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No a questo tracciato del gasdotto appenninico!

Orchidea,  Himantoglossum adriaticum

Orchidea, Himantoglossum adriaticum

La Provincia di Pesaro – Urbino, la Provincia di Perugia, il Comune di Gubbio, la Comunità Montana del Catria e del Nerone, il Comitato umbro-marchigiano “No Tubo”, i Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, il Comitato civico “Norcia per l’Ambiente”,il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, l’associazione La Lupus in Fabula onlus, la Federazione nazionale Pro Natura, il WWF Italia, Mountain Wilderness Italia, Italia Nostra, l’A.R.C.I. Caccia della Provincia di Perugia hanno inoltrato (25 giugno 2010) un ricorso alla Commissione europea affinchè valuti (art. 258 Trattato CE) la rispondenza alle normative comunitarie in materia di valutazione ambientale strategica – V.A.S. e di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. del gasdotto denominato “Rete Adriatica”, progettato dalla Snam Rete Gas s.p.a. (avente come partner per la distribuzione la Società British Gas).

Analogamente, per quanto di competenza, sono stati coinvolti i Ministeri dell’ambiente, dei beni e attività culturali, dello sviluppo economico, dei trasporti e i Presidenti delle Regioni interessate dal tracciato (Puglia, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana, Emilia-Romagna).

Questa è la risposta che i territori interessati, attraverso le loro amministrazioni più sensibili, le grandi associazioni nazionali (da ambientali a venatorie), la società civile attraverso i comitati, danno al tentativo della Snam rete Gas di portare avanti un progetto di grandissimo impatto ambientale in territori di grande fragilità, geologica, sismica, ambientale paesaggistica e di conseguenza sociale ed economica. Si vorrebbe infatti far passare, con un impatto inimmaginabile, un gasdotto di dimensioni colossali sui crinali  dell’Appennino Centro Settentrionale, il gasdotto “Rete Adriatica Brindisi Minerbio” (diametro 1.200 mm. A circa mt. 5 di profondità, servitù di mt. 40 per circa 700 chilometri in buona parte sulle cime di montagne e attraverso numerosissimi corsi d’acqua) ipotizzato con un unico tracciato dal Sud (Massafra, Prov. Taranto) fino all’Italia settentrionale (Minerbio, Prov. Bologna) in forza anche di dichiarazioni di pubblica utilità, alcune delle quali scadute e relative ad ogni singolo tratto.

Lupo appenninico (Canis lupus italicus)

Lupo appenninico (Canis lupus italicus)

Il progetto del gasdotto prevede i seguenti lotti funzionali:

  • Metanodotto Massafra – Biccari – DN 1200 (48’’), lungo 194,7 km;
  • Metanodotto Biccari – Campochiaro – DN 1200 (48’’), lungo 70,6 km;
  • Metanodotto Sulmona – Foligno – DN 1200 (48’’), lungo 167,7 km;
  • Centrale di compressione di Sulmona, n° 3 turbo compressori da 33 Mw.
  • Metanodotto Foligno – Sestino – DN 1200 (48’’), lungo 113,8 km;
  • Metanodotto Sestino – Minerbio – DN 1200 (48’’), lungo 142,6 km.

Si tratta, quindi, di un’opera, le cui parti sono funzionalmente connesse e programmate per realizzare un’unica struttura per il trasporto del gas metano da Massafra a Minerbio.

L’autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio dell’opera deve, pertanto, essere assoggettata a preventivo e vincolante procedimento di valutazione ambientale strategica – V.A.S., qualora sia presa in considerazione quale “piano o “programma” (direttiva n. 42/2001/CE) ovvero ad un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. (direttive n. 85/337/CEE e n. 97/11/CE) qualora sia considerata quale “opera” unitaria.

paesaggio umbro

paesaggio umbro

Questo non è avvenuto, nonostante sia previsto dalla normativa italiana di recepimento (decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche e integrazioni, il codice dell’ambiente).        Sono stati effettuati procedimenti parziali di V.I.A. su alcuni tratti, senza alcun collegamenti fra le diverse procedure, in palese violazione della normativa comunitaria, secondo quanto interpretato dalla giurisprudenza della Corte europea di Giustizia e dai Giudici amministrativi nazionali.

S.O.S. Monte Amiata!  La geotermia rischia di avvelenarlo!Il tracciato del gasdotto “Rete Adriatica” interessa – direttamente o indirettamente – numerose aree naturali protette così come definite dalla legge n. 394/1991 e successive modifiche ed integrazioni e in particolare:

parchi nazionali della Maiella, dei Monti Sibillini, del Gran Sasso – Monti della Laga;

parco naturale regionale del Velino – Sirente;

siti di importanza comunitaria – S.I.C. e/o zone di protezione speciale – Z.P.S. “Area delle Gravine” (codice IT9130007), “Valle Ofanto-Lago di Capaciotti” (codice IT9120011), “Valle del Cervaro-Bosco dell’Incoronata” (codice IT9110032), “Sorgenti ed Alta Valle del fiume Fortore” (codice IT8020010), “Bosco di Castelvetere in Valfortore” (codice IT8020006), “Bosco di Castelpagano” (codice IT2020005), “Sella di Vinchiaturo” (codice IT7222296), “La Gallinola-Monte Miletto- Monti del Matese” (codice IT7222287), “Maiella” (codice IT7140203), “Maiella sud-ovest” (codice IT7110204), “Monte Genzana” (codice IT7110100), “Parco nazionale della Maiella” (Z.P.S., codice IT7140129), “Fiumi-Giardino-Sagittario-Aterno-Sorgenti del Pescara” (codice IT7110097), “Velino-Sirente” (codice IT7110130),  “Fiume Topino” (codice IT5210024), “Boschi bacino di Gubbio” (codice IT5210010), “Boschi di Pietralunga” (codice IT5210004), “Biotopi e ripristini ambientali di Medicina e Molinella” (codice IT4050022), “Valli di Medicina e Molinella” (codice IT4050017), “Biotopi e ripristini ambientali di Budrio e Minerbio” (codice IT4050023), “Valle Benni” (codice IT4050006).

Il gasdotto “Rete Adriatica” è stato progettato dalla Snam Rete Gas s.p.a. al fine di realizzare il raddoppio delle infrastrutture di trasporto gas lungo il versante adriatico del territorio nazionale. E ciò, secondo l’intento dichiarato dalla stessa Snam, in analogia con quanto realizzato lungo il versante tirrenico della penisola, dove corrono parallelamente due infrastrutture di trasporto gas. Giunto invece all’altezza di Biccari (FG), il tracciato del gasdotto è stato dirottato inspiegabilmente verso l’interno, lungo la dorsale appenninica, adducendo presunte e non dimostrate “insuperabili criticità” sotto l’aspetto tecnico.  Ma proprio scegliendo la dorsale appenninica il tracciato si scontra invece con criticità quali la presenza di aree boschive e numerose aree protette, rischio sismico e idrogeologico.

Apecchio

Apecchio

Insostenibile sarebbe poi l’impatto su aree importanti sul piano socio-economico per i danni sia diretti che di immagine ad un sistema turistico già ben sviluppato e impostato sulla ricettività diffusa (agriturismi, ostelli, rifugi, campeggi, ecc) e sul settore agro alimentare di eccellenza, per la presenza di produzioni tipiche (pane, birre, grappe, liquori, acque minerali, ecc.) e  per il fatto che le aree individuate dal tracciato sono importanti aree tartufigene (tartufo bianco pregiato) dell’ Umbria e delle Marche.

S.O.S. Monte Amiata!  La geotermia rischia di avvelenarlo!

E’ inoltre sorprendente che tra le criticità prese in esame non figuri affatto il rischio sismico, sicuramente molto più elevato lungo l’Appennino che sulla costa adriatica. Il gasdotto “Rete Adriatica” si snoda lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino Centrale storicamente interessato da un notevole tasso di sismicità, con eventi anche di magnitudo elevata, come il terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito L’Aquila e molte altre località dell’Abruzzo, e il terremoto del 26 settembre 1997 che ha colpito l’Umbria e le Marche. Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado.

E in quello che è stato dichiarato dall’ONU l’anno della biodiversità,  appare a dir poco incoerente che si proponga un progetto di questa portata, avente come aree di intervento proprio quelle che sono individuate e descritte quali “sorgenti di Biodiversità”.

farfallina azzurra

farfallina azzurra

Ora gli enti locali territoriali, le associazioni ecologiste, i comitati civici ricorrenti auspicano l’apertura degli accertamenti da parte della Commissione europea e l’adozione degli opportuni provvedimenti da parte dei Ministeri e delle Regioni coinvolte per fermare le procedure autorizzative di un’opera dal pesante impatto ambientale e socio-economico, con gravi rischi di sicurezza pubblica. Soltanto lo svolgimento di procedure di V.A.S. e di V.I.A. uniche, con la partecipazione delle comunità locali interessate, può consentire di reperire le soluzioni di tragitto meno impattanti e pericolose nel rispetto della legalità, dell’ambiente e dei legittimi interessi dei cittadini.

Gruppo d’Intervento Giuridico

P.S.   naturalmente mettiamo a disposizione di tutti i cittadini interessati un modulo di ricorso alla Commissione europea da completare con i propri dati personali, sottoscrivere e spedire. Può essere richiesto all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com.

(foto S.L., E.R., S.D., archivio GrIG)

  1. 27 Novembre 2010 a 23:45 | #1

    GASDOTTO SNAM “RETE ADRIATICA”. INTERROGAZIONE VERINI (E ALTRI) CHIEDE LO SPOSTAMENTO DEL TRACCIATO.

