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Un piano particolareggiato del centro storico illegittimo, a Cagliari.

Cagliari, l'Elefante sulla Torre

Cagliari, l'Elefante sulla Torre

 

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (24 aprile 2011) uno specifico atto di “osservazioni” riguardo il piano particolareggiato del centro storico – zona A del Comune di Cagliari e della Municipalità di Pirriadottato con la deliberazione Consiglio comunale n. 10 del 9 febbraio 2011.

L’atto, per opportuna informazione e i conseguenti provvedimenti, è stato inoltrato anche all’Assessore regionale dell’urbanistica, al Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, al Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Cagliari, al Soprintendente per i beni archeologici di Cagliari e al Direttore del Servizio regionale tutela paesaggistica di Cagliari.

Emergono nel piano adottato svariate previsioni di modifiche a fini privatistici di ambienti e contesti d’interesse paesaggistico/culturale tutelati palesemente incongrue e illegittime.Cagliaritani, pedonalizzatevi e preparatevi ad infognarvi nel traffico!

A puro titolo di esempio: edificazione residenziale in Via Tristani e percorsi meccanizzati da Via Tristani al Terrapieno (quartiere Villanova); edificazioni residenziali in Via Fara (quartiere Stampace) e in Via La Marmora (quartiere Castello); edificazioni residenziali presso l’arco di Via Palabanda (quartiere Stampace).     In tali aree e in situazioni analoghe si chiede la specifica destinazione a verde pubblico o servizi pubblici di quartiere.

Infatti, l’area del centro storico di Cagliari è tutelata con specifico vincolo paesaggistico, ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., nonché con vincolo storico-culturale riguardo numerosi immobili, sempre ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. e nel piano paesaggistico regionale – P.P.R. l’area rientra nella tutela di cui al titolo II – assetto storico culturale, anche per espressa indicazione dell’art. 66 (centri di antica e prima formazione) delle norme di attuazione.

Cagliaritani, pedonalizzatevi e preparatevi ad infognarvi nel traffico!Ai sensi dell’art. 47 delle norme di attuazione, “l’assetto storico culturale è costituito dalle aree, dagli immobili siano essi edifici o manufatti che caratterizzano l’antropizzazione del territorio a seguito dei processi storici di lunga durata” e “rientrano nell’assetto territoriale storico culturale regionale le seguenti categorie di beni paesaggistici:  a) gli immobili e le aree di notevole interesse pubblico tutelati ai sensi dell’art. 136 del D.Lgs. 22.1,04, n. 42 e successive modificazioni” oltre ad altri beni d’interesse culturale (es. beni identitari, ecc.).     In tutto il centro storico cagliaritano – tutelato con vincolo paesaggistico – si applicano quindi le disposizioni di tutela di cui agli artt. 47-59 delle norme tecniche di attuazione del P.P.R. fino all’approvazione del nuovo P.U.C. in adeguamento al P.P.R., in particolare le misure di salvaguardia di cui agli artt. 47-49.

Il piano particolareggiato del centro storico, quindi, non può svolgere il ruolo assegnato al P.U.C. (di cui è un piano attuativo), tantomeno può degradare beni paesaggistici e culturali tutelati.

Cagliari, Torre di S. Pancrazio

Cagliari, Torre di S. Pancrazio

Il prossimo Consiglio comunale dovrà modificare radicalmente questo piano particolareggiato illegittimo.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

il piano particolareggiato del centro storico di Cagliari – P.P.C.S.

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. 2 Maggio 2011 a 14:39 | #1
  2. 28 Aprile 2011 a 15:28 | #2

    da L’Unione Sarda, 28 aprile 2011
    Castello, vuoti urbanistici contestati.

    Frecciate al piano dei vecchi quartieri. Il presidente uscente della circoscrizione di Castello Gianfranco Carboni lamenta l’eccessivo numero di costruzioni nei vuoti urbani, mentre gli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico bollano il piano come «illegittimo». Il 24 aprile scadevano i termini per la presentazione delle osservazioni al piano particolareggiato del centro storico, approvato dal consiglio comunale il 9 febbraio scorso. A esprimersi ufficialmente circoscrizione e ecologisti. Carboni lamenta come il progetto si limiti a localizzare gli spazi urbani strategici «in un unico vuoto individuato in piazza San Domenico», mentre «per i restanti vuoti il piano prevede un riempimento delle aree con la ricostruzione di edifici privati». Per il Gruppo di intervento giuridico «il piano particolareggiato del centro storico non può svolgere il ruolo assegnato al puc (di cui è un piano attuativo) e, tantomeno, può degradare beni paesaggistici e culturali tutelati». (e. n.)

