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Una nuova vasca di colmata per i sedimenti delle bonifiche di La Maddalena?

 

bonifiche ambientali, La Maddalena

bonifiche ambientali, La Maddalena


  Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (5 dicembre 2010) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione di opportuni interventi alle amministrazioni pubbliche competenti (Ministero dell’Ambiente, Ente parco nazionale “Arcipelago della Maddalena”, Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, Assessorato alla Tutela dell’Ambiente della Provincia di Olbia-Tempio, Comune di La Maddalena, A.R.P.A.S.) e ai Carabinieri del N.O.E. riguardo la possibile realizzazione di una nuova vasca di colmata in loc. Punta Chiara per accogliere i sedimenti derivanti dalle operazioni di bonifica dell’ area dell’ex Arsenale, oggi riconvertito in struttura ricettiva, in Comune di La Maddalena (OT).  Sono, infatti, pervenute segnalazioni che indicherebbero la prossima realizzazione di una vasca di colmata della capienza di mc. 30.000 per 90.000 tonnellate di sedimenti di non conosciuta consistenza e natura.

Sono stati informati, per opportuna conoscenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, la Procura generale della Corte dei conti, la Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna e la Commissione Europea.

bonifiche ambientali, La Maddalena

bonifiche ambientali, La Maddalena

Si ignora l’eventuale importo dei lavori e l’avvenuto svolgimento o meno delle necessarie analisi per verificare il tenòre delle sostanze inquinanti, mentre non si è svolto il necessario procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A., né la necessaria valutazione di incidenza.

L’Arcipelago della Maddalena è parco nazionale (legge n. 394/1991 e s.m.i.), sito di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE), tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra avevano già segnalato (26 aprile 2010) alla Procura generale della Corte dei conti e alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna il mancato completamento delle bonifiche ambientali rientranti nel programma di opere connesse alla riunione G 8 prevista a La Maddalena (2009), poi spostata a L’Aquila.  Un complesso di opere su cui la Procura erariale ha già aperto una specifica indagine.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto per conto GrIG)

  1. 26 Gennaio 2011 a 16:03 | #1

    da La Nuova Sardegna, 26 gennaio 2011
    La Maddalena, la GeoPolaris ha finito il suo lavoro. Ora i campioni prelevati verranno inviati a Roma. Conclusi i carotaggi nelle acque di Punta Chiara. (Andrea Nieddu)

    LA MADDALENA. Dopo l’invito da parte della Protezione civile (che aveva tutto l’interesse a effettuare dei prelievi per le analisi integrative di sedimenti nelle aree marine dell’ex arsenale militare e nelle acque antistanti Punta Chiara), la società GeoPolaris, per conto dello stesso Dipartimento, ha concluso il suo lavoro. Con un portone modulare e con l’impegno di diversi uomini i prelievi di carotaggio sono terminati proprio ieri.
    Adesso, i campioni prelevati, verranno inviati a Roma: qui si effettueranno gli esami e poi si deciderà in che modo intervenire in quei luoghi. Era presente anche la capitaneria di porto che ha controllato che tutto si svolgesse senza intoppi o incidenti soprattutto quando gli operai si sono trasferiti nella zona di Punta Chiara: questa è infatti una zona molto trafficata da barche.
    Sono stati due giorni intensi di lavoro nei quali sono stati fatti molti prelievi: il prossimo passo è quello della “caratterizzazione” delle indagini, in modo che si possa cominciare a fare qualcosa di concreto Si chiude così la diatriba fra le opposizioni e il sindaco. Le prime aveva sempre criticato Comiti soprattutto quando aveva dichiarato che i prelievi sarebbero dovuti iniziare a ottobre. Adesso la fine di questa fase, dopo la quale la conferenza dei servizi (che si dovrà riunire alla fine di questo mese o i primi giorni di febbraio) comunicherà i i risultati delle analisi. A quel punto si potrà deciderà la data esatta dell’inizio lavori.

  2. 16 Gennaio 2011 a 17:36 | #2

    da La Nuova Sardegna, 16 gennaio 2011
    Dalle carte fornite ai Rossomori ancora non si capisce interamente la destinazione delle scorie. La Maddalena: rifiuti fantasma. Accesso agli atti dello smaltimento, la Protezione civile non risponde. (Piero Giorgio Pinna)

