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Marea nera nel Golfo dell’Asinara, a che punto siamo?

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L’11 gennaio 2011 dalla centrale termoelettrica E.On di Porto Torres (SS) – felicemente e serenamente dotata di certificazione EMAS ISO 14001 sul piano del rispetto dell’ambiente – di Porto Torres è uscita una marea nera che ha inquinato decine di 20 km. di coste del Golfo dell’Asinara, dall’Asinara stessa e Stintino fino a S. Teresa di Gallura.    La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’indagine penale per accertare le responsabilità, mentre sono state avviate le operazioni di bonifica, molto più complesse di quanto è stato reso noto e, molto probabilmente, si prevedeva inizialmente.

Sono emerse, poi, incredibili carenze nei sistemi di prevenzione rischi e di protezione del mare, per non parlare dell’inesperienza delle squadre di bonificatori ambientali che – un bel giorno – si son visti letteralmente portar via i sacchi contenenti il catrame raccolto da una prevedibilissima mareggiata. Ancor più gravi sono le carenze relative alle informazioni sullo stato dell’ambiente, visto che – a distanza di settimane dal fatto dannoso (11 gennaio 2011) – non si sapeva nemmeno quanti litri di combustibile sono finiti in mare (le stime andavano da 18.000 a 45.000 litri).  E ha stupito l’assenza di notizie riguardo i necessari provvedimenti ripristinatori (artt. 299 e ss. codice dell’ambiente) e di risarcimento dei danni (artt. 311 e ss. codice dell’ambiente) che il Ministero dell’ambiente e le altre Amministrazioni pubbliche competenti (Regione, Enti locali) devono adottare in casi simili.

Infatti, si tratta, senza dubbio, di una situazione di grave danno ambientale, come prevista dall’art. 300 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (codice dell’ambiente).

sabbia

sabbia

Gli impegni del volontariato e delle amministrazioni locali non possono e non devono sostituire gli obblighi di chi – per negligenza o errore – ha causato un danno così grave all’ambiente e al contesto economico-sociale.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra fin da subito (15 gennaio 2011) hanno chiesto al Ministero dell’ambiente, alla Regione autonoma della Sardegna, alla Provincia di Sassari, all’Ente parco nazionale dell’Asinara e ai Comuni costieri interessati (Porto Torres, Sorso, Stintino, S. Teresa di Gallura) di svolgere l’azione per danno ambientale per far pagare i responsabili.  Successivamente (5 febbraio 2011) hanno richiesto quali provvedimenti avessero specificamente adottato.

incidente E.On, ricostruzione La Nuova Sardegna

incidente E.On, ricostruzione La Nuova Sardegna

Queste le risposte pervenute:

*    il Comune di Stintino (nota n. 2384 del 14 marzo 2011) ha comunicato di essersi attivato con attività di monitoraggio e di bonifica ambientale con varie modalità, in coordinamento con le altre amministrazioni pubbliche coinvolte, ricordando che il 28 febbraio 2011 la Società E.On. ha predisposto il piano di caratterizzazione (art. 242, comma 3°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), poi in esame delle amministrazioni pubbliche interessate;

*   il Comune di Porto Torres (nota n. 5491 del 21 marzo 2011) ha comunicato d’essersi prontamente attivato con monitoraggi con i propri mezzi, partecipando agli incontri fra amministrazioni pubbliche (in particolare “con il coordinamento della Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna attraverso il Comitato di Coordinamento e di Vigilanza in materia di inquinamento da idrocarburi”), con “richieste di intervento e di bonifica inviate alla società E.On. Produzione spa”. Inoltre, “dal Comando di Polizia Locale sono state … svolte attività di polizia giudiziaria”;

incidente E.On, operazioni di bonifica, gennaio 2011

incidente E.On, operazioni di bonifica, gennaio 2011

*  la Provincia di Sassari (nota n. 12586 del 22 marzo 2011) ha comunicato di essersi da subito attivata con attività di monitoraggio e di bonifica ambientale con varie modalità, in coordinamento con le altre amministrazioni pubbliche coinvolte, ricordando che il quantitativo sversato in mare – dagli atti della Società E.On. – risulta di 47 metri cubi, e le 450 tonnellate di quantitativo spiaggiato asportate risultano con “una composizione del 5% di olio combustibile e il 95% di sabbia;

