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Liberare l’Anfiteatro romano, liberare Cagliari.

  

Anfiteatro romano, Cagliari

Anfiteatro romano, Cagliari

anche su Il Manifesto Sardo (“Liberate l’Anfiteatro di Cagliari“), n. 93, 1 marzo 2011

 

Massimo Palmas ha parlato: “senza l’Anfiteatro romano si spezzano le gambe al settore”, cioè alla sua Sardinia Jazz-Sardegna Concerti, che per tanti anni ha lucrato non si sa bene a che titolo sul bene culturale grazie agli spettacoli organizzati all’Anfiteatro romano e si preparava alla prossima stagione estiva.

Massimo Palmas ha aperto le vendite dei biglietti per i suoi concerti estivi e ha ordinato di non rimuovere la legnaia che da tanti anni opprime il più importante monumento romano esistente in Sardegna.  Su meri ha parlato.

Ma che cosa è accaduto?   La Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari, superando atteggiamenti temporeggiatori, ha chiesto nelle scorse settimane al Comune di Cagliari di rimuovere la vergognosa legnaia accatastata sopra l’Anfiteatro romano di Cagliari.  Dopo il clamoroso e virtuoso voltafaccia dell’Assessore comunale alla cultura Pellegrini, che ha affermato la necessità di sbaraccare la legnaia dopo averla difesa per anni con lirica futurista, è stato l’Assessore comunale ai lavori pubblici Lorrai a render nota la predisposizione del progetto per lo smantellamento per l’importo di 800 mila euro.

Ma il buon Massimo Palmas non è rimasto con le mani in mano.  

Anfiteatro romano, illustrazione fine '800

Anfiteatro romano, illustrazione fine '800

Già condannato nel giugno 2000 (insieme ad Alessandro Capriola e Salvatore Pirino) a 3 anni e 8 mesi di reclusione dal Tribunale di Cagliari per i reati di falso in bilancio, false fatturazioni e truffa ai danni della Regione autonoma della Sardegna e attualmente indagato dalla Procura della Repubblica di Cagliari per abuso d’ufficio, peculato, truffa e malversazione insieme a dirigenti e funzionari del Comune di Cagliari per l’affidamento senza alcuna gara dell’Anfiteatro romano, Massimo Palmas ha da molti anni relazioni trasversalissime che non l’hanno certo danneggiato nell’attività di organizzazione degli spettacoli.  Dall’organizzazione delle Feste de L’Unità (secondo molte testimonianze) alla predisposizione di festival Jazz e spettacoli in proprio.   Ottime relazioni con l’allora Soprintendente dell’Ente Lirico Mauro Meli (promotore della legnaia insieme all’allora Sindaco di Cagliari e oggi senatore Mariano Delogu) e con le Amministrazioni comunali Delogu e Floris che affidarono sistematicamente alla sua Sardinia Jazz-Sardegna Concerti la gestione delle stagioni estive all’Anfiteatro romano.   Memorabili i finanziamenti acquisiti anche dalla Regione governata da Renato Soru, con l’Assessore alla cultura Maria Antonietta Mongiu, a parole strenua oppositrice della legnaia.  Coccolato e sostenuto da ampi settori del centro-sinistra e altrettanto ampi settori del centro-destra, oggi ha deciso di vender cara la pelle…della legnaia e di non abbandonare il lucroso Anfiteatro romano senza combattere.

E così arrivano le prese di posizione di noti esponenti della cultura come il presidente dell’omonima commissione del Consiglio comunale cagliaritano Maurizio Porcelli, conosciuto finora soprattutto per il feeling con la comunità rom, e dell’on. Mauro Pili, deputato, distintosi per non essersi mai occupato – nemmeno da Presidente della Giunta regionale – dell’Anfiteatro romano nemmeno per sbaglio.

