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L’ennesima “sberla” alla speculazione edilizia, a Cala Giunco!

Cala Giunco

Cala Giunco

Ci sono delle iniziative immobiliari o iniziative speculative, che dir si voglia, che si presentano con un’ostinata, quasi ottusa, perseveranza.  Una di queste è certamente quella del Gruppo Zuncheddu, che – attraverso la Cala Giunco s.r.l. – vuole e fortissimamente vuole realizzare un complesso turistico-edilizio da 80 mila metri cubi in uno splendido lembo di costa, a Villasimius (CA).   Fra la spiaggia di Cala Giunco e lo Stagno di Nottèri. Vincolo paesaggistico, sito di importanza comunitaria, piano paesaggistico regionale hanno detto “no” per infinite volte. Altrettante i Giudici amministrativi.   

E ancora adesso, un’altra volta. Se un briciolo di rinsavimento matura, l’ultima.  Magari sarebbe opportuno anche un consiglio in questo senso da parte dei suoi legali, fra cui vi sono anche trascorsi (o presenti) ambientalisti, progressisti, democratici, di sinistra

Il Consiglio di Stato, Sezione VI (presidente f.f. ed estensore Domenico Cafini, Roberto Garofoli, Giancarlo Montedoro, Roberto Giovagnoli e Manfredo Atzeni consiglieri) ha dichiarato inammissibile – con la sentenza 28 giugno 2010, n. 4148 – il ricorso per revocazione avverso la precedente sentenza del Consiglio di Stato del settembre 2009 (sentenza sez. VI, 10 settembre 2009, n. 5459) che, per l’ennesima volta, bocciava le pretese edificatrici su Cala Giunco.

Cala Giunco, cartello "inizio lavori" arruginito

Cala Giunco, cartello "inizio lavori" arruginito

Pareva che Sergio Zuncheddu, il titolare del gruppo Immobiliareuropea s.p.a., proprietario del gruppo L’Unione Editoriale s.p.a. (L’Unione Sarda, Videolina, Radiolina, T.C.S.), azionista de Il Foglio, si fosse messo l’anima in pace.   E invece no.     La sua Cala Giunco s.r.l. aveva inoltrato un ricorso per revocazione sul presupposto che i Giudici del Consiglio di Stato non avrebbero preso atto dell’avvenuta irreversibile modificazione dello stato dei luoghi prima dell’entrata in vigore della c.d. legge salva-coste (la legge regionale n. 8/2004) a causa della realizzazione delle opere di urbanizzazione.  

Il Consiglio di Stato è stato chiarissimo: non possono ravvisarsi, nella specie, i presupposti invocati dalla s.r.l. Cala Giunco a sostegno del mezzo di impugnazione esercitato, sia in quanto non è configurabile l’errore di fatto dedotto nell’odierno gravame, sia in quanto la detta asserita circostanza (dello stato dei luoghi irreversibilmente modificato) sarebbe risultata in ogni caso non influente ai fini della decisione della controversia, essendo di certo sufficiente l’avvenuto riconoscimento della insussistenza, nel caso di cui trattasi, del legittimo avvio delle opere in questione, in contrasto con quanto previsto dalla normativa regionale sopra richiamata”.  In poche parole, non sussiste la pretesa irreversibile modifica dello stato dei luoghi e, in ogni caso, nemmeno legittimo inizio dei lavori.  Bene avevano fatto la Soprintendenza per i beni ambientali di Cagliari a negare l’autorizzazione paesaggistica e il Comune di Villasimius a non concedere le autorizzazioni urbanistico-edilizie.

Stagno di Nottèri

Stagno di Nottèri

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno difeso in tutte le sedi quel gioiello naturalistico e paesaggistico rappresentato da Cala Giunco – Nottèri ed esprimono la più forte soddisfazione per il netto pronunciamento del Consiglio di Stato in proposito.   

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 P.S.    Solo qualche tubo abbandonato, un cartello “inizio lavori” arrugginito dei primi anni ’90 del secolo scorso, una rete di recinzione rappresentano le “opere” realizzate. Solo in Sardegna, fra l’altro, il Gruppo Zuncheddu ha costruito sul Rio S. Lucia (Capoterra), a Santa Gilla (Cagliari), a Sa Marinedda (Olbia) e chissà dove altro ancora.   Non gli basta?   

