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La “voce del mattone” su Malfatano.

cartello "inizio lavori" cantiere S.I.T.A.S. s.p.a, Malfatano - Tuerredda, Teulada

cartello "inizio lavori" cantiere S.I.T.A.S. s.p.a, Malfatano - Tuerredda, Teulada

Questa mattina si è tenuta la surreale presentazione del progetto turistico-edilizio “eco-sostenibile” della S.I.T.A.S. s.p.a. a Malfatano e Tuerredda (Teulada).

Ci sono molti motivi per definire “surreale” questa presentazione.     Tanto per iniziare è stata concessa dalla Provincia di Cagliari la sede istituzionale dell’aula consiliare di Palazzo Regio per quella che – nelle intenzioni della Società immobiliare – doveva essere una mera presentazione senza contraddittorio con un pubblico accuratamente selezionato.

Rappresentanti delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Italia Nostra, unitamente a esponenti del Cagliari Social Forum, hanno dovuto, infatti, farsi energicamente sentire dai vertici societari per avere accesso a un edificio pubblico difeso dalla Polizia di Stato.Per oltre 40 minuti è stato negato l’accesso, concesso, invece, a giornalisti, esponenti del mondo imprenditoriale, liberi professionisti e, curiosamente, a rappresentanti di Legambiente, associazione per la prima volta ufficialmente interessata alla vicenda speculativa di Malfatano, nonchè a esponenti politici (assessori e consiglieri comunali di Teulada, Claudio Cugusi, consigliere comunale cagliaritano del P.D., Maria Antonietta Mongiu, già Assessore regionale dei beni culturali, esponente di Sardegna Democratica).

Da notare e sottolineare che le associazioni ecologiste erano state espressamente invitate dalla Società immobiliare (l’invito al Gruppo d’Intervento Giuridico è pervenuto via posta elettronica il 30 novembre 2010, alle ore 13.27).

rìas di Malfatano

rìas di Malfatano

Nello stesso momento in cui veniva concesso agli ecologisti l’accesso alla sala consiliare di Palazzo Regio potevano entrare anche numerosi cittadini di Teulada, rigorosamente schierati pro S.I.T.A.S.

La presentazione, moderata da Maurizio Cannone (collaboratore de Il Sole 24 Ore e direttore di monitorimmobiliare.it), ha visto il Presidente della S.I.T.A.S. s.p.a. Claudio Toti illustrare le intenzioni turistico-immobiliari e i progettisti Giovanni Da Pozzo (Studio di architettura Arassociati) e Marco Bay (architetto paesaggista) indicare le soluzioni progettuali prescelte e le attenzioni poste per la tutela e la ricostruzione dell’ambiente.

il "chioschetto" di Tuerredda

il "chioschetto" di Tuerredda

Il Sindaco di Teulada Gianni Albai, dopo un po’ di lacrime di coccodrillo versate sulla disastrosa situazione ambientale della spiaggia di Tuerredda (ha addirittura chiesto il numero chiuso, come se il suo Comune non fosse responsabile delle sistematiche invasioni estive da 5 mila presenze giornaliere!) ha difeso le scelte della sua amministrazione comunale e l’alleanza strategica con la S.I.T.A.S.         Mauro Ballero (docente universitario di scienze botaniche) ha segnalato le varie prospettive date dal recupero delle piante ed erbe officinali, determinato – evidentemente in via esclusiva - dall’intervento immobiliare.

Fra il rumoreggiare dei supporters teuladini, numerose sono state le interruzioni da parte dei vari esponenti ambientalisti (Giorgio Todde, Fanny Cao, Maria Paola Morittu) e politici (Maria Antonietta Mongiu), nonché di semplici cittadini (Simone Scalas) presenti per i tanti aspetti lasciati in ombra durante la presentazione e, soprattutto, per la pretesa assoluta mancanza di contraddittorio, in particolare riguardo le simulazioni progettuali, le immagini del cantiere attualmente in corso, la netta diversità fra turismo e attività edilizia.

cartello vendita, Malfatano

cartello vendita, Malfatano

Stringente la contestazione rivolta in merito all’asserita possibilità di far salvo l’intervento immobiliare e le varianti ipotizzate (spostamenti volumetrici di 33.500 metri cubi da Capo Spartivento a Tuerredda, mutamenti di destinazione d’uso da ricettivo a residenziale, ecc.) in base al piano paesaggistico regionale (art. 15 delle norme di attuazione).  Possibilità smentita decisamente da Stefano Deliperi e accolta obtorto collo dal Sindaco Albai.     Anche la motivazione del progettato spostamento di volumetrie da Capo Spartivento è emerso che è stata determinata dal diniego di autorizzazione (2004) da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale  più che dalla sensibilità ambientale della Società immobiliare.

