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Fukushima, disastro nucleare. Italia, ottusità nucleare.

 

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Il Giappone e, di riflesso, tutto il mondo sta vivendo il dramma del disastro nucleare di Fukushima.  L’Italia, grazie a una delle scelte più imbecilli che il Governo potesse fare, sta ottusamente ritornando all’utilizzo dell’energia nucleare.  Solo ora, timidamente, qualche dubbio sta balenando nella mente di qualche ministro.

Una scelta folle, ma non disinteressata, come sembra emergere da un’importante inchiesta de L’Espresso.

Desideriamo rammentare i tanti e motivati “no” al ritorno al nucleare, condensati nell’articolo dello scienziato Angelo Baracca (L’Italia torna al nucleare?).

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra (promotori dei referendum anti-nucleari del 1987)  ritengono che sia da respingere questo “ritorno” del nucleare in Italia, più imposto che voluto. Sostengonola ricerca e la promozione delle energie alternative e rinnovabili, in primo luogo quelle di fonte solare (energia solare termica, energia solare termodinamica, energia solare fotovoltaica).

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra invitano tutti i cittadini a votare SI al referendum sull’abrogazione delle norme che prevedono il ritorno al nucleare in Italia e invitano i cittadini sardi a votare SI al referendum consultivo regionale sul nucleare previsto per il prossimo 15 maggio 2011.

scorie radioattive

scorie radioattive

Nel mentre hanno proposto la seguente petizione

Hanno quindi promosso la seguente petizione:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri,

i sottoscritti cittadini italiani chiedono al Governo di non costruire nuove centrali nucleari e non riattivare quelle vecchie dismesse. Il problema della loro sicurezza e della gestione e smaltimento delle scorie è grave ed irrisolto. Chiedono invece il potenziamento della ricerca e della produzione di energia da fonte solare. 

Già 1.546 italiani l’hanno sottoscritta sulla piattaforma petizioni Tiscali ed oggi è disponibile su www.firmiamo.it, dove altri 2.495 concittadini hanno dato la loro adesione.  Per sottoscrivere basta ciccare sul seguente link:

                             No all’energia nucleare, sì all’energia solare !  

Fermiamo questa folle corsa verso il nucleare, facciamo la nostra parte. In 4.041 lo stiamo già facendo, ti aspettiamo!

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

In questo blog: L’Italia non è il Giappone (14 marzo 2011); Giappone, l’incubo nucleare (12 marzo 2011).

 

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Come è avvenuto il disastro nucleare, da Le Scienze, 15 marzo 2011

Fukushima: anatomia di un disastro  

La sequenza di eventi che ha portato il Giappone sull’orlo del disastro nucleare non èancora definibile con certezza in ogni dettaglio. Le notizie in arrivo dal paese asiatico sono frammentarie, tuttavia è possibile ricostruire per grandi linee come si è arrivati a questo punto.

 

scorie radioattive

scorie radioattive

da L’Espresso, 18 marzo 2011

Fukushima, l’ora delle domande.

Chi ha voluto così tante centrali in una terra sismica? Tutto iniziò gli negli anni Cinquanta, quando gli Stati Uniti volevano vendere tecnologia e reattori a Tokyo. Da allora nessun governo ha avuto il coraggio di cancellare una scelta a cui la maggioranza della popolazione è stata sempre contraria. Pio D’Emilia

Il nuovo nome che scuote il mondo è Fukushima e, per conoscerlo meglio, meriterà ricordare che è la capitale dell’omonima prefettura sull’isola di Honshu, regione di Tohoku, nord del Giappone. Aveva 290 mila abitanti e una centrale nucleare con sei reattori. Gli abitanti se ne sono andati, dei sei reattori quattro sono stati seriamente danneggiati dal combinato disposto di terremoto e successivo maremoto (tsunami) dell’11 marzo scorso. E’ fuoriuscito del materiale radioattivo e in tre (numeri 1, 3 e 4) ci sono state delle esplosioni. Si rischia la fusione del nocciolo. Si rischia una catastrofe nucleare. Se sarà una nuova Chernobyl è impossibile dirlo. Cinquanta tecnici, a rischio della vita, stanno cercando di limitare i danni, lavorando alacremente per raffreddare gli impianti. Pompano acqua dal mare: l’uomo torna a strumenti antichi quando la tecnologia avanzata gli sfugge di mano. La centrale è di seconda generazione, dunque già superata da “figlie” più sicure. Ma nemmeno questa “doveva” cedere secondo i parametri di scienziati colti alla sprovvista da un sisma che in quell’area ha raggiunto il grado 8,9 della scala Richter (la centrale era testata per un evento catastrofico di poco inferiore).

Succede in Giappone, Paese all’avanguardia delle conoscenze tecniche e scientifiche, abituato a convivere coi terremoti. Ed è proprio questo dettaglio che determina l’incubo in cui il mondo è precipitato. La radioattività non si arresta alle frontiere, vaga nell’aria trasportata dalle correnti. La paura ancestrale di un nemico invisibile diventa terrore collettivo. E dappertutto (tranne che per il governo italiano) si ripensano, almeno, scelte a favore di un nucleare che chi lo difende promette sicuro. Fino a prova contraria.

tecnici al lavoro in un impianto nucleare

tecnici al lavoro in un impianto nucleare

I “kami”, gli dei dai quali discende e dovrebbe essere protetto il Giappone, hanno colpito duro. La mattina dell’11 marzo il terremoto nella zona nord-orientale del Paese. All’inizio, nessuno si è preoccupato più di tanto. Giapponesi e stranieri da molto tempo residenti (come chi scrive), consapevoli della tenuta degli edifici e della grande opera di prevenzione, hanno pensato all’ennesima scossa dell’anno (oltre 20 mila in media). Solo un po’ più forte. I primi bilanci lo confermavano. Due morti, una manciata di feriti, qualche danno alle strutture. Ordinaria amministrazione. Terremoti di intensità molto minore, altrove, hanno provocato migliaia di vittime. Poi però è arrivato lo tsunami. Gigantesco, mostruoso, inarrestabile. Otto, nove, dieci metri. Ha travolto tutto. E questa volta pochi hanno creduto ai primi bilanci ufficiali: venti, trenta, sessanta vittime. Impossibile.         Le prime immagini erano terribili e strazianti. E lasciavano senza dubbi. A una settimana dalla catastrofe, siamo a ventimila, ufficialmente, ma i dispersi sono oltre centomila. E la terra continua, ogni giorno, a tremare. Gli dèi non si sono fermati qui. Si sono scatenati. Dopo terremoto e tsunami, incendi, tempeste di neve, venti micidiali, per complicare ulteriormente i soccorsi. Un po’ lenti, per la verità, come non ci si aspetterebbe dal Giappone, ma come è regolarmente avvenuto in passato, dal Grande Terremoto di Kobe, nel 1995 (dove la mancanza di coordinamento delle autorità venne superata dall’efficace mobilitazione della yakuza, la mafia locale) a quello di Nigata, 5 anni fa. Dove l’allora premier Koizumi venne fischiato per i ritardi dei soccorsi e Makiko, figlia dell’ex premier Kakuei Tanaka, “padrino” della regione, si fece fotografare, in tuta e stivali, mentre dava una mano assieme al suo personale esercito di volontari/elettori.

centrale nucleare di Chernobyl dopo il disastro

centrale nucleare di Chernobyl dopo il disastro

Il governo democratico di Naoto Kan, il premier “ulivista” costretto ad affrontare la più grande crisi politica, sociale e ambientale del dopoguerra, stavolta ha agito con più saggezza e senso pratico. Almeno all’inizio. Catena di comando ben organizzata e via libera, senza tante storie, a tutti i soccorsi offerti da oltre trenta Paesi, Italia compresa (ai tempi di Kobe i cani lupo svizzeri vennero parcheggiati in dogana, perché privi delle vaccinazioni prescritte, e i medici senza frontiere rispediti indietro perché si rifiutavano di firmare che non avrebbero mai operato, neanche in emergenza).

Finché, a complicare il tutto, ecco Fukushima e l’allarme atomico. Che, almeno sinora, non ha fatto cambiare idea sulla futura vocazione nucleare della nazione. In Giappone, contro il parere della stragrande maggioranza della popolazione che in tutti i referendum consultivi (non esistono quelli abrogativi) si è sempre dichiarata contraria alle centrali, hanno costruito e operano, con l’intenzione di raddoppiarle, ben 54 centrali. La maggior parte delle quali edificate, come Fukushima, sulle zone a più alto rischio sismico del pianeta. Arroganza? Irresponsabilità? “La scelta risale agli anni Cinquanta e fu praticamente imposta dagli Stati Uniti che avevano profondi interessi a vendere tecnologia e reattori”, spiega Satoshi Kamata, giornalista e scrittore, esperto di questione nucleari. “Poi nessuno ha più avuto il coraggio di rimettere in discussione la faccenda, neanche dopo la serie incredibile di incidenti, una ventina, tra i quali quattro molto gravi. E dubito che anche ora ci sia qualcuno che ci stia pensando”.

Non ci stanno certo pensando Naoto Kan e il suo governo. Che, al di là di una sofferta e a volte inconcludente ricerca di mostrare maggiore efficienza e trasparenza rispetto ai passati governi (nel caso di Tokaimura, l’ultimo grave incidente avvenuto nel 1999, si dovette aspettare oltre una settimana per avere conferma ufficiale che un incidente c’era stato e che aveva provocato una fuoruscita di liquido radioattivo) non sta nemmeno prendendo in considerazione l’ipotesi. Nelle ormai quotidiane apparizioni in tv, Kan si è limitato a chiedere ai cittadini di usare meno il cellulare, per risparmiare energia.

bambino contaminato, Chernobyl

bambino contaminato, Chernobyl

Dice Hirotami Murakoshi, membro della commissione etica della Camera, giovane speranza del partito democratico: “Concordo sulla mancanza di informazioni reali e credibili, e sul fatto che molte centrali non vengono gestite in maniera corretta e trasparente, ma l’uscita dal nucleare non solo è impossibile, non è neanche saggia”. La posizione più in voga tra i filonucleari “critici”, ai quali Murakoshi dichiara di appartenere, è che la tecnologia moderna ha portato il settore a livelli tali da essere, tra le tante fonti, la più “sicura”. Cita dati, conteggi, proiezioni. Teoria. La realtà è fatta anche di valori umani, di passioni, emozioni. La realtà è fatta di milioni di giapponesi che in questi giorni vivono, con composto terrore, l’incubo di una contaminazione. Lo fanno in silenzio, rispettando le regole, acquistando (ma senza esagerare, per rispetto degli altri) i generi di prima necessità, tenendo pronto il loro zainetto di emergenza (il cui contenuto è rigorosamente regolato dalle autorità) e tenendosi pronti alla catastrofe. Ma senza panico, senza prendersela, come forse dovrebbero, con il governo o altre autorità. A parte il Nord, ormai di fatto separato dal Centro-sud (strade bloccate, treni fermi, aerei a singhiozzo, servizi postali interrotti), a Tokyo e nel resto dell’arcipelago la vita scorre identica. Scuole e uffici funzionano, bar e ristoranti lavorano a pieno ritmo, grandi magazzini aperti, o quasi. Nel centro di Tokyo, a Shibuya, molti tengono chiuso, o aprono solo certi settori. Alimentari e casalinghi, soprattutto.

Insomma, quanto meno al momento di scrivere non è l’Apocalisse. E stando alle ultime valutazioni degli esperti inglesi e francesi, che di nucleare se ne intendono e nelle cui centrali non si sono mai verificati disastri come negli Usa, in Russia e in Giappone, la situazione è meno pericolosa del previsto. Anche nel “peggior ragionevolmente prevedibile scenario” (cioè il meltdown di uno o più reattori) si legge in un documento interno ottenuto da “l’Espresso”, una zona di sicurezza tra i 30 e i 50 chilometri dovrebbe bastare ad evitare qualsiasi ulteriore conseguenza. Tokyo dista oltre 300 chilometri. Neanche i venti, dalla cui direzione molti dicono dipenda l’intensità dell’irradiamento, costituirebbero un elemento decisivo. E il Giappone non è la Russia. Rigorosi, continui controlli sono già in corso su tutti i cibi, dal latte alle verdure. Non esiste che, come avvenne a Chernobyl, la gente continui a mangiare cibo contaminato. Insomma, alla fine potrebbero pagare, e gravemente, solo gli “eroi” di Fukushima, una cinquantina di operai e ingegneri che lavorano notte e giorno per evitare che quello che è ormai diventato un colabrodo faccia l’ultimo, disastroso botto. Un passo avanti, comunque. Nel 1999, a Tokaimura, la centrale fece fare il lavoro sporco ai precari, senza informarli del rischio. Alcuni, erano a mani nude. 

 

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 Tangenti atomiche.

Le rivelazioni di Wikileaks sui piani americani per le centrali nel nostro Paese. Con un’accusa della diplomazia Usa: che qualcuno, nel governo Berlusconi, abbia preso mazzette dai francesi.

il nucleare vince sempre sull'invidia e sull'odio, manifesto taroccato

il nucleare vince sempre sull'invidia e sull'odio, manifesto taroccato

All’inizio è solo un timore, poi si trasforma in più di un sospetto: la rinascita del nucleare in Italia è condizionata dalle tangenti. Un’ipotesi circostanziata, messa nero su bianco in un rapporto del 2009 per il ministro dell’Energia di Obama, Steven Chu. Negli oltre quattro mila cablo dell’ambasciata americana di Roma la parola corruzione compare pochissime volte e in termini generici. Quando invece si parla delle nuove centrali da costruire, allora i documenti trasmessi a Washington diventano espliciti, tratteggiando uno scenario in cui sono le mazzette a decidere il destino energetico del Paese. Nel momento in cui il devastante terremoto giapponese obbliga il mondo a fare i conti con i rischi degli impianti e lo spettro di una colossale contaminazione, i documenti ottenuti da WikiLeaks che “l’Espresso” pubblica in esclusiva permettono di ricostruire la guerra nucleare segreta che da sei anni viene combattuta in Italia. Uno scontro di Stati prima ancora che di aziende, per mettere le mani su opere che valgono almeno 24 miliardi di euro e segneranno il futuro di generazioni.

LA FENICE ATOMICA.

