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Cronaca di una speculazione edilizia annunciata, Malfatano e Tuerredda. Dossier aggiornato (seconda parte).

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L’approvazione urbanistica e paesaggistica dei piani di lottizzazione.           L’Amministrazione comunale di Teulada in precedenza aveva approvato definitivamente (deliberazioni Consiglio comunale nn. 9-13 del 21 marzo 2001, precedenti adozioni con deliberazioni C.c. nn. 47-51 del 30 giugno 2000) i cinque piani di lottizzazione proposti dalla S.I.T.A.S. s.p.a., su 394 ettari di costa fra Malfatano, Tuerredda e Capo Spartivento. Si trattava di 189 mila metri cubi di volumetrie complessive (quattro alberghi, quattro residences, “seconde case”, servizi, ecc.) e 2.500 posti letto + un campo da golf da 18 buche (in una zona pressochè priva di acqua).

In precedenza, con deliberazione Giunta regionale n. 40/40 del 12 ottobre 2000, era stato fornito il parere favorevole (art. 11 delle norme di attuazione del piano territoriale paesistico n. 14) sullo studio di compatibilità paesistico-ambientale relativo al progetto turistico-edilizio ed erano state emesse le approvazioni paesaggistiche dei vari piani di lottizzazione (artt. 28 della legge n. 1150/1942 e s.m.i., 6 del D.P.R. n. 480/1975, 9 della legge regionale n. 28/1998) da parte del Servizio regionale tutela del paesaggio di Cagliari con note n. 1751 dell’1 marzo 2001 (sub comparto E1/e – E1/f), n. 1752 dell’1 marzo 2001 (sub comparto E1/c – E1/h), n. 1753 dell’1 marzo 2001 (sub comparto E1/i), n. 1754 dell’1 marzo 2001 (sub comparto E1/g), n. 1755 dell’1 marzo 2001 (sub comparto E1/d).

Gheppio

Gheppio

Le curiose giravolte della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Cagliari.     La Soprintendenza per i beni architettonici, il paesaggio, il patrimonio storico, artistico e demoantropologico di Cagliari aveva disposto, su specifico esposto del Gruppo d’Intervento Giuridico e degli Amici della Terra con tre decreti del 29 maggio 2003, l’annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche nn. 2/03, 3/03 e 4/03 del 10 marzo 2003 rilasciate in sede sub-delegata (legge regionale n. 28/1998) dal Comune di Teulada per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria (strade, reti telefoniche, elettriche, fognature, ecc.) di tre comparti del’unico intervento turistico-edilizio S.I.T.A.S. sulla costa sulcitana. Diverse le violazioni di legge riscontrate che avevano determinato l’illegittimità degli atti comunali: l‘interessamento da parte degli interventi in progetto anche della fascia dei mt. 300 dalla battigia marina tutelata con vincolo di conservazione integrale, la presenza nelle zone interessate dai comparti di terreni percorsi dal fuoco, la mancata considerazione delle eccezionali caratteristiche ambientali della costa nel prevedervi opere di tipologie ed impatto assolutamente insostenibili, ecc.   In data 22 dicembre 2003 il Comune di Teulada emanava nuovamente l’autorizzazione paesaggistica per le opere di urbanizzazione primaria (archiviazione Soprintendenza in data 23 dicembre 2003), ora priva di efficacia per scadenza del termine quinquennale (artt. 16 del regio decreto n. 1357/1940 e 158 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Torre di Piscinnì

Torre di Piscinnì

In data 6 marzo 2006 la Soc. S.I.T.A.S. aveva presentato istanza di autorizzazione paesaggistica in via surrogatoria per gli interventi ricadenti nei sub-comparti E1 ed E 1-f, ma la Soprintendenza non emanava l’autorizzazione paesaggistica per i lavori (2 agosto 2006) per il notevole impatto ambientale delle tipologie proposte e la non conformità con quanto autorizzato sotto il profilo paesaggistico in sede di piano di lottizzazione da parte del Servizio regionale tutela del paesaggio (1 marzo 2001).

