Home > Primo piano > Interrogazioni parlamentari e denunce riguardo la speculazione edilizia sulle dune di Is Arenas.

Interrogazioni parlamentari e denunce riguardo la speculazione edilizia sulle dune di Is Arenas.

complesso turistico-edilizio Is Arenas

complesso turistico-edilizio Is Arenas

Nonostante la condanna da parte della Corte di Giustizia europea (sentenza Sez. IV, 10 giugno 2010, causa C-491/08) nei confronti dell’Italia, su ricorso (causa C-491/08) della Commissione europea, per l’avvenuta realizzazione in corso del progetto turistico-edilizio del gruppo immobiliare Is Arenas sulle dune boscate di Is Arenas (Narbolìa – San Vero Milis, OR) senza l’approvazione di un’adeguata valutazione di incidenza ambientale (necessario ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora, trattandosi di un sito di importanza comunitaria), i lavori sulle coste del Sinis proseguono come se nulla fosse.

Pertanto, il deputato catalano Raül Romeva i Rueda, del Gruppo Verdi/A.L.E., ha presentato il 22 giugno 2010 un’interrogazione prioritaria al Parlamento europeo chiedendo quali iniziative intenda adottare la Commissione europea nei confronti di questa plateale violazione del diritto comunitario e del giudicato della Corte di Giustizia europea (artt. 10, 226 e 238, paragr. 3 del Trattato CE). 

Inoltre, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico – che hanno inoltrato i ricorsi alla Commissione europea, decisivi per l’apertura della procedura di infrazione e conducono da anni questa lunga battaglia per la legalità e l’ambiente – hanno provveduto a inoltrare specifiche segnalazioni (24 giugno 2010) dell’avvenuta emanazione della sentenza della Corte di Giustizia alle Procure della Repubblica di Roma, di Cagliari e di Oristano, nonché alla Procura generale della Corte dei conti e alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna riguardo le conseguenze pecuniarie della medesima sentenza. La segnalazione in proposito è stata inoltrata anche al Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare.

Pineta costiera di Is Arenas e gru

Pineta costiera di Is Arenas e gru

 

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico e i Verdi europei, grazie all’incessante operato della presidente Monica Frassoni, continueranno a fare quanto possibile perché chi ha sbagliato – e ha comportato un danno ambientale paghi.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 (foto da www.isarenas.it, e per conto GrIG)

  1. 6 Agosto 2010 a 15:29 | #1

    qui, per esempio, c’è gente che non ha ancora capito nulla..a voler essere buoni.

    da La Nuova Sardegna, 6 agosto 2010
    Sopralluogo del presidente De Seneen e di alcuni assessori. Is Arenas piace alla Provincia ma c’è la sentenza europea. La giunta incontra il responsabile Pellò Golf in grande crescita.

    ORISTANO. L’insediamento turistico di Is Arenas cresce a dispetto di un verdetto della Corte di giustizia europea che ha condannato l’Italia per il cemento colato sull’area dunale e boschiva di Narbolia. Situazione che non imbarazza l’amministrazione provinciale.
    In via Senatore Carboni sono soddisfatti dei progressi registrati dall’operazione immobiliare. Nel governo dell’ente c’è più di una valutazione positiva.
    Al termine di un incontro con i responsabili della società, il presidente Massimiliano De Seneen ha parlato di «sostegno alle iniziative imprenditoriali che a Narbolia sono state poste in essere realizzando ad Is Arenas un campo da golf di 18 buche e le annesse strutture turistico ricettive, in gran parte funzionali alla disciplina del golf».
    Al sopralluogo hanno preso parte gli assessori al Turismo Gianfranco Attene, allo Sport Serafino Corrias e al lavoro Alessandro Murana.
    Nel faccia a faccia con l’ingegnere Piero Maria Pellò, rappresentante della Is Arenas, si è parlato di tutti gli aspetti dell’iniziativa imprenditoriale che ha portato alla realizzazione del complesso immobiliare che, è il parere espresso dall’amministrazione provinciale, «nella sua edificazione tiene conto delle prescrizioni imposte e che non sono in contrasto, proprio per le caratteristiche di pineta artificiale, con il fatto che l’area sia compresa all’interno di un Sic, del quale peraltro si attende ancora la istituzione del Comitato di gestione».
    Ma proprio su questo elemento si basa la sentenza della Corte europea, che ha contestato all’Italia di non avere adottato le misure necessarie prima del luglio 2006 a protezione e successivamente a evitare il degrado ambientale del sito di importanza comunitaria.
    La preoccupazione della Provincia è ora di risolvere il nodo della Gestione del Sic avviando i necessari rapporti con gli enti, di cui ha parlato l’assessore Attene: «Ci faremo parte attiva nel chiedere la definizione di tutte le procedure in corso».
    Sull’importanza che hanno raggiunto i livelli occupativi (da Is Arenas, ogni anno, escono 5 milioni di euro di salari, indotto a parte) si è soffermato l’assessore Alessandro Murana, mentre il collega di giunta Serafino Corrias ha sottolineato il rilievo del prossimo avvenimento sportivo, che a ottobre impegnerà 240 golfisti nei Campionati internazionale juniores.
    Sul versante della pratica del golf, il direttore dei campi Alessandro Grazia e il responsabile della segreteria, Roberto Putzolu hanno confermato numeri in forte crescita.
    Scenario che fa condividere fra i presenti la necessità di una politica di sviluppo del sistema del golf con almeno altri due campi da realizzare in Provincia di Oristano.
    Si è inoltre parlato del miglioramento dei collegamenti con la statale 131, e in relazione all’avvio dello scalo aereo di Fenosu è stata chiesta l’apertura di una o più “rotte del golf”, a iniziare con Malpensa. Al momento nella struttura sono operativi 600 posti letto che diventeranno 1.300 entro due anni. (gpm)