Gli americani cominciano a muoversi nel 2005, quando con una certa sorpresa scoprono che l’energia nucleare sta risorgendo dalle ceneri del referendum del 1987. Per gli Usa si tratta di un’occasione unica: lo strumento per allontanare l’Italia dalla dipendenza nei confronti del gas russo, l’arma più potente nelle mani di Vladimir Putin. E il governo di Silvio Berlusconi non mostra dubbi su questa scelta. Più difficile – scrivono nel 2005 – convincere il centrosinistra che «si oppone largamente all’idea. Comunque, i nostri contatti sostengono che, anche se dovesse tornare al governo, il rinnovato impegno dell’Italia nei programmi nucleari non si fermerà». La componente verde della maggioranza di Romano Prodi si oppone a ogni programma. Il ministro Pier Luigi Bersani invece apre alle sollecitazioni statunitensi e nel 2007 spiega all’ambasciatore che «l’Italia non è fuori dalla produzione di energia nucleare, l’ha solo sospesa», per poi riconoscere che «carbone pulito e nucleare probabilmente giocheranno un ruolo importante nell’assicurare i bisogni del futuro».

MAZZETTE ALLA FRANCESE.

centrale nucleare

centrale nucleare

L’allerta diventa massima nel 2008, quando Berlusconi assicura agli Usa che stavolta il suo esecutivo «rilancia sul serio il settore. Se andranno davvero avanti, ci saranno contratti per decine di miliardi». Con una minaccia: «Vediamo già un’azione di lobbying ad alto livello da parte dei leader del governo inglese, francese e russo». I colloqui con il consigliere diplomatico del ministro Claudio Scajola, Daniele Mancini, «suggeriscono che i francesi e i russi stanno già manovrando e facendo lobbying per i contratti». Pochi mesi dopo i francesi danno scacco: Sarkozy e il Cavaliere firmano l’accordo che assegna ad Areva la costruzione di quattro reattori modello Epr in Italia. Siamo a febbraio 2009, la diplomazia statunitense vuole impedire che il successo di Parigi si trasformi in scacco matto. E intensifica gli sforzi per occupare gli spazi rimasti, ossia la fornitura di almeno altre due centrali. A maggio arriva a Roma il Mister Energia di Obama, Steven Chu. L’ambasciata lo mette in guardia: «L’intensa pressione dei francesi, che forse comprende tangenti (“corruption payment”) a funzionari del governo italiano, ha aperto la strada all’accordo di febbraio tra le aziende parastatali italiana e francese, Enel e Edf, in modo da formare un consorzio al 50 per cento per costruire centrali in Italia e altrove. L’intesa prevede la costruzione di quattro reattori dell’Areva entro il 2020 e, cosa ancora più preoccupante, può imporre quella francese come tecnologia standard per il ritorno dell’Italia al nucleare». Ma l’attivismo dell’ambasciata mette a segno un risultato importante: «Siamo stati capaci di convincere il governo italiano a cambiare una bozza della legislazione sul nucleare che avrebbe lasciato l’approvazione dei certificati per le nuove centrali agli altri governi europei. La nuova versione estende la certificazione a qualsiasi paese Ocse. Questo apre la porta alle aziende americane». In pratica, si passa dagli standard di sicurezza dell’Unione europea a quelli di qualunque membro dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, che comprende 34 nazioni inclusi Giappone, Australia e Usa.

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bambino contaminato, Chernobyl

bambino contaminato, Chernobyl

VIVA SCAJOLA

 

Dal 2009 le attenzioni degli americani si concentrano su Claudio Scajola, «un collaboratore di lunga data di Berlusconi, che guida un superministero». Affidano a Chu il compito di “conquistarlo”, sin dal summit romano del maggio 2009. Ma il momento chiave è il viaggio negli States del settembre successivo: «Vediamo questa visita come un’opportunità decisiva per gli Stati Uniti per contrastare la preferenza italiana nei confronti della tecnologia nucleare francese e per aprire le porte a lucrativi contratti per le aziende statunitensi». Scajola accetta anche «l’invito di Westinghouse a fare un tour nei suoi impianti». Lo strumento per fare leva sul ministro è l’Ansaldo Nucleare, la società di Finmeccanica «che ha stretti rapporti con Westinghouse».    L’ambasciatore Thorne scrive: «Noi abbiamo saputo che Scajola ha un’altra ragione per appoggiare il coinvolgimento delle aziende statunitensi. L’accordo con la Francia ha tagliato fuori dai contratti le società italiane che vogliono contribuire a costruire le centrali. Una di queste, Ansaldo Nucleare, ha sede nella regione di Scajola: la Liguria. E così se Westinghouse ottiene la sua parte, Ansaldo – azienda della terra di Scajola – ne beneficia. Noi abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile nel nostro sostegno alle aziende Usa. Se Scajola ha anche un interesse locale nel cercare di fare in modo che le ditte americane ottengano commesse, questo è un vantaggio da cogliere e da massimizzare a beneficio degli Stati Uniti». E anche il tour di Scajola negli States del 2009 si è rivelato un successo, con la firma di due accordi di cooperazione con Chu: gli interessi del ministro e di Washington sembrano sposarsi. Il cablo ha toni sollevati: i francesi non sono più «l’unico protagonista (“the only game in town”). Il reattore AP1000 della Westinghouse è diventato un forte concorrente per le centrali nucleari che saranno costruite oltre a quelle proposte dal consorzio Enel-Edf». E una schiera di aziende americane si prepara a sfruttare la breccia nel dicastero di via Veneto: «General Eletric, Exelon, Battelle, Burns and Roe, Lightbridge ed Energy Solutions», elenca Thorne.

 (foto da mailing lists ecologiste, da L’Espresso)

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  1. 21 Aprile 2011 a 15:31 | #1

    A.N.S.A., 21 aprile 2011
    Vietata area 20 km intorno a Fukushima. Premier giapponese, da stasera alle 21 scatta ‘no entry zone’.

    TOKYO, 21 APR – L’area nel raggio di 20 km dalla centrale nucleare di Fukushima è stata riclassificata come ‘no-entry zone’, dove l’”ingresso è vietato”. Lo ha annunciato il premier giapponese Naoto Kan, in visita nella prefettura di Fukushima, dove ha in programma incontri con i residenti evacuati, oltre che con il governatore della regione. Il premier ha annunciato che la zona di 20 km intorno alla centrale diventerà “off-limits” dalla mezzanotte di oggi (giovedì 21 aprile).

  2. 13 Aprile 2011 a 15:59 | #2

    da Il Corriere della Sera on line, 12 aprile 2011
    È ufficiale: Fukushima come Chernobyl.
    Nuova scossa, evacuato l’impianto. Alzato il livello di gravità a 7, come nel disastro del 1986. «La fuoriuscita di radiazioni potrebbe essere superiore».
    LA DECISIONE DELL’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale

    MILANO- L’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale del Giappone ha alzato da 5 a 7 il livello di gravità della crisi nell’impianto nucleare di Fukushima Daiichi, che è ora lo stesso di quello del disastro di Chernobyl del 1986. Fukushima è l’impianto che più ha subito le conseguenze del terremoto, e soprattutto del successivo tsunami, dell’11 marzo scorso.
    Un funzionario della Tepco, la società che gestisce l’impianto, ha evocato addirittura la possibilità che i livelli di radioattività siano superiori: «La perdita radioattiva non si è ancora arrestata completamente», ha spiegato, «e la nostra preoccupazione è che possa anche superare Chernobyl». Intanto una nuova cossa di magnitudo 6,3 (valutazione preliminare) è stata registrata nel pomeriggio di martedì (attorno alle 7 del mattino in Italia) Giappone, con epicentro proprio la prefettura di Fukushima. La Tepco ha ordinato ai lavoratori di evacuare l’ impianto, all’interno del quale si è anche sviluppato un nuovo incendio, che è però stato rapidamente domato.

    LA FUGA DI RADIAZIONI – Il sistema di raffreddamento della centrale nucleare, a seguito del sisma dello scorso 11 marzo, si è interrotto facendo aumentare la temperatura all’interno dei reattori e causando, per effetto dei problemi conseguenti, la fuoriuscita di radiazioni. La decisione è stata annunciata alla televisione nazionale da un funzionario della commissione per la Sicurezza nucleare. La quantità di radiazioni che fuoriescono dalla centrale, ha spiegato, è pari a circa il 10% di quella di Chernobyl. Tuttavia, secondo quanto dichiarato dai funzionari Nisa, uno dei fattori alla base della decisione è che l’importo complessivo di particelle radioattive rilasciate nell’atmosfera dall’inizio della crisi ha raggiunto quantità tali da soddisfare un incidente di livello massimo sulla scala dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica. A ciò si aggiunge, appunto, la dichiarazione della Tepco sui timori di un quantitativo di perdite radioattive che alla fine possa essere nel complesso superiore a quello registrato nel caso Chernobyl.

    «GRAVE INCIDENTE» – Secondo l’Aiea di Vienna, il nuovo ranking significa un «grave incidente», con «conseguenze più ampie» rispetto al livello precedente. «Abbiamo alzato il livello di gravità a 7 perché la fuoriuscita di radiazioni ha avuto impatto nell’atmosfera, nelle verdure, nell’acqua di rubinetto e nell’oceano», ha detto Minoru Oogoda, della Nisa appunto. La revisione si è basata su un controllo incrociato e valutazioni dei dati sulle perdite di iodio-131 e cesio-137, ha spiegato un altro uomo Nisa, il portavoce Hidehiko Nishiyama. «Abbiamo evitato – ha continuato – di fare dichiarazioni finché non abbiamo avuto dati certi. L’annuncio è stato fatto adesso perché è stato possibile guardare e controllare i dati raccolti in due modi diversi», ovvero le misurazioni di Nisa da un lato e della commissione per la Sicurezza nucleare dall’altro. Nishiyama ha sottolineato che a differenza di Chernobyl non ci sono state esplosioni del nocciolo dei reattori dello stabilimento, anche se ci sono state esplosioni di idrogeno. «In questo senso – ha concluso – questa situazione è totalmente diversa da Chernobyl».
    Tuttavia la Tepco ha ammesso per bocca del portavoce Junichi Matsumoto che sono ancora in corso le operazioni per stimare la quantità totale di materiale radioattivo che potrebbe essere rilasciato nell’incidente e questa potrebbe addirittura superare quella di Chernobyl.

  3. 12 Aprile 2011 a 14:57 | #3

    nonostante le “rassicurazioni”.

    A.N.S.A., 12 aprile 2011
    Il disastro di Fukushima radiazioni come Cernobyl. Incidente nucleare innalzato al massimo livello. Nuova scossa sismica, centrale evacuata.

    TOKYO – L’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha innalzato al livello massimo di 7 la classificazione dell’incidente nucleare alla centrale di Fukushima seguito al terremoto e allo tsunami dell’ 11 marzo, classificandola al pari del disastro di Cernobyl del 1986, il più grave mai verificatosi. La stima era stata anticipata dagli esperti e dalla stampa giapponese, ma è stata ora ufficializzata.

    TEPCO TEME RADIOATTIVITA’ PEGGIO DI CERNOBYL – La Tepco, società che gestisce la centrale nucleare giapponese danneggiata di Fukushima, ha affermato di temere che la fuga di radiazioni possa essere maggiore di quella verificatasi nel 1986 nel disastro nucleare di Cernobyl. “La perdita radioattiva non si è ancora arrestata completamente – ha detto ai giornalisti un funzionario della società – e la nostra preoccupazione è che possa anche superare Cernobyl”.

    AGENZIA NUCLEARE, LIVELLO 7 PROVVISORIO,VIGILEREMO – L’assegnazione di un grado 7 all’incidente di Fukushima, lo stesso a suo tempo attribuito al disastro di Cernobyl, è “provvisoria”, ha precisato l’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, specificando che il livello delle emissioni radioattive registrate dall’inizio della crisi equivale appena al 10% di quello misurato nel 1986 dopo la catastrofe della centrale Ucraina. Le misure disponibili sulla fuga di radioattività dalla centrale di Fukushima, comunque, “mostrano dei livelli equivalenti al livello 7″, il massimo della scala Ines degli eventi nucleari. “Continueremo a sorvegliare la situazione – ha detto un responsabile dell’organismo ufficiale -. E’ un livello provvisorio”, ha aggiunto, spiegando che la decisione definitiva sulla classificazione dell’incidente dovrà passare all’ ulteriore vaglio di un comitato di esperti. L’Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese aveva fino ad ora classificato l’incidente di Fukushima al livello 5, corrispondente a “un incidente con delle conseguenze estese” con un “danno grave al cuore del reattore” ma con un “rilascio limitato di materiale radioattivo all’esterno”. L’omologa agenzia francese lo aveva valutato di livello 6, pari ad un “incidente grave”. Il livello 7, quello massimo, viene assegnato in presenza di un “notevole rilascio di sostanze radioattive” con “effetti considerevoli sulla salute e sull’ambiente”. (ANSA).

    SISMA 6,3 A FUKUSHIMA, EVACUATA CENTRALE – Una scossa di magnitudo 6,3 (valutazione preliminare) è stata appena registrata in Giappone, con epicentro nella prefettura di Fukushima. La Tepco, il gestore della disastrata centrale nucleare, ha ordinato ai lavoratori di evacuare l’ impianto. Il terremoto, che ha avuto per epicentro Hamadori (prefettura di Fukushima) e una profondità di 10 km, secondo la Japan Meteorological Agency (Jma), è stato registrato alle ore 14,07 locali (le 7,07 in Italia). Il sisma è stato subito seguito da tre scosse minori di magnitudo compresa tra 4,1 e 4,9. La Tepco ha reso noto, dopo aver effettuato i controlli richiesti, che le pompe per raffreddare i reattori di Fukushima n.1 non hanno subito danni. La compagnia, inoltre, aveva disposto l’evacuazione dei tecnici dal reattore a scopo precauzionale, oltre che dal vicino impianto di Fukushima n.2.

