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La Soprintendenza temporeggiatrice sull’Anfiteatro romano di Cagliari.

lettera Soprintendenza archeologica x Anfiteatro romano, settembre 2010

L’allestimento ligneo – la becera legnaia – che ammorba da dieci anni l’Anfiteatro romano di Cagliari è abusivo sotto il profilo paesaggistico e storico-culturale.

Ormai a Cagliari e non solo lo sanno anche le pietre.

Eppure ancora oggi il Comune di Cagliari non ha provveduto a rimuoverlo e non pare averne alcuna intenzione, ma – ancor più singolare – non lo fa nemmeno la Soprintendenza per i beni archeologici, che pure potrebbe e dovrebbe provvedere in via coattiva, secondo i poteri ad essa attribuiti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Infatti, la Soprintendenza per i beni archeologici, nonostante affermi “la propria volontà di operare per il recupero dell’Anfiteatro romano di Cagliari”, ritiene – in buona sostanza – di dover muoversi in simbiosi con quel Comune di Cagliari che non ha alcuna intenzione di sbaraccare senza indugi la legnaia.  Secondo quanto comunicato (nota n. 5686 del 17 settembre 2010) alle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra in seguito all’ennesimo esposto (25 maggio 2010), tutto viene rinviato al risultato di un futuro concorso di idee che bandirà chissà quando (visto che è stato rinviato già altre volte) il Comune di Cagliari.  Insomma, se ne riparlerà alle calende greche.

Anfiteatro romano, carne di porco.E la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari?   Finora non pervenuta.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(elaborazione immagine GrIG, foto S.D., archivio GrIG)

  1. 2 Febbraio 2011 a 15:02 | #1

    da La Nuova Sardegna, 2 febbraio 2011
    «L’anfiteatro romano è in rovina». La clamorosa denuncia dell’assessore alla Cultura Giorgio Pellegrini. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. L’assessore alla Cultura del comune di Cagliari, Giorgio Pellegrini, lancia un appello per salvare l’anfiteatro dalla sicura rovina causata dalle tribune di legno. E’ quasi incredibile, ma è così. Vive una nuova consapevolezza l’esponente di quello stesso Comune che ha scelto di seppellire il monumento romano sotto le tribune di legno e poi ha giocato per anni con la soprintendenza sul concetto di amovibilità delle strutture, col risultato, da qualche stagione a questa parte, di riuscire a non togliere più neppure il palco degli spettacoli finiti i programmi estivi. E’ noto che Comune e soprintendenza archeologica si sono sfidate anche davanti al Tar per sostenere l’uno che le strutture erano di tipo «amovibile» ma non per questo da rimuovere ogni anno; l’altra, la soprintendenza, che l’amovibilità era stata la condizione sulla base della quale aveva concesso l’autorizzazione a installare le tribune e la rimozione doveva essere intesa come necessaria ogni anno, alla fine degli spettacoli estivi. L’equivoco, francamente non si sa quanto sincero, è durato dieci anni. Tra il 2009 e il 2010 il nuovo soprintendente Marco Minoja ha fatto piazza pulita di un tale balletto e ha ottenuto un risultato mirabile: convincere qualcuno all’interno del Comune che l’anfiteatro sepolto com’è soffre e che si rischia di perderlo per sempre. Pellegrini: «Ai primi di agosto – spiega – ho fatto una visita al soprintendente Minoja. Mi ha fatto vedere dell’anfiteatro quel che non è possibile notare con un’occhiata anche attenta. E ho dovuto vedere una lunga sequenza di diapositive drammatiche che dimostrano come il monumento sia in gravi condizioni. Anche la copertura lignea è malmessa. Le tribune impediscono la normale circolazione dell’aria, si sono formate muffe che stanno corrodendo la pietra. E nella pietra si notano chiaramente fessurazioni, dovute alle strutture sovrastanti. Nel tempo, un peso del genere potrebbe provocare crolli nei passaggi sotterranei dell’anfiteatro, quelli che non sono fruiti». Da questa constatazione, i passi successivi. Il primo: rivolgersi all’assessorato ai Lavori Pubblici. Ancora l’assessore Pellegrini: «Abbiamo chiesto all’assessorato competente che diano garanzie sul fatto che il monumento non corre rischi… Per sapere questo abbiamo inoltrato lettera formale…». E non è finita. L’assessore ha interrotto anche un altro facile giochetto: quello di scivolare nel silenzio fino alle soglie della nuova stagione estiva con gli spettacoli già programmati all’anfiteatro, non più soltanto dall’Ente lirico ma anche ulteriori entità. Gli uffici che rilasciano le autorizzazioni sono tra gli altri quelli alla Cultura: «Abbiamo diffidato la società che cura le prevendite dei biglietti per gli spettacoli estivi. C’era già un Notre Dame in circolazione, non volevamo trovarci con la solita fuga in avanti dei biglietti già venduti, i nostri uffici non daranno autorizzazioni agli spettacoli nell’anfiteatro. Naturalmente, sto parlando di quel che riguarda me, questa infatti è la mia posizione». Dunque si può affermare finalmente la necessità di smontare le tribune? «Io credo che così non si possa andare avanti, ma non posso decidere da solo. Io non sono per i palliativi, come togliere l’ultimo anello delle tribune o allestire gli spettacoli dietro il monumento. O si toglie tutto, si torna all’integrità del monumento e lo si accudisce (ho il ricordo dell’anfiteatro ridotto a discarica di immondizie) o lo si lascia com’è ma con garanzie per la sua sicurezza e per le manutenzioni, che non sono mai state fatte. E su questo forse si sta arrivando a un accordo con la soprintendenza». Il Comune aveva in ballo un concorso di idee per capire come conciliare tutela del monumento e spettacoli estivi. Ma l’assessore ammette: no, io nel concorso sull’anfiteatro non ci credo molto.

