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Interrogazione parlamentare per la rimozione della “legnaia” dall’Anfiteatro romano di Cagliari.

Anfiteatro romano con allestimento per spettacoli, Cagliari

Anfiteatro romano con allestimento per spettacoli, Cagliari

 

L’ on. Federico Palomba, cagliaritano, deputato dell’ Italia dei Valori, ha presentato ieri un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi per la rimozione della legnaia che da troppi anni opprime l’Anfiteatro romano di Cagliari.  

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

COMUNICATO STAMPA
PALOMBA (IDV), INTERROGAZIONE SULL’ANFITEATRO ROMANO DI CAGLIARI: BASTA CON LE TERGIVERSAZIONI E SI TORNI ALLA LEGALITà CON  L’IMMEDIATA RIMOZIONE DELLA STRUTTURA LIGNEA ORMAI ABUSIVA.

Per quali motivi il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, il Direttore regionale per i beni culturali ed il paesaggio per la Sardegna e i competenti Soprintendenti continuano a consentire lo svolgimento di spettacoli sostenuti anche con fondi pubblici in una struttura ormai priva dei necessari requisiti di legittimità? E’ quanto chiede il deputato dell’Italia dei Valori Federico Palomba in un’interrogazione nella quale denuncia lo stato di degrado dell’Anfiteatro romano di Cagliari, monumento di epoca romana che dal 2000 occupato da un allestimento ligneo che ne ostruisce la fruizione culturale da parte dei cittadini. Da anni associazioni ecologiste quali il  Gruppo d’Intervento Giuridico-Amici della Terra, e tanti cittadini cagliaritani organizzati in comitati e a titolo individuale, sistematicamente, chiedono la liberazione dell’Anfiteatro romano proponendo soluzioni alternative. Nonostante la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari abbia negato ogni proroga all’uso dell’Anfiteatro romano per gli spettacoli estivi e il Comune di Cagliari abbia già predisposto un progetto per lo smontaggio delle strutture di legno e metallo – spiega Palomba nell’interrogazione – l’organizzazione Sardegna Concerti, attuale affidataria del monumento, ha avviato la vendita di biglietti per spettacoli della stagione estiva 2011, pur in presenza di indagini da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. Nell’interrogazione il deputato dell’Idv ripercorre le tappe della vicenda dal 1998, data del primo rilascio del nullaosta paesaggistico dal parte dell’Ufficio regionale per la tutela del paesaggio che presupponeva la realizzazione di una struttura temporanea. Dopo tredici anni, nonostante dal dicembre 2003 l’allestimento in legno non risulti più neppure autorizzato sul piano paesaggistico e nonostante ai sensi di legge la Regione abbia il potere di ordinare la rimozione delle opere non autorizzate e il ripristino ambientale dell’area, la struttura legnosa è ancora al suo posto. Il deputato dell’Idv nell’interrogazione chiede al ministro per i Beni e le Attività Culturali e al Direttore regionale per i beni culturali e il paesaggio per la Sardegna «di disporre i necessari provvedimenti coattivi finalizzati alla rimozione dell’allestimento ligneo e metallico ormai da anni non più autorizzato».

Anfiteatro romano, illustrazione fine '800

Anfiteatro romano, illustrazione fine '800

Di seguito il testo dell’interrogazione:

Al Ministro per i beni e le attività culturali

Interrogazione a risposta scritta per sapere, premesso che:

- dal 2000, purtroppo, l’Anfiteatro romano di Cagliari, il principale monumento di epoca romana esistente in Sardegna nonché uno dei tre soli anfiteatri romani scavati nella roccia ancora esistenti, è occupato da un allestimento ligneo per gli spettacoli estivi inizialmente predisposti dall’Ente lirico di Cagliari, che ne ostruisce la piena e soddisfacente fruizione culturale;

- l’Anfiteatro romano riveste le caratteristiche di bene culturale ai sensi degli articoli 10 e seguenti del decreto legislativo n. 42 del 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) e successive modifiche ed integrazioni, ed è tutelato con vincolo paesaggistico ai sensi dell’articolo 142, comma 1, lettera m), del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche ed integrazioni; ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modifiche ed integrazioni, “I beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”;

- l’intervento comunale di allestimento ligneo ha beneficiato di un finanziamento pubblico di 6,5 miliardi complessivi di vecchie lire, ai sensi della legge n. 270 del 1997, e della legge regionale n. 30 del 1993, condizionato all’utilizzo dell’intervento medesimo per almeno 5 anni, ampiamente scaduti;

- l’Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport – Ufficio tutela del paesaggio- aveva rilasciato il nullaosta paesaggistico n. 9164 del 30 novembre 1998, ex articolo 151 del decreto legislativo n. 490 del 1999 allora vigente “visto il carattere di amovibilità e temporaneità dell’intervento” ed il medesimo Consiglio comunale aveva approvato il progetto definitivo ex articolo 42 della normativa di attuazione del piano regolatore generale allora vigente (deliberazione n. 21 del 23 febbraio 1999) con la considerazione che “il progetto è costituito essenzialmente da strutture di adeguamento quasi interamente amovibili ad eccezione di alcuni locali (servizi igienici, ndr) di modesto volume”;

- l’intervento di allestimento ligneo, definito in tutti gli atti disponibili “temporaneo e reversibile”, risulta autorizzato “con condizioni” sul piano della tutela archeologica con note della Soprintendenza ai beni archivistici n. 7252/1 del 14 ottobre 1998; n. 8840 del 9 novembre 1998; n. 9373 del 25 novembre 1998; n. 8989/1 del 23 dicembre 1999 (relativa alle modalità del rilievo archeologico, che presuppone la completa rimozione degli interventi); n. 9170 del 30 dicembre 1999 (individuazione dei 44 punti di appoggio ed ancoraggio) e n. 3375/1 del 16 maggio 2000. D’altra parte, la Soprintendenza non poteva non autorizzare un intervento relativo ad “usi non compatibili con il … carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla … conservazione o integrità”, ex articolo 21 del decreto legislativo n. 490 del 1999 allora vigente (Cassazione penale, sez. III, 19 gennaio 1994, n. 2288); con la nota n. 6735 del 9 ottobre 2000;L'Anfiteatro romano di Cagliari, proprio carne di porco.

- il Soprintendente invitava, quindi, il Comune di Cagliari “a provvedere, con la consentita sollecitudine, alla restituzione del monumento alla naturalità del contesto archeologico e perciò a rimuovere tutte le impalcature lignee relative alla platea ed al palco, nonché alle gradinate delle estremità settentrionale, orientale e occidentale e delle relative vie di fuga, fatti salvi gli apprestamenti idonei a consentire l’agibilità dell’edificio alla visita del pubblico … e quanto altro necessario a garantire, sul piano della sicurezza, il rispetto della normativa vigente”;

- detta nota veniva dall’amministrazione comunale cagliaritana impugnata nanti il TAR Sardegna con l’esito sostanziale di fermare, fino al momento attuale, qualsiasi operazione di rimozione di quello che doveva essere un allestimento amovibile e temporaneo;

- in proposito, si ricorda che, ai sensi degli articoli 16 del regio decreto n. 1457 del 1940 e 158 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche e integrazioni, l’autorizzazione paesaggistica perde efficacia con lo scadere del periodo di cinque anni dall’emanazione (vedi. Cassazione penale, sez. III, 7 agosto 2007, n. 32200; Consiglio di Stato, sez. VI, 22 agosto 2003, n. 4766; Consiglio di Stato, sez. V, 14 gennaio 2003, n. 87; TAR Sardegna, sez. II, 27 febbraio 2008, n. 277; TAR Puglia, sez. II, 7 novembre 2002, n. 4854), per cui, non essendo intervenuto nuovo nullaosta, dal dicembre 2003 l’allestimento ligneo non risulta autorizzato sul piano paesaggistico, come confermato dall’Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport – Servizio tutela del paesaggio, con note prot. n. 16101/GTCA del 29 maggio 2009 e n. 20297 del 17 aprile 2007, secondo cui “lo scrivente ufficio non ha emanato provvedimenti ulteriori rispetto alla nota n. 9164 del 30.11.98 e che alla data odierna non risultano pervenute ulteriori istanze di autorizzazione”;

- ai sensi dell’articolo 167 del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modifiche ed integrazioni, l’Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica – Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia o, in via suppletiva, il Direttore regionale per i beni culturali ed il paesaggio per la Sardegna dispongono, con ordinanza ai trasgressori, la rimozione delle opere non autorizzate esistenti ed il ripristino ambientale delle aree interessate, nonché provvedono all’esecuzione coattiva delle ordinanze di rimozione e ripristino ambientale relative ad opere non autorizzate, qualora non eseguite da parte dei trasgressori;

Anfiteatro romano, Cagliari

Anfiteatro romano, Cagliari

- le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra, cittadini organizzati in comitati e a titolo individuale, da anni, sistematicamente, chiedono la rimozione dell’allestimento ligneo ormai non più autorizzato, proponendo soluzioni alternative,

-  in queste ultime settimane la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari avrebbe definitivamente negato ogni proroga per l’uso del bene culturale quale sede di spettacoli e il Comune di Cagliari avrebbe predisposto un progetto per lo smontaggio dell’attuale allestimento ligneo e metallico.  Tuttavia l’organizzazione Sardegna Concerti, affidataria non si sa a quale titolo, avrebbe avviato la vendita di biglietti per spettacoli della stagione estiva 2011, pur in presenza di indagini da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

- se siano a conoscenza di quanto descritto, quali motivi impediscano al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e al Direttore regionale per i beni culturali ed il paesaggio per la Sardegna di disporre i necessari provvedimenti coattivi finalizzati alla rimozione dell’allestimento ligneo e metallico ormai da anni non più autorizzato e per quali motivi il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, il Direttore regionale per i beni culturali ed il paesaggio per la Sardegna, i competenti Soprintendenti continuino a consentire in una struttura ormai priva dei necessari requisiti di legittimità, lo svolgimento di spettacoli sostenuti anche con fondi pubblici.

