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Parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei, “gazzosa” istituzionale.

Grifone

Grifone

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010 (supplemento ordinario n. 115) è stato pubblicato il D.M. Ambiente 27 aprile 2010 contenente il nuovo elenco ufficiale delle aree naturali protette e include ancora il parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei, come nel precedente elenco (aggiornamento n. 5 del 2003). Momento conclusivo della procedura di revisione culminata nella conferenza Stato-Regioni del 17 dicembre 2009 e tre precedenti riunioni (2 ottobre 2008, 28 gennaio 2009, 17 novembre 2009). Apriti cielo!  L’ormai consueto on. Mauro Pili ha annunciato fuoco e fiamme, seguito a ruota dall’evanescente Presidente della Regione Ugo Cappellacci e da una lunga schiera bipartisan di politici vari.

In realtà si tratta di polemiche pretestuose e demagogiche. Nulla di più.

Infatti, l’art. 1, coma 573°, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria 2006) ha stabilito che «La concreta applicazione delle misure disposte ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio 1998, avviene previa intesa tra lo Stato e la regione Sardegna nella quale si determina anche la ripartizione, tra i comuni interessati, delle risorse finanziarie già stanziate sulla base dell’estensione delle aree soggette a vincolo. I comuni ricadenti nell’area individuata potranno aderire all’intesa e far parte dell’area parco attraverso apposita deliberazione dei propri consigli».       

In buona sostanza, l’applicazione delle misure di salvaguardia stabilite dal provvedimento istitutivo del parco (D.P.R. 30 marzo 1998) avverrà previa intesa Stato – Regione autonoma della Sardegna e i Comuni che vorranno potranno aderire ed entrare nel parco.

Né più né meno quello che c’è scritto nell’elenco ufficiale delle aree naturali protette (VI aggiornamento) approvato con il D.M. 27 aprile 2010.

Anche la nota sentenza T.A.R. Sardegna, sez. I, 7 aprile 2008, n. 626 che ha posto fine alla querelle dell’istituzione del parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei, nulla in più aveva detto.   Il ricorso n. 1343/1998 del Comune di Gairo (con intervento ad adiuvandum del Comune di Urzulei ed intervento ad opponendum del WWF) per l’annullamento del D.P.R. 30 marzo 1998 istitutivo del parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei e del relativo Ente Parco è stato, infatti, dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.    

Si comprende davvero poco che cosa abbiano da far chiasso a vanvera deputati, consiglieri regionali, presidenti di province, sindaci e chi più ne ha più ne metta.    La vicenda era già nota da anni e non c’è alcuna nuova notizia. Purtroppo.   Così come non c’è alcuna seria e concreta proposta di tutela ambientale e crescita economico-sociale per le zone interne.   Altro che solito blà blà sul prolungamento della stagione turistica e favole simili. 

incendio Torre delle Stelle, Maracalagonis-Sinnai

incendio Torre delle Stelle, Maracalagonis-Sinnai

”No al parco e basta !”      Questo è l’unico programma politico-amministrativo che vogliono darsi ?  Quale futuro vogliono ?   Benissimo, le norme di tutela ambientale già ci sono, mentre si perde un’occasione più unica che rara per far finalmente crescere in modo equilibrato alcune delle zone interne e marginali sarde che ne evidenziano il maggior bisogno. Allora neppure più un euro finalizzato ai parchi venga distribuito, come anche avvenuto nel recente passato…..

