“Lei non sa chi sono io! Sono nientepopodimenochè l’Onorevole Sisinnio Piras!”
Video importato
YouTube Video
E’ grave, molto grave, non sapere chi è l’onorevole Sisinnio Piras, illustrissimo legislatore regionale. Si può rischiare anche di finire all’ospedale. Ve ne presentiamo un simpatico quadretto, così sapete come regolarvi al momento del voto.
Gruppo d’Intervento Giuridico
da La Nuova Sardegna, 28 agosto 2010
«Contravvenzione? Lei non sa chi sono io». Scontro tra i vigili urbani e il consigliere regionale Sisinnio Piras, Pdl, dopo una infrazione. Il politico accusato di aver investito l’agente con la ruota dell’auto. Mauro Lissia
CAGLIARI. Dal classico «lei non sa chi sono io» al «non la passerà liscia» fino al più dozzinale dito medio, esibito a muso duro, in linea con le recenti performance pubbliche del ministro leghista Umberto Bossi: ha sfoderato l’intero repertorio minatorio del presunto potente Sisinnio Piras, consigliere regionale del Pdl nato a Villacidro, imprenditore laureato in scienze motorie.
Tutto per una contravvenzione che un vigile voleva contestargli in via Roma, quasi davanti al palazzo della massima assemblea sarda: Piras intendeva svoltare su via Lepanto, tagliando la doppia striscia continua sotto gli occhi dell’agente di polizia urbana Oscar Palmas. Poteva scusarsi e finirla li. Invece, pur di sfuggire a un verbale che non avrebbe leso la sua immagine di onorevole, ha cercato di forzare lo stop dell’operatore schiacciandogli un piede con la ruota della sua Chrisler. Risultato: l’agente è finito al pronto soccorso con una grave distorsione e la sospetta frattura del menisco. Lui, Sisinnio Piras, dovrà fare i conti con una denuncia a piede libero per violenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che per rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale. L’atto, firmato da Palmas e da uno dei coordinatori dell’ufficio di polizia urbana, è già in Procura. Il fatto, secondo il racconto contenuto nella denuncia e le testimonianze firmate di altri vigili urbani, è questo: sono le 16.30 dello scorso 5 agosto quando l’agente Palmas vede un’auto che si prepara a svoltare da via Roma su via Lepanto malgrado la doppia striscia continua. Il vigile dà gas alla moto e si affianca all’automobilista. Poi, con tono calmo ma fermo, lo invita a proseguire verso piazza Amendola. Ma Sisinnio Piras ha fretta e non è tipo da farsi intimidire. Salta fuori il tesserino di consigliere regionale e l’annuncio sbrigativo: «Sono in ritardo, ho un appuntamento importante col presidente della Regione e lei mi sta facendo perdere tempo prezioso». Il tempo dei consiglieri regionali, si sa, è sempre prezioso. Ma le regole sono regole e il vigile Palmas è inflessibile: «Lei non ha allacciato la cintura, accosti al margine destro della strada». Piras si fa livido e parte il primo «lei non la passerà liscia». Poi taglia corto: «Mi prenda il numero di targa e mi mandi il verbale a casa». Ma Palmas non molla, gli resta al fianco con la moto e lo costringe a fermarsi. Segue il rituale che prelude alla contravvenzione: favorisca patente e carta di circolazione. Piras resiste: «Lei non sa chi sono io». Per cercare di saperlo il vigile glielo chiede formalmente. Nel frattempo si avvicina un altro agente, Attilio Spiga. E mentre Palmas chiede via radio l’intervento dell’ufficiale coordinatore, l’onorevole Piras – l’ultima sua proposta di legge, datata 6 maggio 2010, riguarda i danni provocati dai delfini alle marinerie sarde – cerca di farsi largo con l’auto e schiaccia il piede del vigile urbano. Con il coordinatore Luigi Ullu piomba sul posto il collega Ignazio Pintus e la faccenda diventa seria. Piras nega di aver investito il vigile. Urla «sei falso, state abusando della divisa». Infine – così è scritto nella denuncia – solleva il dito medio della mano destra «in segno di offesa». Palmas lo invita a «tenere un atteggiamento consono a una persona della sua età» ma l’onorevole Piras sembra aver perso il controllo: «Ringrazia che porti una divisa» con l’agente Pintus che si frappone tra i due per prevenire il peggio. Finisce con l’onorevole che chiede di sottoporre il vigile Palmas a un controllo sanitario: «E’ chiaro che si fa di cocaina…». Poi un’ambulanza del 118 trasporta il ferito al pronto soccorso. Oscar Palmas, raggiunto al telefono, conferma tutto: «Mi è capitato altre volte di multare personaggi importanti, ho sempre ricevuto rispetto e trovato atteggiamenti corretti. Stavolta non è andata così, ho dovuto denunciarlo».




