Anche la Soprintendenza archeologica ferma la rotatoria di S. Avendrace.
Croce di S. Avendrace
La Soprintendenza archeologica di Cagliari ha comunicato (nota n. 7387 del 2 dicembre 2010) di aver effettuato congiuntamente alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici uno specifico sopralluogo il 29 ottobre scorso presso il cantiere allora posizionato per la realizzazione della “sistemazione della circolazione fra le Vie S. Gilla, Viale Trieste e Viale S. Avendrace” e di aver verificato “che, senza l’autorizzazione di questo Ufficio, erano in corso lavori in un’area che nella cartografia del PUC è definita, relativamente alla possibilità di rinvenimenti archeologici, di massima attenzione e, come tale, è soggetta (art. 66 delle Norme di Attuazione) al parere preventivo di questa Soprintendenza”.
Inoltre, “benché l’intervento sia di un privato, riguarda un’area pubblica e, pertanto, è soggetto a quanto disposto dagli artt. 95 e 98 (rectius 96) del d. lgs. 163/2006”, cioè alla verifica preventiva dell’interesse archeologico in sede di progetto preliminare (artt. 95-96 del decreto legislativo n. 163/2006 e s.m.i., il codice degli appalti).
Come noto, i lavori sono stati sospesi dietro intervento della Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio di Cagliari (ordinanza n. 15988 del 29 ottobre 2010) e varie sono state le disposizioni normative violate da un inizio dei lavori privo delle necessarie autorizzazioni ambientali e storico-culturali. il Comune di Cagliari, con autorizzazione n. 223424 del 19 ottobre 2010, aveva permesso all’Immobiliareuropea s.p.a. (general contractor la Cantieri Commerciali s.r.l.) la realizzazione delle opere (importo dei lavori: 141.000,00 euro).

giardino della Croce di S. Avendrace, manifestazione
Solo con nota n. 238954 dell’8 novembre 2010 il Comune di Cagliari (Assessorato ai lavori pubblici – Servizio urbanizzazioni e mobilità) ha trasmesso il progetto agli Organi periferici del Ministero per i beni e le attività culturali per il prescritto esame.
Sono state numerose le iniziative poste in essere contro il progetto di rotatoria del Comune di Cagliari fra Via S. Gilla, Viale Trieste, Viale Trento e Viale S. Avendrace che porterebbe via un bel pezzo di verde pubblico e di storia cittadina nel giardinetto con nove alberi ad alto fusto all’incrocio fra il Viale Trento e il Viale Trieste, di fronte al Liceo-Ginnasio “Siotto”.
In proposito, le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra avevano inoltrato (29 ottobre 2010) un esposto alle Soprintendenze per i beni architettonici e paesaggistici e per i beni archeologici per verificare il rispetto del bene storico-culturale, informandone nel contempo la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

giardino della Croce di S. Avendrace, manifestazione
Inoltre, il Comitato popolare Sa Cruxi Santa di S. Avendrace ha promosso una petizione alle Soprintendenze competenti e al Comune di Cagliari per tutelare l’area di verde pubblico, raccogliendo oltre 1.500 adesioni di cittadini.
Mercoledi 24 novembre 2010 si è, poi, svolta nel giardino della Croce daziaria di S. Avendrace (all’incrocio fra Viale Trento, Viale Trieste e Viale S. Avendrace, davanti al Liceo-Ginnasio “Siotto”) una partecipata assemblea pubblica promossa dal Comitato popolare Sa Cruxi Santa di S. Avendrace con l’adesione delle associazioni ecologiste Amici della Terra, Cagliari Social Forum, Gruppo d’Intervento Giuridico, Italia Nostra: numerosi gli studenti del Liceo-Ginnasio “Siotto”, residenti e operatori economici del quartiere di S. Avendrace, ambientalisti.
Ricordiamo che, secondo il progetto, sarebbero sottratti circa 200 metri quadrati di verde pubblico, due alberi (oggi radicalmente potati) verrebbero spostati di qualche metro, mentre, a fronte di tale sacrificio, verrebbe realizzata una grande aiuola all’inizio del Viale S. Avendrace di circa 800 metri quadrati di verde. Vi sarebbero, quindi, in linea teorica, 600 metri quadrati di verde pubblico in più. Tuttavia l’aumento del verde pubblico sarebbe soltanto virtuale, perché l’aiuola che verrebbe realizzata nel mezzo del Viale S. Avendrace difficilmente sarebbe fruibile da bambini e anziani in quanto nel bel mezzo del traffico.
