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Calendario venatorio regionale sardo 2010-2011.

Delinquenza venatoria elettorale, nell'aula del Senato della Repubblica.Si è riunito ieri, venerdi 25 giugno 2010, presso l’Assessorato alla difesa ambiente della Regione autonoma della Sardegna, il nuovo comitato faunistico regionale, appena insediato con i nuovi componenti, per discutere e deliberare sul calendario venatorio della prossima stagione.

Purtroppo il cambiamento politico alla Regione si è riflesso anche sulla composizione del nuovo comitato che, al di là dei tre rappresentanti ciascuno sia per le associazioni ambientaliste che venatorie, presenta una forte connotazione filodoppietta a cominciare dall’Assessore.  Riteniamo che il nuovo calendario venatorio sia peggiorativo rispetto a quello passato, tant’è che il voto dei rappresentanti ambientalisti è stato negativo. Pur tuttavia, la stagione venatoria inizierà con la caccia alla tortora per due giornate il 2 e 5 settembre alla posta e senza l’uso del cane, nonostante una prima proposta bocciata prevedesse due mezze giornate fino alle 14.00.

Si proseguirà poi con la caccia alla pernice sarda ed alla lepre sarda per quattro giornate intere (anche qui era stata presentata una proposta bocciata di  4 mezze giornate, appoggiata da quasi tutte le Province sarde) col limite di due pernici a giornata e di massimo due lepri nell’arco delle 4 giornate di caccia consentite. Non è stata accolta la proposta che ho personalmente avanzato di moratoria a queste due specie, soprattutto la lepre la cui consistenza, come ammesso dagli uffici dell’Assessorato, è molto preoccupante.

Il resto del calendario venatorio, con la caccia alle specie migratorie ed al cinghiale, ha sostanzialmente confermato quello dello scorso anno.Cialtronismo venatorio e legislativo.

L’attività venatoria terminerà PROVVISORIAMENTE il 30 gennaio 2011, perché è intenzione dell’Assessore verificare la possibilità di prolungare la stagione venatoria anche nel mese di febbraio 2011.

Come si ricorderà, recentemente il Parlamento ha approvato l’art. 43 della Legge Comunitaria 2009 (A.C. 2449B) in relazione alla procedura di infrazione 2006/2131 (ex art. 226 trattato Cee per non conformità alla direttiva 79/409/Cee, relativa alla conservazione degli uccelli selvatici).

Sulla base del testo normativo, già firmato dal Presidente della Repubblica ed in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, verrebbe consentita, a certe condizioni, la caccia agli uccelli migratori nei primi dieci giorni del mese di febbraio, cioè nel periodo della migrazione di ritorno, in contrasto con una corretta gestione venatoria come sostenuto anche dall’I.S.P.R.A. (ex I.N.F.S.) autorità scientifica nazionale in materia.

Cavaliere d'Italia

Cavaliere d'Italia

Altre due novità del nuovo calendario venatorio sono: l’obbligo per i cacciatori dell’uso del gilet ad alta visibilità durante le battute di caccia grossa, al fine di evitare i numerosi incidenti mortali registrati lo scorso anno; l’applicazione delle misure di conservazione relative alle zone di protezione speciali (D.M. del 17 ottobre 2007).

Paolo Fiori, componente ecologista del Comitato faunistico regionale

e del Comitato faunistico provinciale di Cagliari

calendario venatorio regionale sardo 2010-2011, decreto Assessore Difesa Ambiente Regione autonoma della Sardegna n. 15327/Dec A/18 del 30 giugno 2010

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

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  1. 20 Ottobre 2010 a 15:08 | #1

    da La Nuova Sardegna, 20 ottobre 2010
    Stop alle doppiette in alcune aree. Siniscola, la decisione presa dai cacciatori in un incontro per consentire alla selvaggina di potersi riprodure.