Anfiteatro romano con allestimento per spettacoli, Cagliari

Anfiteatro romano con allestimento per spettacoli, Cagliari

Massimo silenzio finora da parte del candidato sindaco alle prossime elezioni comunali cagliaritane per il centro-destra, Massimo Fantola, e flebile voce contraria alla legnaia per Massimo Zedda, il candidato per il centro-sinistra (forse) unito.

E’ ora di muoversi: gli Amici della Terra e il Gruppo d’Intervento Giuridico hanno chiesto in tutte le sedi decine di volte nel corso di questi ultimi anni la rimozione dell’allestimento di legno e tubi.  La legnaia è, infatti, abusiva, essendo da anni priva delle autorizzazioni paesaggistiche e archeologiche necessarie.

Qui un approfondimento sulla vicenda.

Ma facciamo anche un passo avanti.  Per abbattere i costi della manodopera ci offriamo volontari per demolire gratuitamente la legnaia che nasconde l’Anfiteatro romano, uno dei tre soli scavati nella roccia tuttora esistenti – con almeno 10 ore di lavoro a testa – sotto la direzione della Soprintendenza archeologica e invitiamo chiunque a fare altrettanto: mandateci adesioni – con nominativi e recapiti – all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com.   Provvederemo a rendere disponibile l’elenco dei volontari alla Soprintendenza archeologica e al Comune di Cagliari.

Liberare da legname e tubi abusivi l’Anfiteatro romano è un po’ l’inizio della liberazione di Cagliari dalla cattiva amministrazione. 

Rimane un mistero kasteddaio il motivo per cui non sia stata già rimossa e non siano stati inchiodati alle loro responsabilità gli autori e i mandanti di questo vero e proprio delitto culturale.   Inchiodati almeno come le gradinate dell’Anfiteatro.

Gruppo d’Intervento Giuridico

P.S.   intanto nessuna notizia dell’Avviso pubblico per il concorso di idee per la progettazione, recupero e valorizzazione dell’anfiteatro romano e dell’area Archeologico – ambientale vicinale. Proroga dei termini di pubblicazione del Bando al 28/02/2011

(riproduzione immagine fine ’800, foto S.D., archivio GrIG)

  1. D.
    18 Marzo 2011 a 4:57 | #1

    Dai grandi ai piccoli comuni sono uno peggio dell’altro e mai che sbaglino in buona fede! Sempre guarda caso in mala fede! Mai che diano qualcosa al popolo di dovuto, no, o fanno danni o sottraggono! Mai che sia una iniziativa ecologica o di miglioramnto ambientale, no sempre di distruzione. Ci dovrebbe essere un efficace organo di controllo e come propose una parlamentare europea per la comunita’ europea, convegni e riunioni registrate con video e audio e rese pubbliche insieme alle carte. Visto che non sanno fare le cose in modo onesto che vengano vigilati da controllori ambientali esterni e che dopo un errore, danno all’ambiente o interesse privato vengano, cacciati e gli venga impedito di ripresentarsi. Non se ne puo’ piu’ di questa gentaglia.

  2. 10 Marzo 2011 a 15:21 | #2

    la Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per la Sardegna sulle dichiarazioni dell’on. Mauro Pili: http://www.sardegna.beniculturali.it/index.php?it/140/notizie/123/due-precisazioni-a-margine-delle-dichiarazioni-dellon-mauro-pili