    BILANCIO TSUNAMI SUPERA 13MILA VITTIME
    Le vittime del sisma/tsunami dell’11 marzo scorso, che ha devastato il nordest del Giappone, ha superato quota 13.000 in 12 prefetture, attestandosi a 13.013. Sulla base dell’aggiornamento dei dati comunicati in serata dalla polizia nazionale, i dispersi sono saliti a 14.608 nel conteggio di sei prefetture soltanto, escludendo citta’ colpite nella prefettura di Miyagi, quali Sendai, Higashimatsushima e Minamisanriku su cui e’ pressoche’ impossibile formulare stime.
    Oltre la meta’ delle vittime del sisma/tsunami dell’11 marzo, che ha devastato il nordest del Giappone, aveva piu’ di 65 anni. Sono le stime, redatte sulla base degli elenchi forniti dalla polizia nazionale, del quotidiano Asahi secondo cui solo per un totale di 8.000 persone e’ stato possibile stabilire l’identita’. In 4.398 casi (il 55,4% del totale) l’eta’ era pari o oltre i 65 anni. Al momento il numero complessivo delle vittime e’ di 12.998, cui si aggiungono 14.691 dispersi. Prima del disastro, la popolazione ‘anziana’ rappresentava il 25% dei residenti: ”molti di loro – scrive l’Asahi – sono morti perche’ non hanno avuto il tempo di fuggire o non potevano farlo senza l’aiuto di qualcuno dopo l’allarme tsunami”. La doppia tragedia e’ avvenuta nel pomeriggio, con la maggior parte dei bambini che era a scuola: questo ha contribuito a metterli in salvo, in luoghi piu’ sicuri. L’Asahi, infine, ipotizza un bilancio ben piu’ pesante con intere famiglie spazzate via dalla forza dello tsunami, mentre la distruzione degli uffici comunali rende complicato anche la consultazione degli elenchi dell’anagrafe.

  4. 10 Aprile 2011 a 22:12 | #4

    onore al coraggio dei “semplici” cittadini giapponesi.

    A.N.S.A., 10 aprile 2011
    5000 contro nucleare: ‘Stop alle centrali’. Proteste a Tokyo, ‘Chiudiamo Fukushima e Hamaoka’.

    TOKYO – Almeno in 5.000 hanno protestato a Tokyo oggi contro il nucleare, tornando a chiedere la chiusura della centrale di Hamaoka: distante 200 km a sud della capitale e a 120 da Nagoya, l’impianto ha 5 reattori costruiti sulla confluenza di due placche tettoniche malgrado la previsione di un forte terremoto nell’area di magnitudo 8.0. Due le manifestazioni principali mentre in tutta la città centinaia di migliaia di persone si sono riversate nei grandi parchi pubblici per la fioritura del ciliegio (‘sakurà): una a Koenji, popolosa parte del quartiere di Suginami, e un’altra nel centro di Tokyo, che ha concluso la sua marcia davanti alla sede della Tepco, il gestore del disastrato impianto nucleare di Fukushima. Tra cartelli (‘no a nuove Cernobyl’, ‘no al nucleare’, ‘chiudiamo Fukushima’), canti e balli, un autentico serpentone multicolore, pieno di famiglie e di bambini, ha chiesto al governo di “ripensare alle politiche energetiche”, secondo il contenuto della slogan più gettonato. Quasi contestualmente, al quartier generale della Tepco, si ripeteva “profondo dispiacere” per gli effetti della pesante crisi nucleare in corso. “Vorrei chiedere scusa dal profondo del cuore per tutte le preoccupazioni e i problemi che stiamo causando, incluse le radiazioni nell’atmosfera e nell’acqua di mare”, ha spiegato Sakae Muto, un vice presidente della utility in conferenza stampa.

  5. 8 Aprile 2011 a 15:32 | #5

    A.N.S.A., 8 aprile 2011
    Perdite d’acqua nella centrale di Onagawa, tre morti per il sisma. Epicentro a Miyagi, black out dopo sisma. Rientra l’allerta tsunami.

    TOKYO – Perdite d’acqua sono state rilevate dalla centrale di nucleare di Onagawa (prefettura di Miyagi) a seguito del forte terremoto di ieri, che ha avuto la magnitudo di 7.4 e che ha registra finora tre morti e centinaia di feriti. La Tohoku Electric, il gestore dell’impianto gia’ disattivato dopo il sisma/tsunami dell’11 marzo, ha reso noto che le perdite rilevate sarebbero 8-9, legate alle vasche di raffreddamento del combustibile spento dei reattori n.1 e 2. Tuttavia, la Tohoku ha precisato che non c’e’ stato alcun cambiamento dei livelli di radiazioni all’esterno della struttura. Due delle tre fonti di energia esterne sono saltate per il sisma, lasciandone solo una al raffreddamento del combustibile spento le cui operazioni si sono fermate brevemente e poi ripartite: anche in questo caso, la radioattivita’ non e’ aumentata. Una seconda fonte esterna a Onagawa, invece, e’ stata riattivata questa mattina, ha spiegato Hidehiko Nishiyama, portavoce dell’Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare, ricordando che la struttura ha i generatori di riserva in ordine. Quanto al terremoto di ieri, le vittime finora accertate sono tre: citando l’Agenzia per la gestione delle catastrofi, la Nhk, la tv pubblica nipponica, ha parlato di una donna di 63 con problemi respiratori e di due uomini, uno di 79 e un altro di 85 anni, della prefettura di Miyagi, al largo delle cui coste e’ stato registrato l’epicentro. L’Agenzia per la sicurezza nucleare ha detto non ci sono stati danni alla centrale di Fukushima n.1, dove il personale era stato brevemente allontanato subito dopo la scossa, nell’ incertezza sulla reale entita’ dell’allarme tsunami, prima del ritorno alle attivita’ programmate. Oltre 3 milioni di famiglie, secondo le prime stime, sono rimaste senza elettricita’. Terremoto e tsunami dell’11 marzo, intanto, hanno superato il totale di 27.000 tra morti e dispersi, secondo la polizia nazionale.

    INGV: SISMA PIU’ FORTE DA 11 MARZO, MA E’ REPLICA – Il terremoto di magnitudo 7,4 avvenuto oggi in Giappone e’ il piu’ violento dopo la terribile scossa di magnitudo 9 dell’11 marzo scorso, ma si tratta comunque di una replica. Lo ha detto il direttore del Centro nazionale terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Giulio Selvaggi. ”E’ sicuramente una replica, generata dalla stessa faglia all’origine del terremoto dell’11 marzo e vicina allo stesso epicentro di quel terremoto”, ha osservato Selvaggi. ”Purtroppo – ha aggiunto – nuove repliche di questa magnitudo sono possibili, non e’ affatto detto che quella di oggi sia l’ultima”. E’ stata comunque la piu’ forte dall’11 marzo. Allora, a mezz’ora dalla prima scossa di magnitudo 9 c’e’ stata un’altra scossa di magnitudo 7,9 a 300 chilometri a Sud dell’epicentro. C’e’ poi stata un’altra scossa di 7,7 piu’ a Est. Nei giorni successivi, fino ad oggi, ”la sismicita’ e’ stata abbastanza intensa, ma le scosse – ha detto ancora l’esperto – non hanno mai superato magnitudo compreso fra 5 e 7. Quella di oggi e’ stata indubbiamente la replica piu’ forte”.

    AIEA: TEMPERATURA REATTORI ALTA MA SOTTO CONTROLLO – Lieve miglioramento della situazione alla centrale giapponese di Fukushima, con temperature ancora molto alte ma sotto controllo, secondo quanto indicato oggi dall’Aiea a Vienna. In una conferenza stampa, gli esperti dell’ Agenzia atomica internazionale hanno detto che ci sono dei timidi segnali di stabilizzazione, anche se la situazione permane seria. Le rassicurazioni arrivavano tuttavia prima della notizia di una nuova scossa nella provincia di Miyagi. Secondo l’esperto Denis Flory, le temperature nei reattori sono sempre molto alte ma sotto controllo. L’immissione di azoto nel reattore 1 per impedire una nuova esplosione di idrogeno sembra funzionare perche’ la pressione del settore corrispondente del reattore sale. Le emissioni di raggi gamma continuano a diminuire. Delle 78 analisi fatte dalle autorita’ giapponesi in otto prefetture il 3-6 aprile, in 52 non e’ stato riscontrato nessun valore significativo di Iodio 131, Cesio 134 e 137 o erano molto sotto quelli consentiti, come nel caso di diverse verdure e di fragole, ha precisato Flory. In 26 campioni della regione di Fukushima invece i valori limite sono stati superati.

    GOVERNO VALUTA BREVE RITORNO A CASA PER EVACUATI – Il governo nipponico valuta l’ipotesi di concedere alle persone evacuate dalle aree intorno alla centrale nucleare di Fukushima di tornare, sia pure brevemente, alle proprie abitazioni. Lo ha confermato in conferenza stampa il capo di gabinetto, Yukio Edano, in relazioni alla sempre piu’ pressante richiesta di poter rientrare per recuperare oggetti di valore e altri beni necessari, a distanza di quasi un mese dalla crisi presso l’ impianto danneggiato dal sisma/tsunami dell’11 marzo. Edano, tuttavia, ha spiegato che governo ed esperti nucleari stanno attualmente studiando come garantire la massima sicurezza contro il rischio radiazioni. Il governo ha disposto l’evacuazione nel raggio di 20 km per evitare ogni contaminazione, piu’ altri 10 km di area di rispetto.

  6. 6 Aprile 2011 a 21:42 | #6

    A.N.S.A., 6 aprile 2011
    Tepco avvia indennizzi 8mila euro a famiglia.

    TOKYO – La Tepco, il gestore della centrale nucleare di Fukushima, versera’ a titolo di indennizzo iniziale 1 milione di yen (circa 8.300 euro) a ogni famiglia costretta ad evacuare nei dintorni dell’impianto colpito pesantemente dal sisma/tsunami dell’11 marzo. E’ quanto riferisce la tv pubblica giapponese, la Nhk, in relazione alla misura compensativa a favore delle 80.000 persone costrette ad abbandonare le rispettive abitazioni nel raggio di 20 km dalla centrale a causa del rischio radioattivo. Il ministro dell’Industria, Banri Kaieda, ha ribadito che la Tepco debba procedere ai risarcimenti ”quanto prima. Penso che la compagnia debba farsi carico delle responsabilita’ per i danni causati dall’incidente alla centrale”, ha osservato. Secondo il portavoce del governo, Yukio Edano, l’industria della pesca, ultima a essere colpita dall’incidente soprattutto a causa dello scarico in mare di acqua con livelli di radioattivita’ diversi, ”sara’ ovviamente inclusa nella compensazione”
    La Tepco, il gestore della centrale nucleare di Fukushima, ha reso noto di aver iniziato l’iniezione di azoto nel reattore n.1, allo scopo di neutralizzare le ipotesi di esplosione di idrogeno. L’operazione, ha spiegato la compagnia, ”non comporta un rialzo significativo della perdita di radioattivita”’. Hidehiko Nishiyama, portavoce dell’Agenzia per la sicurezza nucleare (Nisa), ha detto in serata che ”la decisione non era sta ancora presa” e che si era nella fase di ”valutazione degli ultimi elementi”.
    La misura, la prima del suo genere nell’ambito degli sforzi per fronteggiare la crisi all’impianto dopo il sisma/tsunami dell’11 marzo, potrebbe essere ripetuta nei reattori n.2 e n.3, secondo il quotidiano Yomiuri.
    Nel complesso, i danni al combustibile dei tre reattori sono ora stati stimati nell’ordine del 70% (nel n.1), 30% (n.2) e 25% (n.3): quest’ultimo e’ il piu’ pericoloso perche’ alimentato a mox, una miscela altamente radioattiva composta da ossidi di uranio e plutonio.

  7. 5 Aprile 2011 a 15:28 | #7

    A.N.S.A., 5 aprile 2011
    Paura iodio radioattivo 7,5 mln volte la norma. Tepco: campione dell’acqua esaminato raccolto davanti al reattore n.2 della centrale nucleare.

    TOKYO – Quantitativi di iodio-131 pari a 7,5 milioni la norma sono stati rilevati nelle acque davanti al reattore n.2 della centrale nucleare di Fukushima. Lo riferisce in una nota la Tepco, il gestore dell’impianto, spiegando che il campione esaminato e’ stato raccolto il 2 aprile.
    La Tepco (la società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima) ha cominciato a riversare 11.500 tonnellate di acqua radioattiva direttamente nell’oceano Pacifico, sperando di dare un’accelerata ai lavori per rimettere in sicurezza la centrale danneggiata dal terremoto dell’11 marzo. Il rilascio dell’acqua contaminata ”direttamente in mare e’ stato autorizzato come misura eccezionale e per i bassi livelli di radioattivita”’, ha precisato in serata Hidehiko Nishiyama, portavoce dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Nulla esclude, pero’, che lo scenario possa ripetersi in futuro. ”Al momento la situazione e’ questa”, ha tagliato corto Nishiyama. La Tepco, in una nota, ha motivato la decisione con la grande quantita’ di liquido contaminato accumulatosi nel sito, in particolare nell’edificio della turbina del reattore n.2. ”Pensiamo – si legge nel comunicato – sia necessario trasferire l’acqua dei rifiuti radioattivi alla centrale di raccolta, per poterla conservare in condizioni di stabilita”’.
    Quindi, 10.000 tonnellate di liquido a basso livello di contaminazione, pari a dosi che possono essere assorbite naturalmente in un intero anno dagli adulti, ”devono essere scaricate” per poterle sostituire con acqua piu’ pericolosa. C’e', inoltre, la priorita’ di neutralizzare un fenomeno di accumulo nei pozzi di scarico dei reattori 5 e 6, che potrebbe creare problemi ”ad apparecchiature importanti per garantire la sicurezza. Sulla base del punto 1 dell’articolo 64 del regolamento sui reattori nucleari, abbiamo deciso – conclude la nota – di scaricare in mare circa 10.000 tonnellate di acqua radioattiva di basso livello e altre 1.500 tonnellate stoccate nei pozzi di scarico dei reattori n.5 e 6”.
    Un quantitativo di liquidi contaminati per 11.500 tonnellate (meno delle 15.000 ipotizzate all’inizio) che non costituiscono ”un problema alla salute”, ha osservato sul punto Nishiyama. Sulla Tepco, il governo giapponese ha esercitato il pressing anche oggi perche’ blocchi la falla del pozzo di contenimento del reattore n.2, che riversa acqua altamente radioattiva in mare. ”Dobbiamo fermare assolutamente l’infiltrazione d’acqua contaminata, al piu’ presto possibile: con questa forte determinazione, abbiamo chiesto alla Tepco di agire in fretta”, ha detto il capo di gabinetto, Yukio Edano. In mancanza di una svolta immediata, ha aggiunto, l’accumulo di materiale radioattivo ”avra’ forte impatto sull’oceano”.
    I primi tentativi per tappare la falla nel pozzo di sfogo collegato alle turbine del reattore n.2, da cui scorre l’acqua contaminata nell’oceano, sono andati a vuoto sia con l’iniezione di cemento sia con l’uso di polimeri: anche i normalissimi sali da bagno colorati per individuare l’origine della perdita non hanno portato la svolta attesa. General Electric e Hitachi sono scesi in campo e offerto ”assistenza di lungo termine” per riportare l’emergenza sotto controllo. Jeffrey Immelt, superconsulente del presidente Barack Obama e numero uno della conglomerata Usa che ha realizzato parti di Fukushima, e Hiroaki Nakanishi, a capo del gruppo giapponese, hanno visto a Tokyo il ministro dell’Industria, Banri Kaieda, per discutere della crisi: ci vorra’ ”un grande sforzo di squadra”, secondo Immelt. Il bilancio ufficiale delle vittime del terremoto/tsunami, infine, continua a salire: i morti sono 12.175, i dispersi 15.552.

