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Tuerredda, la speculazione edilizia calpesta la nostra storia.

cantiere S.I.T.A.S. s.p.a., Malfatano - Tuerredda, Teulada

cantiere S.I.T.A.S. s.p.a., Malfatano - Tuerredda, Teulada

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La presenza del porto fenicio-punico di Merkat nel rìas di Malfatano era ben nota, così come quella dell’area nuragica di Schina de su Sicilianu (Tuerredda). Invano, perché – nonostante decine di esposti e segnalazioni da parte delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra (vds. il dossier “Cronaca di una speculazione edilizia annunciata, Malfatano e Tuerredda”) la trasformazione a base di cemento e mattoni è stata autorizzata anche dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari senza nemmeno un’indagine archeologica.  Ora, dai lavori emergono altre testimonianze archeologiche di epoca romana e, probabilmente, non saranno isolate. E allora che si fa?   Un bel giardinetto archeologico per rendere più gradevole e appetibile l’insediamento turistico-edilizio….

Una delle più belle coste del Mediterraneo, quella compresa fra Capo Spartivento, Tuerredda e Malfatano (Teulada) viene pesantemente aggredita dal cemento, grazie all’iniziativa immobiliare dal pesante impatto ambientale condotta dalla S.I.T.A.S. s.p.a.

Da anni le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico si battono duramente  per difenderla e per proporre un turismo responsabile e ambientalmente sostenibile, con ricadute effettive sul tessuto economico-sociale locale.

rìas di Malfatano

rìas di Malfatano

Alcuni fra i più importanti signori del mattone italiano stanno conducendo un’operazione turistico-edilizia che sta radicalmente trasformando un vero e proprio paradiso terrestre.  Fatti, nomi, circostanze.

Ricordiamo che si può e si deve fare di tutto per fermare questo scempio della nostra Terra, della nostra storia, del nostro patrimonio culturale.

Molti semplici cittadini chiedono di fare qualcosa di concreto, per questo le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico propongono una campagna di messaggi via posta elettronica alle autorità nazionali, regionali e locali che hanno il potere di fermare ruspe e mattoni.  Questo il testo proposto:

Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

presidenza.repubblica@quirinale.it

al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi,

gabinetto@beniculturali.it

al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci,

presidente@regione.sardegna.it

al Sindaco di Teulada Gianni Albai,

sindaco@comune.teulada.ca.it, info@comune.teulada.ca.it

per conoscenza al Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

grigsardegna5@gmail.com

ho appreso con grandissima preoccupazione della realizzazione in corso di un complesso turistico-edilizio (ville, hotel, residence, servizi commerciali) di 140 mila metri cubi di volumetrie sull’incontaminata costa di Malfatano e Tuerredda, a Teulada (CA).

Se realizzato interamente, il progetto deturperebbe irrimediabilmente una delle più belle coste del Mediterraneo facendo perdere anche qualsiasi attrattiva per il turismo.

Chiedo di fermare i lavori e di ridurre drasticamente le costruzioni previste, da realizzare solo a distanza dalla costa, oltre il piccolo nucleo storico di Malfatano.

Con cordiali saluti.

firma

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

 

 

 

 

 

 

Capo Malfatano

Capo Malfatano

 

 

 

 

da L’Unione Sarda, 24 settembre 2010

Teulada. Trovata un’antica fabbrica di mattoni a ridosso del porto di età cartaginese. Tuerredda, resti romani sotto il resort. Stop ai lavori e nuovo progetto dopo la scoperta archeologica.  I permessi per la costruzione dell’hotel erano arrivati anche se la zona non era mai stata studiata dal punto di vista archeologico. Paolo Carta

La storia della Sardegna sotto il nuovo albergo di lusso in costruzione a Tuerredda. Il primo colpo di ruspa per la realizzazione del resort ha portato alla luce una costruzione di età romana, probabilmente una realtà produttiva, una fornace per la realizzazione di mattoni. Lavori edili sospesi, progetto modificato, nuovi scavi della Sovrintendenza ai beni archeologici, tre corpi dell’hotel (sui sei previsti) spostati per riprendere l’intervento edilizio.

LA FORTIFICAZIONE. Del rinvenimento dei resti di epoca romana si può dire tutto ma non che sia una sorpresa. “In quella zona – spiega marco Minoia, da un anno a capo della Sovrintendenza dei Beni archeologici di Cagliari – sono presenti un importante villa romana, un’altra casa con mosaici della stessa epoca e resti nuragici”.  Sergio Frau è andato oltre. In un articolo pubblicato tempo fa su Repubblica ha parlato dei resti di un porto cartaginese, “probabilmente il più grande del Mediterraneo, capace di ospitare addirittura 400 navi”, a Capo Malfatano, a ridosso di Tuerredda: “Bastano due pinne, una maschera e un boccaglio per vederli”. E Minoia conferma le ricerche in corso, con l’ausilio di specialisti subacquei.