Ha concluso, con difficoltà, la presentazione del progetto l’enunciazione delle intenzioni future di Società immobiliare e Amministrazione comunale (un accordo di programma Regione – Comune – Privati per consentire le varianti progettuali) da parte di Leonardo Grispini (consulente urbanistico) e le assicurazioni distensive sul rispetto ambientale dell’ing. Claudio Toti.

cantiere S.I.T.A.S. s.p.a., Tuerredda

cantiere S.I.T.A.S. s.p.a., Tuerredda

La sensazione rimasta è quella di un progetto dove anche si rinvengono seri sforzi per la salvaguardia del territorio e il ripristino ambientale, ma dove permane fortissimo l’interesse immobiliare per uno sfruttamento di una delle più belle e integre coste del Mediterraneo attraverso un intervento turistico-edilizio pesante (140 mila metri cubi) e chiuso verso il contesto economico-sociale locale.   Motivi sempre più forti per continuare quell’opposizione condotta da oltre 15 anni da parte delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra in tutte le sedi possibili.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Qui il dossier “Cronaca di una speculazione edilizia annunciata, Malfatano e Tuerredda”.

(foto J.I., C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. BOE
    6 Marzo 2011 a 12:58 | #1

    COME SI PUO’ AFFERMARE CHE L’ INSEDIAMENTO, GIA COSI’ INTENSIVO, SARA’ RISPETTOSO DELL’ AMBIENTE SE L’ OBIETTIVO E’ QUELLO DI SOSTITUIRSI AD ESSO….CON INTEGRALE TRASFORMAZIONE DI QUEL SINGOLARE EQUILIBRIO NATURALE CHE, SOLO CHI NON PRATICA LA CULTURA DEL RISPETTO, MA QUELLA DEL DENARO SOPRA OGNI COSA, PUO’ CONCEPIRE . PAROLA D’ ORDINE : AFFARI, AFFARI AFFARI. DO 1 PRENDO 1000 . L’ AMBIENTE ?…CHI SE NE FRE GA !!…I SARDI…..MA NON E’ UNA RAZZA ESTINTA ??…
    …MA VERAMENTE, SIAMO UN POPOLO DI ALLODOLE CHE, MALGRADO ESPERIENZE NEGATIVE GIA’ VISSUTE, PERSEVERA CONCEDENDO, CON LODEVOLE SUDDITANZA, IL CONSENSO ALL’ ESPROPRIO DELLE RISORSE PIU’ PECULIARI : L’ AMBIENTE . PENSATE UN PO’, PROPRIO CIO’ CHE, DA SEMPRE SEMPRE, HA COSTITUITO L’ ELEMENTO DI PIU’ FORTE RICHIAMO PER LA SARDEGNA .
    MA CI SIAMO INFORMATI DEI PERSONAGGI A CUI STIAMO DANDO TUTTO QUESTO ?????…….
    DA UNA PANORAMICA SULLA RETE, I SOGGETI IN QUESTIONE, NON SEMBRANO MOLTO ILLIBATI ED E’ TUTTO PUNTIGLIOSAMENTE DOCUMENTATO : BANCHE, SOCIETA’ E PERSONAGI
    . DI CUI LA MARCEGAGLIA BENCHE,’ ELEMENTO D’ IMMAGINE, HA DIVERSE RESPONSABILITA’
    NEL SACCHEGGIO E INQUINAMENTO CHE, LE SUE AZIENDE SPORCHE, PROVOCANO NEL TERRITORIO PUGLIESE CHE, E’ PER NATURA, A NOTEVOLE VOCAZIONE AGRICOLA . IN PRATICA QUESTI SIGNORI, CON IL NOSTRO PERMESSO, HANNO DELEGA PER SCONVOLGERE L’ ORDINE NATURALE DEL NOSTRO ECOSISTEMA CHE, AL CONTRARIO, ANDREBBE CONSERVATO E CAPITALIZZATO, CON UN INFINITA’ DI ATTIVITA’ COMPATIBILI, DA RISULTARE, LA VERA CARTA VINCENTE DELLA NOSTRA ECONOMIA . BASTANO IDEE, VOLONTA’ E I POLITICI GIUSTI…I SOLDI?…SE NE SPRECANO TANTI PER OPERE INUTILI….UNA VOLTA TANTO USIAMOLI BENE E PER TUTTI ! ……

  2. 30 Dicembre 2010 a 21:50 | #2
  3. mavi
    29 Dicembre 2010 a 12:23 | #3

    L’ingegnere e imprenditore minerario francese Leone Gouin in assemblea pubblica a Monteponi, alla fine dell’800, disse: “Voi avete le ricchezze, ma non sapete sfruttarle, non avete alcuna tecnologia! Noi abbiamo i soldi e tutto il resto, non potete opporvi, andremo avanti, ad ogni costo!”
    Naturalmente la sua società mineraria andò avanti e i minatori ebbero quel tozzo di pane di cui avevano bisogno…
    L’ambiente che ci hanno lasciato e’ quello che e’, basta fare un giro nell’iglesiente e nel fluminese : montagne sventrate, colline spianate, boschi scomparsi, morti in miniera a non finire,malattie professionali e quant’altro…
    Oggi, in una Sardegna in crisi, questi territori subiscono una crisi ancora piu’ grave del resto dell’isola.
    Abbiamo distrutto tutto e non ci e’ rimasto niente.
    E’ molto probabile che a Teulada facciano la stessa cosa.