On. Federico Palomba

  1. 8 Aprile 2011 a 15:48 | #1

    da La Nuova Sardegna, 8 aprile 2011
    Perizia comunale sull’anfiteatro. Spettacoli sì o no: il sindaco vuol sapere se le tribune reggono la folla. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Il sindaco ha letto con attenzione la relazione dell’Istituto centrale per il restauro, ha compreso che la situazione dell’anfiteatro romano è seria, ma siccome nasce medico e non strutturista ha chiesto ai tecnici una relazione sul tema: l’anfiteatro è agibile o no?
    Nei panni di Salomone il sindaco Emilio Floris ieri se l’è cavata bene. Inutile continuare a ignorare quel che i massimi esperti della conservazione dei monumenti in Italia vanno dicendo da alcune settimane e cioè che le condizioni dell’anfiteatro-monumento archeologico e dell’anfiteatro-tribune per gli spettacoli non possono più essere sottovalutate.
    Il ministro dei beni culturali ha lanciato un appello perché si trovi una soluzione per tutelare il monumento ma anche fare gli spettacoli: «Il ministro ha anticipato quel che in Comune si era deciso di fare per ieri mattina – spiega l’assessore alla Cultura Giorgio Pellegrini – vale a dire incontrarsi con la soprintendenza per capire cosa si può fare».
    Forse è arrivato il momento di sgombrare il campo dagli equivoci: la soprintendenza archeologica di Cagliari ha cominciato a segnalare la rovina del monumento già dalla fine della primavera 2010, la soprintendenza non sta conducendo una guerra contro gli spettacoli, che il decalogo di Segesta invita, al contrario, a tenere nei monumenti, ma chiede che questi ricomincino una volta che si sarà messo al riparo l’anfiteatro dalla rovina non più tanto lenta.
    Tutti d’accordo anche in Comune che le tribune vadano smontate, il sindaco ieri ha dato mandato al direttore dell’assessorato ai Lavori pubblici, l’ingegner Mossa, di eseguire una perizia sul monumento. Se anche i suoi tecnici gli diranno che ammassare spettatori sulle tribune è ormai pericoloso, all’anfiteatro non metterà piede nessuno. Neppure il ministro potrà pretenderlo, ma un altro equivoco da chiarire è che Galan non ha chiesto di fare gli spettacoli a tutti i costi, tantomeno di tenerli col rischio dell’incolumità delle persone. Perché, bisogna sottolinearlo, è esattamente di questo che, ora, si sta parlando.
    La polemica sull’opportunità di seppellire l’anfiteatro con le tribune è vecchia di dieci anni, mentre sono nuove due circostanze: la prima è che il monumento è in rovina per affermazione degli esperti di conservazione dei beni archeologici, la seconda è che anche le tribune che devono sorreggere gli spettatori sono marce in vari punti. Chi se l’assume la responsabilità di tenerci lo stesso gli spettacoli?
    Ecco che il sindaco ieri ha compiuto il passo necessario: se l’assumerà lui, se i tecnici gli diranno che nessuno correrà rischi. Infine: ieri, dopo l’incontro tra sindaco e soprintendente Minoja, si è tenuta la giunta che all’ordine del giorno aveva la delibera per decostruire le installazioni dell’anfiteatro, con le voci di spesa e la richiesta di immediata eseguibilità. Verrà discussa una volta letta la perizia dei tecnici comunali.

    I contenuti della relazione dei tecnici dell’Istituto centrale per il restauro. Le muffe sul legno: è marcio.
    CAGLIARI. La pietra dell’anfiteatro romano di Cagliari si sta deteriorando. La sua rovina è stata accelerata dal microclima che una copertura di legno come quella calata undici anni fa è riuscita a instaurare. Inutile che gli oppositori della scelta di smontare le tribune insistano a dire che la pietra si rovina anche per le radici delle piante di cappero o per quelle dei cespugli di margherite: l’Istituto centrale per il restauro e per la conservazione dei monumenti ha inviato una relazione dettagliata e, se qualcuno ha orecchie per ascoltare, preoccupante.
    La rovina ha colpito anche le parti restaurate subito dopo la seconda guerra mondiale, le strutture di cemento armato, nel sopralluogo dei tecnici ministeriali, hanno rivelato problemi seri. Il ferro si è gonfiato, il cemento si sta sgretolando. Il pericolo di crolli è stato dichiarato con fermezza: i tutori dei monumenti sono preoccupati che i crolli avvengano sull’anfiteatro, ma è ovvio che se c’è rischio per le pietre, c’è pericolo anche per le persone che potrebbero fare calca sopra legno e cemento deteriorato.
    A proposito del legno. Nella delegazione dei tecnici inviata dall’Istituto c’era anche un’esperta di strutture lignee: la relatrice ha affermato che sulle tribune affiora una muffa. Ebbene gli esperti spiegano che, se quella muffa è presente sulla superficie di una struttura non basta una ripulita anche accurata: vuol dire che la parte interna è marcia.
    Non sorprende perciò che il sindaco, una volta conclusa la lettura della relazione, abbia deciso di assumere una posizione prudente e, pur volendo anche lui non ostacolare gli organizzatori dei concerti, abbia chiesto ai tecnici del Comune di andare a vedere e presentargli un’altra relazione. Se i risultati saranno anche soltanto simili a quelli dei tutori dei monumenti la questione sarà chiusa: spettacoli nella stagione estiva 2011 all’anfiteatro non se ne faranno.
    Da valutare con attenzione due cose. La prima è che Cagliari dovrebbe avere uno spazio grandi eventi, e questo sarà lavoro del prossimo sindaco. La seconda, più immediata: il presidente della Provincia ha dato la disponibilità a trovare una soluzione temporanea per salvare gli spettacoli estivi all’aperto. La riunione che ha sollecitato a fare con Comune e Regione probabilmente va convocata al più presto.

  2. 8 Aprile 2011 a 15:30 | #2

    da L’Unione Sarda, 8 aprile 2011
    Anfiteatro, nuove verifiche sugli spalti. Ieri l’incontro tra Floris e il sovrintendente Minoja: «Ripensiamo a tutto il compendio». (Michele Ruffi)

    Il sindaco ordina il collaudo delle tribune in vista dei concerti La sterzata è stata notevole: dopo l’intervento di mercoledì del ministro Giancarlo Galan, che di fatto ha rimesso in moto l’organizzazione dei concerti estivi all’Anfiteatro romano, presto verranno collaudate le tribune che gli ispettori dell’Istituto superiore conservazione e recupero ritengono inadeguate ad accogliere gli spettatori. Gli ingegneri incaricati dal Comune faranno un sopralluogo nei prossimi giorni e verificheranno le condizioni degli spalti.
    L’INCONTRO. È la decisione arrivata al termine dell’incontro avvenuto ieri mattina in municipio tra il sindaco Emilio Floris, il sovrintendente ai Beni archeologici Marco Minoja e la archeologa Donatella Salvi, l’assessore alla Cultura Giorgio Pellegrini e la dirigente Serenella Piras. «Questa è la procedura scelta dall’amministrazione», ha detto Floris, «ora verrà fatta una verifica delle strutture, per poi andare avanti e proseguire il dialogo con la Soprintendenza. A noi interessa tutto il compendio: vorrei che tutti i soggetti interessati all’area intorno all’Anfiteatro si riunissero per progettare il futuro di una zona fondamentale per la città».
    IL COMPLESSO. L’obiettivo del sindaco, dichiarato da tempo, è quello di ripensare all’assetto complessivo della zona che va dall’ospedale civile a quello militare, passando per l’Orto Botanico e quello dei Cappuccini. In mezzo c’è appunto l’Anfiteatro e la sua ristrutturazione – o il rifacimento delle sue tribune – deve essere pensata in quest’ottica.
    IL FUTURO. Floris e Minoja si incontreranno un’altra volta, quando si conoscerà l’esito del collaudo deciso ieri: gli ingegneri verificheranno le condizioni delle tribune e faranno una stima dei lavori necessari per consentire all’arena di ospitare il pubblico dei concerti estivi. Poi, a settembre, si programmerà il futuro dell’Anfiteatro. Ieri intanto la giunta ha visto per la prima volta la bozza di delibera presentata dall’assessore ai Lavori pubblici Raffaele Lorrai, dove si parla dello smontaggio delle strutture realizzate nel 2000. Il progetto dovrebbe costare circa un milione e mezzo e dopo il via libera della giunta comunale dovrebbero essere banditi i lavori. Anche se è possibile che il documento venga approvato dopo il collaudo disposto ieri da Floris.
    I CONCERTI. Nei prossimi giorni si definirà anche il calendario dei concerti, dopo le rassicurazioni del ministro della Cultura Giancarlo Galan, che martedì ha incontrato un gruppo di parlamentari sardi guidato dal deputato Mauro Pili. Dopo la riunione, Galan ha inviato alla Sovrintendenza cagliaritana un comunicato nel quale chiedeva di trovare «una soluzione che consenta lo svolgimento dell’intera stagione culturale nel sito archeologico per non privare la Sardegna e la città di Cagliari di un sito straordinario».

  3. 8 Aprile 2011 a 15:16 | #3

    da Metro News Cagliari, 8 aprile 2011
    Floris-Minoja verso l’accordo. Faccia a faccia tra il sindaco e il soprintendente: intesa possibile per i concerti estivi all’anfiteatro.

    Vertice sull’Anfiteatro Romano tra il sindaco di Cagliari Emilio Floris e il Soprintendente ai Beni archeologici Marco Minoja. E collaudo delle tribune entro i prossimi giorni ordinato dall’amministrazione. Due segnali molto chiari: la partita della stagione estiva nel monumento di viale Fra’ Ignazio non è ancora chiusa. Anzi, forse sta iniziando proprio ora.

    Il vertice della verità.
    Il faccia a faccia tra Minoja e Floris è di ieri mattina, a meno di 24 ore dall’incontro a Roma tra un gruppo di parlamentari sardi e il ministro ai Beni Culturali Giancarlo Galan che ha segnato forse un punto in più a favore dei fan del no alla chiusura. Si è parlato anche dei progetti che riguardano l’intera zona, dall’ Ospedale civile a quello militare passando per l’Orto Botanico e l’Orto dei Cappuccini.
    Ma il monumento-arena è stato l’argomento clou. Il Comune nel frattempo ha deciso che cosa fare: subito un collaudo urgente delle tribune di legno dell’Anfiteatro Romano per verificare se sono ancora in grado di ospitare il pubblico per i prossimi spettacoli. Una volta ottenuti i risultati del test il Comune incontrerà nuovamente il Soprintendente.
    Non è detto però che l’eventuale esame superato positivamente possa convincere Minoia: intanto però il dialogo c’è. Resta in piedi la solita idea già proposta da molti quando si parla di futuro dell’Anfiteatro: tribune off limits, ma avanti lo stesso con gli spettacoli con il palco rivolto verso lo sterrato. E per i big ci sarebbe la Fiera.
    “Il collaudo?- ha detto il sindaco Emilio Floris- questa è la strada intrapresa dall’amministrazione. Una verifica importante per poi andare avanti e proseguire il dialogo con la Soprintendenza. Ma ci interessa tutto il compendio”.

