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Lo Stagno di Casaraccio e la schiuma.

Stagno di Casaraccio, schiuma

Stagno di Casaraccio, schiuma


Sono recentemente pervenuti i risultati del monitoraggio ambientale svolto dal Dipartimento provinciale di Sassari dell’A.R.P.A.S. (nota prot. n. 2010/32591 del 19 novembre 2010) in seguito alla richiesta di informazioni a carattere ambientale relativamente ad un possibile fenomeno di inquinamento dello Stagno di Casaraccio (Stintino) inoltrata dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra (2 ottobre 2010) dietro segnalazione di numerosi cittadini, preoccupati per la presenza di schiume, acque nerastre, effluvi maleodoranti.

Il Dipartimento provinciale di Sassari dell’A.R.P.A.S. ha svolto un sopralluogo il 21 ottobre 2010 durante il quale “non si sono riscontrati apporti allo stagno di acque di dubbia origine o acque nerastre né cattivi odori, mentre si è rilevato … in limitate zone … la presenza di … quantitativi di schiuma biancastra.    “L’analisi dei campioni non ha evidenziato una composizione quali-quantitativa della popolazione fitoplanctonica indicativa di fenomeni eutrofici … si segnala la presenza di specie microalgali potenzialmente tossiche, ma in quantità non significative”.  Le schiume biancastre sono state rilevate sulle sponde esposte a venti da ovest/nord-ovest, mentre “la torbidità rilevata nell’area in cui il Rio Basili sfocia, quando lo stesso non è in secca, è da imputarsi presumibilmente al sedimento limoso e al ristagno delle acque che in quella zona formano un’ansa”.

Stagno di Casaraccio, schiuma

Stagno di Casaraccio, schiuma

Le cause della schiuma biancastra rilevata, tuttavia, non è stata appurata.

La richiesta ecologista è stata inoltrata alle amministrazioni competenti (tra le quali il Comune di Stintino, l’A.R.P.A.S., il Ministero dell’Ambiente) al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari.

Lo Stagno di Casaraccio è tutelato con vincolo paesaggistico ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni, nonché (fascia dei mt. 300 dalla battigia marina) con vincolo di conservazione integrale ai sensi della legge regionale n. 23/1993; lo stesso rientra, inoltre, nel S.I.C.sito di importanza comunitaria Stagno di Pilo e di Casaraccio e nella Z.P.S.zona di protezione speciale Stagno di Pilo, di Casaraccio e Saline di Stintino, ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, esecutiva con D.P.R. n. 357/1997 e successive modifiche ed integrazioni.

Stagno di casaraccio, schiuma

Stagno di casaraccio, schiuma

In precedenza l’A.R.P.A.S. – Dipartimento provinciale di Sassari aveva svolto un monitoraggio ambientale (“Stagno di Casaraccio – valutazioni sullo stato di qualità ambientale in riferimento al D. Lgs. 152 dell’11 aprile 1999”, febbraio 2009) con conclusioni sostanzialmente positive.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini, portano il possibile fenomeno di inquinamento all’attenzione delle amministrazioni competenti, auspicano un loro continuo interessamento per garantire la buona qualità delle acque dell’importante zona umida.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto per conto GrIG)

  1. psomma
    7 Gennaio 2011 a 19:40 | #1

    ho visto una cosa del genere la settimana scorsa nello stagno di Notteri, Villasimius. Non so se sia dovuto al sale, ma era molto piu’ del solito

  2. 7 Gennaio 2011 a 14:49 | #2

    da La Nuova Sardegna, 7 gennaio 2011
    Arrivati i risultati del monitoraggio dell’Arpas. Schiume biancastre nello stagno Casaraccio.

    SASSARI. Sono arrivati di recente i risultati del monitoraggio ambientale svolto dal Dipartimento provinciale di Sassari dell’Arpas in seguito alla richiesta di informazioni a carattere ambientale relative a un possibile fenomeno di inquinamento dello stagno di Casaraccio (Stintino) inoltrata dalle associazioni ecologiste Gruppo d’intervento giuridico e Amici della Terra. Il Dipartimento provinciale di Sassari dell’Arpas ha svolto un sopralluogo il 21 ottobre 2010 durante il quale «non si sono riscontrati apporti allo stagno di acque di dubbia origine o acque nerastre né cattivi odori, mentre si è rilevata, in limitate zone, la presenza di quantitativi di schiuma biancastra». Le schiume biancastre sono state rilevate sulle sponde esposte a venti da ovest/nord-ovest, mentre «la torbidità rilevata nell’area in cui il Rio Basili sfocia, quando lo stesso non è in secca, è da imputarsi presumibilmente al sedimento limoso e al ristagno delle acque che in quella zona formano un’ansa». Lo stagno di Casaraccio è tutelato con vincolo paesaggistico e (fascia dei metri 300 dalla battigia marina) con vincolo di conservazione integrale. Rientra, inoltre, nel Sic (sito di importanza comunitaria) e nella Zps (zona di protezione speciale). In precedenza l’Arpas aveva svolto un monitoraggio ambientale con conclusioni sostanzialmente positive. «Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini, portano il possibile fenomeno di inquinamento all’attenzione delle amministrazioni competenti».

  3. 5 Gennaio 2011 a 16:51 | #4

    su Stintino Notizie, 4 gennaio 2010
    Stagno di Casaraccio, niente acqua nerastra o cattivi odori. I risultati dell’Arpas dopo il sopralluogo: http://www.stintinonotizie.it/cronaca-stintino/stagno-di-casaraccio-niente-acqua-nerastra-o-cattivi-odori-i-risultati-dellarpas-dopo-il-sopralluogo/

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