Archivio

Archivio 22 Giugno 2010

Parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei, “gazzosa” istituzionale.

Grifone

Grifone

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010 (supplemento ordinario n. 115) è stato pubblicato il D.M. Ambiente 27 aprile 2010 contenente il nuovo elenco ufficiale delle aree naturali protette e include ancora il parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei, come nel precedente elenco (aggiornamento n. 5 del 2003). Momento conclusivo della procedura di revisione culminata nella conferenza Stato-Regioni del 17 dicembre 2009 e tre precedenti riunioni (2 ottobre 2008, 28 gennaio 2009, 17 novembre 2009). Apriti cielo!  L’ormai consueto on. Mauro Pili ha annunciato fuoco e fiamme, seguito a ruota dall’evanescente Presidente della Regione Ugo Cappellacci e da una lunga schiera bipartisan di politici vari.

In realtà si tratta di polemiche pretestuose e demagogiche. Nulla di più.

Infatti, l’art. 1, coma 573°, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria 2006) ha stabilito che «La concreta applicazione delle misure disposte ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio 1998, avviene previa intesa tra lo Stato e la regione Sardegna nella quale si determina anche la ripartizione, tra i comuni interessati, delle risorse finanziarie già stanziate sulla base dell’estensione delle aree soggette a vincolo. I comuni ricadenti nell’area individuata potranno aderire all’intesa e far parte dell’area parco attraverso apposita deliberazione dei propri consigli».       

In buona sostanza, l’applicazione delle misure di salvaguardia stabilite dal provvedimento istitutivo del parco (D.P.R. 30 marzo 1998) avverrà previa intesa Stato – Regione autonoma della Sardegna e i Comuni che vorranno potranno aderire ed entrare nel parco. Prosegui la lettura…

Uno stupro piccolo piccolo, su un minore.

sen. Federico Bricolo

sen. Federico Bricolo

C’è un emendamento, quasi banale in quel coacervo di vergogna rappresentato dal d.d.l. Senato n. 1611 sulle intercettazioni telefoniche.     Merita, però, una segnalazione particolare.   E’ l’emendamento 1707, presentato dai senatori Maurizio Gasparri (capogruppo P. d. L.), Federico Bricolo (Lega Nord Padania), Gaetano Quagliariello (P. d. L.), Roberto Centaro (P. d. L.), Filippo Berselli (P. d. L.), Sandro Mazzatorta (P. d. L.), Sergio Divina (Lega Nord Padania).   

Prevede una modifica dell’ articolo 380 del codice di procedura penale che elenca i casi in cui si deve (non “si può”, ma “si deve”) procedere all’arresto in flagranza. Fra questi attualmente c’è il delitto di atti sessuali con minorenne (609 quater codice penale). Nella proposta contenuta nel garantista emendamento 1707 si prevede l’abrogazione dell’obbligo di arresto nei confronti di chi viene sorpreso in flagranza a compiere atti sessuali “di minore gravità” con minorenni. Prosegui la lettura…

Dieci anni di balle.

berlusconi_napoleoneDieci anni di favole raccontate da chi – ieri e oggi – ci governa.  La colpa, però, non è sua, è dei gonzi che ci credono e lo votano.   Per non parlare di chi lo sostiene.

Stefano Deliperi

 da L’Espresso, 21 giugno 2010

Dieci anni, mille bugie. Marco Damilano, Denise Pardo

Ricordate ‘Una storia italiana’, il bel libretto che Berlusconi ci spedì a casa tre elezioni fa? Siamo andati a vedere che cosa c’era scritto. E a rileggerlo adesso non si sa se ridere o piangere.
Ponti, strade, porti e faraonici tunnel verso l’Europa. Uno Stato leggero, iper tecnologico, digitale. Un Parlamento finalmente snello. Una giustizia rapida con le norme riscritte da capo. E poi il Piano per il Sud, e soprattutto, la realizzazione dello slogan della vittoria, il lasciapassare per la Storia, la Rivoluzione Liberale. Via le tasse e, signore e signori, un Codice Fiscale Unico al posto di 3 mila leggi. Dopo Giustiniano e Napoleone, il Codex Berlusconi, uomo sobrio, cortese, animo bucolico e agreste. Italia 2010, il paese che non c’è. Il paese dei sogni? No, il paese di Silvio. Quello che aveva garantito nel 2001 con il libro spedito alla vigilia della campagna elettorale nelle case degli italiani per presentare lo Stato che avrebbe costruito in dieci anni, a immagine e somiglianza della sua vita e della sua vis.
Ben più che un programma, un album di famiglia, una tavola delle leggi, la proiezione di quello che sarebbe diventata l’Italia sotto la sua guida. Il titolo, indimenticabile, “Una Storia Italiana”. Prosegui la lettura…