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Imprenditori, Comune di Cagliari e Anfiteatro romano.

risposta su Anfiteatro romano, spettacoli, 2010

Che cosa succede se un imprenditore desidera “poter conoscere le caratteristiche, modalità e tempistiche necessarie per poter presentare domanda di gestione dell’Anfiteatro Romano di Cagliari per la stagione estiva 2010”?  Naturalmente il dirigente del Servizio cultura e spettacolo del Comune di Cagliari risponde che “sta predisponendo tutti gli atti necessari per stabilire modalità e termini di gestione e che “sarà cura … rendere noti tali termini e modalità mediante idonei mezzi (nota Comune Cagliari – Servizio cultura n. 116177 del 24 maggio 2010).

Risultato: nessuno sa come, ma la ben nota legnaia abusiva che ammorba il più importante monumento romano della Sardegna è sempre gestita dai soliti soggetti imprenditoriali.  “Idonei mezzi”, Gara, selezione, chi l’ha viste?   Abusi su abusi?

Gruppo d’intervento Giuridico

(elaborazione immagine GrIG)

  1. 11 Novembre 2010 a 15:24 | #1

    da La Nuova Sardegna, 11 novembre 2010
    La Guardia di Finanza indaga su delega della Procura dopo l’esposto-denuncia presentato da un operatore privato dello spettacolo. Anfiteatro: inchiesta-bis sulla concessione.
    Lo spazio pubblico affidato dal Comune alla Sardinia Entertainment senza una gara pubblica. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La concessione dell’anfiteatro romano per gli spettacoli è al centro di una nuova inchiesta giudiziaria dopo quella che coinvolge i dirigenti del comune Ada Lai e Bruno Soriga, ormai vicinissima al capolinea.
    Il sostituto procuratore Daniele Caria ha aperto un fascicolo contro ignoti su ipotesi di abuso d’ufficio partendo da un esposto presentato da un operatore dello spettacolo, che ha denunciato la decisione assunta dall’amministrazione comunale di assegnare ancora una volta la gestione dello spazio pubblico negli ultimi due anni senza una gara d’appalto. Gara che le norme generali impongono a tutti gli enti pubblici di bandire quando l’importo del bene da assegnare o dei servizi da gestire supera la soglia stabilita. Si tratta nella sostanza di un’inchiesta-fotocopia che però potrebbe coinvolgere persone diverse. I dirigenti comunali infatti sono cambiati, è cambiata invece solo in parte la società concessionaria dell’arena monumentale: se fino a circa un anno fa era Sardinia Jazz, cui chiunque doveva rivolgersi per ottenere l’uso dell’anfiteatro, oggi si chiama Sardinia Entertainment ed è il risultato di un accordo tra Sardegna Concerti e la società Zed!, che ha sede nel nord Italia. All’interno del consorzio compaiono quindi i fratelli Massimo e Michele Palmas di Sardinia Jazz-Sardegna Concerti con Maria Gabriella Manca, presidente di Sardegna Concerti, tutti e tre già indagati per abuso d’ufficio, peculato, truffa e malversazione. Nessuno di loro però amministra direttamente la nuova configurazione sociale.
    L’inchiesta è soltanto alle fasi iniziali: il sostituto procuratore Caria ha delegato la Guardia di Finanza, che ha avviato la procedura per l’acquisizione degli atti negli uffici comunali e nel giro di qualche settimana dovrebbe consegnare al magistrato un primo rapporto. Se dall’esame dei documenti dovessero emergere conferme all’ipotesi d’accusa il magistrato potrebbe decidere di unificare i due procedimenti, sempre che i tempi di chiusura della seconda inchiesta – e gli esiti – garantiscano il rientro nei tempi della prescrizione.
    Intanto – dopo la notifica della chiusa indagine – la dirigente dell’area servizi al cittadino Ada Lai si è presentata in Procura nei giorni scorsi per l’esame di garanzia e ha risposto a tutte le domande del pubblico ministero, decisa a chiarire sino in fondo ogni passaggio delle scelte che le vengono contestate. Ada Lai, il cui nome continua a circolare in città come possibile candidata a sindaco per le elezioni della prossima primavera, è indagata con l’accusa di malversazione. Mentre in un altro procedimento del pm Marco Cocco è iscritta al registro degli indagati per falsa testimonianza. Nell’inchiesta-madre sugli spettacoli all’anfiteatro – che abbraccia il periodo dal 2004 al 2008 – la Procura fa riferimento a contributi europei acquisiti per uno scopo e spesi per un altro, denaro pubblico distribuito senza rispettare le procedure. Tutti gli indagati hanno depositato memorie difensive e hanno respinto ogni addebito. Nei prossimi giorni il pm Caria dovrebbe notificare la richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe riguardare tutte le persone indagate o alcune di esse.

