Più di 3.500 cittadini contro la privatizzazione delle spiagge in Sardegna !
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Sono già più di 3.500 e sono in continuo aumento i cittadini che hanno sottoscritto la petizione promossa dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico contro la deliberazione n. 24/24 del 19 maggio 2009 con cui la Giunta regionale ha emanato le nuove norme di indirizzo per il rilascio delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative o il rinnovo delle esistenti in favore delle strutture ricettive ed ha avviato la peggiore privatizzazione delle spiagge della Sardegna. Potenzialmente più di 40 mila ettari di spiagge sarde potranno finire in concessione a strutture ricettive. Nelle settimane scorse, infatti, su questo ed altri blog e siti internet, su Facebook (grazie ad Elisa Parricciatu ed ai suoi amici), in tanti modi diversi, numerose persone hanno chiesto di partecipare direttamente alla battaglia sacrosanta per la difesa delle nostre spiagge. E' stata, quindi, promossa la petizione per la difesa della pubblicità delle spiagge in Sardegna, contro forme più o meno striscianti di privatizzazione che porterebbero i comuni mortali, in primis quei sardi che dovrebbero beneficiare di quel pubblico uso del demanio marittimo e delle spiagge in particolare, rimarranno confinati negli spazi residui, nelle riserve per gli indigeni sulle spiagge. Ecco il testo: alla Commissione europea, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna, i sottoscritti cittadini italiani, premesso che - con la deliberazione n. 24/24 del 19 maggio 2009 la Giunta regionale della Sardegna ha dettato norme generali di programma per le concessioni demaniali delle spiagge a fini turistici in favore degli esercizi ricettivi che prevedono addirittura fino a 9 metri quadri di concessione per ogni camera; - con questi criteri, secondo stime necessariamente approssimative, potranno essere concessi ad alberghi ed altri servizi ricettivi più di 40 mila ettari di spiagge sarde, oltre alle altre concessioni in favore di stabilimenti balneari, ecc. rendendo sempre più difficile e penalizzato l'accesso pubblico alle spiagge per i residenti ed i turisti, senza alcuna valutazione degli impatti sull'ambiente costiero; - numerose aree costiere sono siti di importanza comunitaria ai sensi della direttiva "habitat" n. 92/43/CEE e non è stata fatta alcuna procedura di valutazione ambientale strategica, pur necessaria; chiedono - alla Commissione europea di accertare se con la deliberazione citata sia stato rispettato il diritto comunitario, - al Presidente della Regione autonoma della Sardegna di procedere alla revoca della citata deliberazione perché palesemente lesiva degli interessi pubblici della fruizione collettiva delle spiagge e della loro salvaguardia ambientale. Chiunque può sottoscriverla al seguente indirizzo: http://www.firmiamo.it/perladifesadellapubblicitadellespiaggeinsardegna . Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico hanno poi inoltrato, il 29 maggio 2009, un ricorso al Presidente della Regione autonoma della Sardegna, alla Commissione europea ed al Ministro dell'ambiente finalizzato ad ottenere la revoca o l'annullamento, per manifesta illegittimità e per evidente lesione degli interessi collettivi alla fruizione delle spiagge. Infatti, la citata deliberazione Giunta regionale n. 24/24 del 19 maggio 2009 ha evidente contenuto programmatico ed ha effetti diretti ed indiretti sugli ambienti costieri isolani, ma non c'è stato alcun preventivo e vincolante procedimento di valutazione ambientale strategica - V.A.S., necessario in tutti i casi simili, né una valutazione di incidenza, visto che interessa potenzialmente numerosi siti di importanza comunitaria - S.I.C. Conseguentemente, alla Commissione Europea è stato richiesto di valutare il provvedimento regionale ai fini della verifica del rispetto della normativa comunitaria in materia di valutazione ambientale strategica (direttiva n. 2001/42/CE) e di salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora (direttiva n. 92/43/CEE ed allegati), ai sensi dell'art. 226 del Trattato CE. Si ricordano i contenuti del provvedimento regionale impugnato. Basta che le spiagge siano lunghe almeno 250 metri lineari (vanno considerati anche gli scogli?) e che non si superi il 50 % della lunghezza della spiaggia medesima. Se si tratta di alberghi o villaggi turistici situati fra gli 800 e i 1500 metri dalla battigia marina, avranno 5 metri quadrati di ombra per ciascuna camera. Se sono entro la fascia degli 800 metri dalla battigia marina, avranno ben 7 metri quadrati per ogni camera, se di categoria fino a tre stelle, o, addirittura, 9 metri quadrati d'ombra, se di categoria superiore alle tre stelle. Il tutto fino ad un tratto di 50 metri lineari lungo la battigia, ed il resto in profondità. Ad esso si aggiunge lo spazio per torrette di avvistamento ed altri servizi ed un bonus in più per servizi ludici se si tratta di strutture ricettive con più di 1500 posti letto. La concessione demaniale avrà una durata di sei anni (legge n. 494/1993), anche in assenza del necessario piano di utilizzo dei litorali - P.U.L., mentre attualmente ha una durata di sei mesi, provvisoria, proprio in attesa che i Comuni si dotino del P.U.L. E' evidente che, addirittura, le strutture di lusso e più vicine alla costa saranno favorite, meglio ancora se hanno speculato. Basti pensare a che cosa può accadere in presenza di grandi gruppi immobiliari gestori di complessi turistici: a puro titolo di esempio, il Chia Laguna Resort, recentemente ai fasti della cronaca per le note vicende giudiziarie del suo campo da golf abusivo, è formato dall'Hotel laguna, dall'Hotel Parco Torre Chia, dal Chia Village, dall'Hotel Baia Chia. Ha ben 582 camere di categoria superiore a tre stelle e 80 di categoria tre stelle. Si ritroverà, quindi, beneficiario di 5.798 metri quadrati di concessione demaniale ai quali si sommeranno gli spazi per servizi ludici, torrette d'avvistamento, ecc. In buona sostanza, circa 6 mila metri quadri di concessione, più di mezzo ettaro di spiaggia. E gli altri esercizi ricettivi della zona? Li vogliamo lasciare a secco? Ma quando mai. E chi andrà davvero a verificarne la legittimità? Ora basta ! Difendiamo le nostre spiagge e la possibilità di andare al mare per tutti ! Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico
