Taglio degli alberi nella Pineta di S. Lucia, a Siniscola!
S. Lucia, Pineta, alberi tagliati
Questa mattina, di buon’ora, tre operai con motoseghe si sono messi all’opera per far fuori un po’ di alberi nella Pineta costiera di S. Lucia, in Comune di Siniscola (NU).
La rapida e vivace reazione dei residenti, membri del coraggioso Comitato Salviamo Santa Lucia, ha portato all’intervento dei Carabinieri e del Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Non si sa di quali eventuali autorizzazioni disponga la squadra di operai e non ci vuole una fervida fantasia per immaginare che i lavori siano da mettere in rapporto con il progetto per la realizzazione di un complesso alberghiero da parte della Società S. Lucia Immobiliare.
Attualmente i lavori sono stati fermati.
S. Lucia, Pineta, alberi tagliati
Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno prontamente inoltrato (22 aprile 2011) un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nuoro, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e ai Carabinieri del N.O.E. per verificare la legittimità del taglio.
Grazie all’attuale piano urbanistico comunale – P.U.C. – oggetto di vari ricorsi delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra e del locale Comitato Salviamo S. Lucia – entro l’attuale pineta litoranea (circa 6 ettari, realizzata a partire dal 1934 con finalità di difesa idrogeologica) sono previsti due strutture a carattere ricettivo e servizi connessi (mc. 20.584 complessivi), viabilità, parcheggi, servizi, l’incremento delle volumetrie per servizi pubblici (10%) entro i campeggi esistenti.

S. Lucia, Pineta, alberi tagliati
La realizzazione di strutture residenziali permanenti (30% della ricettività) entro i medesimi campeggi ha determinato una dura contestazione popolare raccolta intorno al Comitato Salviamo il Borgo di Santa Lucia con una petizione che ha attualmente raccolto oltre 7.000 adesioni.
Ora il taglio degli alberi preannuncia un futuro di cemento che non porta nulla di buono. Perseguiremo ogni azione utile per evitarlo.
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra
P.S. il 22 aprile è la Giornata della Terra, bel modo di farle la festa.
aggiornamento (23 aprile 2011)

S. Lucia, sequestro preventivo taglio alberi
il Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha posto sotto sequestro preventivo l’area interessata dal taglio degli alberi.

S. Lucia, veduta aerea
(foto Comitato Salviamo S. Lucia, C.C., archivio GrIG)




Sarebbe il caso di chiedere spiegazioni all’allora sindaco di Siniscola. A memoria, non ricordo di aver mai letto notizia alcuna a suo tempo della vendita di quel prezioso sito (prezioso a livello ambientale! NON MONETARIO , mi sente sgr. Carboni? Certo che il suo cognome ha " nobili" precedenti!! *************) Dopodichè mettere in fila una squadra di nerboruti calciatori e ********************* per destinarlo ad un futuro di *******. I siniscolesi hanno sempre avuto i sindaci che si meritavano e anche in queste elezioni 2011 si rischia di averne uno davvero in linea con questo presente vergognoso costruito su un passato disdicevole, nel quale questo aspirante sindaco "multiruolo" ci si è trovato a meraviglia. La cosa curiosa è vedere come individui che ************* fino a qualche giorno fa, hanno preso, come d’incanto, a lodarne le gesta come fosse il più stoico dei paladini. *************!
da La Nuova Sardegna, 29 aprile 2011
A Siniscola la battaglia è sul Puc. Cinque aspiranti sindaci, c’è chi vuole modificare il piano appena approvato. Pd e socialisti puntano sull’esperto Celentano, il Pdl di Ladu candida un giovane ingegnere. (Giovanni Bua)
SINISCOLA. Cinque liste, 93 candidati (uno ogni 112 elettori), tra cui quattro assessori uscenti, sette consiglieri di opposizione e tre ex sindaci. E una «esplosione» delle coalizioni tradizionali. Che sembra diventata la regola di questa tornata amministrativa.
Ma che nel capoluogo baroniense è deflagrata con una tale potenza da «minacciare» conseguenze negli equilibri di governo presenti e futuri, primo tra tutti quello della Provincia di Nuoro.
