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Liberare l’Anfiteatro romano di Cagliari! Ci offriamo volontari!

 

Anfiteatro romano con allestimento per spettacoli, Cagliari

Anfiteatro romano con allestimento per spettacoli, Cagliari


La Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari, superando atteggiamenti temporeggiatori, ha chiesto nelle scorse settimane al Comune di Cagliari di rimuovere la vergognosa legnaia che da troppi anni opprime l’Anfiteatro romano di Cagliari.  Dopo il clamoroso e virtuoso voltafaccia dell’Assessore comunale alla cultura Pellegrini, che ha affermato la necessità di sbaraccare la legnaia dopo averla difesa per anni con lirica futurista  ;) , è stato l’Assessore comunale ai lavori pubblici Lorrai a render nota la predisposizione del progetto per lo smantellamento per l’importo di 800 mila euro.

Delusione per il buon Massimo Palmas, di Sardegna Concerti, che per tanti anni ha lucrato non si sa bene a che titolo grazie agli spettacoli organizzati all’Anfiteatro romano e si preparava alla prossima stagione estiva.

E’ ora di muoversi: gli Amici della Terra e il Gruppo d’Intervento Giuridico hanno chiesto in tutte le sedi decine di volte nel corso di questi ultimi anni la rimozione dell’allestimento di legno e tubi.  La legnaia è, infatti, abusiva, essendo da anni priva delle autorizzazioni paesaggistiche e archeologiche necessarie.

Anfiteatro romano, illustrazione fine '800

Anfiteatro romano, illustrazione fine '800

Ma facciamo anche un passo avanti.  Per abbattere i costi della manodopera ci offriamo volontari per demolire gratuitamente la legnaia che da troppi anni opprime il più importante monumento romano della Sardegna- con almeno 10 ore di lavoro a testa – sotto la direzione della Soprintendenza archeologica e invitiamo chiunque a fare altrettanto: mandateci adesioni – con nominativi e recapiti – all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com oppure in commenti a questo articolo.   Provvederemo a rendere disponibile l’elenco dei volontari alla Soprintendenza archeologica e al Comune di Cagliari.

Rimane un mistero kasteddaio il motivo per cui non sia stata già rimossa e non siano stati inchiodati alle loro responsabilità gli autori e i mandanti di questo vero e proprio delitto culturale.   Inchiodati almeno come le gradinate dell’Anfiteatro.

Anfiteatro romano, carne di porco.Qui un approfondimento sulla vicenda.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(stampa fine ’800, foto S.D., archivio GrIG)


  1. ettore maria mazzola
    8 Settembre 2011 a 16:16 | #1

    Fantastica iniziativa quella di offrirsi per svolgere questo lavoro gratuitamente. Sarebbe una lezione di civiltà data alla casta politica, alla soprintendenza e alla cricca dei furbetti del quartierino ammanicati opportunamente per accaparrarsi, senza titoli, il monumento.
    Ho solo paura che non approdi a nulla, perchè se non girano i soldi non partono le autorizzazioni … non sia mai che non ci si possa lucrare! Sarebbe un precedente gravissimo!
    Purtroppo la distanza e gli impegni mi impediscono di prendere parte all’iniziativa che condivido in toto, ma vi auguro con tutto il cuore un successo senza precedenti, pregandovi di aggiornarmi sull’evolversi della situazione.
    Arch. Ettore Maria Mazzola
    Professor of Traditional Urbanism, Architecture and Building Techniques
    The University of Notre Dame School of Architecture
    Rome Studies Program

  2. aselì
    30 Giugno 2011 a 23:39 | #2

    In risposta a senso civico: il signore in questione ha studiato molto bene le leggi a suo favore ma penso che questa volta sia andato oltre, infatti l’ambaradan che ha fatto ai mercatini di quartu ha avuto molta risonanza. Tantissima gente, nell’ambiente degli spettacoli (e non), nelle amministrazioni pubbliche e le voci che corrono tra le persone che non sono ancora state pagate, dopo 6 mesi, sa, oramai,che tipo di persona è codesto "signore". Spero che nessuno cada più sotto le sue grinfie poichè quando illustra i suoi progetti sembra che tutto si debba avverare, come per magia, eppoi tutto svanisce in una bolla di sapone. Se anche i mercatini di quartu fossero svaniti prima di iniziare non ci sarebbero state tante persone ad aver lavorato senza retribuzione. E’ facile dire di poter dare lavoro a 150 persone, se poi queste non vengono pagate se ne possono assumere anche 200, 300, 400……Facile lavorare e incassare soldi sulla pelle degli altri! Infatti questa manifestazione firmata Peopleway fa seguito a ciò che è accaduto nel recente passato con la Make and Song della quale il "signore" faceva parte…
    Oggi primo luglio ci sarà l’udienza tra Make and Song ( ditta in liquidazione) e Sardegna Concerti. Vedremo come andrà a finire.Come giustamenta dice senso civico per poter mettere in piedi un progetto, qualunque esso sia, occorre dare sufficenti garanzie. A questo punto la domanda è lecita: se non può far fronte ai debiti pregressi , come può impiantare il TEATRO DEL MARE? Lui parla di sponsor, povera gente ignara…. A presto

