ultimo comma, della Costituzione sono aggiunti i seguenti commi:

La Repubblica promuove il valore della responsabilità personale in materia di attività economica non finanziaria.

Gli interventi regolatori dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali che riguardano le attività economiche e sociali si informano al controllo ex post.

All’articolo 118, ultimo comma, della Costituzione è aggiunto il seguente comma:

Stato, Regioni ed Enti locali riconoscono l’istituto della segnalazione di inizio attività e quello della autocertificazione, lo estendono necessariamente a tutte le ipotesi in cui è ragionevolmente applicabile, con esclusione degli ambiti normativi ove le leggi penali prevedono fattispecie di delitto o che derivano direttamente dalla attuazione dalle normative comunitarie o internazionali.     In materia urbanistica lo Stato le Regioni, le città metropolitane, le Province e i Comuni entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge costituzionale provvedono anche ad adeguare le proprie normative in modo che le restrizioni del diritto di iniziativa economica siano limitate allo stretto necessario per salvaguardare altri valori costituzionali. Stato, Regioni, città metropolitane, Province e Comuni, ciascuno per quanto di propria competenza, entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge costituzionale provvedono a rendere pubblico l’elenco dei casi che escono dal campo di applicazione del comma 2 della presente legge costituzionale. La mancata pubblicazione, salvo che riguardo alle leggi penali che prevedono fattispecie di delitto e alle normative comunitarie o internazionali, vale a salvare la buona fede di chi ha intrapreso un’attività economica e sociale”.

cascata dei Sette Fratelli, S. Pietro Paradiso

cascata dei Sette Fratelli, S. Pietro Paradiso

da La Repubblica, 18 giugno 2010

Libertà d’impresa, ecco la legge meno vincoli anche nell’urbanistica. Valentina Conte

La «rivoluzione liberale» voluta da Berlusconi e Tremonti per le imprese arriva oggi alle 12 sul tavolo del Consiglio dei ministri. All’esame del governo, la tanto invocata proposta di riforma degli articoli 41 e 118, comma quarto, della Costituzione, considerata dall’esecutivo un passaggio indispensabile e imprescindibile per liberale l’economia dalla «zavorra» di regole e burocrazia e rilanciare così la crescita. E con le nuove regole per la libertà di impresa si scioglie poi un altro nodo importante, quello della nomina del successore del dimissionario Scajola alla guida del ministero dello Sviluppo economico. Il nome individuato sembrerebbe quello di Aldo Brancher, uomo di fiducia del premier e già sottosegretario alle Riforme.
La proposta di riforma costituzionale, secondo quanto riportato in tarda serata dall’agenzia Apcom, avrà la forma di due testi distinti: un disegno di legge ordinario sulla segnalazione di inizio attività imprenditoriale e un altro disegno di legge costituzionale, che andrà a variare gli articoli della Carta del ‘48. In entrambi i casi, precisa Palazzo Chigi in una nota, si parla di «avvio di discussione» e non di «approvazione». Tra i punti chiave dei “nuovi” articoli 41 e 118, il principio della «buona fede» dell’imprenditore che consentirà di avviare un’attività con una semplice segnalazione autocertificata, sapendo che i controlli avverranno solo «ex post». Fatti salvi «i casi regolati da legge penale». Ma la vera novità, che farà discutere, è in materia urbanistica. Secondo la nuova legge costituzionale, lo Stato e gli enti locali avranno tempo sei mesi per adeguare le normative in modo che «le restrizioni del diritto di iniziativa economica siano limitate allo stretto necessario».