  2. 12 Luglio 2010 a 15:52 | #2

    esempio di straordinaria “confusione” (per non dire altro) mentale e fattuale.

    COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW
    Murialdo, 1 Luglio 2010

    * La Corte Europea di giustizia ha condannato l’Italia per la cementificazione sulle dune boscate di Is Arenas (Comune di Narbolia). Si tratta di un SIC. Anche l’AIW aveva preso posizione contro la speculazione edilizia, in atto già prima del suo riconoscimento come SIC. Quindi la condanna è anche una vittoria dell’AIW. Peccato che sia troppo tardi, e prova di come l’Unione Europea in questa questione ingarbugliata dei SIC si muova sempre a chiudere le stalle dopo che i buoi sono usciti! Forse non aveva tutti i torti il Ministero dell’Ambiente quando per uscire da questa vertenza propose di eliminare questa zona dall’elenco dei SIC visto che di ambiente naturale era rimasto ben poco dopo anni di urbanizzazione legittima ed illegittima.

  3. 11 Luglio 2010 a 16:00 | #3

    il Gruppo Is Arenas s.r.l. ordina, la Provincia di Oristano esegue :o

    da La Nuova Sardegna, 11 luglio 2010
    Ritenuto illegittimo l’abbattimento di alcuni capi nella Zona di ripopolamento.
    È lite per i cinghiali di Is Arenas: ambientalisti sul piede di guerra. (Enrico Carta)

    NARBOLIA. Come se non bastasse tutto il resto, adesso ci si mettono anche i cinghiali a mettere zizzania sulle terre di Is Arenas.
    «Sono troppi e vanno abbattuti», sostiene più d’uno, tanto che durante lo scorso inverno viene presa la decisione di dare loro la caccia. La notizia viene diffusa dagli organi di stampa, ma viene saltato un passaggio fondamentale che ora rischia di far scoppiare una nuova guerra fredda all’interno del Comitato faunistico provinciale, dove alcuni esponenti delle associazioni ambientaliste – ma non solo loro – hanno storto il naso di fronte al fatto che l’organismo sia stato letteralmente scavalcato e siano stati invece direttamente contattati macellai per provvedere a trasformare in gustose salsicce quegli animali che, più che altro, stavano importunando i golfisti.
    Le loro scorribande sui green non erano infatti del tutto gradite, ma in realtà la decisione è stata presa per via del numero eccessivo, quantificato in 32 capi. C’è però un problema assai più serio che è stato sollevato nell’ultima riunione del comitato faunistico, quando è stato fatto presente da alcuni componenti che quella è una Zona di ripopolamento e cattura e quindi non può essere destinata alla caccia.
    Fioccano le proteste e viene chiesta la documentazione attinente il provvedimento e gli effetti che questo ha avuto, per cui la riunione del Comitato viene aggiornata. Ma al momento della comunicazione si scopre che all’ordine del giorno c’è la revoca della zona di ripopolamento e cattura di Is Arenas che invece, secondo quanto deliberato lo scorso anno dovrebbe rimanere in vita per diversi anni.
    Per riscaldare ulteriormente gli animi ecco poi la sentenza della Corte di giustizia europea che ha condannato definitivamente la speculazione edilizia su Is Arenas e che ha rinvigorito i toni della protesta «perché dicono gli ambientalisti – si continua a difendere una situazione di illegalità». È anche per questo che non ci vuole la sfera di cristallo per intuire che la riunione di martedì del comitato faunistico provinciale sarà piuttosto agitata.

  4. 7 Luglio 2010 a 16:58 | #4

    da La Nuova Sardegna, 7 luglio 2010
    Interrogazione di Pes del Pd: Is Arenas, stop a un altro processo.

    ORISTANO. il caso Is Arenas torna in Parlamento. Il deputato del Pd Caterina Pes ha infatti presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Ambiente e delle politiche comunitarie il Presidente del Consiglio e i Ministri con la quale chiede quali iniziative il governo intenda assumere per «evitare l’apertura di una nuova procedura di infrazione del diritto comunitario con conseguente e scontata condanna pecuniaria contro il nostro Paese, gravante ancora una volta sul Bilancio dello Stato».
    Caterina Pes ripercorre in sintesi la storia complicata, e per certi versi incredibile, storia dell’investimento immobiliare nella pineta di Is Arenas condannato dalla recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea.
    La parola ora passa al governo.

