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Post Taggati ‘civili’

E non venite a parlare di differenze religiose…

14 Gennaio 2010 Commenti chiusi

Un’ora di Islam o di educazione civica?

 

Integrazione, integrazione, integrazione. La parolina magica che giustifica tutte le idee fantasiose è, in questo periodo, "integrazione", in particolare quella di chi segue la religione islamica nell’ambito di una società prevalentemente di religione cattolica e, soprattutto, prevalentemente indifferente alle questioni religiose. Dunque, immagino che la proposta del vice ministro allo Sviluppo economico (introdurre l’insegnamento un’ora di religione musulmana facoltativa e alternativa a quella cattolica) nasca dalla considerazione del fatto che i casi di intolleranza nei confronti di persone seguaci dell’islam sia legata alla mancata conoscenza di quella religione e il modo migliore per creare una società tollerante sia quello di educarla attraverso la conoscenza, ossia l’insegnamento di quella religione. Tutti concordiamo sul fatto che la conoscenza aiuti la tolleranza però, forse, sarebbe opportuno fare qualche passo in avanti e valutare anche diversi fattori, per esempio, il fatto che i bambini e i ragazzini si annoiano da morire a stare seduti ad ascoltare i vari precetti e la storia delle religioni e la considerazione che, seguendo questo ragionamento, a scuola dovrebbe essere istituita anche un’ora di ebraismo, di omosessualità, di transessualità, di studio delle razze, studio dell’handicap fisico e/o mentale, e via dicendo, per favorire l’integrazione e combattere ogni tipo di intolleranza poiché, come sappiamo, l’odio e la stupidità si scatenano nei confronti di chiunque presenti caratteristiche diverse da quelle di un gruppo più o meno dominante. In realtà, secondo il mio modesto parere, sarebbe molto più utile l’ora della merenda, una partita di calcetto, una gita e attività extra scolastiche per conoscersi, parlarsi, dialogare, scoprire di avere magari più cose in comune di quello che dicono in televisione o di quello che dice il vicino di casa. E sarebbe molto più utile insegnare a tutti, tutti i cittadini italiani, a partire dall’asilo, la nostra Costituzione, cosa significa per esempio avere pari dignità sociale ed essere eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di condizioni personali e sociali, sapere che esiste un pezzo di carta che garantisce quel principio e nessuno ce lo può togliere, sapere che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica, sociale del Paese (art. 3 della Costituzione, tra i Principi fondamentali). Sarebbe più utile sapere che queste cose sono già state pensate, scritte, garantite, per tutti, cattolici, musulmani, ebrei, omosessuali, bianchi, verdi, blu, neri, uomini, donne, bambini, sapere e farle entrare nel cervellino, farle diventare parte del proprio bagaglio umano, morale, culturale, sociale, dopo, si può anche sapere quando inizia il ramadan o quali sono i cibi kasher 

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Camera dei Deputati: w l’omofobìa!

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Sangue italiano in Afghanistan.

L’analfabetismo di ritorno.

31 Agosto 2009 Commenti chiusi

Ma chi sosteniamo in Afghanistan? E perché?

Pena di morte, il primato della Cina.

 

La Cina è un Paese in grande crescita e detiene, anche quest’anno un triste primato, relativo al numero di esecuzioni capitali: 5.000, di cui 13 minorenni, nel 2008 e, per agevolare i paesi lontani dalle città, ha creato anche la pena di morte a domicilio, eseguita all’interno di un autobus che gira per tutto il Paese. Seguono, ai primi posti, l’Iran, l’Arabia Saudita, la Corea del Nord, gli Stati Uniti. Fortunatamente, alcuni Stati, come il Togo, il Burundi, il New Mexico, hanno deciso di abbandonare la pratica della pena di morte.

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Vergini in Iran.

 

Paese che vai, usanze che trovi. Ho letto da qualche parte che in Iran non è bello regalare fiori gialli, il dono sarebbe considerato un gesto di ostilità nei confronti della persona che lo riceve; se, invece, agli ospiti viene offerto un tè o un dolce, è buona pratica rifiutare e accettare solo dopo le insistenze del padrone di casa; i saluti tendono ad essere affettuosi, gli uomini baciano altri uomini e le donne baciano altre donne. Così ho letto, e mi piacerebbe molto scoprire quali sono le altre usanze di quel posto, ricco di storia, di cultura, di mistero. Sarebbe bello, veramente, visitare quei posti ma, oltre ai "disordini" di questi giorni, ci sono usanze (anche se non è il termine adatto) intollerabili che, difficilmente, fanno venire la voglia di mettere in valigia l’entusiasmo e la voglia di conoscenza e lasciare a casa le perplessità. In Iran, esistono delle forze paramilitari chiamate basij oggi incaricate di garantire l’ordine pubblico (e noi italiani dovremmo riflettere bene prima di mandare semplici cittadini a garantire l’ordine e la sicurezza) e prendono ordini dai pasdaran ( i Guardiani della Rivoluzione Islamica) che almeno sono un corpo militare. In pratica, però, i basij, non essendo militari, non rispondono dei loro cattivi comportamenti, possono fare come gli pare, e lo fanno. Questa è la testimonianza di un ex basij, rilasciata al Jerusalem post in questi giorni:  

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Denuncia chi ti perseguita.

