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Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale contro il bracconaggio.

trappola avifauna

trappola avifauna

Abbiamo ricevuto dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale – Ispettorato Ripartimentale di Cagliari e pubblichiamo volentieri.

Gruppo d’Intervento Giuridico

Si porta a conoscenza del consuntivo dell’attività di contrasto al fenomeno dell’uccellagione e più diffusamente del bracconaggio eseguita dal Servizio Ispettorato di Cagliari del Corpo Forestale e di V.A. .

I dati sono significativi del forte impegno degli uomini e donne del Corpo Forestale e di V.A. a tutela del patrimonio faunistico  e della biodiversità della Regione Sardegna.

Il fenomeno è grave e concentrato in specifiche aree come il Sulcis e il Sarrabus dove anche la pratica dell’uccellagione è culturalmente radicata e per tale scopo il servizio Ispettorato di Cagliari ha predisposto una specifica  attività che ha portato nel 2010 alla denuncia di 78 persone per il reato di uccellagione e più specificatamente caccia con mezzi non consentiti  di questi 55 sono stati denunciati nell’area del Sulcis e 23 nel Sarrabus; 28 persone nel solo periodo novembre 2010 – gennaio 2011 .

Cervo sardo ucciso

Cervo sardo ucciso

Per la particolare crudeltà con il quale molti animali sono stati uccisi strozzamento dai lacci  e quindi finiti a colpi di pietre è scattata la denuncia anche per maltrattamento e crudeltà verso gli animali.

Sono stati 5 gli arresti prevalentemente per reati connessi alle armi e agli stupefacenti, infatti diversi soggetti dediti al bracconaggio integravano l’attività illecita anche con la coltivazione di sostanze stupefacienti.

Nel corso dell’attività è stato tracciato il profilo del bracconiere dal quale emerge essere per il 40% dei casi persona disoccupata e dedita a dipendenze da stupefacenti e/o alcool, per 40% dei casi pensionato e nella misura del 20% operai e altro .

Cervo Sardo

Cervo Sardo

Per violazioni alla disciplina dell’attività venatoria da parte dei cacciatori sono state 58 le persone denunciate .

Dal punto di vista della Polizia amministrativa si segnalano 102 violazioni amministrative contestate a cacciatori e 10 violazioni accertate da parte esercenti aziende agri turistico venatorie, per 4 di queste è stata revocata e/o sospesa l’autorizzazione .

Significativi sono i sequestri eseguiti.  Da segnalare  l’attività investigativa che ha stroncato sul nascere l’attività di commercio di selvaggina viva  via internet dove investigatori del Corpo Forestale spacciatisi per acquirenti  hanno denunciato due soggetti che catturavano Lepri e Pernici e le immettevano nel mercato illegalmente.

uccellatore intento a smagliare un tordo

uccellatore intento a smagliare un tordo

Importante anche l’attività di sensibilizzazione con 70 interventi nelle scuole della provincia di ogni ordine e grado.

Corpo forestale e di vigilanza ambientale –

Ispettorato Ripartimentale di Cagliari

uccelli uccisi sequestrati dal C.F.V.A.

uccelli uccisi sequestrati dal C.F.V.A.

"grive" sequestrate dal C.F.V.A.

"grive" sequestrate dal C.F.V.A.

(foto C.F.V.A., S.D., archivio GrIG)

  1. 5 Marzo 2011 a 18:03 | #1

    da La Nuova Sardegna, 5 marzo 2011
    LANUSEI. Caccia abusiva ai mufloni, forestale a giudizio per falsa testimonianza.

    LANUSEI. Le dichiarazioni fatte durante un processo per caccia abusiva a mufloni sono costate il rinvio a giudizio per un ispettore forestale di Arzana. Efisio Piras, il prossimo 14 giugno, dovrà rispondere dell’accusa di falsa testimonianza. Lo ha deciso il giudice del’udienza preliminare, Mauro Pusceddu, accogliendo la richiesta fatta dal pubblico ministero, il procuratore della Repubblica di Lanusei Domenico Fiordalisi. Piras, secondo l’accusa, avrebbe testimoniato il falso ricostruendo in udienza i controlli venatori eseguiti nel settembre del 2006 in località sa Murta. Il forestale aveva dichiarato di aver visto tre cacciatori anziché otto, di non aver riconosciuto il tipo di auto a bordo delle quali transitavano i cacciatori e di non aver visto, anche a causa della nebbia, le due carcasse di mufloni portate in spalla dai cacciatori. Tutto questo – spiega l’ordinanza del gup – in contrasto con quanto dichiarato durante il processo da un altro ispettore e da quanto scritto nella comunicazione di reato inviata alla Procura e firmata da entrambi. «Andiamo sereni al dibattimento», dichiara Stefano Stochino, il legale del forestale. Secondo l’avvocato, il rinvio a giudizio poteva essere evitato: «Il processo ai cacciatori si è risolto con la loro assoluzione». Piras era stato chiamato a testimoniare anche nell’ambito delle indagini per gli omicidi Buttau e anche in quel caso accusato di falsa testimonianza dal pm Fiordalisi. (a.se.)