  4. 24 Dicembre 2010 a 16:52 | #4

    Francesco Gaetano Caltagirone (http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Gaetano_Caltagirone), vice-presidente del Gruppo Monte dei Paschi di Siena – M.P.S., ha aumentato recentemente la sua partecipazione al capitale sociale del Gruppo e, conseguentemente, la sua “influenza” sulle strategie sociali. Il Gruppo M.P.S. controlla la Sansedoni s.p.a., che – a sua volta – ha la maggioranza relativa delle azioni della S.I.T.A.S. s.p.a. In poche parole, è sempre più il vero “uomo forte” (o il “padrone”) dell’iniziativa immobiliare a Malfatano e Tuerredda.

    A.N.S.A., 23 dicembre 2010
    Mps: Caltagirone compra 0,2%. Editore e costruttore romano arrotonda quota a 4,73%.

    – MILANO, 23 DIC – Francesco Gaetano Caltagirone ha acquistato azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena pari allo 0,21% del capitale, con un investimento di 9,9 milioni di euro.
    E’ quanto emerge dalle comunicazioni obbligatorie sulle operazioni di internal dealing. Gli acquisti sono stati effettuati in particolare tra il 17 e il 20 dicembre.
    Caltagirone, vice presidente Mps, figura ora al 3,923% del capitale votante dell’istituto senese e arrotonda la propria quota al 4,73% del capitale ordinario.

  5. 24 Dicembre 2010 a 16:38 | #5

    da L’Unità, 23 dicembre 2010
    Quel business che distrugge le coste. In una lettera aperta al presidente Marcegaglia, appello per la tutela di Malfatano (Sandro Roggio)

    Presidente Marcegaglia, le scrivo a proposito dell’ impresa a Malfatano in Sardegna, nella quale è coinvolta; perché quell’intervento sta producendo lacerazioni dolorose in un paesaggio fantastico. Scrivo a lei, immaginandola sensibile al tema della tutela dei luoghi, sul piano etico e ed estetico, e non ai suoi partners, Benetton, Sansedoni-Monte dei Paschi, Caltagirone. Magari è un pregiudizio sbagliato: ma ho idea che siano poco attenti al corpo fragile e all’anima di Malfatano. La sua intraprendenza mi sembra invece conciliante, mi auguro non indifferente ai costi sociali degli investimenti, e refrattaria all’idea che luoghi e persone diventino scene e comparse, mascherate mortificanti (penso all’ umiliazione/’omologazione del corpo della donna, nel racconto di Lorella Zanardo).
    E’ inusuale fare appello a un’impresa perché trascuri i suoi interessi. Ma ci sono in questa speculazione premoderna aspetti che lei potrebbe non conoscere (non sempre gli investitori sanno dei loro investimenti). Non si può controllare tutto: la sua ditta produce tubi e lamiere, condensatori, scope e spazzole e si occupa anche di turismo nella versione duplice di gestione e realizzazione di attrezzature per la vacanza. Per Malfatano il programma è un mix: un po’ di alberghi e molte case da vendere. Una formula che abolisce il rischio: nel ramo palazzinaro, con l’assistenza diretta di una banca, sono bravi tutti.
    Se l’iniziativa si svolge nei litorali della Sardegna è una meraviglia: a scapito di paesaggi come questi si va sicuri, metti 1 e prendi 10, se va male. A basso investimento (il costo di costruzione più di tanto non cresce) corrisponde un utile inimmaginabile con la siderurgia. Il valore è dato da quel quid che mettiamo noi, il paesaggio bene comune. E siamo noi a perdere da questa impresa, che non sarebbe oggi consentita con le disposizioni vigenti in Sardegna. Il progetto è di un’altra epoca, quando la disciplina urbanistica del Comune di Teulada era conforme a sconvenienti piani per il paesaggio, poi cassati perché troppo compiacenti verso gli interessi immobiliari. Un procedimento che sta in una fase incerta su cui la Magistratura sta indagando per sapere di alcuni passaggi poco chiari.
    Nel frattempo i lavori proseguono, e ogni gesto è un pezzo di Malfatano che perdiamo per sempre.
    Penso che basterebbe un’occhiata: sentirebbe il rimorso, presidente, per una violenza anacronistica, che si vedrà meglio tra qualche anno. A bellezza violata e a futuro negato corrispondono promesse di lavoro precario, una trentina di camerieri e sguatteri e per due mesi all’anno, forse. I muratori che manifestano a sostegno di questa impresa – per perpetuare il ciclo edilizio – fanno tristezza, ricordano i tagliaboschi di boschi nell’Ottocento.