Desideriamo ringraziare i siti internet e i blog che hanno ripreso e pubblicizzano la petizione: * Facebook, gruppo "no alla privatizzazione delle spiagge in Sardegna" (http://www.facebook.com/pages/NO-alla-PRIVATIZZAZIONE-delle-spiagge-in-Sardegna/109195461578), * Italiopoli, di Oliviero Beha (http://italiopoli.ilcannocchiale.it/), * Blog Italia - l'Italia che racconta (http://www.blogitalia.it/leggi_blog.asp?id=13478), * Bolg Catalog (http://www.blogcatalog.com/search.frame.php?term=natale&id=69bd1503d82b61764e1496990f80d3ea) * Peacelink (http://lists.peacelink.it/ecologia/2009/06/msg00020.html), * Casa della Sardegna (http://casasardegna.canalblog.com/), * Ichnos (http://ichnos.tumblr.com/post/122356264http://ichnos.tumblr.com/post/122356264), * Associazione "Vivere in Val di Sieve" (http://vivereinvaldisieve.blog.espresso.repubblica.it/associazione_vivere_in_va/), * Isola Sardegna (http://www.isolasardegnanet.it/isndef/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=417), * Billa 85 (http://billabi.spaces.live.com/), * NonsoloBaronia (http://marcocamedda.blog.tiscali.it/), * Emigrati sardi del Lanaittu (http://lanaittu.net/), * Valle della Luna (http://www.valledellaluna.net/forum/), * Ambiental..mente (http://menteambiente.blog.tiscali.it/), * Partito della Rifondazione Comunista - Circolo "Ilaria Alpi", Sassari (http://circoloilariaalpi.ss.it/), * Conchidortos, il forum dei Silanesi (http://forum.conchidortos.org/viewtopic.php?t=1633), * la Giraffa sul Monte (http://lagiraffa.wordpress.com/), * Alberto Masala news (http://albertomasala.blogspot.com/), * LuVI weblog (http://www.luviweb.it/privatizzazione-delle-spiagge-sarde/), * Silvestra Pittalis (http://www.silvestrapittalis.it/), * U.N.A. Cremona (http://www.unacremona.it/attivati.html), ci scusiamo con quelli di cui non siamo a conoscenza, ci dispiace non poter ringraziare Beppe Grillo, che ha riportato la notizia (http://www.beppegrillo.it/2009/07/grillo168_spiag.html#comments) con parecchi elementi simili a quanto da noi reso noto, ma senza citare la petizione, pur avendogliela fatta presente...
Qui "Se il cielo fosse sulla terra", di Claudia Basciu, pubblicato su Il Manifesto Sardo, n. 53 (1 luglio 2009)
(foto J.I., archifio GrIG) |
commenti
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Pràgias (spiagge) serradas a s'aferra aferra...
...grazie al centro-destra. |
| postato da Rosso Mori il 16/09/2009 10:22 | |
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da La Nuova Sardegna, 28 agosto 2009
Costa Rey, blitz della capitaneria e dei vigili contro l'occupazione abusiva della spiaggia. Sequestrati ombrelloni e sdraio. MURAVERA. Un centinaio di ombrelloni, sedie a sdraio, lettini e piccoli natanti sono stati sequestrati l'altra notte nella spiaggia di Costa Rei dagli uomini della sezione staccata di Villasimius della capitaneria di porto di Cagliari e dagli agenti della polizia municipale di Muravera nel corso di un blitz che è stato organizzato per garantire una totale fruibilità delle spiagge. L'operazione è stata coordinata dal responsabile della sezione staccata della guardia costiera, Giovanni D'Amico, e dal coordinatore dei vigili urbani di Muravera, Carlo Loddo. Il materiale posto sotto sequestro è stato catalogato e depositato in un magazzino del comune di Muravera dove è stato trasportato da alcuni operai comunali che hanno partecipato al blitz. Gli uomini della capitaneria hanno anche elevato cinque contravvenzioni ai proprietari di altrettanti natanti che sostavano nell'arenile durante le ore notturne nonostante le ordinanze di divieto emesse dal comandante della capitaneria di porto di Cagliari e dal sindaco di Muravera Salvatore Piu. Anche nelle spiagge del comune di Muravera è diventata ormai consuetudine da parte dei bagnanti che le frequentano abitualmente lasciare incustoditi dopo il tramonto e per tutta la notte varie attrezzature da spiaggia tra cui ombrelloni ben saldati a terra, lettini, materassini, natanti rendendo la spiaggia un vero e proprio deposito all'aperto. Le attrezzature vengono posizionate e lasciate durante la notte, provocando una occupazione permanente di porzioni di spiaggia, negando così ad altri bagnanti di poterne fruire e rendendo difficile la pulizia. (j.bu.) |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 28/08/2009 16:38 | |
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da La Nuova Sardegna, 27 agosto 2009