  2. 5 Ottobre 2010 a 15:12 | #2

    da La Nuova Sardegna, 5 ottobre 2010
    L’anfiteatro «mangiato» dalle muffe. Tribune dannose anche a causa della lunga permanenza.

    CAGLIARI. Il servizio provinciale anti insetti disinfesta l’anfiteatro romano: oggi dalle larve, l’8 ottobre contro le blatte. E quando toccherà alla bonifica massima del monumento, vale a dire la demolizione delle tribune? E’ documentato infatti il danno che queste hanno provocato due volte.
    La prima quando sono state piantate, perché la roccia è stata bucata in tutti i punti in cui dovevano essere tirati su i piloni che dovevano reggere le tribune. Il secondo danno deriva dal lungo periodo di permanenza delle tribune, ormai dieci anni. Sulle gradinate scavate nella roccia si sono formate alcune muffe pericolose per la sopravvivenza del monumento. Soprintendenza ai beni archeologici e Comune si devono riunire al più presto attorno al tema del destino del monumento. Ma in attesa di progettare una nuova struttura capace di accogliere spettacoli a zero impatto per l’anfiteatro, i tecnici della soprintendenza sono convinti che l’impalcatura vada tolta, non solo quella del palcoscenico che, in questi anni, nonostante fosse l’unico punto di accordo col Comune, non è stata levata neppure questa durante la stagione invernale. L’estate scorsa la soprintendenza ai beni archeologici non aveva rilasciato autorizzazione per la stagione degli spettacoli, ma aveva accettato di avviare un tavolo di lavoro sul destino dell’anfiteatro, dove dettare le regole per un uso corretto del monumento.
    La strada in sostanza era: passi questa stagione degli spettacoli nonostante l’inadempienza del Comune che nell’inverno scorso non ha smontato neppure il palcoscenico, ma da ottobre 2010 la musica cambia. Il concorso di idee che il Comune aveva annunciato di voler bandire era stato sospeso. Adesso si aspettano le linee guida che scaturiranno dal tavolo Comune-soprintendenza, l’impianto della gara sarà fatto tenendo conto di quel che la soprintendenza prescrive a proposito della tutela piena del monumento.

  3. 26 Luglio 2010 a 14:20 | #3

    da La Nuova Sardegna, 26 luglio 2010
    Comune, sospeso il bando sull’anfiteatro. Svolta nelle relazioni tra municipio e soprintendenza: da adesso si progetta insieme. Minoja: «Registriamo una nuova volontà di valorizzazione». (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Il Comune ha sospeso il bando per la riprogettazione degli spettacoli estivi all’anfiteatro romano. E’ la prima vera vittoria della soprintendenza archeologica nel braccio di ferro sul destino del monumento, l’unico manufatto romano di epoca imperiale giunto fino a noi, brutalizzato nel 2000 con la scelta del Comune di coprirlo di tribune di legno per ospitare migliaia di spettatori. Da allora a oggi, fra lo stupore e l’indignazione di studiosi di varie discipline e di cittadini, l’anfiteatro è di fatto uno stadio di legno. Il Comune ha potuto montare le tribune e smettere di rimuovere anche l’unica parte del palco che aveva accettato di togliere finiti gli spettacoli, sulla base di un equivoco costruito su una interpretazione davvero poco limpida della parola amovibile. Per il Comune le tribune erano «amovibili», nel senso che si possono smontare, ma questo individuava solo la tipologia delle tribune, non un impegno della municipalità cagliaritana a togliere il legno alla fine di ogni stagione. Per la soprintendenza di dieci anni fa che aveva autorizzato lo scempio, «amovibile» voleva dire che dovevano essere rimosse alla fine di ogni stagione. Il passaggio mai chiarito con forza in sede autorizzativa provocò gli equivoci che hanno innescato lettere, ricorsi al Tar, tentativi di conciliazione extragiudiziali, mentre il Comune di anno in anno programmava senza alcuno scrupolo la stagione di spettacoli estivi, arrivando anche a non togliere più neppure l’unica parte che fin dall’inizio rimuoveva, vale a dire una parte del parco. Il nuovo soprintendente ai beni archeologici di Cagliari e Oristano, Marco Minoja, ha denunciato due mesi fa una delle conseguenze provocate sul monumento dall’installazione delle tribune: la pietra è stata aggredita da muffe che la erodono. Un caso non raro, gli studiosi spiegano che il danno provocato da tribune grandi e pesanti come quelle montate sulle gradinate dell’anfiteatro è di due tipi. Da un lato ci sono le perforazioni per incardinare le strutture; dall’altro c’è l’usura della pietra causata dalla permanenza nel tempo delle tribune.
    Ecco perché quando il Comune ha annunciato di aver preparato un bando per ripensare l’uso dell’anfiteatro, sempre però con la necessità di tenerci spettacoli, il nuovo soprintendente ha fatto valere tutti i titoli del suo ufficio a valutare preventivamente ogni passo che il Comune voleva fare. Il bando, insomma, non poteva essere pubblicato all’insaputa della soprintendenza e senza esaurienti consultazioni con gli esperti di archeologia. Alla fine, il Comune si è convinto e Minoja saluta con molto favore la decisione di sospendere il bando e quindi calendarizzare incontri con i tecnici della soprintendenza. Intanto, richiesto dalla direttore regionale dei beni monumentali e artistici, Minoja ha preparato un elenco di osservazioni per un approccio diverso all’uso dell’anfiteatro. Intanto bisogna progettare una rimozione attenta delle tribune; poi le prossime strutture destinate ad accogliere il pubblico dovranno essere di un tipo interamente amovibile alla fine di ogni stagione estiva con lo scopo di ripristinare lo stato del luogo; ma soprattutto il prossimo progetto dovrà prevedere strutture che non interferiscano direttamente col monumento, come altre ipotesi in passato avevano immaginato.
    Minoja: «Ora siamo reciprocamente coinvolti e registriamo il fatto che il Comune esprime la volontà di un vero progetto di valorizzazione a tutto campo dell’anfiteatro e del suo circondario».