  3. senso civico
    29 Giugno 2011 a 14:24 | #3

    Ci riprovo…
    Apprezzo l’attenzione verso la tutela dell’anfiteatro e gli sforzi che da ogni parte arrivano x tutelare i principi di liberta’ e giustizia.
    Pero’ mi sembra di cattivo gusto che il sig. Caldart continui ad utilizzare questi argomenti x la sua autopromozione e per lanciare un progetto “teatro del mare” che dovrebbe (stando a quanto dichiara sul sito) essere gia’ partito il 25 giugno.
    Peraltro la parte della vittima gli viene proprio male perche se e pur vero che lui ha denunciato in procura comune e sardegna concerti per la gestione dell’anfiteatro, e altrettando vero che con la Make and Song e con la People Way anche lui ha collezionato piu di qualche denuncia…Quindi i diritti devono valere per lui come cittadino e imprenditore cosi come i doveri pero!
    E ricito i Mercatini di Natale di Quartu 2010 attraverso i quali tutto e stato creato fuorche sviluppo e ricchezza… ma e una cosa di cui non si parla piu e per la quale Caldart non sta dando piu risposte…come mai?
    Infine una realta imprenditoriale che si dichiara solida e pronta a creare indotto nel territorio, dovrebbe quantomeno onorare i debiti che ha precedentemente contratto con terzi che ancora stanno apettando…
    Spero che questo commento venga pubblicato e non venga censurato ancora (peraltro senza nessuna motivazione o spiegazione). Dovrei altrimenti pensare che il gruppo di intervento giuridico non rispetta la liberta di espressione. Del resto non si sta offendendo nessuno e basta informarsi presso le sedi opportune e tramite tutti gli strumenti a nostra disposizione per verificare che quello che sto scrivendo e reale. Diversamente comincero a pensare che questo blog parteggi faziosamente invece che rispettare l’equilibrio informativo.

  4. senso civico
    29 Giugno 2011 a 13:04 | #4

    Apprezzo il lavoro del gruppo di intervento giuridico in merito alla vicenda Anfiteatro.
    Mi sembra discutibile l’auto promozione e le accuse che Caldart continua a fare sfruttando questi temi.
    Peraltro promuove un progetto che non esiste e che non ha le autorizzazioni per esistere (e che dovrebbe essere gia’ operativo dal 25 giugno scorso).
    Nonostante la denuncia contro comune e sardegna concerti, l’interpretazione del ruolo della “vittima del sistema” non viene benissimo…
    Ricordiamo che il sig.Caldart che prospetta sviluppo e posti di lavoro e che si dichiara danneggiato dal comune di cagliari, e’ lo stesso che ha organizzato i mercatini di natale di quartu sant’elena e se vorrete informarvi, e’ di pubblico dominio il fatto che tutto ha creato fuorche’ sviluppo e ricchezza…
    Prima di cimentarsi in altre imprese, e’ importante avere sostanza imprenditoriale e risorse, e se questo esiste, pagare le persone che hanno gia’ avuto l’onore di lavorare con lui.

  5. 8 Marzo 2011 a 10:43 | #5

    ringrazio per l’attenzione avuta nel riportare la cronaca relativa ai fatti riguardanti l’anfiteatro, e le violazioni che, dopo le mie dichiarazioni, la Procura sta accertando.
    facciamo parte della Comunità Europea dove abbiamo il libero mercato e la libera concorrenza e non possiamo far violare i diritti costituzionali del poter far impresa solo per dare “facilità” a chi ci è “amico”…
    davvero questo mi è difficile capirlo in questo territorio che, con le sue risorse locali, ha davvero molto.
    perchè si deve colpire un cittadino come me che per 10 lunghi anni sta cercando di portare nel mediterraneo la cultura, la tradizione e la identità della gente di mare e di questo territorio che tanto lo ha affascinato al punto di rimanerci per viverci.
    con il mio piccolo staff abbiamo presentato 6 progetti diversi in questi 10 anni, al Comune per ovviare al problema dell’anfiteatro.
    speriamo che quest’anno, almeno in via sperimentale e nell’attesa di trovare l’anno prossimo con lo strumento urbanistico più idoneo, questo Comune ci lasci lavorare per poter far lavorare anchu altre realtà come la mia, aggregandole nel contenitore che è il “Teatro del Mare” pronto per essere installato con strutture amovibili e dare alla Città un’estate di eventi, ma anche la continuità nel mediterrano del progetto intero per lo sviluppo futuro.
    ricordo inoltre che tale impianto darà lavoro in prima battuta a non meno di circa 150 lavoratori, molti dei quali io li ho individuati nei dipendenti del teatro lirico di cagliari.
    grato ancora a tutti per l’attenzione sempre avuta, spero che finalmente si apra una nuova stagione per il futuro di questa Città.

