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Centinaia di studenti e cagliaritani per difendere un pezzo di verde pubblico e di storia!

giardino della Croce di S. Avendrace, manifestazione

giardino della Croce di S. Avendrace, manifestazione

Oggi sui quotidiani regionali, su carta stampata e on line, non troviamo che poche righe su L’Unione Sarda  e completamente fuorvianti – com’era ovvio attendersi dal giornale di proprietà di Sergio Zuncheddu, il titolare dell’Immobiliareuropea s.p.a., società che sta costruendo il complesso immobiliare “I Fenicotteri”, beneficiario dell’opera stradale – sulla bella manifestazione popolare tenutasi ieri mattina a Cagliari, nel giardino della Croce daziaria di S. Avendrace (all’incrocio fra Viale Trento, Viale Trieste e Viale S. Avendrace, davanti al Liceo-Ginnasio “Siotto”).  Oltre 300 fra studenti e docenti della prospiciente scuola superiore, residenti e operatori economici del quartiere, ecologisti, semplici cittadini cagliaritani hanno raccolto la proposta del Comitato popolare Sa Cruxi Santa di S. Avendrace alla quale avevano subito aderito le associazioni ecologiste Amici della Terra, Cagliari Social Forum, Gruppo d’Intervento Giuridico, Italia Nostra.

Una manifestazione spontanea e colorata (numerosi i cartelli con messaggi e poesie degli studenti appesi agli alberi) aperta da Alberto Lostia, rappresentante degli studenti del Liceo-Ginnasio “Siotto” e proseguita con brevi interventi introdotti da Claudia Sitzia, coordinatrice del Comitato organizzatore: ragazzi, commercianti, residenti, ecologisti hanno illustrato i motivi della protesta e affermato a chiare lettere che vogliono la salvaguardia integrale di quel pezzo di verde pubblico e di storia cittadina nel giardinetto con nove alberi ad alto fusto all’incrocio fra il Viale Trento e il Viale Trieste, di fronte al Liceo-Ginnasio “Siotto”.    

Croce di S. Avendrace

Croce di S. Avendrace

Il messaggio è stato semplice e lineare.    Poco importa delle pressioni e dei suggerimenti di qualche politicante da strapazzo: alberi, verde pubblico, Croce di S. Avendrace e antica cisterna non si toccano!

Secondo il progetto, più volte sostenuto dall’Assessore comunale alla viabilità Maurizio Onorato (Riformatori Sardi), infatti, sarebbero sottratti circa 200 metri quadrati di verde pubblico, due alberi (oggi radicalmente potati) verrebbero spostati di qualche metro, mentre, a fronte di tale sacrificio, verrebbe realizzata una grande aiuola all’inizio del Viale S. Avendrace di circa 800 metri quadrati di verde.    Vi sarebbero, quindi, in linea teorica, 600 metri quadrati di verde pubblico in più.  Tuttavia l’aumento del verde pubblico sarebbe soltanto virtuale, perché l’aiuola che verrebbe realizzata nel mezzo del Viale S. Avendrace difficilmente sarebbe fruibile da bambini e anziani in quanto nel bel mezzo del traffico. 

Non è necessario essere particolarmente geniali per scoprire che il progetto di rotonda stradale è in stretto rapporto con quel progetto di asse stradale tanto caro all’on Mauro Pili (P.d.L.) che si vuol far passare nel canyon di cava di Tuvixeddu, sfiorare la Scuola Media di Via Falzarego e tirar giù un’intera ala del Liceo-Ginnasio “Siotto”, per i benefici in favore della ben nota iniziativa immobiliare del gruppo Coimpresa.