da La Nuova Sardegna, 28 agosto 2010
LA REPLICA. Sisinnio Piras: «Non ho insultato il vigile urbano».
Sull’episodio avvenuto il 5 agosto di cui la Nuova Sardegna ha dato notizia nell’edizione di ieri, il consigliere regionale del Pdl Sisinnio Piras ci ha trasmesso una replica che pubblichiamo.
Ho sempre avuto il massimo rispetto per le forze dell’ordine di ogni ordine e grado, soprattutto quando nell’esercizio delle loro funzioni, e nell’episodio citato ho sempre tenuto questo comportamento, al contrario di quanto invece ha fatto l’operatore della polizia municipale di Cagliari. Tantomeno ho mai usato il mio ufficio di consigliere regionale della Sardegna, per avere privilegi o evitare sanzioni. In quel momento ho solo detto che dovevo presenziare ad un urgente ed improrogabile impegno istituzionale, ovvero espletare le funzioni del mio mandato di consigliere regionale. Altresì non ho mai pronunciato una frase del tipo «lei non sa chi sono io». Per di più nell’occasione non c’è stata alcuna lite.
I fatti sono questi.
Il 5 agosto scorso, intorno alle ore 17 percorrevo la via Roma, in Cagliari, dal municipio dovendomi recare in consiglio regionale per un impegno istituzionale. All’altezza del semaforo di piazza Matteotti ho trovato una manifestazione in corso, che dirigeva verso il largo Carlo Felice. Dovendomi recare in consiglio regionale, ho chiesto ai vigili urbani di poter transitare e conseguentemente ne venivo autorizzato, ma arrivato all’altezza di via Lepanto, incrociavo un altro vigile, il Palmas, al quale ho chiesto di poter attraversare la striscia continua verso l’ingresso del Consiglio, in considerazione del fatto che non vi era nessun veicolo in circolazione e spiegando di essere un consigliere regionale che doveva presenziare ad un improrogabile ed urgente impegno istituzionale. Per tutta risposta, in modo arrogante e con toni minacciosi, il Palmas con parole irriferibili mi intimava di proseguire verso piazza Amendola facendomi notare che avrebbe potuto sanzionare il mio comportamento alla guida perchè non avevo la cintura di sicurezza allacciata, che per altro avevo slacciato poco prima in quanto arrivato a destinazione. A questo punto ci siamo lasciati con uno scambio di battute e ho proseguito, come indicatomi, verso piazza Amendola. Ma mentre proseguivo verso la piazza, percorsi un centinaio di metri, sono stato nuovamente raggiunto dal vigile urbano in moto che mi intimava, sempre in modo minaccioso, di fermarmi. Ordine che ho eseguito immediatamente, nel rispetto del codice della strada e di un pubblico ufficiale.
Il predetto mi ha prima chiesto un documento d’identità e ho esibito la mia carta d’identità. Ma, non soddisfatto, mi ha chiesto anche patente di guida e libretto di circolazione dell’auto, infilando contestualmente la testa e il busto dentro l’abitacolo del mio veicolo. Gesto che ho respinto, chiedendo rispetto. Mentre consegnavo i documenti, interveniva un altro vigile urbano al quale il Palmas si rivolgeva dicendogli: «Hai visto che mi ha investito?». A questo punto ho chiesto, con il telefono cellulare, l’intervento dei carabinieri che sono arrivati immediatamente senza rilevare alcun sinistro. Cosa peraltro facilmente dimostrabile. Nel frattempo il Palmas redigeva il verbale per guida senza cintura di sicurezza, che senza nessun problema ho sottoscritto.
Ribadisco di aver avuto sempre il massimo rispetto per tutti e soprattutto per le forze dell’ordine, ma allo stesso modo, come cittadino esigo rispetto, che non vi è stato, da parte del pubblico ufficiale. Riguardo ai riscontri penali sarà la magistratura, casomai, ad effettuare un preciso riscontro dei fatti, visto che sono intervenute anche altre forze dell’ordine.
Sisinnio Piras
Prendiamo atto della versione del consigliere. Ogni aspetto della vicenda riportata dalla Nuova Sardegna trova riscontro nella denuncia trasmessa dal Corpo di polizia municipale alla Procura della Repubblica, nelle certificazioni del pronto soccorso e nelle testimonianze di pubblici ufficiali.