  8. 4 Aprile 2011 a 16:38 | #8

    A.N.S.A., 4 aprile 2011
    Fukushima, radiazione sopra la norma oltre 30 km. Tepco sversera’ 15 mila tonnellate di acqua radioattiva in mare.

    TOKYO – La Tepco ha cominciato a riversare acqua radioattiva direttamente nell’oceano Pacifico. Lo rendono noto i media nipponici, secondo cui l’operazione è cominciata alle ore 19.00 locali (le 12.00 in Italia).
    Radiazioni superiori alla norma sono state rilevate appena fuori dal raggio di 30 km dalla centrale nucleare di Fukushima. Lo riferisce l’agenzia Kyodo. A seguito della perdita di materiale radioattivo causata dai danni del sisma/tsunami dell’11 marzo, le autorita’ nipponiche avevano disposto l’evacuazione nel raggio di 20 km dalla centrale di Fukushima, piu’ altri 10 km di cosiddetta area di rispetto. Greenpeace, sulla base delle analisi effettuate intorno al sito, aveva chiesto l’estensione della zona di evacuazione fino a 40 km, diventati addirittura 80 km secondo le valutazioni fatte dagli Stati Uniti che avevano cosi’ causato qualche scintilla nei rapporti con l’alleato giapponese.
    Il governo giapponese va in pressing sulla Tepco, il gestore dell’impianto nucleare di Fukushima, perche’ blocchi la falla del pozzo di contenimento del reattore n.2 che riversa acqua altamente radioattiva nell’oceano. ”Dobbiamo assolutamente fermare l’infiltrazione di acqua contaminata il piu’ presto possibile: con questa forte determinazione, abbiamo chiesto alla Tepco di agire in fretta”, ha detto il capo di gabinetto, Yukio Edano. In mancanza di una svolta immediata, ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa, l’accumulo di materiale radioattivo ”avra’ un pesante impatto sull’oceano”.
    La Tepco, il gestore dell’impianto nucleare di Fukushima, ha reso noto che da domani potrebbe riversare nell’oceano Pacifico 15.000 tonnellate di acqua radioattiva. Lo riferisce la Kyodo. Tepco ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa, che il rilascio volontario di acqua radioattiva rientra nel tentativo di dare un’accelerata ai lavori per riportare la centrale nucleare di Fukushima sotto controllo. La quantita’ totale di liquidi contaminati potrebbe essere di 15.000 tonnellate, con una concentrazione di radiazioni stimata in circa 100 volte il limite legale, quindi a un livello ”relativamente basso”, secondo la compagnia. L’eccessivo accumulo di acqua, presente in diverse parti dell’impianto, comprese quelle vicino a reattori e turbine, ha ostacolato i lavori della messa in sicurezza.
    Lo scarico in mare, ad ogni modo, e’ un piano estremo in quanto la Tepco non riesce a trovare spazi sufficientemente grandi nei quali poterla trasferire. Tepco ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa, che il rilascio volontario di acqua radioattiva rientra nel tentativo di dare un’accelerata ai lavori per riportare la centrale nucleare di Fukushima sotto controllo. La quantita’ totale di liquidi contaminati potrebbe essere di 15.000 tonnellate, con una concentrazione di radiazioni stimata in circa 100 volte il limite legale, quindi a un livello ”relativamente basso”, secondo la compagnia. L’eccessivo accumulo di acqua, presente in diverse parti dell’impianto, comprese quelle vicino a reattori e turbine, ha ostacolato i lavori della messa in sicurezza. Lo scarico in mare, ad ogni modo, e’ un piano estremo in quanto la Tepco non riesce a trovare spazi sufficientemente grandi nei quali poterla trasferire.

    FALLITI PRIMI TENTATIVI BLOCCO FALLA REATTORE di Antonio Fatiguso – La prima domenica di ‘sakura’, dei ciliegi in fiore ben visibili e gia’ ammirati da centinaia di migliaia di persone a Tokyo al tempio Yasukuni e al giardino di Ueno, non e’ stata di buon auspicio e non ha sortito gli effetti desiderati alla centrale nucleare di Fukushima, dove i primi tentativi per tappare la falla, da cui l’acqua contaminata si riversa direttamente nell’oceano, sono andati a vuoto. I tecnici della Tepco, gestore dell’impianto, hanno versato 8 kg di polimeri, 60 kg di segatura e addirittura tre sacchi di giornali sminuzzati nel pozzo di sfogo collegato all’edificio delle turbine del reattore n.2, dopo l’utilizzo inefficace di calcestruzzo, pur di chiudere la crepa di 20 centimetri e limitare il disastro ambientale. La singolare ‘ricetta’ a base di polimeri speciali, capaci di trattenere fino a 50 volte la propria massa, non hanno risolto il problema, tanto che la compagnia, in serata, ha ipotizzato di ricorrere ai coloranti per rintracciare la causa della perdita di acqua che emette radiazioni nell’aria di oltre 1.000 millisievert/ora, un livello altamente pericoloso.
    La prima utility asiatica, intanto, ha riferito che i due operai dell’impianto, scomparsi dal giorno del sisma/tsunami dell’11 marzo, sono stati ritrovati morti, sempre nello stesso sito. Sulla base di quanto riferito, i due, di 24 e 21 anni, sarebbero deceduti per le ferite multiple associate a tracce di annegamento. I medici legali hanno ipotizzato la morte poco piu’ di un’ora dopo il sisma, seguito dallo tsunami, mentre i corpi sono stati recuperati mercoledi’, ripuliti e decontaminati. Alla centrale, temperatura e pressione nei reattori n.1, 2 e 3 sono stabili, secondo l’Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare (Nisa), che ha annunciato l’allacciamento alla elettricita’ esterna al posto dei generatori diesel, dando cosi’ fonte stabile di energia a pompe e illuminazione. In ogni caso, ha detto il capo di gabinetto Yukio Edano, ci vorranno mesi prima che Fukushima smetta di rilasciare dosi di radioattivita’: ”Se si applicano metodi considerati normali, credo possa accadere qualcosa di molto simile”, ha spiegato, aggiungendo che ”c’e’ la volonta’ di ”provare ad accorciare i tempi” con l’esame di ”molteplici opzioni”.
    Le autorita’ sanitarie hanno esaminato le funzioni della tiroide a circa 900 neonati e bambini che vivono vicino alla centrale senza rilevare alcuna forma di ”alterazione” per le radiazioni. A Tokyo, come accade con frequenza quotidiana, decine di persone hanno manifestato davanti alla sede della Tepco, nel centro della capitale, prendendo di mira con cartelli (‘no nucleare piu’ cuori, no nucleare piu’ vite’) anche l’approccio dell’azienda verso la crisi. La macchina della solidarieta’ va avanti a pieno regime: la Croce Rossa giapponese e la Central Community Chest of Japan hanno raccolto finora la cifra record di 115,4 miliardi di yen (1 miliardo di euro). Una ricerca dell’Universita’ di Tokyo ha analizzato i dati sullo tsunami arrivando alla conclusione che nel Taro district della citta’ di Miyako (prefettura di Iwate) l’onda anomala ha raggiunto l’altezza record di 37,9 metri. I 25.000 militari giapponesi e americani hanno chiuso la massiccia campagna tre giorni col ritrovamento di 78 corpi: il bilancio ufficiale dei morti e’ salito a 12.087, quello dei dispersi a 15.552.

  9. 2 Aprile 2011 a 21:55 | #9

    A.N.S.A., 2 aprile 2011
    Individuata perdita acqua radioattiva.
    Prima visita del premier giapponese Naoto Kan nelle zone devastate l’11 marzo da un forte terremoto seguito da uno tsunami.

    La Tepco ha reso noto di aver individuato la perdita al reattore n.2 della centrale di Fukushima dalla quale c’é la fuoriuscita di acqua radioattiva che si riversa poi in mare.
    La compagnia, dopo diverse verifiche, ha spiegato di aver trovato acqua radioattiva in uscita da un pozzo di calcestruzzo lesionato, parte del reattore n.2. Le radiazioni, misurate in 1.000 millisievert/h, creano problemi anche alla messa a punto di interventi efficaci che, secondo l’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, prevedono un’iniezione di cemento per tappare la perdita. Allo stesso tempo, l’Agenzia ha spiegato che sono in corso accertamenti per verificare l’integrità delle condutture degli altri reattori.

    PRIMA VISITA PREMIER IN ZONE DEVASTATE DA TSUNAMI – Il primo ministro giapponese Naoto Kan si è recato per la prima volta in tre settimane nella regione del nord-est del Giappone devastata l’11 marzo da un forte terremoto seguito da uno tsunami. Kan è arrivato da Tokyo con un elicottero militare nel piccolo porto di Rikuzentakata (prefettura di Iwate), particolarmente colpito dalla doppia catastrofe: circa 1.000 persone sono morte e altre 1.300 risultano ancora disperse. Il premier incontrerà in seguito nella prefettura di Fukushima le squadre di soccorso che stanno intervenendo nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Naoto Kan aveva annullato il 21 marzo scorso una prima visita prevista nel nord-est del paese per il maltempo. Il 12 marzo, il giorno dopo il terremoto e lo tsunami, Kan aveva sorvolato in elicottero la centrale nucleare di Fukushima per rendersi conto dei danni che aveva subito. Kan era stato in seguito criticato da alcuni parlamentari secondo i quali il sorvolo delle zone colpite aveva ritardato le operazioni di intervento, in particolare il rilascio controllato di vapore radioattivo per far abbassare la pressione nel reattore.

    SCOSSA DI MAGNITUDO 5 A NORD DI TOKYO – Una scossa di magnitudo 5 è stata registrata in Giappone alle ore 16.59 locali (9.59 in Italia), con epicentro a circa 150 km a nord di Tokyo, nella prefettura di Ibaraki. L’intensità, rende noto la Japan Meteorological Agency, è stata misurata in 5- sulla scala nipponica di 7. La tv pubblica Nhk ha riferito che non sono stati rilevati danni a persone o cose, mentre l’allerta sisma ha fatto frenare in automatico il treno proiettile shinkansen sulla linea Tohoku, da Tokyo verso Aomori, al punto da fermarlo per un minuto.

    CANE SALVATO IN MARE A TRE SETTIMANE DA TSUNAMI – Un autentico miracolo: un cane e’ stato salvato in mare al largo della costa di Kesennuma, nella prefettura di Miyagi, a seguito del ritrovamento da parte della guardia costiera giapponese mentre era sul tetto di una casa spazzata via dallo tsunami generato dal sisma dell’11 marzo. Lo ha riferito la stessa guardia costiera che ha provveduto anche a diffondere immagini e un video dell’operazione avvenuta venerdi’ pomeriggio, non senza complicazioni. Il cane, infatti, rintracciato da un elicottero impegnato nel primo giorno della maxi-ricerca dei dispersi che sta mobilitando quasi 30.000 militari tra giapponesi e americani, e’ stato avvicinato da una scialuppa di salvataggio a quasi 2 km al largo di Kesennuma, in pieno pomeriggio. L’operazione si e’ conclusa dopo un’ora visto che l’animale, molto spaventato, ha cominciato a fuggire dai soccorritori saltando sugli altri detriti galleggianti, costituiti in gran parte da legname alla deriva. L’offerta di cibo lo ha poi alla fine tranquillizzato, mentre biscotti e salsiccia datigli in seguito sulla motovedetta lo hanno definitivamente rassicurato. Considerando la durissima prova, l’animale e’ stato trovato in buone condizioni, mentre sul collare scuro non sono stati trovati indizi sui proprietari, come numeri di indirizzo e di contatto, ma gia’ in molti si sono offerti di ‘adottarlo’. Un altro salvataggio eccezionale in mare, dopo l’uomo di 60 anni aggrappato al tetto di casa tratto in salvo a 15 km dalla costa appena tre giorni dopo lo tsunami. Sempre per quanto riguarda il migliore amico dell’uomo, ha commosso il mondo intero l’episodio che ha visto un cagnolino rimasto per ore tra le macerie di Mito, citta’ della prefettura di Ibaraki duramente devastata, a vegliare un compagno ferito. Secondo il racconto degli uomini della protezione civile, l’ animale avrebbe accettato di andare via solo dopo il recupero del compagno.

  10. 31 Marzo 2011 a 21:40 | #10

    A.N.S.A., 31 marzo 2011
    Fukushima: radioattivita’ in falda acqua. Tepco, rilevati livelli 10mila volte superiori alla norma.

    TOKYO, 31 MAR – Iodio radioattivo 131 e’ stato rilevato in una falda acquifera situata a circa 15 metri sotto la centrale nucleare di Fukushima, secondo i tecnici della Tepco, la societa’ che gestisce l’impianto danneggiato. Un campione d’acqua prelevato mercoledi’ scorso da un reattore della centrale ha mostrato un tasso di 430 Bq/cm3, ha dichiarato un portavoce della Tepco, sostenendo che il valore ”e’ 10.000 volte superiore” a quello consentito.

  11. 31 Marzo 2011 a 17:20 | #11

    A.N.S.A., 31 marzo 2011
    abnorme radioattività in carne Fukushima. Lo ha reso noto la Tepco, il gestore dell’impianto nucleare.

    TOKYO, 31 MAR – Livelli ”abnormi” di cesio sono stati rilevati nella carne di manzo proveniente dall’area di Fukushima. Lo ha reso noto la Tepco, il gestore dell’impianto nucleare, sugli ultimi aggiornamenti del rischio radioattivita’, secondo quanto riporta la Kyodo.

  12. 30 Marzo 2011 a 22:56 | #12

    A.N.S.A., 30 marzo 2011
    Governo smantellera’ reattori di Fukushima. Fukushima: iodio radioattivo 3.355 volte la norma.