    SINISCOLA. La proposta che Siniscola formula in materia venatoria è stata presa dai cacciatori in prima persona. All’incontro organizzato nei giorni scorsi sono intervenuti tutti i capo-caccia delle riserve comunali. In trenta hanno partecipato ai lavori, trovando soluzioni concrete per consentire alla selvaggina di riprodursi nel tempo. Siniscola ha deciso di puntare sulle zone di ripopolamento e cattura, che saranno sottoposte all’esame degli esperti affinché vengano inserite nel Piano faunistico provinciale, che verrà elaborato prossimamente.
    La fascia che va da Mandras sino a Montelungu, più l’area della zona industriale e il riservino all’interno dell’autogestita Mattaquita sono state considerate le località ideali per fermare le doppiette e consentire alle specie animali di riprodursi. Se la proposta verrà accettata, in queste zone non si potrà cacciare per alcuni anni, sperando che gli obiettivi vengano raggiunti. I capi-caccia, da veri esperti del territorio, hanno espresso liberamente la loro proposta. All’incontro hanno partecipato delegati di tutte le compagnie della cittadina, riserviste e non. A fare l’introduzione è stato il vicesindaco Franco Floris. È inoltre intervenuto il consigliere provinciale Pierpaolo Coronas. Non è la prima volta che i cacciatori affrontano la tematica. Già dall’anno scorso la compagnia autogestita Mattaquita ha chiuso la stagione venatoria anzitempo, per concedere agli animali più mesi per riprodursi. Il ricambio è stato però più lento del previsto: alla riapertura i carnieri sono rimasti vuoti. Servono nuove contromisure. I siniscolesi hanno deciso di proporre al Piano faunistico provinciale le zone di ripopolamento e cattura, gestendo il proprio territorio senza imposizioni «esterne».
    «Se la proposta passerà – spiega Franco Floris – nelle zone indicate si chiuderà la caccia per qualche anno. Col tempo, tuttavia, potrebbero anche essere modificate». «Sono soddisfatto del provvedimento – dichiara il consigliere provinciale Coronas – perché è stato formulato dai cacciatori. È stata una decisione collegiale e democratica». (salv.mart.)

  2. 19 Ottobre 2010 a 14:25 | #2

    da La Nuova Sardegna, 19 ottobre 2010
    Caccia, autogestite fuorilegge. Lallo Manca, del comitato faunistico provinciale, accusa la Regione. Non ci sono agenti volontari per garantire la vigilanza territoriale. (Marco Sedda)

    NUORO. Il mondo delle doppiette sarde è in fermento. Sul banco degli imputati ci sono la Regione, il calendario venatorio, le zone autogestite per l’esercizio della caccia e la lobby dei cacciatori cagliaritani. Sono 45mila i cacciatori nell’isola e più della metà è del cagliaritano.
    Il loro peso si sente, soprattutto quando la Regione è chiamata a legiferare sull’argomento. «I cagliaritani sono molti di più e hanno quindi un peso politico maggiore», spiega un cacciatore nuorese. Le doppiette barbaricine hanno sempre sopportato con un certo fastidio la transumanza dei cacciatori campidanesi verso le zone interne. E accusano i colleghi cagliaritani di comportamenti predatori e di aver costruito un calendario venatorio, unico a livello regionale, che tiene conto solo dei loro interessi. «Hanno detto che c’è meno selvaggina rispetto all’anno scorso – si inalbera un cacciatore di Siniscola – ma hanno posticipato la chiusura dalle 14 alle 20,30. Una decisione presa per favorire i cacciatori che da Cagliari si spostano nelle zone interne».
    Ma il vero problema è un altro e lo spiega Lallo Manca del Comitato faunistico provinciale: «Lo spirito della legge nazionale che prevede gli ambiti territoriali di caccia è quello di legare il cacciatore al suo territorio. Ma il calendario venatorio di quest’anno agisce proprio nel senso contrario, incentivando il nomadismo, che in Sardegna viene fatto solo dai cagliaritani».
    C’è poi il discorso delle zone autogestite: «In provincia di Nuoro sono 35 – spiega Manca – ma il problema è che sono tutte fuorilegge. Per essere in regola, infatti, ogni autogestita deve avere gli agenti volontari di vigilanza territoriale e deve prevedere le tabelle perimetrali che circondino la zona data in concessione per la caccia, deve poi esserci una distanza di almeno un chilometro in linea d’aria tra un’autogestita e l’altra, e infine al loro interno devono prevedere una zona dove è vietata la caccia per chiunque. Ebbene, in provincia di Nuoro non c’è neanche una zona autogestita che soddisfa tutti questi requisiti». Secondo Manca «le autogestite devono essere un momento di crescita della caccia, non di sfruttamento, e devono essere preservate imponendo nuove colture al loro interno, in modo che la selvaggina possa preservarsi».
    Lallo Manca punta l’indice anche contro l’Ufficio regionale della fauna: «È un carrozzone politico: dovrebbe fornirci i dati reali sulla selvaggina in Sardegna in modo che il calendario si poggi su basi scientifiche ma invece non fa niente, neanche i censimenti».
    Sull’argomento interviene anche Bonifacio Cuccu, presidente dell’Unione cacciatori di Sardegna, la seconda organizzazione di cacciatori come numero di associati dopo Federcaccia: «In Regione manca una visione generale. Ci vogliono progetti ed è necessario coinvolgere le categorie, altrimenti non si va avanti. Se si continua di questo passo tra 5 o 6 anni la pernice sarda non esisterà più. Entro l’anno inizierà la vera battaglia, quella su gli ambiti territoriali di caccia».