  6. 23 Dicembre 2010 a 15:28 | #6

    sul sito web di Sardegna Democratica: “Capo Malfatano e dintorni”, di Ignazio Camarda (http://www.sardegnademocratica.it/index/ambiente/articolo/27619/capo-malfatano-e-dintorni.html), e “Sardegna come il delta del Niger” (http://www.sardegnademocratica.it/index/ambiente/articolo/27597/sardegna-come-il-delta-del-niger.html).

  7. 23 Dicembre 2010 a 15:14 | #7

    da La Nuova Sardegna, 23 dicembre 2010
    Area «Sic» al poligono. Ora occorrerà un accordo di programma con la Regione e il Comando militare. (Enrico Cambedda)

    TEULADA. Primi adempimenti per il sito d’importanza comunitaria «Isola Rossa e Capo Teulada». L’altro ieri presentazione pubblica, ieri Conferenza di Servizi per la gestione. Il Sic è stato individuato nell’ambito della Direttiva Habitat per salvaguardare la biodiversità su un’area di circa 3 mila e 700 ettari, di cui 1.254 marini. Il territorio interessato è quello che va dalla Torre del Budello sino a Cala Arrespiglia, all’interno del poligono militare. Per tutelare questo sito è stato predisposto un piano di gestione. Sarà attuato dal Comune di Teulada che ha già ricevuto un finanziamento di circa 224 mila euro. Per la piena operatività del progetto è indispensabile, tuttavia, un accordo di programma con la Regione Sardegna e con il Comando Militare Autonomo della Sardegna. È un atto che consentirà di utilizzare i fondi strutturali dell’Unione Europea. Come già accennato, l’altro ieri c’è stata la prima presentazione pubblica del sito. È stata predisposta una brochure e dei pannelli che illustrano le peculiarità naturalistiche, in particolare rarissimi esemplari di flora e fauna ed offrono diverse norme regolamentari e di comportamento. Nel territorio sono presenti,inoltre, nuraghi, porti, insediamenti e necropoli del periodo fenicio-punico-romano, torri spagnole, miniere ed esempi di medaus e furriadroxius. risalenti al periodo 1800/1900. Per quanto riguarda la conferenza di servizio che s’è tenuta ieri il risultato è stato interlocutorio. C’è la disponibilità della autorità militari a studiare forme di gestione, a fini turistici ed ambientali, delle aree all’interno del Poligono, ma ogni decisione dovrà passare prima attraverso il parere del Comitato Misto Paritetico e poi dello Stato Maggiore dell’Esercito.

  8. 17 Dicembre 2010 a 22:09 | #8

    da La Nuova Sardegna, 17 dicembre 2010
    Il cemento da nascondere. (Giorgio Todde)

    In un clima teso, c’era perfino la polizia, è stato presentato il progetto che prevede una pioggia di ville, residences e club house a Malfatano.
    Tutti intorno a un plastico montato nell’aula del Consiglio provinciale, come davanti a un presepe edilizio. Nella mangiatoia, appunto, il progetto Malfatano.
    Una presentazione postuma, per bocche buone, visto che a Tuerredda sono già molto avanti con i metri cubi. Ma quella è solo una piccola parte e tutti i crinali più belli aspettano il cemento come il condannato aspetta il boia. Moderatore dell’incontro un giornalista, mai stato a Malfatano, che si è definito “parte terza” benché scriva per il Sole 24ore, giornale di Confindustria. Però il gruppo Marcegaglia avrà in gestione il resort di Malfatano e così la terzietà ha fatto capitombolo. L’incontro potrebbe essere riassunto da un’espressione fulminante del presidente della società costruttrice, la Sitas, che, magnificando il progetto, ha parlato di “sviluppo del paesaggio”. E noi ci siamo atterriti. Sì, perché questo povero paesaggio, anziché essere lasciato in pace e rispettato, viene “progettato, ridisegnato, recuperato, riqualificato” e infine “valorizzato” con il solito arricchimento di pochi. Così lo “sviluppano”. E a Teulada restano più poveri di prima perché perdono il loro unico tesoro. Poveri, ma “valorizzati”.
    Una tragedia. Però, come sempre, i problemi, quelli più profondi, non derivano dall’impresa. Il brutto clima dell’incontro proveniva dalle viscere delle nostre comunità. Il sindaco di Teulada, ambientalista abusivo, presente all’incontro, non si muove da solo. Lo scorta una falange di lavoratori del cantiere. Lui li usa a sostegno dei suoi argomenti, evita di dire loro che in sessant’anni nessuno ha mai pensato per i teuladini un modo di vivere che garantisse dignità e un lavoro durevole. Li ha convinti che l’unica possibilità di stare al mondo consiste nell’impastare calce e mettere un mattone sull’altro. Ha dimenticato la ricchezza che deriverebbe dal risparmio e dall’uso saggio del territorio che li ha tenuti in vita per secoli. Utilizza le difficoltà di quelle cento persone per muoverle contro chi gli propone un altro uso della terra e una vita diversa. Il sindaco trasforma le preoccupazioni di cento lavoratori in rabbia contro gli altri. Divide e allontana l’intera comunità teuladina dalle altre comunità. Eppure il dubbio che quel progetto sia una disgrazia inizia a serpeggiare tra i teuladini e perfino tra quei cento lavoratori. Serpeggia addirittura tra gli architetti del paesaggio, compreso quello che, sorprendendo tutti, ci ha rivelato come nella nostra campagna si trovino cisti, lentischi, fichi d’india e corbezzoli. C’è sempre da imparare, perfino dagli architetti. Nessuna titubanza, invece, nel mondo della scienza. Un botanico della nostra Università ha spiegato, preciso come un laser, che la flora di Malfatano è in sofferenza. Sarà, a noi sembra una macchia in buona salute e l’ultimo incendio è di vent’anni fa. Ma la scienza progredisce ogni giorno e il botanico, che nulla obietta al progetto, forse immagina che 150mila metri cubi fertilizzeranno su murdegu. Sitas farà investimenti su erbe officinali e corbezzoli. Forse è lì per questo e per ingannare il tempo costruisce case.
    A garanzia della bontà natalizia del progetto si useranno, oltre che sindaci e botanici sardi biodegradabili, pietre sarde che vengono da Orosei, estranee a Malfatano, ghiaia sarda nei sentieri, cibi sardi (ma solo per gli ospiti del resort ché a Teulada non coltivano per tutti). È previsto esclusivamente l’uso di sardi ecocompatibili, camerieri, giardinieri e cuochi. Lo chiamano indotto e cosa induca lo si vede ogni giorno. Unica consolazione dopo l’incontro, un architetto che non ce la faceva più e si è augurato che gli alberi crescano in fretta e coprano le costruzioni. Finalmente un architetto che considera un progetto invisibile come il migliore dei progetti. Il motto è “costruire e poi occultare”. Evidentemente ha compreso di avere qualcosa da nascondere: il progetto Malfatano.

