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Piazza Garibaldi, nell’ “arcipelago gulag” cagliaritano.

Piazza Garibaldi, Cagliari, sit-in

Piazza Garibaldi, Cagliari, sit-in

anche su Il Manifesto Sardo (“Cagliari al verde”), n. 82, 16 settembre 2010

Centinaia di cagliaritani, nei giorni scorsi come in pieno agosto, si sono trovati in Piazza Garibaldi contro l’ipotesi, tanto cara all’Amministrazione comunale della capitale del Mediterraneo, di far fuori un bel po’ di alberi.  Una mobilitazione un po’ insolita per una città generalmente sonnacchiosa e pigra.

Come mai?   Forse i cagliaritani iniziano ad averne le tasche piene di alcuni vezzi della propria amministrazione comunale.

Infatti, la premura del Comune di Cagliari verso il proprio verde pubblico è famosa: dagli alberi ad alto fusto della Via Amat (una delle poche vie alberate di Cagliari), deportati per far spazio a un parcheggio interrato privato a fine anni ’90 del secolo scorso, alla scalinata monumentale della Chiesa dei SS. Giorgio e Caterina, realizzata su un’area di verde pubblico lungo la Via Scano, dal tentativo abortito per la protesta popolare di far piazza pulita degli alberi in Piazza Giovanni XXIII alla recente deportazione delle Jacarandae di Piazza Maxia, l’Amministrazione comunale cagliaritana e i suoi solerti progettisti si sono distinti per un’antipatìa dalle motivazioni sconosciute verso alberi, arbusti e macchie.

Forse sarebbe opportuno indagare nella formazione e nelle pulsioni recondite dell’agronomo dott. Claudio Papoff, dirigente del Servizio verde pubblico del Comune di Cagliari. Ormai soprannominato dalla vulgata cittadina il commissario dell’arcipelago gulag oppure, più prosaicamente, mani di forbice.   Per capirci, è il responsabile del procedimento e progettista di quell’osceno scempio ambientale e finanziario di Piazza Maxia, dove sono state deportate le Jacarandae, quello che ha fatto tagliare un pino di 40-50 anni presso la scalinata della Basilica di Bonaria “per esigenze televisive” in vista della visita del Papa (settembre 2008) senza curarsi dell’esistenza del vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni, D.M. 11 febbraio 1961) e che se la prende con gli ambientalisti perché gli impedirebbero di sistemare gli alberi come vorrebbe (vds. Il Sardegna, 28 gennaio 2009).

Insieme a lui fa coppia fissa – nei cartelli “inizio lavori” che annunciano le deportazioni arboree – l’architetto Fernanda Gavaudò, funzionaria comunale dallo sguardo un po’ stranito che occhieggiava dalla pubblicità elettorale delle ultime elezioni provinciali e comunali quartesi a sostegno dei candidati del centro-destra. Inutilmente, visto la scarsa popolarità elettorale manifestata.pic

Però, forse, anche l’agronomo Papoff e l’architetto Gavaudò sono solo delle vittime, sono solo esecutori condannati a eseguire pedissequamente la volontà altrui e la colpa sarebbe tutta del piano urbano della mobilità (P.U.M.), deliberato dal Consiglio comunale il 28 luglio 2009, che prevede lo scavo di ben 11 parcheggi sotterranei per recuperare 9 mila posti auto, perché – secondo il Comune – solo così sarà possibile pedonalizzare alcune strade cittadine. 

Le radici degli alberi – si sa – non vanno d’accordo con i parcheggi interrati: quindi gli alberi vanno deportati altrove, spesso e volentieri in un gulag dietro il quartiere Fonsarda.

Ora è il turno di Piazza Garibaldi.   Anch’essa diventerà uno dei tristi luoghi di quell’arcipelago Gulag degli alberi che è diventata ‘sta povera capitale del Mediterraneo

gli alberi di Piazza Garibaldi, Cagliari

gli alberi di Piazza Garibaldi, Cagliari

Se le linee portanti del progetto abortito del 2000 saranno sostanzialmente confermate, saranno deportati anche i maestosi Ficus retusa della piazza, magari per piantare qualcuna delle solite palme e qualche arbusto. 33 alberi che rendono caratteristica la piazza e che, però, non piacciono proprio al dott. Papoff, secondo la relazione da lui stilata.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno già inoltrato (18 giugno 2010) una richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione degli opportuni interventi al Comune di Cagliari, al Servizio regionale della tutela paesaggistica e alla Soprintendenza per i beni ambientali di Cagliari con la finalità di ricercare – fin nella progettazione – la salvaguardia di un patrimonio arboreo monumentale di importante rilievo.