Infatti, il giardinetto con nove alberi ad alto fusto è una piccola oasi di quel verde pubblico del quale il Comune di Cagliari mèna continuamente vanto, ma è anche il contesto di un pezzo di storia cittadina, la Croce di S. Avendrace, bene storico-culturale, che dal medioevo segna il limite della cinta daziaria, e un’antica cisterna, probabilmente di epoca romana.

il progetto di rotonda stradale

il progetto di rotonda stradale

Il cartello “inizio lavori” posizionato lo scorso 28 ottobre era molto chiaro: il Comune di Cagliari, con autorizzazione n. 223424 del 19 ottobre 2010, permette all’Immobiliareuropea s.p.a. (general contractor la Cantieri Commerciali s.r.l.) la realizzazione della “sistemazione della circolazione fra le Vie S. Gilla, Viale Trieste e Viale S. Avendrace” (importo dei lavori: 141.000,00 euro).  I lavori, in base all’ordinanza comunale n. 1050/VIAB del 19 ottobre 2010, sarebbero dovuti iniziare lo scorso 2 novembre (data adeguata all’evento), ma sono stati sospesi dietro intervento della Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio di Cagliari (ordinanza n. 15988 del 29 ottobre 2010).

giardino della Croce di S. Avendrace, manifestazione

giardino della Croce di S. Avendrace, manifestazione

In proposito, le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (29 ottobre 2010) un esposto alle Soprintendenze per i beni architettonici e paesaggistici e per i beni archeologici per verificare il rispetto del bene storico-culturale, informandone nel contempo la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.     Inoltre, il Comitato popolare Sa Cruxi Santa di S. Avendrace ha promosso e inviato una petizione alle Soprintendenze competenti e al Comune di Cagliari per tutelare l’area di verde pubblico e i beni culturali presenti, raccogliendo oltre 1.400 adesioni di cittadini.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

qui “Una rotonda vale parecchio“, su Il Manifesto Sardo, n. 87, 1 dicembre 2010

 cartello inizio lavori

su L’Unione Sarda, 25 novembre 2010: “Onorato: <Nessun albero verrà tagliato>”

sul blog di Vito Biolchini, 24 novembre 2010: “Comunali a Cagliari: poteri forti, politica debole. C’è qualcuno nel centrosinistra che può e vuole contrapporsi a Sergio Zuncheddu?”

su Radio Press, 25 novembre 2010.

 (foto)

  1. 19 Aprile 2011 a 14:25 | #1

    da La Nuova Sardegna, 19 aprile 2011
    Per accorpare gli enti, rispunta l’ipotesi già bloccata dal Consiglio. La Regione vuole acquistare i nuovi uffici di Santa Gilla. (Alfredo Franchini)