  9. marco
    17 Dicembre 2010 a 14:21 | #9

    Che tristezza vedere il professor Ballero, persona rispettabile, coinvolto in questo simpatico progetto di valorizzazione del territorio (ahahahahah). D’altronde, pecunia non olet.

  10. Porico’s
    16 Dicembre 2010 a 17:44 | #10

    Una semplice considerazione! Se i Sardi avessero potuto intascare il valore dei metri cubi costieri ,consegnati ai vari lestofanti e speculatori arrivati da ogni dove, oggi sarebbero tutti ricchi e non servi sciocchi. Malfatano è un’ancora di salvezza bei i bei nomi dell’imprenditoria Nazionale a corto di idee e di quatrini. Toti, Beneton Mercegaglia ,Colaninno ,Pirelli Re ecc.
    (Osservate! Sono gli stessi che si son presi i beni dello Stato senza pagarli.)

  11. 16 Dicembre 2010 a 15:53 | #11

    sul sito web di Sardegna Democratica: “Il disastro di Capo Malfatano” (http://www.sardegnademocratica.it/index/ambiente/articolo/27534/il-disastro-di-capo-malfatano.html)

  12. cati
    16 Dicembre 2010 a 10:28 | #12

    È incredibile per me leggere commenti tanto fiduciosi sull’equazione mattoni-turismo-posti di lavoro. Quarant’anni e più di "operazioni" turistico-edilizie sulle coste non hanno insegnato davvero niente. I discorsi di imprenditori e soprattutto degli amministratori (incapaci di progettare davvero un piano organico del territorio) per giustificare questi interventi sono sempre gli stessi, dagli anni Sessanta in poi, solo che adesso si focalizzano di più sul rispetto ambientale. Bel paradosso: addirittura si sostiene che cementificare è necessario per salvaguardare l’ambiente e ripristinare aspetti botanici che andrebbero perduti per sempre. In nessuna parte del mondo la svendita del territorio ha mai portato ricchezza, certo non in proporzione al patrimonio investito, e la Sardegna ne è un chiaro esempio. Altrove si ragiona di interrompere il consumo del suolo proprio per non dissipare irreparabilmente una risorsa anche economica insostituibile, qui si ripropongono modelli vecchi, ampiamente superati, che arricchiscono solo (oltre agli investitori) un’esigua minoranza. Certo nel breve periodo sono stati – e sono – una boccata d’ossigeno e per questo politicamente allettanti visto il facile consenso che creano, ma alla distanza si sono rivelati – e si rivelano – per quello che sono, interventi economicamente, culturalmente, ambientalmente folli che hanno contribuito, e contribuiscono, a impoverire il territorio e i suoi abitanti.