*   la Presidenza della Regione autonoma della Sardegna (nota n. 6356 del 22 marzo 2011) ha comunicato di aver prima istituito un comitato interassessoriale per “vigilare e … coordinare le azioni volte al ripristino ambientale dell’area interessata dall’evento”, poi – previa deliberazione Giunta regionale n. 4/2 del 31 gennaio 2011 – il Comitato di vigilanza e di coordinamento in materia di inquinamento da idrocarburi in seguito all’incidente occorso sulla costa del nord Sardegna in data 11 gennaio 2011affinché le azioni volte alla bonifica, al ristoro dei danni subiti e al ripristino dell’immagine turistica della zona avvengano in modo celere e coordinato”, predisponendo anche “una campagna promozionale mirata al rilancio dell’immagine turistica dei territori coinvolti” e “per evitare il ripetersi di simili incidenti”;

incidente E.On, coste e mare imbrattati dal combustibile

incidente E.On, coste e mare imbrattati dal combustibile

*  il Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare – Direzione generale per le valutazioni ambientali (nota n. 6582 del 22 marzo 2011) ha semplicemente contattato la Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche per la fornitura delle informazioni a carattere ambientale richieste. In seguito non è pervenuta alcuna informazione.

Nessuna notizia riguardo le necessarie azioni per il risarcimento del danno ambientale, nessuna notizia relativa all’eventuale conclusione delle operazioni di ripristino ambientale in mare e sul litorale, nessuna notizia riguardo l’annunciata campagna promozionale, nessuna notizia riguardo provvedimenti migliorativi delle condizioni di effettuazioni delle operazioni di carico/scarico materiali inquinanti sulle coste.

Ancora molto da fare, quindi.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Qui il reportage sulla marea nera sul blog di Beppe Grillo: Sardegna colonia d’Italia.

(immagini e foto da La Nuova Sardegna, S.D., archivio GrIG)

  1. 4 Maggio 2011 a 21:40 | #1

    @Carlo Maria Puddu : e Piombino? Non è una “colonia italiana”? E Marghera? E Taranto? E’ pieno di “colonie italiane” e – soprattutto – di sherpa locali e nazionali che vendono la salute e la vita di tanti concittadini. Ci “salveremo” da questo putridume nazionale e internazionale tutti insieme o non si salverà nessuno.

  2. Carlo Maria Puddu
    4 Maggio 2011 a 17:49 | #2

    Beh, finalmente, ora che anche il buon Grillo lo ha detto apertamente (ma in tanti altri meno famosi lo diciamo da tanto e non ci nascondiamo dietro un dito) si evince la situazione della nostra povera Sardegna: semplicemente una Colonia Italiana.
    Null’altro.
    Disboscamento, speculazione edilizia, inquinamento industriale e malattie particolari (non frutto di endemismi bensì da agenti esterni).
    Sarà mai il caso di prendere una saggia decisione e favorire l’ingresso della Sardegna in Europa?
    Mannaggiaa, proprio gli italiani dovevano colonizzarci nel 1800? Avrebbero potuto essere inglesi, francesi o spagnoli… sicuramente non saremmo finiti come siamo ora: alla canna del gas.

  3. 4 Maggio 2011 a 14:38 | #3

    da Sassari Notizie, 3 maggio 2011
    Inquinamento. Marea nera, dov’è il rimborso E.On?
    Lo chiedono gli ambientalisti del Grig. In particolare sottolineano che non c’è nessuna notizia sui risarcimenti per danno ambientale, promessi dalla multinazionale: http://www.sassarinotizie.com/articolo-4972-marea_nera_dov_e_il_rimborso_eon_lo_chiedono_gli_ambientalisti_del_grig.aspx

  4. 3 Maggio 2011 a 16:38 | #4

    da Sardegna Ventirighe, 2 maggio 2011
    Marea nera nel golfo dell’Asinara. A parte l’invito a E.On di sponsorizzare la Dinamo, a che punto siamo? : http://www.ventirighe.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3588:marea-nera-nel-golfo-dellasinara-a-parte-linvito-a-eon-di-sponsorizzare-la-dinamo-a-che-punto-s&catid=77:territorio&Itemid=420

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