In spiaggia record di abusi. Blitz in Costa Smeralda del sindaco coi barracelli. ARZACHENA. Molti i tratti «privatizzati». (Serena Lullia) PORTO CERVO. Sulla sabbia smeralda le norme vengono seppellite da violazioni travestite di normalità. Le concessioni balneari si allungano di decine di metri, le sdraio invadono gli arenili, spazi di spiaggia libera diventano riserve per clienti di hotel di lusso. I barracelli di Arzachena hanno collezionato centinaia di abusi tra i granelli. Gli uomini guidati dal comandante Albertino Mele in due mesi di verifiche sui litorali arzachenesi hanno preparato un maxi dossier. Un fascicolo dettagliato che fotografa gli errori e gli orrori che gli imprenditori del mare hanno commesso sui litorali. Alcuni abusi, ripetuti con spavalderia, hanno dell'incredibile. Ecco perché ieri in spiaggia, insieme con due squadre di barracelli, c'era anche il sindaco Piero Filigheddu. Il primo cittadino, da cui gli agenti di polizia rurale dipendono, ha controllato di persone alcuni tra i lidi più gettonati dai vacanzieri, Romazzino, Liscia Ruja, Li Itriceddhi. Nel lido "Li Itriceddhy" un hotel a cinque stelle, proprietario di una concessione di alcune centinaia di metri, ha privatizzato una fetta del litorale. Alcuni cartelli "spiaggia riservata ai clienti" sono stati issati sulla sabbia. Impossibile stendere l'asciugamano davanti e dietro alla concessione, nei 5 metri di sabbia liberi e in cui la legge lo permette. Il rischio è essere cacciati dai diligenti controllori degli ombrelloni. Come è accaduto a uno dei barracelli in borghese. Simile il copione adottato da un altro hotel super lusso nel lido di Romazzino. Anarchia totale invece sulla splendida Liscia Ruja. Delle sette concessioni solo due risultano in regola. Per i trasgressori nessuna sanzione. Il ruolo dei barracelli è monitorare il territorio e verbalizzare. Un lavoro preziosissimo, fondamentale per l'amministrazione che prepara il nuovo piano di utilizzo dei litorali. La vera punizione per i furbetti della sabbia potrebbe arrivare il prossimo anno, in fase di rinnovo delle licenze. Il Comune, che tra due mesi erediterà dalla Regione le competenze sui litorali, non dovrà fare altro che applicare la normativa che prevede l'alt al rinnovo in caso di violazioni. Una norma che l'amministrazione, che ha già annunciato di voler tagliare il numero di concessioni, intende applicare alla lettera. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 27/08/2009 16:15 | |
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da La Nuova Sardegna, 12 agosto 2009
Operazione della capitaneria: denuncia a Muravera. Gli stabilimenti balneari occupano spiagge libere. (Jacopo Bulla) CASTIADAS. Si stanno sempre più assottigliando i tratti di spiaggia libera sul litorale sudorientale. Il fenomeno ha incominciato a prendere piede dopo che la giunta regionale, il 19 maggio, ha deciso le nuove norme per il rilascio delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative e per l'ampliamento di quelle già esistenti in favore di strutture ricettive. Alle regole meno restrittive si aggiunge il comportamento dei titolari degli stabilimenti balneari che spesso non rispettano i limiti e hanno l?abitudine di espandere le aree in concessione sottraendole alla spiaggia libera, all'uso pubblico. Diverse violazioni sono state accertate ieri dagli uomini della sezione staccata di Villasimius della capitaneria di porto-guardia costiera. Il titolare di una concessione demaniale al confine tra i comuni di Muravera e Castiadas aveva occupato abusivamente quasi milletrecento metri quadrati di spiaggia davanti allo scoglio di Peppino, una delle località più suggestive della costa sudorientale. Gli uomini della capitaneria di porto hanno rimosso e sequestrato un centinaio di ombrelloni e circa duecento lettini che sono stati affidati in custodia giudiziaria al titolare della concessione demaniale che è stato denunciato a piede libero per occupazione abusiva di suolo demaniale. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 12/08/2009 13:07 | |
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e che dire dello sfregio perpetrato ai danni del caratteristico scoglio a fungo di Cala Luna, nel quale qualcuno ha fissato un perno d'acciaio per l'attracco delle imbarcazioni? Ogni anno è sempre peggio, cafonaggine e prepotenza sembrano inarrestabili.
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| postato da giusy il 06/08/2009 20:25 | |
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da La Nuova Sardegna, 6 agosto 2009
Spiagge e pinete di Siniscola prese d'assalto dai vandali e da migliaia di automobili. Barriere di protezione aggirate e arenili invasi dai motori Da Capo Comino a Bèrchida, far west nei lidi più suggestivi. La vastità del territorio ostacolo per i controlli delle forze dell'ordine. (Salvatore Martini) SINISCOLA A volte per ozio, indubbiamente per stupidità, anche scendere in spiaggia per qualche ora di relax può diventare un guaio per l'ecosistema. Le barriere di protezione che salvano certi spazi costieri dalle automobili ci vuole poco ad eluderle. Basta staccare qualche chiodo, alzare un paio di pali e il gioco è fatto. Una mossa facile e veloce per lasciare la macchina all'ombra degli alberi e arrivare in spiaggia senza grossi sforzi. Il litorale incassa la violenza e si lecca le ferite. E mentre la calca estiva continua, c'è chi le spiagge del Siniscolese le guarda con nostalgia, ricordandone la genuinità di una volta. Ma al tempo non occorreva fare i conti con migliaia di auto. O forse - più semplicemente -, se c'era un divieto veniva rispettato. Capita così che anche i lidi protetti della Baronia vengano scambiati per autodromi, densi di veicoli accomunati da un unico sogno: avvicinarsi il più possibile alla riva, a costo di eludere ogni proibizione e trasformare dune, pinete e cale in squallidi garage. Vandalismo oltre le barriere, che con un'accelerata e un sapiente gioco di volante sacrifica la tutela ambientale in nome delle ferie. Camper, fuoristrada, motociclette e utilitarie vengono avvistati nei luoghi protetti del litorale. Si possono vedere sfrecciare su per le dune di Capo Comino. A Bèrchida c'è chi sbarra i sentieri tra la vegetazione per allestire dei salotti al profumo di salsedine, con tavoli, sedie, divanetti e cucce per cani comodamente orientati vista mare. Alla Caletta c'è chi dimentica che nei granelli germogliano anche piante storiche della flora sarda, decapitando i pochi boccioli con giri di pneumatici. Barracelli, vigili e altre forze dell'ordine presidiano il