Tuttavia, il giardinetto con nove alberi ad alto fusto è una piccola oasi di quel verde pubblico del quale il Comune di Cagliari mèna continuamente vanto, ma è anche il contesto di un pezzo di storia cittadina, la Croce di S. Avendrace, bene storico-culturale, che dal medioevo segna il limite della cinta daziaria, e una cisterna di epoca non conosciuta, ma certamente risalente.
Un contesto che merita tutela e considerazione, non asfalto.
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra
(foto Radio Press, S.D., archivio GrIG)




da La Nuova Sardegna, 22 gennaio 2011
Non lo piegò la bomba, ci prova il Comune. In piazza Trento a rischio un «Ginkco biloba»: sopravvisse a Hiroshima. (Sergio Casano)
CAGLIARI. C’è anche un «Ginkgo biloba» nel giardinetto di piazza Trento adiacente al liceo Siotto, tra le piante che rischiano di scomparire per far posto alla contestatissima rotatoria che l’amministrazione comunale intenderebbe realizzare per snellire il traffico in coincidenza dell’apertura delle torri di “Piazza Santa Gilla” del gruppo immobiliare I fenicotteri.
Campeggia uno striscione nel piccolo polmone verde dove circa due mesi fa per salvare gli alberi si è mobilitato un comitato composto da studenti e intellettuali al quale hanno aderito gli Amici della Terra, il Gruppo di intervento giuridico, di Italia Nostra e il Cagliari social forum.
Il Ginkgo biloba è una pianta originaria del Giappone, particolare e rara per la città: per ammirarne una della stessa specie bisogna fare una visita all’orto botanico di viale Fra Ignazio.
È ritenuta miracolosa per le sue svariate proprietà terapeutiche e affonda le sue radici in tempi molto remoti: secondo gli studiosi comparve sulla terra alcuni milioni di anni fa, tanto che fu definita da Darwin un fossile vivente.
È un albero (può superare anche i quaranta metri d’altezza) tra i più longevi e può raggiungere i mille anni di vita. Oltre ad essere longevo, è molto resistente come si poté rilevare durante la seconda guerra mondiale: Ginkgo biloba infatti pare che sia l’unico albero sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima.
Un esemplare di quella specie, che si trovava a soli ottocento metri dall’epicentro della deflagrazione, apparentemente sembrava carbonizzato, così come tutto ciò che gli era intorno.
Ma in primavera, dal tronco incenerito spuntarono inaspettatamente i germogli e il Ginkgo biloba riprese il suo ciclo vitale, come se nulla fosse successo.
Il Ginkgo biloba cagliaritano non vuole morire, vuole ancora vivere nel piccolo giardino della piazzetta di Sant’Avendrace dove tra gli alberi svetta su una colonna di granito Sa Cruxi, l’antica croce celtica che segnava il confine tra la città e la strada romana per Turris Libisonis (Porto Torres), l’attuale Carlo Felice.
Ora, con l’inizio dell’autunno, ha perso le foglie ma in primavera, così come avvenne a Hiroshima, farà nuovamente mostra di sé con il suo inconfondibile colore giallo-verdognolo.
da La Nuova Sardegna, 17 gennaio 2011
La sovrintendenza ai beni culturali ha bloccato i lavori per la rotatoria in base al Codice Urbani. Un vincolo per piazza Trento? Nel Cinquecento in quel sito venivano eseguite le pene capitali. (Mauro Lissia)
CAGLIARI. La piazza di Sant’Avendrace dove il Comune vorrebbe realizzare la contestatissima rotatoria destinata ad agevolare l’ingresso alle torri dei Fenicotteri era nel quindicesimo secolo il luogo delle esecuzioni capitali. E’ la sovrintendenza ai beni culturali a ricordarlo in una relazione storico-artistica firmata dalla funzionaria Maria Francesca Porcella.