    CAGLIARI. La Regione ha un discreto patrimonio immobiliare eppure ha necessità di acquistare nuovi locali per riorganizzare i propri uffici. Il problema è stato posto nella prima riunione del «Coordinamento degli organismi regionali di sviluppo», guidati dalla Sfirs, e l’ipotesi ventilata è quella che fu oggetto, nel dicembre di due anni fa, di una piccola battaglia in Consiglio regionale: acquistare un edificio nella zona di Santa Gilla. Un palazzo che fa parte del mega-complesso costruito da Sergio Zuncheddu, imprenditore ed editore dell’Unione Sarda.
    La macchina regionale ha molti problemi e necessità di riforme. Tra i principali ostacoli c’è quello di una burocrazia imperante che impedisce, ad esempio, di istruire in tempi accettabili e compatibili con l’urgenza delle politiche di sviluppo, le pratiche che riguardano il lavoro e le imprese. Problemi insoluti, proprio come quello di riorganizzare gli uffici: se n’era parlato negli anni Ottanta per arrivare due anni fa a un passo dalla conclusione. Il tavolo di coordinamento degli organismi regionali di sviluppo si è riunito la prima volta il primo aprile, nella sede dell’assessorato alla Programmazione. Era stato costituito con una delibera della Giunta Cappellacci il 22 febbraio con lo scopo di «costituire un collegamento tra il sistema degli enti e facilitare l’accesso delle imprese ai servizi con procedure unificate». Una ragione che aveva fatto inserire nella delibera di costituzione dello stesso tavolo un punto essenziale: «La concentrazione logistica dei soggetti al fine di garantire l’unicità di azione e la facilità di contatto da parte delle imprese». Il tavolo è composto da cinque soggetti che hanno sede in parti diverse e distanti della città: 1) la Sfirs a cui la Regione ha attribuito il ruolo di coordinatore operativo degli enti; è la società finanziaria della Regione, presieduta da Antonio Tilocca; 2) Sardegna Impresa e sviluppo (ex Bic), presieduta da Giovannino Mattu; 3) Sardegna ricerche (nata sulle ceneri del Consorzio Ventuno) e ora presieduta da Ketty Corona, ex assessore regionale agli Affari generali; 4) L’Agenzia regionale per il lavoro diretta da Stefano Tunis; 5) Sardegna It, società che ha come missione la fornitura di servizi e prestazioni informatiche, con amministratore unico Marcello Barone. La proposta della Sfirs è precisa: «Costituire una vera e propria Cittadella finanziaria e di servizi reali all’impresa». Un proposito che può essere realizzato – è stato detto – a patto che gli enti non siano dispersi sul territorio. E allora quale può essere la soluzione? L’ipotesi considerata più idonea sul piano dell’organizzazione degli uffici è quella di Santa Gilla, vicina alla sede dell’amministrazione centrale in Viale Trento e alla miriade di uffici del Viale Trieste e di via Posada. Proprio come aveva stabilito la Giunta Cappellacci con la delibera, (contestata dal Centrosinistra), del 29 dicembre 2009. Proposta fatta allora dall’ex assessore Gabriele Asunis il quale aveva calcolato spazi troppo ristretti per i dipendenti regionali: 17,3 metri quadri per addetto, secondo l’ex assessore, mentre per Gian Valerio Sanna (Pd) si arriva tranquillamente a 32 metri quadri per impiegato. Insomma, siamo a livello di un monolocale… per ogni regionale. Ma adesso la novità sta nell’accorpamento degli enti, nella creazione di una Cittadella per lo sviluppo e la ricerca. Un’ipotesi che dovra essere vagliata dal Consiglio regionale perché l’assemblea presieduta da Claudia Lombardo, aveva bocciato la mozione del Centrosinistra che chiedeva la cancellazione dell’intero Piano sulla riorganizzazione degli uffici regionali; ma in quell’occasione fu approvato un Ordine del giorno, primo firmatario il capogruppo del Pdl, Mario Diana, che impegna la Giunta a sottoporre «a preventivo parere vincolante delle commissioni Bilancio e Urbanistica ogni atto per l’eventuale acquisizione di beni indicati nella delibera». Il riferimento è ai palazzi delle società Ienove e Tepor con cui la Giunta aveva manifestato l’intenzione di aprire una trattativa.

  2. 23 Dicembre 2010 a 10:12 | #2

    il video della manifestazione del 24 novembre 2010: http://www.youtube.com/watch?v=-SGMGyUPKKw

  3. 5 Dicembre 2010 a 16:40 | #3

    da La Nuova Sardegna, 5 dicembre 2010
    Pensieri e poesie per salvare gli alberi. Manifestazione di protesta in piazzetta Sorcinelli. (Bettina Camedda)

    CAGLIARI. Prosegue la battaglia per la salvaguardia di piazzetta Sorcinelli in attesa della perizia da parte della Soprintendenza. Ieri, una delegazione di cittadini guidata da Andrea Olla si è data appuntamento in piazza per sistemare nuovi cartelli e poesie sui tre alberi che dovrebbero essere sradicati per fare spazio alla rotatoria.
    Il comitato spontaneo di cittadini si è costituito per contrastare un progetto che altererebbe, secondo i promotori, un’area di pregio, una piccola oasi di verde, per far posto a una rotatoria stradale.
    Un intervento che prevede l’abbattimento degli alberi della piazzetta e lo spostamento di un monumento.
    Il comitato cittadino ha di recento raccolto oltre 1.500 firme contro il progetto urbanistico.
    Una protesta alla quale si sono uniti i commercianti della zona, che nella rotatoria intravedono un totale isolamento dell’area, e gli abitanti del quartiere che si vedono privati di uno spazio a misura d’uomo.
    La mobilitazione dei cittadini è orientata, spiegano i promotori del comitato, alla difesa del poco verde pubblico che ancora resiste in città. Per questo motivo in mattinata, alle 11.30, in piazza Sorcinelli si terrà una breve performance di due artisti Marta Fontana e il violinista Mario Brai.
    Una protesta che ha scelto la musica e la poesia perché gli alberi non vengano inghiottiti dall’asfalto e dal cemento e i monumenti non siano sacrificati alle ragioni, non sempre condivise, del traffico.