    E’ stata depositata nella giornata di ieri presso la Camera dei Deputati, l’interrogazione a firma Walter Verini e altri, indirizzata ai Ministri dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, per i Beni e le Attività Culturali, in merito al progetto volto alla realizzazione del metanodotto della Snam rete Gas denominato “Rete Adriatica” della lunghezza complessiva di 687 km e lungo un unico tracciato che va da Massafra (Prov.Taranto) fino Minerbio, (Prov. Bologna) passando per l’Umbria.
    Il deputato umbro Verini, primo firmatario dell’interrogazione, insieme ad altri colleghi del Pd, tra cui i marchigiani Massimo Vannucci e Maria Letizia De Torre, gli abruzzesi Giovanni Lolli e Vittoria D’Incecco, la toscana Raffaella Mariani e Sandro Gozi, è tornato a chiedere ai ministri competenti di assumere un’iniziativa netta e risoluta per approfondire al più presto, insieme con le comunità e le istituzioni regionali e locali, con le associazioni ambientaliste e le forze sociali di quei territori, ogni aspetto della questione, allo scopo di correggere quelle parti progettuali del tracciato che rischiano di compromettere un equilibrio dell’ecosistema e tutti i settori economici e sociali a questo collegati.
    In particolare l’interrogazione tende a precisare che: “considerate le problematiche espresse difficilmente superabili, non sia opportuno bloccare le procedure riferite al percorso previsto, disponendo lo spostamento del tracciato del gasdotto dalla dorsale appenninica lungo altre direttrici, a partire da quella del corridoio adriatico”.
    Già la scorsa estate lo stesso Verini era intervenuto sulla vicenda dichiarando che: “nessuno vuole mettere in discussione l’utilità dell’opera, ma il tracciato proposto presenta aspetti rischiosi per l’ambiente ed il paesaggio, soprattutto nel tratto dello Appennino, con particolare riferimento ai territori dei comuni umbri di Foligno-Gubbio-Pietralunga ed a quelli marchigiani di Apecchio, Mercatello sul Metauro e Borgo Pace”.

  2. 14 Luglio 2010 a 14:56 | #2

    da Consiglio regionale dell’Umbria news

    AMBIENTE: “BENE IL RICORSO DI PROVINCIA PERUGIA E COMUNE GUBBIO ALLA COMMISSIONE EUROPEA PER IL GASDOTTO ‘RETE ADRIATICA’” – GORACCI (PRC-FED.SIN) INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE

    (Acs) Perugia, 5 luglio 2010 – “Qual è il parere esprime della Giunta regionale in merito al ricorso alla Commissione Europea (CE) promosso, tra gli altri, dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Gubbio, affinché venga valutata la rispondenza alle normative comunitarie in materia di valutazione ambientale strategica (VAS) e di Valutazione di impatto ambientale (VIA) del gasdotto denominato ‘Rete Adriatica’, progettato dalla Snam Rete Gas spa”. E’ quanto chiede il consigliere regionale di Prc-Fed.Sin. e vicepresidente del Consiglio, Orfeo Goracci attraverso una interrogazione all’Esecutivo regionale nella quale sottolinea anche se non si ritenga necessario “assumere una forte ed immediata iniziativa formale nei confronti del Governo italiano per richiedere la revisione del tracciato e conoscere, dalla Snam Rete Gas S.p.A., i motivi per cui non sono state prese in considerazioni soluzioni alternative con riferimento alle infrastrutture esistenti, in analogia con le scelte effettuate per il corridoio tirrenico”.
    Nell’atto, il vice presidente del Consiglio regionale, cita i numerosi organismi istituzionali, ma anche ambientalisti e comitati cittadini che hanno inoltrato ricorso alla Commissione Europea affinché valuti (ai sensi dell’art. 258 del Trattato CE) la rispondenza alle normative comunitarie in materia di ‘Vas’ e di ‘Via’ del gasdotto progettato dalla Snam Rete Gas S.p.A. (avente come partner per la distribuzione e vendita la Società British Gas)”.
    Goracci ricorda che “il progetto prevede la realizzazione di un gasdotto di dimensioni colossali sull’Appennino centro settentrionale (diametro tubo 1.200mm posto a circa 5 mt di profondità, servitù di mt 40 per circa 700 km in buona parte sulle cime di montagne e attraverso numerosissimi corsi d’acqua) progettato in unico tracciato dal Sud (Massafra, Prov. Taranto) fino all’Italia settentrionale (Minerbio, in provincia di Bologna) ed è suddiviso in lotti funzionali che sono evidentemente connessi per realizzare un’unica struttura per il trasporto di gas”. “Con tale frazionamento – osserva Goracci – sono stati effettuati procedimenti parziali di ‘Via’ su alcuni tratti senza alcun collegamento tra le diverse procedure, consentendo agli enti locali una valutazione del progetto soltanto rispetto alla compatibilità con gli strumenti urbanistici vigenti nei comuni toccati dall’opera. La Regione Umbria, – spiega – con Determinazione dirigenziale n. 6347 del 07 luglio 2006 ha autorizzato, con prescrizioni, il progetto relativo al ‘Metanodotto Foligno-Sestino’ per il tratto di competenza, pur in presenza di un parere non favorevole espresso dal Servizio programmazione forestale, faunistico-venatorio ed Economia montana per quanto attiene agli aspetti faunistico-vegetazionali, in assenza di soluzioni alternative del tracciato ‘che consentano la salvaguardia del delicato equilibrio e della funzionalità del sistema ecologico della dorsale appenninica”. Secondo Goracci “il tracciato del gasdotto ‘Rete Adriatica’ interessa, direttamente ed indirettamente, numerose aree naturali protette, tra le quali il Parco dei Monti Sibillini, il Parco Velino-Sirente, i siti di importanza comunitaria-SIC e zone di protezione speciale: Zps quali ‘Fiume Topino’, ‘Boschi Bacino di Gubbio’, ‘Boschi di Pietralunga’ per quanto riguarda il territorio regionale umbro”.
    “il Gasdotto ‘Rete Adriatica’ – continua il vice presidente di Palazzo Cesaroni – è stato progettato dalla Snam Rete Gas S.p.A. al fine di realizzare il raddoppio delle infrastrutture di trasporto gas lungo il versante adriatico del territorio nazionale in analogia con quanto realizzato lungo il versante tirrenico. Ma da Biccari (Foggia) il tracciato del gasdotto viene fatto girare verso l’interno e si sviluppa lungo la dorsale appenninica, scontrandosi con ‘criticità’ quali la presenza di aree boschive, aree protette, aree ad elevato rischio idrogeologico e sismico. Basti pensare ai terremoti di Umbria-Marche del 1997 ed a quello ancor più devastante in Abruzzo del 2009, dove proprio a Sulmona è prevista la realizzazione di una centrale di compressione. Il gasdotto – fa notare – andrebbe sicuramente a ledere pesantemente l’economia di una zona a cavallo tra Umbria e Marche ove si è ben sviluppato un sistema turistico basato sulla ricettività diffusa (agriturismi, ostelli, rifugi, campeggi, ecc.) alla cui realizzazione, peraltro, la nostra Regione ha utilmente ed intelligentemente contribuito con importanti investimenti, nonché sul settore dell’eccellenza dei prodotti del settore agro alimentare, compromettendo, in questo modo, anche aree importanti per la produzione e raccolta del tartufo (bianco pregiato) sia in Umbria che nelle Marche”.
    In conclusione, Goracci reputa “completamente condivisibili le valutazioni e le richieste contenute nel ricorso presentato alla Commissione Europea”.

  3. 14 Luglio 2010 a 14:54 | #3

    da Gubbio Oggi, 13 luglio 2010 (http://www.gubbiooggi.it/Index.aspx?idnews=256&idsottosito=58)
    “NO” AL GASDOTTO. Nuova iniziativa del Comitato No Tubo: ora possono fare ricorso all’Ue anche i cittadini. (Valentina Santucci)

    Un ricorso per ciascun cittadino. E’ la nuova iniziativa che il comitato “No tubo”, dopo il ricorso all’Ue presentato dal Comune di Gubbio, si appresta a promuovere per sensibilizzare le popolazioni coinvolte nella realizzazione del gasdotto Brindisi-Minerbio progettato dalla Snam (nella foto il tracciato del tratto Foligno-Sestino). Nei prossimi giorni dunque a ciascun eugubino verrà recapitata (per posta, tramite mail o direttamente a mano) una copia del ricorso fatto dal Comune, in modo che ciascuno possa leggerlo, firmarlo e poi spedirlo nuovamente alla Commissione europea, al fine di vedere rafforzata la posizione degli oppositori al famigerato gasdotto.
    La questione è ormai diventata di portata nazionale, con tante associazioni (locali, regionali ed internazionali) che hanno aderito all’iniziativa sostenendola con convinzione. “Quella della Snam rappresenta una vera e propria imposizione che va contro le leggi della democrazia – ha sottolineato il presidente del comitato “No tubo” Aldo Cucchiarini – Ecco perché cerchiamo di coinvolgere al massimo la popolazione, dopo due ricorsi al Tar e questo ricorso all’Ue”.

  4. 14 Luglio 2010 a 14:50 | #4

    su SOTTOCCHIO, il portale dell’informazione delle Marche: http://www.sottocchio.it/index.php?page=articolo&articolo_id=251485

  5. 14 Luglio 2010 a 14:46 | #5

    Stefano Deliperi NON è avvocato e non sa più in che lingua dirlo…

    da Il Centro, 12 luglio 2010
    SULMONA. Ricorsi fai-da-te contro gasdotto e centrale. È l’ultima iniziativa messa in piedi dai comitati ambitalisti. In attesa dell’iter piuttosto lungo del ricorso alla Commissione europea contro il metanodotto Brindisi-Minerbio, gli ambientalisti invitano i cittadini a presentare ricorsi singoli a Bruxelles contro il progetto della Snam. (Federico Pantano)

    È l’avvocato Stefano Deliperi, che ha seguito la pratica del ricorso delle varie associazioni ambientaliste (a cui si sono aggiunti vari Enti del Centrosud Italia), a rassicurare i cittadini sulla procedura. «Con il presente ricorso», spiega il legale, specializzato in diritto ambientale, «si sollecita la Commissione europea a esercitare le competenze attribuitele dal Trattato della Comunità europea per verificare se il diritto comunitario sia rispettato o meno, rispetto al progetto del metanodotto.
    L’atto non comporta alcuna conseguenza per il singolo cittadino segnalante». «Sarebbe molto importante che il ricorso», aggiungono gli ambientalisti di Sulmona, «venisse spedito da diversi cittadini lungo tutto il tracciato». Sono già arrivate alcune decine di richieste al gruppo di intervento giuridico.
    I ricorsi dei singoli cittadini andrebbero a rafforzare l’effetto di quello presentato da vari sodalizi ed Enti il mese scorso. Il tracciato del gasdotto Snam sfiora i 169 chilometri di lunghezza e tocca tre regioni: Abruzzo, Umbria e Lazio. I motivi principali del «no» degli ambientalisti sono legati alla tutela dell’ambiente e della salute.