In più, la Direzione regionale per i beni culturali e il paesaggio per la Sardegna (organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali) ha assoggettato l’edificio della Scuola Alberto Riva Villasanta, prospiciente la piazza, a vincolo culturale (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) con proprio decreto 21 luglio 2010 (notificato al Comune di Cagliari il 12 agosto scorso).  

progetto rifacimento Piazza Garibaldi

progetto rifacimento Piazza Garibaldi

La Scuola elementare, realizzata fra il 1912 e il 1930, ha assunto da tempo un ruolo monumentale nella forma urbis cagliaritana. Merita tutela e un suo utilizzo razionale e intelligente, consono al valore dell’edificio e della piazza.  Attualmente è in corso un lungo restauro e finora non si sa che cosa il Comune di Cagliari intenda farne.

Una cosa è certa, però: una nuova Piazza Maxia non pare proprio che i cagliaritani la vogliano…

Gruppo d’Intervento Giuridico

 P.S.   il Comune di Cagliari ha reso noto che si può scrivere al dirigente del settore competente Gerolamo Solina (gerolamo.solina@comune.cagliari.it) per proporre luoghi dove reimpiantare gli alberi.  Perché non scrivergli invece dove vorremmo venissero spostati assessori e funzionari comunali che si occupano della materia?

(immagine progettuale da http://andreascano.blog.tiscali.it, pubblicità elettorale, foto S.D., archivio GrIG)

  1. 30 Settembre 2010 a 18:50 | #1

    La Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio di Cagliari ha risposto (nota prot. n. 13180 del 22 settembre 2010) all’istanza presentata e ha reso noto “che ad oggi non è stato ricevuto … nessun progetto riguardante l’intervento in oggetto. … s’informa che i ns. uffici saranno chiamati ad esprimersi in fase di progettazione definitiva/esecutiva, pertanto nessun parere è stato espresso nè di carattere monumentale nè paesaggistico”.

  2. 18 Settembre 2010 a 11:13 | #2

    da La Nuova Sardegna, 18 settembre 2010
    «In viale Trieste si scivola da anni». Fa discutere la scelta di «giustiziare» gli alberi: bastava la rete di raccolta.
    TRAFFICO Stazionarie le condizioni dello scooterista in coma caduto sulla strada resa viscida dal manto di bacche. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. E’ stazionario il cameriere in coma da giovedì quando con lo scooter è scivolato sulle bacche di viale Trieste. Il viale è stato chiuso ai motocicli, le auto vanno a passo d’uomo e gli alberi sono stati impietosamente giustiziati per aver perso le bacche, cosa che succede ogni settembre e che, negli anni scorsi, ha fatto cadere pedoni e, nel 2008, anche un vigile urbano in scooter.
    L’assessore al Traffico Maurizio Onorato ha chiesto al collega all’Urbanistica e all’Ambiente Gianni Campus, di promuovere subito una di queste due iniziative: o si pota tutto o si mettono le reti. Non c’è dubbio che sarebbe stata preferibile la seconda (le mettono ovunque nel mondo proprio per questo motivo), invece si è scelto di togliere il mantello di chiome che faceva ombra. Le bacche hanno formato una mistura terribile che neppure tre passaggi della macchina lavante sono riusciti a togliere, l’assessore Onorato giovedì mattina è andato in viale Trieste e ha potuto constatare «che le scarpe si appiccicavano al suolo». Le scelte sugli alberi a Cagliari generano polemiche e rivolte ogni volta, ma un incidente stradale che finisce con lo scooterista in coma all’ospedale (forse sarà operato) è un prezzo inaccettabile. Sulla potenziale pericolosità delle bacche: valeva in quel punto di viale Trieste dove palazzi alti e alberi molto frondosi probabilmente contribuivano a formare un microclima e lì, e solo lì, le bacche si sono macerate fino a «oliare» la strada. Anche in viale Merello ci sono gli stessi ficus e le bacche cadono nello stesso modo, ma, più arieggiato, non è mai successa una cosa del genere. Secondo il comandante dei vigili urbani Mario Delogu non ci sono a Cagliari situazioni di potenziale pericolo equivalente: la sabbia a volte crea rischi alla circolazione, anche in piazza del Carmine ci sono ficus uguali a quelli di viale Trieste, ma anche qui «non si creano tutte le condizioni che hanno formato il mantello viscido di quel tratto di viale Trieste», conferma il comandante. I pericoli della circolazione a Cagliari nascono forse più dalle buche, malamente pareggiate dalle ditte di manutenzione, ma con scalini che provocano guai ad auto e moto. Il contenzioso è di circa 10 richieste di risarcimento danni al mese, «ma ne vengono accolte meno di quante ne arrivino». Tornando agli alberi: il pericolo in viale Trieste, in quel tratto vicino alla caserma dei vigili urbani e al Ctm, si conosceva per gli scivoloni già avvenuti nel tempo. Perché il Comune si preoccupa di sradicare jacarande e ficus (piazzetta Maxia e piazza Garibaldi) e poi ignora gli effetti di un naturale processo di ricambio e non provvede con una semplice rete di raccolta? L’assessore Giovanni Maria Campus ha chiesto di vedere i verbali dei vigili urbani su i due incidenti di giovedì.