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 (foto per conto GrIG)

  1. 2 Luglio 2010 a 14:56 | #1

    da La Nuova Sardegna, 2 luglio 2010
    La Cala Giunco non potrà realizzare il villaggio sullo stagno di Notteri. Il no definitivo all’opera da 140mila metri cubi adesso arriva dal Consiglio di Stato. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La ‘Cala Giunco’ del costruttore-editore Sergio Zuncheddu non potrà realizzare il villaggio da 140 mila metri cubi sullo stagno di Notteri, a Villasimius: dopo le bocciature nei due gradi di giudizio il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile anche il ricorso per revocazione firmato dai legali dell’imprenditore, per i quali l’ultima sentenza di palazzo Spada conteneva un errore: nessun errore – hanno stabilito i giudici – e se anche ci fosse stato, quel progetto non avrebbe comunque ricevuto il via libera perchè mancavano le autorizzazioni. Stavolta la decisione è tombale, solo una revisione drastica del piano paesaggistico regionale potrebbe offrire una nuova chance a Zuncheddu che per ora dovrà pagare le spese di giudizio alle controparti, il ministero dei beni culturali e il comune di Villasimius: tremila euro. La controversia era imperniata su un punto: secondo gli avvocati della Cala Giunco «il cantiere era aperto e l’area risultava modificata irreversibilmente già nel 2005, come confermano i verbali di un sopralluogo agli atti del ricorso». Quindi, piano paesaggistico alla mano, i lavori potevano proseguire: «I giudici non ne hanno tenuto conto – hanno scritto i legali nel ricorso – comunque hanno sbagliato e l’ultima decisione dev’essere revocata». Ma il Consiglio di Stato – presidente Domenico Cafini, giudici Manfredo Atzeni, Roberto Garofoli, Giancarlo Montedoro e Roberto Giovagnoli – ha respinto definitivamente le tesi dagli avvocati Marcello Molè e Marcello Vignolo. Per accoglierle avrebbero dovuto smentire se stessi ammettendo un errore palese, quello segnalato dai difensori di Zuncheddu: «E’ stato ignorato il verbale del sopralluogo compiuto nel 2005». Niente di tutto questo, hanno ribadito i giudici con la sentenza depositata ieri: «Se anche i lavori fossero stati in corso – hanno sostenuto – l’autorizzazione paesaggistica regionale era stata già annullata con decreto del sovrintendente il 22 giugno del 2000, di conseguenza era stata annullata anche la concessione edilizia con ordinanza del 27 agosto 2002». Quindi qualsiasi intervento edilizio nell’area di Notteri sarebbe stato abusivo. «Peraltro – scrivono i giudici nella sentenza – non si rinvengono specifiche argomentazioni sul mutamento irreversibile dello stato dei luoghi, ma soltanto sull’avvio legittimo delle opere di urbanizzazione». Una valutazione in linea con quella di Roberto Candio, il difensore del Comune di Villasimius contro il quale era stato presentato il ricorso: «Nell’area interessata dal progetto – aveva detto il legale nell’aula di palazzo Spada – non ci sono volumetrie realizzate, non c’è nulla. Ma al di là di questo il Consiglio di Stato ha stabilito con chiarezza che il diniego della concessione da parte del Comune di Villasimius è legittimo, quindi le opere previste dalla Cala Giunco non possono essere realizzate. Allora dov’è l’interesse di questa causa? Non si può costruire, punto e basta». Sulla stessa linea era stato Sergio Sabelli, l’avvocato generale dello Stato intervenuto nel giudizio per conto del ministero dei Beni culturali: «La norma è chiara, basta che manchi uno dei requisiti stabiliti dalla legge e la concessione dev’essere negata. Qui – ha osservato Sabelli – non c’è la modifica irreversibile dei luoghi, quindi non si può realizzare niente». La Cala Giunco aveva chiamato al giudizio anche la Regione, che non si è costituita come accade da quando è uscita di scena la giunta Soru. Una scelta dell’ex capo dell’area legale Graziano Campus, ora in pensione ma in rampa per rientrare in servizio: la prossima settimana la giunta regionale dovrebbe nominarlo con un contratto da dirigente esterno.

  2. vic
    2 Luglio 2010 a 0:03 | #2

    proprio cosi’ a questi imprenditori non gli basta mai . avidi vogliono sempre piu’ soldi .senza giuardare in faccia a nessuno. sempre piu’ soldi con il cemento che rovina il nostro territorio. una mentalita’ che fa’ schifo. grazie Consiglio di Stato

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