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Degrado rifiuti, incendi presso il campo nomadi di Cagliari. Il rischio intolleranza è vicino.

rifiuti incendiati, presso campo nomadi, S.S. n. 554, Cagliari

rifiuti incendiati, presso campo nomadi, S.S. n. 554, Cagliari

Il Comune di Cagliari – Servizio igiene del suolo ha comunicato (nota n. 247720 del 17 novembre 2010) che la Regione autonoma della Sardegna “ha concesso un finanziamento … destinato alla ristrutturazione e messa in sicurezza del campo sosta, mentre “in attesa dell’avvio dei lavori previsti dall’Ordinanza Sindacale n. 12/2010 del 08-02-2010, l’Ufficio scrivente, avendo già effettuato tre interventi negli ultimi due anni, effettuerà periodicamente la raccolta dei rifiuti che possono essere causa di incendio e di criticità igienico-sanitarie (materassi, televisori, ecc.) al fine di garantire il rispetto delle minime condizioni di transito nell’area.

Sembra di essere in qualche situazione di crisi internazionale o di emergenza catastrofi, invece si tratta dell’ordinaria, quotidiana, situazione che vivono migliaia di cagliaritani e di pendolari, residenti e lavoratori, nonché – in prima battuta – gli occupanti il campo nomadi di Cagliari, in Via Ticca, presso la S. S. n. 554.

Situazione scandalosamente trascurata dalle amministrazioni pubbliche competenti.

“All’allarme ambientale, per il cocktail di diossina respirata e di discariche incontrollate, (sulla quale però hanno una responsabilità anche i tanti cagliaritani che ne approfittano per gettare in tutta l’area rifiuti di ogni genere), si può aggiungere un grave problema di convivenza civile da non sottovalutare. Con il clima di razzismo – sapientemente alimentato da chi ne vuole trarre un tornaconto elettorale – che monta in Italia e Sardegna c’è il rischio che queste vicende portino anche da noi a veri e propri tentativi di pogrom verso la comunità nomade. A volte mi viene da pensare che il comune non intervenga proprio per arrivare all’esasperazione dei residenti e avere poi una scusa per gli sgomberi indiscriminati, dunque per liberarsi del problema”. 

cumuli di rifiuti, campo nomadi, S.S. n. 554, Cagliari

cumuli di rifiuti, campo nomadi, S.S. n. 554, Cagliari

Le parole di Gianni, un residente nel quartiere cagliaritano di Mulinu Becciu, sono molto chiare e rispecchiano la gravità di una situazione in via di rapido deterioramento per il sostanziale disinteresse mostrato dalle amministrazioni pubbliche competenti, in primo luogo il Comune di Cagliari.

La vicenda è quasi banale nella sua semplicità.    Il campo nomadi, sulla S. S. n. 554, è ormai da anni il crocevia di attività più o meno lecite legate al recupero del rame e di altri metalli. Un’attività che coinvolge con ogni probabilità vari esponenti della comunità rom residente nel campo e, forse, aziende locali.    

I materiali contenenti metalli (cavi, condotti, rifiuti di vario genere, ecc.) vengono accatastati e depositati nelle zone contigue del campo, anche ai margini della trafficatissima strada statale, e periodicamente incendiati per recuperare i metalli medesimi.     Tutto avviene sotto gli occhi di chiunque, di notte e anche di giorno.  Centinaia di residenti e di lavoratori sono costretti – loro malgrado – a vivere e a lavorare in mezzo a fumi maleodoranti, incendi e rischi per l’incolumità di persone e beni.

La situazione è ormai divenuta intollerabile per chi vive e lavora nella zona e si è rivolto inutilmente innumerevoli volte finora alle autorità competenti, le quali sembrano aver sottovalutato anche le conseguenze sulla convivenza civile fra residenti e rom: nei giorni scorsi, dietro loro numerose preoccupate richieste, ancora una volta le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (8 ottobre 2010) a una nuova richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione degli opportuni provvedimenti (dopo quella del 3 aprile 2010) al Sindaco di Cagliari, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, al N.O.E. dei Carabinieri (informandone, nel contempo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari), relativamente alla presenza di cumuli di rifiuti abbandonati e periodicamente bruciati lungo la strada statale n. 554.