    OSAKA (GIAPPONE) – Un tasso di iodio radioattivo 3.355 volte superiore al limite legale e’ stato misurato nel mare a 300 metri dalla centrale nucleare di Fukushima. Lo ha reso noto l’Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese. Il vice direttore generale dell’agenzia, Hidehiko Nishiyama, ha minimizzato i potenziali effetti dell’acqua di mare radioattiva dal momento che la popolazione locale e’ stata evacuata ed e’ stata bloccata l’attivita’ di pesca nella zona.

    GOVERNO PENSA A SMANTELLAMENTO 6 REATTORI – I 6 reattori della centrale nucleare di Fukushima n.1 dovrebbero essere tutti smantellati: “E’ chiaro guardando alle circostanze, questa è la percezione”, ha detto il capo di gabinetto Yukio Edano. Poco prima, Tsunehisa Katsumata, presidente di Tepco (gestore dell’impianto), aveva detto di ritenere “inevitabile” la disattivazione dei reattori 1-4.

    FUMO RICOMPARE A EDIFICIO TURBINE – Il fumo è riapparso dall’edificio delle turbine della centrale nucleare di Fukushima. Lo ha reso noto la tv pubblica giapponese, la Nhk.

    CAPO AIEA, SITUAZIONE MOLTO SERIA – La situazione nella centrale nucleare giapponese colpita dal sisma resta molto seria nonostante gli accresciuti sforzi delle autorità per riportare la situazione sotto controllo. Lo ha detto oggi il capo dell’Agenzia nucleare nell’Onu, Aiea. “La situazione continua ad essere molto seria e gli sforzi per superare la crisi stanno aumentando”, ha detto Yukiya Amano.

    GOVERNO, ISPEZIONI A TUTTI REATTORI NUCLEARI – Il governo giapponese, su iniziativa del ministero dell’Industria, ha disposto il controllo urgente di tutti i reattori nucleari del Paese per garantire che non si ripetano scenari come quelli che hanno portato al danneggiamento e alla ”criticita”’ della centrale nucleare di Fukushima. I 6 reattori della centrale nucleare di Fukushima n.1 dovrebbero essere tutti smantellati: ”E’ chiaro guardando alle circostanze, questa e’ la percezione”, ha detto il capo di gabinetto Yukio Edano. Poco prima, Tsunehisa Katsumata, presidente di Tepco (gestore dell’impianto), aveva detto di ritenere ”inevitabile” la disattivazione dei reattori 1-4.

    PRESIDENTE TEPCO RICOVERATO, STAMPA – Masataka Shimizu, presidente dalla Tepco, la società che gestisce l’impianto nucleare di Fukushima, è stato ricoverato ieri sera. Lo hanno reso noto oggi i media giapponesi, il giornale Nikkei e l’agenzia Kyodo, precisando che Shimuzu soffre di pressione arteriosa troppo elevata. Nei giorni scorsi il numero 1 della Tepco si era assentato per motivi di salute. Il manager era apparso in pubblico l’ultima volta nella conferenza stampa del 13 marzo, due giorni dopo la catastrofe che ha distrutto il Giappone del nordest.

    GOVERNO, POSSIBILE FUORIUSCITA PLUTONIO – Il governo giapponese valuta come “possibile” la fuoriuscita di plutonio dalla centrale nucleare di Fukushima. Lo ha detto il capo di gabinetto, Yukio Edano, in una conferenza stampa, secondo cui “ci saranno più controlli anche nelle aree intorno all’impianto”. Al momento, ha aggiunto Edano, si tratta di bassi livelli di plutonio, indicando tuttavia di fatto nuovi pericoli per i tecnici impegnati alla messa in sicurezza di Fukushima e altri dubbi in materia di sanità pubblica. Il capo di gabinetto ha spiegato che i 5 campioni presi dalla Tepco indicano che non ci sono rischi immediati. Quanto all’acqua fortemente tossica, il reattore n.2 è ritenuto essere nella condizione più pericolosa:: la radioattività è di 1.000 millisievert/ora, pari a quattro volte il livello massimo di esposizione annuale cui può essere esposto un lavoratore in condizioni d’emergenza. L’acqua che viene iniettata nel reattori è stata ridotta per allentare lo sforzo sui serbatoi e, quindi, limitare le perdita: tutto questo, ha concluso Edano, ha portato all’aumento della temperatura. Il raffreddamento del combustibile ha tuttavia precedenza sui problemi della fuoriuscita di liquido.
    L’uso dell’energia pulita sarà alla base dei piani di ricostruzione delle aree devastate in Giappone dal sisma/tsunami dell’11 marzo. Ha annunciato il capo di gabinetto.
    Il premier giapponese, Naoto Kan, ha assicurato che il governo terrà lo stato di altissima vigilanza sulla crisi della centrale nucleare di Fukushima. “Continueremo a trattare la situazione con massima allerta e senso di urgenza”, ha detto Kan in un’audizione parlamentare. Kan, in una parte del suo intervento dinanzi alla commissione Bilancio della Camera Alta trasmesso dalla tv pubblica Nhk, ha ribadito che la situazione all’ impianto nucleare pesantemente danneggiato dal sisma/tsunami dell’11 marzo scorso resta “imprevedibile”. Ieri, la Tepco, il gestore della struttura, ha reso noto, dopo il ritrovamento di acqua fortemente radioattiva anche fuori dagli edifici dei reattori e delle turbine, di aver rilevato tracce di plutonio in cinque punti diversi della centrale, pur aggiungendo che non ci sono rischi per la salute umana.

    ESPERTI, TRACCE PLUTONIO CONFERMANO DANNI NOCCIOLO – Il ritrovamento di tracce di plutonio all’esterno della centrale di Fukushima può essere una conferma del danneggiamento del nocciolo di uno dei reattori, ma non ‘dice’ nulla di più sulla situazione nell’impianto giapponese. “Il ritrovamento non è strano, considerato il danno subito dalla centrale – spiega Giuseppe Forasassi, docente del dipartimento di Ingegneria Nucleare dell’università di Pisa – fa pensare alla fusione parziale del combustibile dei reattori, ma potrebbe venire anche dal danneggiamento di quello esausto contenuto nelle centrali. Questo elemento può poi aver trovato una ‘via di uscita’ dagli impianti di areazione o da qualche valvola, oppure da fessurazioni nel contenimento”. L’episodio, spiega l’esperto, potrebbe forse portare a un innalzamento del livello dell’incidente: “Il plutonio è molto velenoso dal punto di vista chimico, più che radiologico – spiega Forasassi – quindi il problema ambientale può essere grave. Sembrerebbe da escludere però una contaminazione su larga scala, anche se ne dovesse uscire ancora dovrebbe restare al massimo a 20-30 chilometri”. Con il passare dei giorni la situazione dovrebbe tornare sotto controllo, anche se il lavoro sulla centrale potrebbe durare ancora anni: “Più passa il tempo più scende la potenza residua dei reattori, che ora dovrebbe essere allo 0,5% di quella massima, che corrisponde a circa 10 Megawatt – spiega Carlo Lombardi, ex docente del Politecnico di Milano – se si riuscirà a garantire il raffreddamento del combustibile non dovrebbero esserci più problemi immediati. A ‘bocce ferme’ poi si dovrà pensare al destino della centrale: a Three Mile Island si è riusciti a bonificare tutto il sito, ovviamente con un lavoro di anni”.

    FUKUSHIMA, A BREVE ARRIVO ESPERTI FRANCESE AREVA – Arriveranno a breve in Giappone i due tecnici della Areva, il colosso francese dell’energia nucleare, allo scopo di affrontare la crisi della centrale di Fukushima. Lo scopo, come anticipato ieri dal ministro dell’Industria, Eric Besson, è di aiutare la Tepco, il gestore dell’impianto, a rimuovere il materiale radioattivo contenuto nell’acqua che interessa soprattutto il reattore n.2. Già il gruppo elettrico transalpino Edf ha fatto un annuncio il 18 marzo su una serie di misure di sostegno, tra cui l’invio di esperti e robot per poter lavorare alla messa in sicurezza pur con le perdite di radiazioni per il sisma/tsunami dell’11 marzo nella centrale.

  13. 29 Marzo 2011 a 14:39 | #13

    A.N.S.A., 29 marzo 2011
    Allarme radioattività reattore 2 Fukushima. Greenpeace lancia l’allarme: evacuare l’area. Il governo bacchetta la Tepco.

    La radioattività all’esterno del reattore n.2 di Fukushima ha registrato un balzo, superando quota 1.000 millisievert/ora. Lo rende noto la Tepco. Alti livelli di radiazioni, oltre i 1.000 millisievert/ora, sono stati rilevati nell’acqua accumulatasi fuori dall’edificio della turbina del reattore n.2 della centrale nucleare di Fukushima. Il rilevamento, avvenuto ieri e annunciato oggi dalla Tepco, il gestore dell’impianto, solleva nuove preoccupazioni sul fatto che le sostanze radioattive possano già essere finite nell’ ambiente circostante, incluso nel vicino mare. “Abbiamo trovato quest’acqua accumulata fuori dalle condutture della camera sottostante alla turbina, con un livello di radioattività oltre i 1.000 millisievert/ora”, ha spiegato un portavoce della Tepco. Le condutture in questione distano 60 metri appena dal Pacifico e il deflusso delle acque contaminate potrebbe essere finito sulla riva. Anche fuori dai reattori n.1 e n.3 sono stati trovati livelli di radioattività nell’acqua, ma molto più bassi.

    GOVERNO BACCHETTA TEPCO SU RADIOATTIVITA’ – L’errore fatto ieri da Tepco sulla radioattività è “inaccettabile”. Il capo di gabinetto Yukio Edano bacchetta l’utility che gestisce l’impianto nucleare di Fukushima per aver prima annunciato radioattività al reattore n.2 maggiore di 10 milioni di volte alla norma, per poi correggere il tiro e parlare ‘solo’ di 100.000 volte. “Anche se l’enorme lavoro di chi lavora sul sito può aiutare a spiegare l’errore, c’é da considerare che la verifica delle radiazioni è una condizione importante per la sicurezza: questo tipo di errore è assolutamente inaccettabile”, ha spiegato Edano. Tepco, dopo l’annuncio fatto in mattinata, è stata costretta dall’Agenzia per la sicurezza nucleare a rifare le analisi per i valori abnormi dichiarati. La compagnia ha prima ammesso incongruenze, fino alla diffusione di nuovi dati comunicati in tutta emergenza in una conferenza stampa a notte fonda.

    SCOSSA DI 6,5 RICHTER – Una scossa di magnitudo 6,5 sulla scala Richter è stata avvertita nel nord est del Giappone al largo dell’isola di Honshu, secondo il sito dell’Istituto americano di geofisica (Usgs). La scossa è stata registrata alle 07:23 locali (le 00:23 in Italia). L’epicentro, secondo l’Usgs, é stato localizzato a una profondità di 10 chilometri a 133 chilometri al largo di Sendai, la città semidistrutta dal sisma di magnitudo 9 e dal successivo tsunami che avevano investito il Giappone l’11 marzo scorso. Non ci sono al momento notizie di vittime o danni dopo la nuova scossa di 6,5 Richter che oggi ha colpito il nord-est del Giappone, stando a quanto riferisce sul suo sito web l’agenzia nipponica Kyodo

    RADIOATTIVITA’ PER PARZIALE FUSIONE – Il governo giapponese ritiene che l’acqua altamente radioattiva al reattore n.2 della centrale nucleare di Fukushima sia dovuta “alla parziale fusione delle barre di combustibile” che il capo di gabinetto, Yukio Edano, definisce come fenomeno “temporaneo”. E’ di 1.150 volte superiore alla norme il livello di iodio radioattivo misurato in mare a 30 metri dai reattori 5 e 6 della centrale nucleare giapponese di Fukushima. Lo ha annunciato oggi l’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare. Il tasso di iodio-131 di fronte ai reattori 1 e 4, i più danneggiati dal sisma e dallo tsunami dell’11 marzo, è stato misurato ieri in circa 2.000 volte la quantità normale.

    CONTAMINATA ACQUA STAGNANTE EDIFICIO TURBINA -La radioattività misurata in prossimità del reattore 2 della centrale nucleare di Fukushima 1 proviene dall’acqua stagnante raccolta alla base dell’edificio che ospita la turbina. Lo rende noto nel suo sito l’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale (Nisa). I valori elevati comunicati oggi dal gestore della centrale, la Tepco, confermano ulteriormente la parziale fusione del nocciolo del rattore 2. L’acqua che arriva nella turbina proviene infatti dal circuito di raffreddamento del nocciolo, spiegano esperti italiani. Questo accade perché in condizioni normale il valore prodotto dal reattore alimenta la turbina, per poi condensare e tornare nel circuito di raffreddamento. Il fatto che sul pavimento dell’edificio della turbina si trovi acqua proveniente dal circuito di raffreddamento (ora contaminata a causa della parziale fusione del nocciolo) farebbe pensare ad una perdita.

    RILEVATO PLUTONIO IN DIVERSE AREE FUKUSHIMA – Tracce di plutonio sono state rilevate in diverse aree dell’impianto nucleare di Fukushima. Lo rende noto la Tepco, il gestore dell’impianto.

  14. 28 Marzo 2011 a 16:30 | #14

    A.N.S.A., 28 marzo 2011
    Nuova forte scossa. Allarme radioattività. Il governo bacchetta la Tepco sulla stima sbalgiata della concentrazione di iodio-131.

    Una nuova forte scossa di terremoto di magnitudo 6.5 ha colpito stamattina (poco dopo la mezzanotte in Italia) il nord-est del Giappone. Al momento non si hanno notizie di vittime o danni. Allerta tsunami di 50 centimetri. Intanto alla centrale nucleare di Fukushima sale l’allarme radioattività: un livello di iodio-131 100.000 volte superiore alla norma ha provocato ieri l’improvvisa evacuazione dal reattore n.2 dei tecnici che da giorni cercano di riportare la centrale sotto controllo. Stamani il governo giapponese ha bacchettato la Tepco, la società che gestisce la centrale, per avere parlato in un primo momento di un livello di radioattività 10 milioni di volte sopra la norma.