Il dopo Pau. Questi i numeri del dopo Lorenzo Pau. Il sindaco che ha governato Siniscola negli ultimi due mandati. E ha lasciato dopo aver approvato (per un voto) un tanto atteso quanto contestato piano urbanistico.
Un Piano che ridisegna la cittadina baroniense e le sue due frazioni costiere della Caletta e di Santa Lucia. E su cui pendono diversi ricorsi. Ultimo dei quali delle associzioni Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico. Che reputano illegittimo l’iter delle valutazioni ambientali impostato.
E proprio sul futuro del Puc (che deve ancora passare in Regione) si gioca molta di questa battaglia elettorale. Tutti lo vogliono, alcuni lo vogliono modificare. E il suo creatore, il vicesindaco e assessore all’urbanistica Franco Floris, ha sbattuto la porta non gradendo il nome del aspirante sindaco scelto dal centrosinistra. E non figura tra i candidati.
Rocco e il Pd. «L’aspirante» è il socialista Rocco Celentano, 64 anni, origini salternitane e 35 anni passati in Baronia. Di cui 25 spesi a risalire il cursus honorum dell’amministrazione locale: ex vicesindaco, assessore provinciale, presidente del consiglio comunale, e attuale presidente del consiglio provinciale. Il suo nome, benché nell’aria da tempo, è arrivato dopo un lungo braccio di ferro. Con i socialisti che rivendicavano «la poltrona» dopo i dieci anni da fedelissimi di Pau. E l’Idv che chiedeva il rispetto del vangelo dipietrista: niente candidati con più di due mandati da assessore e tre da consigliere alle spalle. Risultato: l’ha spuntata Celentano. Che ha piazzato in «Orizzonte Siniscola» quattro uscenti, e ha riunito sulla scheda Pd, Psi, Sel, Upc e Api.
Lo strappo dell’Idv. L’Idv invece ha lasciato la coalizione. Andando a ingrossare il gruppo di «LiberaMenteSiniscola», che ha scelto come candidato proprio il dipietrista Pier Paolo Coronas, 40 anni, laurea in lettere e teologia, professore di religione e consigliere provinciale.
Con lui Idv, Udc, Psd’Az, La Base, parte dei Riformatori e il circolo Unione per Siniscola. Uno strappo fotocopia di quello che l’Idv fece alla elezioni provinciali del maggio scorso, quando si candidò con i «ribelli» di Arbau contro «gli ortodossi» di Deriu. Per poi dare l’appoggio al presidente Pd al secondo turno, guadagnando la poltrona di vicepresidente del consiglio provinciale per il siniscolese Cosimo Stara e il ripescaggio in consiglio proprio di Coronas. A differenza di dodici mesi fa (quando il riaggancio al Pd venne personalmente trattato da Federico Palomba) a Siniscola il secondo turno non ci sarà. E la frattura con l’Idv rischia di allargarsi.
Effetto domino. D’altra parte, nella sempre più complessa geografia del centrosinistra, il «cedimento» del Pd sul nome di Celentano rafforza un’alleanza con i socialisti che, nonostante le «turbolenze» del partito del garofano, si rivela sempre più salda. E cade come il cacio sui maccheroni in un momento di altissima tensione a Nuoro. Con il sindaco Bianchi che ha «rimosso» l’ex vicensindaco socialista Ivo Carboni da assessore all’urbanistica. E il Psi che per protesta ha congelato le deleghe degli altri assessori minacciando di lasciare la maggioranza.
Area Ladu. E se nel centrosinistra la situazione è ai limiti del comprensibile, non va diversamente nel centrodestra. Con il «dominus» locale, il consigliere regionale Silvestro Ladu, che è rimasto sottotraccia. Ma alla fine ha spuntato la candidatura a sindaco per Marco Fadda. Ingegnere, 28 anni. Volto nuovo che ha riunito in «Idea Siniscola» Pdl, Uds e parte dei Riformatori (la corrente di Antonio Maricosu). Una scelta travagliata, nella quale il centrodestra ha perso per strada Psd’Az, Udc e metà Riformatori. Che hanno lasciato i berlusconiani per entrare nella civica di Coronas.