    Andrea Caldart

  6. 25 Febbraio 2011 a 17:24 | #6

    da La Nuova Sardegna, 25 febbraio 2011
    Nuova inchiesta del pm Daniele Caria sulla concessione dello spazio storico alla società dei fratelli Palmas senza gara d’appalto. Gestione dell’anfiteatro: la Procura indaga. Verso il giudizio la prima tranche, coinvolti un dirigente e un funzionario comunale. Indagine aperta dopo l’esposto di un impresario dello spettacolo. L’ipotesi d’accusa è abuso d’ufficio. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. C’è un nuovo filone d’inchiesta sull’anfiteatro romano e sull’uso per gli spettacoli che il Comune ha continuato a farne nel 2009 e 2010: chiusa con la richiesta di rinvio a giudizio l’inchiesta contro i dirigenti comunali e i responsabili di Sardinia Jazz, il pm Daniele Caria ha aperto un altro fascicolo per abuso d’ufficio, per adesso contro ignoti.
    La nuova indagine è partita da un esposto presentato da Andrea Caldart, un organizzatore di spettacoli musicali che ambiva alla gestione dello spazio storico. Caldart – nel documento – lamenta il fatto che da anni l’anfiteatro venga assegnato in concessione a Sardinia Jazz dei fratelli Massimo e Michele Palmas senza alcuna procedura di evidenza pubblica. Ed è proprio questa la contestazione centrale del procedimento che il pm Caria ha chiuso l’autunno scorso con cinque indagati, tra cui l’ex dirigente della divisione cultura comunale Bruno Soriga, la funzionaria Luisa Lallai e gli stessi Palmas. Nella stretta sostanza la Procura sostiene che l’uso dello spazio monumentale per manifestazioni commerciali sia disciplinato dalle norme generali che regolano gli appalti pubblici. Quindi – per il pm Caria – l’amministrazione comunale avrebbe dovuto bandire una gara fra gli operatori del settore. Non l’ha fatto negli anni che vanno dal 2005 al 2008 e ha continuato a ignorare l’obbligo di gara anche nei due anni successivi. Sardinia Jazz e la consociata Sardegna Concerti, che appartengono alle stesse persone, hanno potuto così mantenere la gestione dell’anfiteatro conservando anche il diritto di cedere lo spazio in uso ad altri operatori, ma secondo criteri del tutto arbitrari. E’ da qui che nasce la protesta di Caldart, concorrente dei Palmas. Deciso a ottenere giustizia e a chiedere i danni che ritiene di aver subìto a causa delle scelte – secondo la Procura – illegali del Comune. Stavolta però i protagonisti della vicenda sono diversi: nella prima inchiesta gli indagati sono l’ex dirigente del servizio cultura e spettacolo Bruno Soriga, la funzionaria Luisa Lallai, i fratelli Massimo e Michele Palmas di Sardinia Jazz-Sardegna Concerti, Maria Gabriella Manca, presidente di Sardegna Concerti. Ora potrebbero essere chiamati a giustificare le decisioni del proprio ufficio altri dirigenti comunali.
    I fatti al centro della prima inchiesta giudiziaria vanno dal 2004 al 2008: punto di partenza è la concessione dell’anfiteatro romano, passato senza gara pubblica – qui si sarebbe verificato un abuso d’ufficio – con una sequenza di convenzioni stipulate nel 2005, 2006 e 2007 dalla Fondazione teatro lirico alla cooperativa Sardinia Jazz, che poi l’ha girato in gestione gratuita ed esclusiva a Sardegna Concerti. Stando alla ricostruzione della Procura la famiglia Palmas, grazie a un rapporto privilegiato con gli uffici comunali e con la connivenza di Soriga, non avrebbe pagato canoni, spese di gestione, utenze elettriche e idriche. Non solo: chiunque volesse chiedere in uso lo spazio doveva e deve ancor’oggi rivolgersi a Sardegna Concerti anzichè al Comune. Ma la Procura contesta ad alcuni degli indagati anche una serie di episodi di peculato: fra questi l’uso illegale, di fondi Por per 700 mila euro ottenuti dalla Regione per attrezzature tecniche – palco per la musica, impianti, luci, proiettori, gazebo – che il Comune ha poi acquistato senza procedura ad evidenza pubblica da fornitori indicati dai fratelli Palmas. Attrezzature poi utilizzate per scopi diversi da quelli stabiliti.