    OSAKA, 27 MAR – Un improvviso allarme per livelli di radioattività mostruosi ha provocato stamani l’improvvisa evacuazione dal reattore n.2 di Fukushima dei tecnici che da giorni cercano di riportare la centrale sotto controllo: un livello 10 milioni di volte superiore alla norma. Un allarme solo parzialmente superato ore dopo quando, in piena notte, la vicenda è diventata un nuovo infortunio della Tepco: il gestore dell’impianto nucleare di Fukushima si è dovuto correggere, spiegando che i livelli di radiazioni al reattore n.2, che hanno costretto i tecnici all’evacuazione, sono pari “solo” a 100.000 volte quelli normalmente osservati e non a 10 milioni. La correzione, dopo un allarme che ha fatto il giro del mondo per la gravità, non migliora il quadro della situazione perché la quantità, accertata dopo un supplemento di analisi voluto dall’Agenzia sulla sicurezza nucleare, è dannosa e letale per la salute. Il vicepresidente dell’utility, Sakae Muto, ha spiegato che l’errore è dovuto a elementi radioattivi diversi combinati durante le analisi dei campioni prelevati, ad esempio, mettendo insieme “iodio-134 e cobalto-56″. La radioattività al reattore n.3 era di 400 millisievert/ora, sotto quelli del n.2 schizzati a oltre 1.000. Per intendere la pericolosità dei numeri, l’esposizione a 1.000 millisievert/ora potrebbe portare alla diminuzione del numero di linfociti – un tipo di globuli bianchi – in appena 30 minuti: la metà dei soggetti irradiati potrebbe morire entro i 30 giorni dopo una esposizione di appena 4 ore. Mentre gli sforzi per la messa in sicurezza delle struttura incontrano ostacoli imprevisti (da ultimo il deposito di acqua contaminata nelle sale sotto le turbine e in altri piani interrati), la radioattività in mare di fronte alla centrale nucleare danneggiata pesantemente dal sisma/tsunami dell’11 marzo è salita a 1.850 volte oltre i livelli di norma, secondo le ultime misurazioni disponibili. L’Agenzia per la sicurezza nucleare, che solo ieri aveva rilevato una presenza di iodio-131 in acqua 1.250 volte sopra il normale, ha però ribadito che non ci sono rischi per la salute dell’uomo.
    La situazione di crisi a Fukushima, tuttavia, potrebbe durare settimane o mesi. L’allarme lo ha lanciato il direttore dell’ Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea, che fa capo all’Onu), il giapponese Yukiya Amano, in un’intervista al New York Times. Amano ha spiegato che le autorità nipponiche non sanno ancora con certezza se i noccioli dei reattori e il combustibile nucleare esausto sono ricoperti dall’acqua necessaria per il loro raffreddamento. In più, i tecnici hanno riscontrato alti tassi di radioattività in mare, vicino alla centrale, il che fa temere che uno o più reattori non abbia più una tenuta stagna: tuttavia, Amano ha detto di vedere “segni positivi” nel parziale ristabilimento dell’energia elettrica della centrale, ma ha auspicato “più sforzi per porre fine all’incidente” e raggiungere la messa in sicurezza. La qualità dell’aria del centro di Tokyo, dove oggi è andata in scena una manifestazione contro il nucleare, ha avuto un ulteriore miglioramento, mentre l’acqua della città è rimasta entro i limiti ammissibili per i neonati. L’esecutivo del premier Naoto Kan ha deciso di ricorrere al Wto per evitare il blocco di cibo e altri generi annunciati da molti Paesi a causa del rischio radioazioni. “La priorità è ora risolvere l’emergenza di Fukushima, poi si dovrà fare una revisione ad ampio raggio sul nucleare”, ha detto all’ANSA una fonte del governo di Tokyo. Il riferimento, in particolare, è a ruolo e poteri dell’Authority sul nucleare, e ai suoi rapporti con gli operatori del settore, tra cui, vista l’attuale sovraesposizione, la Tepco. Nel mirino, comportamento e misure non sempre chiari e appropriati messi in campo dalla prima utility del Sol Levante. Proprio con la compagnia, la stessa fonte ha ammesso che “ci sono state delle incomprensioni”. L’infortunio di oggi ne è la conferma.

    ‘USCIAMO DA CRISI, POI CAUTI SU NUCLEARE’
    Il Giappone si prepara a una stretta regolamentare sul nucleare che porterà, con ogni probabilità, anche a pesanti sanzioni contro Tepco, la società di gestione della travagliata centrale di Fukushima, i cui problemi causati dal sisma/tsunami dell’11 marzo sono lontani dall’essere risolti. “La priorità è ora risolvere l’emergenza di Fukushima, poi si dovrà fare una revisione ad ampio raggio sul nucleare”, ha spiegato all’ANSA una fonte del governo nipponico. Il riferimento, in particolare, è a ruolo e poteri dell’ Authority sul nucleare, e ai suoi rapporti con gli operatori del settore, tra cui, vista l’attuale sovraesposizione, la Tepco, il gestore della struttura di Fukushima.

  15. 27 Marzo 2011 a 10:45 | #15

    A.N.S.A., 27 marzo 2011
    Emergenza a Fukushima: radioattivita’ altissima, evacuati tutti gli operai.
    Il livello di iodio-131 nell’acqua del reattore 2 e’ 10 milioni di volte superiore alla norma.

    TOKYO – La radioattivita’ dell’acqua al reattore n.2 della centrale di Fukushima e’ estremamente elevata ed e’ pari a 10 milioni di volte i livelli normali. Lo riferisce l’Agenzia per la sicurezza nucleare, secondo cui si e’ resa necessaria l’evacuazione immediata dei tecnici al lavoro.
    Il livello di iodio-131 presente nel reattore n.2 e’ estremamente alto, al punto da far ipotizzare all’Agenzia che l’acqua possa essere legata in qualche modo al nocciolo, visto che la radioattivita’ registrata e’ di 1.000 millisievert/ora. L’emergenza contaminazione sale mentre i tentativi di messa in sicurezza sono frenati dalla minaccia radiazioni: proprio oggi era il programma il passaggio dalle autobotti dei pompieri alle pompe elettriche per iniettare acqua nei reattori, per accelerare i tempie ed evitare cosi’ ulteriori ritardi. Le fonti di perdita di materiale nocivo restano ancora da individuare quando lo iodio e’ salito a 1.850 volte i limiti legali nelle acque immediatamente vicine all’impianto di Fukushima.

    SALE ANCORA LIVELLO IODIO RADIOATTIVO IN MARE – La radioattività in mare di fronte alla centrale nucleare giapponese di Fukushima è di 1.850 volte superiore ai livelli di norma, secondo le ultime misurazioni disponibili. Lo rende noto l’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, che solo ieri aveva rilevato una presenza di iodio-131 in acqua 1.250 volte al di sopra del normale.

    CAPO AIEA, ALLARME NUCLEARE POTREBBE DURARE MESI – Potrebbe durare settimane, o mesi, l’allarme nucleare in Giappone, dopo l’incidente alla centrale di Fukushima provocato dal sisma e dello tsunami che due settimane fa hanno devastato il nord-est del Paese. Lo afferma il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), il giapponese Yukiya Amano, in un’intervista al New York Times. Amano ha spiegato che le autorità nipponiche non sanno ancora con certezza se i noccioli dei reattori e il combustibile nucleare esausto sono ricoperti dall’acqua necessaria al loro raffreddamento, secondo il Nyt online. I tecnici hanno riscontrato alti tassi di radioattività in mare, vicino alla centrale, il che fa temere che uno o più reattori non abbia più una tenuta stagna. Amano ha detto di vedere “segni positivi” nel parziale ristabilimento dell’energia elettrica della centrale, ma ha auspicato “più sforzi per porre fine all’incidente”.

  16. 25 Marzo 2011 a 23:15 | #16

    A.N.S.A., 25 marzo 2011
    Allarme in Giappone, c’è acqua radioattiva. Rilevata in quattro reattori a Fukushima.

    TOKYO – Acqua altamente radioattiva è stata rilevata nei quattro reattori più problematici della centrale nucleare di Fukushima, pari a 10.000 volte i livelli normali. Lo riporta l’agenzia Kyodo, citando la Tepco, secondo cui ci sono vasche di 40-150 cm di profondità con acqua tossica. Tepco ha reso noto che ha iniziato oggi a riversare acqua dolce nei reattori n.1 e n.3, quelli che hanno mostrato segnali più critici nelle ultime ore, allo scopo di migliorare l’efficienza del raffreddamento, anche se l’acqua radioattiva è stata trovata in entrambi e in quelli n.2 e n.4. Gli ultimi sforzi per portare sotto controllo i reattori puntano a prevenire che il sale cristallizzato dell’acqua marina finora utilizzata possa corrodere le strutture di contenimento e formare una crosta sulle barre di combustibile, fungendo quasi da isolante rispetto alla circolazione di acqua liscia, diminuendo così l’effetto del raffreddamento. La conferma sulla pericolosità della situazione è giunta all’indomani della grave esposizione di tre operai ad acqua con materiale radioattivo pari a 10.000 volte il livello normale presso l’edificio della turbina collegata al reattore n.3, alimentato dal mox, combustibile misto uranio-plutonio.

    FUKUSHIMA ‘IMPREVEDIBILE’ – La situazione nella centrale nucleare di Fukushima rimane “imprevedibile”. Lo ha detto oggi il primo ministro giapponese Naoto Kan. “La situazione rimane altamente imprevedibile. Lavoriamo per evitare che non peggiori. Dobbiamo essere estremamente vigilanti”, ha detto Kan in una conferenza stampa, a due settimane dal sisma e dallo tsunami che hanno devastato il nord-est del Paese provocando più di 10mila vittime. L’operatore della centrale di Fukushima, Tokyp Electric Power (Tecpo), ha ammesso oggi che le operazioni di raffreddamento dei reattori con cannoni ad acqua e i lavori di ripristino delle pompe ad acqua elettriche avanzano lentamente lentamente a causa della pericolosità del sito. Ieri due tecnici sono stati ricoverati in ospedale dopo aver subito un’alta dose di radiazioni. La Tepco ha avvertito inoltre che la vasca del reattore n.3 della centrale, che contiene barre di combustibile, potrebbe essere danneggiato.

  17. 24 Marzo 2011 a 15:07 | #17

    A.N.S.A., 23 marzo 2011
    Giappone: Allarme acqua a Tokyo, Fukushima instabile. Nella centrale la battaglia per raffreddare i sei reattori surriscaldati ha subito una battuta d’arresto quando una colonna di fumo nero è uscita da uno dei reattori.

    OSAKA – Le autorità di Tokyo hanno avvertito che le radiazioni emanate dalla centrale di Fukushima, danneggiata dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo, hanno reso pericolosa l’acqua corrente della metropoli per i bambini al di sotto di un anno di età. Nella centrale, 240 km a nord della capitale, la battaglia per raffreddare i sei reattori surriscaldati ha subito una battuta d’arresto quando una colonna di fumo nero è uscita da uno dei reattori costringendo i lavoratori ad allontanarsi per l’improvviso innalzamento del livello della radioattività. Mentre il bilancio, ancora provvisorio, ha superato le 23 mila vittime, una prima stima dei danni parla di 300 miliardi di dollari, rendendo la tripla crisi terremoto-tsunami-radiazioni la più costosa della storia del Giappone. I test eseguiti su campioni di acqua provenienti da uno degli impianti di purificazione della capitale hanno rilevato la presenza di 210 becquerel di iodio radioattivo per litro, il doppio del massimo legale per i bambini di età inferiore ad un anno.
    Il governatore di Tokyo, Shintaro Ishihara, ha precisato che si tratta di un livello che non pone “una minaccia immediata” e che non è dannoso per gli adulti, ma ha aggiunto che le famiglie dovrebbero evitare di diluire il latte in polvere per i bambini con l’acqua del rubinetto. Il portavoce del governo, Yukio Edano, ha invitato i residenti della capitale – 13 milioni nella città vera e propria, 35 milioni se si considerano i sobborghi che formano la “grande Tokyo” – a non perdere la calma e a non fare incetta di acqua minerale. Un appello che è rimasto inascoltato e l’acqua minerale è sparita nel giro di poche ore dagli scaffali dei supermercati. “Sono molto preoccupata, non sembra che sia una cosa di breve periodo, ma che questa (situazione) durerà a lungo”, ha affermato una giovane madre uscendo da un supermercato e intervistata dalla televisione di Stato Nhk. Gli Stati Uniti sono stati il primo Paese a bloccare le importazioni di latte e di verdura dalle cinque prefetture vicine a Fukushima, seguiti da Hong Kong.
    Una misura analoga è stata annunciata dalla Corea del Sud. Livelli alti di radioattività sono stati rilevati in undici tipi di verdure coltivate nella prefettura di Fukushima e in altre quattro vicine. “Abbiamo un meccanismo che automaticamente blocca l’ accesso al mercato dei prodotti con la radioattività superiore a certi livelli. Questo significa che tutto quello che è in vendita è sicuro. E’ una cosa che non è necessariamente capita in altri Paesi”, ha sostenuto Edano. A Fukushima i tecnici hanno collegato cavi per l’ elettricità a tutti e sei i reattori, che però ancora vengono raffreddati dall’esterno con pompe ed idranti perché non è ritenuto sicuro rimettere in funzione il sistema elettrico della centrale. Per alcune ore, i tecnici sono stati evacuati dalle vicinanze della centrale dopo che il fumo radioattivo aveva ripreso ad uscire – per cause che ancora non sono state individuate – da due reattori della centrale tra cui il n.3, quello ritenuto più pericoloso perché alimentato da una miscela di combustibile fatta di uranio e plutonio altamente radioattiva chiamata “mox”. Una stabilizzazione dei reattori sembra ancora lontana, forse qualche settimana, e la situazione rimane precaria. Maes Lyons, un alto funzionario dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha criticato la gestione della crisi da parte della società responsabile, la Tokyo electric power company, affermando che non è sufficientemente trasparente. “Vediamo che radiazioni continuano a uscire dalla centrale, da dove vengono?”, si è chiesto polemicamente. La stessa Aiea, in una conferenza stampa oggi a Vienna, ha detto che nonostante “ci siano stati sviluppi positivi nella centrale nucleare di Fukushima, la situazione è ancora preoccupante”.

  18. 23 Marzo 2011 a 15:49 | #18

    A.N.S.A., 23 marzo 2011
    Timori dal reattore 3, fumo nero in cielo. Giungerà da Fukushima entro domani.

    OSAKA – Del fumo nero si sta alzando dal reattore n.3 della centrale di Fukushima, secondo l’ agenzia Kyodo. L’ agenzia aggiunge che i lavoratori impegnati nei tentativi di raffreddare il reattore sono stati allontanati dalla zona.