Donne e uomini. Berlusconiani che hanno fallito anche il tentativo di assorbire in blocco una delle due civiche in gara: «Donne, uomini e idee». Che candida come sindaco Angioletto Fadda, 62 anni, dipendente della Comunità montana delle Baronie e consigliere comunale negli anni ’80. La lista ha iniziato a lavorare per la sua nascita dalla fine dell’estate scorsa, con una serie di incontri pubblici (inizialmente anche con esponenti del Pdl, che poi sono «tornati all’ovile») culminati in un sondaggio popolare, con il quale è stato chiesto a oltre 300 cittadini, in forma anonima, quali fossero le emergenze del territorio e cosa si aspettassero dalla nuova giunta. Un gruppo di «facce nuove» (molte le donne) corteggiato anche dal centrosinistra. Ma che è stata irremovibile sulla scelta di Fadda, e alla fine si presenterà da sola.
Gente nuova. A chiudere l’affollatissimo parterre un’altra civica. Anch’essa corteggiatissima. Anch’essa finita in beata solitudine, anche se probabilmente potrà godere dell’appoggio esterno (e assolutamente ufficioso) di alcuni dei partiti di sinistra scomparsi dalle schede. Si tratta di «Zente nova». Che candida Antonio Satta, 35 anni, sociologo, debuttante del mondo politico, a parte un «passaggio» nel Partito comunista dei lavoratori. Attualmente lavora nel Centro di coordinamento-politiche del Lavoro della Provincia di Olbia-Tempio e nel Comune di Bonorva.
Quattro alberghi a Santa Lucia. Si punta sul turismo dopo i guai dell’industria tessile. Resiste bene il cementificio. E il boom demografico continua.
SINISCOLA. Sarà uno scontro «muscolare» quello che andrà in scena a Siniscola. Su cui è davvero impossibile fare previsioni. Sullo sfondo la cittadina distesa ai piedi del Montalbo. A un passo da diventare città (il capolugo baroniese ha sfondato gli 11mila abitanti superando Macomer). Con tutti i problemi che ne conseguono. A iniziare da un’impennata della microcriminalità, culminata nell’inverno scorso in una lunga serie di rapine ad anziani. Per finire con una immigrazione importante (se pur stagionale) rispetto alle medie dell’isola. Nel mezzo un’industria che imbarca acqua, come tutta quella della Sardegna centrale. Travolta dalla crisi del tessile (Legler e Rosmary su tutti) che ha portato gli occupati dai 540 del 2000 ai 396 del 2010. Ma che tiene meglio di altre per la presenza del colosso del cemento Buzzi Unicem, sempre nel mirino per la scarsa «ecocompatibilità» del suo core business, ma sempre in sella.
Ecocompatibilità centrale in un territorio che gioca la sua vera scommessa sul turismo. A iniziare dalle due frazioni marine La Caletta e Santa Lucia, proseguendo con i gioielli disseminati sulla costa, come Berchida. Un comparto che scommette sull’aumento dei posti letto, di cui Siniscola è carente. Con un piano alberghi che sta facendo infuriare i movimenti ambientalisti. Che qualche giorno fa hanno bloccato «con le cattive» il taglio dei primi alberi della pineta di Santa Lucia. Per far posto a uno dei quattro alberghi previsti dal Piano urbanistico. Puc portato a casa con un solo voto di scarto. Che ora è al vaglio della Regione (e l’esito del ricorso sulla valutazione d’impatto ambientale), che tutti vogliono, ma che in molti vogliono cambiare.
Questo sarà sicuramente il primo compito del nuovo sindaco. Sul cui nome nessuno vuole sbilanciarsi. Dietro i cinque «aspiranti» c’è infatti un tale esercito di candidati da rendere imprevedibile il voto. Che più che su dinamiche partitiche rischia di muoversi su logiche «familiari». A proposito: dei 93 aspiranti consiglieri 67 sono uomini e 26 donne. Molti alla loro prima volta. Il più anziano è l’ex sindaco Mario Chighini, 71 anni, primo cittadino negli anni ’70, arruolato nella lista di Coronas. La più giovane è Federica Tocco, 20 anni, studentessa universitaria, che sostiene la candidatura di Fadda.
