Assalto speculativo alla piana di Castiadas.
paesaggio agrario, Sardegna
Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (7 marzo 2011) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione di opportuni interventi riguardo la recente (verbale dell’1 dicembre 2010) verifica di coerenza delle volumetrie rispetto al piano paesaggistico regionale – P.P.R. riferita a ben 14 piani di lottizzazione nella piana di Castiadas (CA) al Ministro per i beni e le attività culturali, all’Assessore regionale dell’urbanistica, al Soprintendente per i beni ambientali di Cagliari, al Direttore del Servizio tutela del paesaggio di Cagliari, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del N.O.E.
Nel contempo è stata interessata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per le valutazioni di competenza.
In diversi casi i piani di lottizzazione sono ritenuti realizzabili a condizione di favorevole “studio di compatibilità idraulica, geologica, geotecnica” (art. 8 delle norme di attuazione del piano di assetto idrogeologico – P.A.I.), in ogni caso di rilascio di autorizzazione paesaggistica (art. 9 della legge regionale n. 28/1998), talvolta di procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.);
Ma non sarebbe finita qui, perché pare che in lista d’attesa vi siano altri 18 piani di lottizzazione per centinaia di migliaia di metri cubi di volumetrie complessive.
Questa vera e propria colata di cemento che cambierà radicalmente i connotati della campagna e della costa sta procedendo grazie alla norma transitoria del P.P.R. (art. 15) che conferma vigenza ai piani urbanistici comunali già approvati all’entrata in vigore del medesimo P.P.R. ed elaborati sulla base degli illegittimi piani territoriali paesistici (1993), annullati su ricorsi degli Amici della Terra (1998, 2003), nonché alla normativa regionale sul c.d. piano per l’edilizia (legge regionale n. 4/2009).
La piana di Castiadas, fra i monti e il mare (località Sitò, San Pietro, Monti Turnu, Cala Sinzias, Cala di San Pietro), infatti, sta per essere invasa da 14 piani di lottizzazione (Società coop. edilizia Amici di Spazio Mare, Mobygest s.r.l., Società coop. Ope, Camping Garden Cala Sinzias e Mario Mulas, Pegaso s.r.l., Michele Bernardo e più, Fabrizio Perotti, Tito Pilia, Fabio e Sabrina Murru, San Pietro Orizzonti s.r.l., Nicola Internicola e Calogera Ciaccio, Mario Vargiolu) per ben 186.171 metri cubi di volumetrie complessive.
Si tratta in gran parte di aree agricole, con coltivazioni tuttora in atto, in parte coperte da macchia mediterranea anche ad alto fusto, con presenza di nuraghi (Gibe Trutturi, San Pietro, Sitò) e di corsi d’acqua (Rio S. Pietro, Rio de sa Zarpixedda). 
In buona sostanza, il tipico paesaggio agricolo sardo, proprio delle aree di bonifica agraria, che costituiscono “aree d’insediamento produttivo di interesse storico-culturale … in relazione a fondamentali processi produttivi di rilevanza storica” tutelate con il “divieto di alterare le caratteristiche essenziali” (art. 58, comma 1°, delle norme di attuazione del P.P.R.). Si deve evidenziare che Inoltre, “la nuova edificazione (come nei casi previsti dai suddetti piani di lottizzazione, n.d.r.) è consentita solo se prevista nei piani urbanistici comunali adeguati al P.P.R. e nei programmi di conservazione e valorizzazione dei beni paesaggistici” (art. 58, comma 5°, delle norme di attuazione del P.P.R.). E il P.U.C. di Castiadas non è stato adeguato al P.P.R.

Cardellini
Questo “il contesto paesaggistico e ambientale di riferimento” al quale deve sottostare anche la normativa sarda sul c.d. piano per l’edilizia (art. 13 della legge regionale n. 4/2009): tuttavia, la Giunta regionale – in quella seduta presieduta dall’allora Assessore dell’urbanistica Gabriele Asunis – ha provveduto alla “correzione” del P.P.R. riperimetrando le aree di bonifica agraria di Castiadas, escludendone una parte, con la deliberazione Giunta regionale n. 29/27 del 29 luglio 2010. Si ignora in base a quali criteri.
Una colata di cemento dalle potenzialità devastanti che bisogna cercare di fermare ad ogni costo.
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra
(foto S.D., archivio GrIG)




Applicare il modello villettopoli-palazzinaro ad un territorio del genere significa condannare al suicidio collettivo un territorio che non può permettersi di farlo. Il turismo genera ricchezza aumentando la quantità e la qualità dei servizi, insomma variegando l’offerta, non consumando senza criterio la ricchezza su cui si fonda, la risorsa naturale e paesaggistica. Non mollate questa battaglia!
sono completamente d’accordo,non si può devastare una terra così bella,i nostri amministratori hanno lavorato male,è vero che bisogna dare una scossa ma basterebbe
dare l’opportunità ad ogni singolo individuo di produrre nella sua propietà diventando piccolo imprenditore senza devastarla è creando una microeconomia su tutto il territorio…..
non per pochi eletti.
