L'Agenzia della Conservatoria delle coste sarde inizia a gestire i litorali isolani.
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La Giunta regionale, con la deliberazione n. 48/1 del 9 settembre 2008, ha conferito alla gestione dell'Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna - in sinergia con le altre amministrazioni pubbliche competenti - l'Isola dell'Asinara, sede dell'omonimo parco nazionale, e una serie di torri costiere (Torre di Sa Scafa o della Quarta Regia di Cagliari; Torre del Prezzemolo di Cagliari; Torre del Poetto di Cagliari; Torre di Chia di Domus de Maria; Torre di Piscinnì di Domus de Maria; Torre de La Pegna di Alghero; Torre di Santa Maria Navarrese di Baunei; Torre di Capo Malfatano di Teulada; Torre del Budello di Teulada; Torre di Porto Scudo di Teulada; Torre di Capo Mannu o de Su Capu di San Vero Milis; Torre di Scala ‘e Sale di San Vero Milis; Torre di Sa Mora di San Vero Milis). "La gestione delle aree da parte della Conservatoria dovrà avvenire, ove necessario, con il coinvolgimento di tutti i responsabili delle politiche locali, regionali, nazionali ed europee e più in generale di tutti i soggetti che con le proprie attività influenzano le regioni costiere, in attuazione e nel rispetto di quanto previsto dalla Convenzione di Barcellona e dalla normativa regionale, primo fra tutti il Piano paesaggistico regionale". Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico, promotrici e sostenitrici della Conservatoria delle coste, sul modello del Conservatoire du Littoral francese, esprimono soddisfazione per questo importante passo. Molti altri bisogna compierne per dare a questa importante Istituzione un ruolo fondamentale per la salvaguardia dei litorali isolani e la loro corretta fruizione. Saremo sempre pungolo, sostegno, coscienza critica per questi obiettivi. Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico
da http://www.regione.sardegna.it/, 10 settembre 2008 Il parco nazionale dell'Asinara alla Conservatoria. Approvato il primo elenco delle aree di conservazione costiera di particolare rilevanza paesaggistica ed ambientale affidate alla gestione integrata della Conservatoria delle coste. Tutelati il parco nazionale dell'Isola dell'Asinara, compresi tutti gli immobili di proprietà della Regione e tredici torri costiere risalenti alla dominazione spagnola: dal Poetto di Cagliari a Capo Malfatano a Teulada, dalla torre di Chia a quella di Capo Mannu a San Vero Milis.
(foto S.D., archivio GrIG) |
commenti
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"solo Scivu" ? E ti pare poco ?!? L'aspettiamo...
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| postato da Stefano Deliperi il 11/09/2008 20:39 | |
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chiedo venia, solo Scivu e non Funtanazza
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| postato da paolo fiori il 11/09/2008 19:49 | |
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a quando la donazione da parte di Soru di Scivu e Funtanazza alla Conservatoria delle coste ? Una promessa è pur sempre una promessa e va onorata anche se fatta in campagna elettorale...... o si aspetta la prossima?
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| postato da paolo fiori il 11/09/2008 16:38 | |
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Grazie, grazie a tutti Voi: noi facciamo il possibile e abbiamo bisogno del sostegno di chiunque voglia difendere e valorizzare davvero questa Terra.