    Niente spettacoli d’estate. Le prevendite dei biglietti continuano nonostante il Comune abbia detto che il monumento è indisponibile. Il Municipio prepara il progetto per smontare le gradinate. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Probabilmente a qualcuno ancora non è chiaro: l’anfiteatro romano di Cagliari è stato dichiarato indisponibile per gli spettacoli estivi dallo stesso assessorato comunale che negli anni scorsi autorizzava regolarmente le manifestazioni. C’è stata un’inversione di marcia netta e ufficiale rispetto agli undici anni passati: nell’anfiteatro non possono più essere organizzati spettacoli come è successo nel corso del decennio appena trascorso. Lo ha detto espressamente l’assessore alla Cultura e agli Spettacoli Giorgio Pellegrini: gli uffici dell’assessorato, saputo che c’era in vendita uno spettacolo dal titolo Notre Dame per l’anfiteatro romano già alcune settimane fa, hanno mandato una lettera alla società che cura le prevendite per avvertirla di non andare avanti per gli spettacoli estivi nel monumento. La notizia non è stata ancora digerita dal sistema e infatti succede che big della musica italiana parlino dei tour estivi con la tappa dell’anfiteatro. Non ci sarà perché il Comune, proprietario del monumento da una parte nonché ente che eroga le autorizzazioni per gli spettacoli dall’altra, non intende mettere a disposizione il monumento. Pellegrini, alcune settimane fa, ha dichiarato di aver avvertito in modo da evitare il giochetto del fatto compiuto: venduti i biglietti, gli spettacoli bisogna farli per forza.

  7. 25 Febbraio 2011 a 17:05 | #7

    da L’Unione Sarda, 25 febbraio 2011
    «Il ministro tenga aperto l’Anfiteatro». Il deputato chiede una deroga per l’estate 2011. In Comune interrogazione di Porcelli. Appello di Pili a Bondi: «Bene da tutelare, serve un progetto».

    Un’ultima deroga per l’utilizzo dell’Anfiteatro con l’attuale legnaia, con gli spettacoli estivi 2011 che dovrebbero svolgersi in contemporanea al lungo iter burocratico che sarà necessario per arrivare allo smantellamento. E poi una conferenza dei servizi con la regia del Governo e un finanziamento per preservare il monumento archeologico. Così, con tre proposte concrete, il deputato del Pdl Mauro Pili ha investito il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi della spinosa questione-Anfiteatro.
    IL DIVIETO. Dopo le recenti prese di posizione del sovrintendente Minoja e dell’assessore comunale Pellegrini, la stagione degli spettacoli estivi è a forte rischio. Il fatto che sia iniziata la prevendita per il concerto di Paolo Conte, come ha ammesso l’organizzatore Massimo Palmas, è pura provocazione. Perché così Sardegna concerti vuole provare a rientrare in una fortezza che per ora sembra inespugnabile.
    IL MINISTRO. «L’Anfiteatro romano di Cagliari deve essere tutelato e valorizzato ma bloccare la prossima stagione di manifestazioni nella più importante arena culturale della Sardegna sarebbe dannoso e deleterio proprio per il sito archeologico», ha scritto Pili al ministro Bondi, «i tempi e le procedure necessarie per la progettazione e l’esecuzione degli interventi di tutela e recupero del sito archeologico consentono senza alcun problema lo svolgimento dell’intera prossima stagione nell’arena. Se dovesse prevalere la logica protesa al divieto a priori dell’utilizzo della struttura si favorirebbe un nuovo degrado scontato del compendio archeologico». Il punto è quello dell’assenza di un progetto di rimozione delle sovrastrutture: «L’assenza di un piano operativo – sostiene l’ex presidente della Regione – avrebbe l’effetto di condannare la struttura a un totale stato di abbandono, riportandola al degrado di tredici anni fa. Non ci sono i tempi per lo svolgimento di un intervento sicuro e corretto per ripristinare l’area, così come appare evidente che se l’arena restasse inutilizzata andrebbe incontro a un pericolosissimo degrado».
    COMUNE. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della commissione comunale Cultura Maurizio Porcelli, che ha presentato un’interrogazione al sindaco Emilio Floris: «La Sovrintendenza sostiene che è necessario rimuovere immediatamente le strutture lignee per verificare l’entità degli eventuali danni subiti dal monumento a causa di un microclima creatosi sotto le impalcature, che avrebbe favorito la formazione di muschi e muffe sul tufo, tali da favorirne lo sgretolamento. – ricorda il consigliere di Forza Italia – Occorre rilevare che altri studiosi hanno sostenuto che i problemi non sono così evidenti, visto che la struttura lignea poggia su un reticolato di tubi e non direttamente sulla pietra. E che la formazione di muschi e muffe sul materiale tufaceo è un problema presente in natura. La pietra respira abbondantemente grazie alla camera d’aria (minimo due metri) formata dalle impalcature e la supposta creazione di un microclima dannoso è argomento che meriterebbe quantomeno un più puntuale supporto scientifico». La richiesta indirizzata al sindaco è simile a quella di Pili: «Fin quando non si sarà deciso come e quando togliere il legno, l’Anfiteatro deve continuare a essere fruibile». ( a. mur. )