  13. 16 Dicembre 2010 a 7:15 | #13

    Oramai l’intervento è in atto e le autorizzazioni sono legittime e pertanto appare difficile fermare la costruzione del villaggio.
    Io credo che certamente i teuladini avranno un beneficio economico dall’insediamento della struttura e bene sarebbe che tutti ci dessimo da fare per farlo sviluppare nel miglior modo possibile ovvero con minor impatto paesaggistico-ambientale possibile.
    La società che stà intervenendo ha capacità finanziarie tali da poter sostenere mitigazioni anche pesanti. Capisco che gli ambientalisti abbiano difficoltà a scendere a compromessi, ma la ecosostenibilità passa anche nell’integrare il costruendo legittimamente avviato. Ricordiamo che sia i PTP che il PPR lo hanno accettato anche nella stesura completa originaria dove si andava a costruire su Malfatano!L’azione degli eco-ambientalisti ha portato la società SITAS ad adeguarsi alla proposta che allontana la volumetria da Malfatano. E mi sembra un grande risultato.
    Il comune crede in questo intervento che comprende la costruzione di una strada che permetterà di collegare il paese con il suo mare, ma anche che permettrà di sollevare economicamente una realtà economica in forte crisi. Vedere le liste di collocamento vuotarsi quando nel resto dell’europa si riempieno è un segnale difficile da non valutare per un sindaco, che comunque ha il sostegno dei suoi cittadini.
    Molte famiglie teuladine faranno un buon prossimo natale e tanti alri futuri.
    meditiamo!

  14. Ciummo
    15 Dicembre 2010 a 23:45 | #14

    Io non ho capito una cosa…
    c’è un modo democratico di opporsi a questa cosa ( e se sì si sta portando avanti? )
    o dovremmo solamente restare a guardare?

  15. Juri
    15 Dicembre 2010 a 23:37 | #15

    @Maria Grazia
    Si, come dice Tuerredda, molto interessanti e utili le tue informazioni Maria Grazia.
    In futuro molti potranno risparmiare in svariate occasioni, per esempio tenendo in quella sede la riunione condominiale o, nel caso di aziende, magari una conferenza stampa e il rinfresco associato. Se è vero che basta telefonare e la concedono, a saperlo prima!

    Interessante e istruttiva anche la notizia che un sindaco e un consigliere provinciale avrebbero agito da spicciafaccende della Sitas, premurandosi di trovargli un’adeguato locale istituzionale dove tenere una conferenza stampa.

    Avevo proprio ragione, quante cose mi sfuggivano!

    Comunque, sarebbe

  16. Tuarredda
    15 Dicembre 2010 a 22:43 | #16

    @Maria Grazia : vuoi dire che chiunque chiede palazzo viceregio lo danno? e chiunque telefona gli spiegano come si fa? mi puoi dare il numero?

  17. 15 Dicembre 2010 a 22:10 | #17

    il Presidente della Provincia di Cagliari Graziano Milia ha comunicato oggi il suo grande rammarico per quanto accaduto ieri riguardo il mancato libero accesso al Palazzo Regio e ha preso l’impegno per successivi provvedimenti e iniziative affinchè non si ripresenti un caso analogo. Ha sottolineato di non aver personalmente autorizzato la presentazione del progetto turistico-edilizio S.I.T.A.S. s.p.a. nell’aula consiliare di Palazzo Regio.

  18. Maria Grazia
    15 Dicembre 2010 a 20:40 | #18

    @Juri

    Juri, non so cosa sia chiaro a te, a me pare chiarissimo il tuo pregiudizio! Attenzione alle parole, quindi. Quanto scrivi denota la tua completa disinformazione. Intanto la Provincia di Cagliari non ha offerto proprio un bel nulla. Anche le pietre sanno che basta fare una semplice richiesta, da destra come da sinistra, dalle imprese come dagli ambientalisti, per ottenere la sala del consiglio provinciale. Che non è tua, nè mia, nè delle imprese e nè degli ambientalisti, più semplicemente è di tutti e a tutti viene messa a disposizione. Se ti fossi informato – come ho fatto io oggi con una semplice telefonata – avresti scoperto che la sala del consiglio è stata richiesta da un consigliere provinciale e da un sindaco ed è stata concessa – ci mancherebbe pure di no – per presentare il progetto, tutto qui. Dove sta lo scandalo? Ti ricordo che poche settimane fa nella stessa sala si è tenuta identica assemblea degli ambientalisti e se non ricordo male nessuna impresa si è messa a specularci sopra: si chiama democrazia. Altra cosa è il giudizio sull’intervento della Polizia di impedire l’accesso ad una struttura pubblica, questo sì va condannato. Giovanni Maria Angioy su Sardegna Democratica: quando la smetterà Giorgio Melis di nascondersi dietro il nome del patriota sardo morto nel 1808? Complimenti per il coraggio delle proprie idee e parole…beato lui!