    SASSARI. «Restano buchi informativi nella rete per lo smaltimento dei rifiuti alla Maddalena: per ora si continua a non sapere neppure se siano finiti in discariche della Nurra o altrove». La consigliere regionale dei Rossomori Claudia Zuncheddu ha appena ricevuto una serie di documenti sulle bonifiche 2008 in vista del summit tra i Grandi (poi trasferito).
    Molti cd, fascicoli e incartamenti devono essere esaminati a fondo da tecnici e specialisti, altri sono già stati presi in visione. Per il momento tuttavia il mistero legato agli aspetti più oscuri dello scandalo Formato G8 non viene chiarito: la Protezione civile non ha dato comunicazioni di alcun tipo. «Sulla mia richiesta di accesso agli atti fino a oggi solo alcuni enti hanno risposto, e non tutti nei trenta giorni previsti dalla legge in materia di “informazioni a carattere ambientale”», dichiara l’esponente dell’opposizione in Consiglio. La quale, come medico e politico sensibile ai temi della difesa del territorio, nei mesi scorsi aveva fatto un sopralluogo a Canaglia e a Scala Erre con Paola Correddu, Giancarlo Pinna e Ivan Cermelli.
    «Sì, è vero – conferma adesso Claudia Zuncheddu – Tra i “latitanti” c’è proprio il settore a suo tempo guidato da Bertolaso, il dipartimento che avevamo interpellato a titolo principale, visto il suo ruolo nei grandi eventi per la presidenza italiana del G8 e per il 150º dell’Unità d’Italia». Interventi, ricorda l’esponente dei Rossomori, a suo tempo definiti dal governo «indifferibili, urgenti e di pubblica utilità». Compresi trasporto e smaltimento dei rifiuti (speciali e pericolosi) provenienti dall’area dell’arcipelago più inquinata nel tempo dagli insediamenti militari. Un lavoro andato avanti per mesi, finora costato non meno di 31 milioni e mai completato (le integrazioni dovevano essere finite nel 2010 e invece non sono mai partite).
    Il ministero dell’Ambiente ha invece risposto, si è saputo ancora nelle ultime ore, sostenendo «di non possedere dati attinenti alla fase esecutiva, demandata alla gestione esclusiva della Protezione civile in qualità di soggetto attuatore e appaltante». «L’European Environment Agency mi ha infine consigliato di contattare la direzione generale dell’Ambiente alla Comunità europea, responsabile delle questioni sulla legislatura in quest’ambito – spiega Zuncheddu – Mentre grande disponibilità è stata manifestata dalla Provincia di Olbia-Tempio, che ha fornito una ricca documentazione in suo possesso sulle operazioni».
    In attesa dell’esame complessivo dei fascicoli già inviati e nella speranza che arrivino quelli della Protezione civile, sia pure in ritardo, la situazione si rivela così decisamente interlocutoria. Oltre che – sembra di comprendere – contrassegnata dal consueto rimpallo di responsabilità da un ente all’altro. Finora il governo ha risposto in parlamento a una serie d’interogazioni. Ma l’inchiesta giudiziaria sulla Cricca della Ferratella ha dimostrato come la gran parte delle notizie fornite dai dirigenti sul campo all’esecutivo fosse parziale e contraddittoria. Altre incongruenze sullo smaltimento dei rifiuti erano state messe in rilievo dagli stessi Rossomori, da ambientalisti, da parlamentari del Pd e dall’ex assessore provinciale gallurese Pierfranco Zanchetta.

  3. 7 Dicembre 2010 a 16:38 | #4

    da La Nuova Sardegna, 7 dicembre 2010
    Depuratore: la svolta sarebbe vicina. La Maddalena, intanto scoppia un altro caso ambientale. (Andrea Nieddu)

    LA MADDALENA. Sul depuratore la svolta potrebbe arrivare il 19 dicembre, quando la protezione civile dovrebbe sostituire la commissione per il collaudo dell’impianto. E intanto ci sarebbe un’altra emergenza: si parla della realizzazione di una vasca per gli scarti dell’ex arsenale.
    Per il sindaco Comiti, la situazione del depuratore è vergognosa. «Dell’inquinamento ambientale di una parte d’Italia e d’Europa, visto che si parla di un parco, tutti se ne “strafregano”». Un chimico, Gian Carlo Fastame, ha dato la sua disponibilità per collaborare. «Penso che ci sia una via per riavviare il depuratore, non posso però illudere e assicurare niente, avrei prima bisogno di leggere i documenti tecnici». Comiti, che ringrazia Fastame, non è d’accordo: «Il problema non è avere un chimico, ma è di di carattere amministrativo. Ho inviato un esposto in Procura, e il procuratore ha inviato alla Maddalena il Noe, che ha preparato un rapporto: alla fine si saprà chi chi bisogna obbligare a intervenire per far ripartire il depuratore. A mio giudizio ci vuole un intervento di carattere coercitivo, quindi o lo fa il procuratore repubblica oppure il prefetto. L’amministrazione ha fatto due ordinanze, nessuno le ha rispettate».
    Il 19 dicembre, intanto, la protezione civile potrebbe sostituire la commissione di collaudo dell’impianto. Abbanoa, infatti, prima di gestirlo vuole che Roma lo collaudi. Sarà la volta buona dopo un rimpallo di responsabilità tra vari enti che va avanti dal 6 novembre, da quando cioè Opere Pubbliche spa ha “spento” l’impianto garantendo soltanto una prima depurazione dei reflui.
    Intanto, sul fronte ambientale, il Gruppo d’intervento giuridico e gli Amici della Terra hanno chiesto informazioni alle istituzioni competenti e al Noe sulla possibile realizzazione di una vasca, a Punta Chiara, per accogliere i sedimenti «di non conosciuta consistenza e natura» delle operazioni di bonifica dell’ex arsenale. Del preoccupante caso è stata informata anche la magistratura.