  6. 13 Luglio 2010 a 21:27 | #6

    Due parole a Mirko Ceci, sindaco di Pietralunga. A voler essere buoni, hai compreso poco. Perchè
    1) non c’è alcun “incarico legale”. Ci sono Enti locali territoriali, Associazioni, Comitati popolari che hanno sottoscritto un ricorso alla Commissione europea (art. 226 del Trattato CE) predisposto dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus. Semplicemente;
    2) non è stata effettuata sul progetto del c.d gasdotto appenninico alcuna procedura di V.A.S. (valutazione ambientale strategica).
    Dal tono delle dichiarazioni del sindaco di Pietralunga pare che attendano che qualcuno tolga loro le castagne dal fuoco. C’è, invece, bisogno di unità d’intenti e di azioni comuni per tutelare ambiente, territorio, contesti economico-sociali comuni a tutto l’arco appenninico.

    dal Corriere dell’Umbria, 13 luglio 2010
    Qui Pietralunga. “Noi invece non aderiamo”. (Anna Maria Polidori)

    PIETRALUNGA – Nei giorni scorsi è stato presentato un ricorso contro il passaggio del metanodotto Brindisi-Minerbio (Emilia-Romagna), che attraverserà, se non cambierà il percorso, anche il Comune di Pietralunga. Ma il Comune pietralunghese non ha aderito a questo ricorso. Il sindaco Mirko Ceci spiega perché: “Nelle scorse settimane siamo stati contattati in merito a un ricorso contro il progetto del metanodotto. Tengo a precisare che la mancata adesione al ricorso non significa aver cambiato idea. Noi manteniamo la nostra contrarietà al progetto, espressa nelle delibere dei vari consigli comunali. Però non abbiamo aderito al ricorso per due ragioni: la prima perché abbiamo un regolamento per quanto riguarda gli incarichi legali e la seconda è una questione giuridica. Nella nostra zona la Vas (Valutazione ambientale strategica) è stata effettuata. E poi è meglio che il ricorso venga presentato da enti superiori ai Comuni”.

  7. 13 Luglio 2010 a 19:50 | #7

    dal Corriere dell’Umbria, 13 luglio 2010 (http://www.corrieredellumbria.it/news.asp?id=69)
    “Gubbio dice no al gasdotto”. La costruzione dell’impianto continua a far discutere. Baldelli: “Appennino in pericolo”. Il Comune fa ricorso all’Ue. Ercoli: “Progetto sconvolgente”. Mobilitazione. Sindaco e consiglieri contrari al gasdotto. (Anna Maria Minelli)

    Un ricorso a tutela del territorio e contro le logiche prettamente commerciali. È questo il succo del ricorso presentato alla Commissione europea in merito realizzazione del gasdotto da Brindisi-Minerbio. A capeggiare la protesta, da sempre, sin dal 2004 il comitato “No tubo” che insieme ad istituzioni e altre associazioni ha presentato il documento. Della questione si è parlato ieri a Gubbio, la nostra città è l’unico Comune ad aver aderito, come istituzioni sono presenti anche le Province di Perugia, Pesaro e Urbino e la comunità montana del Catria e Nerone. “Come amministrazione comunale – ha precisato la pro sindaco Ercoli – abbiamo aderito perché se il progetto dovesse andare in porto sconvolgerebbe le caratteristiche del territorio. Attendiamo la presa di posizione della Regione Umbria alla quale l’ex sindaco Orfeo Goracci, ora vice presidente del consiglio regionale, ha presentato una interrogazione in merito”. Un’opera di 687 chilometri, di 1,2 metri di diametro, a 5 metri di profondità con 40 metri di pertinenza e una pressione a 75 bar. “Passando sulle montagne dell’Appennino, provocherebbe un impatto ambientale sconvolgendo l’assetto del territorio – ha spiegato Aldo Cucchiarini del comitato No Tubo – il comitato di intervento giuridico ha predisposto che ci siano sottoscrizioni anche da parte dei cittadini”. La realizzazione dell’opera, è stato spiegato ieri, deve essere assoggettata al procedimento di valutazione ambientale (Vas) ed ad un unico procedimento di impatto ambientale (Via). Sarebbero invece stati effettuati procedimenti parziali, senza il rispetto delle normative europee. Ecco quindi il ricorso, a firmarlo anche i comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, “Norcia per l’ambiente”, il Gruppo di intervento giuridico onlus, l’associazione Lupus in Fabula, la Federazione nazionale Pro natura, il WWF Italia, Mountain Wilderness Italia, Italia Nostra, L’Arci caccia Provincia di Perugia. Mauro Furlani per la Pro Natura ha detto: “Sarebbe uno sconvolgimento per l’Appennino, devastante per le popolazioni zoologiche e per la stessa fauna. Il metanodotto passerebbe attraverso aree Sic e parchi nazionali, che al contrario dovrebbero essere scrigni per la protezione delle biodiversità”. Doveroso aderire anche secondo Paolo Zambrini di Arcicaccia Perugia “Sarebbe stato un grande segnale se avessero aderito anche altre associazioni di cacciatori, per una difesa concreta del territorio”. Secondo l’assessore all’ambiente della Provincia di Pesaro e Urbino Tarcisio Porto: “La realizzazione di questo gasdotto avvantaggerebbe alcuni territori a discapito di altri. L’Appennino centrale viene considerato solo una servitù di passaggio. Chiediamo una valutazione integrata interregionale ed un coinvolgimento concreto delle popolazioni”. Il consigliere provinciale Luca Baldelli ha rimarcato l’impegno per far aderire anche la Provincia di Perugia. “Al principio c’è stata nei confronti del gasdotto una forma di sottovalutazione del problema. La realizzazione del gasdotto risulterebbe impattante per l’ambiente e l’economia soprattutto quella agri-turistica”. Da considerare ha detto ancora anche le alternative, in primis la soluzione del passaggio nell’Adriatico. Infine l’assessore comunale Lucio Panfili ringraziando per il lavoro svolto il No Tubo e il Forum dell’Ambiente di Gubbio ha detto: “Lavoreremo per ottenere delle risposte dal Governo nazionale. Del resto anche le Regioni dovranno esprimersi in merito, un’occasione sarà proprio la risposta alla interrogazione presentata da Goracci”.

  8. 12 Luglio 2010 a 19:49 | #8

    da Il Cittadino – Agenzia di stampa del Comune di Gubbio.

    ILLUSTRATO RICORSO CONTRO GASDOTTO BRINDISI MINERBIO.

    I contenuti ed i motivi del ricorso diretto alla Commissione europea in merito alla realizzazione del gasdotto “Rete Adriatica Brindisi-Minerbio” sono stati i temi della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, presso la sala degli Affreschi del Comune di Gubbio, alla presenza della sindaco Maria Cristina Ercoli, dell’assessore Lucio Panfili, del presidente del Comitato No Tubo Aldo Cucchiarini, dell’assessore della provincia di Pesaro e Urbino Tarcisio Porto, del consigliere della Provincia di Perugia Luca Baldelli, di Mauro Furlani presidente della federazione Pro Natura e di Paolo Zambrini per Arcicaccia. Presenti in sala anche rappresentanti di Comitati e del Forum per l’Ambiente di Gubbio. «Come amministrazione comunale – ha precisato la sindaco Ercoli in apertura della conferenza stampa – abbiamo aderito al ricorso presentato alla Commissione europea perché riteniamo doveroso attribuire grossa importanza ad una situazione che se dovesse andare in porto sconvolgerebbe le caratteristiche del territorio. Esprimiamo viva soddisfazione per i numerosi enti, associazioni e comitati che hanno seguito le problematiche per far sì che si possano capire e risolvere i passaggi meno chiari e anche sapere come le diverse istituzioni intendono muoversi in questo contesto. A breve infatti attendiamo la presa di posizione della Regione Umbria alla quale l’ex sindaco Orfeo Goracci, ora vice presidente del Consiglio della Regione Umbria, ha presentato una interrogazione per conoscere il parere in merito al ricorso.» Ringraziamento a tutti i presenti, al Comune di Gubbio «che ci ha fatto conoscere ed ha dimostrato di avere un’idea politica e la capacità di opporsi in maniera efficace alla realizzazione del gasdotto» e agli enti, associazioni e comitati che hanno aderito al ricorso è stato espresso da Aldo Cucchiarini che ha così commentato: «Un ricorso che ha ricevuto numerose adesioni e che ha il compito di verificare il rispetto delle normative comunitarie all’interno degli Stati membri. La realizzazione del gasdotto, passando sulle montagne dell’Appennino, provocherebbe un impatto ambientale sconvolgendo l’assetto di un territorio. Il comitato di intervento giuridico ha predisposto che ci siano sottoscrizioni anche da parte dei cittadini». Mauro Furlani ha portato la solidarietà della federazione Pro Natura sottolineando che la realizzazione di un’opera di questo genere sconvolgerebbe gli equilibri degli ecosistemi. «Adesione doverosa» anche per Paolo Zambrini di Arcicaccia Perugia. «Si tratta di un’opera senza un programma preciso, -ha commentato l’assessore della provincia di Pesaro Urbino Tarcisio Porto- la realizzazione di questo gasdotto avvantaggerebbe alcuni territori a discapito di altri e siamo pronti a fare politiche di risposte e predisporre programmi per lo sviluppo del territorio». Il consigliere provinciale Luca Baldelli ha rimarcato il proprio impegno per far aderire anche la Provincia di Perugia con propria deliberazione al ricorso. «Le caratteristiche del territorio – ha commentato Baldelli – vanno preservate; la realizzazione del gasdotto risulterebbe impattante per l’ambiente e l’economia soprattutto quella agri-turistica. Con la Provincia di Pesaro- Urbino abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa per la difesa e lo sviluppo del territorio che sta diventando concreto e operativo per il potenziamento delle politiche turistiche, per promuovere lo sviluppo equo compatibile e per lo sviluppo sostenibile. E’ importante intraprendere battaglie per evitare la costruzione di opere di questo genere e soprattutto per individuare possibili alternative meno impattanti dimostrando attenzione verso le forme di energia alternativa». A conclusione della conferenza stampa l’assessore all’ambiente Lucio Panfili ha precisato: «Come amministrazione aderiamo al ricorso ed apprezziamo le diverse iniziative e gli incontri che servono a fare il punto della situazione e a definire i percorsi da intraprendere. Abbiamo stimato il lavoro svolto dal Comitato No Tubo e dal Forum per l’Ambiente che dal canto suo aveva organizzato una precedente iniziativa. Ci impegneremo affinché possa esserci il maggior coinvolgimento delle istituzioni per far sì che anche il Governo centrale possa attuare quel tipo di programmazione nella gestione di interventi che serva a prevenire o a intervenire al meglio in possibili catastrofi future evitando situazioni simili a quanto successo nel Golfo del Messico.»