In seguito alla precedente istanza ecologista della primavera scorsa, il Comune di Cagliari – Area gestione del suolo – Servizio igiene del suolo aveva comunicato (nota n. 102888 dell’11 maggio 2010) di aver provveduto (analogamente a quanto effettuato nel giugno 2009) “alla pulizia, raccolta e conferimento in siti di smaltimento, dei materiali prodotti all’interno del campo nomadi e nelle adiacenze”, richiedendo al Corpo di Polizia Municipale e all’Assessorato alla tutela dell’ambiente della Provincia di Cagliari “di intensificare l’attività di vigilanza sull’area, al fine di evitare ulteriori fenomeni di degrado”.   

cumuli di rifiuti, campo nomadi, S.S. n. 554, Cagliari

cumuli di rifiuti, campo nomadi, S.S. n. 554, Cagliari

    Un importante risultato, ma tutt’altro che risolutivo, vista la carenza nella vigilanza, nei controlli ambientali e, soprattutto, nelle politiche di assistenza sociale e di integrazione. 

Ed è ora di intervenire, senza rimpalli e ulteriori ritardi, prima che la situazione degeneri sul piano ambientale, igienico-sanitario, della sicurezza stradale e – soprattutto – della serena convivenza sociale.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto)

  1. 11 Marzo 2011 a 23:27 | #2

    ma chi ruba è anche “sardo”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/216329

  2. 10 Marzo 2011 a 15:54 | #3

    e come volevasi dimostrare, l’intolleranza è sempre più vicina: http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10150114859854781&id=38663164780

  3. 9 Gennaio 2011 a 18:36 | #4

    da La Nuova Sardegna, 9 gennaio 2011
    Ruba 100mila euro di pompe di calore per ricavarne rame: nomade in cella. (Elena Laudante)

    CAGLIARI. Nel campo Rom erano ancora fumanti i resti di materiale come stufe e pompe di calore. Erano appena stati incendiati per ricavare il rame, già asportato quando gli agenti delle Volanti sono arrivati sul posto. E hanno scoperto il sospetto autore – Renato Ahmetovic – di un furto da circa 100 mila euro, nella vicina rivendita “Termosa Srl”, in via Ticca. Si è conclusa con un fermo l’operazione della polizia iniziata ieri mattina con una telefonata d’allarme al 113 da parte del titolare della società, che denunciava il blitz avvenuto la notte precedente. Gli agenti coordinati dal dirigente Gianfranco Murgia hanno perquisito il vicino campo nomadi a ridosso della strada statale 554. Guidati da un’intuizione che si è rivelata fortunata.
    Tra le abitazioni di fortuna c’erano proprio i resti di una decina di pompe di calore (poi riconosciute dal proprietario) e le serpentine in rame per il raffreddamento o riscaldamento dell’aria, appena incenerite dalle fiamme appiccate proprio per estrarre l’“oro rosso”. Durante il sopralluogo, gli uomini guidati sul campo dall’ispettore Augusto Mascia hanno prima identificato Renato Ahmetovic, 28 anni, disoccupato con precedenti penali, trovandolo senza permesso di soggiorno che gli era stato negato: l’arresto è scattato perché la Questura aveva emesso un provvedimento di rintraccio, ed era già stato espulso. Sotto la baracca c’erano le pompe di calore identiche a quelle incendiate. Al processo il difensore Michele Sanna ha chiesto termini a difesa.

  4. 13 Dicembre 2010 a 16:27 | #5

    Due recenti fatti che devono far riflettere.
    Qualche giorno fa sono stati rubati – per l’ennesima volta – i conduttori dell’illuminazione pubblica lungo la S. S. n. 195 fra Su Spantu e Torre degli Ulivi (Capoterra). Nell’agosto scorso era stata la volta del furto di ben 140 kg. di cavi elettrici. Recentemente un furto anche nella zona artigianale di S. Angelo (vds. L’Unione Sarda, 11 dicembre 2010).
    Qualche settimana fa sono stati rubati – anche in questo caso per l’ennesima volta – i cavi elettrici lungo l’asse mediano di Cagliari. Il tratto maggiormente preso di mira è quello fra gli svincoli di Genneruxi e di Pirri (Via S. Maria Chiara). La media è di 5-6 furti all’anno (vds. L’Unione Sarda, 12 dicembre 2010).
    I cavi elettrici vengono rubati per estrarne il rame mediante abbruciamento della guaina esterna in plastica.
    E’ quello che avviene presso il campo nomadi di Cagliari, ma è improbabile che avvenga senza che vi sia una vera e propria organizzazione. Che cosa si aspetta per intervenire risolutivamente?

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