  4. 3 Dicembre 2010 a 15:22 | #4

    meno male che ci pensa il consigliere Cugusi a “fare informazione” ;)

    da L’Unione Sarda, 3 dicembre 2010
    Rotatoria in viale Trento, sopralluogo del Comune.

    Non solo nessun albero verrà tagliato – solo due verranno spostati e reimpiantati nello stesso punto al termine dei lavori – ma i parcheggi, argomento sul quale qualche abitante aveva espresso perplessità, aumenteranno invece che diminuire.
    Sono le due rassicurazioni date ieri durante il sopralluogo della Commissione comunale Lavori pubblici in viale Sant’Avendrace, dove verrà realizzata una rotatoria che consentirà di rendere più fluido il traffico dell’asse viale Trieste-via Santa Gilla.
    Il dirigente del Servizio urbanizzazioni e mobilità Sergio Murgia ha spiegato ai consiglieri e ai negozianti presenti in cosa consisterà l’intervento. «La colonna medievale non verrà minimamente interessata dal cantiere. E i parcheggi, invece che diminuire come ipotizza qualcuno, aumenteranno: ora non ci sono stalli regolari disegnati sull’asfalto, mentre il progetto prevede la realizzazione di diversi posteggi», dice il presidente della commissione Alessio Mereu. L’opera pubblica verrà portata a termine a proprie spese dall’Immobiliareuropea spa, che ha avuto dal Comune l’autorizzazione (il 19 ottobre scorso) con due delibere della Giunta comunale e tutte le valutazioni tecniche degli uffici.
    Il vicepresidente Claudio Cugusi, che aveva richiesto il sopralluogo con i tecnici, aggiunge: «C’è molta disinformazione intorno a quest’opera, che porterà finalmente sicurezza al traffico del quartiere. Persino i commercianti più scettici ieri sono stati rassicurati dai tecnici del Comune e hanno fugato le loro paure». Il consigliere chiede anche un altro intervento simile nelle vicinanze: «Ora aspettiamo il parere finale della Sovrintendenza e ne approfittiamo per chiedere alla Giunta di realizzare una grande rotatoria in piazza Sant’Avendrace, cioè all’ingresso della città».

  5. 2 Dicembre 2010 a 21:32 | #5

    da Metro Sardegna, 2 dicembre 2010
    L’asfalto dentro il parco nel giardino di Tuvixeddu. (Ennio Neri)

    Una strada giardino nel parco di Tuvixeddu. Una galleria a due corsie attraverserà il canyon di via Is Maglias fino a via Falzarego. E per aggirare i vincoli imposti dalla Sovrintendenza sull’area, la strada sarà ricoperta da uno strato di vegetazione. È la soluzione messa nero su bianco da Italo Meloni, il docente universitario incaricato da Coimpresa (previsto dall’accordo di programma del 2000 sulla lottizzazione a Tuvixeddu) per la progettazione della strada nel canyon: il secondo lotto (via Is Maglias-via Falzarego) dell’asse viario strategico via Cadello-via San Paolo (42 milioni e mezzo di euro regionali).

    Il terzo lotto in via San Paolo.
    Nero su bianco anche il terzo lotto (via Falzarego-via San Paolo). Meloni conferma l’esistenza del progetto, ma, per ora, niente immagini e dati precisi. La strada passerà dentro il canyon di via Is Maglias ma verrebbe protetta da una struttura metallica coperta da un giardino pensile. Oltre a mimetizzarsi col parco, la copertura avrebbe anche funzione di protezione per le auto dalla possibile caduta di massi dalle alte scarpate. Oltre al giardino, spazio anche a una pista ciclo-pedonale che metterà in comunicazione le diverse quote del parco.
    C’è poi l’idea di dare un raggio maggiore al tornante esistente per ridurre la pendenza della galleria che a fine tornante si immetterebbe in un sottopasso che terminerebbe in via Rovereto. Poi il terzo lotto. Via Rovereto verrebbe collegata a una grande rotatoria da realizzare nell’attuale parcheggio di piazza Trento e piazza Sorcinelli. Qui l’ultimo dubbio: un cavalcavia o un sottopasso per l’ultimo allaccio con via San Paolo.

