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Archivio 30 Giugno 2010

Dizionarietto Visuale di Grazia e Giustizia.

Dizionario

 

by Miquel

La mafia al governo?

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Il senatore Marcello Dell’Utri (P.d.L.), fra i fondatori di Forza Italia e da sempre strettissimo collaboratore del premier Silvio Berlusconi, è stato condannato dalla Corte d’Appello (Sez. II) di Palermo a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.  Difficilmente passerà alla storia come un appassionato bibliofilo.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 A.N.S.A., 29 giugno 2010
Mafia: Dell’Utri, il dispositivo integrale della sentenza.

PALERMO – Questo il testo integrale del dispositivo della sentenza emessa dalla seconda sezione penale della Corte d’appello di Palermo, presieduta da Claudio Dall’Acqua, nei confronti del senatore Marcello Dell’Utri.

”Visti gli articoli 150 cp, 530, 531 e 605 ccp; in riforma della sentenza del tribunale di Palermo dell’11 dicembre 2004 appellata da Cina’ Gaetano e Dell’Utri Marcello ed incidentalmente dal procuratore della Repubblica di Palermo – si legge nella sentenza – si dichiara di non doversi procedere nei confronti di Cina’ Gaetano, in ordine ai reati ascrittigli perche’ estinti per morte del reo. Assorbita l’imputazione ascritta al capo A della rubrica di quella in cui al capo B, assolve Dell’Utri Marcello, dal reato ascrittogli, limitatamente alle condotte contestate come commesse in epoche successiva al 1992, perche’ il fatto non sussiste e per l’effetto riduce la pena allo stesso inflitta ad anni sette di reclusione. Conferma nel resto l’appellata sentenza. Condanna – proseguono i giudici – Dell’Utri Marcello alla refusione delle spese sostenute dalle parti civili costituite Provincia regionale di Palermo e Comune di Palermo che si liquidano per ciascuna di esse in complessivi euro 7.000 oltre spese generali, Iva e Cpa come per legge. Indica – conclude la sentenza – in giorni 90 il termine per il deposito della motivazione”. Prosegui la lettura…

“Criminalità organizzata in Sardegna”, un dibattito, a Cagliari.

Controlli a Cala Coticcio.

Guardia_costiera_Olbia_x_Cala_Coticcio,_2010

Forse migliorerà la vigilanza a Cala Coticcio, a Caprera, nel parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena.   Infatti, dopo l’assurda situazione denunciata in una domenica di ordinaria follìa e la successiva presa di posizione dell’Ente Parco, è intervenuta la Direzione marittima di Olbia (Sezione polizia marittima) che ha incaricato la Capitaneria di Porto di La Maddalena di “svolgere gli opportuni accertamenti” e di adottare “gli opportuni provvedimenti di competenza”.

Forse circolerà qualche cafone in meno nelle acque dell’Arcipelago della Maddalena.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

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