 

 

 

 

 

 

 

 

cartello "inizio lavori" cantiere S.I.T.A.S. s.p.a, Malfatano - Tuerredda, Teulada

cartello "inizio lavori" cantiere S.I.T.A.S. s.p.a, Malfatano - Tuerredda, Teulada

I PERMESSI. La domanda a questo punto sorge spontanea: come è stato possibile autorizzare la nascita di un albergo in una zona così importante dal punto di vista archeologico, mai esplorata compiutamente con scavi, come ammettono gli stessi esperti della Sovrintendenza? Marco Minoia, dalla sua scrivania nella Torre di San Pancrazio, illustra leggi e competenze. “Il nostro ufficio può vincolare soltanto le zone dove esiste un reperto conosciuto. E’ vero che la zona di Tuerredda non è mai stata studiata, ma in presenza dei nulla osta dei Beni ambientali e paesaggistici, il parere di qualche anno fa del mio predecessore, Vincenzo Santoni, era obbligato”.

 

 

 

IL PROGETTO. Difficile credere che in quella zona anticamente un porto e una villa romana fossero isolati. La scoperta durante gli scavi per le fondazioni del resort della Sitas (Gruppi Benetton, Toffano e Toti, più Monte dei Paschi di Siena, la gestione sarà affidata a Emma Marcegaglia) lo conferma. Minoia racconta il suo intervento celere: “Il progetto del Resort è articolato su diversi corpi di fabbrica, in tutto sei. Abbiamo imposto la modifica del progetto e lo spostamento non solo della parte dell’albergo interessata dalla costruzione romana, ma anche di quelle più vicine, in modo da garantire l’accesso e la valorizzazione del reperto. Sarà anche realizzato una sorta di piccolo parco archeologico all’interno del Resort per mettere in mostra la recente scoperta, che sarà studiata con un nostro scavo”.

IL NO. Diversi intellettuali come lo scrittore Giorgio Todde e gli ambientalisti del gruppo di Intervento giuridico si sono schierati da tempo contro il progetto del mega albergo a ridosso della spiaggia di Tuerredda. Un insediamento che potrebbe addirittura essere incrementato: la Sitas e il Comune di Teulada stanno trattando per spostare a Tuerredda, chiamata in paese sa spiaggia dei is casteddaius, cubature previste a Perdalonga dove la Forestale si è opposta. “Sono scelte politiche – dichiara Minoia senza commentare – noi dobbiamo muoverci dentro gli stretti paletti delle leggi”. Domanda diretta: ma secondo il Sovrintendente, si tratta di un insediamento opportuno in quell’angolo della Sardegna unico dal punto di vista ambientale, paesaggistico e archeologico? “Non sono tenuto a dare certe risposte. Posso soltanto domandarmi a mia volta dove andranno a fare il bagno gli ospiti dell’albergo: già oggi la spiaggia di Tuerredda è congestionata”.

(foto J.I., archivio GrIG)

  1. barchetta
    10 Gennaio 2011 a 17:49 | #1

    e Sandokan no?

  2. carroga sarda
    10 Gennaio 2011 a 17:43 | #2

    @shardanaleo
    A te SARDO dovrebbe interessare che quel porto, quell’insenatura, è un pezzo della tua terra, oggi, come lo era ieri, e per amarlo e difenderlo non dovresti preoccuparti se lì ci è passato Attila, Cesare o Gengis Khan.

  3. 10 Gennaio 2011 a 17:04 | #3

    semplicemente perchè – secondo tutte le indagini archeologiche del caso – il porto è stato realizzato dai Fenici e utilizzato di seguito dai Cartaginesi ;)

  4. 10 Gennaio 2011 a 13:03 | #4

    Come possiamo pretendere che la gente (Sarda) ci ascolti se già esordiamo con "IL PORTO FENICIO/PUNICO …"
    Che mi può fregare a me SARDO dei Fenici e dei Punici?
    Cominciamo a rendere a cesare quel che è di cesare e ai SARDI la loro STORIA SHARDANA.
    Qule porto è il proto degli ERACLDI/SHARDANA… o di ERACLE/MELKART/SANDAN
    KUM SALUDE

  5. tuarredda
    28 Settembre 2010 a 10:19 | #5

    chi fa la guardiania del cantiere? chi vende le ville in sardegna con l’agenzia gabetti? fratelli e sorelle sono piezz’e core

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