  6. luca. C
    28 Novembre 2010 a 18:37 | #6

    tenete duro

  7. 28 Novembre 2010 a 14:25 | #7

    da La Nuova Sardegna, 28 novembre 2010
    Più di mille firme contro la rotatoria. Cresce la mobilitazione in difesa del giardino di Sant’Avendrace. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Sono 1400 le firme raccolte dal comitato popolare Sa Cruxi Santa di Sant’Avendrace contro l’espianto degli alberi deciso dal Comune nella piazza di fronte al liceo Siotto per garantire all’Immobiliare Europea dell’editore Sergio Zuncheddu un agevole accesso al nuovo quartiere ‘I Fenicotteri’. Il 24 novembre quasi 400 persone hanno manifestato il proprio dissenso e già si annunciano nuove iniziative a difesa del verde pubblico.
    La mobilitazione di protesta è imponente: il comitato organizzatore, coordinato da Claudia Sitzia, è formato per la gran parte di studenti e può contare sull’adesione degli Amici della Terra, del Gruppo di intervento giuridico, di Italia Nostra e del Cagliari social forum. La richiesta rivolta all’amministrazione comunale è chiara: gli alberi del giardinetto e la croce medievale di Sant’Avendrace non devono essere toccati. Sarà poi la Sovrintendenza ai beni culturali – che ha già ordinato la sospensione dei lavori di costruzione della rotatoria – a stabilire se la presenza di un’antica cisterna sia compatibile con l’apertura del cantiere.
    La rotatoria servirebbe ad assicurare l’accesso alle torri dei Fenicotteri e a collegare il quartiere dell’Immobiliare Europea al nuovo sistema viario che comprende anche la strada per Tuvixeddu, quella che si vorrebbe realizzare nel canyon scavato in tempi remoti e oggi protetto da un vincolo imposto dalla Sovrintendenza. E’ stato nei giorni scorsi il parlamentare del Pdl Mauro Pili a parlare di «sviluppo della città» riferendosi alla costruzione della rotatoria collegata al prossimo ingresso di Tuvixeddu. Pili ha trovato appoggio nel centrosinistra: il consigliere comunale Claudio Cugusi si è dichiarato favorevole all’intervento, che secondo il vicesindaco Maurizio Onorato dovrebbe salvare gli alberi e offrire alla città una maggiore superficie verde. Ma a giudicare da quanto sta avvenendo a Sant’Avendrace – alberi potati drasticamente e piante ritagliate a forma di parallelepipedi – e da quanto avvenuto in piazza Maxia non sembra che la politica comunale sia rivolta a difendere le aree verdi della città. Soprattutto – è stato detto nel corso della manifestazione – se gli interessi in gioco sono alti e gli interventi sono utili agli imprenditori vicini all’amministrazione comunale di centrodestra.

  8. elena romoli
    27 Novembre 2010 a 19:23 | #8

    Piena solidarietà da Firenze, diversi luoghi, stesse modalità..

  9. 26 Novembre 2010 a 0:38 | #9
  10. Bio IX
    26 Novembre 2010 a 0:16 | #10

    @Gruppo d’Intervento Giuridico
    Se il “quasi” è riferito agli auguri finali, posso garantire che sono sinceramente (oltre che sommessamente e pacatamente) indirizzati alle varie “amenità” (e relativi elettori) cui non ho mai neanche pensato di assimilarVi.