  9. 8 Luglio 2010 a 16:43 | #9

    Agenzia Asca 07-07-2010
    UMBRIA: VERINI (PD), PER TRACCIATO GASDOTTO INTERVENGA GOVERNO.

    (ASCA) – Perugia, 7 lug – ”E’ necessario e urgente che ogni preoccupazione legata all’impatto ambientale nel tratto umbro-marchigiano del tracciato del metanodotto Brindisi-Minerbio venga sgomberata”. Lo ha affermato il deputato umbro del PD, Walter Verini, che ricorda come nei mesi scorsi un’iniziativa parlamentare del Partito Democratico (promotore il deputato marchigiano Massimo Vannucci) avesse trovato risposta non di chiusura, da parte del Ministro dell’Ambiente.
    ”In quell’occasione – ha ricordato Verini – il Ministro non sembro’ indisponibile a favorire le necessarie verifiche sulle criticita’ del tracciato denunciate anche dall’iniziativa del PD. Da allora, pero’, nulla si e’ mosso e le preoccupazioni che anche in questi giorni sono riecheggiate con forza sono da raccogliere”. ”Nessuno vuole mettere in discussione l’utilita’ dell’opera, ma il tracciato proposto presenta aspetti rischiosi per l’ambiente ed il paesaggio, soprattutto nel tratto dello Appennino, con particolare riferimento ai territori dei comuni umbri di Foligno-Gubbio-Pietralunga ed a quelli marchigiani di Apecchio, Mercatello sul Metauro, Borgo Pace”. ”Per questo d’intesa con il collega Vannucci torneremo a chiedere al Ministro di assumere una iniziativa netta e risoluta – ha concluso – per approfondire al piu’ presto insieme con le comunita’ e le istituzioni regionali e locali, con le associazioni ambientaliste e le forze sociali di quei territori ogni aspetto della questione, allo scopo di correggere quelle parti progettuali del tracciato che rischiano davvero di compromettere un equilibrio dell’ecosistema e tutti settori economici e sociali a questo collegati”.

    Gasdotto rete adriatica, Ronconi (Udc): “Progetto gravemente impattante”.

    Umbria – “Non sono infondate le preoccupazioni espresse circa il tragitto identificato”
    “Non sono infondate le preoccupazioni espresse circa il tragitto identificato per il nuovo gasdotto rete adriatica”. Lo sostiene il consigliere provinciale dell’Udc Maurizio Ronconi in una nota diffusa alla stampa. “E’ tempo – prosegue il consigliere – che molte comunità, associazioni, istituzioni locali umbre, particolarmente quelle che vivono lungo i crinali dell’Appennino, manifestino perplessità e contrarietà rispetto ad un tracciato del gasdotto sicuramente gravemente impattante su zone di altissimo pregio paesaggistico. Qui non ci sono steccati ideologici, ma preoccupazioni e perplessità comuni”.

  10. 6 Luglio 2010 a 15:33 | #10

    da Corriere dell’Umbria, 6 luglio 2010
    AMBIENTE: “BENE IL RICORSO DI PROVINCIA PERUGIA E COMUNE GUBBIO ALLA COMMISSIONE EUROPEA PER IL GASDOTTO ‘RETE ADRIATICA’” – GORACCI (PRC-FED.SIN) INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE.

    Il vice presidente del Consiglio regionale, Orfeo Goracci si dice “completamente d’accordo con il ricorso presentato, tra gli altri, dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Gubbio, alla Commissione Europea “affinché venga valutata la rispondenza alle normative comunitarie in materia di valutazione ambientale strategica (VAS) e di Valutazione di impatto ambientale (VIA) del gasdotto denominato ‘Rete Adriatica’, progettato dalla Snam Rete Gas spa”. Per questo, l’esponente di Rifondazione comunista ha presentato una interrogazione alla Giunta affinchè assuma “una forte ed immediata iniziativa formale nei confronti del Governo italiano per richiedere la revisione del tracciato e per conoscere, dalla Snam, il perché non sono state prese in considerazioni soluzioni alternative con riferimento alle infrastrutture esistenti, in analogia con le scelte effettuate per il corridoio tirrenico”.

    (Acs) Perugia, 5 luglio 2010 – “Qual è il parere esprime della Giunta regionale in merito al ricorso alla Commissione Europea (CE) promosso, tra gli altri, dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Gubbio, affinché venga valutata la rispondenza alle normative comunitarie in materia di valutazione ambientale strategica (VAS) e di Valutazione di impatto ambientale (VIA) del gasdotto denominato ‘Rete Adriatica’, progettato dalla Snam Rete Gas spa”. E’ quanto chiede il consigliere regionale di Prc-Fed.Sin. e vicepresidente del Consiglio, Orfeo Goracci attraverso una interrogazione all’Esecutivo regionale nella quale sottolinea anche se non si ritenga necessario “assumere una forte ed immediata iniziativa formale nei confronti del Governo italiano per richiedere la revisione del tracciato e conoscere, dalla Snam Rete Gas S.p.A., i motivi per cui non sono state prese in considerazioni soluzioni alternative con riferimento alle infrastrutture esistenti, in analogia con le scelte effettuate per il corridoio tirrenico”.
    Nell’atto, il vice presidente del Consiglio regionale, cita i numerosi organismi istituzionali, ma anche ambientalisti e comitati cittadini che hanno inoltrato ricorso alla Commissione Europea affinché valuti (ai sensi dell’art. 258 del Trattato CE) la rispondenza alle normative comunitarie in materia di ‘Vas’ e di ‘Via’ del gasdotto progettato dalla Snam Rete Gas S.p.A. (avente come partner per la distribuzione e vendita la Società British Gas)”.
    Goracci ricorda che “il progetto prevede la realizzazione di un gasdotto di dimensioni colossali sull’Appennino centro settentrionale (diametro tubo 1.200mm posto a circa 5 mt di profondità, servitù di mt 40 per circa 700 km in buona parte sulle cime di montagne e attraverso numerosissimi corsi d’acqua) progettato in unico tracciato dal Sud (Massafra, Prov. Taranto) fino all’Italia settentrionale (Minerbio, in provincia di Bologna) ed è suddiviso in lotti funzionali che sono evidentemente connessi per realizzare un’unica struttura per il trasporto di gas”.
    “Con tale frazionamento – osserva Goracci – sono stati effettuati procedimenti parziali di ‘Via’ su alcuni tratti senza alcun collegamento tra le diverse procedure, consentendo agli enti locali una valutazione del progetto soltanto rispetto alla compatibilità con gli strumenti urbanistici vigenti nei comuni toccati dall’opera. La Regione Umbria, – spiega – con Determinazione dirigenziale n. 6347 del 07 luglio 2006 ha autorizzato, con prescrizioni, il progetto relativo al ‘Metanodotto Foligno-Sestino’ per il tratto di competenza, pur in presenza di un parere non favorevole espresso dal Servizio programmazione forestale, faunistico-venatorio ed Economia montana per quanto attiene agli aspetti faunistico-vegetazionali, in assenza di soluzioni alternative del tracciato ‘che consentano la salvaguardia del delicato equilibrio e della funzionalità del sistema ecologico della dorsale appenninica”.
    Secondo Goracci “il tracciato del gasdotto ‘Rete Adriatica’ interessa, direttamente ed indirettamente, numerose aree naturali protette, tra le quali il Parco dei Monti Sibillini, il Parco Velino-Sirente, i siti di importanza comunitaria-SIC e zone di protezione speciale: Zps quali ‘Fiume Topino’, ‘Boschi Bacino di Gubbio’, ‘Boschi di Pietralunga’ per quanto riguarda il territorio regionale umbro”.
    “il Gasdotto ‘Rete Adriatica’ – continua il vice presidente di Palazzo Cesaroni – è stato progettato dalla Snam Rete Gas S.p.A. al fine di realizzare il raddoppio delle infrastrutture di trasporto gas lungo il versante adriatico del territorio nazionale in analogia con quanto realizzato lungo il versante tirrenico. Ma da Biccari (Foggia) il tracciato del gasdotto viene fatto girare verso l’interno e si sviluppa lungo la dorsale appenninica, scontrandosi con ‘criticità’ quali la presenza di aree boschive, aree protette, aree ad elevato rischio idrogeologico e sismico. Basti pensare ai terremoti di Umbria-Marche del 1997 ed a quello ancor più devastante in Abruzzo del 2009, dove proprio a Sulmona è prevista la realizzazione di una centrale di compressione. Il gasdotto – fa notare – andrebbe sicuramente a ledere pesantemente l’economia di una zona a cavallo tra Umbria e Marche ove si è ben sviluppato un sistema turistico basato sulla ricettività diffusa (agriturismi, ostelli, rifugi, campeggi, ecc.) alla cui realizzazione, peraltro, la nostra Regione ha utilmente ed intelligentemente contribuito con importanti investimenti, nonché sul settore dell’eccellenza dei prodotti del settore agro alimentare, compromettendo, in questo modo, anche aree importanti per la produzione e raccolta del tartufo (bianco pregiato) sia in Umbria che nelle Marche”.
    In conclusione, Goracci reputa “completamente condivisibili le valutazioni e le richieste contenute nel ricorso presentato alla Commissione Europea”.

