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“Sono pastori, sono sardi: non devono manifestare!”

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Circa 400 appartenenti al Movimento Pastori Sardi sono stati energicamente fermati al porto di Civitavecchia da Polizia e Carabinieri in assetto anti-sommossa per evitare che andassero a manifestare a Roma.   Confinati nel recinto portuale, è stato loro impedito l’esercizio di diritti costituzionalmente garantiti (art. 16: libertà di circolazione; art. 17: diritto di riunione; art. 21: diritto di espressione). E questo, al di là della bontà o meno delle istanze portate avanti dal M.P.S. (alcune molto opinabili, a voler essere buoni), è un dato di fatto.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

su Il Corriere della Sera on line, 28 dicembre 2010: LA PROTESTA. Civitavecchia, il blitz di 200 pastori sardi. Vogliono manifestare a Roma. Tafferugli con le forze dell’ordine: sequestrati.

 

su La Nuova Sardegna on line, 29 dicembre 2010: 

Pastori sequestrati dalla polizia, scontri nel porto di Civitavecchia.

 Sono stati bloccati per tutto il giorno nel porto di Civitavecchia i duecento pastori dell’Mps che, sbarcati dal traghetto alle 6 del mattino, volevano raggiungere Roma per protestare davanti al ministero dell’Agricoltura. Caricati violentemente, i pastori hanno denunciato il comportamento delle forze dell’ordine: «Contro di noi c’è stato un attacco a freddo causato da pregiudizi nei confronti dei sardi», ha accusato il leader dell’Mps Felice Floris. Dure anche le reazioni dell’opposizione a livello regionale e nazionale. Denunciata la violazione del diritto costituzionale di manifestare.

 Vauro_Civitavecchia

su L’Unione Sarda on line, 28 dicembre 2010: Scontro fra pastori e polizia. Quattro feriti a Civitavecchia.       La Questura di Roma: “Non avevano dato preavviso”.

(vignetta di Vauro)

  1. renate
    3 Gennaio 2011 a 10:30 | #1

    Noi cittadini di questo Stato che non siamo in grado di ringraziare i pastori sardi, per quanto donano a questo Paese. Spariti i pastori cosà rimarrà?
    Non dimentichiamoci dei poveri derelitti abbandonati nel deserto del Sahara.

  2. Mara
    1 Gennaio 2011 a 21:27 | #2

    Su vari blog qualcuno suggerisce ai pastori sardi di riservare la stessa accoglienza ai vacanzieri vip quando sbarcano sull’Isola. Non è la strada, anche se con un pizzico di sadismo mi piacerebbe assistere alla scena…
    Totale solidarietà agli amici pastori che hanno dimostrato profonda generosità in occasione del terremoto in Abruzzo e che hanno sicuramente la tempra forte per continuare e vincere questa sacrosanta lotta.
    Mara

  3. GIOVANNI
    30 Dicembre 2010 a 15:38 | #3

    solidarieta’ a chi si suda il pane tutti i giorni sia che siano pastori che operai.
    le manganellate date in questo modo fanno ricordare solo momenti bui per la democrazia.

  4. Pinello
    30 Dicembre 2010 a 1:08 | #4

    VERGOGNA!!!

  5. 29 Dicembre 2010 a 19:17 | #5

    A.N.S.A., 29 dicembre 2010
    Protesta dei pastori, aperte due inchieste. Un fascicolo su forze dell’ordine, l’altro su i tre denunciati. Protesta pastori: da vertenza a rivolta per latte.

    ROMA – Sono due le inchieste avviate dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia in seguito ai disordini scoppiati ieri nella citta’ laziale dopo l’arrivo di alcune centinaia di pastori sardi che intendevano recarsi a Roma. Il primo fascicolo e’ stato aperto nei confronti di tre pastori denunciati per manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale. Il secondo fascicolo, al momento contro ignoti, verte a verificare il comportamento delle forze dell’ordine.

