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Il parco nazionale dell’Asinara ancora commissariato!

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Continua la ridicola e nefasta politica dei commissariamenti per il parco nazionale dell’Asinara.    Dopo la scadenza naturale degli Organi gestionali di due anni fa, continua il commissariamento dell’Ente Parco…ora addirittura con un nuovo commissario straordinario, l’avvocato Pasqualino Federici, già parlamentare di Forza Italia.  E’ infatti scaduto il mandato dell’avvocato Giancarlo Cugiolu, ma il Ministero dell’ambiente, di concerto con la Regione autonoma della Sardegna, non ha provveduto alla nomina del nuovo presidente perpetuando l’assenza degli organi direzionali del parcoDue anni fra commissari con la valigia e candidature labili come carta velina.   Il parco nazionale è, in pratica, in autogestione, solidale fino in fondo con l’isola dei cassintegrati.   

Nel giro di questi ultimi due anni è successo un po’ di tutto: dalle polemiche sollevate a fine 2008 dall’allora Presidente della Regione Renato Soru e dall’allora Assessore regionale della difesa dell’ambiente Cicito Morittu verso una dirigenza del parco che insieme al Consiglio direttivofra mille difficoltà – ne stava lentamente migliorando le condizioni alla notizia di una possibile riapertura di una sezione penitenziaria di massima sicurezza, dal conferimento della titolarità dell’isola all’Agenzia della Conservatoria delle coste (in realtà foriero di ben poche novità concrete) all’ennesima boutade di qualche tempo fa del Ministro dell’interno Roberto Maroni sulla riapertura del carcere. Basta!   _MG_8056t

Nel mentre si attende ancora la piena operatività di strumenti fondamentali per la gestione dell’Isola, come il piano del parco e, soprattutto, un gesto di responsabilità da parte di Ministero dell’ambiente e Regione autonoma della Sardegna per la nomina del Presidente, del Consiglio direttivo e del Direttore dell’Ente Parco.   Sarebbe il minimo necessario per salvaguardare e valorizzare accortamente una delle più belle isole del Mediterraneo.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

(foto di Fiorella Sanna)

  1. 27 Gennaio 2011 a 14:50 | #1

    finalmente!

    da La Nuova Sardegna, 27 gennaio 2011
    Asinara, fumata bianca Il presidente del Parco è Pasqualino Federici. Il primo progetto punta all’utilizzo dell’esistente per garantire la ricettività dell’isola.