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| postato da Stefano Deliperi il 10/09/2008 20:33 | |
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da La Nuova Sardegna, 10 settembre 2008
Anche tredici torri costiere passano all'ente di tutela. CAGLIARI. Nel primo elenco di beni che ieri sono stati affidati alla Conservatoria, oltre all'isola dell'Asinara, ci sono anche tredici torri costiere. Si tratta di strutture che risalgono alla dominazione aragonese. Eccole: Torre di Sa Scafa (o della Quarta Regia) di Cagliari; Torre del Prezzemolo di Cagliari; Torre del Poetto di Cagliari; Torre di Chia di Domus de Maria; Torre di Piscinnì di Domus de Maria; Torre de La Pegna di Alghero; Torre di Santa Maria Navarrese di Baunei; Torre di Capo Malfatano di Teulada; Torre del Budello di Teulada; Torre di Porto Scudo di Teulada; Torre di Capo Mannu o de Su Capu di San Vero Milis; Torre di Scala 'e Sale di San Vero Milis; Torre di Sa Mora di San Vero Milis. da L'Unione Sarda, 10 settembre 2008 Con una delibera approvata ieri, la Giunta assegna alla Conservatoria la proprietà e il controllo. Alla Regione l'Asinara e le torri costiere. L'isola dell'Asinara e 13 torri costiere entrano a far parte del patrimonio della Conservatoria delle Coste. Lo ha deciso la Giunta regionale con una delibera approvata ieri sera. L'esecutivo ha redatto «un primo elenco delle aree di conservazione costiera di particolare rilevanza paesaggistica ed ambientale che vengono affidate alla gestione integrata dell'Agenzia regionale Conservatoria delle coste, per le finalità ed alle condizioni previste dalla Convenzione di Barcellona, dalla normativa regionale, con particolare riguardo alle prescrizioni del piano paesaggistico, nonché dalle norme istitutive e dallo Statuto dell'Agenzia». Il passaggio di affidamento dei beni di proprietà della Regione Sardegna avverrà tecnicamente entro 30 giorni. LE TORRI. Sono tredici e l'elenco comprende siti di alto valore storico: la torre di Sa Scafa (o della Quarta Regia) di Cagliari; torre del Prezzemolo di Cagliari; torre del Poetto di Cagliari; torre di Chia di Domus de Maria; torre di Piscinnì di Domus de Maria; torre de La Pegna di Alghero; torre di Santa Maria Navarrese di Baunei; torre di Capo Malfatano di Teulada; torre del Budello di Teulada; torre di Porto Scudo di Teulada; torre di Capo Mannu o de Su Capu di San Vero Milis; torre di Scala `e Sale di San Vero Milis; torre di Sa Mora di San Vero Milis. LA CONSERVATORIA. L'articolo 16 della legge regionale 2 del 2007, ha istituito la "Conservatoria delle coste della Sardegna", un'agenzia tecnico-operativa della Regione, con "personalità giuridica di diritto pubblico?. L'obiettivo dichiarato è quello di "salvaguardare e tutelare gli ecosistemi costieri", ecco perché il compito della Conservatoria è quello della "gestione integrata di quelle aree costiere di particolare rilevanza paesaggistica ed ambientale, di proprietà regionale o poste a sua disposizione da parte di soggetti pubblici o privati e che quindi assumono la qualità di aree di conservazione costiera". La gestione delle aree, si legge nella delibera di ieri, «deve avvenire con il coinvolgimento di tutti i responsabili delle politiche locali, regionali, nazionali ed europee e più in generale di tutti i soggetti che con le proprie attività influenzano le regioni costiere». |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 10/09/2008 18:56 | |
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da La Nuova Sardegna, 10 settembre 2008
L'Asinara alla Conservatoria delle coste. La prima perla dell'agenzia è un parco nazionale. Presto altre acquisizioni. Il presidente Soru: «L'isola adesso avrà una maggiore tutela». (Piero Mannironi) CAGLIARI. La prima perla della Conservatoria delle coste è l'isola dell'Asinara. La giunta regionale ha infatti deciso ieri di affidare all'agenzia, nata per tutelare l'ambiente sulle coste sarde, addirittura un parco nazionale. Dopo un lungo e faticoso avvio, la Conservatoria è finalmente diventata operativa e sta compiendo i suoi primi significativi passi. E forse non è un caso che il presidente della Regione Renato Soru e la giunta abbiano scelto di partire proprio affidando alla Conservatoria delle coste l'isola dell'Asinara. Cioé un atto fortemente simbolico per qualificare l'agenzia regionale pensata sul modello del Conservatoire du littoral francese e sul National Trust inglese. Il passo compiuto ieri dalla giunta regionale spegne definitivamente tutte le polemiche striscianti sulla Conservatoria che ha avuto molti detrattori, soprattutto tra le forze politiche del centro destra. «Stiamo portando avanti ciò che avevamo già deciso - dice il presidente Soru -. La Conservatoria delle coste è nata infatti con il compito di tutelare e gestire le aree più sensibili e ambientalmente più pregiate delle nostre coste. Abbiamo cominciato con l?Asinara che, a parte qualche immobile, è stata trasferita interamente al patrimonio