  11. 1 Luglio 2010 a 14:30 | #11

    dai Comitati Cittadini per l’ambiente di Sulmona (AQ)

    La Snam Rete Gas, nel suo comunicato stampa, afferma che fornirà alle comunità interessate dal metanodotto “le più ampie garanzie”.
    La migliore garanzia per la popolazione coinvolta nell’opera è che la Snam rinunci al progetto e presenti serie alternative di tracciato così come prevede la legge.
    La società dell’ENI spieghi, in modo dettagliato, per quali motivi un metanodotto denominato “Rete Adriatica” e progettato come raddoppio di quello che già esiste lungo la fascia costiera, dovrebbe invece passare lungo la dorsale Appenninica e cioè proprio dove le criticità di ordine sismico, ambientale e idrogeologico sono più elevate.
    Secondo la Snam un metanodotto che corre lungo le principali faglie sismiche dell’Abruzzo aquilano (nonché del Lazio, dell’Umbria e delle Marche) sarebbe “sicuro”. Era “sicuro” anche il metanodotto della Snam esploso a Tarsia, in Calabria l’11 febbraio scorso a causa di uno smottamento del terreno?
    Chi oggi garantisce la sicurezza di quest’opera deve assumersene pienamente la responsabilità di fronte ai cittadini del comprensorio aquilano e peligno firmando, con nome e cognome, tali attestazioni.
    Non si comprende perché territori a forte rischio, e già colpiti da eventi disastrosi, anziché vedere applicato il principio di precauzione, dovrebbero essere gravati da nuovi pericoli quando esistono valide alternative.
    E’ inoltre paradossale che la Snam parli di “sostenibilità” per un progetto che invece produrrà danni ingenti al patrimonio ambientale e agli habitat naturali visto che il tracciato del metanodotto insiste proprio lungo il corridoio appenninico del progetto A.P.E. (Appennino Parco d’Europa) le cui finalità strategiche sono la tutela della biodiversità e la promozione di politiche di eco-sviluppo.
    Restiamo in attesa dell’intervento della Commissione Europea in merito al ricorso riguardante le mancata applicazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica e del procedimento unico di Valutazione di Impatto Ambientale ed auspichiamo che, dopo l’audizione avutasi presso il Consiglio Regionale, anche la Regione Abruzzo dica “no”ad un progetto fortemente pericoloso e dannoso.
    Sulmona, 1° luglio 2010
    Comitati cittadini per l’ambiente

  12. 30 Giugno 2010 a 17:54 | #12

    da Brindisi Report, 29 giugno 2010 (http://www.brindisireport.it/ambiente/2010/06/29/gas-tra-i-terminal-del-sud-e-leuropa-ce-il-no-di-umbria-e-marche/)
    Ricorso alla Commissione Ue delle Province di Perugia e Pesaro-Urbino contro il metanodotto Rete Adriatica di Snam. Gas, tra i terminal del Sud e l’Europa c’è il no di Umbria e Marche. (Marcello Orlandini)

    BRINDISI – La partita del gas è una faccenda molto complessa, e non si gioca solo a Brindisi, città che pure potrebbe nel giro di qualche anno diventare uno dei più importanti terminali italiani del metano. Sia con la realizzazione del Tap, il Trans Adriatic Pipeline della joint-venture tra Egl, Statoil e E.os, progetto di condotta sottomarina Albania-Italia non avversato dagli ambientalisti e dalle istituzioni (soprattutto dopo la decisione di localizzare il punto di sbarco nella zona industriale e non più a Sbitri), sia con il contrastato progetto di rigassificatore della British Gas a Capo Bianco.
    C’è una mina lungo il percorso, ed è quella del no deciso delle amministrazioni locali in Umbria e Marche al percorso appenninico del nuovo gasdotto Snam, denominato Rete Adriatica, la nuova arteria vitale di collegamento con le centrali di smistamento al Nord, e quindi di immissione nella rete europea. Fare arrivare in Europa agevolmente il metano dei giacimenti del Caspio, evitando gli instabili Balcani, è il progetto strategico di Tap. Mentre British Gas è l’unica grande compagnia a non avere un proprio terminal in Mediterraneo ed ha sempre maggiore urgenza di chiudere a proprio favore la partita di Brindisi, per mettere sul mercato il metano dei propri giacimenti egiziani. L’indotto brindisino del rigassificatore, dicono dal fronte del no, è solo propaganda.
    Tuttavia oggi le Province di Perugia e di Pesaro-Urbino, assieme ai comitati di cittadini e alle associazioni ambientaliste, hanno presentato ricorso alla Commissione Europea “affinché valuti la rispondenza alle normative comunitarie in materia di valutazione ambientale del gasdotto Rete Adriatica. Coinvolti anche i ministeri competenti e i presidenti delle Regioni interessate dal tracciato (Puglia, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana, Emilia-Romagna)”. Secondo i ricorrenti, quello del gasdotto appenninico è “un progetto di grandissimo impatto ambientale in territori di grande fragilità, geologica, sismica, ambientale paesaggistica e di conseguenza sociale ed economica. L’autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio dell’opera deve pertanto – sostengono gli autori del ricorso alla Commissione Ue – deve essere assoggettata a preventivo e vincolante procedimento di valutazione ambientale strategica (Vas)”.
    Le due Province e gli altri firmatari del ricorso considerano ”sorprendente che tra le criticità prese in esame non figuri affatto il rischio sismico: il gasdotto si snoda lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino Centrale storicamente interessato da un notevole tasso di sismicità, – si legge nella nota di accompagnamento – con eventi anche di magnitudo elevata, come il terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito L’Aquila e molte altre località dell’Abruzzo, e il terremoto del 26 settembre 1997 che ha colpito l’Umbria e le Marche. Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado”.
    La guerra di alcune amministrazioni locali marchigiane e umbre al percorso del gasdotto adriatico, che deve aumentare la capacità di trasporto di gas della rete Snam dura da molti mesi, e contraddice la semplicistica raffigurazione che il governo Berlusconi fa dell’Italia come piattaforma energetica per l’intera Europa rispetto ai flussi di gas ed elettricità dall’Europa dell’Est e dal Medio Oriente, non considerando le criticità e gli equilibri ambientali del nostro Paese.

  13. 30 Giugno 2010 a 17:51 | #13

    da Il Resto del Carlino, 29 giugno 2010
    Gasdotto dell’Appennino, presentato ricorso all’Ue.
    “Rischio sismico ignorato”. Oltre alle Province di Pesaro Urbino e Perugia, enti locali, comitati cittadini e associazioni ambientaliste, coinvolti anche i ministeri competenti e i presidenti delle Regioni interessate dal tracciato.

    Pesaro, 29 giugno 2010 – Il gasdotto Rete Adriatica “è un progetto di grandissimo impatto ambientale in territori di grande fragilità geologica, sismica, ambientale e paesaggistica e di conseguenza sociale ed economica”. Questa una delle motivazioni per cui le Province di Pesaro Urbino e Perugia, enti locali, comitati cittadini e associazioni ambientaliste dei territori interessati hanno presentato un ricorso alla Commissione europea affinché valuti la rispondenza alle normative comunitarie in materia di valutazione ambientale.
    Coinvolti anche i ministeri competenti e i presidenti delle Regioni interessate dal tracciato (Puglia, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana, Emilia-Romagna). “L’autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio dell’opera deve pertanto – sostengono – essere assoggettata a preventivo e vincolante procedimento di valutazione ambientale strategica”.
    E’ inoltre “sorprendente – aggiungono – che tra le criticità prese in esame non figuri affatto il rischio sismico”: “il gasdotto si snoda lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino centrale storicamente interessato da un notevole tasso di sismicità, con eventi anche di magnitudo elevata, come il terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito L’Aquila e molte altre località dell’Abruzzo, e quello del 26 settembre 1997 che ha colpito l’Umbria e le Marche”.
    “Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado”.

  14. 30 Giugno 2010 a 14:44 | #14

    da Vivere Fano, quotidiano on line delle Marche: http://www.viverefano.com/pdf.php?articolo_id=251481

  15. 29 Giugno 2010 a 17:18 | #15

    Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del tecnico aquilano e studioso di terremoti Giampolo Giuliani.

    ”Si è svolta all’Aquila, presso il Consiglio Regionale, l’audizione relativa al metanodotto Sulmona-Foligno ed alla centrale di compressione della Snam.
    All’incontro hanno preso parte il Presidente del Consiglio Nazario Pagano e i Capigruppo regionali ai quali una delegazione dei Comitati cittadini per l’ambiente ha spiegato le ragioni della contrarietà al progetto della Snam che presenta un fortissimo impatto sull’ambiente e rischi inaccettabili per le popolazioni residenti, stante l’elevata sismicità dei territori attraversati dal gasdotto.
    Il tracciato dell’opera si snoda, infatti, lungo le depressioni tettoniche interne dell’Appennino Centrale storicamente interessato da un notevole tasso di sismicità che si manifesta con eventi anche di magnitudo elevata.
    Nella Valle Peligna, dove è prevista anche la centrale di compressione, il metanodotto correrebbe lungo la faglia attiva del Morrone mentre, nell’aquilano, insisterebbe proprio sulle località già colpite dal disastroso terremoto del 6 aprile 2009: tra queste l’Aquila, Pizzoli, Montereale, San Demetrio né Vestini, Poggio Picenze, Barisciano, San Pio delle Camere, Navelli. All’audizione ha preso parte anche una rappresentanza di cittadini aquilani, tra cui Giampaolo Giuliani.
    Giuliani ha sottolineato l’assoluta illogicità di un progetto che andrebbe ad aggiungere una sorta di bomba ad orologeria ad un territorio già disastrato e stremato che di tutto ha bisogno tranne che di un’opera tanto pericolosa come il metanodotto Snam.
    Nessuno può garantire l’assoluta sicurezza del metanodotto in caso di sisma di elevata intensità; chi dovesse sostenere il contrario deve assumersene la responsabilità di fronte ai cittadini.
    Abbiamo bisogno di prevenzione non di nuovi rischi, ha concluso Giuliani, per cui la logica vuole che impianti del genere vengano realizzati in aree che non presentano le forti criticità che invece caratterizzano il territorio della Provincia dell’Aquila.
    In conclusione, i Comitati per l’ambiente e la delegazione di cittadini aquilani ha chiesto che il Consiglio Regionale, in tempi rapidi, approvi una risoluzione che bocci il progetto della Snam e richieda alla stessa di proporre un diverso tracciato per il metanodotto ed una diversa localizzazione per la centrale di compressione.
    Parallelamente alla risoluzione si chiede alla Regione di dotarsi di un’apposita normativa che escluda la possibilità di realizzare opere fortemente impattanti, come il metanodotto Snam, in territori altamente sismici o di elevata qualità ambientale.
    Poiché questi obiettivi, risoluzione e normativa di settore, richiedono la condivisione dell’intero quadro politico, i Comitati si augurano che i rappresentanti politici del nostro territorio svolgano, nei confronti della Regione, quell’indispensabile ruolo di convincimento senza il quale il risultato auspicato non può essere raggiunto un ruolo che, occorre sottolinearlo, finora è mancato del tutto, a cominciare dall’amministrazione comunale di Sulmona.”