  3. 8 Marzo 2011 a 15:39 | #3

    da La Nuova Sardegna, 8 marzo 2011
    Anfiteatro, in arrivo gli ispettori. L’Istituto superiore del restauro prepara l’indagine per accertare i danni. Il deputato Mauro Pili chiede che le tribune restino in nome della cultura Marco Minoja: no comment. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. L’estate prossima non ci saranno spettacoli all’anfiteatro romano. Il Comune ha scritto alle società che vendono biglietti che il monumento non è disponibile. La soprintendenza conferma: non ci saranno autorizzazioni per gli spettacoli, all’anfiteatro ora si deve fare altro.
    Già in settimana potrebbero arrivare gli ispettori dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro per gli accertamenti sui danni provocati dalla permanenza delle tribune di legno e metallo e anche su quale tipo di restauro avviare. L’Istituto è stato coinvolto dalla soprintendenza ai beni archeologici assieme alla direzione generale per i beni monumentali. Lo scopo è noto: «Precisare la diagnostica – spiega il soprintendente Marco Minoja – sul deterioramento avvenuto e gli interventi da adottare». Minoja non ha dubbi sul fatto che l’estate prossima non ci saranno spettacoli nel monumento romano: «Il Comune ci conferma per iscritto la volontà di portare avanti la decisione di non autorizzare più spettacoli nel monumento e ci conferma che è in corso tutto il lavoro avviato». Si tratta del progetto per smontare le tribune, costoso e lungo, adesso nella fase preliminare. La nuova volontà del Comune ha fatto cadere anche l’ultima bugia che per anni ha contribuito a tenere in piedi la baracca di legno: non è vero che, come il Comune disse nel 2000 davanti alle polemiche sulla copertura del monumento, ha mai avuto l’intenzione di smontare le tribune alla fine di ogni stagione. La provvisorietà delle strutture era la condizione sulla quale la soprintendenza aveva rilasciato l’autorizzazione a installare le tribune. Il litigio Comune-soprintendenza cominciò già alla fine della prima stagione, nel 2000: amovibile per la soprintendenza voleva dire che si sarebbe tolto tutto; per il Comune invece l’aggettivo indicava soltanto la tipologia dell’impianto ma non l’impegno a smontare tutto ogni anno. Smontare ogni anno sarebbe costato troppo e così il Comune ha tenuto l’anfiteatro sepolto per undici anni, risparmiando (lo ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici Lorrai) 800 mila euro l’anno tanti erano i denari necessari per montare a ogni estate le strutture provvisorie. Gli esperti della soprintendenza hanno già constatato alcuni danni nel monumento provocati dal montaggio delle tribune (alcuni piloni sono infissi anche nelle gradinate) e dalla loro permanenza prolungata. La volontà del Comune è stata messa per iscritto, ma Minoja non nasconde il fatto che, se per caso ci fosse un’improbabile perché impossibile retromarcia, dalla soprintendenza non arriverà l’autorizzazione agli spettacoli estivi, passaggio indispensabile e non eludibile. Minoja non commenta il contenuto della conferenza stampa organizzata domenica sera in un anfiteatro rischiarato dalle candele dove il deputato Mauro Pili davanti a un pubblico di settanta persone ha chiesto che le tribune non vengano smontate perché, in estrema sintesi, non ci sarebbe altro modo che tenere le tribune se lo si vuole valorizzare e mantenerlo in buone condizioni. Pili ha segnalato la necessità di dare spazio alla cultura e di preservare posti di lavoro (le guide che fanno visitare il monumento). Minoja non entra nella discussione, ma riafferma: il monumento si è rovinato, bisogna smontare, restaurare e riconsegnare alla collettività. Magari con un impianto minimo per spettacoli di giusta dimensione. Siracusa, Taormina, Verona (il teatro, non l’arena) insegnano.

  4. 7 Marzo 2011 a 14:01 | #4

    secondo quanto riferisce Vito Biolchini (http://vitobiolchini.wordpress.com/2011/03/06/quirra-tuvixeddu-anfiteatro-e-nuovo-stadio-ad-elmas-il-degrado-come-ricatto-e-una-comica-fuga-dal-principio-di-realta/#comment-4220), c’erano 80 persone, compresi giornalisti e cameramen. Una sessantina di manifestanti. Rispetto alle sbandierate “centinaia di posti di lavoro” un po’ pochino.

    da La Nuova Sardegna, 7 marzo 2011
    CONFERENZA. Anfiteatro, appello a lume di candela.