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra 

estratto elenco aree naturali protette, 2010

estratto elenco aree naturali protette, 2010

          IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
  Vista la legge 8 luglio 1986,  n.  349,  istitutiva  del  Ministero dell'ambiente;
  Vista la legge 6 dicembre 1991, n. 394, recante «Legge quadro sulle aree protette», che all'art. 3,  comma  4,  lettera  c),  demanda  al Comitato per le aree  naturali  protette  l'approvazione  dell'Elenco ufficiale delle aree protette;
  Visto l'art. 35 del decreto legislativo 30 luglio 1999,  n.  300  - come modificato dall'art. 3 del decreto legislativo 6 dicembre  2002, n. 287 - che ha istituito il Ministero dell'ambiente e  della  tutela del territorio, trasferendo, tra l'altro, le funzioni  ed  i  compiti gia' attribuiti al Ministero dell'ambiente;
  Considerato  che,  per  effetto  dell'art.  1,  comma  13-bis,  del decreto-legge 18 maggio 2006,  n.  181,  convertito  nella  legge  17 luglio 2006, n. 233, la  denominazione:  «Ministero  dell'ambiente  e della tutela del territorio e del mare» sostituisce, ad ogni  effetto e ovunque presente, la denominazione «Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio»;
  Considerato che il Comitato per le aree naturali protette,  di  cui al citato art. 3 della richiamata legge 6 dicembre 1991, n.  394,  e' stato soppresso e le relative funzioni  sono  state  trasferite  alla Conferenza Stato-Regioni ai sensi dell'art. 7, comma 1,  del  decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
  Visto l'art. 5, comma 2, della  legge  6  dicembre  1991,  n.  394, recante «Legge quadro sulle aree protette» il quale stabilisce che il Ministro dell'ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del  mare provvede a tenere aggiornato l'Elenco ufficiale delle aree protette;
  Considerato che  il  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del territorio e del mare, con nota prot. n.  GAB/2008/11034/B07  del  29 agosto 2008, ha trasmesso una prima proposta per il VI  aggiornamento dell'Elenco   ufficiale   delle   aree   protette,   da    sottoporre all'approvazione della Conferenza Stato-Regioni presso la  Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi  della  normativa  richiamata  in epigrafe;
  Considerato che il  Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del territorio e del mare con nota prot. n. 12562 del 10 giugno  2009  ha trasmesso le modifiche effettuate per il VI aggiornamento dell'Elenco ufficiale delle aree  protette,  alla  Conferenza  Stato-Regioni,  in esito alle riunioni tecniche tenutesi in data 2 ottobre  2008  e  28 gennaio 2009;
  Considerato che il 17 novembre 2009  si  e'  svolta  una  ulteriore riunione tecnica presso la  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri nella  quale  alcune  Regioni  hanno  chiesto  nuove   rettifiche   e integrazioni al proposto VI aggiornamento dell'Elenco ufficiale delle aree protette;
  Vista l'ulteriore stesura del predetto VI aggiornamento dell'Elenco ufficiale   delle   aree   protette,   formalizzato   dal   Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare,  con  nota prot. n. DPN-2009-0025774 del 1° dicembre 2009,  con  la  quale  sono state recepite le richieste delle Regioni ritenute accoglibili;
  Considerato che in sede di Conferenza Stato-Regioni del 17 dicembre 2009 la Regione  Lombardia  ha  richiesto  di  inserire  la  dicitura «riserva naturale in parte integrale e in parte orientata» per quanto riguarda la riserva naturale di Valsolda  e  di  modificare  l'errore materiale relativo alla superficie del  monumento  naturale  «Cascate dell'acqua fraggia» inserendo il dato corretto di ha. 17,75;
  Considerato che la Conferenza Stato-Regioni del  17  dicembre  2009 con repertorio atti n. 262/CSR,  ha  approvato  il  VI  aggiornamento dell'Elenco ufficiale delle aree protette con le modifiche  al  testo richieste dalla Regione Lombardia e sopra richiamati;
  Provveduto ad aggiornare il VI  dell'Elenco  ufficiale  delle  aree protette con le modifiche richieste dalla Conferenza Stato-Regioni; 
                              Decreta:
                               Art. 1
  L'Elenco ufficiale delle aree protette e'  aggiornato,  secondo  lo schema approvato, ai sensi del combinato disposto dell'art. 3,  comma 4, lett. c), della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e dell'art. 7, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, come riportato nel VI aggiornamento allegato al  presente  decreto  di  cui  costituisce parte integrante.
  Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
    Roma, 27 aprile 2010 
                                           Il Ministro: Prestigiacomo

 

da www.regione.sardegna.it

Parco Gennargentu, Cappellacci: “Ci opporremo in tutte le sedi”.