  2. 17 Gennaio 2011 a 16:40 | #2

    da Metro Cagliari, 17 gennaio 2011
    Legnaia anche nel 2011. (Ennio Neri)

    Doveva essere l’anno decisivo per l’Anfiteatro. Ma col rinvio a marzo per il concorso internazionale di idee sulla valorizzazione del sito, tutto resterà come prima, sia per le tribune, nonostante l’opposizione della Sovrintendenza, quanto sulla gestione, nonostante le indagini della Procura. Mistero sul motivo delle continue proroghe al bando che ormai vanno avanti da quasi un anno. Quel che è certo è un’altra stagione di legnaia al monumento più importante della città non gliela leva nessuno.

    Parte il concorso per l’idea vincente.
    Dopo i continui appelli alla rimozione delle tribune da parte della Sovrintendenza, via Roma opta per un “concorso internazionale di idee per la progettazione del recupero e della valorizzazione dell’Anfiteatro Romano e dell’area archeologico-ambientale circostante”. E circola un’indiscrezione: la proroga è stata necessaria per consentire alla Sovrintendenza di partecipare alla redazione del bando. E alla vigilia di San Silvestro un nuovo avviso: pubblicazione fissata al 28 febbraio 2011. Il sito sarà messo in relazione con l’Orto botanico, l’orto dei Cappuccini, la galleria don Bosco e la villa di Tigellio. Annunciato per l’agosto 2011 il musical “Notre Dame de Paris”. «Prima ci sono da effettuare i lavori di manutenzione- spiega la dirigente alla Cultura Serenella Piras- poi penseremo alla gestione».

    Il parere.
    Lo smantellamento non rovini l’anfiteatro. «Mi auguro che il nuovo bando preveda la rimozione delle tribune in modo delicato- osserva la studiosa ed ex assessore regionale alla Cultura Maria Antonietta Mongiu- serve agire con la stessa cautela adoperata negli scavi archeologici. Speriamo che la pezza non sia peggio del buco. Il rischio- conclude- è quello di ammazzare definitivamente il monumento». Un appello alle istituzioni.

    Oscurato da 10 anni:monumento da salvare.
    La storia. La legnaia, intervento “temporaneo e reversibile”, viene installata nel 2000. Si tratta di tribune in legno e acciaio (platea, palco, gradinate e vie di fuga) che ancora oggi coprono i ruderi del sito archeologico più importante della città. L’allestimento ha beneficiato di un finanziamento pubblico di 6,5 miliardi di vecchie lire, condizionato all’utilizzo per 5 anni, scaduti nel 2005. La gestione è affidata al Teatro lirico che mette la struttura nelle mani di Sardegna Concerti. Ma dopo i 5 anni il Comune non cede. Il Tar, il 24 febbraio 2006, dà ragione al Soprintendente per i beni archeologici che ne chiedeva la rimozione. Nel 2009 scatta l’indagine della procura sui concerti e nel 2010 il Comune annuncia un concorso di idee.