  4. andrea caldart
    13 Luglio 2010 a 8:39 | #4

    vorrei aggiungere che la sardinia jazz soc. coop, da molti anni è l’unica che gestisce l’anfiteatro di cagliari, e non si bene su quale gara, o bando abbia mai vinto tutto questo.
    ricordo inoltre che il comune di cagliari, paga ogni anno una bella cifretta per permettere di mantenere e rendere usufruibile la struttura dell’anfiteatro, che d’inverno viene totalmente abbandonata, quindi spende soldi pubblici.
    affida alla sardinia jazz soc. coop la gestione, la quale società non è solo la concorrente principale di tutte le altre società che fanno eventi, ma ti fa pagare € 4.800 iva compresa al giorno per l’utilizzo. inoltre essendo una società collegata a sardegna concerti, i proprietari sono gli stessi, non solo ricevono il maggior contributo economico dagli enti locali per i loro spettacoli, ma fanno anche pagare, al cittiadino, profumati biglietti per i loro concerti.
    in sintesi cosa fa il cittadino per tutto questo?
    1) tramite il comune paga la manutenzione dell’anfiteatro, soldi pubblici;
    2) tramite gli enti locali eroga soldi pubblici ad una società privata;
    3) per andare a vedere un concerto, organizzato dal gruppo sardegna concerti, sardinia jazz soc. coop, paga il biglietto per entrare all’anfiteatro.
    4) una società privata, che fa il medesimo lavoro della società che gestisce l’anfiteatro, che paga le proprie tasse qui a cagliari, deve pagare al gestore € 4.800,00 iva compresa al giorno e questo gestore riceve il massimo di contribuzione pubblica per i suoi eventi, contributi che sono dati dalla somma dei tributi pagati dal cittadino e dalla stessa società che chiede di fare gli eventi, ma non vi sembra che in questo modo si "turbi" il libero mercato secondo quanto prevede l’articolo 513 del codice penale??? appunto turbativa del libero mercato.
    dico questo perchè come è possibile che un unico soggetto giuridico possa avere tutto da anni, sottolineo da anni, ma non siamo in un paese libero e democratico, dove il mercato si fonda sulla libertà del libero commercio e sulle regole del sistema giuridico, anzichè quelle del sistema degli amici del bar???

    andrea caldart
    amm. unico
    make&song srl
    cagliari

  5. andrea caldart
    13 Luglio 2010 a 7:11 | #5

    caro sig. silvan,
    non serve iscriversi all’albo dei fornitori del comune, se le gare non vengono fatte…
    prenda esempio per la gara dello stadio, dov’è? mi sbaglio o qualcuno l’aveva promessa???
    il fatto per l’anfiteatro è che, un dirigente non può scrivere che sta predisponendo atti, quando invece affida direttamente la gestione ai soliti noti!!! sa in italiano come si chiama questo? PRENDERE PER IL C..O il cittadino che onestamente lavora!!! poi l’aspetto giudiziario lo lascio a chi ne è competente!!!

  6. 12 Luglio 2010 a 23:13 | #6

    peccato che non sia mai stata fatta una qualsiasi “gara” per l’affidamento dell’Anfiteatro romano di Cagliari

  7. 12 Luglio 2010 a 22:20 | #7

    Basta che si iscriva all’albo fornitori nei modi descritti nel sito del Comune e potrà essere invitato alle gare d’appalto.

  8. betty
    12 Luglio 2010 a 18:30 | #8

    figuriamoci..i soliti raccomandati e lavorano sempre gli stessi..

  9. vic
    12 Luglio 2010 a 18:24 | #9

    imprenditore = politico = affari = abusi = distruzione del territorio

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