    Sugli spettacoli estivi la Procura apre una nuova inchiesta. Nel mirino gli ultimi 2 anni.

    La Procura ha aperto una nuova inchiesta sulla concessione dell’anfiteatro romano ai privati per gli spettacoli estivi, dopo quella che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei fratelli Michele e Massimo Palmas, imprenditori nel settore dell’organizzazione dei concerti, della ex moglie di quest’ultimo Maria Gabriella Manca, del dirigente comunale Bruno Soriga e della funzionaria del servizio Cultura e spettacoli Luisa Lallai.
    Il nuovo filone sul quale sta lavorando il pm Daniele Caria, titolare anche del primo fascicolo, riguarda gli ultimi due anni di gestione dell’anfiteatro ed è nato da un esposto firmato da Andrea Caldart, titolare della “Make&Song” con sede a Quartu. In particolare la magistratura vuole verificare se, nelle estati del 2009 e del 2010, il Comune abbia continuato a concedere l’uso dell’anfiteatro a dei privati senza procedere, come avrebbe dovuto, ad alcuna gara d’appalto. Se così fosse, la situazione sarebbe infatti del tutto identica a quella che, tre anni fa, aveva dato il via alla prima inchiesta, che ruota proprio attorno alla concessione dello spazio comunale alla società Sardegna Jazz, nelle stagioni 2007 e 2008, a titolo gratuito e senza gara pubblica. Nel frattempo – sempre stando alle accuse riportate nell’esposto – a cambiare sarebbero stati solo i dirigenti che hanno firmato i nulla osta e l’impresa beneficiaria, che ha gestito l’anfiteatro negli ultimi due anni. Il fascicolo, comunque, è ancora a carico di ignoti, anche se già nelle prossime settimane potrebbero essere iscritti i primi nomi nel registro degli indagati.
    Quanto alla prima inchiesta, dalla quale è uscita in modo definitivo la dirigente d’area del Comune Ada Lai, la cui posizione è stata stralciata e archiviata, è ormai in dirittura d’arrivo e tutto lascia pensare che presto saranno notificate le richieste di rinvio a giudizio agli indagati. In questo caso, oltre alle presunte irregolarità nella concessione dell’anfiteatro alla Sardegna Jazz, l’indagine riguarda anche un finanziamento Por da 700.000 euro per l’acquisto di attrezzature, affidato, sempre senza gara pubblica, a fornitori indicati dai fratelli Palmas. Attrezzature che sarebbero state inoltre utilizzate anche per altre manifestazioni, nonostante fossero destinate – stando al pm – esclusivamente al festival internazionale Jazz in Sardegna. Tra le ipotesi di reato contestate ai Palmas e alla Manca c’è infine anche una presunta truffa legata al rimborso di fatture non dovute. ( m. le. )

  8. 24 Febbraio 2011 a 22:00 | #8

    da La Nuova Sardegna on line, 24 febbraio 2011
    Anfiteatro di Cagliari, seconda inchiesta.