  4. 7 Aprile 2011 a 18:11 | #4

    @BlackPanther : c’è il pronunciamento degli ispettori delle istituzioni centrali del Ministero per i beni e Attività Culturali. Sono le più alte autorità in materia in Italia. Abbiamo già chiesto gli atti e siamo in attesa che ce li facciano pervenire.

  5. 7 Aprile 2011 a 18:09 | #5

    A.N.S.A., 7 aprile 2011
    Anfiteatro Cagliari: parte test verifica su strutture legno. Sindaco, eventuale sì a spettacoli solo dopo esito controlli.

    CAGLIARI, 7 APR – Il Comune ha deciso: subito un collaudo urgente delle tribune di legno dell’Anfiteatro Romano per verificare se sono ancora in grado di ospitare il pubblico per gli spettacoli estivi. Il sindaco Floris ha incaricato il dirigente dell’Urbanistica di procedere con i controlli: solo una volta ottenuti i risultati del test il Comune incontrera’ il Soprintendente dei beni archeologici per trovare una soluzione definitiva sull’utilizzo del monumento per i concerti. Oggi primo faccia a faccia tra Floris e Minoia: “a noi – dice il sindaco – interessa un progetto per tutto il compendio”

  6. BlackPanther
    7 Aprile 2011 a 18:01 | #6

    Premettendo che sono completamente d’accordo sulla rimozione delle tribune, la domanda che si sente spesso in giro (e che abbiamo avuto pure modo di sentir dire da artisti che a parer mio poco ne sanno della reale situazione, vedi unione sarda di qualche giorno fa) è: “son li da anni, perché non lasciarle sino alla fine della stagione estiva, rendendo accessibile l’anfiteatro per spettacoli già in programma, per poi chiuderlo definitivamente e avviare i lavori di smantellamento della legnaia e quelli di restauro?” ecco, perché? mi verrebbe da pensare che la risposta sia data dal fatto che dopo anni si son decisi a far rispettare la legge ed è meglio approfittarne sinché si può, ma ci dev’essere qualcosa di più “tecnico”. Grazie

  7. 7 Aprile 2011 a 15:45 | #7

    ormai consueta “disinformazione”: il Ministro Galan non può “riaprire” nulla, la decisione è tecnica ed è del Soprintendente. A meno che non voglia inserirsi nell’attività gestionale. Materia per la magistratura.

    da L’Unione Sarda, 7 aprile 2011
    ministro Galan riapre l’Anfiteatro. Accolta la richiesta di Mauro Pili, Bruno Murgia, Settimo Nizzi e Paolo Vella. Milia controcorrente: concerti alla Fiera. «Ho dato mandato agli uffici per trovare una soluzione». (Michele Ruffi)

    «L’interessamento del ministero era nell’aria da giorni. E ieri mattina è stato messo nero su bianco con un comunicato firmato dal ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan e dai parlamentari sardi Mauro Pili, Bruno Murgia, Settimo Nizzi e Paolo Vella, nel quale si scrivono parole decisive per gli spettacoli estivi nell’Anfiteatro romano: «Ho dato mandato agli uffici», dice Galan, «perché venga individuata una soluzione che consenta lo svolgimento dell’intera stagione culturale nel sito archeologico per non privare la Sardegna e la città di Cagliari di un sito straordinario dove coniugare il valore archeologico con il fascino culturale delle manifestazioni che da ormai dieci caratterizzano la stagione sarda e cagliaritana degli spettacoli nell’Anfiteatro».
    LO SCONTRO. Una posizione in netta antitesi con quella del sovrintendente ai Beni archeologici Marco Minoja, che nonostante una piccola apertura sul futuro dell’arena («non sono contrario aprioristicamente agli spettacoli, ma il monumento non può sopportare 5000 persone») ha detto chiaramente che per l’estate 2011 si dovrà cercare un altro palcoscenico. E intanto oggi – probabilmente in Comune – si terrà un incontro tra lo stesso Minoja, il sindaco Emilio Floris e gli assessori Giorgio Pellegrini (Cultura) e Raffaele Lorrai (Lavori pubblici) per cercare una soluzione che consenta di utilizzare le tribune di legno installate nel 2000 anche per gli spettacoli dei prossimi mesi.
    L’INCONTRO DEI PARLAMENTARI. Una riunione che non potrà non tener conto dell’indicazione arrivata da Roma dopo l’interessamento dei parlamentari sardi sull’Anfiteatro: «Si tratta – hanno detto Pili, Murgia, Nizzi e Vella – di un sito archeologico che necessita di un importante intervento di tutela e manutenzione ordinaria e straordinaria per il quale si rende necessaria una pianificazione progettuale e finanziaria che garantisca nel contempo la fruizione sia sul piano archeologico che lo svolgimento della rilevante stagione culturale e di spettacoli di livello internazionale già programmata per questa prossima stagione estiva».
    LE TRIBUNE. Sul fatto che gli spalti debbano essere smontati e ristrutturati ormai sono tutti d’accordo: il problema è semmai sui tempi. Il progetto preparato dall’assessorato ai Lavori pubblici non può essere avviato prima di settembre o ottobre: prima bisognerà trovare i soldi, poi bandire la gara d’appalto. Dunque la città si troverebbe nella situazione paradossale di non saper dove organizzare i concerti, avendo però ancora a disposizione l’Anfiteatro e le sue tribune. E i parlamentari riprendono proprio questo concetto: «Risulta impossibile in tempi così brevi qualsiasi smantellamento della sovrastruttura lignea e risulta, dunque, indispensabile autorizzare lo svolgimento dell’intera stagione programmata».
    IL FUTURO. Il ministro Galan, oltre ad aver riacceso le speranze per i concerti della prossima estate, ha garantito anche un interessamento sul futuro della struttura di viale Fra Ignazio: «Mi farò carico di promuovere un incontro tra gli uffici del ministero e le autorità locali per definire i progetti futuri garantendo da una parte la salvaguardia del sito archeologico e dall’altra il mantenimento della destinazione culturale che nei secoli non è venuta mai meno». Il presidente della commissione Cultura comunale Maurizio Porcelli parla di «intervento determinante» del ministro, che «mette la parola fine a questa lunga diatriba: i concerti estivi devono essere ospitati dall’Anfiteatro».
    LA FIERA. Chi invece rimane vicino alla posizione di Minoja è il presidente della Provincia Graziano Milia, che ieri – durante la presentazione degli assessori alla Cultura e alle Politiche giovanili -, ha rilanciato l’ipotesi dei concerti alla Fiera: «Lasciamo in pace l’Anfiteatro, ma bisogna salvare la stagione estiva: la Provincia è pronta a organizzare insieme a Comune e Regione uno spazio da 4500 posti all’interno della Fiera. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche economicamente». Milia però precisa: «Questo non vuol dire chiudere l’arena ai concerti: le tribune che verrebbero acquistate per la Fiera potrebbero essere utilizzate proprio in quello spazio, magari in una posizione diversa da quella attuale». Non solo: Milia mette sul piatto anche il Parco di Monte Claro: «In un’ottica di sacrifici si potrebbe utilizzare per uno o due spettacoli». Ma forse non ce ne sarà bisogno.

    «Si è capito che la cultura crea impresa».
    David Zard è uno dei primi a esultare su internet: «Notre Dame è salva». Avviene tutto nel giro di pochi minuti: appena le agenzie cominciano a battere la notizia dell’interessamento del ministro Galan, il produttore scrive sul proprio sito web un «ringraziamento» all’esponente del governo nazionale. Il cartellone di Notre Dame de Paris è chiaro: a Cagliari lo spettacolo è previsto dal 2 al 4 agosto, i biglietti sono già in vendita da tempo.
    Ecco perché Zard, uno dei produttori e degli organizzatori di concerti più importanti d’Italia, parla di «una grande mossa contro la burocrazia, stagnante».
    Durante una pausa delle prove del musical – tra gli autori anche Riccardo Cocciante – a Roma, si lascia andare a una sequenza di complimenti al ministro: «Finalmente una presa di responsabilità. Ora le nostre date dovrebbero essere salve e quindi anche tutta la vostra stagione estiva. È giusto così. Poi, una volta finiti i concerti, si fermi tutto e pensiamo al futuro. Il ministro si è preso l’onere e credo anche l’onore, di impegnarsi per restituire l’arena allo spettacolo. Finalmente c’è qualcuno che ha capito che con la cultura si mangia e si può fare impresa. Per la Sardegna credo che poter garantire un’offerta culturale sia fondamentale anche per il turismo. L’arena si può utilizzare sei mesi all’anno. Ecco perché si dovrà pensare a come valorizzarla in futuro». Per questo, Zard a gennaio aveva proposto al Comune di Cagliari di ristrutturare le tribune seguendo le indicazioni della sovrintendenza.

    Ora via libera a Zucchero e Battiato. Organizzatori pronti a chiudere i contratti e definire le date non appena ci sarà l’ufficialità.

    «Siamo pronti a rimetterci in moto per organizzare le date all’anfiteatro», dice Roby Massa, numero uno di Spettacoli e musica. La sua associazione organizzerà sicuramente il concerto di Zucchero – previsto per il 25 luglio – ma nei prossimi giorni ne arriveranno sicuramente anche altri. I nomi? È quasi certa l’esibizione di Alessandra Amoroso, vincitrice del reality show “Amici” nel 2009, poi di Cristiano De Andrè, che potrebbe arrivare a Cagliari e all’Anfiteatro insieme all’orchestra Stockhausen. Sul palco saliranno anche i tre baby tenori de “Il volo”, protagonisti del programma tv “Ti lascio una canzone”. «Nei prossimi giorni si aggiungeranno altri nomi», spiega Massa, «per ora non abbiamo potuto chiudere molti contratti proprio per via delle incertezze sulla struttura che avrebbe ospitato i concerti». L’ipotesi della Fiera, che fino a ieri sembrava per alcuni una scelta obbligata, è ancora in alto mare visto che bisognerebbe progettare un’arena all’interno del piazzale. Poi serve il tempo necessario a costruirla, solo dopo aver trovato i soldi per farlo. Ora l’idea potrebbe passare in secondo piano. Anche Massimo Palmas, di Sardegna Concerti, parla di «gravi danni alla stagione concertistica per via di questa indecisione». Palmas ovviamente accoglie l’annuncio di Galan con il sorriso: «Come auspicavamo c’è stato un intervento sensato da parte del governo: ora speriamo di poter affrontare con razionalità tutta la questione dell’Anfiteatro. Per questa stagione si faranno i concerti con le tribune attuali, poi si dovrà programmare seriamente il futuro dell’arena». Il cartellone estivo, anche se «in pesante ritardo rispetto agli scorsi anni», verrà salvato. Ora potrebbero essere aperte (in alcuni casi riaperte) le prevendite dei biglietti. Sardegna Concerti aveva previsto lo spettacolo di Paolo Conte il 25 giugno. «Se viene confermata questa linea di apertura inizieremo presto a vendere i tagliandi per Sergio Mendez, in programma il 12 luglio, e Franco Battiato, che dovrebbe esibirsi ad agosto». E ancora: il 23 luglio potrebbe arrivare a Cagliari il premio Oscar Ennio Morricone, in occasione del Culture festival organizzato da Simone Pittau.