demaniale della Regione». Continua Soru: «Abbiamo avviato, e ormai quasi concluso, il censimento di tutte le proprietà costiere della Regione. Tra qualche settimana contiamo così di passare anche tutte queste aree alla Conservatoria delle coste per sviluppare una serie di progetti». E sul fatto che l'isola sia già oggi un parco nazionale? Dice ancora il presidente della Regione: «Significa che per l'Asinara ci sarà un controllo ambientale in più, una tutela maggiore». Ma Soru non nasconde che il passaggio dell'isola alla Conservatoria pone anche un problema politico. Un problema che il presidente aveva sollevato nell'ottobre dello scorso anno, insieme all'assessore all'Ambiente Cicito Morittu. «Come ho detto qualche mese fa - dice - ritengo che la Regione sia rappresentata in modo insufficiente nella gestione dei parchi nazionali. Ne parlai nell'autunno scorso a proposito dei parchi della Maddalena e dell'Asinara. Trovo sia assurdo che il presidente di un'area protetta nazionale sia nominato dal ministro dell'Ambiente e che anche il comitato esecutivo venga deciso a Roma». Poi, un giudizio tagliente: «E infine, voglio dire, i parchi nazionali sono tutti mal gestiti: ho sentito lamentele un po' ovunque in Italia. Cosa pensare, d'altra parte, del fatto che i piani socio economici dei due parchi in Sardegna non siano stati ancora redatti? E' evidente che, con una struttura gestionale più snella, le cose andrebbero molto meglio. Il fatto è che, come ho già detto più volte in passato, gran parte delle risorse finanziarie destinate ai parchi nazionali vengono poi assorbite dalla struttura che li gestisce». Ora, comunque, al di là di sempre possibili polemiche, Conservatoria delle coste ed Ente Parco dovranno trovare una sintonia, un modo di convivere. Nella delibera della giunta viene comunque ricordata e ribadita la filosofia che ha ispirato la Conservatoria delle coste, diventata finalmente adulta nel dicembre dello scorso anno con l'approvazione dello statuto. «La gestione delle aree da parte della Conservatoria - si legge nella delibera - dovrà avvenire, ove necessario, con il coinvolgimento di tutti i responsabili delle politiche locali, regionali, nazionali ed europee e più in generale di tutti i soggetti che, con le proprie attività, influenzano le regioni costiere, in attuazione e nel rispetto di quanto previsto dalla Convenzione di Barcellona e dalla normativa regionale, primo fra tutti il piano paesaggistico regionale». Continua il documento: «Il presidente ricorda ancora che, con la deliberazione 49/34 del 5 dicembre 2007, la giunta regionale ha approvato lo statuto dell'agenzia, nel quale viene innanzitutto ribadito che le finalità istituzionali della Conservatoria "sono quelle di salvaguardia, tutela e valorizzazione degli ecosistemi costieri e di gestione integrata delle aree costiere di particolare rilevanza paesaggistica ed ambientale, di proprietà regionale o poste a sua disposizione da parte di soggetti pubblici o privati"». Alla Conservatoria non passeranno solo aree costiere che già appartengono al demanio regionale. Circa un mese fa infatti, l'assessore Morittu, nel presentare i programmi dell?agenzia, ha anticipato che sono già in corso trattative per l'acquisto di alcune aree pregiate e potrebbero perfino essere attivati degli espropri. Tra gli obiettivi della giunta annunciati da Morittu, le isole di Budelli, nell'rcipelago della Maddalena, e l'isola di Mal di Ventre, al largo delle coste del Sinis. Una struttura regionale nata nel marzo del 2005 e diventata operativa nel dicembre scorso. I modelli di tutela francese e inglese. Gli esempi del Conservatoire du littoral e del National Trust. LA STORIA. Una gestazione lunga e difficile. CAGLIARI. La filosofia che la ispira è simile a quella del Conservatoire du littoral francese e del National Trust inglese. E cioé, in estrema sintesi, un intelligente equilibrio nella gestione delle coste tra tutela e sfruttamento dolce dell'mbiente. La Conservatoria delle coste è nata ufficialmente il 9 marzo 2005 con una delibera della giunta regionale, dopo un lungo periodo di resistenze politiche e di dichiarate ostilità. Soprattutto da parte dei partiti del centro destra. L'biettivo dell'genzia regionale è la gestione dei "goielli"delle coste sarde. All'nizio, dunque, è stata poco più di una costola amministrativa senza un'nima giuridca autonoma. E che la Conservatoria abbia avuto fin dall'nizio molti nemici lo si è visto subito. Nella primavera di due anni fa, infatti, durante la discussione sul maxicollegato alla legge finanziaria, l'genzia è stata prima anemizzata in Commissione come disponibilità di risorse, approdando così in Consiglio solo come un'entitàcon a disposizione appena 500 mila euro per «studi e ricerche sulla valorizzazione delle coste». Non è difficile intuire che dietro molti scetticismi e ostacoli politici si siano sempre mossi ambienti imprenditoriali e finanziari che temono un ulteriore indebolimento