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Pagherete caro, pagherete tutto. Di tasca.

La gestione straordinaria dei c.d. Grandi Eventi da parte della Protezione civile si è finora tradotta in grandi spese e – probabilmente – in grandi danni erariali. Ne è convinta la Procura generale della Corte dei conti.  Forse, una volta tanto, i responsabili pagheranno di tasca. Parecchio.

Gruppo d’Intervento Giuridico

sul medesimo argomento, in questo blog:

Quanti affari per questa “protezione incivile” (24 dicembre 2009),

Un bel sistema di “ordinaria corruzione”, “gelatinoso” (10 febbraio 2010), 

L’onesto Bertolaso, l’onestissimo Berlusconi (26 febbraio 2010),

Miracoli della Bertolaso s.p.a.: la Marcegaglia ci guadagna e paga la Regione (23 marzo 2010),

Mancato G 8 a La Maddalena, le bonifiche ambientali truffaldine (25 giugno 2010)

nuvola di sedimenti di idrocarburi, fondale Arsenale, La Maddalena

nuvola di sedimenti di idrocarburi, fondale Arsenale, La Maddalena

da La Nuova Sardegna, 10 settembre 2010

Vuitton Trophy? Un danno erariale. La Corte dei Conti chiede milioni per le «ordinanze urgenti» dei Grandi eventi.

PROTEZIONE CIVILE NEL MIRINO. Dalla Maddalena all’Aquila: chiamati a pagare governo, imprenditori e cricca. Alessandro Cecioni

ROMA. Decine e decine di milioni di danni per lo Stato, per i cittadini. E’ quanto, secondo la Corte dei Conti, potrebbero essere costate le «ordinanze urgenti» della Protezione Civile per i Grandi eventi, per il G8 alla Maddalena e poi all’Aquila, per il Louis Vuitton Trophy alla Maddalena, per la Scuola Marescialli di Firenze, l’Auditorium nel capoluogo toscano, le piscine dei mondiali di nuoto, le innumerevoli opere pubbliche legate alla celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. La notizia era stata già anticipata dalla Nuova Sardegna qualche tempo fa. Adesso acquista un suo spessore più definito. Appalti per centinaia di milioni di euro, danni erariali, si ipotizza nelle carte della Corte dei Conti, per decine e decine. Soldi che, se provato il comportamento contrario agli interessi della pubblica amministrazione, dovranno essere restituiti. Dagli amministratori, dai titolari delle imprese, dai progettisti, dalle centinaia di persone che hanno ruotato intorno a questi appalti. E non sono solo i membri della cricca, del sistema gelatinoso, gli Anemone, i Piscicelli, i Balducci, a rischiare. Fra chi potrebbe essere chiamato a restituire i soldi c’è anche il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che le ordinanze della Protezione civile ha firmato, così come il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, e Guido Bertolaso, il capo della Protezione Civile che l’uso delle ordinanze urgenti lo ha elevato a sistema. La svolta si è avuta in queste settimane, dopo sette mesi di lavoro della Corte dei Conti. L’ultima Finanziaria, approvata a dicembre, contiene infatti una norma che, di fatto, rende il lavoro dei magistrati contabili più difficile: si può indagare sul «danno erariale» solo in presenza di «casi specifici», ben determinati. La collaborazione fra la Procura di Perugia, titolare dell’inchiesta sulla cricca, e il procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia, ha permesso, da gennaio in poi, il continuo passaggio di carte fra i magistrati. E non solo da Perugia verso Roma, ma anche sulla direttrice contraria. L’iscrizione al registro degli indagati dell’ex ministro Pietro Lunardi e del cardinale Crescenzio Sepe viene da una segnalazione della Corte dei Conti. Ora però sono migliaia e migliaia di pagine di verbali, intercettazioni, interrogatori, passate da Perugia a Roma. I magistrati contabili le hanno analizzate e sono arrivati a indicare, caso per caso, ordinanza per ordinanza, se ci sia stato un danno per lo Stato e, anche, a provare a quantificarlo (sono state affidate alcune perizie e altre saranno affidate nelle prossime settimane i primi dati parlano di aumenti del 10, 30%). E’ stato possibile, insomma, «appurare specifiche e concrete notizie di reato» che ora rendono dimostrabili i danni. I fascicoli sono stati aperti, sono decine. Alcune delle persone coinvolte sono già state sentite, è il caso di Guido Bertolaso. «Non qualsiasi grande evento rientra nella competenza della Protezione Civile», scriveva mesi fa il procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Pasquale Iannantuono.

(foto da L’Espresso)

  1. 11 Settembre 2010 a 19:16 | #1

    da Il Messaggero, 11 settembre 2010
    G8, la Corte dei conti: un danno erariale spostarlo all’Aquila.

