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Archivio 1 Ottobre 2010

Emma, merixedda del Sardistàn.

anche su Il Manifesto Sardo (Emma, merixedda nazionale), n. 83, 1 ottobre 2010

“È possibile partecipare alla realizzazione, in fase di ultimazione, con l’acquisto dei diritti di superficie per 40 anni sia di posti barca che di appartamenti/loft: l’attuale listino prezzi in prevendita, decisamente interessante, concretizza tutti i più rigorosi ed esigenti parametri di un ottimo investimento”, così ha scritto in numerosi messaggi a potenziali clienti la East Coast Yacht Brokers per pubblicizzare l’ex Arsenale di La Maddalena trasformato in struttura alberghiera con annesso porto turistico.  E’ incaricata in proposito dalla Mita s.p.a. di Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria.  La Mita s.p.a., com’è noto, gestisce il complesso.   Non bisogna essere un genio del diritto per ipotizzare una sorta di multiproprietà o qualcosa di simile, in palese contrasto con il pur favorevolissimo affidamento in gestione.   La Mita s.p.a. smentisce e parla di “equivoco … semplificazioni linguistiche”. Se ne prende atto.

Un passo indietro, però.

L’ex Arsenale di La Maddalena è diventato un hotel a 5 stelle con porto turistico grazie agli interventi programmati per la riunione G 8 poi spostata a L’Aquila. Una dei fulcri del noto sistema gelatinosoProsegui la lettura…

Libera repubblica di corruttori e corrotti.

Berlusconi, giù le mani da internet!

A che cosa porta lo smantellamento dello Stato di diritto: ne parla un’interessante inchiesta di Paolo Biondani per L’Espresso.   Buona lettura!

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da L’Espresso, 30 settembre 2010

Corruzione, la grande beffa.  Ufficialmente oggi in Italia ci sono meno di cento imputati per mazzette, contro i duemila di 15 anni fa. Tutti diventati onesti? Macchè, è l’effetto delle leggi che hanno cancellato i reati. Ed ecco i dati veri.  Paolo Biondani (ha collaborato Giovanna Trinchella)

Febbraio 1992. Mario Chiesa, politico socialista di livello comunale, viene arrestato a Milano mentre intasca una tangente di 7 milioni di lire. In carcere confessa. Fa arrestare otto imprenditori da lui favoriti. Che vuotano il sacco. Comincia Mani Pulite. Febbraio 2010. Milko Pennisi, politico berlusconiano di livello comunale, finisce in manette sotto Palazzo Marino mentre incassa una mazzetta di 5 mila euro. In banca è pieno di liquido. I pm interrogano una decina di imprenditori da lui favoriti. Nessuno parla. E Pennisi patteggia ammettendo quell’unica bustarella. Secondo flash. Il gruppo Eni, che fu travolto da Mani Pulite, è di nuovo sotto inchiesta per presunte maxi-tangenti versate in Nigeria per gas e petrolio. Negli Usa il colosso italiano patteggia, versando 365 milioni di dollari. In Italia rischia al massimo una multa da mezzo milione: manca solo il timbro finale della Cassazione. Prosegui la lettura…

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