  8. 7 Aprile 2011 a 14:55 | #8

    da Radio Press Facebook
    Anfiteatro, la lettera aperta del soprintendente Minoja: “Uno spettacolo per raccogliere fondi per la rimozione delle tribune”: http://www.facebook.com/notes/radio-press/anfiteatro-la-lettera-aperta-del-soprintendente-minoja-uno-spettacolo-per-raccog/10150152265338670

  9. 7 Aprile 2011 a 14:25 | #9

    da La Nuova Sardegna, 7 aprile 2011
    Oggi riunione in Comune sul monumento: il ministro Galan annuncia il suo impegno. La sfida di Milia: spettacoli alla Fiera «Si lasci in pace l’anfiteatro romano». (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Oggi la giunta comunale si riunisce anche per parlare dell’anfiteatro romano: smontaggio delle tribune di legno e garanzia per gli spettacoli estivi all’aperto sono le due necessità conclamate da soprintendenza e operatori dello spettacolo, ma le decisioni le può prendere soltanto il Comune proprietario del monumento che a suo tempo scelse di installare le tribune di legno. Il soprintendente ai beni archeologici, Marco Minoja, che già nella primavera 2010 cominciò a scrivere al Comune perché si affrontasse finalmente il problema della salvaguardia dell’anfiteatro e di una diversa misura degli spettacoli da autorizzare, due giorni fa ha scritto una lettera aperta per ribadire tra l’altro che le ragioni della tutela non contrastano con quelle dell’uso del monumento per gli spettacoli e che l’esempio di una conciliazione possibile c’è e si chiama teatro romano di Nora. Ieri il presidente della Provincia Graziano Milia ha deciso di assumersi una quota di responsabilità nella ricerca delle soluzioni con una proposta: «Lasciamo in pace l’Anfiteatro romano, ma bisogna salvare la stagione estiva: la Provincia è pronta e invito Comune di Cagliari e Regione a metterci insieme per organizzare uno spazio da quattromilacinquecento posti all’interno della Fiera. Noi siamo pronti a fare la nostra parte». L’occasione è stata la conferenza stampa di presentazione dei due nuovi assessori Marta Ecca e Francesco Siciliano. La proposta sarà presto formalizzata con una lettera al sindaco Emilio Floris e all’assessore regionale alla Cultura Sergio Milia. «Rispettiamo il monumento e la sua storia – ha spiegato il presidente della Provincia – e magari pensiamo a come utilizzarlo in futuro rivolgendo il palco verso lo sterrato e non in direzione delle gradinate. Le tribune che acquistiamo ora potrebbero essere utilizzate proprio in quello spazio. Ma per ora le carte della Soprintendenza parlano chiaro: pensiamo a un’altra soluzione e dividiamoci le spese». La Provincia pronta a mettere a disposizione anche Monte Claro per gli spettacoli estivi per uno o due spettacoli «in un’ottica di sacrifici è possibile anche questo». Persino da Roma arriva un segnale di interesse sulla vicenda, ma bisogna capire se sia la risposta dovuta a interlocutori politicamente amici oppure una soluzione operativa possibile: «Stamane – riferisce il deputato Mauro Pili -, in un incontro a Roma con un gruppo di parlamentari del Pdl, il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha assicurato il suo impegno». Così Galan: «Ho dato mandato agli uffici – ha fatto sapere ministro, come si spiega nel lancio dell’Agenzia Italia – perchè venga individuata una soluzione che consenta lo svolgimento dell’intera stagione culturale nel sito archeologico per non privare la Sardegna e la città di Cagliari di un sito straordinario dove coniugare il valore archeologico con il fascino culturale delle manifestazioni che da ormai dieci anni caratterizzano la stagione degli spettacoli nell’Anfiteatro. Mi farò carico di promuovere un incontro tra gli uffici del ministero e le autorità locali – ha aggiunto Galan – per definire i progetti futuri garantendo da una parte la tutela e la salvaguardia del sito archeologico e dall’altra il mantenimento di quella destinazione culturale che nei secoli non è venuta mai meno nell’anfiteatro romano di Cagliari. Garantisco l’impegno del ministero – ha concluso – per individuare le giuste soluzioni che possano contemperare le esigenze delle autorità locali con quelle espresse dagli uffici ministeriali. La tutela archeologica e la valorizzazione culturale dei siti rappresentano due obiettivi di una stessa missione». All’incontro erano presenti, oltre a Pili, i parlamentari Bruno Murgia, Settimo Nizzi e Paolo Vella.
    Non è chiaro se il ministro abbia rassicurato i deputati che la stagione degli spettacoli «si farà all’anfiteatro», nonostante la relazione degli ispettori dell’Istituto centrale del restauro che parlano apertamente di rovina del monumento e di necessità di procedere allo smontaggio delle impalcature. Non si sa neppure se il ministro sappia che la soprintendenza ai beni archeologici è impegnata da quasi un anno in un dialogo difficile col Comune alla fine del quale non è stata la soprintendenza a tacere ma il Comune a prendere atto che la situazione dell’anfiteatro deve cambiare. Sugli spettacoli: già l’anno scorso la soprintendenza chiese che la stagione 2010 potesse essere l’ultima fatta in barba alle sopraggiunte esigenze di tutela dell’anfiteatro romano.

    Il monumento non regge i grandi eventi. Carrellata di opinioni: sì agli spettacoli, ma della misura giusta.

    CAGLIARI. Anfiteatro, tribune e spettacoli: cosa se ne pensa? Anna Maria Montaldo direttrice Galleria comunale d’arte: «Credo debbano essere gli spettacoli a calibrarsi sul monumento e non il contrario, l’anfiteatro deve continuare a essere luogo di spettacolo, ma anche mantenere la sua visibilità di monumento. C’è uno spazio laterale, ho sempre pensato che quello fosse il luogo dove far convivere le due funzioni». Il regista Giovanni Columbu: «E’ ragionevole che gli spettacoli in uno spazio archeologico debbano essere di misura adeguata, se la sovrapposizione delle strutture è tale che non si percepisce più il monumento allora mi pare che si perda perfino la ragione dello spettacolo fatto lì». Giancarlo Biffi, Cada die teatro: «Ogni spazio anticamente destinato agli spettacoli che giunga fino a noi deve continuare a essere luogo di spettacoli, ma senza che subisca violenze. Tutte le città d’Italia hanno spazi per grandi eventi: a Cagliari è ancora un progetto da realizzare». Antonio Cabiddu, Cedac: «Come si disse nel convegno di Segesta, spettacoli e conservazione devono incontrarsi, la nostra risposta al problema anfiteatro di Cagliari è Nora». Massimo Palmas, Sardegna concerti: «La posizione da rifiutare è smontare senza un progetto. Non c’è ragione di saltare gli spettacoli 2011 all’anfiteatro, ma la stagione sia usata per trovare soluzioni future». Carlo Aymerich, già preside di Architettura, chiede alla soprintendenza: sull’anfiteatro siano raccolti gli studi, o se ne facciano di nuovi, e si spieghi il suo valore di monumento.

  10. 5 Aprile 2011 a 15:35 | #10

    e i mitici Verdi cagliaritani non si smentiscono: eccoli a sostegno dell’Amministrazione comunale cagliaritana. Che cosa non si fà per quattro righe su L’Unione Sarda :o

    da L’Unione Sarda, 3 aprile 2011
    I Verdi: smantellamento dopo l’estate. L’appello.

    Anche i Verdi di Cagliari chiedono che «nell’Anfiteatro possano continuare gli spettacoli per questa stagione estiva ormai alle porte», in modo da «salvaguardare il diritto di lavoro a centinaia di persone».
    Per questo il portavoce del partito Roberto Copparoni spiega: «Lo smantellamento della struttura in legno e la sua conservazione dovrebbe avvenire in autunno e riportando l’anfiteatro alla sua struttura originaria, ovvero la nuda pietra. L’Anfiteatro è di particolare suggestione e fascino perché insieme a pochi altri nel mondo è scavato nella roccia». Ecco perché la struttura «non si deve snaturare. Solo così potremo continuare a utilizzare questo monumento per gli spettacoli a Cagliari».
    I Verdi per questo chiedono lo smantellamento delle tribune in legno alla fine della stagione estiva: un provvedimento che sarebbe «in linea con la politica di conservazione del monumento e con il giudizio del sovrintendente Minoja».

  11. Andrea Caldart
    2 Aprile 2011 a 11:24 | #11

    desidero sottolineare che in tutto questo muoversi a favore dell’anfiteatro per salvare il “lato B” di alcuni imprenditori del settore, che da un decennio incassano soldi pubblici per fare impresa, a danno di imprenditori come me, che invece, spende i suoi per fare impresa, creare occupazione e sviluppo e che qui, gli viene costantemente vietato in barba all’Art. 41 della costutuzione. non capisco come un Senatore come l’Avv. Delogu possa ricorre al TAR sapendo che ci sono imprenditori come me che da anni hanno protocollato al come di cagliari ben 6 progetti diversi per fare spettacolo 365 giorni all’anno, ma MAI avuto risposta nemmeno ai protocolli!!!
    e siamo nell’anno dell’unità d’italia….
    andrea caldart
    amm. unico
    peopleway srl

  12. 1 Aprile 2011 a 12:28 | #13

    da L’Unione Sarda, 1 aprile 2011
    «Le gradinate? Si possono riparare in due-tre mesi. IL PROGETTISTA. Parla Attilio Marchetti Rossi. (Fabio Manca)