L’ufficio ministeriale ha bloccato i lavori perchè a due passi dal cantiere si trova l’antica croce stazionaria che segnava il confine della città in epoca medievale e indicava l’imboccatura della strada romana per Porto Torres, poi diventata l’attuale Carlo Felice. Ma una volta fermati i lavori – avviati con l’autorizzazione del Comune ma non quella dei Beni culturali – il sovrintendente Gabriele Tola ha chiesto alla responsabile del procedimento di elaborare una relazione sul monumento e sulla storia del sito, utile a valutare l’ipotesi di imporre un vincolo definitivo su piazza Trento, come chiedono a gran voce il comitato degli abitanti e le associazioni culturali ed ecologiste, promotori di una petizione con migliaia di firme. Curioso come anche una semplice piazza conservi per certi versi la propria vocazione: se mezzo millennio fa in quel luogo venivano giustiziati i condannati, oggi l’amministrazione comunale vorrebbe uccidere gli alberi del piccolo giardino che fin dai primi del Novecento ha preso il posto dell’area per le esecuzioni. Un luogo certamente di valenza storica, come la sovrintendenza mette chiaramente in evidenza in una relazione che passa in rassegna tutti i documenti e i dati disponibili sulla croce stazionaria (o giurisdizionale) di Sant’Avendrace per arrivare alle informazioni sugli atti di vandalismo commessi su Sa Cruxi di cui – è un’altra simpatica curiosità – dà notizia in un’edizione di molti anni fa proprio l’Unione Sarda, quotidiano oggi proprietà di Zuncheddu. Il giornale cagliaritano spiega ai lettori che la croce è menzionata in un documento del 1619, nel quale risulta un riferimento a un altro documento del 1436 secondo il quale vicino a Sa Cruxi veniva rizzato il patibolo per «i condannati di origine popolare». D’altronde la relazione della funzionaria Porcella non lascia spazio ad alcun dubbio sull’importanza storico-culturale del sito, mentre nella nota trasmessa dal sovrintendente Tola alla direzione regionale dei beni culturali e al sindaco Floris il riferimento legislativo è per il Codice Urbani. Un fatto che non sorprende, perchè è in quell’insieme di norme a stabilire il divieto di costruire a breve distanza da luoghi e edifici classificati come beni culturali e identitari: Sa Cruxi lo è di certo, a certificarlo è la stessa sovrintendenza. Come dire che il progetto di realizzare la rotatoria per le torri di Zuncheddu – che il grande urbanista Pierluigi Cervellati ha definito «mostri osceni» – ha oggi scarse possibilità di entrare nella fase di realizzazione. Una vittoria, ancora da definire, per chi in questi ultimi mesi ha protestato clamorosamente contro la costruzione della rotatoria, un’opera da considerarsi inutile anche perchè la strada nel canyon di Tuvixeddu – cui dovrebbe collegarsi – è bloccata da un vincolo ministeriale.
il video della manifestazione del 24 novembre 2010: http://www.youtube.com/watch?v=-SGMGyUPKKw
sul blog di Vito Biolchini: http://vitobiolchini.wordpress.com/2010/12/17/schiaffo-al-comune-di-cagliari-le-soprintendenze-bloccano-la-rotatoria-di-zuncheddu-una-vittoria-che-dimostra-che/
da La Nuova Sardegna, 17 dicembre 2010
SOVRINTENDENZA. Rotatoria di Santa Gilla: nuovo stop.
CAGLIARI. Dopo lo stop della sovrintendenza ai beni paesaggistici arriva quello della sovrintendenza archeologica per i lavori di realizzazione della rotatoria di Santa Gilla, che l’Immobiliare Europea dell’editore Sergio Zuncheddu ha progettato per garantire l’accesso al quartiere dei Fenicotteri. In una nota cui fa riferimento il Gruppo di intervento giuridico l’ufficio ministeriale comunica di aver compiuto un sopralluogo nella piazza, considerata «di massima attenzione» per la presenza di reperti archeologici. Per eseguire i lavori serve il parere della sovrintendenza, un parere che ancora non c’è. Quindi per ora l’impresa dovrà fermarsi in attesa che arrivi il via libera. Nel frattempo prosegue la protesta di associazioni culturali e ambientalisti.