    C’è una seconda inchiesta della Procura sull’affidamento e la gestione dell’Anfiteatro romano di Cagliari. A farla scattare, secondo le poche indiscrezioni filtrate oggi, sarebbe stato un esposto presentato nei mesi scorsi da una società che si occupa di concerti e grandi eventi e che avrebbe voluto utilizzare lo spazio per un proprio calendario di appuntamenti. Al momento non risultano esserci indagati, ma l’incarico di svolgere i nuovi accertamenti sarebbe stato affidato nuovamente dal sostituto procuratore Daniele Caria, lo stesso che da circa due anni e mezzo si occupa dell’inchiesta principale, ormai praticamente conclusa, sulle presunte irregolarità legate alla gestione dell’Anfiteatro. La prima indagine vede indagati i fratelli Michele e Massimo Palmas, imprenditori nel settore dell’organizzazione dei concerti, Maria Gabriella Manca, l’ex dirigente comunale Bruno Soriga e la funzionaria Luisa Lallai. L’Anfiteatro, risalente al secondo secolo dopo Cristo, era stato concesso nei mesi estivi alla società Sardegna Jazz a titolo gratuito, senza una gara pubblica. La prima inchiesta della Procura ha riguardato anche l’acquisto di attrezzature con un finanziamento da 700 mila euro.

  9. 24 Febbraio 2011 a 20:24 | #9

    ed ecco il solito on. Mauro Pili (P.d.L.) correre in soccorso della “legnaia”.

    A.G.I., 24 febbraio 2011
    ANFITEATRO CAGLIARI: PILI(PDL),DANNOSO BLOCCO STAGIONE SPETTACOLI.

    Cagliari, 24 feb. – “L’Anfiteatro romano di Cagliari deve essere tutelato e valorizzato ma bloccare la prossima stagione di manifestazioni nella piu’ importante arena culturale della Sardegna sarebbe dannoso e deleterio proprio per il sito archeologico”. Lo sostiene il deputato del Pdl Mauro Pili in un’interrogazione presentata stamane al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. “I tempi e le procedure necessarie per la progettazione e l’esecuzione degli interventi di tutela e recupero dell’anfiteatro consentono senza alcun problema lo svolgimento dell’intera prossima stagione nell’arena”, sostiene il parlamentare sardo secondo il quale “se dovesse prevalere la logica protesa al divieto a priori dell’utilizzo della struttura si favorirebbe un nuovo degrado scontato del compendio archeologico”. Pili sottolinea come “l’assenza di un progetto di rimozione delle sovrastrutture, da perseguire tra l’altro gradualmente, lascerebbe la struttura in un totale stato di abbandono rischiando di riportare quell’area al degrado di tredici anni fa.” “Appare fin troppo evidente”, ribadisce l’esponenete della maggioranza, “che non ci sono i tempi per lo svolgimento di un intervento sicuro e corretto per ripristinare l’area, cosi’ come appare evidente che se l’arena restasse inutilizzata andrebbe incontro ad un pericolosissimo degrado.
    “Vietare oggi l’anfiteatro”, sempre secondo il parlamentare, “sarebbe come affidarlo a sicuro abbandono e degrado: non esistono progetti, non esistono stanziamenti per un progetto di riutilizzo e valorizzazione e l’unico obiettivo che si raggiungerebbe sarebbe quello del totale abbandono del sito”.

  10. 22 Febbraio 2011 a 23:38 | #10

    offro 10 ore, non continuative! ;-)

  11. 22 Febbraio 2011 a 16:30 | #11

    @Fabrizio : grazie Fabrizio! Ci serve il nominativo completo e un recapito dove contattarti: puoi inviarlo a grigsardegna5@gmail.com. Grazie ancora!

  12. 22 Febbraio 2011 a 16:08 | #12

    e l’Assessore alla cultura futurista comunale Pellegrini dice che non si possono vendere biglietti: http://www.facebook.com/notes/radio-press/i-biglietti-per-gli-spettacoli-allanfiteatro-non-si-possono-vendere-pellegrini-c/10150103267308670

  13. 22 Febbraio 2011 a 15:49 | #13

    ed ecco la solita “canagliata” di chi crede di essere il “padrone” dell’Anfiteatro romano.

    da L’Unione Sarda on line, 21 febbraio 2011 (http://www.unionesarda.it/Articoli/News/214326)
    Cagliari: Paolo Conte torna a Cagliari a giugno.