    CAGLIARI. «Dobbiamo impedire che sull’anfiteatro romano cali il buio dell’abbandono e dobbiamo rendere il sito fruibile sia sul piano archeologico che culturale», lo ha affermato Mauro Pili (Pdl), coordinatore di Unidos Sardegna, secondo il quale «è una struttura che deve vivere. Eliminare le strutture lignee, per l’intervento non ci sono nè progetti nè soldi, significa far morire il sito archeologico». «Ci sono in gioco centinaia di posti di lavoro – ha spiegato Pili – e non possiamo permettere ad una struttura di questa valenza un salto nel buio. Per questa ragione occorre proporre soluzioni e progetti che rendano compatibile il sito archeologico con la sua fruizione culturale». Per parlare del futuro dell’Anfiteatro è stato organizzato all’ingresso della struttura romana un incontro con le associazioni culturali e la stampa organizzato da Unidos Sardegna e Club della Libertà.

    da L’Unione Sarda on line, 7 marzo 2011
    Anfiteatro, la via di Pili per la tutela. “Se vuole vivere non deve chiudere” Mauro Pili all’Anfiteatro romano.

    Un’ottantina di persone ha partecipato ieri sera all’iniziativa promossa dal deputato del Pdl Mauro Pili e dal movimento Unidos Sardegna contro l’ordine impartito dalla Sovrintendenza di chiudere il sito archeologico. Come colonna sonora il canto instancabile delle cicale, per riflettori le luci di decine di candele, palcoscenico lo splendido scenario dell’Anfiteatro romano. Un’ottantina di persone ha partecipato ieri sera all’iniziativa promossa dal deputato del Pdl Mauro Pili e dal movimento Unidos Sardegna contro l’ordine impartito dalla Sovrintendenza di chiudere il sito archeologico, uno dei più belli della Sardegna, agli spettacoli estivi, nonché di procedere all’immediato smantellamento delle gradinate lignee piazzate dieci anni fa dal Comune laddove non c’erano più i gradoni in pietra. Una decisione che gli organizzatori della fiaccolata, a cui hanno partecipato il presidente della commissione comunale cultura Maurizio Porcelli, l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Lorrai e il vicepresidente del consiglio provinciale Alessandro Soriga, non hanno esitato a definire «miope e controproducente per la stessa tutela del sito».

  5. 7 Marzo 2011 a 0:23 | #5

    @pietra intubata : si avvicina la primavera, è ora di fare pulizia e di sbaraccare la “legnaia”…

  6. pietra intubata
    6 Marzo 2011 a 20:21 | #6

    @Gruppo d’Intervento Giuridico ed escono dal letargo, erano tutti spariti da un po’

  7. 6 Marzo 2011 a 18:30 | #7

    si avvicina la primavera ;)

    da La Nuova Sardegna, 6 marzo 2011
    Le associazioni: «Via quelle tribune». E alla manifestazione compare anche un corteo dei dipendenti del Lirico. Legambiente propone un osservatorio sul sito monumentale.