 

In questi giorni circola in tv la campagna del governo sullo stalking, ossia l’insieme di atteggiamenti persecutori posti in essere da un individuo per rendere impossibile l’esistenza di un altro essere umano, da qualche mese punito dalla legge come reato (art. 612 bis del codice penale, introdotto con il decreto legge del 23 febbraio 2009 convertito con la legge n. 38 del 2009). Prima della legge specifica, gli atti persecutori venivano fatti rientrare nel reato di violenza privata (art. 610 del codice penale) il quale però aveva come finalità primaria quella di prevenire il turbamento della tranquillità pubblica e solo indirettamente l’interesse privato della persona perseguitata, ed era sicuramente inadeguato a tutelare la vittima. Insieme al nuovo reato, invece, sono stati introdotti meccanismi di tutela concreta a favore delle vittime (oltre a pene severe) anche attraverso un protocollo d’intesa tra il Ministro per le Pari Opportunità e il Ministro della Difesa, con il coinvolgimento dell’Arma dei Carabinieri, ora infatti esiste una Sezione Atti persecutori (istituita presso il Reparto Analisi Criminologiche – RAC, del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche – RaCIS) con competenze scientifiche, all’interno della quale operano militari specializzati sia nell’investigazione e nello studio delle connessioni tra diversi reati (per esempio i collegamenti con omicidio e violenza sessuale) sia nella valutazione del profilo psicologico dello stalker. Sul sito dei Carabinieri si trovano tutte le informazioni sullo stalking, compresi alcuni importanti consigli per le persone che vivono una situazione di difficoltà legata a comportamenti persecutori da parte di ex compagni/e, conoscenti, parenti, sconosciuti. Per avere informazioni su cosa fare e come procedere, è attivo il numero verde 1522, operativo 24 ore su 24, oltre ai numeri di emergenza dei Carabinieri.

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Se la badante è clandestina…

Romeno seminudo arrestato a Cogne.

L’irragionevole certezza.

Appello per il testamento biologico.

 

Riceviamo, e pubblichiamo volentieri, l’appello del senatore Ignazio Marino, affinché venga adottata una legge sul testamento biologico rispettosa del diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione e dell’indipendenza di ognuno di noi nella scelta delle terapie da seguire. Una legge di libertà.

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Lo sciopero virtuale, i diritti civili prossimamente virtuali.

Rompiamo il silenzio!

 

Dal sito di Libertà e Giustizia:

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Ricchi e poveri.

Il feto Obama.

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Perché si vuole trasformare a tutti i costi una protesta pacifica in un mucchio di ossa rotte?

Sassari, Convegno internazionale su biodiversità e diritti umani.

17 Settembre 2008 Commenti chiusi

Il diritto di protestare. In Cina.

 

Nella Cina del progresso economico, della cultura millenaria, delle Olimpiadi usate ipocritamente (dal mondo intero) come simbolo di pace e fratellanza, può capitare che due anziane donne, malate, perdano la loro casa, decidano di protestare e, per tale motivo, vengano condannate dal governo ai lavori forzati. A chi interessa?

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I diritti civili degli altri: portare un’arma. E sparare.

Olimpiadi, che altro ?

Liberi di compiere reati, a tempo.

Il teorema assolutorio.

18 Luglio 2008 Commenti chiusi

Molta “erba” per i rasta.

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La legge non è uguale per tutti.

Una precisazione, per Federica e per le donne.

 

Parliamo di Federica, la ragazza uccisa in Spagna da un ragazzo conosciuto in vacanza, ma pensiamo a tutte le donne, e a tutte le parole "politicamente corrette" usate in questi giorni da molti uomini, purtroppo non solo in tv, per dire quello che, alla fine dei conti, non hanno mai smesso di pensare, cioè "se l’è cercata" (con la speranza che nessuna donna lo pensi). Ai nostri tempi, si usano frasi così: "le ragazze di oggi devono imparare ad essere più diffidenti, come accadeva in passato, come accadeva quando eravamo giovani noi, quando le donne non ci rivolgevano nemmeno la parola". Bei tempi, senza dubbio. Certamente, le donne devono comportarsi come in passato, come quando la violenza sessuale era considerata un reato contro la morale pubblica e non contro la libertà sessuale (così come previsto soltanto nel 1996) come quando di libertà sessuale non si parlava, o meglio, non si voleva parlare, perché le donne non potevano neppure pensare di averne una, di libertà sessuale, magari indipendente da quella dell’uomo e della quale disporre, addirittura, a proprio piacimento, con nessuno o con il primo arrivato.

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Lasciatela morire in pace.

Grembiulini, quelli veri.

A quando la stella gialla sugli abiti ?