    Sono passati quasi quattro anni dal suo ultimo concerto a Cagliari, le tracce della sua presenza carismatica risuonano ancora nella memoria delle cinquemila persone che erano lì per assistere alla magia del suo concerto. Paolo Conte ritorna in tutto il suo splendore, il 25 giugno all’Anfiteatro romano, alle 21.30 (biglietti in prevendita da domani). Unica tappa nell’isola organizzata da Sardegna Concerti e tra le poche finora annunciate della nuova tournee europea in procinto di sold out che vede tra le date italiane già confermate solo quelle in Emilia Romagna, Sicilia e Sardegna. Un evento da non perdere, in cui la poesia di Conte tra eleganti ritmi jazz, swing e melodie malinconiche fotograferà dal vivo paesaggi e scorci delle città da lui più amate come Parigi, Londra, Lisbona, e le donne, immancabili tra profumi retro e suggestivi paesaggi felliniani: come nelle 15 nuove canzoni del suo ultimo disco “Nelson” (Universal-ottobre 2010), il cui singolo “L’Orchestrina”, che a settembre ha anticipato l’uscita dell’album, ha riscosso un grande successo.

  14. Fabrizio
    22 Febbraio 2011 a 13:29 | #14

    Mi offro volontario anche io. Basta questa indicazione di disponibilita’ o serve altro?

  15. Alessandro Baldussi
    22 Febbraio 2011 a 9:51 | #15

    Mi offro volontario. Alessandro

  16. Andrea Scano
    21 Febbraio 2011 a 23:51 | #16

    Mi offro volontario anch’io.
    Sull’argomento, in passato, presentai una interrogazione consiliare che ebbe una risposta alquanto divertente…
    E’ lunghetta, ma chi ama il buonumore e ha la pazienza di leggerla la troverà su http://andreascano.blog.tiscali.it/2011/02/21/nella-capitale-del-mediterraneo-forse-lanfiteatro-tornera-ad-essere-un-monumento/

  17. 21 Febbraio 2011 a 22:51 | #17

    anche Margherita, Nicola, Alessandra sono pronti :D

  18. 21 Febbraio 2011 a 16:23 | #18

    da La Nuova Sardegna, 20 febbraio 2011
    «Vi aiutiamo a smontare le tribune». Gli ambientalisti scrivono a Comune e soprintendenza archeologica e propongono lavoro volontario per liberare l’anfiteatro romano.

    CAGLIARI. «E’ ora di muoversi»: gli ambientalisti di Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra colgono al volo la volontà del Comune di instradarsi verso la decisione di smontare le tribune di legno dell’anfiteatro romano annunciata di fatto dall’assessore ai Lavori pubblici Raffaele Lorrai i cui uffici hanno elaborato il progetto preliminare per l’operazione. Togliere i tre anelli di acciaio e legno che hanno gravato per ormai undici anni sul monumento di Roma imperiale più importante di tutta l’isola costerà 800 mila euro, ma l’assessore ai Lavori pubblici spiega che il Comune comunque fa fatto un notevole risparmio negli anni scorsi evitando di costruire e demolire a ogni stagione le tribune provvisorie che prima della legnaia servivano per garantire gli spettacoli estivi. Dunque gli ambientalisti inviano una nota singolare: propongono di dare una mano nello smontare le tribune con lo scopo di abbattere i costi della manodopera, casomai i costi diventassero il nuovo pretesto per tenere il legno ancora lì. Questo eventuale temporeggiamento sarebbe un problema perché la soprintendenza archeologica ha lanciato ufficialmente l’allarme sui danni provocati dalle tribune pesanti, incardinate nella roccia lavorata dai Romani, capaci di creare una specie di mantello che ha modificato rovinosamente, dicono gli esperti, il microclima del monumento sepolto. Scrive Stefano Deliperi presidente del Gruppo: «Abbiamo chiesto in tutte le sedi decine di volte nel corso di questi ultimi anni la rimozione dell’allestimento di legno e tubi. La legnaia ormai è anche abusiva, essendo priva da anni delle autorizzazioni paesaggistiche e archeologiche necessarie. Ma facciamo un passo avanti: per abbattere i costi della manodopera ci offriamo volontari per demolire gratuitamente la legnaia che da troppi anni opprime il monumento, con almeno 10 ore di lavoro a testa, sotto la direzione della soprintendenza archeologica e invitiamo chiunque a fare altrettanto». Da qui l’invito: «Mandateci adesioni, con nominativi e recapiti, all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com. Provvederemo a rendere disponibile l’elenco dei volontari alla soprintendenza archeologica e al Comune».

  19. Marco Pitzalis
    21 Febbraio 2011 a 16:10 | #19

    Io ci sto! E vi aiuto a trovare volontari.