    LA CRONACA DELLE PROTESTE
    di Simona Tagliaventi

    ROMA – Tutti denunciati per mancato avviso di manifestazione ed anche per il rifiuto a farsi identificare. In più due pastori sono stati denunciati per resistenza, violenza e lesione a pubblico ufficiale. Così è stata bloccata sul nascere l’intenzione di manifestare di circa 200 pastori e delle loro famiglie giunti a Civitavecchia dalla Sardegna a bordo di un traghetto e intenzionati a raggiungere il Ministero delle Politiche Agricole a Roma. Dapprima i 5 pullman a bordo dei quali volevano raggiungere la Capitale sono stati bloccati dalle Forze dell’ordine che hanno poi impedito loro anche di prendere il treno diretto nella Capitale. Dalla Questura di Roma è stato fatto notare che si deve dare il preavviso per manifestare a Roma e che gli stessi pastori hanno bloccato per circa un’ora nel porto di Civitavecchia le operazioni di sbarco delle auto dalla motonave e che tra i veicoli bloccati, c’era anche un’auto con a bordo una persona anziana sottoposta ad intervento chirurgico. Sempre secondo la Questura, l’intenzione dei manifestanti era quella di fare un blocco stradale sul Grande Raccordo Anulare. “Siamo padri di famiglia e siamo stati trattati come criminali – spiega il leader del Movimento, Felice Floris – E’ una vergogna, siamo stati sottoposti ad un vero e proprio sequestro preventivo, insieme ai pullman i cui autisti sono stati identificati e minacciati di denuncia se solo si fossero mossi. E pensare che una nostra delegazione voleva solo proporre al Ministero la costituzione di un Coordinamento mediterraneo dei paesi che praticano la pastorizia allo scopo di far fronte alle attuali normative che penalizzano pesantemente l’intera categoria”.
    Floris avrebbe voluto spiegare che “la pastorizia vive da anni una situazione insostenibile, che rischia di far scomparire dal processo produttivo un settore che occupa decine di migliaia di persone. Siamo ormai al collasso. Ormai tutto quello che viene prodotto dalla terra non ha nessun valore, siano essi beni di natura animale o vegetale anche se si tratta di prodotti indispensabili per l’esistenza di tutti e il consumatore paga tutto più caro”. Un grido di dolore lanciato dai pastori che si definiscono “vittime di una politica ignava e cialtrona” e che rivendicano per le loro aziende i fondi Ue “per noi stanziati ma mai arrivati”, quelli della Regione “di cui ci sono arrivate solo briciole” e un prezzo equo per il latte ovi-caprino “che ci viene pagato 60 centesimo al litro quando a noi ne costa tra gli 80 e un euro”.
    Nei momenti di tensione Maria Barca, 27 anni, dottore in comunicazione e da un anno nella dirigenza del Movimento dei pastori, come responsabile dell’area del nuorese ed anche della comunicazione, ha ricevuto “un violento calcio dalle forze dell’ordine alla caviglia. Ora è gonfia e i miei amici sono andati in farmacia a comprare pomate e fasciature. Prima di cadere a terra dal dolore ho implorato le forze dell’ordine di lasciar andare un giovane pastore che ha 17 anni e che è stato da loro ripetutamente picchiato”. Anche un poliziotto è rimasto contuso con una prognosi di sette giorni. Immediata è scoppiata la polemica soprattutto da Pd e dal leader dell’Idv Antonio Di Pietro che si chiede se “é una sorta di Daspo quello che Maroni vuole applicare ai pastori sardi. Non si può rispondere con la violenza ai problemi sociali. Ci chiediamo perché il ministro, di fronte a due vertenze e a due industrie del latte, applichi due misure diverse. Forse, perché oggi a protestare sono i pastori sardi, contro i quali vale la regola della estrema durezza, e non allevatori del nord leghista che invece sono stati ripagati con i benefici voluti dalla Lega con l’accollo allo Stato delle multe per la violazione delle quote latte?”.

  6. 29 Dicembre 2010 a 18:42 | #6

    A is pastorisi sardus arribausu in Italia est proibiu de intrai a Roma
    I NOSTRI PASTORI NON LASCIAMO SOLI
    NO ai “sequestri” preventivi – Solidarietà ai pastori sardi.

    Ieri, oltre 200 pastori sardi, aderenti al MpS sono stati “sequestrati preventivamente” dalle forze dell’ordine allo sbarco a Civitavecchia dal traghetto proveniente da Olbia.
    I pullman dei pastori sono stati sequestrati dai responsabili dell’ordine pubblico, impedendo l’uscita dei pastori dal porto e negando la possibilità di salire sui treni per Roma, con la motivazione che il MpS avrebbe voluto manifestare il disagio delle campagne sarde, sotto il Ministero dell’Agricoltura.
    Tutto ciò a seguito delle recenti dichiarazioni dell’on.le Gasparri, esponente del PdL, sulla proposta dell’”arresto preventivo” per chi manifestasse. Una proposta che ha suscitato l’indignazione di tutti i democratici italiani.
    Con il “sequestro” nel porto dei 200 cittadini sardi e italiani che intendevano, per loro stessa ammissione, recarsi a Roma dove fare una conferenza stampa, si vuole “arrestare la stessa idea di dissenso”.
    Ai problemi sociali e alla grave crisi delle campagne sarde si risponde ancora una volta con la repressione poliziesca e il “sequestro preventivo” di liberi cittadini, violando, in questo modo, la stessa Costituzione Italiana che prevede la libertà di dissentire e manifestare.
    Per il governo Berlusconi l’unico modo di affrontare i problemi della scuola e del lavoro, compresi quelli del settore agropastorale, è quello di catalogarli come “problemi di ordine pubblico”, declinando alle forze di polizia il compito non loro, di dare una risposta, ovvero: la repressione e il “sequestro” dei mezzi e dei pastori.
    Siamo di fronte ad atti inauditi di prove tecniche di fascismo, ieri agli studenti, oggi ai pastori, domani a chiunque alzi la testa per difendere i propri diritti e il diritto al lavoro per se e per le proprie famiglie.
    Chiediamo a tutte le forze politiche sarde, agli intellettuali e a tutte le donne e gli uomini democratici di respingere questa provocazione contro il diritto democratico e pacifico di manifestare il proprio dissenso.
    Chiediamo a tutti di manifestare concretamente la propria solidarietà al MpS che hanno come colpa di mostrare al mondo la crisi e la disperazione delle nostre campagne.

    Senza pastorizia non c’è Sardegna.

    Claudia Zuncheddu
    Consigliera Regionale Rossomori

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