  19. Juri
    15 Dicembre 2010 a 17:58 | #19

    Guardate questo video e mettetelo a raffronto con il plastico presentato ieri.
    Si vede benissimo come l’edificazione interesserà proprio un’ area coperta da macchia evoluta a ginepro (un bosco di ginepri molto esteso), un’autentica rarità perché in gran parte dei litorali sardi queste formazioni sono state cancellate dal fuoco.
    Quindi, anche volendo credere che il plastico rappresenti l’esito finale dell’intervento edilizio (e i dubbi sono tanti), questa speculazione resta quella che è: la degradazione a residence di uno dei più pregiati angoli della Sardegna sud-occidentale.

    http://www.youtube.com/watch?v=rLnq2UUWS28

    http://www.videolina.it/view/servizi/7050.html

  20. 15 Dicembre 2010 a 17:45 | #20

    sul sito web di Sardegna Democratica “Capo Malfatano, simbolo della nuova colonizzazione”: http://www.sardegnademocratica.it/index/ambiente/articolo/27514/capo-malfatano-simbolo-della-nuova-colonizzazione.html

  21. Juri
    15 Dicembre 2010 a 16:12 | #21

    Un luogo istituzionale offerto dalla Provincia ad un’impresa privata per pubblicizzare la sua speculazione nella zona costiera più pregiata della Sardegna sud-occidentale, la polizia che impedisce l’accesso della cittadinanza e Legambiente, sempre assente quando c’era da battersi contro questo scempio, questa volta puntuale in prima fila ad ascoltare la pubblicità Sitas.
    Qualcosa mi sfugge, anzi tante.
    O forse è tutto molto chiaro?

  22. 15 Dicembre 2010 a 15:29 | #22

    da La Nuova Sardegna, 15 dicembre 2010
    Il costruttore Toti e il sindaco Albai: «Posti di lavoro e tutela della spiaggia di Tuerredda».
    Il progetto Sitas divide Teulada. Alberghi e ville a Capo Malfatano, presentazione contestata. (Giuseppe Centore)

    CAGLIARI. Presentazione ufficiale, con contestazioni, ieri mattina nella sala della Provincia per il progetto della Sitas su Capo Malfatano. Tra gli intervenuti i progettisti, il sindaco di Teulada, Albai, e lo stesso presidente di Sitas, l’immobiliarista romano Claudio Toti.
    Dopo una attesa dovuta al fatto che le forze dell’ordine impedivano al pubblico, quasi tutto pro-Sitas, di arrivare in sala, è toccato allo stesso Toti presentare le linee generali del progetto. «È rispettoso dell’ambiente e del territorio. Teulada ha il 47 per cento di residenti senza lavoro; con il nostro investimento vogliamo contribuire ad abbattere questa percentuale. Quando tutto il complesso sarà completato, ci saranno 600 occupati a regime, da noi in parte anche formati ad hoc, a cui andrà aggiunto l’indotto. Sui 700 ettari di nostra proprietà costruiremo solo su 50, spostando le cubature da Capo Malfatano alle zone oltre la statale prospicenti Tuerredda. Entro il 2012 sarà terminata una prima parte dell’albergo con 200 stanze disponibili sulle 400 programmate».
    L’intervento di Toti è stato accompagnato da alcuni applausi a scena aperta, intervallati da «bravo», del pubblico naturalmente pro-Sitas. Numero chiuso nella spiaggia di Tuerredda, una nuova strada di sei chilometri che collega Capo Malfatano a Teulada e posti di lavoro prima nell’edilizia e poi nel settore turistico-ricettivo. Sono questi invece di desideri del sindaco Gianni Albai.
    «Non siamo più in grado di controllare l’afflusso dei bagnanti a Tuerredda e la normativa regionale non ci aiuta – ha spiegato il sindaco – per questo servirà istituire il numero chiuso in spiaggia. Anche i teuladini hanno diritto a programmare il loro sviluppo, e non dobbiamo vergognarci di avere a che fare con imprenditori che vogliono valorizzare la nostra costa. Da noi arrivano solo i turisti della domenica, è ora di dire basta». Applausi e cenni di consenso da parte del pubblico, tranne che dei pochi ambientalisti e responsabili delle associazioni ecologiste che hanno issato anche fotografie dell’area di cantiere e striscioni per contestare il progetto.
    I progettisti architettonico, paesaggistico e di recupero dell’ambiente rurale, infine, hanno spiegato che saranno utilizzati materiali e specie arboree della Sardegna. «Abbiamo anche preparato un vivaio dove crescono le piante autoctone che ricopriranno di verde tutta l’area. Capo Teulada – ha detto Mauro Ballero, docente di scienze botaniche a Cagliari – è una area floristica ottimale, ma se non interveniamo con il recupero rischiamo di perdere quel poco che rimane. Con la bioingegneria riposizioneremo le specie endemiche lì scomparse. L’ambiente, e la sua tutela, hanno guidato il progetto urbanistico, come mai è avvenuto nell’isola».

    I DUE FRONTI. Imprenditori e operai sbeffeggiano la protesta degli ambientalisti.