    SASSARI. Da commissario straordinario a presidente del Parco Nazionale dell’Asinara. Manca solo la firma del ministro Prestigiacomo per l’ufficialità, ma con il voto largamente favorevole di ieri delle commissioni ambiente del Senato e della Camera, l’avvocato sassarese Pasqualino Federici è stato chiamato a ricoprire un posto vacante da circa due anni e a svolgere il non facile ruolo di traghettatore dell’isola-parco verso lo sviluppo. «Sviluppo – annuncia subito – che dobbiamo raggiungere con la collaborazione di tutti gli enti e i soggetti coinvolti».
    Federici, 69 anni, eletto senatore nel 2001, precedentemente è stato consigliere regionale e vicepresidente del Consiglio regionale nella prima parte della legislatura 1994-1999. Commissario dall’autunno dello scorso anno, a gennaio l’incarico gli era stato prorogato per tre mesi. Prima di lui erano stati un altro avvocato sassarese, Giancarlo Cugiolu, e un funzionario del ministero, Silvio Vetrano, a guidare provvisoriamente l’ente parco. Risolti all’interno del centrodestra i problemi che avevano finora ostacolato la nomina del presidente, ieri il via libera a Federici è stato dato alla Camera con 25 voti a favore (lo scrutinio era segreto) su 28 votanti. Al Senato su 15 votanti 13 sono stati i sì, e due le astensioni. Una larga convergenza sul nome del penalista sottolineata anche dal deputato del Pdl Mauro Pili, componente della commissione ambiente di Montecitorio, che ieri come relatore ne aveva sostenuto l’indicazione. «Un risultato rilevante che assegna al futuro presidente – ha affermato Pili – un mandato ampio per il rilancio del Parco dell’Asinara da molti anni senza una strategia per il suo futuro. Sono certo che sotto la sua presidenza la gestione dell’ente parco saprà garantire l’ulteriore sviluppo e la crescita dei territori interessati».
    Intanto Federici continuerà a lavorare per l’Asinara come commissario, in attesa dell’atto formale da parte del ministero per il suo insediamento da presidente. «Proprio in questi giorni – spiega Pasqualino Federici – ho compiuto alcuni passi che ritengo indispensabili per la tutela ambientale e la valorizzazione a scopo turistico dell’isola. Lunedì scorso ho incontrato l’assessore regionale all’Ambiente Giorgio Oppi e il direttore generale della Conservatoria delle coste Efisio Orrù, Conservatoria che è proprietaria della quasi totalità degli immobili dell’ex isola carcere. Da loro ho ottenuto l’impegno affinchè si provveda alla ristrutturazione dei beni con le destinazioni che sono previste nel piano del parco esistente. Destinazioni che sono anche di tipo residenziale, oltre che scientifico e culturale. Con questo intendo che dobbiamo offrire ai turisti anche la possibilità di pernottare all’Asinara utilizzando le strutture già esistenti». «Nessuna cementificazione», tiene a sottolineare il futuro presidente, ma allo stesso tempo, «se vogliamo puntare sulla vocazione turistica del nostro territorio dobbiamo anche essere capaci di offrire ai visitatori del Parco servizi efficienti. L’accoglienza ha fatto passi da gigante, ma si può migliorare ancora. Vedremo di accelerare la tempistica perché già dall’estate prossima possa essere assicurata un’ulteriore crescita dell’accoglienza».
    L’altro fronte riguarda la minaccia inquinamento, che la marea nera scaricata da E.On nei giorni scorsi nel Golfo ha drammaticamente riproposto, e che rappresenterebbe una catastrofe per l’area protetta. «Ho partecipato alla riunione in prefettura che si è tenuta avant’ieri e ho chiesto garanzie alla E.On perché adotti tutte le misure di prevenzione atte a scongiurare che eventi simili possano ripetersi. Purtroppo, quello che è successo, era prevedibile». Infine l’assicurazione che l’ente avrà «nei tempi più brevi consentiti» gli organi direttivi per assicurare efficacia ed efficienza ai progetti di rilancio. Tra l’altro il parco avrà una nuova sede a Porto Torres: «Oggi si tiene la gara d’appalto per la ristrutturazione del caseggiato che abbiamo acquistato dal Comune e che aspettiamo venga liberato dagli attuali inquilini».

  2. 14 Gennaio 2011 a 22:52 | #2

    da La Nuova Sardegna, 14 gennaio 2011
    Marea nera: interdette le spiagge, Disastro ambientale, il catrame sta per raggiungere Castelsardo. (Gianni Bazzoni)