    Il certificato di idoneità statica degli 843 metri cubi di legno lamellare che costituiscono le tribune lignee dell’Anfiteatro romano scade il prossimo 24 giugno. E il rinnovo per l’undicesimo anno di fila non è scontato. Non perché ci sia un pericolo strutturale ma perché il legno, in alcune parti più deteriorate, «potrebbe cedere localmente».
    A sostenerlo è Attilio Marchetti Rossi, l’ingegnere strutturista pesarese che nel 2000 ha progettato gli spalti e che da dieci anni, a giugno, rilascia la certificazione propedeutica all’autorizzazione del Comune e delle autorità di pubblica sicurezza a svolgere gli spettacoli. «Questo non significa che la stagione non possa essere salvata», dice il professionista. Che spiega: «Basterebbe sostituire le parti di gradinata deteriorate, in particolare quelle che guardano verso il mare e dunque più esposte all’umidità, e per farlo occorrerebbero dai 200 ai 400 mila euro e due-tre mesi di lavoro».
    Marchetti Rossi quest’anno non ha ancora fatto alcuna ispezione. Anzi, attende la chiamata della Fondazione del Teatro lirico o del Comune. Ma, spiega, «l’anno scorso ho visto che parti degli spalti si avviavano ad essere delaminate ». Significa che alcuni strati di legno (il lamellare è costituito da vari fogli sovrapposti e quelli dell’Anfiteatro sono spessi complessivamente sei centimetri, ndr) aggrediti dalle muffe quest’anno potrebbero non essere più stabili. Il condizionale è d’obbligo ma che sia così «è molto probabile», dice il progettista. «Del resto dieci anni per questo tipo di strutture sono abbastanza», aggiunge. Poi chiarisce: «Non esiste alcun problema strutturale».
    Le tribune, insomma, non crollerebbero. Il rischio teorico, per dirla con parole povere, è che si spezzi la seduta in legno e lo spettatore sprofondi. «Ma sostituendo il tratto di seduta tutto tornerebbe in regola». Per Marchetti Rossi, in sintesi, «la struttura potrebbe essere malata e andrebbe curata ma non è morta». E la diagnosi, per restare nella metafora, deve essere ancora fatta.
    «Se partissimo ora, a giugno saremmo pronti».
    Le gradinate del monumento sono state installate nel maggio del 2000. Sono stati utilizzati 843 metri cubi di legno lamellare, 15 mila bulloni per i collegamenti legno-legno e «sono state realizzate circa cento perforazioni con fori di due centimetri profondi 30-40 centimetri realizzati a secco».

  13. 31 Marzo 2011 a 15:02 | #14

    splendida carrellata comunale Kasteddaia su L’Unione Sarda: Ada Lai, Mariano Delogu (che vuol ricorrere al T.A.R., come coordinatore regionale del P.d.L.?), Mauro Pili, Emilio Floris, Raffaele Lorrai…

    da L’Unione Sarda, 31 marzo 2011
    «Chiuderlo? Sarebbe un colpo per il turismo». (Michele Ruffi)

    Chiudere l’Anfiteatro sarebbe un colpo duro anche per il turismo: «È una delle attrazioni maggiori della città, specialmente in estate», dice Ada Lai, da qualche mese direttore generale del Turismo per la Regione. «I suoi spettacoli sono complementari alla grande estate cagliaritana. Non dobbiamo dimenticarci che se la città non è animata, non si fa turismo. Senza l’Anfiteatro mancherebbe la qualità e le cose di cattiva qualità non attirano la gente. L’ottanta per cento delle vacanze ha motivazioni culturali». Eppure la decisione del sovrintendente Marco Minoja sembra non lasciare spazio a molte speranze.
    «Cagliari non merita di perdere l’arena di viale Fra Ignazio. Va rimodernata, questo sì. Ma dobbiamo evitare che le tribune vengano smontate e basta: diventerebbe una discarica, come era fino a dieci anni fa, e questo non è assolutamente ammissibile», prosegue l’ex dirigente comunale.
    Che suggerisce anche una via d’uscita ricordando una soluzione già proposta nel 2007: «Il sovrintendente era ancora Scarpellini, e venne preparata una delibera, mai portata in giunta per l’approvazione, nella quale veniva prevista una tempistica precisa per smontare e rimontare le impalcature. L’obiettivo del documento era quello di tutelare sia il sito archeologico che gli spettacoli». L’esatto contrario di quello che sta accadendo ora: «E Cagliari non merita di perdere l’Anfiteatro per anni. Sarebbe un colpo durissimo, non ce lo possiamo permettere a livello economico».

    Anfiteatro, Delogu ricorre al Tar. Il coordinatore regionale del Pdl annuncia un’opposizione alla decisione di proibire gli spettacoli nel monumento. Il deputato Mauro Pili: «Minoja non può fare lo sceriffo».

    «La chiusura dell’Anfiteatro è un atto contro Cagliari e la Sardegna. È una prevaricazione gravissima messa in atto da organi dello Stato che continuano in una logica coloniale ad imporre decisioni che minano la collaborazione istituzionale e il buon senso delle istituzioni».
    È dura, l’interrogazione alla Camera dei deputati di Mauro Pili, che poi a voce aggiunge: «Il sovrintendente non può fare lo sceriffo e dire che impedirà con tutte le sue forze gli spettacoli». Lo scontro è aperto. E anche un altro parlamentare del Pdl ieri ha dato il suo contributo: il senatore Mariano Delogu ha chiesto all’avvocato cagliaritano Eulo Cotza di preparare un ricorso per impugnare le decisioni del sovrintendente Marco Minoja. La scelta di chiudere l’arena agli spettacoli, nonostante le tribune di legno non possano essere rimosse prima della fine dell’estate, ha scatenato le reazioni dei due big pidiellini.
    Pili ha anche contestato le argomentazioni di Minoja («sono risibili, strumentali sul piano tecnico») e ha chiesto al neoministro della Cultura Giancarlo Galan di «intervenire immediatamente perché l’opposizione della soprintendenza è un’offesa al buon senso e mina alla radice il rispetto istituzionale».
    «LUOGO PER GLI SPETTACOLI». Delogu, che da sindaco decise di aprire l’Anfiteatro agli spettacoli realizzando gli spalti, ricorda che «l’arena è stata costruita secoli fa per fare gli spettacoli. Se si smontassero le tribune, rimarrebbe a metà: dobbiamo ricordare che manca tutta la parte centrale del monumento perché le pietre vennero rubate. Se si deve intervenire, è meglio che si rafforzi la struttura di legno invece che smantellarla. Costerebbe anche meno». E i danni di cui parla il sovrintendente? «Il monumento non è stato danneggiato in alcun modo. Durante l’intervento, badammo a non rovinare le pietre. Abbiamo semplicemente sostituito le parti mancanti con il legno».
    Delogu, annunciando il ricorso, aggiunge: «Non deve essere tutto in mano al sovrintendente di turno, che arriva a Cagliari e decide di bandire gli spettacoli dal monumento. Credo ci sia un giudice a Berlino e che tutto questo si possa fermare. Altrimenti diventerà un immondezzaio. Invece è un luogo fatto per gli spettacoli. Lo apprezzò perfino Nicola Mancino, che certo non ha posizioni politiche vicine alle mie».
    LA PROPOSTA. Il sindaco Emilio Floris è critico con Minoja: «Mi pare che, come in altri casi, alcuni rappresentanti delle istituzioni statali prendano decisioni importanti per la città senza parlarne con il sindaco. Noi non abbiamo nessun interesse a danneggiare il monumento, anzi, siamo i primi a volerlo preservare. Ma non tollero speculazioni su discorsi che riguardano il turismo: impedire gli spettacoli significa impoverire l’offerta della città». Il primo cittadino parla anche della necessità «di metter su un progetto sostanzioso, che non riguardi solo l’Anfiteatro ma anche l’ospedale militare, il carcere di Buoncammino e tutta l’area intorno all’arena».
    «LE TRIBUNE SONO AGIBILI». L’assessore comunale ai Lavori pubblici Raffaele Lorrai interpreta le motivazioni scelte dalla sovrintendenza (che parla di «pericolo per persone o cose») come un “sconfinamento” nelle competenze di altre istituzioni: «Sono i vigili del fuoco a dover dire se le tribune sono agibili, non certo il sovrintendente ai Beni archeologici. Dobbiamo essere seri e non fare i buffoni. Le tribune per noi sono agibili, e se fossimo autorizzati a fare gli spettacoli faremmo tutti i collaudi necessari».
    Poi una precisazione sul monumento: «È inutile che qualcuno cerchi di vendere l’Anfiteatro per quello che non è: la struttura non esiste più, c’è ancora solo il 26 per cento di quello che costruirono i romani».
    Intanto, ieri sono state pubblicate le date dei concerti di Zucchero. L’artista emiliano si esibirà – il calendario è già chiuso – il 25 luglio a Cagliari. Dove? Il cartellone è chiaro: il concerto si terrà all’Anfiteatro romano. Si vedrà.

    «Gradinate pericolose per il pubblico». LA RELAZIONE. Il giudizio impietoso degli esperti della Sovrintendenza: «Smantellatele».

    «Lo smontaggio è ormai improrogabile, non solo per poter predisporre i necessari interventi di ripristino e manutenzione straordinaria, ma anche per il degrado raggiunto dall’impianto ligneo delle strutture, cosa che rende impossibile da parte della Soprintendenza, per la sicurezza delle persone e delle cose, il rilascio di ulteriori autorizzazioni alla realizzazione degli spettacoli».
    Insomma, non solo l’Anfiteatro romano rischia di subire danni irreparabili, ma in pericolo, nel caso si continuasse a usarlo come arena per concerti, ci sarebbe persino l’incolumità degli spettatori. Il sovrintendente ai beni culturali Marco Minoja non usa giri di parole nella lettera di accompagnamento con cui, il 29 marzo, ha trasmesso al sindaco Emilio Floris la relazione stilata dagli esperti del Ministero sullo stato di salute del sito archeologico. E in coda avvisa l’amministrazione che, se non smantellerà al più presto le gradinate in legno, attiverà tutte le procedure sanzionatorie previste dalla legge.
    Il sopralluogo risale al 10 marzo ed è stato effettuato dai tecnici dell’istituto superiore per la conservazione degli Anfiteatro, Maria Grazia Flamini, Maria Concetta Laurenti, Antonella Altieri, Giuseppina Fazio. Le strutture in legno – si legge nella relazione – «oltre a causare danni di varia natura al monumento, per la loro invasività impediscono anche il completo rilevamento dello stato di conservazione e gli interventi necessari». Tra i problemi rilevati la presenza di licheni «sulle superfici orizzontali delle gradinate», mentre «le piante erbacee e arboree», considerate le più dannose, «sono localizzate a ridosso delle strutture soprammesse». Inoltre «quando piove la parte sotterranea si allaga e la struttura sovrammessa, impedendo l’evaporazione dell’acqua, determina sia un incremento di fenomeni di disgregazione della pietra, sia un diffuso sviluppo di patine biologiche».
    A rischio però per gli esperti c’è anche la stabilità stessa delle gradinate in legno, dove «è in atto una diffusa e profonda colonizzazione da parte di funghi responsabili della carie bruna del legno» che «provoca un danno irreversibile con la progressiva perdita di resistenza meccanica del legno».