    Entro il mese la Provincia dovrà approvare il regolamento venatorio.
    «Il Piano è pronto». Corosu: «Abbiamo previsto due sub-ambiti».

    NUORO. «Il piano faunistico provinciale è quasi pronto ed entro il 30 ottobre lo invieremo in Regione». L’assessore provinciale all’Ambiente, Franco Corosu, è l’amministratore competente sulla caccia. «Il piano che stiamo predisponendo – spiega Corosu – prevede due sub-ambiti provinciali. Il problema è che qualcuno a Cagliari non vuole i sub-ambiti, e infatti lo scorso settembre la commissione regionale ha approvato un disegno di legge sulla caccia che prevede un unico ambito regionale. Ma è una norma che contrasta con la legge nazionale di riferimento, la numero 157 dell’11 febbraio 1992 (“Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, ndr)».
    Quella degli ambiti non è una questione da poco: perché una volta individuati, i cacciatori potrebbero spararesolo nel territorio delimitato dall’ambito in cui sono iscritti. Il che vuol dire porre fine alle migrazioni dei cacciatori in altri territori. Una limitazione che trova in particolare l’opposizione delle doppiette che provengono dalla provincia di Cagliari e che per sparare si spostano in tutta l’isola. «La Sardegna è probabilmente l’unica regione d’Italia che non ha sub-ambiti – continua Corosu – e questo si spiega col fatto che con la loro istituzione spostiamo il potere dalla Regione ai singoli territori. La stessa università di Sassari, incaricata a predisporre il Piano faunistico regionale, afferma che con i sub-ambiti il territorio sarebbe controllato in modopiù accurato. Il problema, infatti, è la gestione della fauna da parte delle associazioni venatorie locali. Se istituiamo i sub-ambiti, possiamo facilmente sapere quanti cacciatori ci sono e quanti ne può sostenere un territorio, quanta selvaggina c’è e di che tipo. Con un ambito unico regionale tutto questo è molto più arduo».
    L’assessore all’Ambiente del comune di Nuoro, Luca Lapia, venerdì scorso ha organizzato una riunione per discutere del Piano faunistico venatorio provinciale: «Ho voluto incontrare i portatori d’interesse in vista dell’approvazione del Piano, perché siamo in una fase di rinnovamento legislativo e vogliamo dare il nostro contributo». All’incontro c’erano i rappresentanti dell’Ispettorato forestale e dell’Ente foreste e i capocaccia delle compagnie nuoresi. Entro ottobre il Piano faunistico dovrà essere approvato dal Consiglio provinciale e poi inviato in Regione per essere integrato con il Piano regionale. (m.s.)

  3. 30 Settembre 2010 a 15:37 | #3

    da La Nuova Sardegna, 30 settembre 2010
    «Niente caccia a lepri e pernici». Le doppiette di Nughedu abbassano le armi nella riserva di Sa Serra.