    SASSARI. La paura è quella di un ritorno al passato, quando la grande industria stava nascendo e lasciava segni indelebili in mare e sulle spiagge. «Catrame», dicevano a Porto Torres, Platamona e Marina di Sorso. Ora il «timbro nero» dell’inquinamento arriva da un’altra direzione, da una condotta della centrale E.On di Fiume Santo. Migliaia di litri di olio combustibile riversati in mare da una tubazione in banchina, dove era ormeggiata una petroliera che pompava combustibile per i due vecchi gruppi della termocentrale, dei primi Anni Ottanta, tenuti in marcia a colpi di deroghe. L’olio combustibile è uscito da un foro grosso quanto uno spillo (difficile da vedere in un punto dove c’è una “frattura del masso”), quando gli operatori se ne sono resi conto il mare aveva già cambiato colore e l’olio denso viaggiava verso il largo. Diecimila litri – secondo E.On – molti di più secondo le prime valutazioni dei tecnici che hanno cominciato a studiare il problema. Ed è l’incertezza, l’approssimazione e l’apparente tranquillità che preoccupano. Il fenomeno è grave e la procura della Repubblica di Sassari ha aperto una inchiesta per accertare le cause dell’ennesima emergenza ambientale nel Golfo dell’Asinara e individuare le responsabilità. Il caso è stato affidato dal procuratore capo Roberto Saieva al sostituto Paolo Piras e già oggi potrebbero esserci i primi iscritti nel registro degli indagati. Appena la Capitaneria di porto di Porto Torres – che procede nell’inchiesta – avrà depositato un rapporto sull’accaduto. L’ipotesi è che in mare siano finiti almeno 30mila litri di olio pesante, roba che lascia il segno. Il combustibile, guidato dalle correnti, ha vagato in mare aperto e si sta spiaggiando – con il passare delle ore – tra Porto Torres, Platamona e Marina di Sorso, ma potrebbe arrivare fino a Castelsardo. Sono stati avvistati i primi gabbiani morti, «paralizzati» dopo il bagno di olio combustibile. Sulla sabbia blocchi di catrame grandi come palloni da basket. Non è un bello spettacolo, ed è solo una magra consolazione che l’incidente sia capitato d’inverno e non in piena estate, quando il litorale è invaso da migliaia di bagnanti.
    E’ emergenza totale, comunque. I sindaci di Sassari, Porto Torres e Sorso – Gianfranco Ganau, Beniamino Scarpa e Giuseppe Morghen – ieri pomeriggio hanno emesso le ordinanze per vietare l’accesso alle spiagge sino a quando non saranno ripristinate le condizioni di normalità. Si tratta di una misura legata alla potenziale pericolosità del materiale finito in mare (classificato R45, quindi tra quelli cancerogeni). Non c’è certezza sulla quantità di combustibile disperso accidentalmente, sicuramente senza trovare ostacoli perchè le panne galleggianti – secondo quanto emerso finora – non erano presenti nel tratto dove si è verificata la perdita. «Gli addetti di E.On si sono accorti del problema solo quando il materiale è emerso a galla – ha detto il sindaco Gianfranco Ganau – chiediamo totale chiarezza sull’accaduto».
    Sarebbe davvero grave se dalle indagini dovesse emergere che il fatto è stato sottovalutato, specie nelle fasi iniziali quando la tempestività degli interventi avrebbe potuto notevolmente limitare i danni.
    E.On ha dato piena disponibilità a fare la sua parte per riportare la situazione alla normalità nell’arco di una settimana. Ma gli enti locali rimarcano il livello alto dell’emergenza, denunciano un «danno all’immagine del territorio, quindi anche economico» e vogliono portare la società tedesca a un tavolo di confronto che consenta di «eliminare» gli elementi di rischio per l’ambiente, a cominciare dalla demolizione dei gruppi uno e due a olio combustibile. E chiedono il rispetto degli accordi con la Regione (compresa la costruzione del quinto gruppo a carbone inserito nel quadro di un miglioramento dell’impatto ambientale).
    Ieri mattina l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Denegri ha tenuto un vertice nel centro di Baldinca con i sindaci, una delegazione di E.On (guidata dal direttore della centrale Marco Bertolino) e i vertici della Capitaneria di porto. Le operazioni di bonifica procedono sotto la supervisione del tecnici dell’Arpas e sono state affidate alla società «Verde Vita»: è attiva una task-force di oltre 100 persone, in mare e a terra, con cinque autobotti e due autocisterne. Questa mattina in Capitaneria è previsto un tavolo tecnico per fare il punto delle situazione.