Il Presidente Cappellacci ha manifestato tutto il suo disappunto per il decreto del Ministero dell’Ambiente con cui viene aggiornato l’elenco dei parchi nazionali e ha immediatamente annunciato battaglia.

cascata dei Sette Fratelli, S. Pietro Paradiso

cascata dei Sette Fratelli, S. Pietro Paradiso

CAGLIARI, 20 GIUGNO 2010 – “Respingeremo con forza questa intrusione vergognosa. Non accetteremo un sopruso che rappresenterebbe una grave violazione della nostra autonomia”.
Così il Presidente Cappellacci ha manifestato tutto il suo disappunto per il decreto del Ministero dell’Ambiente, con cui viene aggiornato l’elenco dei parchi nazionali e ha immediatamente annunciato battaglia.  “Durante la riunione di Giunta convocata per lunedì – ha detto il Presidente – valuteremo le iniziative da porre in essere per contrastare un decreto che non condividiamo nel merito e che riteniamo intollerabile nel metodo. Ogni determinazione deve essere prima concordata con le Istituzioni locali. Le decisioni in materia ambientale spettano al popolo sardo, che sul tema ha una sensibilità sicuramente maggiore rispetto a quella di chi si trova dall’altra parte del mare.  Nessuno pensi di calare decreti dall’alto e di relegare al ruolo di spettatori passivi quelle comunità che, a buon diritto, vogliono e devono essere protagoniste del governo del territorio. Infatti, l’istituzione da parte di organi statali di parchi nazionali nel territorio regionale sarebbe un grave vulnus alle competenze primarie statutariamente garantite alla Regione Sardegna e rappresenterebbe una violazione dei principi di sussidiarietà e leale cooperazione. A quest’ultimo fa riferimento la stessa legge quadro istitutiva delle aree protette che rimette alla previa intesa con le regioni a statuto speciale l’istituzione dei parchi nazionali. “Questa intesa – ha concluso Cappellacci – deve essere sostanziale e va realizzata concordando forme, modi e tempi. Per questo deve avvenire con il massimo coinvolgimento delle comunità locali, come auspicato dalla stessa legge 266/2005″.

 da La Nuova Sardegna, 22 giugno 2010Gennargentu, scontro in maggioranza. L’assessore Liori sotto accusa. La Regione ricorre contro la resurrezione del Parco. Giovanni Bua

NUORO. Perché la Regione Sardegna non si è opposta quando il Parco del Gennargentu è stato «resuscitato», reiserendolo nell’elenco, diffuso dal ministero dell’ambiente, delle aree protette? Cosa faceva l’assessore Antonello Liori, presente alla riunione della Conferenza Stato-Regioni del 17 dicembre 2009 che ha dato il via libera al provvedimento?. E soprattutto la «mossa» del Governo è un marchiano errore o un machiavellico colpo di mano?
 Questi gli interrogativi che agitano il dibattito politico il giorno dopo della rinascita del «Parco nazionale del golfo di Orosei e del Gennargentu». Tolto dall’armadio dal ministro Stefania Prestigiacomo, insieme agli scheletri di un durissimo scontro che la Sardegna non ha ancora digerito. Una decisione a cui la giunta regionale si è formalmente opposta (solleverà il conflitto di competenze con lo Stato) ma che lascia sul tappeto molti punti da chiarire. Primo tra tutti lo svolgimento della conferenza Stato-Regioni del 17 dicembre 2009. Che ha dato il via libera al nuovo elenco delle aree protette nazionali. Allegato in un decreto del ministero dell’ambiente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 maggio. A quella conferenza risulta presente per la Sardegna l’assessore Liori che, incalzato da un’interrogazione del suo compagno di partito Ignazio Artizu, ieri ha replicato: «È opportuno sottolineare che durante queste riunioni siamo chiamati a rappresentare la Regione per seguire gli argomenti di nostra competenza e altri eventuali temi segnalati da altri assessori, sui quali dobbiamo vigilare ed eventualmente portare il parere della Giunta. In quella occasione ho seguito argomenti di carattere sanitario che hanno occupato la parte iniziale della Conferenza, ma non ho avuto mandato di presenziare ad alcun punto all’ordine del giorno che riguardasse il Parco del Gennargentu». Quel che è certo è che, dai verbali della riunione, non risulta nessuna osservazione da parte della Regione Sardegna, mentre si parla di ben due riunioni tecniche (una del 2 ottobre 2008 e una del 28 gennaio 2009) in cui il Ministero ha effettuato le «previste verifiche relativamente ai territori da inserire». E una successiva riunione del 17 novembre 2009 in cui «alcune Regioni hanno chiesto nuove modifiche e integrazioni». Con la Lombardia che addirittura ha fatto correggere di qualche metro quadrato la superficie delle cascate dell’acqua fraggia. E la Sardegna che si è fatta scappare sotto il naso 80mila ettari. «Questo decreto è subdolo – attacca il deputato Mauro Pili che ha scoperto “l’inghippo” e ieri ha presentato un’interrogazione alla Camera – e c’è l’evidente tentativo di forzare la decisione della conferenza Stato-Regioni, facendola apparire come l’intesa prevista dalla legge del 2006. Un tentativo che, sia chiaro, troverà la mia durissima opposizione». Effettivamente la conferenza Stato-Regioni ha il potere di approvare l’elenco delle aree protette. Potere conferitogli nel 1997, quando il comitato nazionale istituito dalla 394 venne soppresso. E il «silenzio assenso» della Regione potrebbe essere interpretato come l’espletamento dell’obbligo di un’intesa tra Stato e Regione. Un’interpretazione comunque perlomeno spericolata (rimane la sentenza del Tar del 2008, che impone di sentire anche i Comuni). E che, con intesa bipartisan, tutti hanno intenzione di rimandare al mittente. Rimane da capire allora il perchè di questa forzatura. Fatta su un tema che definire delicato è poco. «Nella migliore delle ipotesi è un banale errore – attacca l’ex assessore regionale all’ambiente nella giunta Soru Tonino Dessì – nella peggiore un tentativo vano di forzare una legge che in nessun caso può essere scavalcata da una conferenza Stato-Regioni. In entrambi i casi l’unico risultato che il governo nazionale ha ottenuto è quello di riavvelenare gli animi. E allontanare le soluzioni su un tema centrale e delicatissimo invece che aiutare a trovarle».