Dalla rassegna stampa della Provincia di Nuoro…
SINISCOLA.Pineta, politici prudenti
Sull’albergo a Santa Lucia potrebbe nascere un acceso confronto Ma tutti vogliono evitare il danno ambientale
Albergo si o oppure no? Dopo il blitz di alcuni giorni fa nella pineta di Santa Lucia, dove gli operai della società immobiliare del costruttore nuorese Mauro Carboni hanno tagliato alcuni pini all’interno del lotto dove l’imprenditore intende costruire una nuova struttura ricettiva, a Siniscola tiene banco la discussione su come risolvere la controversa vicenda che tante polemiche sta sollevando in città.
I CONTRARI Confermata la posizione contraria da parte di componenti del comitato “Salviamo Santa Lucia”, che non ne vogliono proprio sentire di vedere sacrificato quel tratto di pineta per dar spazio alla nuova costruzione, e scontata la replica da parte del costruttore che si dice pronto a dare battaglia affinché vengano riconosciuti a propri diritti, ad attirare l’attenzione della gente sono le reazioni da parte del mondo politico locale sulla delicata questione.
I CANDIDATI Per buona parte, l’orientamento che se ne deduce è quello di chi vorrebbe avviare un percorso condiviso con il privato per cercare di trovare una soluzione alternativa all’ubicazione della nuova struttura ricettiva. In sostanza tutti i cinque candidati che stanno dando vita alla campagna elettorale in vista del rinnovo del Consiglio comunale, si dicono pronti ad approfondire (anche se con sfumature diverse) la controversa questione per arrivare ad un compromesso che accontenti sia l’esigenza legata alla tutela ambientale, ma anche le legittime rivendicazioni dell’impresario che nel 1999, acquistando quel lotto di terreno dal Comune di Siniscola aveva investito quasi 800 mila euro. A parte le affermazioni rilasciate da Antonio Fadda della civica Zente Nova, che dice di voler rivedere tutto l’incartamento di quell’operazione («perché – dice – abbiamo molti dubbi sulla regolarità di quella transazione»), prima di decidere il da farsi, gli altri candidati si trovano tutti d’accordo nell’affermare che il Comune dovrà trovare un accordo con il proprietario per una permuta del terreno in questione con un altro di egual valore.
LA PROPOSTA Lo dicono apertamente sia Angioletto Fadda, della civica Uomini Donne e Idee sia Pierpaolo Coronas di LiberaMenteSiniscola, che Marco Fadda della lista Idea Siniscola. Anche Rocco Celentano, candidato sindaco di Orizzonte Siniscola, anche se con una posizione più defilata rispetto agli altri contendenti, dichiara che «la vicenda dovrà essere rivista ed approfondita nuovamente». Un maniera per far intendere che le decisioni assunte in precedenza dall’amministrazione uscente potrebbero essere riviste, anche se l’imprenditore nuorese, forte delle carte in suo possesso, intende dare battaglia.
Fabrizio Ungredda
Finchè l’amministrazione comunale e sopratutto molti cittadini siniscolesi si ostinano a non voler capire che un’eventuale rilancio o un progetto di sviluppo turistico a lungo termine, non deve essere assolutamente in contrasto con l’ambiente e il territorio, non credo che Siniscola e le sue coste potranno diventare una realtà turistica come lo sono diventati alcuni comuni limotrofi. Una delle ricette perchè le cose possano effettivamente cambiare è abbastanza semplice: I piani paesaggistici, gli studi di valutazioni del territorio e i puc (relazionati allo sviluppo turistico) devono essere fatti da uno studio tecnico del settore!! e non da cittadini eletti nelle liste comunali. Studi di fattibilità, Impatto ambientale, Individuazioni delle aree, Analisi socio culturali, elaborazione dati e progettazione tecnica, sono cose delicatissime, e come già successo in altre realtà dovrebbero essere date in appalto a società esterne (Team tecnici del settore che operano in ambito europeo). Essenziale e determinante è il fatto che gli studi e le relazioni di queste società esterne sono normalmente imparziali e sopratutto non tengono conto di suggerimenti,coinvolgimenti, pressioni o influenze dovuti a legami parentali o elettorali, come invece normalmente si registra in tantissimi comuni. Quindi cerchiamo di lasciare l’ambiente così come è arrivato a noi, perchè un’ territorio deturpato e mutilato della natura non è sicuramente la chiave di partenza giusta per uno svilippo turistico delle coste e dell’entroterra siniscolesi.