    NUGHEDU SAN NICOLO’. La riserva faunistica autogestita di Sa Serra chiude la caccia alle nobili stanziali. La decisione, scaturita da una riunione degli iscritti tenuta nei giorni scorsi, è stata resa nota ieri dal presidente dell’Associazione Cacciatori di Nughedu Giovanni Sechi. Di questo è stata data anche comunicazione al servizio Conservazione fauna selvatica dell’assessorato regionale all’Ambiente, al settore Ambiente della Provincia di Sassari, all’Ispettorato del Cfva di Sassari e per conoscenza al sindaco Dario Fenu.
    La chiusura della caccia alle nobili stanziali, pernici e lepri, è stata decisa dopo l’apertura della stagione venatoria avvenuta lo scorso 19 settembre. «In quella giornata – spiega Sechi – abbiamo constatato la grave penuria di lepri e pernici, di cui abbiamo avvistato pochissimi esemplari. Pertanto abbiamo deciso di sospendere la caccia, per evitare la distruzione dei pochi esemplari rimasti e consentire così riproduzione e ripopolamento». Quattro giornate, per lo più intere, sono troppe, dicono i cacciatori di Nughedu. Da qui la decisione unanime di interrompere la caccia alle nobili sino a nuovo ordine. «Sarebbe meglio stabilire la caccia alle pernici almeno ad anni alterni», dice ancora Sechi, interpretando il pensiero dei cacciatori nughedesi, soci e non soci del sodalizio venatorio legato all’autogestita. Nella lettera inviata alle autorità regionali e provinciali i cacciatori di Sa Serra esprimono il loro «vivo disappunto sul vigente calendario venatorio», in particolare, come accennato, «laddove la caccia alla nobile stanziale viene prevista per l’intera giornata». I cacciatori di Nughedu non ci stanno, e auspicano che la Regione tenga conto di una situazione che riguarda tutta la Sardegna. Divieto di puntare armi contro lepri e pernici, quindi, e vigilanza garantita dalla stessa associazione, nei territori dell’autogestita. (b.m.)

  4. 30 Settembre 2010 a 15:29 | #4

    da La Nuova Sardegna, 30 settembre 2010
    Siniscola. Il consigliere provinciale Pier Paolo Coronas interviene nella polemica sul calendario venatorio. «Caccia, così molte specie rischiano l’estinzione».

    SINISCOLA. Cacciatori di serie A e di serie B. Nel lungo documento scritto dal consigliere provinciale di Idv, Pier Paolo Coronas, c’è tutta l’amarezza di moltissimi cacciatori per come è gestito il calendario venatorio regionale, ritenuto inadeguato. Coronas il mondo delle doppiette e il salto di Siniscola li conosce bene, tanto più che tra i suoi interessi c’è il controllo e il censimento della fauna autoctona.
    Il calo della selvaggina nobile, in modo particolare della pernice sarda, lui lo ha denunciato da tempo, soprattutto nelle zone libere da vincoli, dove la caccia senza freni non ha consentito alle specie di riprodursi.
    «Solo che – dice Coronas – un cacciatore che arriva da fuori certe cose non le può notare, contribuendo al progressivo deperimento degli animali. Per alcune specie si rischia infatti l’estinzione».
    E’ un quadro preoccupante quello descritto dal consigliere Coronas, reso ancor più drammatico dall’allungamento della caccia al pomeriggio, che non da tregua alle prede. Molti cacciatori che operano nelle riserve autogestite del territorio hanno deliberato lo stop alle doppiette. E’ un atto di responsabilità per consentire alle specie di riprodursi e aumentare di numero, «anche se rileva Pier Paolo Coronas- si può verificare la situazione paradossale per cui un non-socio della riserva possa liberamente cacciare per tutta la giornata, attenendosi al solo limite dei capi abbattibili. Una disparità che occorre azzerare, rivedendo la regolamentazione della caccia in Sardegna». L’esponente di Idv dispensa soluzioni.
    «Nei Comuni dove le auto-gestite hanno sospeso la caccia nelle loro riserve avanza Coronas- il Comitato regionale faunistico potrebbe deliberare divieti temporanei di caccia, sospendendo del tutto quella a lepri e pernici e riportando la chiusura alle ore 14. Per la tortora sarebbe ideale praticarla ad agosto.
    Si potrebbe rinunciare a qualche giorno di caccia al cinghiale per puntare sulla migratoria a febbraio. E’ inoltre tempo che la Regione costituisca gli ambiti territoriali di caccia controllata – conclude Coronas – visto che su sedici non ne è partito nessuno». (salv.mart.)