Le modifiche alla Costituzione, annunciate da Tremonti il 4 giugno scorso durante il G20 coreano di Busan e poi ribadite ai giovani industriali di Santa Margherita Ligure e alla festa nazionale Cisl («Se non modifichi l’articolo 41 non vai da nessuna parte»), sono oggetto da settimane di un aspro dibattito. Da una parte il presidente del Consiglio, che le invoca come liberazione da un testo costituzionale «datato» in materia di lavoro e impresa e di matrice «catto-comunista», come ha ripetuto all’assemblea della Confartigianato prima e a quella della Confcommercio poi. «Oggi – ha spiegato il premier – chi vuole avviare un’attività deve passare per decine di autorizzazioni. Noi vogliamo fare in modo che chi vuole aprire una pizzeria, possa farlo senza autorizzazioni».
Posizioni condivise da Confidustria e Antitrust. Dall’altra parte, opposizione ed economisti, che individuano in questa mossa del governo un pretesto per attaccare la Costituzione che invece, ribatte Bersani, «va rafforzata e preservata nei suoi punti di fondo», anche perché, sottolinea il segretario del Pd, «l’articolo 41 non ha mai impedito né potrebbe impedire l’iniziativa economica». «L’ostinazione di governo e maggioranza a non capire o far finta di non capire che per semplificare la vita delle imprese non c’è bisogno di scomodare la Costituzione è allo stesso tempo preoccupante e sospetta», dice Michele Ventura, vicepresidente vicario del Pd alla Camera. «O non vogliono far nulla o hanno obiettivi destabilizzanti».

Torre di Piscinnì

Torre di Piscinnì

Norme generiche e confuse rischiano di stravolgere il paesaggio. Intervista a Salvatore Settis. Lucio Cillis
C’è un passaggio nel disegno di legge costituzionale di modifica agli articoli 41 e 118 della Carta, che fa scorrere dei brividi sulla schiena di chi si occupa di tutela del paesaggio, di urbanistica.
Salvatore Settis, archeologo, scrittore, e direttore della Normale di Pisa, è in questo caso uno degli interlocutori ideali. Settis premette di «non conoscere» nel dettaglio il testo appena battuto dalle agenzie di stampa. Ma quando nel ddl compare inaspettatamente il richiamo alla «materia urbanistica», quando si concedono tre mesi a Comuni, città metropolitane, Province e Regioni per adeguare le proprie normative in modo da “limitare le restrizioni del diritto di iniziativa economica”, i dubbi, così come i timori di un colpo di mano mascherato tra le righe del documento, cominciano a farsi largo tra i pensieri di chi si occupa di queste tematiche.
Professore, come giudica le novità in materia urbanistica introdotte nel ddl che oggi verrà esaminato dal Consiglio dei ministri?
«Da questa prima lettura a me sembra una pessima idea. In questo modo, se quello che leggiamo oggi sarà confermato, si rischia di stravolgere la tutela stessa del paesaggio. Garantita, vorrei sottolineare, dall’articolo 9 della Costituzione…».

Eccolo, professore: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione…”. Il ddl del governo, tra l’altro, chiama in causa “normative comunitarie o internazionali” e concede tre mesi agli Enti locali per adeguarsi alla nuova legge costituzionale. Quasi a salvaguardia di eventuali abusi sul fronte urbanistico, non crede?
«Intanto a me sembra che queste norme siano state scritte in modo generico e confuso. Inoltre, va detto che a livello europeo non c’è nulla di così “protettivo”, non c’è niente di più alto rispetto all’articolo 9 della nostra Costituzione…».
Quindi lei ha il sospetto che dietro questa modifica si possano celare dei colpi di mano?
«Ripeto, da questa prima lettura del testo, intravedo dei seri rischi. Qualsiasi cosa attacchi in modo diretto l’articolo 9, è un qualcosa che attacca direttamente l’urbanistica e il paesaggio…».

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. 8 Settembre 2010 a 14:59 | #1

    da La Nuova Sardegna, 8 settembre 2010
    COSTI DELLA POLITICA. Spese record per Palazzo Chigi.

    ROMA. Nuovo record di spese per la Presidenza del Consiglio che nel 2009 ha bruciato 5.258 milioni, 1 miliardo in più rispetto al 2008 e al 2007. Lo rivela una ricerca de «Il Mondo». Sulla Protezione Civile Berlusconi non ha badato a spese ma in altri settori, come le Pari opportunità, non ha utilizzato i fondi disponibili, oltre 2 miliardi di euro. La Protezione Civile ha speso 3,6 miliardi di euro, 2 miliardi in investimenti e 1,6 miliardi per spese correnti.
    Tra G8, terremoto e alluvioni su Guido Bertolaso sono piovuti tantissimi soldi. 144 milioni di euro per riparazione noleggio e esercizio di mezzi aerei. 38,4 milioni per studi e monitoraggi finalizzati alla previsione delle calamità naturali. 191 mila euro per bandiere, distintivi e medaglie. Invece per contrastare la pedofilia il Governo aveva previsto di investire 7 milioni di euro, ma a dicembre scorso aveva speso appena 100 mila euro.

