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Azioni legali contro la caccia a febbraio in Sardegna.

Com’era prevedibile, una maggioranza consiliare attenta ai veri problemi della Sardegna ha dimostrato di che pasta è fatta approvando la proposta di legge n. 237/A del 9 dicembre 2010, predisposta dalla brillante mente giuridica dell’on. Giulio Steri (U.D.C.), già Assessore regionale della sanità, avvocato dello Stato nonché fedele e stretto collaboratore del leader sardo della formazione centrista Giorgio Oppi, attuale Assessore regionale della difesa dell’ambiente.

La legge regionale 19 gennaio 2011 (non ancora pubblicata sul B.U.R.A.S.) è stata approvata con 49 voti favorevoli (P.d.L., P.S.d’Az., U.D.C., Riformatori), 4 contrari (Comunisti – Sinistra Sarda – RossoMori) e 18 astenuti (P.D., I.d.V.).

E’ piuttosto sconsolante vedere su che cosa s’impegnano pervicacemente i nostri legislatori regionali.   Tutt’altro che dediti a risollevar le condizioni di una regione alla deriva economico-sociale, eccoli dedicarsi a trovar il modo per consentire ai cacciatori sardi (circa 50 mila) di sparacchiare a tordi e a chissà che altri pennuti nel mese di febbraio.          Evidentemente per tali legislatori non c’è nulla di più importante.

Cialtronismo venatorio e legislativo.La proposta di legge n. 237/A del 9 dicembre 2010, presentata insieme al cacciatore on. Mario Diana (P.d.L.), ha avuto una corsia preferenziale presso la Commissione consiliare competente “agricoltura” ed è stata iscritta all’ordine del giorno dell’Aula consiliare il 19 gennaio 2011.  Relatore un altro cacciatore, l’on. Sisinnio Piras (P.d.L.), già noto per vicende extra-consiliari

La legge approvata non prevede il parere dell’I.S.P.R.A. (già I.N.F.S.), l’Istituto tecnico-scientifico nazionale competente per legge, ma solo di un comitato di esperti nominati dalla Giunta regionale, vista l’inesistenza dell’Istituto regionale per la fauna selvatica.  E’ una palese violazione della legge nazionale n. 157/1992 (art. 19 bis), specifica attuazione delle direttive comunitarie in materia.

Men che meno sono chiare le “indagini scientifiche” in base a cui si dovrebbe dar corso alla caccia in deroga, né le “piccole quantità” di uccelli abbattibili.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno richiamato invano i Consiglieri regionali al senso di responsabilità e decenza respingendo una proposta di legge che punta soltanto a consentire la caccia nei periodi della migrazione e della riproduzione dell’avifauna selvatica, in palese violazione delle normative comunitarie e nazionali.

Ora saranno esperite tutte le opportune azioni di contrasto in campo giuridico in sede nazionale e comunitaria finalizzate a bloccare – come sistematicamente avvenuto più volte nel recente passato – una strage di avifauna selvatica contro leggi e ogni buon senso.

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico 

 

legge n. 157/1992 e s.m.i. – estratto

art. 19 bis – Esercizio delle deroghe previste dall’articolo 9 della direttiva 79/409/CEE
1. Le regioni disciplinano l’esercizio delle deroghe previste dalla direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, conformandosi alle prescrizioni dell’articolo 9, ai principi e alle finalità degli articoli 1 e 2 della stessa direttiva ed alle disposizioni della presente legge.
2. Le deroghe, in assenza di altre soluzioni soddisfacenti, possono essere disposte solo per le finalità indicate dall’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 79/409/CEE e devono menzionare le specie che ne formano oggetto, i mezzi, gli impianti e i metodi di prelievo autorizzati, le condizioni di rischio, le circostanze di tempo e di luogo del prelievo, il numero dei capi giornalmente e complessivamente prelevabili nel periodo, i controlli e le forme di vigilanza cui il prelievo è soggetto e gli organi incaricati della stessa, fermo restando quanto previsto dall’articolo 27, comma 2. I soggetti abilitati al prelievo in deroga vengono individuati dalle regioni, d’intesa con gli ambiti territoriali di caccia (ATC) ed i comprensori alpini.
3. Le deroghe di cui al comma 1 sono applicate per periodi determinati, sentito l’Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS), o gli istituti riconosciuti a livello regionale, e non possono avere comunque ad oggetto specie la cui consistenza numerica sia in grave diminuzione.
4. Il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, previa delibera del Consiglio dei ministri, può annullare, dopo aver diffidato la regione interessata, i provvedimenti di deroga da questa posti in essere in violazione delle disposizioni della presente legge e della direttiva 79/409/CEE.
5. Entro il 30 giugno di ogni anno, ciascuna regione trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro per gli affari regionali ove nominato, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle politiche agricole e forestali, al Ministro per le politiche comunitarie, nonché all’Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS), una relazione sull’attuazione delle deroghe di cui al presente articolo; detta relazione è altresì trasmessa alle competenti Commissioni parlamentari. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio trasmette annualmente alla Commissione europea la relazione di cui all’articolo 9, paragrafo 3, della direttiva 79/409/CEE.