@franziscu : noi non conosciamo le vicende pregresse, non sappiamo neppure a quanti anni fa risalgano. Se il Comune di Siniscola ha messo all’asta un “pezzo” di pineta, ha compiuto una scelta demenziale sul piano ambientale.
Oggi si faccia, allora, parte diligente e proponga all’imprenditore un’area edificabile e priva di valore ambientale in permuta fuori dalla pineta.
chiedo e gradirei alcune risposte pubbliche:
l’area era comunale,resa edificabile con un altissimo volume x farne aumentare il prezzo e infine venduta al miglior offerente non certo x lasciarla a pineta, ora ci si oppone ma dove erano fin’ora gli oppositori all’edificazione e amanti della pineta?
si vuole la pinetà? bene basta restituire i soldi all’imprenditore, mi sembra ovvio oppure tacere.
Ormai la Sardegna sta colando a picco nel Tirreno.
Il turismo NON ha bisogno di cemento e nuovi insediamenti…
Chi dice il contrario è solo un poveraccio, ignorante oppure in malafede.
Qui siamo alle solite…la politica deve capire certe cose , oppure si navigherà sempre a vista, senza nessuna programmazione seria per il futuro della NOSTRA terra.
Siamo in mano a bande di gentaglia senza vergogna e occupati solo ad arraffare due soldi prima che crolli tutto.
Basterebbe cominciare a insultarli quando li si vede per strada, e non salutarli servilmente…
Basterebbe NON votarli quando ci chiamano alle urne.
Basterebbe avere coraggio.
Ma i sardi il coraggio non lo avranno mai…purtroppo.
la pineta era del comune, è stata resa urbanisticamente edificabile e venduta come tale al migliore offerente: chiedo dove erano allora i protettori della pineta? troppo comodo reagire ora a meno chè non si faccia una colletta e si resndano i denari al nuovo proprietario. il resto è botte piena e moglie ubriaca……………………………….
da La Nuova Sardegna, 24 aprile 2011
Taglio nella pineta, rivolta su internet. Ma Carboni ribatte. Duro confronto sulla costruzione di un nuovo hotel.
SINISCOLA. Non accennano a placarsi le polemiche sull’inizio dei lavori per la realizzazione di un albergo a Santa Lucia con il taglio dei primi alberi della rigogliosa pineta. Da un latoi, il sito internet dell’associazione «Salviamo Santa Lucia» che ieri brulicava di commenti tutti negativi in merito alla realizzazione della struttura alberghiera. Dall’altro, l’intervento della proprietà.
Parole di fuoco contro gli amministratori che dissero sì all’albergo e la scelta del sito. Non si contesta la struttura ricettiva ma l’ubicazione nella pineta, una scelta fatta dal Comune a fine anni Novanta quando per salvarsi dalla bancarotta per un gravoso debito con la Efim Impianti (che realizzò condotta fogne e depuratore) si decise di vendere alcuni terreni. In uno di quei lotti, nella zona dell spiaggia Lontana, acquistato dall’impresa Carboni di Nuoro, l’altro ieri è iniziato il taglio di 140 alberi autorizzato con rigorose prescrizioni dall’Ispettorato forestale di Nuoro.
La sommossa popolare e l’intervento delle forze di polizia hanno per il momento bloccato i lavori. Dovrà pronunciarsi la magistratura, cui Amici della terra e Gruppo d’intervento giuridico hanno inoltrato l’ennesimo esposto. Una denuncia inoltrata anche alla Commissione europea per bloccare l’iter del Piano urbanistico comunale che deve ottenere l’ok definitivo dalla Regione.