  5. 26 Settembre 2010 a 15:43 | #5

    da La Nuova Sardegna, 26 settembre 2010
    «Caccia prolungata, nessuno studio». Galtellì, ancora polemiche sulle decisioni del comitato faunistico il sindaco Renzo Soro replica ad Artizzu: «La politica non c’entra». (angelo Fontanesi)

    GALTELLÌ. Non accennano a scemare le polemiche sul prolungamento dell’orario di caccia alla nobile stanziale sino alle 20,30 deciso dal comitato regionale faunistico. È ancora una volta Renzo Soro, sindaco di Galtellì e consigliere provinciale Pd, a tenere alta la protesa contro una decisione definita «cagliaricentrica» rispondendo al consigliere regionale Ignazio Artizzu che, sentendosi chiamato in causa come sponsor politico della decisione, nei giorni scorsi aveva rintuzzato piccatamente le accuse di Soro. «Mi rendo conto che il giudizio fortemente critico espresso unanimemente dal consiglio provinciale di Nuoro sul prolungamento dell’orario di caccia alla stanziale abbia infastidito non poco i manovratori che hanno deliberato in tal senso contro il parere di 7 comitati provinciali su 8 dell’isola – dice il primo cittadino – ma dall’onorevole Artizzu mi sarei aspettato argomentazioni serie e non fuorvianti e denigratorie su chi ha avuto «l’ardire» di esprimere democraticamente il proprio parere.
    «Personalmente – precisa Soro – non sono interessato a nessuna polemica politica, perché da amministratore e soprattutto da uno che da oltre 30 anni esercita con passione l’attività venatoria, ho solo a cuore la tutela del patrimonio faunistico. Non solo io, ma tutti i cacciatori nuoresi e di tanti altri territori, avrebbero gradito conoscere dal consigliere Artizzu se la scelta della giornata intera, in controtendenza rispetto agli ultimi anni, sia stata deliberata a seguito di un attento studio, territorio per territorio, e dalla constatazione di aumento della presenza della selvaggina stanziale, così come prevede la legislazione nazionale e quella comunitaria. Artizzu però sa bene che non c’è stato nessuno studio, anzi gli ultimi dati segnalano una drastica riduzione della selvaggina, come sa bene anche che i cacciatori sardi attendono da anni il piano faunistico regionale e la creazione degli ambiti di caccia. Una regolamentazione venatoria che purtroppo a Cagliari trova sempre forte opposizione per la sua approvazione così come invece prevede la legge nazionale».

  6. 18 Settembre 2010 a 11:04 | #6

    da La Nuova Sardegna, 18 settembre 2010
    Lepri e pernici, niente caccia. Specie a rischio, attività sospesa nella riserva Sas Costas.

    BOLOTANA. Attività venatoria sospesa, all’interno della riserva autogestita, per tutto il periodo della caccia alla selvaggina nobile stanziale (pernice e lepre). Lo hanno deciso i cacciatori di Bolotana iscritti alla riserva «Sas costas» per tutelare questo tipo di selvaggina e, in particolare, la pernice: un volatile unico nella sua specie e a rischio di forte decremento. Domani, dunque, data di inizio della stagione venatoria, i cacciatori bolotanesi lasceranno le doppiette appese al chiodo. La stessa cosa faranno nelle prossime giornate di caccia.
    «In questo modo – dicono i responsabili della riserva – vogliamo tutelare lepri e pernici e consentire la riproduzione degli esemplari». A Bolotana è il terzo anno consecutivo che gli iscritti alla riserva, tramite il direttivo dell’associazione, decidono di sospendere la caccia nel territorio montano autogestito che si estende per circa duemila ettari. Per evitare «intrusioni» e fare rispettare il divieto l’organismo sociale ha anche deciso di effettuare turni di guardia all’interno della riserva. Fuori riserva, invece, l’esercizio o meno della caccia dipenderà dalla responsabilità di ciascun cacciatore. Il messaggio, comunque, è chiaro: «Se si vuole tutelare la selvaggina nobile stanziale occorre rispettare il periodo di astensione dalla caccia per consentire la riproduzione delle varie specie». Un esempio di autoregolamentazione che dimostra la sensibilità dei cacciatori bolotanesi verso l’ambiente e la tutela della selvaggina, ma anche un messaggio a chi dovrebbe regolamentare meglio l’esercizio della caccia. (f.s.)