 (foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

Pettirosso

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  1. robi
    2 Febbraio 2011 a 2:02 | #1

    sicuro che tu sia un’armiere mmm

  2. Marcella Loddo
    27 Gennaio 2011 a 20:32 | #2

    In febbraio cominciano le parate nuziali di diverse specie di uccelli, specialmente rapaci, che non sono specie cacciabili ma che tuttavia, saranno fortemente disturbate dalla presenza nei loro territori dalle masnade di cacciatori che fino a fine mese potranno imperversare arroganti nelle campagne. I cacciatori, espressione di un’evoluzione umana bloccata, che ritengono animali e campagne di loro proprietà visto che se ci sono loro in giro, per noi che la natura ci limiamo ad ammirarla, è meglio cambiare zona. Anzi a me e a un gruppo di amici è capitato di essere, gentilmente ma con il fucile in mano, invitati ad allontanarci da una zona dove ci eravamo recati per una passeggiata. È incomprensibile che ancora oggi, che ogni tipo di carne può essere comodamente acquistata “sotto casa”, esistano persone che “per sport” si divertono a porre fine a delle vite e a interrompere relazioni che sono senza dubbio anche sentimentali. La vita degli animali selvatici dovrebbe essere indisponibile per noi “umani”, penso che non sia giusto che un bene di tutti, e quindi di nessuno, possa essere condannato a morte dietro pagamento di una tassa.
    Sono così arrabbiata per questo ulteriore prolungamento del periodo legale di assassinio, che non tiene conto dei delicati equilibri della riproduzione, che mi rendo disponibile per raccolte di firme o qualsiasi altra modalità vogliate mettere in atto. Ciao a tutti Marcella

  3. 25 Gennaio 2011 a 14:48 | #3

    da La Nuova Sardegna, 25 gennaio 2011
    Attacco sul calendario venatorio. «Un governo regionale insensibile all’ambiente e contro la biodiversità».

    NUORO. «Le nuove norme sull’attività venatoria approvate dal consiglio regionale sono l’ennesimo atto di insensibilità politico-ambientale». A parlare è Luca Fadda, della segreteria provinciale Sel. «Con questa norma – spiega – si consente di procrastinare fino a un mese la chiusura della caccia alla fauna migratoria di interesse venatorio, ponendosi di fatto in antitesi con le normative comunitarie, nazionali, regionali, rischiando così di incorrere in sanzioni milionarie da parte dell’Unione europea. Con questo atto di forza l’attuale maggioranza regionale dimostra di concorrere a determinare un importante e continuo impoverimento della biodiversità».

  4. 24 Gennaio 2011 a 21:57 | #4

    @Daniele : grazie, Daniele! Stai tranquillo, cercheremo di bloccare questa vergogna venatoria in tutti i modi!

  5. 24 Gennaio 2011 a 12:53 | #5

    Mi viene una rabbia interiore quando sento parlare di caccia.
    Già non capisco perchè non ci sia una legge che IMPEDISCA
    di cacciare visto che non ha alcun senso.
    Ci sono anche feriti e morti fra i cacciatori.
    Sappiamo che non rispettano leggi e limiti e siccome è una
    mattanza inutile perchè non toglierla definitivamente???
    Orrore, solo e soltanto ORRORE.

    Complimenti per il blog che visito spesso.

  6. muso nero
    22 Gennaio 2011 a 12:54 | #7

    e a quando il bazooka?

  7. 21 Gennaio 2011 a 21:57 | #8

    detto da un cacciatore-armiere con un bel pizzico di buon senso ;)

    da La Nuova Sardegna, 21 gennaio 2011
    «No all’allungamento della stagione venatoria i limiti sono necessari».
    La polemica: Antonio Serra, cacciatore e armiere boccia le nuove regole «imposte dai cagliaritani».

    DORGALI. «La caccia migratoria aperta fino a febbraio? Da cacciatore dico che dovrebbe chiudere entro gennaio». Così Antonio Serra, dell’omonima compagnia di Dorgali nonché armiere, sulle nuove regole venatorie regionali. Mentre per la caccia al cinghiale è unanime il coro dei nuoresi che non vogliono che il calendario si allunghi, per i tordi e i colombacci il discorso è diverso. «Il motivo del cambio al calendario venatorio è che la caccia ai tordi è quasi una prerogativa dei cacciatori del Cagliaritano, che girano l’isola col fucile in spalla – continua Serra -. Non esiste un calendario provinciale. Esistono gli ambiti territoriale, sono 8, ma è un programma che non è mai stato messo in pratica. Il problema è sempre lo stesso, si decide a Cagliari, dove ci sono l’80 per cento dei cacciatori».
    L’altra novità è che dal prossimo anno potrà essere utilizzata la carabina rigata per la caccia grossa.
    «Si tratta – aggiunge Antonio Serra – di una carabina che spara un solo proiettile, una palla, che nella canna rigata gira, è una sorta di carabina di precisione che ha una gettata molto superiore della carabina a canna liscia. In Continente è consentita mentre non lo era finora in Sardegna. Adesso, la modifica alle vecchie regole. Nelle battute di caccia grossa nel Nuorese normalmente si spara al massimo ad una distanza di 20, 30 metri. C’è il pro e il contro con la canna rigata, se il proiettile tocca terra o qualcosa si blocca subito e va in frantumi ma se viaggia senza incontrare ostacoli può essere pericolosi fino a 100 metri». (n.mugg.)

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