  2. 26 Febbraio 2011 a 15:00 | #2

    e qui anche l’operato della Compagnia Barracellare di Villacidro. Si ringrazia Alexander Scano per la segnalazione.

    da L’Unione Sarda, 23 febbraio 2011
    Allarme bracconaggio a Villacidro, barracelli mobilitati. Bracconieri scatenati nei monti di Villacidro. Una squadra di barracelli coordinata dal capitano Antonello Cadoni ha ritrovato, nascosta tra le sterpaglie in località Campus de Monti, una sacca contenente decine di lacci destinati alla cattura dei cinghiali e cervi. (Ivan Fonnesu)

    La scoperta è avvenuta domenica mattina durante un giro di perlustrazione nei terreni controllati dalle guardie campestri. Nessuna traccia dei cacciatori di frodo che, forse spaventati dalla presenza della pattuglia di controllo, hanno abbandonato la sacca e si sono dileguati negli impervi sentieri della zona. Il ritrovamento delle trappole mortali, non sarebbe che la punta di un iceberg di una serie ininterrotta di attentati contro la fauna locale, in barba alle forze militari preposte al controllo delle località boschive.
    Questa volta il tentativo è andato a vuoto, grazie alla casuale presenza della pattuglia dei barracelli nella località, ma la maggior parte delle volte i cacciatori di frodo agirebbero indisturbati, protetti dalla vastità e dalla complessità della catena montuosa del Linas. I bracconieri, infatti, sarebbero particolarmente attivi in ogni periodo dell’anno contribuendo a seminare il terrore tra ogni specie animale, protetta e non. Lacci, tagliole, rudimentali canne di fucile pronte ad azionarsi al passaggio di qualsiasi forma di vita azioni i meccanismi che li governano. Sono queste le forme predilette dai bracconieri locali. Durante il periodo estivo, poi, quando la caccia è chiusa, e soprattutto durante le ore notturne, è privilegiata la posta col fucile. «I bracconieri sono soliti sedersi ed attendere il passaggio di qualche animale – dice Antonello Cadoni – che ha, così, poche speranze di potersi salvare».
    Il bracconaggio sarebbe molto diffuso in questa parte della Sardegna. «Si tratta di una tara culturale – dice Antonello Cadoni – difficilissima da debellare, perché radicata da secoli». I danni provocati alla fauna sono incalcolabili. L’utilizzo dei lacci, poi, costringe gli animali ad una morte atroce, e anche quando riescono a strappare un lembo della corda d’acciaio, la loro sorte non è migliore. «E’ capitato spesso – racconta il capitano dei barracelli – di ritrovare cinghiali o cervi, che, dopo essere riusciti a staccare un capo del laccio, vagassero per la foresta con le carni dilaniate nello sforzo per tentare di liberarsi». Le piaghe in cui penetra il laccio si trasformano presto in infezioni mortali che creano pericoli di contagio anche per gli altri animali. La borsa contenente le trappole ritrovate, è stata consegnata alla polizia giudiziaria del Corpo Forestale, al quale è stata sporta anche una denuncia contro ignoti.

  3. Enrico Pisano
    12 Febbraio 2011 a 22:14 | #3

    La tutela del patrimonio ambientale, faunistico, floristico e paesaggistico, oggi assume un aspetto prioritario che tutti i cittadini dovrebbero condividere, rispettare e far risopettare. Grazie di cuore al Corpo Forestale che con i suoi uomini, dislocati su tutto il territorio regionale, vigilano affinchè il nostro ambiente sia tutelato e rispettato. I risultati pubblicati sono veramente encomiabili. Grazie ancora.

  4. Mara
    6 Febbraio 2011 a 18:40 | #4

    Un plauso al Corpo Forestale che con un lavoro difficile e mal retribuito combatte per salvaguardare la Natura e sradicare l’ignoranza!

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