    Giampaolo Giuliani

  16. 28 Giugno 2010 a 20:00 | #16
  17. 28 Giugno 2010 a 16:33 | #17

    METANODOTTO SNAM. DOTTORINI (IDV): BENE RICORSO PROVINCIA PERUGIA E COMUNE GUBBIO. ADESSO LA REGIONE SI SCHIERI DALLA PARTE DEI CITTADINI.

    “Si ascoltino le ragioni di amministrazioni, cittadini e comitati locali. Nessuno chiede un No aprioristico, ma di valutare correttezza delle procedure e tracciato più opportuno”.
    “Ora occorre che anche la Regione segua l’esempio delle amministrazioni che hanno presentato ricorso e si costituisca al fianco dei cittadini e dei comitati per chiedere la revisione del tracciato di un’opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica, che produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all’economia dei paesi coinvolti dal tracciato”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta il ricorso che il comitato “No tubo” assieme alla provincia di Perugia, a quella di Pesaro-Urbino, al comune di Gubbio, alla Comunità montana del Catria e del Nerone e ad altre associazioni ambientaliste e comitati civici hanno presentato alla Commissione europea in merito alla Valutazione ambientale strategica al tracciato del metanodotto Snam Brindisi–Minerbio.
    “E’ necessario – continua Dottorini – che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d’acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico, nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce inoltre come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l’intera opera, che teniamo a ricordare attraverserà gran parte dell’Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico”.
    “Esaminando il tracciato proposto – aggiunge Dottorini – si vede come l’impatto socioeconomico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo–ambiente–cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell’Umbria. Chiediamo dunque che la Regione si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un’opera di tale portata siano rispettate e che vengano realizzate le Valutazioni di impatto ambientale e ambientale strategia, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell’ambiente e degli interessi dell’intera comunità regionale”.

    Perugia, 28 giugno 2010
    Capogruppo Italia dei Valori
    0755763236 – 3386980911
    dottorini.oliviero@crumbria.it

  18. 28 Giugno 2010 a 14:45 | #18

    dal Corriere dell’Umbria, 27 giugno 2010 (http://www.corrieredellumbria.it/news.asp?id=29)
    Il comitato No tubo ricorre alla commissione europea. Provincia di Perugia, Comune di Gubbio, associazioni e cittadini contro il metanodotto. La denuncia: “Nel progetto manca l’impatto di valutazione ambientale”. (Patrizia Antolini)

    “Nell’autorizzazione a costruire manca il procedimento di impatto ambientale dell’impianto.”
    Ma la Snam tranquillizza. La piccola guerra è diventata una grande guerra. La Provincia di Pesaro – Urbino, la Provincia di Perugia, il Comune di Gubbio, la Comunità Montana del Catria e del Nerone, il Comitato umbro-marchigiano “No Tubo”, i comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, il comitato civico “Norcia per l’Ambiente”, il Gruppo d’intervento giuridico onlus, l’associazione La Lupus in Fabula onlus, la Federazione nazionale Pro Natura, il Wwf Italia, Mountain Wilderness Italia, Italia Nostra, l’Arci caccia della Provincia di Perugia hanno inoltrato un ricorso alla Commissione europea affinché
    “valuti la rispondenza alle normative comunitarie in materia di valutazione ambientale strategica e di valutazione di impatto ambientale del gasdotto denominato ‘Rete Adriaticà, progettato dalla Snam Rete Gas s.p.a. (avente come partner per la distribuzione la Società British Gas).”
    Già Rete Adriatica. Perché inizialmente il tracciato costeggiava il mare Adriatico prima di scoprire “insuperabili criticità” sotto l’aspetto tecnico.
    “La Snam rete Gas – dicono i contrari al progetto – sta portando avanti un progetto di grandissimo impatto ambientale in territori di grande fragilità, geologica, sismica, ambientale paesaggistica e di conseguenza sociale ed economica. Si vuole far passare, con un impatto inimmaginabile, un gasdotto di dimensioni colossali sui crinali dell’Appennino centro settentrionale, il gasdotto ipotizzato con un unico tracciato dal sud (Massafra, a Taranto) fino all’Italia settentrionale (Minerbio, a Bologna), in forza anche di dichiarazioni di pubblica utilità, alcune delle quali scadute e relative ad ogni singolo tratto.”
    Ebbene, secondo comitati ed enti
    “l’autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio dell’opera deve essere assoggettata a preventivo e vincolante procedimento di valutazione ambientale strategica (Vas) qualora sia presa in considerazione quale piano o programma e ad un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via), qualora sia considerata quale opera unitaria.”
    Questo, dicono, non è avvenuto.
    “Sono stati effettuati procedimenti parziali di V.I.A. su alcuni tratti, senza alcun collegamenti fra le diverse procedure, in palese violazione della normativa comunitaria, secondo quanto interpretato dalla giurisprudenza della Corte europea di Giustizia e dai Giudici amministrativi nazionali.”
    Il tracciato interessa, direttamente o indirettamente, numerose aree naturali protette: in Umbria il fiume Topino, i boschi del bacino di Gubbio e i boschi di Pietralunga. Ma passa e taglia anche aree a rischio sismico e idrogeologico: pensiamo al sisma del 26 settembre, che ha colpito Umbria e Marche (zone sismiche di livello 1 e 2). Le due regioni avrebbero inoltre un impatto anche sul piano socio-economico
    “per i danni sia diretti che di immagine ad un sistema turistico già ben sviluppato e impostato sulla ricettività diffusa e sul settore agro alimentare di eccellenza, per la presenza di produzioni tipiche e per il fatto che le aree individuate dal tracciato sono importanti aree tartufigene (tartufo bianco pregiato) dell’Umbria e delle Marche.”
    Insomma secondo il fronte del no sarebbero tanti i motivi per spostare il tracciato del metanodotto. E in questa nuova fase della battaglia hanno coinvolto anche i Ministeri dell’ambiente, dei beni e attività culturali, dello sviluppo economico, dei trasporti e i Presidenti delle Regioni interessate dal tracciato (Puglia, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana, Emilia-Romagna). Snam e la risposta non si è fatta attendere.
    “L’opera – dice un portavoce di Snam – è stata concepita per garantire in futuro la continuità del servizio alle utenze civili e industriali e sarà realizzata solo dopo aver ottenuto le autorizzazioni richieste dalla normativa. L’attenzione di Snam alla salvaguardia dei luoghi è ampiamente riconosciuta dalle agenzie internazionali che valutano la sostenibilità delle aziende. Forniremo le più ampie garanzie alle comunità interessate dall’opera”

  19. 27 Giugno 2010 a 13:36 | #20

    da Equo, 26 giugno 2010
    Un cartello di associazioni e comunità locali contro il gasdotto adriatico Bologna-Puglia

    “Si vorrebbe far passare, con un impatto inimmaginabile, un gasdotto di dimensioni colossali sui crinali dell’Appennino Centro Settentrionale, il gasdotto ‘Rete Adriatica Brindisi-Minerbio’ ipotizzato con un unico tracciato dal Sud (Massafra, provincia Taranto) fino all’Italia settentrionale (Minerbio,provincia di Bologna), in forza anche di dichiarazioni di pubblica utilita’, alcune delle quali scadute e relative ad ogni singolo tratto”. Su questo si basa il ricorso alla Commissione europea “perche’ valuti la rispondenza alle normative comunitarie in materia di valutazione ambientale strategica- Vas e di valutazione di impatto ambientale- Via” del gasdotto ‘Rete Adriatica’, ricorso presentato da un cartello di associazioni ed enti locali contro il “tentativo della Snam rete Gas di portare avanti un progetto di grandissimo impatto ambientale in territori di grande fragilita’, geologica, sismica, ambientale paesaggistica e di conseguenza sociale ed economica”.
    Una opposizione decisa perche’ “parliamo di un diametro 1.200 mm, posto a circa 5 metri di profondita’, con una servitu’ di 40 metri per circa 700 chilometri in buona parte sulle cime di montagne e attraverso numerosissimi corsi d’acqua”. Si tratta, quindi, di “un’opera, le cui parti sono funzionalmente connesse e programmate per realizzare un’unica struttura per il trasporto del gas metano da Massafra a Minerbio”. A presentare il ricorso, tra gli altri, spiega una nota, la Provincia di Pesaro-Urbino e di Perugia, il Comune di Gubbio, la Comunita’ Montana del Catria e del Nerone, il Wwf, Mountain Wilderness, Italia Nostra.
    L’autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio del cgasdotto ‘Rete Adriatica Brindisi Minerbio’ deve “essere assoggettata a preventivo e vincolante” procedimento Vas oppure ad “un unico procedimento” di Via. E questo, lamenta il cartello di associazioni ed enti locali, “non e’ avvenuto, nonostante sia previsto dalla normativa italiana di recepimento”. Sono stati effettuati solo “procedimenti parziali di Via su alcuni tratti”, in “palese violazione della normativa comunitaria”.
    Il gasdotto ‘Rete Adriatica’ e’ stato progettato dalla Snam Rete Gas per “realizzare il raddoppio delle infrastrutture di trasporto gas lungo il versante adriatico del territorio nazionale”, in analogia “con quanto realizzato lungo il versante tirrenico della penisola, dove corrono parallelamente due infrastrutture di trasporto gas”. Giunto invece all’altezza di Biccari (Foggia), “il tracciato del gasdotto e’ stato dirottato inspiegabilmente verso l’interno, lungo la dorsale appenninica, adducendo presunte e non dimostrate ‘insuperabili
    criticita” sotto l’aspetto tecnico”, denuncia il cartello di sigle ambientaliste ed enti locali. Ma proprio scegliendo la dorsale appenninica il tracciato “si scontra invece con criticita’ quali la presenza di aree boschive e numerose aree protette, rischio sismico e idrogeologico”. E “insostenibile” sarebbe poi l’impatto su aree importanti sul piano socio-economico “per i danni sia diretti che di immagine ad un sistema turistico” e “sul settore agro alimentare di eccellenza”, per la presenza di “produzioni tipiche” e per il fatto che “le aree individuate dal tracciato sono importanti aree tartufigene (tartufo bianco pregiato) dell’Umbria e delle Marche”.
    A giudizio del ‘cartello’ che si oppone al gasdotto ‘Rete Adriatica’ “e’ sorprendente” che tra le criticita’ prese in esame “non figuri affatto il rischio sismico, sicuramente molto piu’ elevato lungo l’Appennino che sulla costa adriatica”. Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, “su 28 localita’ attraversate dal metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2?. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, “ricade in zona sismica di primo grado”. Gli enti locali territoriali, le associazioni ecologiste, i comitati civici ricorrenti auspicano “l’apertura degli accertamenti da parte della Commissione europea e l’adozione degli opportuni provvedimenti da parte dei ministeri e delle Regioni coinvolte per fermare le procedure autorizzative di un’opera dal pesante impatto ambientale e socio-economico, con gravi rischi di sicurezza pubblica”. Sono stati coinvolti i ministeri dell’Ambiente, dei Beni e attivita’ culturali, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei trasporti e i presidenti delle 9 Regioni interessate dal tracciato (Puglia, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana, Emilia-Romagna).