Intanto, interviene l’imprenditore Mauro Carboni. «Ha destato scalpore – scrive – che la Santa Lucia srl abbia intrapreso il taglio degli alberi su un’area a destinazione alberghiera, acquistata in un’asta pubblica. Versammo l’ingente somma nelle casse comunali e allora non vidi proteste violente, solo il funzionario della banca che computava gli interessi sul mutuo. Il taglio è stato regolarmente autorizzato il 3 gennaio, anche se ieri mi è stato erroneamente eccepito che avrei dovuto avere la concessione edilizia, in realtà necessaria solo prima di eseguire i lavori di scavo e movimento di terra. Non ho voluto ulteriori contrapposizioni visto che gli animi erano esacerbati, e le questioni giuridiche poste agli agenti vanno trattate con i dirigenti». Secondo Carboni, «esiste un ristretto gruppo di persone che pretende di non consentire la costruzione dell’albergo a Santa Lucia con mezzi che sempre più appaiono anomali. Un gruppo, sicuramente in buona fede, dice di voler mantenere intatta la pineta, protesta in modo feroce ma la stranezza è che l’albergo andrebbe a sorgere tra gruppi di edifici già realizzati». Ma, conclude Mario Carboni, «molti protestatari non sono siniscolesi, ma gente di altre comunità a cui non interessa lo sviluppo economico di Siniscola; e molti hanno case dove prima vi erano alberi e pensano che per realizzare la loro case vacanza fosse legittimo tagliarli».
RESISTERE RESISTERE RESISTERE
su http://www.salviamosantalucia.org, 23 aprile 2011
http://www.salviamosantalucia.org/tagli-degli-alberi-nella-pineta-di-santa-lucia.html
da La Nuova Sardegna, 23 aprile 2011
Blitz a Santa Lucia Fermato il taglio dei pini per far posto a un hotel. Da dodici anni l’imprenditore nuorese Carboni aspetta l’autorizzazione edilizia per il lotto sul mare acquistato dal Comune. (Sergio Secci)
SINISCOLA. Il paese insorge: la pineta non si tocca. Ieri c’è stata una sollevazione contro il taglio dei 140 alberi previsto a Santa Lucia. I pini devono lasciare spazio a un albergo di 100 posti letto. Ieri comunque le motoseghe sono state spente dopo aver abbattuto dieci piante.
I tre operai si erano messi a lavorare di buona lena malgrado la giornata piovosa. Tutto sembrava andare liscio sino a quando alcuni dei residenti che fanno anche parte del comitato «Salviamo Santa Lucia», messi in allarme dal rumore, sono corsi sul posto chiamando le forze dell’ordine. Sono arrivati i carabinieri, gli agenti del corpo forestale, polizia e vigili urbani che hanno fermato i lavori e richiesto le autorizzazioni. Dai controlli è emerso che gli operai erano in possesso di un’ autorizzazione per il taglio di centoquaranta pini, ma i lavori, secondo l’ispettorato forestale di Nuoro, non sarebbero potuti iniziare prima dell’ottenimento della concessione edilizia da parte del Comune. «Autorizzazione che non è stata concessa» precisa il sindaco del centro baroniese Lorenzo Pau «La società Immobiliare, ha presentato un progetto per la realizzazione di una struttura alberghiera, ma la concessione edilizia non è stata ancora rilasciata». l’iter che ha portato ai fatti di ieri parte nel 1999 quando, sindaco Giuseppe Pipere, il Comune mise all’asta un lotto. Ad aggiudicarsi l’appezzamento a due passi dal mare fu la Santa Lucia Immobiliare dell’imprenditore nuorese Mauro Carboni, società che ha poi chiesto l’abbattimento delle piante e la concessione edilizia per un albergo che ha avuto il via libera anche nel Piano urbanistico comunale approvato di recente. «Un iter per noi obbligato» spiega il sindaco «non abbiamo fatto altro che avvallare scelte fatte da chi ci ha preceduto». Una decisione comunque fortemente avversata dal comitato spontaneo «Salviamo Santa Lucia» che ha raggiunto già settemila adesioni. Le proteste di ieri hanno raggiunto lo scopo di bloccare i lavori e i manifestanti, hanno ancora una volta chiesto che il Comune si faccia carico di permutare quel lotto con un altro fuori dai confini della pineta. La vicenda, avrà comunque strascichi giudiziari visto che le associazioni ambientaliste Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico, hanno presentato ieri un esposto alla Procura della Repubblica nuorese per verificare la legittimità del taglio. «Grazie all’attuale piano urbanistico comunale oggetto di vari ricorsi delle associazioni ecologiste – dice Stefano Deliperi del gruppo d’intervento giuridico – nella pineta realizzata a partire dal 1934 per la difesa idrogeologica sono previsti due strutture ricettive e servizi connessi per oltre ventimila metri cubi. Noi continueremo a perseguire ogni azione utile per evitarlo». Proprio di recente gli Amici della terra hanno inoltrato un ricorso alla Commissione europea per verificare il rispetto della valutazione ambientale strategica riguardo il piano urbanistico comunale di Siniscola dopo il parere positivo, ma secondo loro illegittimo, della Provincia di Nuoro.