In data 20 ottobre 2008 il Comune di Teulada rilasciava in sede sub-delegata le autorizzazioni paesaggistiche nn. 11/2008 (opere di urbanizzazione primaria dei sub-comparti E1-d, E1-e, E1-f, E1-g), 12/2008 (realizzazione sub-comparto E1-d), 13/2008 (realizzazione sub-comparto E1-e), 14/2008 (realizzazione sub-comparto E1-f), 15/2008 (realizzazione sub-comparto E1-g).    La Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici della Sardegna archiviava (19 dicembre 2008) le citate autorizzazioni paesaggistiche “ritenendo esaustive le motivazioni riportate e non riscontrando nelle stesse motivi di illegittimità condividendo, inoltre, le considerazioni e le prescrizioni riportate nelle stesse”.

cantiere S.I.T.A.S. s.p.a., Malfatano - Tuerredda, Teulada

cantiere S.I.T.A.S. s.p.a., Malfatano - Tuerredda, Teulada

Misteriosamente la Soprintendenza aveva mutato parere su un progetto rimasto sostanzialmente identico.

Anche l’allora Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici Elio Garzillo, in occasione di un convegno organizzato da Italia Nostra, affermò: “L’ufficio aveva bocciato un progetto, poi approvato pur essendo praticamente lo stesso. Non saprei spiegarmi il perché” (vds. L’Unione Sarda, 24 ottobre 2010).   E se non lo sa lui, che coordinava tutti gli Uffici periferici del Ministero per i beni e attività culturali, chi deve saperlo?

P.T.P. n. 14 annullato (2003), area di Malfatano

P.T.P. n. 14 annullato (2003), area di Malfatano

 

Come mai la società S.I.T.A.S. sta costruendo? La pianificazione fra Piano territoriale paesistico, Piano urbanistico comunale e Piano paesaggistico regionale. Il piano urbanistico comunale – P.U.C. di Teulada, com’è ovvio, prevede la realizzabilità del progetto turistico-edilizio S.I.T.A.S. in quanto era previsto puntualmente dal piano territoriale paesistico – P.T.P. n. 14 (D.P.G.R. 6 agosto 1993, n. 279), annullato – al pari di quasi tutti i restanti P.T.P. – su ricorso degli Amici della Terra dalla sentenza T.A.R. Sardegna, sez. II, 6 ottobre 2003, n. 1208 per le gravissime illegittimità in tema di tutela paesaggistica.      Le disposizioni del P.T.P., com’è noto, hanno trovato esecuzione nel P.U.C.

La legge regionale n. 8/2004 (la c.d. legge salva-coste) aveva previsto misure temporanee di salvaguardia costiera nella fascia costiera dei mt. 2.000 dalla battigia marina finalizzate alla redazione e approvazione del piano paesaggistico regionale – P.P.R., prevedendo, però, una deroga (art. 3) per i Comuni dotati di P.U.C.

P.P.R. (2006), costa di Teulada

P.P.R. (2006), costa di Teulada

Il P.P.R. (1° stralcio – area costiera) con le sue disposizioni di tutela per le coste è stato promulgato con D.P.Re. 7 settembre 2006, n. 82.   Sicuramente un buon piano paesaggistico nel suo complesso, il primo in Italia in attuazione della Convenzione europea del paesaggio (20 ottobre 2000) e del Codice del beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), tuttavia, nell’ambito della disciplina transitoria (art. 15 delle norme di attuazione del P.P.R.), è consentita “per i Comuni dotati di PUC … nelle … zone C, D, F e G” la realizzazione degli “interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi purchè approvati e con convenzione efficace alla data di adozione del Piano Paesaggistico Regionale” (comma 3°).

Inoltre, “il completamento degli interventi urbanistici ed edilizi previsti negli strumenti urbanistici di cui al comma precedente … per i quali non siano stati rilasciati alla data di entrata in vigore del PPR i relativi titoli abilitativi è sottoposto al raggiungimento dell’intesa di cui all’art. 11 da concludersi entro dodici mesi dall’entrata in vigore del Piano paesaggistico” (comma 4°).     Ed è proprio questo il caso del progetto edilizio S.I.T.A.S.