  14. 30 Marzo 2011 a 22:47 | #15

    da L’Unione Sarda, 30 marzo 2011
    Anfiteatro, via gli spalti dopo l’estate. GLI ASSESSORI. Gli organizzatori bocciano la struttura provvisoria a Sant’Elia: i concerti potrebbero essere ospitati nell’area della Fiera. Ma l’arena resterà chiusa. Campus e Lorrai si ribellano. (Michele Ruffi)

    Lo spazio non sarebbe mancato: già nel marzo del 2006, in una delle ultime sedute del Consiglio comunale del primo mandato Floris, l’aula aveva individuato in ben 41 mila metri quadri tra i palazzi di Sant’Elia, il parcheggio Cuore dello stadio e il mare, un’area «destinata ai grandi eventi». Proprio dove la Regione guidata da Renato Soru voleva realizzare il museo Betile. È qui, in questo sterrato che ora è solo una discarica di vecchi televisori – diverse decine – e materassi smollati – idem – Maurizio Porcelli avrebbe voluto realizzare un’arena provvisoria per i concerti dell’estate 2011. Un’alternativa all’Anfiteatro, su cui però il presidente della Commissione cultura non chiude il capitolo. Anzi: rilancia: «Non gettiamo la spugna, perché il rischio è che l’arena di viale Fra Ignazio rimanga chiusa per i prossimi vent’anni. Sarebbe un affronto che non intendiamo tollerare».
    SANT’ELIA. Tornando alla struttura di Sant’Elia, il progetto è stato giudicato «praticabile», dai tecnici del Comune, ma è stato bocciato dagli organizzatori degli spettacoli che ieri mattina, un po’ a sorpresa, si sono presentati nello spiazzo dove si stava riunendo la commissione comunale allargata anche agli assessori Gianni Campus (Urbanistica) e Raffaele Lorrai (Lavori pubblici) e al dirigente del servizio edilizia pubblica Mario Mossa. Massimo Palmas (Sardegna Concerti), Roby Massa (Spettacoli & musica), Serenella Massacci e Davide Catinari (Vox day), sono compatti: la soluzione di Sant’Elia non è percorribile, («abbiamo avuto problemi a Monte Claro, figurati qui») anche perché l’area andrebbe recintata per creare un’arena accessibile solo a chi compra i biglietti e la vicinanza col mare e la scarsa protezione dal vento sconsigliano di allestire in questo punto una struttura per 4-5000 persone. «Andremo alla Fiera e nelle altre piazze della provincia», dicono gli organizzatori.
    IL PARADOSSO. Mentre l’Anfiteatro, con le sue tribune di legno, rimarrà chiuso nonostante il progetto per smontare le impalcature non possa veder luce fino a settembre o addirittura ottobre. «Prima non sarà possibile», spiega l’assessore Lorrai, che indica anche un altro paradosso: «Eliminare la struttura di legno significa anche rendere inaccessibile il monumento. Fu la stessa sovrintendenza a dire che le passerelle del primo e secondo anello dovevano rimanere per permettere l’accesso ai visitatori».
    «SFREGIO». Secondo l’assessore Campus la chiusura forzata dell’Anfiteatro – su ordine della sovrintendenza – sarà solo «uno sfregio, visto che questa estate le tribune saranno ancora lì», e dunque l’arena potrebbe essere utilizzata per i concerti. «Il problema è che non c’è, inspiegabilmente, la volontà di trovare una soluzione e cercare di contemperare le due esigenze di salvaguardia del monumento e di fruizione per gli spettacoli».
    LA FIERA. Dunque sarà l’asfalto della Fiera campionaria ad ospitare i concerti estivi: Porcelli ha parlato della possibilità di «trovare i finanziamenti» per realizzare le strutture necessarie. Ovvero un palco e delle tribune da 5000 posti. Una soluzione che trova favorevole il direttore generale dell’ente Benedetto Etzi, per ovvi motivi (per primi, quelli economici): «C’è ampia disponibilità, non si possono sottrarre alla città i concerti e gli eventi estivi. Aspettiamo che gli organizzatori formalizzino la loro volontà, in modo da programmare un calendario. Credo si debba fare in fretta, visto che la stagione è alle porte». La Fiera però dovrebbe essere adattata ai concerti: «Si può fare, dipende dalle risorse finanziarie, che dovranno trovare i privati e il Comune. Si tratterebbe di realizzare un anfiteatro all’aperto». Anche se un Anfiteatro, con la A maiuscola, c’è e sarebbe già pronto per i concerti.

  15. 30 Marzo 2011 a 22:23 | #16

    da La Nuova Sardegna, 30 marzo 2011
    Gli ispettori: giù le tribune di legno. La relazione dell’Istituto del restauro conferma il degrado dell’anfiteatro. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Le tribune sono marce. L’anfiteatro va liberato dalla legnaia ormai per due ragioni: la prima è che il monumento non si può salvare se continua a restar coperto da tonnellate di legno; la seconda è che le tribune, quelle dove siede il pubblico, sono diventate pericolose.
    Il giudizio arriva dagli ispettori dell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione dei monumenti che due settimane fa sono venuti a Cagliari chiamati dal soprintendente per i beni archeologici Marco Minoja. Dovevano indagare sulla rovina del monumento, dalle cause fino alle soluzioni. Al viaggio cagliaritano è seguita una relazione e questa, ieri mattina, è arrivata al Comune dove l’ha spedita lo stesso soprintendente. La relazione è abbastanza scarna, conferma la fondatezza dell’allarme lanciato già l’estate scorsa da Minoja a proposito della progressiva corrosione delle gradinate scavate dai romani e dell’instabilità delle tribune di legno che possono crollare sul monumento peggiorando quindi i danni già prodotti. Naturalmente, se una tribuna può crollare per il suo stesso peso sull’anfiteatro romano che sta sotto, non è difficile credere che, senza una robusta manutenzione, possa sprofondare sotto il peso degli spettatori. Gli ispettori non si sono attardati sui temi della sicurezza di un luogo pubblico destinato agli spettacoli: hanno documentato il rischio di cedimento delle tribune «soltanto» per la parte che spetta loro, vale a dire la tutela del monumento.
    Dunque per quest’ultima davvero non ci possono essere più dubbi: la rovina dell’anfiteatro è avanzata, è impossibile fare manutenzioni con la legnaia sopra, bisogna smontare tutto, restaurare la pietra profondamente lesionata. Indiscutibile anche un altro aspetto: nell’estate 2011 non si potranno tenere spettacoli. Questo per sgombrare il campo dal vociare diffuso, sostenuto da locandine che si affacciano un po’ ovunque nonostante la diffida degli uffici comunali: non c’è da sperare che, siccome non si fa in tempo a togliere le tribune prima dell’estate perché la delibera per lo smontaggio non è ancora andata in giunta, la stagione 2011 si faccia e poi, dopo, si pensa a smontare tutto. In altre parole: impossibile forzare ancora la mano agitando le ragioni degli spettacoli e degli operatori che si impegnano per realizzarli.
    Anche la stagione 2010 si era aperta senza l’autorizzazione della soprintendenza che aveva avvertito della necessità di ridiscutere al più presto l’intera questione delle tribune di legno e quindi della salvaguardia del monumento. Quindi: le tribune vanno smontate. Con quali soldi è la domanda. Il punto è che nelle condizioni in cui è stato abbandonato, l’anfiteatro ha bisogno di restauri così come le tribune. Quanto costerà il restauro del monumento e quanto costerebbe quello del legno? Qualcuno lo ammette: più dello smontaggio, il Comune lo sa e sta correndo ai ripari.

  16. 29 Marzo 2011 a 15:06 | #17

    da L’Unione Sarda, 29 marzo 2011
    Anfiteatro, corsa per cercare un’altra arena.
    La preoccupazione degli organizzatori dei concerti. Oggi via alla procedura per eliminare le tribune. Il Comune pensa a uno spazio provvisorio nei parcheggi di Sant’Elia. (Michele Ruffi)

    In Comune, dopo il sopralluogo dei giorni scorsi degli ispettori del ministero, attendono la lettera da un giorno all’altro: una comunicazione nella quale i funzionari dei Beni culturali dovrebbero confermare la richiesta della sovrintendenza di smontare le tribune dall’Anfiteatro romano e riassumere in una relazione le condizioni del monumento di viale Fra Ignazio.
    IL PROGETTO. Oggi, intanto, sarà una giornata decisiva per la struttura che dalla primavera del 2000 ospita stabilmente gli spettacoli estivi. L’assessore dei Lavori pubblici Raffaele Lorrai firmerà questa mattina il progetto realizzato dai tecnici degli uffici per smontare le impalcature: «Poi sarà la giunta ad approvarlo definitivamente», spiega l’esponente della giunta Floris. Anche se i tempi sono ristretti e il Consiglio comunale, che si può riunire fino a giovedì, difficilmente farà in tempo a dare il via libera all’operazione. Se questo succedesse, dopo verrà bandita la gara d’appalto per eliminare le tribune dall’arena. O da quello che rimane: «L’Anfiteatro è in realtà una cava dove prima sorgeva una struttura per gli spettacoli di epoca romana. Secondo le nostre ricerche, esiste ancora solo il 26 per cento della costruzione originale», precisa Lorrai. Insomma, della vecchia arena, secondo il Comune, resta poco. E la rimozione delle impalcature è ancora più difficile da digerire – è stata imposta dalla sovrintendenza ai Beni archeologici – se si pensa ai numeri forniti dalle associazioni che in questi anni hanno organizzato gli spettacoli: un milione e mezzo di spettatori paganti in un decennio contro i 40-50 mila visitatori del sito archeologico. Stime non ufficiali, è vero, ma che non possono essere molto distanti dalla realtà.
    L’ALTERNATIVA. E sempre oggi, alle 9.30, la Commissione cultura del Comune sarà a Sant’Elia, nell’area del parcheggio “Cuore”, per valutare la «fattibilità» di un’arena in riva al mare. Il presidente della Commissione Maurizio Porcelli parla di una «struttura da 5000 posti, alternativa all’Anfiteatro». I tempi? «Se i tecnici ci daranno rassicurazioni sulla possibilità di realizzarla, inizieremo subito la procedura per salvare la prossima stagione estiva: abbiamo a disposizione le tribune utilizzate per il gran premio di Formula 3, e possono essere adattate». Anche questa soluzione, già ipotizzata anni fa, non sarà semplice da portare a termine: oltre al progetto, necessario, bisognerà trovare i fondi per realizzare la struttura.
    GLI ORGANIZZATORI. Ecco perché tra gli organizzatori di spettacoli e concerti le speranze cominciano a ridursi: «Siamo molto preoccupati», dice Nicola Spiga, direttore artistico dell’associazione Shannara, «perché a Cagliari al momento non c’è uno spazio alternativo all’Anfiteatro romano. Faccio un esempio: l’anno scorso abbiamo organizzato il concerto di Giovanni Allevi in viale Fra Ignazio: artisti di questo calibro non possono andare in un hangar. Il Comune deve dare agli operatori un giusto spazio, adeguato e dignitoso. Servono 4-5.000 posti, necessari per cantanti e musicisti di fama mondiale. Se dovremo adeguarci a un parcheggio, lo faremo. Basta saperlo».
    Massimo Palmas, di Sardegna Concerti, ha paura che ora possa essere già tardi: «L’unico fatto concreto è che siamo arrivati a fine marzo e non sappiamo ancora dove fare gli spettacoli estivi. L’Anfiteatro si chiuderà e non c’è più tempo per avere delle alternative». Quali possono essere le soluzioni? «Non lo so, l’importante è che si trovi un’alternativa realizzabile in una decina di giorni o poco più, perché l’estate è alle porte. E comunque è ovvio che la parte più pregiata del cartellone verrà cancellata. Paolo Conte non credo che accetterà di suonare senza l’Anfiteatro a disposizione. E per quanto riguarda James Taylor, credo non apriremo neanche le prevendite».