 

 

 

 

 

 

 

manifesto a lutto per la Foca Monaca

manifesto a lutto per la Foca Monaca

LE REAZIONI. «Il solito slogan».

 

 

 

 

 

 NUORO. «È l’ennesima tigre di carta di un governo che va avanti a slogan, federalista a parole ma centralista a fatti». Così il presidente della Provincia di Nuoro Roberto Deriu, che commenta la «resurrezione» del parco del Gennargentu. «Un dirigismo che non raggiunge altro obiettivo che quello di ritardare ultriormente il momento in cui si potrà iniziare una serena discussione sul futuro del nostro territorio – attacca Deriu – se il governo vuole fare il parco ci dica con quali soldi, invece di fare vuoti proclami. Se questa è la maniera in cui fanno apparire e scomparire parchi nazionali, non possiamo che essere preoccupati quando ad apparire sulla carta dovranno essere le centrali nucleari». «Abbiamo già dimostrato una volta che le amministrazioni, e le popolazioni locali – sottolinea il sindaco di Dorgali Tonino Testone – non accettano questo modo di decidere. E questo goffo tentativo non avrà successo». «È un’imposizione dall’alto, cosa che non verrà in alcun modo accettata anche in considerazioni del fatto che le popolazioni, a suo tempo, si erano già espresse con un no secco», spiega il consigliere regionale del Pdl Silvestro Ladu. «Il ministro dell’Ambiente deve annullare il decreto che include il parco del Gennargentu nell’elenco delle aree protette in Italia – chiede il consigliere regionale Pd Franco Sabatini – che prevarica le istituzioni regionali e gli enti locali prendendo decisioni che spettano al popolo sardo».

 (foto S.D., archivio GrIG)

alberi e cielo

alberi e cielo

  1. 23 Giugno 2010 a 17:31 | #1

    @fabio : Da che parte stiamo? Stiamo – nettamente e chiaramente – dalla parte della salvaguardia di questa Terra, l’unica che abbiamo. Stiamo dalla parte di un’equilibrata crescita economico-sociale della Sardegna e dei sardi. In molte aree marginali (sul piano economico) le aree naturali protette sono una delle poche attività che possono innescare crescita economico-sociale mediante il turismo e le attività connesse (ricezione, ristorazione, escursionismo, prodotti locali, ecc.). L’ampliamento della stagione turistica in Sardegna, ad esempio, potrebbe avvenire solo con un ulteriore “oggetto turistico”, come proprio i parchi naturali (vds. anche http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/05/26/parchi-naturali-una-grande-risorsa-per-litalia/). Naturalmente non potrebbe esservi più l’attuale “anarchia” e gli abusi nella gestione del territorio interessato.
    Perché le forze politiche locali sono contrarie? Evidentemente preferiscono lo status quo.