Non c’è mai stata la prevista “intesa” Regione-Provincia-Comune (artt. 11 e 15, comma 4°, delle norme di attuazione del P.P.R.), perché la disposizione (art. 15, comma 4°, delle norme di attuazione del P.P.R.) è stata annullata dal T.A.R. Sardegna (sentenze Sez. II, 12 giugno 2009, n. 979; 31 ottobre 2007, nn. 2010-2013).

Gabbiano reale

Gabbiano reale

La “deroga” alla normativa e alle disposizioni del P.P.R. vale, però, solo per gli “interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi … approvati e con convenzione efficace alla data di adozione del” P.P.R., non si estende alle successive varianti: non è legittimamente possibile spostare volumetrie dai comparti non autorizzati definitivamente (Cala Antoni Areddu) o dove siano stati ritrovate testimonianze archeologiche (parte di Tuerredda) che rendono incompatibile l’edificazione ovvero effettuare mutamenti di destinazione d’uso di volumetrie (da ricettivo a residenziale).

costa fra Capo Spartivento e Malfatano, Teulada

costa fra Capo Spartivento e Malfatano, Teulada

Le battaglie ecologiste, le ambiguità regionali. Con numerosi esposti (fra i tanti del 27 ottobre 2009, del 21 luglio 2009, del 15 novembre 2008) indirizzati alle amministrazioni pubbliche competenti e alla magistratura, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno contestato la legittimità della recente programmazione della modifica di destinazione d’uso e traslazione di volumetrie (oltre 33.500 metri cubi) sulla costa di Capo Spartivento – Malfatano, approvate con deliberazione Consiglio comunale n. 37 del 3 ottobre 2008, su richiesta della Società immobiliare (istanza n. 3652 del 29 aprile 2008).   In sostanza, si prevede lo spostamento delle volumetrie alberghiere previste in loc. Cala Antoni Areddu (Capo Spartivento), sub-comparto E 1 h, e in loc. Sa Calarza (Tuerredda), sub-comparto E 1 i, e la modifica della destinazione d’uso in alberghiero (almeno 75 %) e turistico-residenziale (fino al 25 %).   Si prevedono, quindi, fino al 25 % delle volumetrie da destinarsi a ville, cioè “seconde case”.  L’Amministrazione comunale si impegna anche alla modifica del piano urbanistico comunale – P.U.C. in tal senso e sembra quasi ritenere non necessaria l’approvazione da parte regionale di tale variante sotto il profilo della tutela paesaggistica e della valutazione degli impatti ambientali. Quasi fossero autorizzazioni omnibus.

In prima battuta, l’Assessorato regionale degli EE.LL., Finanze, Urbanistica – Servizio governo del territorio e tutela paesaggistica (nota n. 3453/GT/CA dell’11 febbraio 2009) aveva gettato un po’ di acqua sul fuoco delle ambizioni cementizie: “a seguito della vostra preg.ma datata 15.11.2008 … si comunica che l’Ufficio ha avviato immediatamente l’iter procedimentale di verifica e analisi di tutti gli atti disponibili … nel prosieguo, entro breve tempo, sarà inviata una successiva comunicazione di esito della suddetta verifica …”.

cantiere S.I.T.A.S. s.p.a., Malfatano - Tuerredda, Teulada

cantiere S.I.T.A.S. s.p.a., Malfatano - Tuerredda, Teulada

Inoltre, sempre il Servizio Governo del Territorio e Tutela Paesaggistica per le Province di Cagliari e di Carbonia-Iglesias, nell’esercizio dei poteri di vigilanza di cui alla legge regionale n. 28/1998, aveva richiesto (nota n. 3450/GT/CA dell’11 febbraio 2009) al Comune di Teulada “motivazioni paesistiche chiare ed esaustive del provvedimenti autorizzatorio emesso, ai sensi dell’art. 8 comma 2° della direttiva n. 1 della L.R. 12/8/98 n°28, categoria di delega ai sensi dell’art. 3 della L.R. 12/8/98 n°28, copia degli elaborati grafici progettuali e della relazione paesaggistica”, richiamando le disposizioni della circolare n. 3 e degli artt. 12 e 14 della direttiva n. 1 per l’attuazione della legge regionale n. 28/1998 sulla sub-delega di alcune competenze in materia paesaggistica ai Comuni.  Aveva invitato il Comune di Teulada a considerare l’opportunità di sospendere o revocare i titoli abilitativi edilizi e la Soprintendenza a “valutare la possibilità di sospendere il proprio parere di competenza … in attesa di un più attento esame degli atti a disposizione e di quelli richiesti”.

