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Sei contrario al nucleare? Vota “SI” ai referendum!

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Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra invitano tutti i cittadini a votare SI al referendum sull’abrogazione delle norme che prevedono il ritorno al nucleare in Italia il prossimo 12 giugno 2011 e invitano i cittadini sardi a votare SI al referendum consultivo regionale sul nucleare previsto per il prossimo 15 maggio 2011.     Intanto un po’ di sana informazione, a Carloforte.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

sit in di protesta

sit in di protesta

il Comitato Carlfofortini Preoccupati organizza per mercoledi 23 marzo 2011, dalle 9:00 presso il mercatino degli ambulanti di Carloforte (CI) un  banchetto informativo sul Referendum Consultivo Popolare Regionale contro il nucleare in Sardegna che si terrà il 15 maggio 2011.

Hanno aderito alla nostra iniziativa i seguenti partiti e associaizoni:

Adiquas (Nuraxi Figus), Movimento Carlofortino, Lipu Carloforte, Sardigna Natzione, a Manca pro s’Indipendentzia (a M.p.I.) , RNA Sardegna , Disarmiamoli Sardegna, Gruppo d’Intervento Giuridico.

Siamo contro il nucleare in Sardegna e contro il nucleare in qualsiasi altra parte del mondo.

Il Popolo Sardo ha il diritto di decidere sul nucleare e sulle questioni che riguardano il proprio territorio ed il proprio futuro.

La nostra Isola non ha bisogno del Nucleare in quanto energeticamente è già autosufficiente.

Il nostro Popolo ha il diritto di salvaguardare il proprio territorio dai rischi che possono derivare da questa nuova servitù.

Siamo chiamati ad una scelta di responsabilità verso le generazioni future.

sit in di protesta

sit in di protesta

Questa è una battaglia di civiltà nella quale tutti possiamo fare la nostra parte e dare un contributo.

“SEI CONTRARIO ALL’INSTALLAZIONE IN SARDEGNA DI CENTRALI NUCLEARI E SITI PER LO STOCCAGGIO DI SCORIE RADIOATTIVE DA ESSE RESIDUATE E PREESISTENTI?”

CONTRO IL NUCLEARE: VOTA SI

 (foto T.C., archivio GrIG)) 

  1. 2 Dicembre 2011 a 22:06 | #1

    PER PIAZZARE CENTRALI NUCLEARI IN SARDEGNA SONO CONTRARIO ANCH’ IO,
    IO PREFERISCO PANNELLI SOLARI FOTOVOLTAICO

  2. 2 Dicembre 2011 a 22:04 | #2

    IO DIREI CHE CONVIENE PIAZZARE PANNELLI SOLARI

  3. Ciummo
    24 Marzo 2011 a 10:27 | #3

    Dobbiamo spingere sul referendum del 15 Maggio, perché quello italiano non interessa le scorie… e sappiamo bene come siamo sempre stati usati come mondezzaio del Mediterraneo…

    Inoltre la corte costituzione ha confermato che per il nucleare serve il parere delle regioni… Cosa piu’ vincolante di un referendum regionale?

    Se ci sarà un successo enorme servirà poi anche da spinta per quello di Giugno!

  4. 23 Marzo 2011 a 17:55 | #4

    da Tiscali Notizie, 23 marzo 2011
    Nucleare, il popolo di Tiscali dice no: oltre l’86% è contrario alla costruzione di centrali in Italia: http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/11/03/23/nucleare-sondaggio-tiscali.html

  5. gruppo carlofortini
    23 Marzo 2011 a 15:24 | #5

    una X su SI contro il nucleare

  6. 23 Marzo 2011 a 15:19 | #6

    da La Repubblica, 23 marzo 2011
    I numeri dell’inefficienza nucleare. (Valerio Gualerzi)

    Amory Lovins, uno dei più autorevoli esperti americani di energia e autentico innovatore del pensiero ambientalista, ha pubblicato sul sito della sua organizzazione (Rmi) un lungo post per elencare i tanti motivi che fanno del nucleare una scelta perdente, a cominciare non solo da quello della sicurezza, che pure è saltato così drammaticamente alla ribalta con la tragedia giapponese, ma da quello dei costi.
    Qui di seguito la traduzione di uno stralcio dei passaggi più significativi dell’articolo.
    “Ogni dollaro speso per un nuovo reattore serve a ridurre le emissioni di CO2 da due a dieci volte meno e da 20 a 40 volte più lentamente che se investito (…) in efficienza energetica, cogenerazione, rinnovabili…
    Queste ultime due hanno rappresentato il 18% dell’elettricità prodotta nel 2009 (contro il 13% del nucleare) e oltre il 90% della nuova produzione aggiunta nel 2007-2008 globalmente…
    Metà della nuova capacità installata nel 2008 e 2009 è rinnovabile. Nel 2010 le rinnovabili, escludendo il grande idroelettrico, ha raccolto 151 miliardi di investimenti privati e ha aggiunto 50 miliardi di watt (70% dell’intera capacità delle 23 centrali Usa simili a quella di Fukushima), mentre il nucleare ha raccolto zero investimenti privati e ha continuato a perdere capacità. La presunta inaffidabile energia del vento ha fatto nel 2010 dal 43 al 52 per cento dell’elettricità di quattro stati tedeschi…
    Al contrario, dei 66 impianti nucleari ufficialmente indicati come “in costruzione” nel mondo alla fine del 2010, 12 risultano “in costruzione” da oltre 20 anni; per altri 45 non c’è una data di presunta entrata in funzione; la metà sono in ritardo sui piani di realizzazione; tutti e 66 sono frutto di interventi statali mentre nessuno è stato realizzato attraverso i meccanismi di mercato.
    Dal 2007 la crescita del nucleare ha contributo a nuova produzione in misura minore del solare, la più cara delle rinnovabili.
    Mentre i competitori delle intrinsecamente sicure rinnovabili massacrano sul mercato tanto le centrali nucleari quanto quelle a carbone (e continuano a diventare clamorosamente più economiche), i costi dell’energia atomica continuano a lievitare e aumenteranno ancora di più con la richiesta di maggiore sicurezza.
    Dal 2005 i nuovi reattori americani (nel caso ce ne fossero stati) sarebbero stati sussidiati al 100%, ma nonostante ciò non hanno raccolto neppure un cent di capitale privato perché non sono un affare. Costano da due a tre volte più dell’eolico e, prima che vengano realizzate finiranno per essere più costose anche del solare.
    Rinnovabili competitive, efficienza e cogenerazione sono in grado di rimpiazzare più di 23 volte tutta l’energia da carbone degli Stati Uniti e quindi anche quella nucleare, pari a circa la metà di quella del carbone. Eppure l’industria dell’atomo continua a chiedere sussidi ancora più generosi e i suoi lobbisti tengono in ostaggio tutti gli sforzi delle altre energie chiedendo in riscatto decine di miliardi, senza senso del limite .
    (Per questo) la prima domanda da porsi non è se i reattori sono sicuri, ma perché mai costruirli e perché mai continuare a tenere accesi quelli che sicuri non sono…
    Un mito che fatica a morire sostiene che gli ordini nucleari negli Usa sono stati fermati dall’indicente di Three Mile Island (1979). In realtà si erano già fermati un anno prima, uccisi da un incurabile attacco delle forze del mercato. Allo stesso modo non c’è dubbio che quando il nucleare collasserà definitivamente sui mercati la colpa verrà data a quanto accaduto a Fukushima.

  7. 23 Marzo 2011 a 10:43 | #7

    come si fa a votare?

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