    CAGLIARI. Perchè le tribune lignee dell’anfiteatro vengano smontate serve una delibera della giunta comunale. Se arriverà è da stabilirsi: sotto elezioni ogni scelta si affaccia sul precipizio del consenso. Intanto una parte della città chiede che il monumento ritorni alle origini.
    Ieri l’archeologa ed ex assessore regionale ai beni culturali Maria Antonietta Mongiu ha guidato insieme al leader sardo di Legambiente Vincenzo Tiana una sessantina di persone all’esplorazione dell’arena romana, che vista al sole primaverile del mattino assomiglia ancora di più a un cantiere edile. Così com’è – è stato spiegato – il teatro antico riceve quattromila visitatori l’anno, pochissimi in rapporto all’importanza storica del sito. L’emergenza però è legata ad altro: «Siamo nella piena illegalità – ha avvertito la Mongiu – perchè questa struttura doveva essere smantellata già anni fa ed è stata realizzata senza conoscere il monumento». Ora c’è il rischio, ufficializzato dal sovrintendente Marco Minoja, che si sgretoli il basamento antico dove undici anni fa sono stati conficcati i plinti d’acciaio a sostegno della gradinata. Gli esperti parlano di fratture nella roccia, di muffe, di umidità che s’insinua e indebolisce la struttura. Allora: il progetto elaborato dall’assessore comunale ai lavori pubblici Raffaele Lorrai prevede un costo di 800 mila euro per rimettere a nudo l’anfiteatro. Ma si troverà un’impresa disposta a togliere l’architettura artificiale costruita nel 2000 – sei miliardi dai fondi del Giubileo, giunta Delogu – rischiando le conseguenze penali legate al danneggiamento del sito? A questa domanda dovrà dare una risposta l’amministrazione comunale, che attraverso l’assessore alla cultura Giorgio Pellegrini ha già liquidato la stagione estiva dei concerti: lettere agli organizzatori, tutto sospeso e arrivederci. Nel frattempo le associazioni che ieri hanno aderito alla giornata di ‘Abbracciamo la cultura’ – il comitato per l’anfiteatro, Italia Nostra, Legambiente, Social Forum, Wwf, Articolo 21, Comitato sardo per il paesaggio, Club Unesco e Cgil – chiedono ancora una volta che il monumento più importante della città «venga liberato dalla camicia di forza che lo sta distruggendo». Un intervento rimandato per anni, oggi diventato urgente grazie alla discesa in campo del sovrintendente Minoja, il solo che dal 2000 ad oggi abbia compreso sino in fondo a quale pericolo è esposto il sito archeologico di viale Fra Ignazio. Ora si parla di nuovi sopralluoghi da parte di tecnici ministeriali e di un prossimo, probabilissimo intervento della Direzione regionale dei beni culturali. Con l’obbiettivo di chiudere la questione nel solo modo possibile, quello rivendicato anche ieri dalle associazioni: smontare tutto, mettere rimedio a un errore commesso undici anni fa.
    Legambiente propone l’istituzione di un Osservatorio per il monumento: «Appurato – ha detto Tiana – che la copertura debba essere rimossa, ora vogliamo che questa operazione sia effettuata senza causare danni all’Anfiteatro».
    Intorno a mezzogiorno sono comparsi anche i lavoratori del teatro lirico, reduci da una passeggiata con cartelli di protesta per le strade principali della città cominciata proprio dalla struttura di via Sant’Alenixedda per denunciare la preoccupazione per il futuro della programmazione artistica. L’idea di installare l’enorme gradinata di legno partì nel 2000 proprio dal teatro lirico: l’allora sovrintendente Mauro Meli convinse il sindaco Mariano Delogu che solo con una tribuna da cinquemila posti si sarebbero potute allestire opere di alto livello all’aperto. In realtà l’arena fu usata solo tre volte, la più nota per i concerti miliardari di Lorin Maazel. Lunedì sarà a in città il nuovo soprintendente Gennaro Di Benedetto, nominato giovedì dal consiglio di amministrazione del teatro. Lo attende un impegno improbo: risanare le finanze della Fondazione appesantite da un debito di oltre venti milioni. (m.l)

  8. 6 Marzo 2011 a 18:20 | #8

    questo è il messaggio che sta arrivando a tanti cagliaritani.