  11. 25 Novembre 2010 a 22:46 | #11

    @Bio IX : d’accordo su quasi tutto: a noi e al “popolo” non ce ne può fregar di meno di Zuncheddu, Floris, P.D. e amenità simili :D

  12. Bio IX
    25 Novembre 2010 a 21:29 | #12

    E’ sopratutto grazie a genialate come questa che i cagliaritani, non quelli “virtuali” ma quelli che in città ci vivono “realmente” e altrettanto “realmente” pagano le tasse, stanno scomparendo come gli indiani d’America, e i commercianti, residenti o no, a seguire (a parte, forse, i gestori di attività ludico-ristorative che, nella “capitale del mediterraneo”, garantiscono un turismo “da birretta”).
    La mobilità in città avrebbe bisogno di ben altre iniziative che parcheggi interrati, rotatorie varie o finte operazioni di circolazione sostenibile, come il bike sharing, strombazzato ovunque sui cartelli pubblicitari, invero improponibile su strade senza neanche un metro di pista ciclabile, con il rischio di essere “piallati” in ogni momento dalla prima macchina e la certezza di respirarsi una buona dose di polveri sottili, benzene, furani e quant’altro purifica l’aria delle strade cittadine e, in particolare, Sant’Avendrace (anche se, affermava l’assessore a suo tempo – magari smentito dai dati rilevati dalle stesse centraline di monitoraggio comunale che, casualmente, oggi non compaiono più sul sito ufficiale del Comune – a Cagliari c’è il maestrale!).
    Tutto questo mentre perfino nella maggior parte delle città medio-grandi europee ed americane si va nella direzione di confinare sempre più la mobilità privata su quattro ruote all’esterno del perimetro cittadino …
    Quando poi certe operazioni vengono in qualche modo avvallate (sarebbe interessante sapere che ci sarebbe ancora da discutere su una decisione già presa, come sempre a Cagliari) da esponenti di partiti che dovrebbero avere veramente a cuore la parola “ecologia”, che fa bella mostra di se nei simboli e nelle sigle che li contraddistinguono … beh, la sconfitta elettorale cronica non è frutto di una casualità.

    P.S. Che sintonia e che coordinamento, anche a livello locale, nel P.D.: auguri

  13. mtb
    25 Novembre 2010 a 19:07 | #13

    I cagliaritani meritevoli di essere ascoltati sono del tipo, se le notizie che circolano sono vere, “figlio del fu Armando Corona”: attico su due piani con vista superpanoramica. D’altra parte quei due pennarelli (il matitone lo abbiamo già”)che spuntano, anzi sputano sull’ambiente circostante a me, ma forse sono invidiosa, disturbano ogni volta che li vedo. E la rotonda a che serve? Per arrivare un minuto prima a casa? Io ci passo spesso ma non ho trovato mai una fila o un ingorgo e così i miei amici che abitano in via S.Gilla. Si parla anche di una rivoluzione del traffico. Come mai proprio adesso? Stanno cominciando a “sfollare” anche le amiche della notte.
    E’ meglio non far sapere dove abitiamo perchè potrebbero “trasferirle” sotto casa: la nostra casa naturalmente.

  14. 25 Novembre 2010 a 17:45 | #14

    qui il Circolo P.D. “Rinascita” (S. Avendrace – Mulinu Becciu): http://www.pdcagliari.it/index.php?pid=circolo&id=6&action=view&nid=19

  15. 25 Novembre 2010 a 17:38 | #15

    qui la posizione del consigliere comunale Claudio Cugusi (P.D.), che sembra molto più preoccupato dei “cagliaritani, titolari anche loro del diritto alla mobilità e in questo senso meritivoli di essere ascoltati” … che “andranno a vivere e a lavorare … intorno” a quella che definisce “arteria principale di Sant’Avendrace”. Residenti e lavoratori “virtuali ed eventuali” che – evidentemente – contano molto di più dei residenti e lavoratori attuali, degli studenti, dei cagliaritani che desiderano conservare il loro verde pubblico e la loro storia: http://www.claudiocugusi.it/cc/notizie/santavendrace-basta-polemiche-discutiamo-e-troviamo-la-soluzione . Per ascoltare dei residenti e lavoratori “virtuali ed eventuali” avrà dei particolari strumenti, forse la palla di vetro magica, forse la macchina del tempo, chissà.
    Troviamo la soluzione? Certamente. E’ anche facile: basta lasciare in pace il giardino della Croce di S. Avendrace ;)

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