  2. fabio
    23 Giugno 2010 a 16:07 | #2

    Per curiosità , gentilmente si può sapere da che parte stanno gli amministratori di questo gruppo?
    Perchè tutti gli enti nuoresi, sinistra e destra sono contrari al parco??
    Secondo voi quali sono i pro e i contro di un probabile parco ??
    grzie anticipatamnete
    fabio

  3. 23 Giugno 2010 a 14:43 | #3

    da La Nuova Sardegna, 23 giugno 2010
    «Gennargentu, solo un bluff». Scontro politico sulla resurrezione del Parco isolano. Gli ambientalisti «È solamente gazzosa elettorale l’unica vera notizia è il disinteresse verso il nostro futuro». (Giovanni Bua)

    NUORO. La polemica sul Parco? «Gazzosa elettorale». Così Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’intervento giuridico e amici della Terra, che nulla di nuovo vede nel reinserimento degli 80mila ettari del Gennargentu nell’elenco delle aree protette da parte del ministero dell’ambiente.
    «La notizia dopo cui – attacca Deliperi – l’ormai consueto Mauro Pili ha annunciato fuoco e fiamme, seguito a ruota dall’evanescente Presidente della Regione Ugo Cappellacci e da una lunga schiera bipartisan di politici vari è in realtà infondata». «Si tratta di polemiche pretestuose – continua Deliperi – infatti la legge finanziaria 2006 ha stabilito che la concreta applicazione delle misure disposte per il Parco avviene previa intesa tra lo Stato e la Regione Sardegna nella quale si determina anche la ripartizione, tra i comuni interessati, delle risorse finanziarie già stanziate sulla base dell’estensione delle aree soggette a vincolo. I comuni ricadenti nell’area individuata potranno aderire all’intesa e far parte dell’area parco attraverso apposita deliberazione dei propri consigli. In buona sostanza, l’applicazione delle misure di salvaguardia stabilite dal provvedimento istitutivo del parco (Dpr 30 marzo 1998) avverrà previa intesa Stato Regione e i Comuni che vorranno potranno aderire ed entrare nel parco. Né più né meno quello che c’è scritto nell’elenco ufficiale delle aree protette (VI aggiornamento) approvato il 27 aprile». Per Deliperi dunque una tempesta in un bicchier d’acqua. Che ha però messo allo scoperto i nervi di un intero territorio. Che, aspettando che la vicenda venga chiarita, è già pronto a tornare sul piede di guerra. A iniziare dal Movimento Sardo Pro Territorio-Comitato antiparco che ha annunciato lo stato di mobilitazione popolare nell’area del Gennargentu. «Siamo alle solite – attacca il coordinatore nazionale di Sardigna Natzione Bustianu Cumpostu – cambiano i ministri ed i governi ma il territorio della Sardegna, per lo stato italiano rimane una dote della quale può disporre a piacimento. Per lo stato il popolo sardo è un inconveniente che gli impedisce di utilizzare al meglio la Sardegna che è non sismica e potrebbe ospitare centrali e siti radioattivi, e sufficientemente lontana e vi si possono simulare le guerre senza disturbare il sonno agli italiani, ha industrie adatte allo smaltire i rifiuti industriali e vento a sufficienza per mettersi al passo con i parametri del protocollo di Kioto. L’ideale sarebbe una Sardegna senza sardi, ma putroppo per ora non è possibile». «Ho firmato l’interrogazione di Mauro Pili – spiega il deputato nuorese Bruno Murgia – contro il tentativo di inserire il Gennargentu tra i parchi di Stato. Un tentativo che non puo essere accettato e va a minare il diritto per il quale per anni ci siamo battuti e che e quello della autodeterminazione dei popoli e delle realta locali». «Si comprende davvero poco che cosa abbiano da far chiasso a vanvera deputati, consiglieri regionali, presidenti di province, sindaci – chiude Stefano Deliperi – la vicenda era già nota da anni e non c’è alcuna nuova notizia. Purtroppo. Così come non c’è alcuna seria e concreta proposta di tutela ambientale e crescita economico-sociale per le zone interne. Altro che solito blà blà sul prolungamento della stagione turistica e favole simili. No al parco e basta. Questo è l’unico programma politico-amministrativo che i nostri governanti vogliono darsi».