    —– Original Message —–
    From: Box Office Sardegna (info@boxofficesardegna.it)
    To: ******************
    Sent: Sunday, March 06, 2011 12:53 AM
    Subject: TENIAMO APERTO L’ANFITEATRO

    Domenica partecipa alla manifestazione per utilizzare l\’Anfiteatro per gli spettacoli
    Ti aspettiamo alle ore 20-00 all\’Anfiteatro Romano con torce e candele

  9. 3 Marzo 2011 a 20:49 | #9

    @f : vi sono delle competenze di legge in caso di usi non autorizzati/opere non autorizzate relativi a beni culturali stabilite dal decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. Se non provvede il diretto interessato (in questo caso il Comune di Cagliari), devono provvedere in via sostitutiva la Regione e il Ministero per i beni e attività culturali. E’ bello chiedere sempre nuove competenze e affermare che si vogliono tutelare i propri beni culturali “identitari”, ma è ancora più bello – nonchè doveroso – esercitarle, queste competenze.
    Le autorizzazioni per la “legnaia” erano temporanee e sono scadute da un bel pezzo.
    E non si finanzia un uso di un bene culturale definito “incompatibile”.
    Le critiche vanno a chi ha realizzato la “legnaia”, a chi l’ha finanziata, a chi l’ha mantenuta e a chi non ha fatto nulla per rimuoverla e ancora non l’ha rimossa. A ciascuno il suo, per la sua parte.
    E comunque ancora non siamo riusciti a sapere quali atti concreti abbia compiuto l’Assessore Mongiu nel periodo in cui era parte della Giunta regionale (2007-2009) per sbaraccare la “legnaia” ;)

  10. f
    3 Marzo 2011 a 18:20 | #10

    a mio avviso i contributi alle associazioni oppure operatori privati che usufruiscono dell’anfiteatro hanno poco a che fare con la tutela del bene anfiteatro , vi sono organi dello stato deputati a questo.
    la legnaia è stata costruita dal comune di cagliari gli attacchi andrebbero indirizzati a chi ha costruito quell’opera e a chi ha permesso questo vedi la soprintendenza
    per quanto riguarda la rimozione coattiva non so , se fosse vero posso solo immaginare quante polemiche sarebbero scoppiate stile tuvixeddu sul decisionismo della giunta soru piuttosto che sulla certezza del diritto polemiche purtroppo trasversali
    l’onere della rimozione spettava all’ente che ha fatto quelle opere
    specialmente se i soprintendenti che si sono succeduti a santoni hanno dato parere negativo
    il dramma dell’anfiteatro é che le opere hanno avuto il bene placido degli organi deputati alla tutela come a tuvixeddu

  11. 3 Marzo 2011 a 16:48 | #11

    @f : ti chiedevamo, però, quali atti concreti abbia posto in essere quando è stata Assessore regionale della cultura (2007-2009), cioè quando ha avuto anche potere decisionale.
    Chiedere, a termini di legge, a Soprintendenza e Comune di sbaraccare la “legnaia” l’abbiamo fatto anche noi parecchie volte. Da Associazioni ecologiste di semplici cittadini. Da Assessore regionale alla cultura aveva competenze dirette, proprie e in sede collegiale di Giunta regionale, per rimuovere coattivamente la “legnaia” (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e per negare o almeno tagliare i contributi alle stagioni estive di spettacoli all’Anfiteatro romano.
    L’ha fatto?

  12. f
    3 Marzo 2011 a 16:40 | #12

    si interessò gia quasi vent’anni fa insieme al prof Romagnino al tema del recupero e salvaguardia del sito
    da assessore piu volte ha sollecitato le autorità competenti come la soprintendenza archeologica ad intervenire e lo stesso comune di cagliari
    penso che il curriculum della Mongiu sia una concreta testimonianza di impegno concreto per la tutela dei beni culturali in questa città da quasi 40 anni .

  13. 2 Marzo 2011 a 17:57 | #13

    @f : puoi citare quali atti concreti abbia posto in essere l’Assessore Mongiu (2007-2009) per rimuovere legno e tubi dall’Anfiteatro romano?

  14. f
    2 Marzo 2011 a 16:48 | #14

    mi sembra che la giunta passata in particolare la Mongiu sia stata oppositrice della legnaia con i fatti da tempi non sospetti.
    l’articolo é interessante ma un po qualunquista

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