  7. 17 Settembre 2010 a 15:16 | #7

    da La Nuova Sardegna, 17 settembre 2010
    Rivolta nel Nuorese per la caccia fino alle 20.30 «È colpa dei cagliaritani». Il sindaco di Galtellì: una lobby con coperture politiche ha deciso i nuovi orari per invadere le nostre campagne. Coro di proteste nel consiglio provinciale barbaricino. (Angelo Fontanesi)

    NUORO. La prima salva di fucilate della vera stagione venatoria – che inizierà domenica con l’apertura della caccia alla nobile stanziale – è stata sparata in anticipo durante l’ultimo consiglio provinciale di Nuoro. A essere impallinate non sono state pernici o lepri ma, sotto un fuoco incrociato e trasversale, le «lobby dei cacciatori cagliaritani» e le loro presunte coperture nella giunta regionale.
    Lobby accusate di aver stravolto per meri interessi geopolitici l’usuale orario di caccia prolungandolo sino a dopo il tramonto. La novità del calendario venatorio di quest’anno è data dalla decisione di chiudere la giornata di caccia non più alle 14, come era consuetudine delle ultime annualità, ma alle 20.30. Un orario comodo che permette di non svegliarsi in piena notte anche a chi vive a centinaia di chilometri dal territorio di caccia. E tanto, tanto tempo a disposizione per sparare e uccidere.
    Il primo a imbracciare virtualmente la doppietta e a far fuoco è stato il consigliere del Partito democratico, nonché sindaco di Galtellì, Renzo Soro. Cacciatore sfegatato da una vita, ma fortemente critico contro una decisione che non ha esitato a definire scellerata: «È il frutto di una logica tutta cagliaritana fortemente ispirata dalla lobby dei cacciatori di quell’area geografica attraverso sponsor politici legati alla giunta regionale. Cacciatori che amano spaziare in lungo e in largo nelle campagne del Nuorese senza nessun rapporto con le zone dove esercitano l’attività venatoria e che da anni stanno impedendo l’approvazione del piano faunistico regionale che legherebbe il cacciatore al suo territorio. La cosa assurda è che il calendario venatorio sembra sia stato approvato contro il parere di sette dei rappresentanti delle 8 province sarde». Contro questa decisione la condanna è stata dura e bipartisan. Dopo Soro a ruota sono intervenuti contro il prolungamento dell’orario di caccia a lepri e pernici anche il rappresentante in consiglio dell’Idv, Pierpaolo Coronas, che ha fatto presente come l’autogestita di Siniscola di cui è socio abbia deliberato di consentire la caccia anche quest’anno solo sino alle 14, e il consigliere di minoranza sardista Fabio Fancello di Dorgali che, associandosi al giudizio negativo sul nuovo calendario venatorio, ha sottolineato come sia necessario riparlare di ambiti di caccia così come prevede la legge nazionale che a tutt’oggi la Regione sarda non ha ancora applicato. Il «cagliaricentrismo», insomma, non crea dibattito e polemiche solo in fase di riequilibrio degli assetti della giunta regionale, ma anche nel variegato popolo dei cacciatori. Un vero esercito in armi che conta qualcosa come cinquantamila fucili pronti, da domenica, a invadere le campagne sarde per far fuoco dall’alba al tramonto su quel che rimane di un patrimonio faunistico stanziale oramai ridotto ai minimi termini.