territorio stanando i contravventori e sanzionandoli. Il fenomeno, però, è molto più ampio di quanto si possa pensare. Complici un territorio vastissimo e la difficoltà a raggiungere con discrezione i luoghi più suggestivi, i tutori della legge riescono ad acchiappare solo una piccolissima fetta di incivili. Gli altri proseguono nel loro abominevole repertorio un po' sul «chi va là» ma con irritante sprezzo del pericolo, a bordo di veicoli che hanno la Sardegna come giardino. La polemica non è certo all'anno zero a Siniscola. Le istituzioni invitano i turisti a rispettare le regole, ma sono tanti coloro che fanno finta di niente, infischiandosene dei divieti. I naturalisti si prodigano in decine di segnalazioni. Qualcuno invece manifesta rimpianto. «Un tempo - racconta la signora Mara -, nella spiaggia della Caletta cresceva il giglio di mare. Un fiore bellissimo. Non ricordo da quanti anni non ne vedo più uno». Una visione densa di nostalgia ma emblematica, spazzata via dall'andirivieni degli automobilisti incivili che non rispettano le norme. E che, violentando le fasce protette a colpi di gomme e motori, portano via frammenti della purezza del litorale. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 06/08/2009 16:24 | |
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da La Nuova Sardegna, 2 agosto 2009
Guerra a «ombrellone selvaggio». Controlli a tappeto della guardia costiera in tutti gli arenili. A Stintino multato stabilimento per una fila troppo vicina alla battigia. PORTO TORRES. Operazione della guardia costiera di Porto Torres contro «ombrellone selvaggio». Da ieri i militari, al comando del capitano di fregata Giannino Dimartino, stanno facendo una serie di controlli lungo gli arenili per verificare il rispetto delle ordinanze emesse di recente e della normativa in materia di concessioni demaniali. I controlli sono stati avviati a Stintino e subito, sulla strada per La Pelosa, gli uomini della guardia costiera hanno scoperto che lo stabilimento «Il Gabbiano» aveva disposto una fila sdraio a due metri e mezzo dal bagnasciuga. La legge prevede invece che venga lasciata una fascia di rispetto di cinque metri, così da consentire il passaggio dei bagnanti. Lo stabilimento è stato costretto a rimuovere la fila di lettini che sono stati sequestrati, e il titolare pagherà una multa piuttosto salata. Altri controlli sono stati eseguiti sempre lungo la costa del Golfo dell'Asinara, ma questa volta in direzione di Castelsardo dove è stato verificato che i titolari di concessione fossero in possesso di tutti i permessi amministrativi e delle dotazioni di sicurezza. I controlli rientrano nel piano estivo «Mare sicuro» e vengono effettuati da pattuglie a piedi e dagli equipaggi delle motovedette e dei gommoni. Controlli che, assicurano in capitaneria di porto, andranno avanti anche nei prossimi giorni per quanto concerne la sicurezza della navigazione (distanze dalla riva e dotazione degli apparati di segnalazione di pericolo) e il rispetto delle concessioni da parte dei titolari degli stabilimenti balneari. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 05/08/2009 17:20 | |
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da La Nuova Sardegna, 31 luglio 2009
Un legale di Macomer difenderà gratis i due operai ai quali Briatore chiede un risarcimento per la protesta a Capriccioli. Giungla degli ombrelloni, Arzachena dice basta. Il Comune interviene dopo il rapporto dei barracelli: irregolarità nel 98% delle concessioni. (Serena Lullia) PORTO CERVO. Il carpentiere che ha sfidato Flavio Briatore ha già fatto proseliti. Un avvocato di Macomer, Andrea Boi, è pronto a difendere gratis Fabrizio e Gianpiero Pirina. La società Billioniare ha chiesto ai due operai 380 mila euro di danni per la protesta di Capriccioli. Ma l'avvocato è solo il primo di una lunga serie di fan che hanno sposato la causa dei fratelli di Arzachena. I due operai avevano partecipato a un mini sit-in sul lido di Capriccioli, davanti al Rubacuori, il bar-ristorante di Briatore di proprietà del Comune. Con loro un gruppo di bagnanti, residenti e turisti, irritati per la cancellazione della pineta alle spalle della spiaggia. Nel mirino la ventina di gazebo arabeggianti sistemati al posto della macchia mediterranea. Per la società Billionaire una scelta commerciale pienamente in regola. Per i bagnanti la privatizzazione della spiaggia simbolo della Costa Smeralda. Nei giorni scorsi è arrivata la richiesta di risarcimento per i fratelli Pirina. Ma il consigliere di opposizione, Alessandro Malu, rovescia le accuse e sostiene che il Comune di Arzachena dovrebbe chiedere il danno di immagine alla società Billionaire che gestisce il Rubacuori. La lotta sul caso di Capriccioli ha già avuto un effetto. L'amministrazione ha dato incarico ai barracelli di controllare la regolarità di tutte le licenze, in spiaggia e a mare, rilasciate dalla Regione nel territorio di Arzachena, Costa Smeralda compresa. Il risultato è quasi incredibile. Sul litorale ci sono 61 concessioni. I ranger guidati dal comandante Albertino Mele ne hanno misurato una ventina. Il 98 per cento è risultato fuori legge. «La situazione sui nostri litorali è fuori controllo - spiega l'assessore alla Tutela del paesaggio e al Turismo, Rino Cudoni -. Le concessioni censite sono nella quasi totalità irregolari. I proprietari degli stabilimenti non hanno rispettato le misure imposte dalla Regione, come estensione e come distanze dalla battigia. Si va da qualche metro ad alcune decine». La relazione dei barracelli, ma anche il caso Briatore-Capriccioli e la rivolta di Cala Granu, sono la base su cui l'amministrazione costruirà il nuovo piano dei litorali. L'assessore Cudoni ipotizza spiagge più libere, con servizi ai bagnanti nelle aree alle spalle dei lidi, quindi