    Qui l’interrogazione: Interrogazione a risposta scritta 4-07930
    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=27043&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27+%7C+%27CAMERA%27

  5. 26 Giugno 2010 a 17:04 | #5

    da La Nuova Sardegna, 26 giugno 2010
    Is Arenas, l’Italia verso un altro processo a Bruxelles. Disattesa la sentenza della Corte di giustizia: nella pineta si continua costruire. (Piero Mannironi)

    BRUXELLES. Storia di paradossi e di stranezze, quella dell’investimento immobiliare sulle dune boscate di Is Arenas. Storia annosa, complessa, di una contesa che si è sviluppata fino a oggi tra le ragioni del cemento e le ragioni dell’ambiente e del diritto.
    La sentenza del 10 giugno scorso della Corte di giustizia dell’Unione europea sembrava aver definitivamente chiuso la partita, dando definitivamente ragione agli ecologisti che sostenevano l’illegittimità degli insediamenti nella pineta, catalogata come Sic (Sito di interesse comunitario), cioè un’area riconosciuta dall’Unione europea di alto valore naturalistico e perciò meritevole di una particolare tutela ambientale.
    Ebbene, non è così. E d’altra parte una storia come questa non poteva non riservare l’ennesima sorpresa. Infatti la sentenza della Corte di giustizia sembra essere caduta nel nulla. In un silenzio avvilente, a dir poco incredibile. Soprattutto da parte del mondo della politica, sempre più distratto e lontano dai problemi dell’ambiente. E intanto la società Is Arenas va avanti per la sua strada, come se niente fosse, proseguendo nel suo programma di investimento immobiliare nel Sic di Narbolia. Eppure la sentenza della Corte di giustizia si porta dietro una sostanza politica imbarazzante sia per il governo italiano che per il governo regionale: il venir meno agli obblighi comunitari, fissati dalla direttiva habitat, corrisponde infatti a un implicito favore alla società che sta cementificando la pineta. Ma se in Sardegna nulla si muove e se il governo sembra non essersi accorto della sentenza della Corte di giustizia, ci ha pensato martedì scorso l’europarlamentare verde Räul Romeva i Rueda a riaprire la partita. Ha infatti presentato un’interrogazione scritta prioritaria alla Commissione europea con la quale denuncia il comportamento della società Is Arenas, ma anche quello omissivo del governo italiano e della Regione. Scrive Rueda: «È in corso l’esecuzione dei lavori per la realizzazione di un complesso di interventi edilizi di carattere residenziale e ricettivo da parte del gruppo Is Arenas srl nel sito di importanza comunitaria Is Arenas, codice ITB032228 (Comune di Narbolia, provincia di Oristano, Sardegna, Italia). Per la realizzazione di tale complesso turistico-edilizio, in assenza di adeguata valutazione di incidenza la Corte di Giustizia, con sentenza Sez. IV, 10 giugno 2010, causa C-491-08, ha condannato l’Italia, dietro ricorso della Commissione europea, in seguito alla procedura di infrazione n. 4381/2000. Nonostante ciò, i lavori proseguono e non cè alcun segnale di una loro interruzione». Continua l’europarlamentare verde: «È la Commissione a conoscenza di quanto sopra? Quali iniziative la Commissione intende assumere avverso questa palese e plateale violazione del diritto comunitario e degli obblighi di collaborazione degli Stati membri (artt. 10 e 226 trattato)? Intende la Commissione adire la Corte di Giustizia in merito alle violazioni del diritto comunitario in tema di violazione di un giudicato della Corte di Giustizia ai sensi dellart. 238, paragrafo 3, del Trattato CE?». Insomma, il caso Is Arenas ritorna sulla platea europea. Ma che conseguenze potrebbe avere l’interrogazione di Räul Romeva i Rueda? Quando la Corte accerta l’inadempimento (come è accaduto per Is Arenas) lo Stato membro è tenuto a porvi fine immediatamente. Significa il blocco immediato delle attività che portano a un depauperamento del valore ambientale del sito, oltre al pagamento delle spese del processo. Qualora poi lo Stato non dovesse ottemperare alla sentenza della Corte, la Commissione potrà avviare una nuova procedura di infrazione che potrebbe portare a un nuovo deferimento dello Stato di fronte alla Corte di giustizia. Nel caso venisse accertata la mancata esecuzione della sentenza precedente, lo Stato sarà condannato al pagamento di una ammenda. Si tratta di ammende pesantissime, per milioni di euro. Si muovono intanto anche gli ecologisti del Gruppo d’Intervento Giuridico che nel 2006 promossero il ricorso a Bruxelles, conclusosi con la sentenza di condanna per l’Italia. «Abbiamo inoltrato giovedì scorso – dice il portavoce Stefano Deliperi – dell’avvenuta emanazione della sentenza della Corte di Giustizia alle Procure della Repubblica di Roma, Cagliari e Oristano, nonché alla Procura generale della Corte dei conti e alla Procura regionale della Corte dei conti riguardo le conseguenze pecuniarie della sentenza».

I commenti sono chiusi.