Chi fa il suo dovere se la va a cercare.
“Non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici, certo, è una persona che in termini romaneschi se l’andava cercando”, così parlò il senatore a vita Giulio Andreotti su Giorgio Ambrosoli, avvocato liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona e ucciso l’11 luglio 1979 da un sicario pagato proprio dal banchiere mafioso.
Naturalmente il senatore Andreotti, noto per la sua fine ironìa, (cioè quello che, in romanesco, si definirebbe paraculo) ha detto d’esser stato frainteso.
Naturalmente si tratta di una frase detta da un uomo delle Istituzioni riconosciuto in via definitiva dalla Corte di Cassazione reo di “concreta collaborazione” (concorso esterno in associazione mafiosa, art. 416 bis cod. pen.) con esponenti di spicco di Cosa Nostra fino alla primavera del 1980, benché il reato commesso sia stato considerato estinto per sopravvenuta prescrizione.
Stefano Deliperi Prosegui la lettura…
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