  20. 26 Giugno 2010 a 20:15 | #21

    da Rete5 TV, 15 giugno 2010
    I Comitati ambientalisti a L’Aquila contro la Snam

    SULMONA – Dopo la presentazione del ricorso alla Commissione europea, anche i Comitati per l’ambiente di Sulmona parteciperanno alla manifestazione indetta dai comitati aquilani per domani mercoledì sui problemi della ricostruzione e delle tasse. Lo faranno distribuendo ai cittadini aquilani volantini sul mega gasdotto che la Snam vorrebbe costruire e che attraversa gran parte del territorio aquilano intersecando tutte le località duramente colpite dal sisma del 6 aprile 2009: da Navelli a San Pio delle Camere,a Poggio Picenze, San Demetrio nè Vestini, l’Aquila, Pizzoli e Montereale.
    Nei giorni scorsi i comitati di Sulmona avevano partecipato ad incontri pubblici sulle tematiche del dopo terremoto a Castelnuovo ed in piazza Duomo a l’Aquila e, nell’occasione, avevano provveduto a diffondere, sia agli amministratori locali che tra i cittadini presenti, la documentazione sul grande metanodotto che la Snam vuole imporre ad un intero territorio già così fortemente provato.
    Da questi incontri è nata l’esigenza di fornire una più capillare informazione sull’ “ecomostro” della società dell’Eni.
    Nel volantino che verrà distribuito domani si legge, tra l’altro,: “Appena due giorni il terremoto, l’8 aprile, la Snam, anzichè ripensarci, ha cinicamente ripresentato il suo progetto sullo stesso tracciato che corre lungo tutte le aree a più elevato rischio sismico!
    La Snam dice: tranquilli, il metanodotto è sicuro: Ma non è così perchè esplosioni di metanodotti sono all’ordine del giorno: due sono esplosi in Texas nei giorni scorsi!.
    Nelle aree altamente sismiche non si possono costruire centrali nucleari, un mega gasdotto si?
    Così si risolleva il territorio? creando nuovi pericoli per chi ci vive?
    E’ questo il futuro?
    Basta speculare sulla nostra testa!
    Ricostruzione, sicurezza, occupazione! La Regione dica no all’ “ecomostro”!
    Fermiamo il devastante progetto della Snam!”.
    Giovedi 17, inoltre, si terrà una riunione dei comitati presso l’Agenzia per la promozione culturale di Sulmona per fare il punto sulle più recenti iniziative intraprese, tra cui la denuncia alla Commissione Europea e per programmare le continuazione della lotta.

  21. 26 Giugno 2010 a 20:11 | #22

    da Il Centro, 17 giugno 2010
    Ambientalisti, un volantino contro l impianto della Snam.

    SULMONA. Restano in attesa i comitati cittadini per l’ambiente dopo la presentazione nei giorni scorsi del ricorso contro il metanodotto della Snam alla Commissione europea. Visto che l’iter si preannuncia piuttosto lungo, nel frattempo gli ambientalisti hanno iniziato un’opera di sensibilizzazione negli altri territori attraversati dal tracciato della multinazionale del gas. Hanno partecipato ieri all’Aquila alla manifestazione sui problemi della ricostruzione e delle tasse. Hanno distribuito ai cittadini volantini sul mega gasdotto che la Snam vorrebbe costruire e che attraversa gran parte del territorio aquilano, intersecando tutte le località duramente colpite dal sisma: Navelli, San Pio delle Camere, Poggio Picenze, San Demetrio nè Vestini, l’Aquila, Pizzoli e Montereale. «Appena due giorni il terremoto, l’8 aprile» si legge nel volantino «la Snam ha cinicamente ripresentato il suo progetto sullo stesso tracciato che corre lungo tutte le aree a più elevato rischio sismico. La Regione dica no all’ ecomostro». (f.p.)

  22. 26 Giugno 2010 a 20:01 | #23

    Apcom, 26 giugno 2010 (http://economia.virgilio.it/notizie/economia/snam_rg_ricorso_di_enti_locali_a_ue_contro_gasdotto_appenninico,24946211.html)
    Snam Rg/ Ricorso di enti locali a Ue contro gasdotto appenninico. Con ambientalisti e comitati civici. “Grave impatto ambientale”.

    Ricorso alla commissione europea contro il tracciato del gasdotto appenninico ‘Rete Adriatica’ progettato da Snam Rete Gas. Lo hanno presentato – spiega il Wwf – enti locali, associazioni ambientaliste e comitati di cittadini per chiedere a Bruxelles di valutare la rispondenza alle normative europea sulla valutazione ambientale strategica (Vas) e sulla valutazione d’impatto ambientale (Via). Una mossa in risposta “al tentativo della Snam di portare avanti un progetto di grandissimo impatto ambientale in territori di grande fragilità, geologica, sismica, ambientale, paesaggistica, e di conseguenza sociale ed economica”. A firmare la richiesta indirizzata all’Unione europea ci sono, in particolare, la provincia di Pesaro e Urbino, quella di Perugia, il comune di Gubbio, la comunità montana del Catria e del Nerone, il Wwf, Italia Nostra, il comitato umbro-marchigiano ‘No tubo’, i comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, il comitato civico ‘Norcia per l’ambiente’, la federazione nazionale ‘Pro natura’, Mountain wilderness Italia, il Gruppo di intervento giuridico e l’Arci caccia della provincia di Perugia. Si vorrebbe far passare “con un impatto inimmaginabile – sottolinea il Wwf – un gasdotto di dimensioni colossali sui crinali dell’Appennino centro-settentrionale: il gasdotto ‘Rete Adriatica Brindisi Minerbio’, ipotizzato con un unico tracciato dal Sud (Massafra, provincia di Taranto) fino all’Italia settentrionale (Minerbio, vicino Bologna), in forza anche di dichiarazioni di pubblica utilità, alcune delle quali scadute e relative a ogni singolo tratto”. Il gasdotto avrebbe “un diametro 1.200 millimetri, sarebbe posto a circa 5 metri di profondità, con una servitù di 40 metri per circa 700 chilometri, in buona parte sulle cime di montagne e attraverso numerosissimi corsi d’acqua”. Si tratta quindi di un’opera “le cui parti sono funzionalmente connesse e programmate per realizzare un’unica struttura per il trasporto del gas metano da Massafra a Minerbio”. L’autorizzazione “alla realizzazione e all’esercizio dell’opera – sostengono enti locali e ambientalisti – deve pertanto essere assoggettata a preventivo e vincolante procedimento di Vas, qualora sia presa in considerazione quale ‘piano’ o ‘programma’, ovvero a un unico procedimento di Via, qualora sia considerata opera unitaria. Questo non è avvenuto, nonostante sia previsto dalla normativa italiana”. Sono stati fatti invece “procedimenti parziali di Via su alcuni tratti, senza alcun collegamento fra le diverse procedure, in palese violazione della normativa comunitaria”.

    Snam Rg/ Gasdotto appenninico sarà fatto solo dopo autorizzazioni. Portavoce società assicura: attenzione e salvaguardia dei luoghi.

    Il gasdotto appenninico ‘Rete Adriatica’ progettato da Snam Rete Gas sarà realizzato “solo dopo aver ottenuto le autorizzazioni previste dalla normativa”. Lo assicura la società, dopo il ricorso alla commissione Ue contro il tracciato del gasdotto ‘Rete Adriatica’. Un ricorso presentato da enti locali, associazioni ambientaliste e comitati di cittadini per chiedere a Bruxelles di valutare la rispondenza alle normative europee sulla valutazione ambientale strategica e sulla valutazione d’impatto ambientale. “L’opera – afferma un portavoce di Snam Rete Gas – è stata concepita per garantire in futuro continuità del servizio, e quindi energia pulita, agli utenti civili e industriali e all’intero sistema Italia”. Del resto, aggiunge, “l’attenzione di Snam per la salvaguardia dei luoghi è ampiamente riconosciuta anche dalle agenzie internazionali che valutano la sostenibilità delle aziende”. La società, inoltre, assicura che “fornirà alle comunità interessate dall’opera le più ampie garanzie”.

  23. 26 Giugno 2010 a 19:58 | #24

    TGRmedia, 3 giugno 2010
    Comune di Gubbio contro il gasdotto Massafra-Minerbio: ricorso alla Commissione Europea .