Viceversa, con nota n. 9782/TP-CA-CI del 26 marzo 2010, il Servizio Tutela Paesaggistica per le Province di Cagliari e di Carbonia-Iglesias ha cambiato registro, abbandonando la precedente prudenza: “..questo Servizio ha ritenuto … che non sussistano motivi per l’annullamento” delle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate in sede sub delegata (legge regionale n. 28/1998) dal Comune di Teulada.

Il resto è storia di questi ultimi mesi.

_MG_8056tL’alternativa.         Il progetto S.I.T.A.S. dovrebbe essere fortemente ridotto di volumetrie e di complessivo impatto ambientale, concentrandosi nella rivitalizzazione del vecchio borgo di Malfatano, oggi pressochè abbandonato: soltanto così (insieme con altre iniziative per la valorizzazione del proprio territorio) Teulada può pensare di proporsi sul mercato del turismo nazionale ed internazionale. Oggi il turista ricerca sempre più natura ed ambiente incontaminati, viene in Sardegna proprio per questo: chi vuole un “divertimentificio” urbanizzato, a costi ben inferiori, se ne va sulla riviera romagnola.

Non sono soltanto le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo dIntervento Giuridico a dirlo, ma sono soprattutto i turisti ed i sardi, cioè i primi fruitori a pagamento della costa teuladina, interessata anche da altri progetti speculativi e, tra l‘altro, dotata di spiagge piccole e non numerose che non sopporterebbero mai un simile “impatto turistico”, basta vedere che cosa accade già oggi in quel “gioiello” di Tuerredda, “assalita” da centinaia di bagnanti, da chioschi e da “generose” concessioni demaniali!    E’ bastato far circolare un po‘ di informazioni e, nel 2002, erano pervenuti in poco tempo più di 2.500 fax e messaggi di posta elettronica da tutta Italia con una richiesta ben precisa indirizzata al Sindaco di Teulada: ridurre fortemente le costruzioni e concentrarle presso il già esistente insediamento rurale di Malfatano, perché un intervento immobiliare così ingente e dal pesante impatto ambientale rischia di degradare irreversibilmente un ambiente unico e la stessa attrattiva turistica.

Piscinnì

Piscinnì

La distruzione di un contesto sociale e storico, il silenzio della Regione autonoma della Sardegna.    Non basta il lento assassinio ambientale della splendida spiaggia di Tuerredda, “assalita” da migliaia di bagnanti, da chioschi e da “generose” concessioni demaniali, non basta l’emblematica vicenda della lottizzazione abusiva di Baia delle Ginestre ad opera dei lombardi Antonioli, non basta il fallimento turistico dell’allucinante cubo di cemento dell’Hotel Rocce Rosse, poi trasformato in condominio.

Il turismo mattonaro oggi ha le sembianze di Emma Marcegaglia e dei Benetton, mentre gli indigeni che da generazioni vivono e lavorano a Malfatano stanno per essere cacciati da casa loro (e dai loro 5 ettari nel bel mezzo della lottizzazione) perché disturbano.    Come i Mapuche della Patagonia.     Era già chiaro da tempo, come documentato da Report nel servizio di Bernardo Jovene (“La Sardegna che sarà“, 8 ottobre 2000).

Emblematico e da vedere il film-documentario Furriadroxius, di Michele Mossa e Michele Trentini, sugli ultimi abitanti della comunità agro-pastorale di Malfatano.   E necessiterebbe di una seconda puntata, secondo chi racconta di un tristissimo e recente suicidio.SeriesB23ROSSApiatto

Fuori dai piedi, oggi si costruiscono resort e ville esclusive.  Nell’indifferenza della Regione autonoma della Sardegna, delle amministrazioni locali, delle forze politiche e degli stessi teuladini.