di progetti speculativi fondati sul mattone. Timore fondato, visto che, una volta a regime, la Conservatoria delle coste avrebbe avuto il compito di gestire i siti costieri di maggiore pregio ambientale destinati ad entrare nel patrimonio regionale, ma soprattutto anche il potere di acquisire terreni e immobili considerati degni di tutela. Il passo successivo, quello cioé con il quale la Conservatoria delle coste della Sardegna da progetto è diventato legge, è del febbraio dello scorso anno. Con l'art. 15 della legge finanziaria è stata prevista la trasformazione dell'ttuale Servizio in agenzia regionale «dotata di autonomia regolamentare, finanziaria e organizzativa». Alla fine dello scorso anno, finalmente, gli ultimi passi formali per far nascere l?agenzia che ha sede a Olbia. Al suo vertice, un giovane oristanese: Alessio Satta di 36 anni. Nel comitato scientifico, Sandro Demuro, Ignazio Camarda e Sandro Roggio. L'sperienza francese, alla quale la giunta Soru si è ispirata, ha dimostrato che il modello dell'genzia di tutela delle coste può funzionare. Non solo, ma che il modello può essere perfino condiviso e difeso dalla gente e dalle amministrazioni locali. L'sempio più clamoroso è quello della vicina Corsica, dove il Conservatoire du littoral controlla ormai direttamente il 25% delle coste e, al termine di un programma di interventi in corso, arriverà addirittura a gestire il 40% dei litorali dell'sola di Bellezza. Alla radice di questo consenso diffuso dei comuni, c'èil coinvolgimento diretto nella gestione del patrimonio. Forniscono infatti personale, ma anche progetti di sviluppo turistico sostenibile. Il Conservatoire du littoral francese è un istituto pubblico sotto la tutela del ministro dell'cologia. Creato nel 1975, ha il compito statutario di garantire la «protezione definitiva di spazi naturali e paesaggisticamente rilevanti sulle coste marittime e lacustri», sulle foci dei fiumi e sui rioni periferici delle aree metropolitane rivierasche. Al primo gennaio, il Conservatoire du littoral assicurava in Francia la protezione di 70.100 ettari di terreno, divisi su trecento siti. Il tutto per uno sviluppo costiero di oltre 800 chilometri. Alla fine del 2005 il ministro dell'cologia francese ha concesso un aumento del budget annuale dell'stituto, passato così da 30 a 38 milioni di euro. Il 75% di queste risorse è destinata all'cquisizione di aree e alla loro sistemazione. Colpisce l?eseguità del personale del Conservatoire du littoral, ma, di contro colpisce anche la sua spaventosa efficienza. In tutto, tra la sede centrale di Parigi e le delegazioni regionali, si arriva a malappena a un centinaio di funzionari. Ma questa piccola équipe è, come dicono i francesi, «particulièrement performante». Solo alcune cifre per capire meglio: ogni anno questo minuscolo gruppo riesce a portare nel patrimonio del Conservatoire dai 2mila ai 3mila ettari, riuscendo a negoziare e a sottoscrivere un atto di acquisizione al giorno. Esiste poi un sistema di monitoraggio continuo, che viene affidato a 150 guardie del litorale, assunte tra le comunità lcali. Ci sono infine circa 300 impiegati che curano l'mministrazione e i contratti. Il sistema di tutela ambientale del Conservatoire si integra perfettamente con la Loi littoral. Una legge che, negli ultimi anni, alcuni autorevoli esponenti della maggioranza di destra stanno cercando di modificare (senza riuscirci) per allargare le maglie dei divieti. I cardini di questa norma sono: il divieto assoluto e inderogabile di costruire, in una fascia di rispetto di cento metri dalla battigia e la continuità urbanistica. Cioé è possibile costruire sulla costa solo in aree contigue ai centri abitati esistenti. La Conservatoria delle coste è invece guardata con grande attenzione da organismi internazionali come l'nep (il Programma per l'mbiente delle Nazioni Unite). Tanto che, insieme al piano paesistico, il modello della Conservatoria è stato inserito nel Blue Plan, il dossier del Map (Piano d?azione per il Mediterraneo) dell'nep. Per il maltese Paul Mifsud, coordinatore del dossier, la Sardegna sta insomma diventando un modello da imitare in tutta l'rea mediterranea, considerata ad altissimo rischio ambientale. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 10/09/2008 18:50 | |
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un BRAVO a Stefano Deliperi e a tutti Voi. Questo è una grande vittoria e un incoraggiamento a continuare. |
| postato da bravo stefano il 10/09/2008 16:43 | |
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Era ora di vedere risultati concreti e lo si deve anche alla vostra continua azione. Saluti.
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| postato da Sandro il 10/09/2008 10:11 | |
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Ottimo!
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| postato da Lucia il 09/09/2008 23:32 | |







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