  4. 6 Dicembre 2010 a 17:01 | #5

    @anna : prego, prego, prego ;) cara Anna, sostenete il Gruppo d’Intervento Giuridico e, così, sostenete le ragioni della salvaguardia del vostro splendido Arcipelago e della vostra salute!

  5. anna
    6 Dicembre 2010 a 14:23 | #6

    Grazie ,grazie, grazie. Cercherò di divulgare l’articolo. Speriamo di sopravivere a questo scempio !!

  6. 5 Dicembre 2010 a 20:09 | #7

    da La Nuova Sardegna, 4 dicembre 2010
    Sassari. Dopo il sopralluogo a Canaglia nuova iniziativa del consigliere regionale Claudia Zuncheddu. «Rifiuti della Maddalena, ora la verità». Presentata istanza per l’accesso pubblico all’informazione ambientale. La pubblica amministrazione è obbligata a rispondere.

    SASSARI. Dove sono state conferite le 15mila tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dalle operazioni di bonifica eseguite alla Maddalena in occasione degli interventi per il G8? È questo l’interrogativo al quale chiede risposta il consigliere regionale dei Rossomori Claudia Zuncheddu che – dopo il blitz dei giorni scorsi nella discarica di Canaglia (insieme a Paola Correddu, Giancarlo Pinna e Ivan Cermelli) – ha ora scelto la strada dell’istanza “per l’accesso pubblico all’informazione ambientale”, uno strumento recepito anche dalle direttive europee.
    Si tratta di una procedura che obbliga la pubblica amministrazione a informare comunque il cittadino, anche in caso di rifiuto, e di comunicarne le motivazioni entro 30 giorni. E anche la risposta deve essere resa nota con la stessa scadenza, con la possibilità per il richiedente di ricorrere al tribunale amministrativo regionale o al difensore civico. La richiesta è stata formalizzata il 29 novembre alla presidenza del Consiglio dei ministri, alla Protezione civile, al ministero dell’Ambiente, alla Regione, al Comune della Maddalena e alla Provincia di Olbia-Tempio. E, per conoscenza, alla Procura della Repubblica di Tempio e di Sassari, al Comune di Sassari, alla Commissione europea per l’Ambiente, al Comune di Porto Torres e all’Agenzia europea dell’Ambiente. Sei pagine che rifanno la storia delle contestate bonifiche alla Maddalena e sottolineano i troppi dubbi sulle pratiche di smaltimento, sulla scelta dei luoghi e sul rispetto delle procedure. «Una gran massa di rifiuti – scrive Claudia Zuncheddu – tutti rientranti nella categoria speciale, e fra questi una consistente quantità di pericolosi (perchè contenenti amianto, idrocarburi e/o metalli) sono stati smaltiti celermente». Il consigliere regionale fa riferimento al sito ufficiale del G8 Summit 2009 (www.g8italia2009.it), dal quale si apprende «che oltre duemila autocarri e tre navi hanno fatto complessivamente la spola tra La Maddalena, la Sardegna e la Penisola per trasportare i rifiuti in impianti di smaltimento specializzati». Claudia Zuncheddu sostiene che inchieste giornalistiche e accertamenti effettuati hanno ipotizzato che «gran parte di rifiuti sarebbero stati caricati su navi noleggiate per l’occasione (fra queste si nomina la Maior, più volte utilizzata dal ministero della Difesa) e scaricati nel porto di Porto Torres per essere conferiti alle discariche di Scala Erre (gestita da Siged, gruppo Cualbu) e di Canaglia (Servizi Ambientali Sardi srl), entrambe nel comune di Sassari». E se è vero che nessun rifiuto classificato “pericoloso” sarebbe stato conferito in quelle discariche – perchè sono destinate ad accogliere rifiuti speciali non pericolosi – non è noto, al momento, dove siano stati trattati e sversati i rifiuti “pericolosi”, stimabili appunto in almeno 15mila tonnellate. L’istanza del consigliere regionale dei Rossomori mira ad avere accesso agli atti ufficiali per chiarire il mistero. Per capire la quantità dei rifiuti rimossi durante i lavori per il G8 alla Maddalena (poi trasferito all’Aquila), a quali operatori è stata affidata la caratterizzazione, il trasporto e il trattamento. In quali località le lavorazioni sono state eseguite, dove attualmente si trovino i residui e con quali documenti di trasporto è avvenuto il trasferimento.

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