bagni, docce e chioschi, ma anche la chiusura a turno di alcune spiagge messe a rischio da un numero eccessivo di bagnanti. In cima alla lista Capriccioli. «Attendiamo con ansia che la Regione trasferisca ai comuni le competenze del demanio - spiega l'assessore -. Fino a oggi la Regione ha rilasciato le concessioni in spiaggia e a mare senza programmazione. Ci troviamo così ad avere anche sei concessioni al Grande Pevero, 8 a Liscia Ruja con aree destinate agli ombrelloni che vanno da un minimo di 140 a 500 metri quadri. Ci vengono chieste spiagge con servizi, bagni, punti ristoro e bagnini, ma libere da una eccessiva concentrazione di ombrelloni. Stiamo anche portando avanti uno studio sul carico antropico: potremo anche decidere di chiudere l'accesso ad alcune spiagge o limitare il numero di bagnanti». LE TARIFFE. Un posto in prima fila: 70 euro. PORTO CERVO. Una fetta di sole in Costa Smeralda ha un prezzo diverso in base alla spiaggia che si sceglie. Nei lidi meno vip, a Baja Sardinia e Cannigione, i prezzi per un ombrellone e una sdraio partono da una ventina di euro al giorno. Serve invece un portafoglio più pesante per catturare i raggi del sole distesi su un lettino con ombrellone a cinque stelle nella spiaggia del Pevero. Si va da un mimino di 30 euro nelle seconde file fino a 50 o 70 euro in prima fila. Ma qui si rischia di avere come vicini star della tv e del cinema internazionale. Il tariffario scende sul litorale di Liscia di Vacca dove si conquista un fazzoletto di sabbia argento con lettino e ombrellone per 40 euro; tra i 25 e i 40 stessa sistemazione a Liscia Ruja. I COSTI. Demanio: da 2mila euro in su. OLBIA. Per conquistare un posto al sole gli imprenditori delle spiagge spendono in media all'anno tra i 2 e 4 mila euro. A fare la differenza del costo per aprire gli ombrelloni sui litorali sono i metri quadri degli stabilimenti. La richiesta viene presentata e pagata agli uffici del demanio regionale. «Difficile indicare un costo fisso - spiega Claudio Maurelli, presidente Assobalneari Sardegna -. L'estensione della concessione fa la prima differenza, tra i 2 e i 4 mila euro di canone all'anno. Se si ha una struttura in muratura si arriva fino a 15 mila. Bisogna inoltre considerare i costi del salvamento, circa 6 mila euro, il mantenimento e la revisione dell'attrezzatura. Ma anche le pedane per i disabil hanno un costo. 50 metri 2000 euro». |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 05/08/2009 16:50 | |
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da La Nuova Sardegna, 5 agosto 2009
PORTO ROTONDO. Sequestrati gli ombrelloni «segnaposto». PORTO ROTONDO. È guerra all'ombrellone "segnaposto". Gli uomini dell'Ufficio circondariale marittimo di Golfo Aranci e il titolare della sezione staccata di Porto Rotondo, in collaborazione col personale del Consorzio di Porto Rotondo hanno sequestrato ieri ombrelloni, lettini e sdraio, una sessantina in tutto, lasciati dai bagnanti per tutta la notte nel tratto di arenile libero della spiaggia di Rudargia, a Porto Rotondo. È stata anche presentata denuncia contro ignoti per occupazione abusiva. Un'abitudine, quella di prenotarsi il posto, ormai dilagante. (t.s.) |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 05/08/2009 16:34 | |
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da La Nuova Sardegna, 22 luglio 2009
Pagando 200 euro si può riavere indietro l'attrezzatura: ma nessuno si presenta. Ombrelloni e sdraio, mai di notte. Vietato «prenotare» il posto in spiaggia: i forestali sequestrano tutto. (Luisa Satta) SAN TEODORO. Di notte fanno da sentinella a preziosi metri quadri di spiaggia. Di mattina, con comodo, quando il sole è già alto, sbocciano festosi e colorati. Sono gli ombrelloni (spesso accompagnati dall'inseparabile sdraio) che i villeggianti lasciano ben piantati nella sabbia per mantenere il posto in litorali sempre più affollati. Col rischio però di vedersi sequestrare tutto dai forestali. I blitz del personale della base navale della Caletta hanno portato al sequestro di alcune centinaia di ombrelloni, sedie, lettini e sdraio nelle spiagge di Sas Linnas Siccas a Orosei e Salina Bamba a San Teodoro. Materiale stipato in due camion e portato nella sede di Nuoro, zona industriale. Chi volesse rientrare in possesso di sdraio e ombrelloni può ovviamente farlo, pagando una sanzione amministrativa da duecento euro, ma sinora nessuno si è presentato a richiedere indietro la propria attrezzatura. Logico, costa molto di meno comprare tutto nuovo. Ma il segnale è chiaro: la spiaggia è di tutti, il posto è di chi lo conquista arrivando per primo, non di chi lo «prenota». La determinazione regionale sulla disciplina delle attività esercitabili sul demanio marittimo, volgarmente detta «Ordinanza balneare», dice all'articolo 3 comma B che è vietato lasciare oltre il tramonto sulle spiagge libere (che sono poi tutte quelle non soggette a concessione) ombrelloni, sedie a sdraio, tende e altre attrezzature da mare. È vietato anche occupare con ombrelloni e barche la fascia dei cinque metri dalla battigia che è destinata al libero transito. Gli agenti del corpo forestale regionale che in questi mesi stanno svolgendo una serie di controlli sul demanio marittimo. Per chi non è in regola, arrivano sanzioni pecuniarie pesanti e in qualche caso il sequestro penale dell'attrezzatura. Le verifiche degli ultimi giorni sono scattate dopo una serie di segnalazioni. Ma il fenomeno dei «segnaposto» sta prendendo piede ovunque (l'anno scorso, per esempio, a Costa Rei ci fu un maxi sequestro di quattrocento ombrelloni eseguito dai vigili urbani). Sono numerose infatti le telefonate che arrivano al numero verde del corpo forestale (1515) per evidenziare la privatizzazione delle spiagge. «Le operazioni non resteranno isolate - aveva