  8. 22 Luglio 2010 a 14:44 | #8

    colgo l’occasione per ssalutare tutti i partecipanti al sito.ho letto i commenti fatti da diversi iscritti e devo dire che qualcuni rispecchia le mie idee e quelle di diversi caciatori.io abito nel centro della gallura,luogo dove nel periodo diu caccia ce un po di tutto dalla selvaggina stanziale a quella migratoria.critico chi ha approvato la caccia per tutto il girno per lepre e pernice,visto che sono possessore di cani per caccia alla lepre e pernice,volevo far presente che un cane anche se ben allenato con le calure del nostro territorio lavora bene sino alle ore 10,00 poi come tutti si affiacca e va sotto stress,ma forse di questo a tanti del loro cane non ne le frega niente io ai miei breton ci tengo. altro argomento noi in sardegna cacciamo un mese in meno nei confronti dei nostri penisolani,ma non ci lamentiamo,mi lamento solo quando vedo i CITTADINI ITALIANI VENIRE AD INZOZZARE LA NOSTRA TERRA SENZA AVER CORRISPOSTO LA TASSA REGIONALE.se qualcuno si sente offeso mi contatti che gli dico il resto.apertura per colombaccio,ecco su questo ce da discutere dovbrebbe chiudere la caccia per almeno una settimana nel periodo di ottobre quando qui cominciano ad arrivare gli stormi di colombacci e non gi si da il tempo di nutrirsi e accasarsi nelle sugherete. per la caccia al passo visto che andiamo a caccia meno degli altri italiani penisolani ,la regione avrebbe potuto dare almeno qualche giornata nel mese di febbraio.un’ultima cosa qui di tortore non se ne vede neanche la foto percio e inutile aprirla perche serve solo ai bracconieri.per la caccia al cinghiale visto che siamo nella comunita’ europea,sarebbe a descrizione del cacciatore se utilizzare un fucile a canna rigata o uno a canna liscia.un cordiale saluto a tutti.

  9. 9 Luglio 2010 a 16:03 | #9

    A.G.I., 8 luglio 2010
    CACCIA: TESTO APPROVATO IN COMMISSIONE, STAGIONE OLTRE 31 GENNAIO.

    Cagliari, 8 lug. – La commissione Ambiente (Quinta) del Consiglio regionale ha approvato stamane il testo unificato delle proposte di legge su “Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia in Sardegna”.
    Il provvedimento e’ stato approvato con i soli voti della maggioranza di centrodestra. “Il provvedimento – afferma Mariano Contu, presidente della Commissione ambiente – riordina complessivamente la materia, adeguandola alle nuove norme nazionale ed europea, prevedendo alcune novita’, tra cui l’ambito unico regionale e la modifica dei tempi della stagione venatoria, allungandola oltre il 31 gennaio”.
    “E’ un testo – conclude Contu – che accoglie in pieno le istanze del mondo venatorio e che da’ certezze non solo sulla tutela della fauna, ma anche sull’esercizio dell’attivita’ venatoria stessa”. Il provvedimento dovra’ passare al vaglio della Commissione bilancio per il parere economico-finanziario, prima di arrivare alla discussione in Aula presumibilmente in autunno. (AGI) Red-Rob

  10. 30 Giugno 2010 a 10:06 | #10

    la riproduzione non si discute, sono del parere che nonvada messa in discussione per la salva guardia della selvagina di tutte le specie. ma nel mio territorio si riproducono solo tortore e anatidi,per la tortora sono contrario alla caccia non dovrebbero permetterla, ma per quanto tordi e storni che non si riproduccono nel mio territorio ma emmigrano oltre e non cè una distrzione di migratoria parlo sempre di turdidi, e non è il cacciatore a distruggere ma bensi il bracconaggio di reti e lacci ,perche io sono un cacciatore ma rispetto e amo tantissmo la natura ed è giusto che ci sia la salvaguardia della specie ma febbraio per me è giusto che ci sia

  11. 29 Giugno 2010 a 16:34 | #11

    @Pusceddu Pietro : la fauna non è un hard discount a uso e consumo dei cacciatori. A febbraio è in corso il periodo migrazione-riproduzione e la caccia è vietata per conservare le popolazioni faunistiche. Molto più di “qualche lavoratore” potrebbe invece essere occupato direttamente e/o indirettamente con una seria politica di difesa del suolo (es riforestazione naturalistica).