  3. 5 Gennaio 2011 a 16:54 | #3

    e il Comune di Cagliari proroga ancora il bando per il “concorso di idee” sul futuro dell’Anfiteatro romano: http://www.comune.cagliari.it/portale/it/newsview.wp;jsessionid=EF471AB9A5E649A447E33DF978697266?contentId=NWS19551

    da La Nuova Sardegna, 5 gennaio 2011
    Continua la ricerca di uno studio tecnico disposto a intervenire. Recupero dell’anfiteatro romano: il progettista per ora non si trova. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Il Comune non riesce a trovare una soluzione per l’anfiteatro romano, ancora oscurato dai gradoni in legno deteriorati dal tempo. Finiti su altre urgenze i soldi per smontare le tribune, l’amministrazione Floris vorrebbe affidare a uno studio tecnico la progettazione del «recupero e valorizzazione dell’anfiteatro romano e dell’area archeologica intorno al monumento» come se un sito storico di importanza internazionale avesse necessità di un intervento del Comune per acquistare valore. In realtà il valore del monumento è stato compromesso dalla scelta dell’amministrazione Delogu, che ispirata dall’allora sovrintendente al teatro lirico Mauro Meli spese sei miliardi di lire destinati al restauro di edifici storici per costruire la legnaia. E ormai sono dieci anni che il sindaco Emilio Floris deve fare i conti con quella decisione contestatissima da archeologi, intellettuali e ambientalisti, comprese le conseguenze giudiziarie: un’inchiesta della Procura che potrebbe portare al giudizio del tribunale dirigenti e funzionari comunali a causa della gestione dell’arena, assegnata senza una gara pubblica. Comunque sia ora serve un progetto di recupero. E pur di trovare uno studio di progettazione disposto a indicare la strada giusta gli uffici comunale hanno prorogato il bando di concorso – il tesu internet dal 28 febbraio – che dovrebbe portare al nome di un professionista disposto a intervenire. Ma sarà davvero possibile trovare qualcuno in grado di indicare una soluzione per l’anfiteatro? Qualcuno disposto a rischiare, perchè smontare oggi le tribune è un rischio evidente: i plinti d’acciaio che perforano la roccia alla base del monumento e parte dei gradoni originari dovrebbero essere estratti e l’operazione potrebbe danneggiare la struttura. Il reato di danneggiamento si configura al momento in cui il danno si manifesta, quindi – se dovesse verificarsi – non all’installazione delle tribune ma nella fase dello smantellamento. Chi vorrà farsi carico di un rischio di questa portata? La decisione di prorogare il bando ha già dato una prima risposta: probabilmente nessuno. Ora gli uffici ci riprovano, nella speranza che il nuovo anno porti bene.

  4. 20 Ottobre 2010 a 15:28 | #4

    veramente noi non abbiamo “dubbi”, ci pare che la Soprintendenza sia impantanata.

    da La Nuova Sardegna, 20 ottobre 2010
    LA SOPRINTENDENZA. Sbaraccare le tribune di legno è una priorità per l’anfiteatro. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. La soprintendenza ai beni archeologici ha avviato la procedura necessaria per la «verifica di interesse», che in sostanza è il vincolo sui beni di proprietà pubblica previsto dal Codice Urbani per i beni culturali. Un tempo i monumenti archeologici erano patrimonio culturale senza bisogno che venisse dichiarato, adesso, o meglio, da quando è stato deciso che i beni pubblici si potevano cartolarizzare ecc. è diventato necessario che sui beni culturali si faccia, appunto, la cosiddetta verifica di interesse (quando un bene è di proprietà privata si chiama invece dichiarazione di interesse). Naturalmente si sta parlando di burocrazia, ma serve per rafforzare una tutela che, nel caso dell’anfiteatro romano di Cagliari, è evidente che non è stato il principale problema del Comune e della soprintendenza precedente gestione. Sbaraccare la legnaia resta una delle priorità della soprintendenza archeologica: lo ribadisce il soprintendente Marco Minoja che descrive l’avanzare delle procedure in risposta a un dubbio espresso dagli ambientalisti di Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra a proposito dei tempi di intervento sull’affaire anfiteatro. Da un lato la stesura di una sorta di documento con la posizione comune (finalmente) delle due soprintendenze e della direzione regionale dei beni culturali. Dall’altra il lavoro sul bando per il concorso di idee avviato dal Comune e da questo sospeso con l’altolà della soprintendenza archeologica che ha dettato alcuni paletti sull’uso futuro del monumento.

  5. 15 Ottobre 2010 a 15:10 | #5

    qui l’annuncio delle “calende greche” stabilite dal Comune di Cagliari per l’Anfiteatro romano: http://www.comune.cagliari.it/portale/it/newsview.wp;jsessionid=1A253DEB3692101843E842ACA3DC1A1A?contentId=NWS17563

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