  3. 26 Aprile 2011 a 16:19 | #3

    da La Nuova Sardegna, 26 aprile 2011
    Piano particolareggiato a rischio. Il Gruppo di Intervento Giuridico lo definisce «incongruo e illegittimo». Le leggi regionali e il Codice Urbani impedirebbero lo stravolgimento delle aree più pregiate. (Giuseppe Centore)

    CAGLIARI. Incongruo e illegittimo. Dopo le critiche del presidente della Prima circoscrizione Gianfranco Carboni, il piano particolareggiato del centro storico viene bocciato senza appello anche da una associazione ambientalista, che però non interviene tanto sul merito del piano quanto sulle caratteristiche fondamentali delle stesse, contestandolo alla base: il piano è da bocciare e così dovrebbe fare la Regione, quando, e se, lo riceverà.
    Secondo gli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico, che hanno inviato lo specifico atto di osservazioni, come prevede la legge, non solo al Comune, ma anche agli uffici regionali e ai soprintendenti ai beni archeologici e architettonici e paesaggistici del ministero dei beni culturali, nel piano emergono «svariate previsioni di modifiche a fini privatistici di ambienti e contesti d’interesse paesaggistico e culturali tutelati». Gli ambientalisti citano come atti non congruenti con lo spirito di pianificazione e tutela i punti forti del piano particolareggiato del centro storico: i vuoti urbanistici da edificazione residenziale in via Tristani e i percorsi meccanizzati da via Tristani a Terrapieno, gli immobili da realizzare in via Fara e in via La Marmora, e quelle in via Palabanda. Per queste aree gli ambientalisti chiedono una specifica destinazione a verde pubblico o a servizi pubblici di quartiere. Secondo il gruppo di intervento giuridico infatti l’area del centro storico «è tutelata da specifico vincolo paesaggistico e da vincolo storico e culturale». Per questo motivo il piano per il centro storico non può intervenire modificando ambiti e priorità definite dal piano paesaggistico regionale e dal Codice Urbani.
    A contestare il piano particolareggiato anche il presidente della prima Circoscrizione, Gianfranco Carboni, che critica la filosofia del piano, incentrata nel riempimento dei vuoti con edifici privati. «È meglio convincere i privati a cedere le aree, dando a loro cubatura in altre aree cittadine, e mantenere libere queste aree».
    Dalla prima Circoscrizione non arrivano solo “no”, ma anche proposte alternative che interessano alcuni tesori della memoria dalla Chiesa di Santa Lucia al chiostro di San Francesco, la caserma e il carcere e l’ex Panificio Militare. «Per via Sardegna angolo via Barcellona “Chiesa Santa Lucia” e Via Mameli “Chiostro di San Francesco” riteniamo «necessario il recupero conservativo dei due ambiti, vista l’importanza storico artistica, e la restituzione come spazio pubblico fruibile».
    Per la caserma e il carcere «serve un maggiore approfondimento e confronto sull’opportunità di destinare le volumetrie a spazi polifunzionali culturali e destinazione ricettiva, congressuale e commerciale con gestione da parte di privati».
    Per il Panificio Militare «è opportuno valutare la destinazione dell’immobile a struttura universitaria con utilizzo come mensa universitaria vista la destinazione analoga già ricoperta dallo stabile e la posizione baricentrica rispetto ai poli dell’Ateneo». E infine sui sistemi di mobilità, per i parcheggi in via Cammino Nuovo serve «la realizzazione del parcheggio interrato sotto la via Cammino Nuovo, purché una parte consistente dei posti auto sia resa disponibile per i residenti del Centro Storico; dovrà essere salvaguardata la percorribilità carrabile sulla via Cammino Nuovo di collegamento tra la via Università e la via San Giorgio e dovranno essere realizzati spazi pubblici attrezzati a verde sulla via Cammino Nuovo liberata dalle automobili». Il presidente della Prima conclude le sue note ricordando che gli ascensori di collegamento tra la via Cammino Nuovo e il Bastione di Santa Croce, «vanno realizzati non a vista ma incassati all’interno delle mura».

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