  12. 29 Giugno 2010 a 15:57 | #12

    io invece sono del parere che i fucili dovrebbero sparare anche tutto il mese di febbraio alquanto non tutti i caccitori vanno a caccia grossa ho al coniglio per esempio io vado solo alla migratoria anche se in quel caso non si dovrebbe andare a febbraio non ci sarebbe piu interesse del rinnovo della licenza e del mio parere ne conosco abbastanza di cacciatori che con la chisura alle 14 quando ti viettano lo storno che da noi fa devastazioni negli ulivi e poi non aggiungo altro noi cacciatori aspetiamo febbraio per portare un carniere decente a casa, e cosi anche le armerie e fabbriche di munizioni ocuperebbero qualche lavoratore in piu.

  13. 28 Giugno 2010 a 14:21 | #13

    da http://www.regione.sardegna.it (http://www.regione.sardegna.it/primopiano2010/2.html)
    Ambiente: Comitato regionale faunistico approva calendario venatorio 2010/2011Approvato nella seduta odierna dal Comitato Regionale Faunistico il calendario Venatorio 2010/2011.

    CAGLIARI, 25 GIUGNO 2010 – Il Comitato Regionale Faunistico, presieduto dall’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Giuliano Uras ha approvato nella seduta odierna il calendario Venatorio 2010/2011.
    Di seguito le specie cacciabili e i relativi periodi di caccia.
    Tortora, nei giorni 2 e 5 settembre alla posta e senza l’uso del cane per l’intera giornata.
    Pernice sarda e lepre sarda, nei giorni 19 e 26 settembre, 3 e 10 ottobre 2010, anche in forma vagante e con l’uso del cane per l’intera giornata con la limitazione di 2 capi.
    Coniglio selvatico, volpe, allodola, alzavola, beccaccia, beccaccino, cesena, codone, colombaccio, cornacchia grigia, fischione, folaga, frullino, gallinella d’acqua, germano reale, ghiandaia, merlo, mestolone, moretta comune, moriglione, pavoncella, porciglione, quaglia, tordo bottaccio, tordo sassello, tortora nei giorni 19 e 26 settembre, 3 e 10 ottobre 2010 anche in forma vagante e con l’uso del cane per l’intera giornata, dal 14 ottobre 2010 al 31 gennaio 2011 nei giorni di domenica, giovedì e festivi infrasettimanali, anche in forma vagante e con l’uso del cane.
    Cinghiale, nei giorni 7, 14, 21 e 28 novembre 5, 8, 12, 19 e 26 dicembre 2, 6, 9, 16, 23 e 30 gennaio anche con il sistema della battuta e con l’uso della munizione a palla unica.
    Tra le novità delle prescrizioni approvate dal Comitato anche l’obbligo a partire dalla prossima stagione per i cacciatori e i battitori dell’uso del giubbino ad alta visibilità durante l’esercizio dell’attività venatoria con l’obiettivo di cercare di evitare gli incidenti durante la caccia.

  14. paolo fiori
    27 Giugno 2010 a 16:52 | #14

    finchè la legge non lo consente, si continuerà ad usare nella caccia grossa la palla unica. quanto al resto del calendario venatorio, noi speravamo qualcosa in meno, vista la situazione critica rilevata dai censimenti soprattutto per la lepre. Quanto all’estensione della caccia a febbraio, faremo di tutto per scongiurarla, ma presumo che alla fine di luglio l’assessore regionale anzichè tutelare la fauna patrimonio di tutti tutelerà gli interessi della minoranza dei cacciatori accordando la proroga; ma si sa, i cacciatori sono abili ricattatori.

  15. sabeddu giglio
    27 Giugno 2010 a 14:35 | #15

    sinceramente mi aspettavo qualcosa in più magari inserendo un periodo a novembre di silenzio venatorio dando modo alla selvaggina di rifocillarsi e ambientarsi ,allungando a febbraio 2o3 giornate alla migratoria ,il permesso all’uso di fucili a canna rigata per la caccia grossa essendo loro molto più sicuri,e lasciare a discrezione dei cacciatori l’uso di essi non vietandone l’uso.

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