    La proposta. Pronto da un anno il progetto alternativo. (Fabio Manca)

    Il progetto è pronto da un anno. E sembra perfetto per mettere d’accordo chi difende la tutela integrale del monumento e chi ritiene che sia giusto che continui ad ospitare spettacoli. Lo ha realizzato l’ufficio tecnico della Fondazione del teatro lirico con la collaborazione dell’associazione Specus, che gestisce le visite guidate al monumento, della cooperativa Delfis (servizi informatici) e dalla Peri, società di ingegneria che realizza impalcature.
    Prevede lo smantellamento delle tribune lignee e la realizzazione di una nuova gradinata in fibra di legno da 4388 posti nell’area rocciosa compresa tra il box biglietteria e la rampa d’accesso per gli automezzi mentre il palco troverebbe spazio dove oggi ci sono i camerini. Una rotazione di 90 gradi rispetto alla posizione attuale che consentirebbe – come mostra la foto del plastico pubblicata a lato – di valorizzare appieno il monumento, che sarebbe visibile in tutta la sua bellezza alla sinistra del nuovo impianto.
    VALORIZZAZIONE. «La soluzione permetterebbe di mantenere l’attuale capienza ed i camminamenti essenziali non invasivi per una maggiore visibilità e sicurezza del sito», scrivono i progettisti Salvatore Campus e Mirko Schirru, «di liberare completamente la parte del monumento di maggiore rilevanza archeologica e in particolare l’arena e le mura con gli accessi all’ambulacro, migliorare notevolmente la sicurezza per il pubblico, aumentare la percezione del luogo durante gli spettacoli grazie alla vista dell’intero monumento archeologico sulla sinistra, del palcoscenico sul fronte, dell’Orto botanico sulla destra».
    LA VALLE DI PALABANDA. Il progetto non si limita a indicare una soluzione alternativa per gli spettacoli estivi ma propone una serie di idee per la valorizzazione turistica sia dell’anfiteatro che dell’intera Valle di Palabanda: dalla cisterna dell’Orto dei cappuccini all’Orto botanico sino alla galleria Don Bosco. Prioritaria, in questo senso, la riapertura di alcuni passaggi ostruiti tra la galleria Don Bosco e l’Orto dei cappuccini e tra l’Anfiteatro e l’Orto botanico e tra quest’ultimo e la villa di Tigellio attraverso percorsi grafici. Previsto, sul lato sinistro del palco, rivolto verso l’orto botanico, un locale didattico per il servizio di visite guidate. La proposta individua anche tre differenti percorsi turistici alternativi della durata variabile da mezz’ora a un’ora.
    LUCI E MULTIMEDIALITÀ. Con la rimozione della struttura lignea, si aprono nuovi scenari per la fruizione turistica dell’Anfiteatro. L’idea di Campus e Schirru – su questi aspetti ha collaborato anche l’ex direttrice degli allestimenti scenici del Lirico Sabrina Cuccu – è di arricchire il percorso di visita con sonorizzazioni (nella cella-prigione Sa Leonera, ad esempio, si prevede l’audio con lamenti, catene e grida di guardie) e una postazione di proiezione video (con, tra le opzioni, un videoracconto con ricostruzioni 3D della storia del monumento e un altro sugli spettacoli dei gladiatori). Il progetto suggerisce anche la valorizzazione del sito con la predisposizione di un impianto luci e suoni per proiezioni architetturali che mostrano un racconto in chiave spettacolare della costruzione e dei diversi utilizzi del sito nei secoli.
    TEMPI E COSTI. I tempi di realizzazione dell’intervento sono stati stimati in circa 20 mesi ed il costo approssimativo è di 3,7 milioni di cui 1,5 per la costruzione di tutte le nuove strutture, 500 mila euro per lo smontaggio delle attuali tribune e la pulizia del sito. Il costo comprende la progettazione e gli oneri per la sicurezza.

  17. 27 Marzo 2011 a 13:13 | #18

    da La Nuova Sardegna, 27 marzo 2011
    «Liberare dal legno l’anfiteatro». In alternativa il nuovo spazio all’aperto realizzato vicino al teatro lirico. Abbiamo 25 milioni di debiti. Il Parco della musica potrà dare un notevole contributo. (Roberto Paracchini)

    CAGLIARI. «Non spetta a me decidere, io sono andato a vederlo l’anfiteatro romano. La mia personale opinione è che le impalcature di legno dovrebbero essere smantellate», afferma Gennaro Di Benedetto, soprintendente del teatro lirico.
    Al quinto piano della sede della Fondazione, a fianco del teatro, Di Benedetto guarda fuori dalla finestra e indica l’anfiteatro all’aperto appena realizzato nell’ambito del Parco della musica: «Quello potrebbe essere uno spazio alternativo, capace di ospitare duemila spettatori. L’impalcatura in legno con cui è stato rivestito ha lasciato i suoi segni. Mentre l’anfiteatro merita di essere ridato al suo splendore. Per millenni è stato (ed è) un monumento testimone dell’importanza del teatro, ricco anche di accorgimenti tecnici straordinari. Anche per questo va salvaguardato: ci racconta e ricorda che il nostro lavoro di operatori del teatro viene da lontano».
    Ieri durante la presentazione dell’undicesima edizione del festival di Sant’Efisio (vedasi il servizio nelle pagine della Cultura) Gennaro Di Benedetto ha anche sottolineato la difficoltà economica in cui si trova la Fondazione del teatro lirico.
    All’incontro di ieri doveva essere presente il sindaco Emilio Floris (presidente della Fondazione, di cui il Comune è l’azionista di maggioranza), ma ha comunicato che impegni improrogabili gli impedivano di esserci. Nello stesso tempo e al di là degli spettacoli, restano i debiti: venticinque milioni. Dopo il recupero dei fondi per lo spettacolo, da Roma dovrebbero arrivre due milioni e 600mila euro. «Insufficienti». Gli scenari possibili per superare la situazione di crisi sono diversi: dall’ipoteca sul teatro all’ingresso di nuovi soci nella fondazione (meno probabile).
    Il primo collaudo per il Parco della musica è previsto per i primi di aprile e il soprintendente spera «che questo importante spazio possa esser utilizzato il prima possibile». Nei finanziamenti previsti per la realizzazione del Parco, spiega il soprintendente, «vi sono anche quelli per l’inaugurazione e le prime manifestazioni. Questo significa che non peseranno sui nostri bilanci».
    Il Parco, però, era stato progettato in un momento storico differente, in cui il teatro lirico disponeva di ben altri finanziamenti. Ora, invece, la Fondazione si trova in gravi difficoltà. Secondo alcuni questa situazione potrebbe far diventare il Parco della musica un monumento nel deserto. Per Di Benedetto, invece, dovrebbe essere un elemento di stimolo. Sempre dalla finesta indica il piccolo e nuovo teatro di oltre trecento posti. Poi cita la nuova piazza, con fontane colorate e musicali che «potrebbero far realizzare un vecchio sogno: l’opera itinerante. E non vanno dimenticate le nuove strutture e le sinergie col conservatorio. Non ho mai visto una struttura simile a questo Parco, se non a Seul.
    Ha grandi potenzialità e per noi saranno un grande aiuto». Intanto il teatro lirico ha anche la responsabilità di proteggere e valorizzare «un suo grande patrimonio, quello dei 1.300 abbonati. Un numero molto elevato – sottolinea Di Benedetto – in altre città, più piccole di Cagliari, non c’è questa passione». Infine per uscire dalla crisi c’è anche il 5 per mille a favore della Fondazione. «Ma l’anno scorso sono stati raccolti solo 17mila euro».