dichiarato nei giorni scorsi il comandante provinciale dei forestali Gavino Diana -, le lamentele sono molte e nelle spiagge libere non possono esserci abusi». OROSEI. Il trucco antimulta: un tronco con fronde di palma. L'idea l'ha avuta un villeggiante a Fuile 'e Mare Si moltiplicano le imitazioni, finora risparmiate dai ranger. (Angelo Fontanesi) OROSEI. L'ombrellone anti Blon, acronimo di base logistica operativa navale della Guardia Forestale, è completamente «nature»: realizzato con un tronco di pioppo e fronde di palma. È bello da vedersi e soprattutto, almeno sinora, sembra scampare ai raid sempre più frequenti che i ranger di stanza alla Caletta stanno compiendo lungo le spiagge della costa orientale. La normativa regionale del resto parla chiaro: ombrelloni, tende parasole e sdraio non possono stazionare 24 su 24 sugli arenili. Dura lex sed lex, anche per gli storici indigeni residenti, come l'ideatore e realizzatore dell'ombrellone palmizio. «Lo faccio così da più di dieci anni - racconta all'ombra del suo tukul da spiaggia - e qui a Fuile 'e Mare non ha mai dato fastidio a nessuno». Ora però anche quelle che erano calette e spiagge frequentate per lo più dai proprietari delle case realizzate in costa negli anni Settanta stanno diventando sempre più affollate e gli spazi «riservati» per gli ombrelli dei residenti non esistono più. Le case e seconde case vista mare si sono moltiplicate così come alberghi e residence. Ma se questi ultimi hanno spazi demaniali in concessione, i privati, giocoforza, devono abbandonare abitudini consolidate negli anni. A farne le spese la settimana scorsa gli habitué di due spiaggette attigue a Fuile 'e Mare: Sas Linnas Siccas e Martellinu. Bottino dei rangers del Blon 150 ombrelloni e un'ottantina di sdraio. Metà di residenti e metà di forestieri in villeggiatura. Nessuno di loro ha fatto ricorso: gli avvisi lasciati dai rangers nelle pinete sono quanto mai espliciti: chi rivuole ombrelloni e sdraio deve sborsare una multa salata, che va dai 100 ai 1000 euro. «Ma armeno ce potevano avvisà!», si lamenta una villeggiante che non ha bisogno di dichiarare la sua provenienza geografica. Stizziti ma molto meno loquaci i bagnanti locali caduti nelle grinfie della Forestale. «Tra un po' non ci sarà più spazio per scendere in spiaggia - si lamenta una donna - gli alberghi ogni anno sono sempre di più, le spiagge invece sono sempre le stesse». Ma c'è chi plaude all'iniziativa: «Era ora - dice una giovane coppia -. Certi giorni anche se arrivavi alle otto non trovavi più spazio: ombrelloni e sdraio dappertutto e i proprietari arrivavano comodamente a mezzogiorno». Del resto sono spiagge libere, anche nei commenti dei bagnanti. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 22/07/2009 20:53 | |
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da La Nuova Sardegna, 21 luglio 2009
Sotto sequestro gli ombrelloni lasciati al mare. (Nadia Cossu) NUORO. La comodità in spiaggia ha un prezzo. E non solo quando si tratta di sborsare gli euro per affittare ombrelloni e sdraio. Qualcuno lascia i propri «comfort balneari» nell'arenile giorno e notte, altri protestano per l'«occupazione» e il corpo forestale sequestra tutto. È successo a Salina bamba (San Teodoro). Uno straordinario tratto di litorale che fa parte dell'area marina protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo. Trecento metri di spiaggia perennemente occupati da ombrelloni, sdraio e lettini. «Una sorta di privatizzazione dell'arenile» spiegano alla Blon (base logistico operativa navale) del corpo forestale. I bagnanti vanno al mare, vorrebbero prendere il sole ma non possono farlo. «A qualsiasi ora del giorno non si trova un metro libero di spiaggia». Da qui la maxi operazione della Blon. Alle quattro del mattino di sabato gli uomini della forestale hanno sequestrato 169 fra sdraio e lettini e 121 ombrelloni. Per l'attività di "liberazione" della spiaggia le pattuglie hanno utilizzato un fuoristrada e un camioncino. Tutta l'attrezzatura da mare è stata poi depositata nell'autoparco di Pratosardo. L'operazione fa seguito a un'altra simile che risale al mese di agosto dell'anno scorso quando, sempre la Blon, aveva provveduto alla "bonifica" della stessa spiaggia. Quest'anno, a quanto pare, il vezzo è rimasto. «Nei giorni scorsi - spiega il corpo forestale e di vigilanza ambientale - è stato fatto il sequestro di un quantitativo analogo di materiale nella spiaggia di Sas Linnas Siccas di Orosei. Il risalto dato a quell'operazione ha spinto numerosissimi cittadini, sia turisti che residenti, a segnalare casi dello stesso tipo anche in altri litorali». Piazzare l'ombrellone, in sostanza, va bene. Godersi la tintarella sdraiati su un lettino è un piacere assoluto. Ma, chiaramente, tutto questo non deve essere un lusso per pochi. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 21/07/2009 17:33 | |
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sono state superate le 4.000 sottoscrizioni della petizione, grazie! Ed ora, dobbiamo essere ancora di più!!!
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| postato da gruppodinterventogiuridico il 20/07/2009 22:22 | |
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Mi complimento con voi per la dedizione e la competenza che mettete nel difendere la Sardegna. Vi sono stata da poco e sono ancora più convinta che la sua natura deve essere mantenuta ad ogni costo.
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| postato da Francesca Malavasi il 17/07/2009 11:15 | |
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noto con dispiacere che siete i soli che vi state battendo contro questo autentico sopruso ai danni dei sardi. mi complimento con voi (ho firmato) ma dove sono i partiti, i sindacati, le "grandi" associazioni ambientaliste?