Chi è pieno di soldi non ragiona!
gli operai devono esser carcerati perche’ nn si possono toccare gli alberi. se hai una licenza rilasciata dal comune me la fai vedere. senno’ in galera.
Fermate quelle bestie ignoranti!!! Stanno distruggendo il vostro futuro, il loro ed anche il mio. Basta cemento! C’è un futuro per Santa Lucia che può coniugare ambiente e turismo.
<a href="#comment-17456">@franziscu </a>
e chi autorizza un comune a rilasciare una licenza che distrugga un bene comune e prezioso per l’ambiente come la pineta? Il comune è al servizio dei cittadini non delle tasche di chi vuol fare denaro. Chi ha rilasciato la licenza?
@cristian
Trovo che sia un’ottima idea,
dopotutto se non li ha mandati nessuno (si fa per dire) sono personalmente responsabili.
Se gli si prospetta qualche anno di reclusione a pane e acqua, non so quanto siano ancora disposti a tacere i nomi dei mandatari.
ma come e possibbile che arrivano tre operai con motoseghe e inizino a tagliare i pini,ma e una cosa non da fare, ma neanche da pensare,adesso si dice che gli operai non c entrano niente,il bello che non diranno mai chi li ha mandati a meno che i pini tagliati vengano usati in un altro modo cosi in 2 minuti si avranno i nomi dei mandatari. e assurdo che non vengano fuori i nomi, sporgere denuncia agli operai che hanno tagliato i pini come dire,bene non mi dici chi ti ha mandato,allora denuncio te e devi risarcire il danno creato,solo cosi vengono fuori i nomi.di gente corrotta che della natura non gli e ne frega niente……….
ma se i motoseghisti hanno una concessione edificatoria x un albergo regolarmente rilasciata dal comune di siniscola? spero che qualcuno mi chiarisca questo punto.
abbiamo avuto notizia che sarebbe stato effettuato un sequestro preventivo da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale quale polizia giudiziaria.
E’ stata una azione organizzata e portata avanti con astuzia per cercare di mettere i cittadini di Siniscola e della sua frazione balneare di Santa Lucia di fronte al fatto compiuto. La societa’ “santa lucia” intende edificare una costruzione di grosse dimensioni all’interno della pineta in un lotto di sua proprieta’. Di buona mattina ha compiuto un blitz inviando 3 operai armati di motosega i quali sono riusciti a tagliare una diecina di pini prima che un cittadino riuscisse a dare l’allarme e bloccarli. Un buon esempio di sfrontatezza e mancanza di rispetto delle regole che prevederebbero la autorizzazione al taglio solo in seguito alla concessione edilizia che gli operai non avevano, un blitz eseguito alle prime luci dell’alba durante un Venerdi’ Santo bagnato da una pioggerella che ispirava a un sonno prolungato. Basterebbero solo queste valutazioni per negare la licenza edilizia a questa societa edile che a detta di tutti non vuole costruire un hotel ma in modo piu’ redditizio vuole edificare un grosso numero di appartamenti da vendere a prezzi altamente remunerativi perche’ situati a pochi metri dal mare. Francesco Omar Meloni—iRS Baronia
su Informazione Libera: http://www.facebook.com/notes/informazione-libera/taglio-degli-alberi-nella-pineta-di-s-lucia-a-siniscola/10150164813869154
No all scempio. Fermate le seghe ed il cemento. Non rovinate il paradiso per qualche centesimo fatto in fretta… Gli alberi non torneranno mai piú. Fermateli!!!!!
Grazie
ma non si potrebbero denunciare direttamente gli operai? sono così penso che si possa risalire a chi ha dato l’ordine!