    RADIOATTIVITA’ ACQUA TOKYO ALTA PER BAMBINI – Un portavoce del governo municipale di Tokyo ha detto all’agenzia che il livello di iodio radioattivo trovato nell’acqua della capitale, un enorme agglomerato urbano di 35 milioni di abitanti, eccede i limiti legali fissati per il consumo dei bebé. L’annuncio viene dopo che valori notevolmente alti di radioattività sono stati riscontrati in 11 vegetali prodotti nei pressi della centrale, che sorge 240 km a nord di Tokyo.

    SCOSSA DI MAGNITUDO 6.0 VICINO FUKUSHIMA – Una scossa di magnitudo 6.0 é stata registrata nel Giappone settentrionale, vicino alla centrale nucleare di Fukushima colpita dal terremoto. Lo riferisce la tv nazionale NHK. Al momento non si hanno notizie di danni. Numerose scosse di assestamento sono state registrate dopo il terremoto e lo tsunami che hanno devastato il Paese l’11 marzo scorso.

    GOVERNO STIMA DANNI FINO A 300 MILIARDI DI DOLLARI – Tra i 185 e i 308 miliardi di dollari. E’ la prima impressionante stima del governo giapponese dei danni causati dal devastante terremoto e dal conseguente tsunami che l’11 marzo hanno devastato il Nord est del Paese, secondo quanto riferisce il quotidiano Nikkei. Il ministro dell’Economia Kaoru Yosano presentera’ queste stime ad una riunione del governo che si terra’ oggi.

  19. 22 Marzo 2011 a 16:58 | #19

    A.N.S.A., 22 marzo 2011
    MORATORIA DI UN ANNO SUL NUCLEARE.

    ROMA – “Al consiglio dei ministri di domani faremo una dichiarazione di moratoria per un anno per quanto riguarda le decisioni e l’attivazione della ricerca dei siti per le centrali nucleari”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, dopo essere stato ascoltato dalla Commissione Industria del Senato.

    ROMANI, RESPONSABILE UNA PAUSA DI RIFLESSIONE
    Il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, aveva annunciato ieri “una responsabile pausa di riflessione, come fatta da altri Paesi europei” sul programma nucleare italiano. La priorità, ora, è verificare la sicurezza a livello europeo.
    Sulle condizioni di sicurezza del nucleare in Europa sara’ garantita la massima informazione ai cittadini italiani, ha detto il ministro Romani, al termine del consiglio straordinario dei ministri Ue sull’energia. ”Non so se prima del referendum faremo in tempo a dare le informazioni che ci aspettiamo – ha detto Romani – Ma cercheremo di fare in modo che i cittadini italiani siano informati al massimo livello possibile delle risultanze di questa ricerca che sara’ fatta a livello europeo e condivisa da tutti i paesi europei”.

    STRESS TEST EUROPEI ENTRO IL 2011
    Gli stress test sulle centrali europee saranno fatti ”entro il 2011”, a partire dagli impianti piu’ vecchi (”circa una decina quelli di prima generazione” sui 143 presenti nella Unione europea), ha aggiunto poi il ministro per lo sviluppo economico. ”Noi abbiamo chiesto di accelerare al massimo”.

  20. 22 Marzo 2011 a 15:50 | #20

    A.N.S.A., 22 marzo 2011
    Fukushima: ancora vapore dai reattori, ‘grave contaminazione del cibo’. Sospesa distribuzione di latte e verdura in alcune aree.

    Continua a fuoriuscire vapore bianco dai reattori n.2 e 3 della centrale nucleare di Fukushima, gravemente danneggiata dal sisma e dallo tsunami che l’11 marzo scorso hanno colpito il Giappone. L’onda che ha colpito l’impianto nucleare è stata di 14 metri d’altezza. I reattori n.1 e 4 hanno ricominciato stamattina a ricevere elettricità. Dalla Tepco, la società che gestisce la centrale, arriva l’ammissione di un’evidente insufficienza di controlli. L’Organizzazione mondiale per la sanità lancia l’allarme sulla contaminazione radioattiva del cibo prodotto a Fukushima. Oggi la commissione Industria del Senato esprime il proprio parere su un decreto legislativo sulle procedure del nucleare.

    OSAKA (GIAPPONE) – Le operazioni per raffreddare i reattori surriscaldati della centrale nucleare di Fukushima, nel nord del Giappone, sono riprese. Lo afferma la Tepco, che gestisce la centrale, precisando che il fumo uscito oggi da due reattori – il n.1 e il n.4 – ”non costituisce un problema” per i lavoratori impegnati in prima linea. I lavoratori avevano abbandonato la centrale ieri, dopo che del fumo era uscito dal reattore n.3, ritenuto il piu’ pericoloso perche alimentato dal ‘mox’, una miscela di uranio e plutonio altamente radioattiva. Il portavoce governativo Yukio Edano ha affermato che, nonostante l’allarme per il cibo radioattivo lanciato ieri, per il momento non verra’ estesa la ”zona di esclusione” intorno alla centrale.
    La Borsa di Tokyo ha chiuso oggi con un rialzo del 4,36%.

    HONG KONG, 21 MAR – La Tepco ha ammesso l’evidente insufficienza dei controlli alla centrale nucleare di Fukushima 1, in un rapporto del 28 febbraio spedito all’Agenzia per la sicurezza nucleare, rilanciando pesanti dubbi anche sul ruolo effettivo svolto dalle autorità di vigilanza. Le valvole della temperatura di un reattore, ad esempio, non erano state esaminate per 11 anni, mentre le verifiche spacciate per accurate erano approssimative (33 i pezzi dei 6 reattori che non sono stati visionati) e le ispezioni ai dispositivi di riserva di raffreddamento, quali pompe dei motori e generatori diesel del reattore n.1, mancavano. La relazione, sul sito web della prima utility del Giappone, è stata redatta dopo che l’Agenzia ha deciso di accertare la correttezza delle operazioni svolte. “Qualità dei controlli non sufficiente”, ha ribattuto l’Authority ordinando, il 2 marzo, un piano correttivo solo “entro il 2 giugno”, ritenendo che non ci fossero rischi immediati per la sicurezza a seguito delle omesse ispezioni.
    Lo scambio d’informazioni tra Tepco e Agenzia è finito nel mirino a causa della tempistica (a meno di due settimane dal sisma/tsunami dell’11 marzo) e delle indicazioni non impeccabili su come correggere i problemi. Ed è emersa proprio nel giorno in cui l’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) ha detto che la contaminazione radioattiva di latte e alcune verdure per le fughe da Fukushima é “grave”. Al punto che il governo di Tokyo ha annunciato che a quattro prefetture vicine alla centrale è stato ordinato di sospendere la distribuzione di latte e spinaci. Il crollo dei sistemi di alimentazione di riserva è ritenuto all’origine della crisi della centrale nucleare, il cui nucleo originario risale al lontano 1970. Hidehiko Nishiyama, vice direttore generale dell’Agenzia, ha spiegato oggi in un briefing di non essere a conoscenza della corrispondenza tra Autorità e utility, aggiungendo pure di non essere nelle condizioni di dire se la minore sicurezza, a causa delle ispezioni non fatte, abbiano avuto o meno un ruolo nel peggioramento della crisi.
    Di certo, dopo le accuse lanciate dal Wall Street Journal sul rallentamento volontario del raffreddamento dei reattori subito doto il sisma/terremoto pur di provare a salvare i suoi asset, Tepco è finita di nuovo nella bufera per condotte poco chiare. La compagnia elettrica, infatti, è finita nella bufera nel 2002 dopo la falsificazione delle relazioni sulla sicurezza, costata le dimissioni dei vertici aziendali e dopo l’ammissione dei essere stata a conosciuta della non conformità dei lavori fatti a una centrale dopo un terremoto nel 2007. Sarà un caso, ma il numero uno di Tepco, Masataka Shimizu, ha disertato negli ultimi giorni gli eventi pubblici, ha notato la stampa nipponica. Neanche quelli per commentare l’evoluzione delle operazioni di messa in sicurezza della centrale che, secondo il premier Naoto Kan, sta “poco a poco migliorando”, anche sul fronte dei soccorsi (vittime e dispersi sono oltre quota 21.000).
    In giornata, tuttavia, i reattori 2 e 3 hanno ripreso a vario titolo a emettere fumo o vapore, malgrado i tecnici abbiano allacciato i cavi dell’elettricità a tutti e sei i reattori. Il direttore generale dell’Aiea, Yukiya Amano, di ritorno dalla missione in Giappone, ha spiegato a Vienna, nel board straordinario dell’Agenzia che fa capo all’Onu, che, “senza dubbio” il Paese supererà la crisi di Fukushima (dove la situazione “é ancora molto grave”), dicendosi convinto che il nucleare continuerà a essere fonte energetica valida per molti Paesi. C’é purò “un insegnamento già chiaro: l’attuale cornice internazionale di reazione ai casi di emergenza deve essere rivista” perché le regole attuali riflettono le realtà degli anni ’80 e non del 21/o secolo.

    ALLARME CIBO, SITUAZIONE ‘GRAVE’ PER OMS
    L’Oms ha lanciato oggi un allarme sulla contaminazione radioattivo del cibo prodotto nei pressi della centrale nucleare giapponese di Fukushima, gravemente danneggiata dal terremoto e dallo tsunami che l’ 11 marzo hanno colpito il Giappone nordorientale. Il portavoce regionale dell’ Oms Peter Cordingley, da Manila, ha affermato che “é abbastanza chiaro che si tratta di una situazione grave”. “E’ molto più serio di quanto tutti avevano pensato in un primo momento, quando credevamo che questo tipo di problema fosse limitato entro 20 – 30 km” (dalla centrale)…ora è lecito supporre che prodotti contaminati siano usciti dalla zona a rischio”, ha aggiunto. Mentre i tecnici continuano a combattere contro il tempo per evitare la fusione dei reattori surriscaldati della centrale, il governo di Tokyo ha ordinato a quattro prefetture di sospendere la distribuzione di latte e di spinaci. Inoltre, ha raccomandato ai residenti dell’ “area di esclusione” nel raggio di 30 km. dalla centrale di non bere l’ acqua corrente, nella quale sono stati riscontrati alti livelli di iodio radioattivo. Il portavoce governativo Yukio Edano, annunciando la decisione in una conferenza stampa, ha sottolineato che si tratta di “una misura precauzionale” e che i livelli di contaminazione rilevati, pur superiori alla norma, “non presentano pericoli immediati per chi li consumi”. Secondo il quotidiano Yomuri Shimbun le rilevazioni del ministero della sanità di Tokyo hanno portato a scoprire una presenza di cinque volte superiore a quella massima consentita nel latte di mucca prodotto da una fattoria che sia trova a 47 km dalla centrale di Fukushima.
    Nella “grande Tokyo”, la metropoli di 35 milioni di abitanti 240 km. a sud della centrale, non sono stati denunciati casi di contaminazione. La capitale è semivuota per l’ effetto congiunto della paura e della Festa di primavera, che si è celebrata oggi, presa come occasione da molti residenti per allontanarsi dal pericolo affollando le città meridionali. L’ Ambasciata americana ha “reso disponibile” ai suoi impiegati e alle loro famiglie pastiglie di potassio, che aiutano a combattere gli effetti delle radiazioni, precisando che si tratta di “una precauzione” indotta dalla circostanza che “c’ é una situazione di abbondanza” delle pastiglie. Cordingley, il portavoce dell’ Oms, ha precisato che “non ci sono indicazioni” che il cibo contaminato abbia raggiunto altri Paesi. Ciononostante, la Cina e la Corea del Sud hanno annunciato severi controlli sul cibo importato dal Giappone. A Taipei, capitale di Taiwan, un ristorante giapponese ha offre ai suoi clienti uno strumento per misurare la radioattività sul cibo che ordinano. L’ Oms ha precisato che il latte e i suoi derivati e i vegetali con foglie larghe sono particolarmente vulnerabili dalle radiazioni.

  21. 21 Marzo 2011 a 15:29 | #21

    A.N.S.A., 21 marzo 2011
    Fukushima,sale pressione in reattore 3 Oltre 21mila tra vittime e dispersi. L’impianto sara’ disattivato. Banca Mondiale: il sisma costerà il 4% del Pil.

    Giappone: Oms, grave contaminazione cibo. E’ lecito supporre che prodotti contaminati siano usciti da zona.

    – OSAKA, 21 MAR – L’ Organizzazione mondiale della sanita’ ha definito ”grave” la contaminazione radioattiva di cibo in Giappone. Il portavoce regionale dell’Oms Peter Cordingley, in un’ intervista da Manila, ha detto che ”si tratta di una situazione grave”. ”E’ molto piu’ serio di quanto tutti avevano pensato. Ora e’ lecito supporre che prodotti contaminati siano usciti dalla zona contaminata”, ha aggiunto, precisando che ”non ci sono indicazioni” che il cibo contaminato abbia raggiunto altri Paesi.

    TOKYO – L’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha reso noto che è stato registrato un aumento della pressione per il reattore n.3 della centrale di Fukushima. Le autopompe dei vigili del fuoco e delle forze di autodifesa (Self-defense Forces) nipponiche hanno riversato oltre 3.700 tonnellate di acqua marina sul reattore nell’ambito degli sforzi per abbassare la temperatura. Le operazioni, inoltre, hanno interessato anche la piscina del combustibile esausto del reattore 4, sui cui i tecnici hanno cominciato a lavorare già da ieri.

    PREMIER KAN, PROGRESSI A FUKUSHIMA – Progressi “lenti ma decisi” si stanno facendo nei tentativi di riprendere il controllo della centrale nucleare di Fukushima. Lo ha affermato il premier giapponese Naoto Kan citato dall’ agenzia Kyodo.

    BANCA MONDIALE, SISMA COSTERA’ IL 4% DEL PIL – Il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo scorso potrebbero costare all’economia giapponese 235 miliardi di dollari (circa 165 miliardi di euro), pari al 4% del Pil. Lo ha reso noto oggi la Banca mondiale nel suo ultimo rapporto sull’economia dell’Asia orientale e del Pacifico, sottolineando tuttavia che la ricostruzione potrebbe agevolare una rapida ripresa. La stima più bassa della Banca suggerisce un costo di 122 miliardi di dollari (86 miliardi di euro), pari al 2,5% del Pil. Secondo Vikram Nehru, responsabile della Banca mondiale per l’Asia, la catastrofe del Giappone potrebbe avere un impatto anche sul resto del continente, ma è troppo presto – ha osservato – per stimare i costi relativi all’intera area. “Nel futuro immediato, l’impatto maggiore si avrà sul commercio e la finanza”, ha aggiunto. Nel 1995 il terremoto di Kobe aveva portato a un rallentamento del commercio giapponese per qualche trimestre, ma un anno dopo l’importazione era tornato alla normalità e le esportazioni avevano raggiunto l’85% del dato precedente al sisma.