CITTADINO CASTIADESE
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io vorrei capire:
Il GGRI si sta impegnando per semplificare l’accesso alla terra migliorando la condizione di vita degli agricoltori e facilitando l’integrazione dell’attività agricola con quella turistica?
il GGRI si sta impegnando per rendere più facile la costruzione di case in materiali biodegradabili, ridurre i costi per il trattamento delle acque reflue, favorire il dialogo tra ricerca ed agricoltura biologica, risolvere il problema della psilla dell’eucaliptus per fare un esempio?
il GGRI si è mai impegnato nel rendere meno industriale il processo di trasformazione delle materie prime in strutture domestiche, per istruire la popolazione sulle biotecnologie più adeguate ad uno sfruttamento sostenibile delle risorse ambientali rinnovabili, per trovare e solo successivamente insegnare metodi remunerativi e sostenibili di forestazione?
Queste e molte altre azioni concrete e positive darebbero un reale aiuto all’economia reale di quest’isola svincolandola da meccanismi speculativi che oggettivamente la impoveriscono. Se il GGRI stesso occupandosi di risolvere questi problemi allora sarei ben liento di finanziarla, supportarla e pubblicizzarla. Anche questi sono importanti servizi in campo giuridico di cui avremo realmente bisogno.
Purtroppo nella nostra italietta si verifica un eventuccio spiacevole, ossia che, quando si esce da una logica di attacco e si passa ad una logica di costruzione delle alternative tutto diventa noioso e troppo complesso e paradossalmente invece, questo esacerbare il controllo ed aggrovigliare leggi su leggi e norme su norme agevola solo i più forti e i più criminali mentre limita l’iniziativa del cittadino onesto. Fate uno sforzo e voltate pagina!
sempre la solita solfa… basta con la demagogia, con un falso ambientalismo di comodo fatto di critiche senza soluzioni alternative. Fatelo per la vostra decenza e il vostro buoncuore, abbiate rispetto della vostra coscienza.
La speculazione è ormai l’unica fonte di reddito di questo squallido paese? o magari avete delle alternative da dare? Gli agricoltori affogano dietro a normative per la sicurezza alimentare che soffocano l’iniziativa di chi non si voglia indebitare, il mercato chiede elevata specializzazione rendendo le aziende complici del deterioramento rovinoso dei paesaggi, e voi cosa sapete fare? …criticare… inorriditi… dall’alto delle vostre poltroncine… che tristezza!
Trovate le alternative alla speculazione, altrimenti tacete e guardate tutto degradarsi. Ma non pretendete più che siano gli enti pubblici o i politici a risolvere questa situazione. Chiunque non trovi soluzioni alternative E’ COMPLICE e i lamentini di comodo non servono, la gente deve lavorare e deve mangiare e la gente ha il diritto di cercare di cavare diche vivere dalla propria terra, sicuramente ci sono altri metodi per farlo, ma nè voi nè lo stato li hanno trovati o s’impegnano a farlo. una volta tanto vergognatevi voi.
@g.luca Meno male che ogni tanto qualcuno ci spiega quale sia il modello migliore per la villeggiatura in Sardegna: migliaia di seconde case, alberghi aperti tre mesi all’anno, e mortorio per i restanti nove mesi. Questo modello lo conosciamo già e, fino ad oggi, non ha reso la nostra Regione più ricca e felice delle altre, non ci ha impedito di avere un tasso di disoccupazione spaventoso, stiamo ancora aspettando che in Costa Smeralda assumano almeno uno o due dei tanti operai licenziati, dei cassintegrati, dei precari, dei disoccupati sardi, e lo facciano per dodici mesi all’anno o, perlomeno, creino il famoso indotto per lo stesso periodo. La Sardegna deve solo gestire meglio le strutture esistenti, deve farsi bella nel senso che deve essere pulita, deve garantire servizi, deve migliorare i trasporti pubblici, deve valorizzare le zone interne con la creazione di parchi, non deve addobbarsi di cemento. E finiamola di raccontare bugie sull’importanza delle infrastrutture “fondamentali per il turismo”, servono solo ai costruttori, che si lagnano quando gli affari non sono più milionari, ma non ai turisti.
@g.luca : e i turisti arriverebbero a frotte per villeggiare in una campagna cementificata?! Ma siamo seri…
sono sono parole il problema non e’ il verde e che non si vuole una Sardegna a modello delle migliori localita’ di villeggiatura . vi ricordo la costa azzurra l’emilia romagna la toscana la costa smeralda solo x citarne alcune. E’qualcuno mi dica ad aggi quanti poderi risultano coltivati nella piana di castiadas.
quindi non facciamo i moralisti oggi come oggi l’ unica risorsa x la sardegna e’ il turismo e se non si creano le infrastutture x poter ospitare le migliaia di turisti che arriverebbero tutto l’anno. vi conviene trasformarla come l’isola di montecristo ,una splendida isola disabitata SMETTETELA DI PIANGERE E DATEVI DA FARE costruite una grande Sardegna x voi e i vostri figli.
da La Nuova Sardegna, 9 marzo 2011
Quattordici piani di lottizzazione sono in partenza grazie alla correzione imposta dalla Giunta regionale al piano paesaggistico. Castiadas, via libera all’invasione del cemento.