    Comune di Gubbio contro il gasdotto Massafra-Minerbio: ricorso della Giunta comunale alla Commissione Europea per verificare il rispetto delle direttive in tema di tutela ambientale.
    La Giunta Comunale di Gubbio ha deciso di ricorrere di fronte alla Commissione Europea contro il gasdotto Massafra-Minerbio. Nel ricorso si chiede alla Commissione di voler verificare l`avvenuto rispetto o meno delle direttive europee in materia di valutazione ambientale strategica, salvaguardia habitat naturali e semi-naturali, fauna e flora e di valutazione di impatto ambientale. Lo comunicano la sindaco Maria Cristina Ercoli e l`assessore Lucio Panfili, che precisano: « Abbiamo costantemente e fattivamente lavorato per ridurre gli impatti prodotti dalla realizzazione del gasdotto sul territorio del nostro comune. Dopo aver ottenuto modifiche del tracciato per la salvaguardia del bacino del Saonda, stiamo lavorando per verificare al dettaglio l`interferenza dell`opera nelle zone a rischio idrogeologico e le procedure di approfondimento sono ancora in corso. Con il ricorso alla Commissione Europea, deciso nell`ultima seduta di Giunta presieduta da Orfeo Goracci, l`Amministrazione Comunale compie un atto coerente con le valutazioni critiche da sempre espresse sul progetto globale del gasdotto, valutazioni ispirate da una riflessione più ampia che non può non andare al di là dei meri confini territoriali. A tutt`oggi dovrebbe essere spiegato, magari attraverso un adeguato contraddittorio, non solo alle Amministrazioni interessate ma a tutti i cittadini dei territori attraversati alla devastante opera, perché il tracciato del gasdotto “Rete Adriatica”, progettato da Snam per raddoppiare le infrastrutture di trasporto gas lungo il versante adriatico del territorio nazionale, all`altezza di Biccari (FG) gira verso l`interno lungo la dorsale appenninica per presunte e non dimostrate “insuperabili criticità”. Abbiamo verificato insieme al Forum Permanente sull`Ambiente, ai comitati iniziando dal “No tubo”, a molte altre Amministrazioni locali, la criticità certa che l`opera progettata crea lungo la dorsale appenninica, toccando aree boschive, aree protette, bacini idrici fragili, aree ad elevato rischio idrogeologico, interferendo pesantemente sull`habitat naturale ed incidendo in maniera sostanziale su flora e fauna. Il progetto valutato globalmente manifesta elementi di scarsa sostenibilità. Il quadro autorizzativo maturato, che coinvolge in forme separate le diverse aree amministrative interessate e che contiene elementi contraddittori e contrastanti, ci ha fatto ritenere giusto ed opportuno chiedere le verifiche da parte della Commissione Europea. Non saremo soli ad avanzare questo ricorso e continueremo ad appoggiare il lavoro democratico che tante persone, tante associazioni e tanti Enti Locali hanno prodotto in questi anni per salvaguardare al meglio i propri territori e per non esporli ad iniziative che non sempre coincidono con la tutela dei beni comuni e con gli interessi delle comunità locali ».

  24. 26 Giugno 2010 a 19:42 | #25

    dalla Federazione nazionale Pro Natura: http://www.pro-natura.it/index.php?c=dettaglio-notizia&id=181

    La Federazione Pro Natura ricorre alla Commissione europea contro il tracciato del Gasdotto denominato “Rete Adriatico”.
    La Federazione Nazionale Pro Natura, insieme a molti comitati e comunità locali, comuni, province ecc. ha aderito al ricorso presentato presso la Commissione Europea contro il tracciato del gasdotto denominato “Rete Adriatica” che secondo il progetto dovrebbe attraversare una buona parte dell’Appennino compromettendo molte aree di grande valore naturalistico oltre che facenti parte della rete natura 2000 e protette dalle normative nazionali.
    Il gasdotto di proprietà della Snam Rete Gas s.p.a. avrà come partner per la distribuzione la Società British Gas, dovrebbe avere una lunghezza complessiva di 687 chilometri, da Massafra Prov. di Taranto a Minerbio Prov. di Bologna.
    La struttura prevede una tubatura di diametro 1200 mm posta a 5 metri di profondità e una servitù di 40 metri.
    Il tracciato “Rete Adriatica” interessa – direttamente o indirettamente – numerose aree naturali protette in particolare:
    * parchi nazionali della Maiella, dei Monti Sibillini, del Gran Sasso – Monti della Laga;
    * parco naturale regionale del Velino – Sirente;
    * siti di importanza comunitaria – S.I.C. e/o zone di protezione speciale – Z.P.S. “Area delle Gravine”, “Valle Ofanto-Lago di Capaciotti”, “Valle del Cervaro-Bosco dell’Incoronata”, “Sorgenti ed Alta Valle del fiume Fortore”, “Bosco di Castelvetere in Valfortore”, “Bosco di Castelpagano”, “Sella di Vinchiatauro”, “La Gallinola-Monte Miletto- Monti del Matese”, “Maiella”, “Maiella sud-ovest”, “Monte Genzana”, “Parco nazionale della Maiella”, “Fiumi-Giardino-Saggitario-Aterno-Sorgenti del Pescara”, “Velino-Silente”, “Fiume Topino”, “Boschi bacino di Gubbio”, “Boschi di Pietralunga”, “Valli e ripristini ambientali di Argenta, Medicina e Molinella”, “Valli di Medicina e Molinella”, “Biotopi e ripristini ambientali di Budrio e Minerbio”, “Valle Benni”.
    Nel ricorso si chiede di verificare la congruenza delle procedure adottate con le normative vigenti, in particolare la VIA oltre che l’adozione di opportuni provvedimenti per la corretta osservanza del quadro normativo comunitario e nazionale in materia.
    Il ricorso verrà patrocinato dal Gruppo d’Intervento Giuridico o.n.l.u.s.

  25. 26 Giugno 2010 a 19:40 | #26

    dal Comitato umbro-marchigiano “No Tubo”: http://notubo.blogspot.com/2010/06/no-questo-tracciato-del-gasdotto.html

  26. 26 Giugno 2010 a 19:32 | #27

    da City Rumors, 18 giugno 2010 (http://www.cityrumors.it/laquila/cronaca/180618107-gasdotto-della-snam-in-valle-peligna-e-nei-comuni-cratere-aquilano.html)
    Gasdotto della Snam in Valle Peligna e nei comuni cratere aquilano.

    L’Aquila. Nel settembre 2004, la SNAM S.p.A. Rete Gas ha messo in cantiere la realizzazione del metanodotto Brindisi-Minerbio. Un gasdotto che dovrebbe snodarsi per 687 km circa, con un condotto di 1200 mm di diametro, adagiato a 5 metri di profondità e una servitù di pertinenza di 40 metri (20 per lato). Il progetto della società dell’Eni prevede un gasdotto che dovrebbe arrivare dall’Algeria e attraversa l’appennino, in zone altamente sismiche, con una centrale che dovrebbe essere realizzata a Sulmona. I comuni abruzzesi interessati sarebbero 21, tra Valle Peligna e aquilano (quasi tutti comuni del cratere). Il comitato per i cittadini per l’ambiente di Sulmona hanno sottolineato più volte, dopo il sisma del 6 aprile, come il percorso del metanodotto interessi parte del cratere aquilano e zone altamente sismiche come la Valle Peligna. “Dopo la centrale di Sulmona”, scrivono in un volantino i rappresentanti dei Comitati, “il tracciato del metanodotto attraversa la valle, seguendo le faglie sismiche del Morrone, per poi proseguire per Popoli, Collepietro, Navelli, Caporciano, San Pio delle Camere, Prata d’Ansdionia, Fagnano Alto, Barisciano, Poggio Picenze, San Demetrio né Vestini, L’Aquila, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, Montereale, tutte località colpite dal sisma del 6 aprile”. Secondo i comitati il guadagno per questi territori devastati dal terremoto sono pari a zero, anzi aumenteranno i rischi per la popolazione e si andrebbero a creare danni notevoli agli habitat naturali, all’assetto idrogeologico e all’agricoltura. Insomma a guadagnarci dovrebbero esserci solo la Britisch Gas (costruttore del rigassificatore a Brindisi) e la Snam-Eni, che lo scorso 8 aprile, due giorni dopo il terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo, avrebbe ripresentato il progetto per il tracciato. I comitati hanno sottolineato come il metanodotto non porterebbe nessun introito per l’Italia, ma solo per la multinazionale del gas che rafforzerebbe il suo ruolo di hub in Europa e potrebbe vendere il gas a paesi terzi. In pratica nell’aquilano più di ricostruzione si parla di costruzione di un metanadotto, tralasciando la cronaca recente di scosse sismiche e della frana di Tarsia (CS) che ha provocato l’esplosione di un metanodotto simile a quello che si vuole costruire e far passare nell’appennino abruzzese. Gli ambientalisti, non solo abruzzesi, hanno puntato dritto al Comunità Europea con un ricorso firmato da diverse associazioni di tutte le regioni interessate dal progetto. Presto potrebbero partire una serie di ricorsi di cittadini della zona direttamente al Parlamento europeo, tramite un modello da far circolare in rete.

  27. 26 Giugno 2010 a 19:23 | #28

    da Il Centro, 8 giugno 2010
    Gasdotto, ricorso a Bruxelles.

    SULMONA. Hanno deciso di percorrere la strada per Bruxelles, fino alla Commissione europea, per bloccare il tracciato del gasdotto Snam da Brindisi a Minerbio. I tubi dovrebbero attraversare anche 21 comuni abruzzesi, fra i quali Sulmona. Dopo le manifestazioni di protesta e le tante lettere inviate agli Enti competenti, i Comitati cittadini per l’ambiente, assieme ad altri sodalizi di fuori regione, bussano direttamente alle porte del maggior organismo dell’Unione europea, per fermare il gasdotto, che la Snam vorrebbe costruire lungo tutta la penisola. I firmatari del ricorso europeo sono Comitati sulmonesi per l’ambiente, Comitato interregionale «no tubo», Comitato Norcia per l’ambiente, Wwf Italia, Mountain wilderness, Federnatura, Lupus in fabula, Arcicaccia Perugia, Comune di Gubbio. Prossime adesioni arriveranno da Italia nostra, Comunità montane Catria e Nerone, province di Perugia e Pesaro. Il ricorso è stato preparato e sarà seguito dall’avvocato Stefano Deliperi , specializzato in diritto ambientale. L’intenzione dei vari gruppi ambientalisti è anche quella di preparare un ricorso da presentare al Parlamento europeo, sulla base di un modello da far compilare ai singoli cittadini. Il tracciato del gasdotto sfiora i 169 chilometri e tocca tre regioni Abruzzo, Umbria e Lazio. I motivi principali del «no» degli ambientalisti sono legati alla tutela dell’ambiente e della salute, oltre che del patrimonio architettonico e paesaggistico. Da un anno e mezzo si sono aggiunti i dubbi legati alla sicurezza nelle zone ad elevato rischio sismico della Penisola.

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