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| postato da Pietro il 15/07/2009 13:02 | |
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da La Nuova Sardegna, 14 luglio 2009
La spiaggia di Spalmatore. «Mare sicuro 2009», passate al setaccio tutte le concessioni. LA MADDALENA. Nella spiaggia di Spalmatore, due ufficiali, un sottufficiale e un geometra della sezione demanio. Fanno parte dell'operazione «Mare Sicuro 2009» per la tutela e la salvaguardia della vita umana in mare e sulle coste, dei diportisti e dei bagnanti. Gli ufficiali di polizia giudiziaria con hanno controllato la concessione demaniale. Con planimetrie alla mano hanno riscontrato che una fila di ombrelloni posizionata dal concessionario era al di là dell'arenile autorizzato, occupando circa 120 metri quadri in più a scapito della popolazione. Il concessionario aveva messo senza autorizzazione alcuna, nella parte di arenile in concessione, una pedana in plastica per l'accesso al bar, apportando così una innovazione non autorizzata. Nello stesso tempo hanno controllato che il bagnino, la cui presenza deve essere garantita a spese del concessionario per la sicurezza di tutti bagnanti dell'intero arenile, avesse le carte in regola per poter svolgere il suo servizio. La guardia costiera ha accertato la regolarità e l'efficienza delle dotazioni di sicurezza e la professionalità del loro impiego da parte dell'addetto al salvataggio. Gli ombrelloni non regolari, però, sono stati rimossi dal concessionario e messi sotto sequestro dagli ufficiali di polizia giudiziaria. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 14/07/2009 20:11 | |
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da La Nuova Sardegna, 12 luglio 2009
Petizione degli Amici della Terra . Migliaia di firme contro la privatizzazione delle spiagge. CAGLIARI. Sono più di 3.500 i cittadini che hanno sottoscritto la petizione promossa dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico contro la privatizzazione delle spiagge della Sardegna. Nel mirino degli ambientalisti la delibera della Giunta regionale del 19 maggio scorso con la quale sono state emanate le nuove norme per il rilascio delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative o il rinnovo delle esistenti: «Potenzialmente più di 40 mila ettari di spiagge sarde potranno finire in concessione a strutture ricettive, o saranno rinnovati i permessi già esistenti», questo è quanto denuncia Stefano Deliperi, presidente e portavoce delle associazioni ambientaliste che presto presenteranno la mozione al presidente Cappellacci e alla Commissione europea. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 13/07/2009 17:07 | |
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da La Nuova Sardegna, 13 luglio 2009
Lasciati sull'arenile dai turisti anche di notte, per riaverli bisogna pagare 200 euro di multa. Sequestrati 150 ombrelloni alla Caletta. (Angelo Fontanesi) OROSEI. E' stato un vero e proprio blitz contro «ombrellone selvaggio» quello compiuto all'alba di ieri dagli agenti della base logistica operativa navale della Guardia Forestale della Caletta nelle spiaggette di Martzellinu e Sas Linnas Siccas. I rangers sono arrivati in forze con diverse camionette e un camion che è stato completamente riempito di ombrelloni e sdraio trovati piantati sulla spiaggia fuori dagli spazi dati in concessione alle strutture ricettive che sorgono nelle vicinanze. In totale sono stati confiscati e posti sotto sequestro circa 150 ombrelloni e una ottantina tra sdraio e lettini, per lo più di proprietà di villeggianti forestieri residenti nelle tante case della zona. Chi vorrà rientrarne in possesso dovrà farne richiesta al comando provinciale della Guardia Forestale di Nuoro dove sono stati portati. La sanzione per chi occupa abusivamente la spiaggia di notte è di 200 euro: è probabile che nessuno chieda il dissequestro. L'informazione comunque è chiara: dove c'era l'ombrellone è stato lasciato il testo della normativa regionale sull'uso del litorale. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 13/07/2009 17:05 | |
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da www.alguer.it, 11 luglio 2009
Più di 3.500 le firme hanno sottoscritto la petizione promossa dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico contro la delibera della Giunta regionale sul rilascio delle concessioni demaniali. «Giù le mani dalle spiagge sarde». ALGHERO - Più di 3.500 le firme hanno sottoscritto la petizione promossa dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico contro la deliberazione n. 24/24 del 19 maggio 2009 con cui la Giunta regionale ha emanato le nuove norme di indirizzo per il rilascio delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative o il rinnovo delle esistenti ed ha avviato «la peggiore privatizzazione delle spiagge della Sardegna - recita il comunicato delle associazioni - potenzialmente più di 40 mila ettari di spiagge sarde potranno finire in concessione a strutture ricettive». La nuova normativa in tema di spiagge prevede: per gli alberghi o villaggi turistici situati fra gli 800 e i 1500 metri dalla battigia marina, 5 metri quadrati di ombra per ciascuna camera; per le strutture edificate nella fascia degli 800 metri, 7 metri quadrati per ogni camera, se di categoria fino a tre stelle o 9 metri quadrati d'ombra, se di categoria superiore alle tre stelle. Il tutto fino ad un tratto di 50 metri lineari lungo la battigia, ed il resto in profondità. A questo si aggiunge lo spazio per torrette di avvistamento ed altri servizi ed un bonus in più per servizi ludici se si tratta di strutture ricettive con più di 1500 posti letto. La concessione demaniale avrà una durata di sei anni, rispetto ai sei mesi di quella in vigore. La petizione sarà indirizzata alla Commissione Europea alla quale i firmatari chiedono di accertare il rispetto del diritto comunitario; al Governatore Cappellacci al quale si richiede una revoca della delibera; infine, ai cittadini la propria adesione contro una normativa «lesiva degli interessi pubblici e della libera fruizione delle spiagge sarde». |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 12/07/2009 19:07 | |
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grande stefano!
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| postato da vito il 10/07/2009 23:42 | |
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La Nuova,10/7/2009
La Caletta. Un tratto di arenile è stato concesso in esclusiva a un albergo Spiaggia negata, residenti in rivolta di Sergio Secci LA CALETTA. Una concessione demaniale per il noleggio di ombrelloni e sdraio sul percorso che porta alla spiaggia grande della Caletta. I residenti della borgata marinara, sono montati su tutte le furie l'altro ieri ed hanno dato vita ad un sit-in improvvisato per contestare la concessione rilasciata dall'ufficio demanio marittimo ad un Hotel del posto. «Non si vuole contestare il diritto ad ottenere lo spazio per far alloggiare i clienti dell'albergo - dice il portavoce Gianni Roccia che ha casa proprio di fronte alla spiaggia - il fatto è che la sterminata distesa di ombrelloni color nocciola, delimitati dai regolamentari picchetti e cordicella, è stata ubicata proprio nello spazio che da sempre viene utilizzato dai residenti. Tra di noi c'è tanta gente anziana e numerosi portatori di handicap che parcheggiano le loro auto nelle strade laterali a via Palermo e raggiungono in pochi passi al spiaggia. Quest'anno - prosegue Roccia - ci siamo trovati la parte di spiaggia occupata, con un via vai di gente e rumori che è davvero fastidioso soprattutto quando passa il mezzo che griglia la posidonia è impossibile riposare. Non contestiamo all?Hotel i suoi diritti, chiediamo solo che la concessione (che gode di tutte le autorizzazioni), venga spostata un centinaio di metri più a sud. Chiediamo all'amministrazione comunale - conclude il portavoce dei residenti - di farsi portavoce presso l'ufficio del demanio della nostra istanza». |
| postato da s. il 10/07/2009 21:05 | |
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Addirittura si rimpiange l'Aga Kahn..