  3. 14 Gennaio 2011 a 22:50 | #3

    da La Nuova Sardegna, 14 gennaio 2011
    Federici, commissario del Parco, sollecita la svolta delle bonifiche. «Ma che futuro vogliamo?» I due vecchi gruppi della termocentrale da anni sono tenuti in vita solo grazie alle deroghe.

    SASSARI. «Era prevedibile, inutile fare finta di meravigliarsi». Pasqualino Federici, avvocato, commissario del Parco nazionale dell’Asinara non usa mezzi termini di fronte a un incidente che mette potenzialmente a rischio anche l’isola-parco. «Bisogna decidere, una volta per tutte, che cosa vuole questo territorio: non si può fare tutto e il contrario di tutto».
    «Dico che bisogna scegliere se è il momento di puntare sulle bonifiche, sulla tutela del territorio, sulla valorizzazione delle risorse ambientali che rappresentano, a cominciare dall’Asinara, un patrimonio fondamentale per il turismo, o se si vuole tornare indietro. Se si crede nel Parco serve un cambiamento di rotta chiaro, una tutela reale e non teorica».
    Il professor Nicola Sechi, direttore del Dipartimento di Botanica dell’Università di Sassari, non è allarmista ma esprime preoccupazione. «Quando finisce in mare olio combustibile è sempre un problema – dice – perchè in larga parte va a finire sotto la sabbia. Il livello dell’emergenza dipende dalla quantità di materiale dispersa in acqua, in questo caso ancora non conosciamo la quanti metri cubi sono finiti nelle acque del Golfo».
    Per il professor Sechi, «questo è uno dei costi che si pagano per avere l’energia elettrica. «Serve grande attenzione – afferma – specie in contesti ambientali come il nostro. Se la quantità non è rilevante si disperde lungo tutto il litorale. I pesci fuggono di fronte a una invasione di combustibile, il problema è per la parte che va a fondo e finisce sulla posidonia, che toglie ossigeno ai microorganismi. Spero che si faccia chiarezza in fretta, che si conosca la portata vera dell’inquinamento e che le bonifiche vengano portate avanti con tecniche adeguate. Certo il danno c’è, ma il recupero in questi casi è sempre possibile». (gia.ba.)

  4. 20 Ottobre 2010 a 15:34 | #4

    da http://www.alguer.it, 19 ottobre 2010 (http://notizie.alguer.it/n?id=35906)
    L’avvocato Pasqualino Federici, già parlamentare di Forza Italia, nominato nuovo commissario straordinario dell´ente parco. Critiche le associazioni ambientaliste di Cagliari. Parco dell’Asinara ancora commissariato.

    PORTO TORRES – «Continua la ridicola e nefasta politica dei commissariamenti per il parco nazionale dell’Asinara», così Stefano Deliperi. Dopo la scadenza naturale degli Organi gestionali di due anni fa, continua il commissariamento dell’Ente Parco, ora addirittura con un nuovo commissario straordinario, l’avvocato Pasqualino Federici, già parlamentare di Forza Italia. E’ infatti scaduto il mandato dell’avvocato Giancarlo Cugiolu, ma il Ministero dell’ambiente, di concerto con la Regione autonoma della Sardegna, non ha provveduto alla nomina del nuovo presidente perpetuando l’assenza degli organi direzionali del parco. Due anni fra commissari con la valigia e candidature labili come carta velina. Il parco nazionale è, in pratica, in autogestione, solidale fino in fondo con l’isola dei cassintegrati. Nel giro di questi ultimi due anni è successo un po di tutto: dalle polemiche sollevate a fine 2008 dall’allora Presidente della Regione Renato Soru e dall’allora Assessore regionale della difesa dell’ambiente Cicito Morittu verso una dirigenza del parco che insieme al Consiglio direttivo – fra mille difficoltà – ne stava lentamente migliorando le condizioni alla notizia di una possibile riapertura di una sezione penitenziaria di massima sicurezza, dal conferimento della titolarità dell’isola all’Agenzia della Conservatoria delle coste (in realtà foriero di ben poche novità concrete) all’ennesima boutade di qualche tempo fa del Ministro dell’interno Roberto Maroni sulla riapertura del carcere. Nel mentre si attende ancora la piena operatività di strumenti fondamentali per la gestione dell’Isola, come il piano del parco e, soprattutto, un gesto di responsabilità da parte di Ministero dell’ambiente e Regione autonoma della Sardegna per la nomina del Presidente, del Consiglio direttivo e del Direttore dell’Ente Parco. Sarebbe il minimo necessario per salvaguardare e valorizzare accortamente una delle più belle isole del Mediterraneo.