Nelle sedi della politica sarda e nazionale, solo l’on. Claudia Zuncheddu (RossoMori) ha presentato un’interpellanza in proposito (la n. 59/C-4 del 3 dicembre 2009) al Presidente della Regione autonoma della Sardegna, agli Assessori regionali della difesa dell’ambiente e degli Enti locali, finanze, urbanistica.    

Inoltre, il deputato catalano Raül Romeva i Rueda, del Gruppo Verdi/A.L.E., ha presentato il 16 settembre 2010 l’interrogazione E-7377/2010 con richiesta di risposta scritta al Parlamento europeo chiedendo quali iniziative intenda adottare la Commissione europea nei confronti dello spezzettamento del progetto immobiliare S.I.T.A.S. s.p.a. in ben 5 comparti diversi per evitare una valutazione degli impatti ambientali complessivi, come richiesto dalla normativa comunitaria in materia (direttive n. 97/11/CE e n. 85/337/CEE). La Commissione europea si è riservata di rispondere dopo aver svolto i suoi accertamenti (risposta interlocutoria del 21 ottobre 2010).

Non serve ad aprire gli occhi la cronaca di tanti speculatori immobiliari nel corso degli ultimi decenni.    Rapinatori di territorio che spesso hanno lasciato soltanto briciole o macerie agli indigeni. Chiedetelo, giusto per fare un esempio, ai tanti piccoli imprenditori rimasti sul lastrico grazie al bresciano Bertelli impegnato a cementificare Stintino. Tuttavia la solfa non è cambiata.  Le lezioni non sono servite.    Nemmeno il momento potenzialmente favorevole della presenza dell’Amministrazione regionale Soru ha consentito di acquisire l’area, con i mezzi previsti dalla legge, alla disponibilità della recente Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna.    Si poteva salvare dalla solita valorizzazione mattonara uno dei tratti più belli ed integri di costa del Mediterraneo, ma non se n’è fatto nulla.

Tuerredda

Tuerredda

Un impegno.     Per il Gruppo d’Intervento Giuridico e gli Amici della Terra è un vero e proprio obbligo morale continuare questa dura e difficile battaglia per la salvaguardia di una delle più belle coste del Mediterraneo, un bel pezzo di identità della nostra Sardegna.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha aperto un procedimento penale.      Ora, la vicenda ha superato il Tirreno ed è divenuto un caso nazionale.    Uno dei peggiori esempi di speculazione edilizia di questi ultimi tempi.  E’ uno dei casi più rilevanti citati nel libro “La Colata”, curato da Ferruccio Sansa. Ne ha parlato anche Paolo Biondani (luglio 2010) nel suo “S.O.S. Sardegna” per L’Espresso.     Decine e decine di siti web hanno ripreso la vicenda.    Il Partito Democratico ha mostrato ondeggiamenti  e ambiguità.

Finalmente anche un’altra associazione ambientalista ha preso posizione: si tratta di Italia Nostra, che ha giustamente ritenuto la vicenda di Malfatano uno dei peggiori atti di aggressione al paesaggio attuali (“Paesaggi sensibili: le 50 coste da salvare”).    Ancora un assordante silenzio da parte del WWF, di Legambiente, del F.A.I., dell’I.N.U.

Ma non finisce qui.   Ministri, Presidenti di Regione, Assessori, Soprintendenti, amministratori e funzionari pubblici, giornalisti e magistrati, uomini di cultura e urbanisti sanno da tempo, grazie alle nostre denunce in tutte le sedi possibili e immaginabili.         E’ ora che tutti sappiano.       Ed è anche ora che chi detiene poteri amministrativi e giudiziari faccia il suo dovere fino in fondo.

Capo Malfatano

Capo Malfatano

Che cosa può fare ognuno di noi.         Molti semplici cittadini hanno chiesto di poter fare qualcosa di concreto, per questo le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno proposto una campagna di messaggi via posta elettronica alle autorità nazionali, regionali e locali che hanno il potere di fermare ruspe e mattoni.   Più di 800 messaggi sono stati già inviati. Questo il testo proposto:

Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

presidenza.repubblica@quirinale.it

al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi,

gabinetto@beniculturali.it

al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci,

presidente@regione.sardegna.it

al Sindaco di Teulada Gianni Albai,

sindaco@comune.teulada.ca.it, info@comune.teulada.ca.it

per conoscenza al Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

grigsardegna5@gmail.com

ho appreso con grandissima preoccupazione della realizzazione in corso di un complesso turistico-edilizio (ville, hotel, residence, servizi commerciali) di 140 mila metri cubi di volumetrie sull’incontaminata costa di Malfatano e Tuerredda, a Teulada (CA).