  2. bobore
    5 Settembre 2010 a 19:04 | #2

    ho girato la stessa domanda a irs…per il momento non ho ancora risposte…spero tanto che me ne diano…

  3. 22 Agosto 2010 a 22:43 | #3

    @kerra bobore : aspettiamo che I.R.S. – come chiunque altro – prenda posizione chiara, netta, irrevocabile contro le tante “rapine” ai danni della nostra Sardegna. A puro titolo di esempio, quando dice e fa qualcosa di concreto contro la speculazione edilizia a Malfatano e Tuerredda? A si biri ;)

  4. kerra bobore
    22 Agosto 2010 a 19:31 | #4

    sembra che si siano aperte tutte le porte dell’ illegalita’e tutto procede alla luce del sole. non si ha piu’ vergogna di manifestare la propria disonesta’. gruppi di potere, politico, economico, imprenditoriale, finanziario, clericale, editoriale, insomma i padroni della cosa pubblica e della coscienza popolare, competono singolarmente ma, piu spesso, si associano, per ostentare con orgoglio la propria mascazonaggine, riuscendo persino a legalizzarla. serve ancora altro per aprire gli occhi ?…il torbido del sistema ha pervaso tutto e inconsciamente quasi tutti. non ci si meravigli piu’ di tanto se tutto cio’ e’ avvenuto…certo si puo’ ancora cavillare giridicamente,quasi a tempo indeterminato, associarsi per la difesa dei diritti civili e del bene comune ma, la verita’ ci dice che, questi soggetti abbiano sviluppato tanti anticorpi in grado di immunizzarli da qualsiasi attacco, sul piano della legalita’. la babele delle leggi e normative e la generale assenza o connivenza delle istituzioni garantiscono il torbido in cui pescare…e trattandosi di una riserva, la pesca e’ garantita. credo che un ringraziamento vada dato anche, alla cultura televisiva, che tanto ha fatto con la disinformazione e la scuola( di ogni ordine e grado) per appiattire le coscienze, impedendo lo sviluppo di una cultura della legalita’ e del valore del bene comune. in pratica,e’ stata stesa ad arte, una rete in cui, quasi tutti, siamo impigliati e da cui, le soluzioni per uscirne se ne vedono pochine. chi ha qualche idea si faccia avanti !!…
    io ne avrei una, e’ abbastanza condivisa e da’qualche possibilita…eccola : indipendentismo e attuazione del programma di IRS che trovate a disposizione nel sito :www.indipendentzia.net …TUTTO IL RESTO SONO SOLO BOLLICINE, FUMO NEGLI OCCHI e perdita di tempo prezioso (utopia?)….A SI BIRI !!!…

  5. 11 Luglio 2010 a 13:48 | #5

    e ci provano anche con legge ordinaria…

    da La Repubblica, 11 luglio 2010
    Silenzio-assenso per chi vuole costruire azzerate le autorizzazioni ambientali.
    IL DOSSIER. Case, alberghi, ipermercati e infrastrutture: passa la norma fai-da-te. Pd e Legambiente: “Effetti devastanti per il territorio, via al banditismo urbanistico”. I Verdi: “Favoriti i grandi speculatori già beneficiati dal federalismo demaniale”. (Valentina Conte)

