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In ostaggio della Strada statale 195 Sulcitana.

asfalto ridottaLa Strada statale 195 Sulcitana collega Cagliari a gran parte dei paesi del Basso Sulcis e del Sulcis, come chiarisce il codice della strada all’art. 2 comma 6, lett. A le strade Statali “a) costituiscono le grandi direttrici del traffico nazionale; b) congiungono la rete viabile principale dello Stato con quelle degli Stati limitrofi; c) congiungono tra loro i capoluoghi di regione ovvero i capoluoghi di provincia situati in regioni diverse, ovvero costituiscono diretti ed importanti collegamenti tra strade statali; d) allacciano alla rete delle strade statali i porti marittimi, gli aeroporti, i centri di particolare importanza industriale, turistica e climatica; e) servono traffici interregionali o presentano particolare interesse per l’economia di vaste zone del territorio nazionale. Insomma, pare che le strade statali abbiano una certa importanza nel collegare gli abitanti del nostro Paese e, come tali, dovrebbero essere gestite in ogni circostanza, sia in condizioni di “normalità” sia in caso di eventi eccezionali, come nel caso, per esempio, di eventi atmosferici particolarmente intensi, o di incidenti. La Strada statale 195 Sulcitana collega il capoluogo ad uno dei centri industriali più importanti della Sardegna, dell’Italia e dell’Europa, e a numerose località turistiche, e ovviamente collega migliaia di pendolari (lavoratori e studenti) verso Cagliari e il suo hinterland, è una delle più importanti della Sardegna ma, ormai da parecchi anni, chi la percorre quotidianamente non la considera più una strada ma un incubo, sia in condizioni di normalità sia in condizioni eccezionali. In particolare, il tratto che va da Capoterra a Sarroch ha perso le caratteristiche che dovrebbe avere una strada statale e, perfino dopo la sua recente “messa in sicurezza”, somiglia più ad una strada urbana di quartiere che ad una strada extraurbana di quella importanza. In condizioni normali, infatti, le automobili sono costrette a fare lo slalom tra rotonde, pedoni, biciclette, e i pedoni, a loro volta, rischiano la vita ogni volta che devono rientrare nelle proprie case dopo essere scesi dal pullman, dopo essere andati al supermercato, dopo qualunque attività umana che possa essere compiuta a piedi. In condizioni normali, quindi, automobilisti e pedoni affrontano ogni giorno la necessità di salvare la pelle e giungere a destinazione in tempi ragionevoli, ma in condizioni anormali quelle necessità sono centuplicate e il rischio, chiaramente, è quello, nel migliore dei casi, di dover pernottare fuori casa, nel peggiore, di bivaccare per dieci, sei, tre ore in strada, senza avere né una via d’uscita né un percorso alternativo e di avere la parte sud occidentale della Sardegna separata dal resto della Regione, ostaggio di una strada. Proprio come è accaduto mercoledì scorso, 20 aprile, a causa del ribaltamento di un’autocisterna che trasportava carburante nel tratto di strada che precede il bivio per Sarroch. L’incidente è accaduto alle 13.00 e poco prima delle 21.00 gli addetti di A.N.A.S., Carabinieri, Polizia, Protezione civile, Polizia Municipale, erano ancora lì, insieme a centinaia di automobilisti fermi, motore spento, fatica, stanchezza, pazienza quasi infinita, concentrazione alta per i chilometri ancora da percorrere, prima di rientrare a casa. Una prova di nervi, parola di chi ha bivaccato nella statale per sole tre ore (“sole” perché molte persone sono rimaste bloccate per più tempo). Ci sarebbero molte cose da migliorare nella gestione di simili emergenze, soprattutto nelle comunicazioni agli automobilisti, ma considerato il lavoro incredibile e straordinario fatto da tutte le persone che hanno liberato la strada ed evitato conseguenze peggiori soprattutto a causa della fuoriuscita di carburante, l’unica cosa che si può fare è quella di ringraziare i Vigili del fuoco, i Carabinieri, i Vigili urbani, la Polizia, la Protezione Civile, l’A.N.A.S., il personale delle ambulanze, in quelle condizioni non avrebbero potuto fare di meglio. La questione fondamentale da affrontare in tempi brevi è soltanto una, ossia la realizzazione della nuova Strada statale 195: il progetto ha ottenuto nel 2007 il parere positivo del Ministero dell’Ambiente nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale; il progetto definitivo è stato approvato e la procedura espropriativa si è conclusa due anni fa, eppure sembra che nulla si muova e le informazioni ai cittadini sullo stato delle cose sono difficilissime da reperire, come purtroppo spesso accade in questo Paese.  Cosa si aspetta ancora?

Claudia Basciu

Gruppo d’Intervento Giuridico

Per saperne di più:

http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/allegati/Decreti_VIA/2007_259.pdf

http://consiglio.regione.sardegna.it/xiiilegislatura/Interrogaz.R.S/RS716.asp

http://europaconcorsi.com/competitions/76820

http://www.regionesardegna.it/j/v/491?s=129728&v=2&c=1489&t=1

http://www.stradeanas.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/Strada_statale_195_Sulcitana

http://it.wikipedia.org/wiki/Strade_statali_in_Italia

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/220566

http://www.regione.sardegna.it/j/v/13?s=67546&v=2&c=57&t=1

http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=98145&v=2&c=148&t=1

(foto di Fiorella Sanna)

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