  20. 21 Febbraio 2011 a 16:08 | #20

    su Radio Press: http://www.facebook.com/notes/radio-press/lanfiteatro-romano-lo-liberiamo-noi-il-gruppo-dintervento-giuridico-si-offre-per/10150102548403670

    su Metro News Cagliari, 21 febbraio 2011
    Anfiteatro e legnaia: ecologisti volontari. (Ennio Neri)

    ANFITEATRO. “La legnaia? La smontiamo noi”. Il Gruppo di intervento giuridico cerca volontari per smontare le tribune in legno che da anni soffocano l’Anfiteatro romano. Gli ecologisti scrivono che l’assessore comunale ai lavori pubblici Raffaele Lorrai ha reso nota la predisposizione del progetto per lo smantellamento della struttura: 800 mila euro. “Per abbattere i costi della manodopera” – scrive Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico – ci offriamo volontari per demolire gratuitamente la legnaia che da troppi anni opprime il più importante monumento romano della Sardegna (con almeno 10 ore di lavoro a testa) sotto la direzione della Soprintendenza archeologica e invitiamo chiunque a fare altrettanto mandateci adesioni”.

  21. Claudia
    20 Febbraio 2011 a 22:37 | #21

    manca un direttore dei lavori, eccomi :-D

  22. 20 Febbraio 2011 a 22:00 | #22

    @pa : ho già la Colt 45 pronta ed Ennio Moricone ha già mandato il sottofondo musicale :P
    Stefano

  23. pa
    20 Febbraio 2011 a 21:04 | #23

    siamo già “i 4 dell’Ave Maria”, prossima tappa “quella sporca dozzina”……

  24. Juri
    20 Febbraio 2011 a 19:58 | #24

    Presente..

  25. 20 Febbraio 2011 a 17:10 | #25
  26. 20 Febbraio 2011 a 14:57 | #26

    da La Nuova Sardegna, 20 febbraio 2011
    Pronto il progetto per smontare le tribune. L’assessore ai Lavori pubblici annuncia che costerà 800mila euro. Lorrai nega che il monumento possa aver riportato danni dalla presenza prolungata del legno. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. L’assessore ai Lavori pubblici del Comune, Raffaele Lorrai, dopo undici anni ha fatto preparare il progetto per smontare tutte le tribune di legno dell’anfiteatro romano. La soprintendenza archeologica gliel’ha chiesto e il suo assessorato ha prontamente risposto. Incredibile, come tutto ciò che riguarda il monumento romano, ma vero. Naturalmente, ci tiene a precisarlo lo stesso assessore, la sua parte finisce col progetto che adesso è nella fase preliminare, poi si dovrà procedere per quello definitivo. Se il Comune smonterà le tribune sarà soltanto per decisione della giunta: succederà? E’ difficile credere che i due assessorati più direttamente coinvolti in quel che è successo all’unico manufatto romano imperiale giunto in condizioni di riconoscibilità fino alla nostra epoca dicano e facciano senza che questa sia ormai la volontà ufficiale della municipalità cagliaritana. Forse il silenzio generale (del Comune) rotto dalle due autorevoli voci dell’assessore alla Cultura e del collega ai Lavori pubblici si spiega col fatto che la demolizione della legnaia dovrà essere spesa anche politicamente. Ci sono le elezioni: si farà in modo che l’operazione torni utile. Perché altrimenti, per l’attuale amministrazione comunale, dirigenza compresa, lo smontaggio sarebbe una clamorosa sconfitta, così come risulta essere una sconfessione anche se troppo a posteriori della scelta della giunta Delogu. Il nocciolo della questione potrebbero diventare gli 800 mila euro che il Comune deve spendere per demolire la legnaia. Un sacco di soldi, che deve tirar fuori il Comune senza se e senza ma, però l’assessore Lorrai è un tecnico esperto ed è pronto a trasformare l’operazione di recupero dello scempio commesso in un’azione positiva che torna a vantaggio della municipalità: sì certo (spiega Lorrai) è il Comune che deve demolire e quindi deve spendere questi soldi, ma per dieci anni ha risparmiato gli 800 mila euro (per ogni stagione) delle strutture provvisorie che venivano montate in passato sempre all’anfiteatro per garantire gli spettacoli estivi. Questa era una delle giustificazioni utilizzate per dire che l’anfiteatro di legno si rivelava una scelta conveniente anche sul piano economico. Adesso serve per minimizzare i soldi da spendere per demolire. La prossima grana sul tema anfiteatro il Comune se la deve aspettare quando il monumento tornerà per intero alla luce del sole. Si vedrà quello che le tribune hanno lasciato. Lorrai dice subito: «Danni non credo ce ne siano, i tecnici hanno fatto vari sopralluoghi e non ci sono problemi». Peccato che tecnici di esperienza mirata sulla conservazione dei beni archeologici, quelli della soprintendenza, abbiano già censito alcuni punti di degrado e chiesto perizie tecniche più approfondite.

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