    CAGLIARI. Due alberghi e 36 ville per circa 140mila metri cubi, un investimento complessivo di 150 milioni di euro. Protagonisti da una parte la compagine azionaria della Sitas, Sansedoni (43.14%), Ricerca Finanziaria della famiglia Benetton (24%), Progetto Teulada della famiglia Toffano (21%) e la Silvano Toti del Gruppo Toti (11,86%), dall’altra gli ambientalisti e alcune associazioni ecologiste, che ieri, in una parvenza di dibattito, hanno cercato di avviare un confronto con sindaco e imprenditori. Forse il luogo e l’organizzazione consigliavano diverse scelte, ma il tanto auspicato dibattito non c’è stato, anche perché le premesse lo impedivano. Lo scrittore Giorgio Todde ha accusato Toti di avere mostrato una immagine non corrispondente allo stato attuale dei luoghi; «quella foto è vera, non le consento di dire che abbiamo falsificato una foto», ha replicato Toti. La docente universitaria Maria Antonietta Mongiu, già assessore ai beni culturali e paesaggistici nella giunta Soru, ha invitato il sindaco durante uno dei tanti battibecchi, a precisare che la giunta non ha mai autorizzato l’intervento; Albai ha replicato che l’articolo 15 del Ppr faceva salvo questo intervento, «sì, ma se non venivano apportate le varianti che voi volete inserire», ha aggiunto Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento Giuridico. Il pubblico, formato da piccoli imprenditori dell’autotrasporto e di manovali tutti molto interessati a che il progetto vada avanti e si espanda in tutta la sua potenzialità, ha accolto con risate, battute e piccole intemperanze i tentativi di precisazione degli ambientalisti. Solo l’involontaria gaffe di un nervoso moderatore, il collaboratore del “Sole 24 ore” Maurizio Cannone, ha spezzato la tensione. «In altre zone del paese, chi sviluppa e investe, non presenta i progetti al pubblico. Qui lo fanno, voi non potete intervenire. È come a teatro; dopo lo spettacolo che fate, vi mettete a ballare? Guardate lo spettacolo e poi giudicate». Appunto.

  23. 15 Dicembre 2010 a 14:46 | #23

    su Metro News, edizione Cagliari, 15 dicembre 2010
    Scontro sul cemento nella spiaggia dei vip. Gli ambientalisti contestano il resort di Tuerredda. Benetton, Toti e la Marcegaglia non mollano. (Ennio Neri): http://www.metronews.it/index.php?option=com_flippingbook&Itemid=30906&book_id=8

  24. 15 Dicembre 2010 a 14:42 | #24

    da L’Unione Sarda, 15 dicembre 2010
    Nuovo resort a Teulada presentato tra le polemiche degli ambientalisti Hotel a Capo Malfatano Teulada. (Francesco Pinna)

    Clima rovente durante la presentazione del progetto per i due alberghi e le 36 ville a Capo Malfatano. Il primo lotto sarà pronto nel 2012.
    «Prevediamo di costruire in tutto per 140 mila metri cubi, abbiamo settecento ettari ma ne utilizzeremo appena una quarantina». Parola di Claudio Toti, presidente della Sitas (società composta da Sansedoni col 43,14 per cento, famiglia Benetton col 24 per cento, famiglia Toffano col 21 e gruppo Toti con l’11,86) che ieri mattina, nel Palazzo Regio di Cagliari, ha presentato il complesso turistico “Capo Malfatano Resort”. Intorno, la contestazione degli ambientalisti e gli applausi di un gruppo di operai di Teulada.
    IL PROGETTO. Due alberghi di lusso con quattrocento stanze e trentasei ville in parte già autorizzate, il resto legato a una variante per trasferire volumetria da Capo Spartivento a Capo Teulada. «Si è parlato molto a sproposito, della nostra iniziativa», ha proseguito Toti, «che si distingue per la qualità, per la capacità di inserirsi con sensibilità nel territorio circostante. Il vecchio piano di lottizzazione prevedeva di edificare anche a Capo Spartivento, ma abbiamo rinunciato a quell’area di valore paesaggistico».
    CONTESTAZIONI. È proprio sull’impatto del complesso sulla costa, però, che per oltre due ore si sono accese le polemiche tra impresa (accompagnata dai progettisti Giovanni Da Pozzo e Marco Bay) e ambientalisti. Legambiente, Amici della terra e Italia nostra hanno sventolato in sala le fotografie del cantiere. La Sitas ha risposto con altre foto, scattate dal mare, per mostrare il basso impatto, ma soprattutto con un plastico che evidenzia l’intervento concluso, perfettamente assorbito dal territorio.

  25. 15 Dicembre 2010 a 14:24 | #25
  26. 15 Dicembre 2010 a 14:18 | #27

    su Videolina, 14 dicembre 2010: http://www.videolina.it/view/servizi/7050.html

  27. vic
    15 Dicembre 2010 a 14:07 | #28

    ieri su radio rai ho sentito il servizio sull’argomento, con varie dichiarazioni . addirittura un tizio ha detto: che il ”progetto Malfatano”era un sogno che avevano i nostri padri; Io una cosa del genere non lo sentita neanche da berlusconi

  28. 14 Dicembre 2010 a 23:32 | #29

    @mariano : grazie! E’ un lavoro collettivo, di tutto il Gruppo d’Intervento Giuridico e degli Amici della Terra. Una persona sola non va da nessuna parte ;)

  29. mariano
    14 Dicembre 2010 a 20:25 | #30

    Continuiamo ad opporci a questo schifo,complimeti per il suo lavoro

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