La denuncia delle associazioni ecologiste alla Procura: «Decisione inspiegabile e illegittima».
Previste volumetrie per 186mila metri in aree agricole. (Mauro Lissia)
CAGLIARI. Quattordici piani di lottizzazione per altrettanti interventi edilizi nella piana di Castiadas, sono 186 mila metri cubi da costruire che hanno avuto il via libera dalla Regione grazie a una «correzione» del piano paesaggistico.
La denuncia alla Procura della Repubblica è firmata dal responsabile del Gruppo di intervento giuridico Stefano Deliperi, che insieme agli Amici della Terra chiede l’intervento della Regione, della sovrintendenza ai beni ambientali, del Corpo forestale e dei carabinieri del Noe. Secondo l’associazione ecologista i piani di lottizzazione devono essere sottoposti a una serie di valutazioni previste dalle norme, ma stando ai documenti sarebbero passati al vaglio regionale grazie all’articolo 15 del Ppr, quello che consente le deroghe ai divieti in base a intese tra enti locali e amministrazione regionale: secondo Deliperi «questa colata di cemento cambierà radicalmente i connotati della campagna e della costa». La piana di Castiadas, fra i monti e il mare (località Sitò, San Pietro, Monti Turnu, Cala Sinzias, Cala di San Pietro) verrà colpita da quattordici piani di lottizzazione – Società coop edilizia Amici di Spazio Mare, Mobygest s.r.l., Società coop Ope, Camping Garden Cala Sinzias e Mario Mulas, Pegaso s.r.l., Michele bernardo e più, Fabrizio Perotti, Tito Pilia, Fabio e Sabrina Murru, San Pietro Orizzonti s.r.l., Nicola Internicola e Calogera Ciaccio, Mario Vargiolu) per ben 186.171 metri cubi di volumetrie complessive.
Nell’esposto inviato alle autorità il Gruppo di intervento giuridico spiega che «si tratta di aree agricole, con coltivazioni tutt’ora in atto, in parte coperte da macchia mediterranea anche ad alto fusto, con presenza di nuraghi e di corsi d’acqua». Ma in una seduta della giunta regionale presieduta dall’allora assessore all’urganistica Gabriele Asunis è stato modificato il piano paesaggistico con una riscrittura del perimetro agrario di Castiadas: una parte – secondo Deliperi – è stata esclusa sulla base di criteri misteriosi e questo ha garantito il via libera agli interventi. Tutto questo malgrado il piano urbanistico di Castiadas non sia stato mai adeguato al Ppr. Ora, dopo la denuncia delle due associazioni ecologiste, sull’operazione-Castiadas indagherà il Corpo Forestale, che ha già lavorato a lungo nella stessa area scoprendo numerosi presunti abusi edilizi fra cui quello del vicesindaco Eugenio Murgioni.
ma non vi risulta che gran parte della piana di Castiadas come Maloccu, alla ribalta anni fa per la grandiosa idea di realizzare li un aeroporto di linea, sia gravata da diritti d’uso civico?
Che schifo, non ho parole! Assessori e sindaco non si smentiscono! Complimenti! e nessuno di Castiadas reagisce…. Svegliatevi prima che sia troppo tardi!!!
SONO SENZA PAROLE …NON PENSAVO CHE LA PIANA DI CASTIADAS CORRESSE UN SIMILE PERICOLO! HO GIA’ VISTO CERTI SCEMPI,MA SINO A CHE NON LA VIOLENTANO PER BENE E LA PRIVANO DELL’ANIMA NON SONO CONTENTI! SOLO UN APPUNTO…NON DIMENTICHIAMO CHE LA MAGGIOR PARTE DI QUESTI DISASTRI SONO FATTI GRAZIE AGLI AMMINISTRATORI LOCALI!MA PERCHE’ NESSUNO LI INQUISISCE?VI PREGO…EVITATE QUESTO ENNESIMO SCEMPIO!
cosa fare? Beh, in primo luogo potete iscrivervi al GrIG e sostenere così le nostre-vostre azioni per la salvaguardia del nostro-vostro ambiente!
STOP con la speculazione edilizia preserviamo il nostro territorio. Cosa dobbiamo e Possiamo fare???? Ditemi cosa devo fare. Se per bloccare questo scempio si deve passare di porta porta per ottenere delle firme facciamolo. Se i turisti vengono ancora qui e perché trovano una natura ancora intatta. Non impariamo niente su la speculazione!!! in Spagna da quando hanno costruito a dismisura su le coste non ci va più nessuno. E poi cosa lascia le strutture alberghiere al territorio si non sporcizia da pulire tutto lungo le spiagge e le strade. Le tasse loro le incassano dove vi e la sede che non e la Sardegna. Aiutiamo Castiadas, ma anche Costa Rei tutto il litorale sarrabese.
ma i verdi che sono al parlamento europeo che cosa fanno? dormono?
ma una leggina salva campagne non e’ possibile? piu’ passa il tempo e questi berluscones ci cancellano l’anima.
AIUTO