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Sulla Sella del Diavolo, per le Giornate europee del Patrimonio.

27 Settembre 2010

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Sabato 25 e domenica 26 settembre 2010, nonostante il forte vento di maestrale, decine e decine di escursionisti hanno preso parte alle escursioni guidate sul sentiero naturalistico ed archeologico della Sella del Diavolo (Cagliari) promosso dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra nell’ambito delle Giornate europee del Patrimonio.

Come sempre un grande spettacolo della natura e della storia, in uno dei gioielli della Sardegna e del Mediterraneo.

Prossimamente (8-9 ottobre 2010) si svolgerà un’escursione guidata riservata ai partecipanti al Congresso nazionale di cardiologia sportiva.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra ricordano che è possibile svolgere escursioni guidate per gruppi e comitive con le guide volontarie previa prenotazione in tutti i giorni della settimana: basta scrivere agli indirizzi di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com o grigsardegna@tiscali.it e sarete ricontattati per accordi!

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto J.I., archivio GrIG)

Gheppio

Gheppio

  1. 25 Novembre 2010 a 15:23 | #1

    da L’Unione Sarda, 23 novembre 2010
    Capo Sant’Elia, sulle tracce del tempio fenicio di Astarte. (Francesco Fuggetta)

    Ritrovare il tempio fenicio dedicato ad Astarte, divinità dei buoni venti e protettrice dei naviganti: è il sogno degli archeologi che da due anni esplorano l’area intorno alla Sella del Diavolo e a Capo Sant’Elia. «A breve presenteremo i risultati della seconda campagna di scavi», ha anticipato l’archeologo Alfonso Stiglitz. «Finora abbiamo trovato dei frammenti di epoca romana e medioevale, ma potremmo portare alla luce materiali o strutture del tempio, costruito nel III secolo a.C».
    L’unico indizio sull’esistenza del luogo di culto nasce dal ritrovamento, nel 1870, di un’epigrafe fenicia: due righe in parte illeggibili, ma che sono bastate ad alimentare la speranza. Stiglitz, insieme a Simonetta Angiolillo, è il direttore scientifico degli scavi, finanziati dal Comune ed effettuati dal dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-Artistiche dell’Università. Scavi complicati, in un’area di proprietà della Marina militare, sommersa dalle agavi. Proprio qui nasce il nome della città: «Sono stati i fenici chiamare così Cagliari; dal III secolo a.C. è attestato il toponimo Karales, o Karalis, poiché il loro alfabeto non aveva vocali».
    Il significato è “mucchio di rocce”, o più probabilmente “promontorio”.

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