    ROMA – Potrebbero costare decine di milioni di euro allo Stato le ordinanze urgenti della Protezione Civile per il G8 dell’Aquila e la regata della Louis Vuitton cup a La Maddalena. Sono i ”Grandi eventi”, che hanno consentito di assegnare appalti e spendere milioni di euro in deroga a tutte le procedure previste dalla legge e sono finiti al centro dell’inchiesta della procura di Perugia.
    Per la Corte dei Conti del Lazio potrebbe profilarsi un danno erariale. A prescindere dall’esito di un eventuale processo, se venisse verificato il comportamento contrario agli interessi della pubblica amministrazione da parte dei protagonisti della ”cricca”, quei soldi dovranno essere restituiti.
    A versare il denaro nelle casse dello Stato, potrebbero essere i funzionari pubblici, i titolari delle imprese, i progettisti, i professionisti, che avrebbero ricevuto incarichi ”triccati” o pagati oltre misura, ma anche personaggi come il costruttore Diego Anemone e l’ex presidente del Consiglio superiore per i lavori pubblici, Angelo Balducci, e persino il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha firmato le ordinanze della Protezione Civile. Tutti chiamati a un maxi risarcimento da parte della magistratura contabile.
    Dopo sette mesi di lavoro, la procura della Corte dei conti del Lazio ha concluso gli accertamenti.
    Le verifiche sono state anche frutto di una collaborazione tra i pm Sergio Sottani e Marzia Tavarnesi, i pm perugini titolari dell’inchiesta sulla «cricca», e il procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia. E adesso, dopo avere esaminato migliaia di pagine di verbali, i magistrati contabili sarebbero già riusciti a indicare, caso per caso, se i danni erariali per lo Stato si siano profilati. Non solo, la magistratura contabile avrebbe individuato anche fatto i conti, fino a indicare l’ammontare che tutti i protagonisti della vicenda dovrebbero restituire.

  2. 11 Settembre 2010 a 11:08 | #2

    da L’Unità, 11 settembre 2010
    La Corte dei Conti alla “cricca”:pagate il danno erariale. (Claudia Fusani)

    Se è vero che poi alla fine contano più i soldi di una macchia sulla fedina penale, stavolta s’annunciano all’orizzonte guai seri per la cricca e tutti i suoi soci. Danni per decine e decine di milioni di euro, un conto salatissimo che lo Stato protrebbe presto presentare a una lunga serie di pubblici funzionari, amministratori, professionisti con incarichi pubblici e imprenditori. La Procura della Corte dei Conti del Lazio contesta il danno erariale agli indagati dalla procura di Perugia nell’inchiesta Grandi Appalti. Oggetto dell’inchiesta sono tutti i Grandi Eventi gestiti dalla Protezione Civile finiti nel mirino degli investigatori fiorentini prima e perugini poi, dalle grandi opere per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia ai Mondiali di Nuoto a Roma nel 2009 fino al G8, compreso il trasloco a L’Aquila. Sotto la lente di ingrandimento della procura contabile anche un altro grande evento rimasto per ora escluso dagli accertamenti penali, la Louis Vitton cup, la gara velica ospitata alla Maddalena nel maggio scorso tra dubbi e sospetti. Appuntamenti internazionali di grande richiamo, con finanziamenti molto ricchi, tutti gestiti dalla Protezione Civile con procedure d’urgenza e riservate.
    Un pool di magistrati. All’inizio dell’estate la procura di Perugia aveva trasmesso negli uffici di viale Mazzini, sede della magistratura contabile, tutte le carte dell’inchiesta penale su cui si è messo a lavorare un pool di magistrati contabili in cerca di sprechi. La collaborazione tra i pm perugini e la Corte dei Conti ha già dato frutti maturi. I pm perugini Sottani e Tavarnesi hanno potuto iscrivere sul registro degli indagati l’ex ministro Lunardi e il cardinale Sepe proprio sulla base di una relazione contabile (invito a dedurre) del procuratore generale Mario Ristuccia in cui veniva messa in dubbio la necessità dei finanziamenti erogati dalla società pubblica Arcus (quella che ha dato i cinque milioni di euro a Propaganda Fide senza averne i requisiti).
    La questione «sprechi», risultato di un paese che vive di eterne emergenze, è da tempo un capitolo fisso delle relazioni annuali della Corte dei Conti. «In questo paese – disse a giugno Luigi Giampaolino appena nominato presidente – «manca il senso sacrale del pubblico denaro e c’è un patema morale, la corruzione, maggiormente avvertito oggi perchè la crisi ha evidenziato come lo sperpero sia davvero un danno per l’interesse pubblico». Già nel 2007 sempre la Corte dei Conti aveva puntato il dito sulla Protezione civile «mobilitata per manifestazioni addirittura programmate con largo anticipo e però sempre in nome dell’emergenza». Nel mirino la legge del novembre 2001 che affidava alla Protezione Civile di Guido Bertolaso la gestione non solo delle calamità naturali – alluvioni, terremoti e altri disastri – ma anche di tutti i Grandi Eventi grazie all’accesso ai fondi svincolati anche dal controllo del ministero dell’Economia.
    Le carte dell’inchiesta penale sui Grandi Eventi hanno evidenziato, spiegano alla Corte dei Conti, «specifiche e concrete notizie di danno» per cui è possibile ipotizzare «responsabilità contabili ai danni del pubblico erario». Le norme sono state aggirate «in almeno sei delibere della Presidenza del Consiglio». I responsabili sarebbero i funzionari già finiti in carcere o indagati. Ma anche altre persone al momento non indagate che hanno avallato procedure illegittime e quindi sprechi. Qualche cifra, in difetto, per dare un’idea delle grandezza delle spese: 500 milioni sono stati consumati tra La Maddalena e L’Aquila per il G8; 177 milioni per le 11 grandi opere dell’Unità d’Italia; altri 5-6 milioni se ne sono andati in regate veliche, Vuitton cup (4) e a Trapani (2) per l’Unità d’Italia.

  1. 29 Marzo 2012 a 23:10 | #1
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