  4. 23 Giugno 2010 a 14:27 | #4

    un segnale positivo, concreto.

    da La Nuova Sardegna, 23 giugno 2010
    Arrivano i primi mufloni e ai piedi del Limbara nasce un’oasi faunistica.
    L’Ente foreste della Sardegna realizza il progetto ideato e finanziato dal Comune negli anni Ottanta. (Giuseppe Cancedda)

    TEMPIO. L’idea era stata dell’amministrazione comunale che, negli Anni’80, finanziò il progetto che prevedeva la recinzione di una ventina di ettari di terreno, ai piedi del Monte Limbara, per crearvi un’oasi faunistica. Oasi che doveva diventare la base per la reintroduzione nella montagna gallurese degli animali selvatici ormai in via d’estinzione, quali i mufloni, i daini e i cervi. Un progetto dimenticato nel tempo e ripreso dall’Ente Foreste che, una volta ottenuta la gestione dei terreni comunali del Limbara, ne ha avviato la realizzazione. Oggi il primo nucleo dell’oasi faunistica è una realtà: nel piccolo recinto creato all’interno di un’area custodita di trenta ettari, prolifera una piccola mandria di mufloni, che ha già raggiunto ventidue unità. Completato l’ambientamento, i capi adulti saranno lasciati liberi negli oltre duemila ettari, coperti da rigogliosi boschi, che il Comune tempiese possiede sul monte. La reintroduzione dei mufloni è iniziata poco più di due anni fa, con il trasferimento di otto capi, tre maschi e cinque femmine, nell’oasi di Curadureddhu, a circa sette chilometri da Tempio. L’ingresso è situato a poche decine di metri dall’Hotel Limbara, realizzatto dal Comune sui ruderi della vecchia colonia montana. L’ambientamento è stato talmente rapido che le femmine hanno già fatto registrare numerosi parti gemellari, considerati per i mufloni, normalmente, una rarità. «E’ la dimostrazione – afferma Roberto Serra, il veterinario che si occupa dell’allevamento – che gli animali, provenienti da Monte Lerno, in Comune di Pattada, si sono ambientati bene e godono inoltre di ottima salute». I mufloni non sono i soli animali ad essere reintrodotti nella montagna gallurese, da cui erano scomparsi da quasi un secolo. Nel versante di Berchidda, infatti, è stata compiuta un’operazione analoga, previlegiando i daini, di cui alcune coppie si spingono talvolta, in libertà, in agro di Tempio. I prossimi animali da reinserire sono i cervi, che pare non si adattino, tuttavia, ai terreni accidendati, ma preferiscano le radure, per cui bisognerà individuare una zona adatta. L’oasi faunistica è già diventata, come si sperava, una promettente attrazione turistica. «Succede spesso – dice Giovanni Filigheddu, il funzionario dell’Ente Foreste che si occupa delle oasi – che il personale incaricato di custodire la fauna debba tenere a distanza i gruppi di visitatori più invadenti. E’ infatti indispensabile per la sopravvivenza dei mufloni che gli stessi rimangano selvatici e quindi in grado di procurarsi autonomamente il cibo di cui si nutrono. In programma, però, c’è la creazione di un sentiero didattico con torrette per l’avvistamento a distanza dei mufloni, alcuni capi dei quali, comunque, saranno lasciati presto in libertà». Sarà anche opportuno sensibilizzare i cacciatori e ottenerne la collaborazione.

  5. vino
    22 Giugno 2010 a 18:07 | #5

    sicuramente l’on pili ha qualche fissa a partire dalla raccolta di firme per il referendum contro il ppr . un grande naturalista

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