da Il Corriere della Sera, 10 luglio 2009 IL CASO. E ora la Costa Smeralda rivuole l'Aga Khan. I proprietari di appartamenti e ville all'attacco: troppo americana con Barrack. La replica: «Stiamo lavorando». Tom Barrack PORTO CERVO - «Baracche, tendoni, spiagge sporche diventate bazar di mercanti abusivi, parcheggio selvaggio che distrugge la natura, ecomostri? ». Un tratto di litorale abbandonato in un'anonima periferia urbana? No, è la Costa Smeralda, paradiso (perduto, pare) delle vacanze vip. E a descriverla così sono 400 proprietari di ville e appartamenti. La loro associazione ha scritto una lettera agli amministratori del comune di Arzachena e del Consorzio, supercondominio fra i più esclusivi al mondo del quale fanno parte i 3500 che posseggono residenze, alberghi e esercizi commerciali nel «regno» creato quasi 50 anni fa da Karim Aga Khan, 49° imam dei musulmani ismailiti. Nostalgia del principe che 10 anni fa, deluso dai rinvii della Regione Sardegna ai suoi progetti, passò la mano al colosso alberghiero Sheraton? Insofferenza verso la troppa americanizzazione, attribuita all'attuale proprietario, il finanziere californiano Tom Barrack? Così pare. «Una volta c'era la Costa Smeralda, un posto speciale - esordisce la lettera - sinonimo d'eccellenza, ammirata e invidiata da tutto il mondo. Ma ora per volontà o per incapacità di chi dovrebbe proteggerla, la vediamo soggetta a banalizzazione e degrado». Fra i 400 ci sono uomini d'affari italiani e stranieri, imprenditori della moda, del settore vinicolo, avvocati, notai, medici. Qualche nome (Magli, Abate, Pasqua) filtra. L'architetto Enzo Satta, fra i collaboratori più stretti dell'Aga Khan, sottolinea: «È un'associazione di persone da sempre gelose della loro e dall'altrui riservatezza». Satta è fra gli autori del master plan presentato dell'Aga Khan, prima della vendita alla Sheraton: «Ma il principe Karim con la lettera dei 400 non c'entra». Decadenza, declino, degrado. «Una volta le spiagge erano bianchissime e pulite, ogni mattina all'alba squadre di operai rastrellavano gli arenili - spiega Satta - ora c'è molta sporcizia e c'è un'invasione di file d'ombrelloni da affittare, chioschi e punti ristoro. La Regione Sarda ha dato troppe concessioni. In altri tempi il Consorzio Costa Smeralda l'avrebbe impedito». Fra le novità contestate il Billionaire Rubacuori, dependance (ristorante e bar) sulla spiaggia di Capriccioli della più nota discoteca in collina. Ma a protestare non sono i 400 dell'Apics. Gli abituali frequentatori della baia contestano una decina di gazebo; per fermarli è dovuta intervenire la polizia. A capo della «rivolta» un carpentiere di Arzachena, che ha raccolto qualche centinaio di firme per chiedere la rimozione: «Hanno distrutto sottobosco e piante pregiate - dice Maurizio Pirina - ed è tutto recintato». Proteste anche la scorsa estate: per gli ospiti vip di Briatore fischi e gavettoni. «È tutto in regola - replicano i dipendenti del Billionaire, in corteo dal sindaco - meglio il sacrificio di qualche cespuglio che perdere i nostri posti di lavoro». Strade disseminate di cartelloni pubblicitari, tendoni sulle banchine, esposizioni e vendita di automobili. «Porto Cervo sembra Las Vegas - riassume Satta - è la progressiva distruzione di una cosa speciale costruita con passione e competenza in oltre 40 anni». Nella lettera c'è anche scritto: «Gli ecomostri abbondano sfacciatamente ». Afferma Satta: «Quando in barca si entrava a Porto Cervo c'era la vista spettacolare di una collina con picchi di granito. Ora lì s'innalza una costruzione di 18 mila metri cubi». Altro cemento a Capo Ferro: otto rustici di ville. «Un tempo il comitato d'architettura del Consorzio vigilava su tutto; senza permesso non era possibile piantare un albero, fare una recinzione e neanche collocare un lampione». Dal Consorzio Costa Smeralda - Barrack col 25 per cento dei voti ha tutti i posti nel consiglio di amministrazione, i 400 dell'Apics non sono rappresentati - nessuna replica ufficiale, profilo basso: stiamo lavorando per le spiagge pulite, abbiamo attivato controlli e anche un servizio supplementare di ritiro rifiuti; ma molti interventi non sono di nostra competenza. L'Aga Khan tace. Ma in privato non nasconde la sua amarezza: «Se avessi immaginato che sarebbe andata così?». Alberto Pinna 10 luglio 2009 |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 10/07/2009 17:44 | |
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Più passano i giorni e le settimane e più mi rendo conto che a questo nuovo presidente della Regione Sardegna proprio non gliene importa nulla dell'ambiente, delle persone, di cosa sia giusto o sbagliato per i sardi.
Dove sono finiti i giorni in cui potevamo dirci orgogliosi di essere sardi? Se si continua così siamo davvero condannati. Senza speranze... |
| postato da Sa Oghe il 10/07/2009 17:09 | |
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auguro a tutti gli italiani che le spiagge ridiventino proprietà di tutti ma la vedo nera ci sono di mezzo troppi interessi l'unica sarebbe ribellarsi e tutti insieme invadere gli stabilimenti balneari mica tutti possiamo essere imprigionati perchè ci riappropriamo di una cosa che è nostra,per la tenuta della spiaggia basta dare in concessione i chioschi e i servizi con l'obbligo di manutenzione della spiaggia con un po' di educazione e con sacrosante multe a chi deturpa e sporca il gioco è fatto buon giorno Ida
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| postato da ida il 10/07/2009 05:27 | |




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