    ROMA – Costruire, mai stato così facile. Da oggi non occorre più alcun permesso. Basta una banale segnalazione di inizio attività, certificata da un “tecnico abilitato”, la Scia, e il gioco è fatto. Unico requisito: essere un’impresa. D’un colpo, spariscono dunque tutte le altre “carte”: autorizzazioni, licenze, concessioni, nulla osta. E con loro anche le procedure e i controlli essenziali per la tutela del territorio e la lotta all’abusivismo. Sparisce così la Dia, applicata finora a ristrutturazioni e manutenzioni, sostituita e ampliata dalla Scia. Con il rischio che tirare su case, alberghi, ipermercati, persino infrastrutture alla fine diventi un’attività fai-da-te, facile e insicura.
    Le nuove norme sono frutto dell’ultima opera di ritocco all’articolo 49 della manovra di Tremonti, martedì all’esordio in aula. Tema generale: la semplificazione. In base al principio “un’impresa in un giorno”, si potranno inaugurare ristoranti, internet point, ma anche armerie e depositi di carburante con una semplice autocertificazione, senza controlli preventivi, senza chiedere permessi, neanche alla questura. In campo edilizio, la procedura è ancora più veloce. Si apre un cantiere, dove si vuole, segnalando l’intenzione a costruire e facendola certificare da un tecnico. Trascorsi trenta giorni senza che l’amministrazione abbia contestato quell’intenzione per carenza dei requisiti, il gioco è fatto, in attesa di eventuali controlli ex post.
    Non solo. Le autorizzazioni paesaggistiche (rilasciate ora da sovrintendenze o regioni) vengono fatte rientrare nell’ambito della conferenza dei servizi e sottoposte dunque al principio del silenzio-assenso: se il parere non arriva entro i termini, è considerato positivo. Infine, anche ottenere la Via (valutazione di impatto ambientale) sarà più facile, perché rilasciata non più solo da ministero dell’Ambiente e Regione, ma “appaltata” a università ed enti pubblici.
    “Così salta tutta la normativa di tutela ambientale e il regime delle autorizzazioni in vigore da sempre in Italia, cancellando con un colpo di spugna l’articolo 9 della Costituzione e il Codice dei beni culturali, varato proprio dal governo Berlusconi”, sbotta Salvatore Settis, archeologo e direttore della Normale di Pisa. “E poi come può l’università rilasciare la Via, se non ha alcun compito di tutela?”, prosegue.
    “Eliminare la burocrazia e garantire tempi certi non può tradursi in un “tana libera tutti”", aggiunge Ermete Realacci, deputato Pd e presidente onorario di Legambiente. “Si introduce il far west urbanistico e si dà il via al banditismo edilizio”, attacca il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. “Questa norma continuerà ad arricchire i grandi speculatori edilizi a cui il governo ha già incartato un regalo enorme con il federalismo demaniale che svende beni e terreni dei cittadini italiani per dare il via alla più grande speculazione edilizia della storia della Repubblica” prosegue Bonelli. “A fare le spese di questa politica sciagurata saranno ovviamente i cittadini onesti che hanno seguito le regole per costruirsi una casa, ma anche l’ambiente e il territorio italiano su cui insistono quasi 500 mila frane e che è letteralmente a pezzi, come dimostrano i disastri degli ultimi anni”.
    Si dice preoccupato anche Roberto Della Seta, capogruppo Pd in commissione ambiente del Senato: “Con questa norma, in pratica viene abolito il permesso a costruire e si introduce una sorta di condono preventivo. E non solo per le imprese. Anche i privati interessati possono fare una società e tirare su un villino. Così si rischia una nuova Punta Perotti”. “E di vanificare anche le norme antisismiche, rafforzate dopo il terremoto dell’Aquila”, gli fa eco Francesco Ferrante, senatore Pd, che insiste: “L’errore è pensare di risolvere la burocrazia con l’abolizione dei controlli”.

  6. Enrico
    2 Luglio 2010 a 12:45 | #6

    E’ una vera vergogna..giù le mani dalla Carta e dalla nostra terra!

  7. francesca
    25 Giugno 2010 a 12:04 | #7

    QUESTO È IL GOVERNO DELLA FOLLIA, MENTRE L’ITALIA AFFONDA NELLA DISOCCUPAZIONE E LAVORO NERO, C’È CHI PENSA A LEGALIZZARE L’ABUSIVISMO E IL DISSESTO AMBIENTALE. FERMIAMO QUESTO SFACELO.

  8. Aldo Cannavò
    20 Giugno 2010 a 13:55 | #8

    Non si comprende bene,nella nuova manovra economica,se i legislatori hanno perso il senso della realtà italiana, o vogliono preparare la situazione per portare al governo una dittatura.

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