Se realizzato interamente, il progetto deturperebbe irrimediabilmente una delle più belle coste del Mediterraneo facendo perdere anche qualsiasi attrattiva per il turismo.

Chiedo di fermare i lavori e di ridurre drasticamente le costruzioni previste, da realizzare solo a distanza dalla costa, oltre il piccolo nucleo storico di Malfatano.

Con cordiali saluti.

firma

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 qui la prima parte di “Cronaca di una speculazione edilizia annunciata, Malfatano e Tuerredda”.

qui la terza parte (video) di “Cronaca di una speculazione edilizia annunciata, Malfatano e Tuerredda”.

Qui la precedente versione (agosto 2010): http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/08/24/cronaca-di-una-speculazione-edilizia-annunciata-malfatano-e-tuerredda/

 

cartello vendita, Malfatano

cartello vendita, Malfatano

Allegato

dal sito web della Società Sansedoni s.p.a. (http://www.sansedonispa.it/)

Capo Malfatano si trova sulla costa sud-occidentale della Sardegna, nel comune di Teulada e nella provincia di Cagliari, da cui dista 40 km. La proprietà si estende per circa 670 ettari su una zona di grande fascino paesaggistico e di rinomata bellezza, e comprende la celebre spiaggia di Tuarredda, tra la penisola di Capo Malfatano e Capo Spartivento. Proprietaria del terreno e promotrice del progetto è la società S.I.T.A.S. SrL, partecipata da Sansedoni, Gruppo Toti, Ricerca Finanziaria (Benetton) e Gruppo Toffano di Padova. Il progetto mira alla valorizzazione del territorio e delle risorse locali, uniche per bellezza e fascino, attraverso la realizzazione di un sistema integrato di strutture ricettive e residenziali di elevato standard qualitativo, nel massimo rispetto del territorio. Obiettivo degli azionisti, viste le caratteristiche di massima qualità ambientale e paesaggistica della proprietà, è quello di realizzare un polo di assoluta eccellenza nell’offerta turistico ricettiva, adottando modelli già testati con successo nei mercati internazionali e con un’attenzione particolare alle caratteristiche naturali autoctone e alla sostenibilità del progetto stesso.    L’intervento, prevede la realizzazione di hotel, di un centro conferenze e di residenze di lusso, per un totale di circa 140.000 metri cubi.

(foto Fiorella Sanna, J.I., C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. angelo62
    26 Febbraio 2011 a 18:43 | #1

    Frequento la costa sud occidentale sarda da circa 20 anni proprio per la sua bellezza incontaminata e per i paesaggi unici al mondo; credo che sia uno degli ultimi tratti di costa mediterranea integri . E’ mai possibile svendere tale patrimonio ? Capisco le ragioni delle Amministrazioni locali in cerca di risorse e posti di lavoro ma è questa la strada giusta ?
    La disoccupazione in Sardegna si risolve a colpi di edilizia turistica e speculativa ? Dopo aver lottizzato e devastato un tratto di costa, unico al mondo per fascino e bellezza, quanti posti di lavoro e di che qualità resteranno a medio lungo termine ? Se la costa sud venisse, come altri tratti di costa sarda, “valorizzata” cosa resterebbe della sua magia ? perderebbe del tutto la sua unicità, sarebbe uno dei tanti e uguali “luoghi turistici” mediterranei che deturpano le coste da Gibilterra a Patrasso e che sono in gara tra loro.
    Non ho altre parole per commentare uno scempio simile, sono solo addolorato di quel che sta accadendo ; cerchiamo con i mezzi che abbiamo di contrastare queste nefandezze, è l’unico modo perchè domani possiamo guardare in faccia i nostri figli e non vergognarci.
    Grazie per per il lavoro che state svolgendo.

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