Archivio

Archivio 16 Settembre 2010

Come stravolgere un furriadroxiu, a S. Anna Arrèsi.

Su Cambuxiu e lo Stagno di Maestrale

Su Cambuxiu e lo Stagno di Maestrale

Strutture edilizie semplici e funzionali, a base familiare, suddivise in più ambienti collegati, destinate a sede abitativa della piccola comunità agro-pastorale.  Sono i furriadroxius, insediamenti storici rurali presenti nel Sulcis.   Giustamente il piano paesaggistico regionale – P.P.R. ne prevede la salvaguardia e la possibilità di utilizzo al di fuori delle destinazioni tradizionali soltanto mantenendone le caratteristiche storico-culturali: se non esiste un piano particolareggiato vigente, sono consentiti, fino all’adeguamento del P.U.C. al P.P.R., solo gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, nonché ristrutturazioni edilizie interne.

Ma, si sa, le leggi camminano sulle gambe degli uomini e non sempre và così.   Un esempio lo ritroviamo nelle tristi sorti dei furriadroxius di Malfatano (Teulada), interessati da ben note vicende speculative.  Ma non è certo l’unico esempio. Prosegui la lettura…

Piazza Garibaldi, nell’ “arcipelago gulag” cagliaritano.

Piazza Garibaldi, Cagliari, sit-in

Piazza Garibaldi, Cagliari, sit-in

anche su Il Manifesto Sardo (“Cagliari al verde”), n. 82, 16 settembre 2010

Centinaia di cagliaritani, nei giorni scorsi come in pieno agosto, si sono trovati in Piazza Garibaldi contro l’ipotesi, tanto cara all’Amministrazione comunale della capitale del Mediterraneo, di far fuori un bel po’ di alberi.  Una mobilitazione un po’ insolita per una città generalmente sonnacchiosa e pigra.

Come mai?   Forse i cagliaritani iniziano ad averne le tasche piene di alcuni vezzi della propria amministrazione comunale.

Infatti, la premura del Comune di Cagliari verso il proprio verde pubblico è famosa: dagli alberi ad alto fusto della Via Amat (una delle poche vie alberate di Cagliari), deportati per far spazio a un parcheggio interrato privato a fine anni ’90 del secolo scorso, alla scalinata monumentale della Chiesa dei SS. Giorgio e Caterina, realizzata su un’area di verde pubblico lungo la Via Scano, dal tentativo abortito per la protesta popolare di far piazza pulita degli alberi in Piazza Giovanni XXIII alla recente deportazione delle Jacarandae di Piazza Maxia, l’Amministrazione comunale cagliaritana e i suoi solerti progettisti si sono distinti per un’antipatìa dalle motivazioni sconosciute verso alberi, arbusti e macchie. Prosegui la lettura…

Caccia al Tricolore, a Venezia.

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Credo che queste immagini abbiano proprio bisogno di pochi commenti.

Stefano Deliperi