  5. 20 Ottobre 2010 a 15:16 | #5

    da La Nuova Sardegna, 20 ottobre 2010
    Parco, il silenzio della Regione. Il sindaco di Porto Torres: «La continuità territoriale non può essere messa in discussione da nessuno». (Gianni Bazzoni)

    SASSARI. «La continuità territoriale con l’Asinara non può essere messa in discussione»: il sindaco di Porto Torres Beniamino Scarpa chiama in causa la Regione e annuncia una opposizione forte contro un provvedimento che rischia di vanificare lunghi anni di lotte che hanno portato a una conquista fondamentale. Che senso ha il Parco nazionale senza il traghetto pubblico? E perchè l’intesa istituzionale raggiunta nel 2007 all’improvviso non vale più? La presa di posizione del primo cittadino di Porto Torres segue di pochi giorni quella del segretario generale della Cgil Antonio Rudas che aveva chiamato alla mobilitazione dei sindaci e di tutto il territorio. Per Beniamino Scarpa «è assurdo che a causa di un problema tecnico del traghetto, si metta a rischio il diritto dei cittadini turritani di raggiungere l’altra metà del territorio comunale. La Regione e l’armatore devono trovare subito un punto di incontro e garantire la prosecuzione della linea anche nel periodo in cui la “Sara D” andrà in cantiere». Il sindaco ha contattato gli uffici della Regione e ha avuto conferma dell’esistenza del decreto che proroga la convenzione con la «Delcomar», poi ha sentito la compagnia di navigazione che ha comunicato la necessità di procedere alla manutenzione del traghetto, obbligo imposto dal Registro navale italiano. «Capisco che certi interventi non possano essere rinviati – ha detto ancora Scarpa – ma questo non implica che bisogna tagliare di netto la tratta. Il mezzo può e deve essere sostituito». Il sindaco si è rivolto all’assessore regionale ai Trasporti per chiedere «che venga trovata una soluzione immediata, perchè è una decisione che va contro lo sviluppo che abbiamo in mente per l’Asinara e penalizza ancora una volta la nostra città». Il collegamento marittimo Porto Torres-Asinara – finanziato con soldi pubblici – era stato attivato nel 2007, punto fermo dell’intesa istituzionale tra Regione, Provincia e i Comuni di Porto Torres, Sassari e Alghero. «Spero di avere risposte immediate», ha concluso Scarpa. Prime reazioni, intanto, alla nomina di un nuovo commissario del Parco nazionale (il ministro ha incaricato l’avvocato sassarese Pasqualino Federici). «Continua la ridicola e nefasta politica dei commissariamenti – sostengono Amici della Terra e Gruppo d’Intervento giuridico -; due anni sono trascorsi fra commissari con la valigia e candidature labili come carta velina. Il Parco è, in pratica, in autogestione». Stefano Deliperi, a nome delle due associazioni ambientaliste, sottolinea che «si attende ancora la piena operatività di strumenti fondamentali per la gestione dell’isola, come il Piano del Parco e, soprattutto, un gesto di responsabilità da parte del ministero dell’Ambiente e della Regione per la nomina del presidente e del consiglio direttivo dell’Ente Parco. Sarebbe il minimo necessario».

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