  22. 20 Marzo 2011 a 17:51 | #22

    A.N.S.A., 20 marzo 2011
    Centrale Fukushima, lievi progressi Oltre 21mila tra vittime e dispersi. L’impianto sara’ disattivato, reattori e 6 in fase stabile di arresto.

    I tecnici sono riusciti a riportare la corrente in uno dei reattori danneggiati dal terremoto e dallo tsunami che nove giorni fa ha devastato il Giappone nordorientale. Secondo le ultime cifre ufficiali, più di 15mila persone hanno perso la vita in una sola prefettura e il bilancio finale della tragedia si avvia a superare le 20mila. A Fukushima i reattori 5 e 6 sono fase di stabile arresto, l’ elettricità è disponibile nel reattore n.2, e ora si sta tentando di portarla al n.1. Il reattore considerato più pericoloso, il n.3 – che contiene plutonio altamente radioattivo – si è stabilizzato dopo essere stato bersagliato dagli idranti con tonnellate d’ acqua. Il governo ha confermato che i test eseguiti su spinaci e latte prodotti nei pressi della centrale e sull’ acqua corrente a Tokyo hanno confermato la presenza di radioattività, ma a livelli che non sono ancora dannosi per la salute umana.

    OLTRE 21.000 VITTIME E DISPERSI – Il bilancio ufficiale del terremoto/tsunami dell’11 marzo scorso nel Giappone del nordest si appesantisce: i dati della polizia nazionale vedono il numero dei morti accertati a quota 8.450 e quello dei dispersi a 12.931. Tuttavia, nella sola prefettura di Miyagi, la polizia locale ha ipotizzato 15.000 vittime. Gli sfollati sono 360.000.

    GOVERNO, FUKUSHIMA SARA’ DISATTIVATA – La centrale di Fukushima sarà disattivata dopo i gravi problemi causati dal sisma e dallo tsunami che hanno colpito il Giappone del nordest l’11 marzo. “Guardando oggettivamente alla situazione, è chiaro cosa fare”, ha risposto il portavoce del governo, Yukio Edano in una conferenza stampa, alla domanda se il governo stia pensando di smantellare l’impianto nucleare. La situazione presso la centrale nucleare di Fukushima “mostra qualche miglioramento”, anche se la situazione resta incerta. Lo ha detto Tetsuro Fukuyama, vice capo di gabinetto del governo giapponese, nel corso di una conferenza stampa serale.

    REATTORI 5 E 6 IN FASE DI STABILE ARRESTO – I reattori n. 5 e 6 della centrale nucleare di Fukushima sono in fase di “stabile arresto”. Secondo l’agenzia Kyodo i due reattori, “sotto stress” per sisma e tsunami dell’11 marzo, anche se meno degli altri 4 che completano la centrale, “sono andati in arresto a freddo” dopo l’avvio del sistema di raffreddamento.

    NUOVAMENTE RILEVATA RADIOATTIVITA’ IN CIBO – Livelli di radioattività superiori alle norma sono stati rilevati su due campioni di spinaci e quattro di latte prodotti nei pressi della centrale nucleare di Fukushima, danneggiata dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo. Lo ha detto il portavoce Yukio Edano in una conferenza stampa. Il portavoce ha aggiunto che un rapporto verrà diffuso nelle prossime ore dal ministero della sanità. I livelli di radioattività, ha precisato Edano, sono tali che anche un consumo continuato dei prodotti non provocherebbe danni all’ organismo umano. La vendita e la distribuzione dei prodotti sono state sospese e il governo deciderà domani se prendere altre misure, ha affermato.

    RIPRISTINATA ELETTRICITA’ A REATTORE N2 – L’elettricità è stata ripristinata anche al reattore n2 della centrale di Fukushima 1. Li riferisce la Tepco, il gestore dell’impianto.

  23. 19 Marzo 2011 a 20:07 | #23

    A.N.S.A., 19 marzo 2011
    Radioattività in acqua, latte e spinaci.
    Ripartire le pompe per garantire la fornitura di acqua marina alle vasche.

    HONG KONG – I sistemi di raffreddamento delle vasche di stoccaggio del combustibile esauto sono di nuovo in funzione nei reattori n5 e n6 della centrale di Fukushima. La svolta, riferisce la Tepco, è maturata dopo che gli ingegneri sono riusciti a far ripartire le pompe per garantire la fornitura di acqua marina alle vasche.
    Tracce di iodio radioattivo sono state trovate nell’acqua di rubinetto a Tokyo e in altre aree limitrofe. Lo riferisce l’agenzia Kyodo. Poco prima il portavoce del governo aveva diffuso la notizia che erano stati riscontrati livelli di radioattivita superiori ai limiti legali nel latte prodotto nei pressi della centrale nucleare di Fukushima e negli spinaci coltivati nella vicina prefettura di Ibaraki. Intanto a Fukushima 1 i tecnici sono riusciti a connettere un cavo dell’energia a uno dei reattori danneggiati, ma l’elettricità deve essere ancora ripristinata. Registrata una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.1 a circa 100 km da Tokio. Secondo esperti livelli di radioattività nell’aria a Tokio compatibili con valori di fondo naturale.

    FUKUSHIMA: RIPRISTINO ENERGIA ELETTRICA – I tecnici sono riusciti a connettere un cavo ad uno dei reattori della centrale di Fukushima 1 danneggiata, ma l’elettricità ancora deve essere ripristinata, secondo la società che gestisce la centrale.
    Il gestore della centrale nucleare di Fukushima, la Tokyo Electric Power, ha annunciato che a breve sarà ripristinata l’elettricità all’interno del sito danneggiato dal terremoto, un passo importante per cercare di far funzionare le pompe di raffreddamento dell’impianto. L’energia elettrica dovrebbero essere ripristinata oggi per i reattori 1, 2, 5 e 6 e domani per i reattori 3 e 4. Lo ha annunciato l’Agenzia per la sicurezza nucleare.

    GIAPPONE: OLTRE 18 MILA VITTIME, A 8 GIORNI DAL SISMA – Il bilancio delle vittime del terribile terremoto e dello tsunami che ha colpito il Giappone, a otto giorni dalla catastrofe, e’ salito a 7.197 vittime accertate e 10.905 dispersi. Lo ha riferito oggi la polizia nazionale giapponese.

    UOMO RITROVATO VIVO NON E’ UN SOPRAVVISSUTO – L’uomo che si pensava di aver ritrovato vivo otto giorni dopo il sisma che ha sconvolto il Giappone sarebbe in realtà un cittadino ritornato nella sua casa per constatare i danni subiti in seguito al terremoto. Lo riferisce un portavoce dell’esercito giapponese.

    ALZATO IL LIVELLO DI ALLARME NUCLEARE – Il Giappone alza il livello d’allarme alla centrale nucleare di Fukushima da 4 a 5. Lo riferisce l’Aiea. Nei reattori 1, 2 e 3 il nocciolo è parzialmente fuso. I contenitori che racchiudono le barre di combustibile sarebbero invece integri, secondo fonti italiane a diretto contatto con il gestore della centrale di Fukushima 1 (Tepco) e l’Autorità giapponese per la sicurezzanucleare e industriale. La crisi nucleare in Giappone ‘rimanemolto grave’ ma ‘il Giappone si riprenderà’ ha affermato il primo ministro Naoto Kan, ‘ricostruiremo il paese dalle rovine’.
    La Banca centrale decide un’ulteriore iniezione di liquidità nel sistema finanziario per calmare i mercati, mentre il G7 dispone un intervento coordinato sui mercati valutari per scongiurare per Tokyo rischi recessione, borse europee in rialzo.

    AIEA: SITUAZIONE SEMPRE GRAVE, MA STABILE – La situazione alla centrale nucleare di Fukushima in Giappone continua a essere grave ma è stabile, secondo quanto indicato dall’Aiea a Vienna. Le maggiori preoccupazioni le destano i reattori dall’1 al 4, mentre di positivo va riscontrato il fatto che i soccorritori sono riusciti a pompare acqua nei contenitori dei reattori.

  24. 19 Marzo 2011 a 15:19 | #24

    bontà sua, Margherita Hack pensa che ‘sto cavolo di nucleare non si può imporre…

    da La Nuova Sardegna on line, 19 marzo 2011
    Hack: «Ma se la popolazione non vuole gli impianti non possiamo imporli».
    Asismicità, rischi, impianti antieconomici: scontro sulle dichiarazioni dell’astrofisica. La scienziata: «L’energia non è né di destra né di sinistra bisogna ragionare con la testa e non con la pancia»: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/03/19/news/hack-ma-se-la-popolazione-non-vuole-gli-impianti-non-possiamo-imporli-3723586

  25. 19 Marzo 2011 a 15:03 | #25

    A.N.S.A., 19 marzo 2011
    Radioattività in acqua, latte e spinaci. Nuova forte scossa a 100 km da Tokyo. Oltre 18.000 tra morti e dispersi.

    Il gestore della centrale nucleare di Fukushima ha annunciato a breve il ripristino dell’elettricità all’interno del sito danneggiato dal terremoto, un passo importante per cercare di far funzionare le pompe di raffreddamento dell’impianto. L’Aiea ha intanto alzato il livello di allarme nella centrale da 4 a 5. Il numero delle vittime ha superato quota 18.000 tra morti e dispersi.

    TRACCE RADIOATTIVITA’ IN ACQUA – Tracce di iodio radioattivo sono state trovate nell’acqua di rubinetto a Tokyo e in altre aree limitrofe. Lo riferisce l’agenzia Kyodo. Livelli di radioattività “superiori ai limiti legali” sono stati riscontrati nel latte prodotto nei pressi della centrale nucleare di Fukushima e negli spinaci coltivati nella vicina prefettura di Ibaraki. Lo ha affermato il portavoce del governo giapponese Yukio Edano in una conferenza stampa.
    Il portavoce Edano ha aggiunto che le autorità stanno cercando di individuare in quali luoghi del Giappone siano state inviate le ultime partite dei due prodotti.

    FORTE SCOSSA CENTO KM A NORD DI TOKYO – Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6,1 si è verificata oggi nella prefettura giapponese di Ibaraki, circa cento km a nord di Tokyo. Lo ha affermato l’ Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare.

    FUKUSHIMA: RIPRISTINO ENERGIA ELETTRICA – I tecnici sono riusciti a connettere un cavo ad uno dei reattori della centrale di Fukushima 1 danneggiata, ma l’elettricità ancora deve essere ripristinata, secondo la società che gestisce la centrale.
    Il gestore della centrale nucleare di Fukushima, la Tokyo Electric Power, ha annunciato che a breve sarà ripristinata l’elettricità all’interno del sito danneggiato dal terremoto, un passo importante per cercare di far funzionare le pompe di raffreddamento dell’impianto. L’energia elettrica dovrebbero essere ripristinata oggi per i reattori 1, 2, 5 e 6 e domani per i reattori 3 e 4. Lo ha annunciato l’Agenzia per la sicurezza nucleare.

    GIAPPONE: OLTRE 18 MILA VITTIME, A 8 GIORNI DAL SISMA – Il bilancio delle vittime del terribile terremoto e dello tsunami che ha colpito il Giappone, a otto giorni dalla catastrofe, e’ salito a 7.197 vittime accertate e 10.905 dispersi. Lo ha riferito oggi la polizia nazionale giapponese.

    UOMO RITROVATO VIVO NON E’ UN SOPRAVVISSUTO – L’uomo che si pensava di aver ritrovato vivo otto giorni dopo il sisma che ha sconvolto il Giappone sarebbe in realtà un cittadino ritornato nella sua casa per constatare i danni subiti in seguito al terremoto. Lo riferisce un portavoce dell’esercito giapponese.

    ALZATO IL LIVELLO DI ALLARME NUCLEARE – Il Giappone alza il livello d’allarme alla centrale nucleare di Fukushima da 4 a 5. Lo riferisce l’Aiea. Nei reattori 1, 2 e 3 il nocciolo è parzialmente fuso. I contenitori che racchiudono le barre di combustibile sarebbero invece integri, secondo fonti italiane a diretto contatto con il gestore della centrale di Fukushima 1 (Tepco) e l’Autorità giapponese per la sicurezzanucleare e industriale. La crisi nucleare in Giappone ‘rimanemolto grave’ ma ‘il Giappone si riprenderà’ ha affermato il primo ministro Naoto Kan, ‘ricostruiremo il paese dalle rovine’.
    La Banca centrale decide un’ulteriore iniezione di liquidità nel sistema finanziario per calmare i mercati, mentre il G7 dispone un intervento coordinato sui mercati valutari per scongiurare per Tokyo rischi recessione, borse europee in rialzo.

    AIEA: SITUAZIONE SEMPRE GRAVE, MA STABILE – La situazione alla centrale nucleare di Fukushima in Giappone continua a essere grave ma è stabile, secondo quanto indicato dall’Aiea a Vienna. Le maggiori preoccupazioni le destano i reattori dall’1 al 4, mentre di positivo va riscontrato il fatto che i soccorritori sono riusciti a pompare acqua nei contenitori dei reattori.

    ESPERTI ITALIA, NOCCIOLO PARZIALMENTE FUSO – Nei reattori 1, 2 e 3 della centrale giapponese di Fukushima n.1 il nocciolo è parzialmente scoperto e parzialmente fuso. I contenitori che racchiudono le barre di combustibile sarebbero invece integri, secondo fonti italiane a diretto contatto con il gestore della centrale di Fukushima 1 (Tepco) e l’Autorità giapponese per la sicurezza nucleare e industriale. L’entità del danno al momento non è nota. La fusione parziale del nocciolo era avvenuta in passato nell’incidente nella centrale statunitense di Three Mile Island (1979), classificato al livello 5 della scala Ines degli incidenti nucleari.

    NON ESCLUSO SEPPELLIMENTO REATTORI NEL CEMENTO – Il Giappone non esclude l’ipotesi di chiudere i reattori atomici danneggiati in ‘sarcofaghi’ di cemento armato e di seppellirli, come fu fatto con quello di Cernobyl, in Ucraina, dopo il tragico incidente del 1986. Lo ha affermato un funzionario dell’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, che ha aggiunto che la priorità rimane quella di raffreddare i reattori.

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