  18. 26 Marzo 2011 a 22:16 | #19

    da La Nuova Sardegna, 26 marzo 2011
    Anfiteatro, il sopralluogo degli 007. Gli ispettori dell’Istituto per il restauro preparano la relazione sui danni. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Gli ispettori dell’Istituto centrale per il restauro e per la conservazione dei monumenti hanno fatto il sopralluogo nell’anfiteatro romano coperto dalle tribune di legno e si preparano a scrivere la relazione sui danni subìti dal monumento. Questi sono di due tipi: le lesioni alle gradinate in qualche punto utilizzate come base per le tubature che reggono le tribune di legno; la rovina di tutto ciò che si trova sotto gli spalti a causa proprio della loro lunga permanenza. I periti daranno indicazioni esatte sulle quantità dei danni e anche su come rimediare. Il primo passo, già indicato dal soprintendente ai beni archeologici, Marco Minoja, sarà quello di smontare l’intera struttura calata all’inizio della primavera del 2000 per volontà del Comune e con l’autorizzazione delle due soprintendenze (ai beni archeologici e ai beni monumentali) che poi, aspramente criticate per l’avallo offerto all’operazione, spiegarono di aver rilasciato le autorizzazioni perché si trattava di impianti amovibili. Finita la prima stagione estiva degli spettacoli (organizzata dall’Ente lirico con un enorme battage pubblicitario) successe tutto quello che archeologi, dirigenti del ministero dei Beni culturali, docenti universitari di Cagliari e di altri atenei italiani, artisti, critici d’arte, ingegneri e architetti avevano ampiamente annunciato: era impossibile che una struttura del genere dovesse essere smontata ogni anno. E infatti non successe, addirittura in questi ultimi anni il Comune non si è dato la pena neppure di togliere il palcoscenico. Soprintendenza archeologica e Comune presero a litigare attraverso ricorsi e controricorsi al Tar, dichiarando l’una che per amovibile si doveva intendere che bisogna rimuoverla ogni anno; l’altro invece che amovibile era la definizione per quel tipo di strutture, le si poteva togliere infatti senza distruggere (troppo) il monumento.
    Adesso il Comune ha deciso di assecondare la soprintendenza e ha pronto il progetto per smontare le tribune (deve essere portato in giunta), la soprintendenza ha dichiarato il monumento indisponibile per gli spettacoli estivi, ma ancora parte del mondo degli spettacoli non ci crede e continua a circolare un dépliant, entrato nei circuiti prima della notizia data dal soprintendente e confermata dall’assessore alla Cultura del comune, Giorgio Pellegrini, secondo il quale il 2, 3, 4 agosto 2011 si terrà lo spettacolo «Notre Dame» all’anfiteatro romano di Cagliari. E’ vero il dépliant è stato stampato prima, ma è altrettanto vero che non è stato ritirato e soprattutto che, nei circuiti di vendita, nessuno se la sente di affermare che lo spettacolo non si terrà nel monumento. Il punto probabilmente è che il Comune, dopo le dichiarazioni dell’assessore Pellegrini e la conferma data dal collega ai Lavori Pubblici, Raffaele Lorrai, che si sta preparando il progetto per smontare le tribune, dovrebbe fare una dichiarazione ufficiale dove si annunciano tutte le cose dette in successione dai diversi assessori. In particolare una: gli uffici dell’assessorato alla Cultura avrebbero già invitato formalmente gli organizzatori delle vendite dei biglietti che l’anfiteatro quest’estate non sarà disponibile.

  19. 20 Marzo 2011 a 17:35 | #20

    da La Nuova Sardegna, 20 marzo 2011
    Anfiteatro, decisione finale. In giunta il progetto completo per smontare le tribune. Il Comune imbocca la via che è stata indicata dalla soprintendenza: via le tribune e studio su restauri e fruizione. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Il progetto completo per smontare le tribune di legno dell’anfiteatro romano è pronto e deve essere portato in giunta. Questo è l’appuntamento cruciale per mettere la parola fine all’occupazione del monumento durata 11 anni.
    Il progetto è l’ultimo anello della catena di volontà che si sono formate dalla primavera dello scorso anno a oggi quando è cominciato un nuovo dialogo tra la soprintendenza ai beni archeologici e il Comune, responsabile della scelta di aver coperto il monumento romano col legno per allestire spettacoli da migliaia di spettatori e anche della scelta successiva: quella di tenere la copertura per 11 anni. I tecnici della soprintendenza hanno accertato che la permanenza prolungata della legnaia ha provocato danni visibili all’anfiteatro, sulla base dei primi sopralluoghi condotti dagli archeologici cagliaritani si sta muovendo l’Istituto centrale del restauro. Lo smantellamento delle tribune è la premessa di qualunque intervento: il soprintendente ai beni archeologici, Marco Minoja, ha già dichiarato in più occasioni che non si può pensare a una manutenzione del monumento senza prima scoprirlo completamente. Minoja ha anche spiegato che la soprintendenza non è pregiudizialmente contraria all’allestimento di spettacoli nel monumento: è la misura di questi che deve essere interamente rivista. Prima però degli spettacoli bisogna pensare al restauro, alla programmazione delle manutenzioni e quindi a quale tipo di spettacoli si può ragionevolmente rappresentare in uno spazio delicato. Il concorso di idee ideato dal Comune per stabilire cosa fare del monumento è stato bloccato e dal dialogo con la soprintendenza sono venute fuori alcune decisioni: non si fanno più spettacoli, si smonta, si rimette tutto a posto e si progetta il futuro del monumento, dagli spettacoli alle visite, dalle manutenzioni alle ricerche storico-archeologiche. Due assessorati hanno lavorato di concerto con la soprintendenza: la Cultura che ha dichiarato il monumento indisponibile per gli spettacoli già dall’estate 2011; i Lavori pubblici che hanno elaborato il progetto per smontare tutto. Con quali soldi verrà demolita l’impalcatura è la decisione più importante che dovrà assumere la giunta. Le previsioni dell’assessore ai Lavori Pubblici, Raffaele Lorrai, sono di circa 700 mila euro. Lorrai non considera questa una perdita per il Comune perché, per 11 anni, sono stati risparmiati i soldi che a ogni stagione dovevano essere stanziati per allestire le tribune provvisorie, queste sì da smontare una volta finiti gli spettacoli.
    Insomma, diventano sempre meno chiare le ragioni dell’equivoco sul termine di «amovibilità» delle tribune: per la soprintendenza precedente gestione voleva dire che ogni anno dovevano essere rimosse, per il Comune, oggi, è evidente che c’era invece la volontà di lasciarle anche a spettacoli finiti.

    Per gli spettacoli ecco il «modello Nora». Il bando emanato a Pula: struttura leggera al teatro romano.

    CAGLIARI. Il piccolo teatro romano di Nora diventerà l’esempio materiale di quel che la soprintendenza vuol dire quando parla di «spettacoli compatibili con un monumento». Il comune di Pula ha elaborato il bando per la struttura che dovrà accogliere gli spettacoli estivi. Forse già dalla stagione che comincia fra pochi mesi.
    Non da oggi il sindaco di Pula Walter Cabasino e tutto il Comune lavorano di concerto con la soprintendenza per salvaguardare, ampliare, scavare, proteggere la città romana di Nora. Il soprintendente ai beni archeologici di Cagliari e Oristano, Marco Minoja, spiega: «E’ l’esempio di come la soprintendenza non parta con la pregiudiziale che i monumenti non si usano e basta. Noi siamo per la ricerca di soluzioni compatibili con la necessità di tutelare i beni archeologici giunti fino a noi e con il desiderio di un’amministrazione di rendere fruibile un luogo di grande suggestione per attività culturali che hanno una ricaduta economica. Per un anno e mezzo – racconta Minoja – assieme ai tecnici del comune di Pula abbiamo studiato cosa si poteva realizzare di compatibile». Il risultato è arrivato: gli spettacoli si possono fare «con una struttura amovibile, ridotta nei volumi e nei pesi che si appoggia e non tocca assolutamente i resti del teatro romano». Un protocollo «rigoroso» è stato steso dallo staff che si è formato e alla fine soprintendente e sindaco l’hanno firmato nella consapevolezza di aver gettato le basi per una programmazione costante e puntuale delle azioni di salvaguardia del monumento, ma anche per dare una certezza di durata nel tempo della struttura agli operatori degli spettacoli che hanno così libertà di programmazione nel loro campo. A Pula si spera di riuscire a installare la nuova struttura già per la stagione 2011 e sarà una delle novità del parco archeologico per il quale il Comune ha chiesto e ottenuto finanziamenti dall’Unione europea. Minoja non lo dice esplicitamente, ma Nora in proporzione è un esempio di ciò che può succedere anche nel futuro dell’anfiteatro romano di Cagliari. L’anfiteatro, infatti, conosciuto fra gli studiosi per la sua particolarità di essere per metà scavato nella roccia e per metà costruito, è inserito in una zona ambientale e archeologica di grande pregio ed è vicino alla rinomata necropoli di Tuvixeddu: Nora attira da sola 70 mila visitatori l’anno, Cagliari può impegnarsi.

  20. 13 Marzo 2011 a 22:48 | #21

    il mitico e impareggiabile “direttore a scabecciu” Paolo Figus si cimenta ancora con l’Anfiteatro romano di Cagliari. Imperdibile: http://vitobiolchini.wordpress.com/2011/03/13/l%e2%80%99idiozia-nei-giornali-paolo-figus-e-l%e2%80%99anfiteatro-romano/

  21. 10 Marzo 2011 a 15:41 | #22

    da La Nuova Sardegna, 10 marzo 2011
    Palomba: «Basta spettacoli all’anfiteatro». Interrogazione al ministro dei Beni culturali sull’uso dell’arena.

    CAGLIARI. Per quali motivi il ministro per i beni e le attività culturali, il direttore regionale per i beni culturali ed il paesaggio per la Sardegna e i competenti soprintendenti continuano a consentire lo svolgimento di spettacoli sostenuti anche con fondi pubblici in una struttura ormai priva dei necessari requisiti di legittimità? E’ quanto chiede il deputato dell’Italia dei Valori Federico Palomba in un’interrogazione nella quale denuncia lo stato di degrado dell’anfiteatro romano, occupato dal 2000 da un allestimento ligneo che ne ostruisce la fruizione culturale da parte dei cittadini. Da anni – scrive Palomba – associazioni ecologiste quali il Gruppo d’Intervento Giuridico-Amici della Terra e tanti cittadini cagliaritani, organizzati in comitati e a titolo individuale, sistematicamente chiedono la liberazione dell’anfiteatro proponendo soluzioni alternative.
    Nell’interrogazione il deputato Idv sottolinea come, nonostante la soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari abbia negato ogni proroga all’uso dell’anfiteatro romano per gli spettacoli estivi e il comune di Cagliari abbia già predisposto un progetto per lo smontaggio delle strutture di legno e metallo, l’organizzazione Sardegna Concerti, attuale affidataria del monumento, abbia avviato la vendita di biglietti per spettacoli della stagione estiva 2011, pur in presenza di indagini da parte della Procura della Repubblica.
    Palomba ripercorre le tappe della vicenda dal 1998, data del primo rilascio da parte dell’ufficio regionale per la tutela del paesaggio di un nullaosta paesaggistico che presupponeva la realizzazione di una struttura temporanea. Dopo tredici anni, nonostante dal dicembre 2003 l’allestimento in legno non risulti più neppure autorizzato sul piano paesaggistico e nonostante ai sensi di legge la Regione abbia il potere di ordinare la rimozione delle opere non autorizzate e il ripristino ambientale dell’area, la struttura in legno è ancora al suo posto. Per questo il parlamentare sardo dell’Idv chiede al ministro per i Beni e le Attività Culturali e al direttore regionale per i beni culturali e il paesaggio «di disporre i necessari provvedimenti coattivi finalizzati alla rimozione dell’allestimento ligneo e metallico ormai da anni non più autorizzato».
    A installare le tribune in legno all’anfiteatro è stata l’amministrazione comunale guidata da sindaco Mariano Delogu su ispirazione dell’allora sovrintendente del teatro lirico Mauro Meli: vennero spesi sei miliardi di lire ricevuti dal comune sui fondi per il Giubileo e destinati al recupero di luoghi d’arte.

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