    LA CURIOSITA’. Il furore anti-verde pubblico di un agronomo del Comune. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Ormai tra gli alberi della città e il comune sembra essere una questione personale: gli interventi drastici dell’agronomo Claudio Papoff, detto manidiforbice, non si contano più. Dopo la spoliazione di viale Merello, il dirigente se l’è presa con le jacarande di piazzetta Maxia, spazzate via per lasciare spazio a scheletrici aranci, metri cubi di cemento e luci verdi di provenienza marziana in base a un progetto – elaborato dall’architetta di fiducia Fernanda Gavaudo – che ha scatenato la rivolta del quartiere. Poi è partito l’attacco ai trentatrè ficus retusa di piazza Garibaldi, accusati esplicitamente da Papoff di fare troppa ombra in una relazione che a rileggerla non sembra vera: una buona metà, stando ai suoi consigli, dovrebbe cadere per finire trapiantata in un luogo imprecisato. Nel nuovo spazio pubblico, un piazzale tecno del tutto estraneo alle linee architettoniche della scuola Riva, l’agronomo comunale propone essenze esotiche che rompano la «monotonia del verde». Ora è arrivata la capitozzatura degli alberi di viale Trieste, ridotti quasi a tronchi senza più foglie. Un intervento con ogni probabilità fuori tempo oltre che fuori luogo, accelerato da una sequenza di incidenti legati alla caduta naturale delle bacche. Bastava sistemare le reti, come accade in qualsiasi altra città, oppure intervenire a fine agosto. Ma il furore di Papoff è arrivato in ritardo: se qualcuno avrà da chiedere risarcimenti dovrà citare in giudizio gli alberi o chi gestisce il verde pubblico soltanto con la sega elettrica?

  3. lapis
    16 Settembre 2010 a 23:42 | #3

    Quindi son talmente convinti che pure ci chiedono dove devono mettere gli alberi.
    Sto cercando un modo educato di scrivere quello che avete pensato tutti, circa dove dovrebbero metterli.

    In effetti ho riscritto il post un sacco di volte.

  4. 16 Settembre 2010 a 16:21 | #4

    la 13^ edizione di Monitor Città assegna (1° semestre 2010) la palma di sindaco che riscuote maggiore fiducia fra i suoi cittadini a Matteo Renzi (Firenze). Il sindaco di Cagliari Emilio Floris non compare nemmeno nella prima trentina…

    da http://www.fullresearch.it: http://www.fullresearch.it/monitor-citta-matteo-renzi-e-il-sindaco-piu-amato-exploit-di-gianni-alemanno-al-terzo-posto-bolzano-ancora-una-volta-prima-nei-servizi.

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