Archivio

Post Taggati ‘crisi’

500 lavoratori rischiano il posto, interessa a qualcuno?

La protesta dei lavoratori Vol2 © Fiorella Sanna

La protesta dei lavoratori Vol2 © Fiorella Sanna

Cinquecento dipendenti della società Video On Line 2.0, con sede a Cagliari,  rischiano di perdere il posto di lavoro, diventando l’ennesimo numero da aggiungere alle desolanti percentuali dei disoccupati sardi, pubblichiamo volentieri l’intervento di Fiorella Sanna, dipendente di Vol2, con la speranza che le istituzioni incomincino ad interessarsi dei problemi dei lavoratori. Prosegui la lettura…

L’onestà al centro del potere. Forse…

pinocchia giornalistaChe cosa aggiungere alla cronaca di queste settimane?   L’avevamo detto, e non perché qualcuno di noi abbia doti divinatorie.  Dal G 8 mancato a La Maddalena alle residenze private, dai miserabili sciacquoni dei servizi igienici al furto di democrazia, dalla devastante crisi sociale alla crisi economica senza fine.    Non manca nulla.  Anzi, manca ancora qualcosa.   Che gli italiani onesti – e ce ne sono a decine di milioni – s’incazzino di brutto.   Perdonate il francesismo, ma certe cose non bussano alla porta con educazione.

Gruppo d’Intervento Giuridico

Prosegui la lettura…

O la Borsa o la vita!

borsa 2La straordinaria vitalità del capitalismo è sotto gli occhi di tutti: la Borsa è l’unica realizzazione dell’uomo in grado di crollare anche dopo essere appena crollata. La Grecia insegna. Pochi minuti dopo la catastrofe, eccola già pronta per un nuovo collasso, in una catena senza fine che ha quasi del prodigioso.

E’ come se le Twin Towers di New York, dopo essere crollate, il giorno dopo fossero sprofondate nel sottosuolo a centinaia di metri di profondità, lasciando in superficie una gigantesca voragine. Gli analisti non azzardano previsioni, ma i più ottimisti sostengono che, con l’imminente introduzione della Quota Sottozero, la Borsa potrà continuare ad ingoiare denaro anche quando non ce ne sarà più. Prosegui la lettura…

Categorie:Primo piano Tag: ,

Perché Berlusconi vince anche se non convince più. Pietrina for president!

"programma politico"

"programma politico"

Silvio Berlusconi, padre-padrone del P.d.L., rimane ancora in sella pur non convincendo più. Forse sarà disarcionato dai cavalieri neri di Gianfranco Fini, finora rimane in sella grazie ai suoi alleati-rivali della Lega Nord, ma – soprattutto – grazie all’inconsistenza del principale antagonista, quel Partito Democratico sempre più distante dai reali problemi degli italiani-elettori. Distante nei programmi, distante nell’attività concreta, distante nelle persone che propone come sue rappresentanti.  Mille e mille sono i suoi rappresentanti, di grande o piccolo rilievo, che hanno prodotto e producono il distacco sempre più profondo dai cittadini-elettori.     Rappresentanti sempre più attenti alla propria poltrona, ai propri benefits e al proprio ego, in diversi casi giungono anche ad estendere ai loro collaboratori l’uso della prima persona plurale per parlare di se.

Fra i tanti un caso però m’incuriosisce, quello di Pietrina Murrighile, Presidente uscente della Provincia di Olbia – Tempio Pausania, avvocato, eletta nel 2005 con una coalizione di centro-sinistra. In origine vicina Prosegui la lettura…

La Sardegna in crisi sciopera.

            

Prosegui la lettura…

Ridi, che la crisi è passata!

Categorie:Primo piano Tag: , , ,

A mezzanotte vaaaa la ronda del potere…..

Berlusconi porta sfiga ?!?

Fiat voluntas tua !

Categorie:Primo piano Tag: , , ,

Repubblica delle banane.

New economy e nuova imprenditoria: la vendita di organi?

Cronache dall’Italia che verrà (II puntata).

Il popolo non deve sapere…

Italia in crisi, in crisi profonda.

E’ guerra in Sardegna, sulle coste.

E’ giusto chiudere gli “anni di piombo” con un’amnistia? E siamo nella “rinascita democratica”?

La nuova economia, allo sfascio. Cioè nulla di nuovo.

La storia condivisa e un po’ di decenza, please…

Un altro pezzetto della “nuova” Italia, premier legibus solutus…

Crisi alimentare mondiale prossima ventura, dossier fame.

Riforme, notte della Repubblica o rivoluzione ?

Crisi climatica e sicurezza. Anche la Cina inizia ad aprire gli occhi.

15 Aprile 2007 Commenti chiusi


La crisi climatica, secondo gli scenari che vengono prospettati, causerà devastanti disastri ambientali e gravi problemi di sicurezza. Anche la Cina (Paese non sottoscrittore degli accordi di Kyoto) inizia a riconoscere qualche “errore” nelle sue politiche territoriali. Qualcosa deve cambiare, se non si vuole il peggio. Buona lettura…

Gruppo d’Intervento Giuridico

P.S. la prossima “guerra mondiale” avverrà per l’acqua, non per il petrolio. Non si accettano scommesse eccetto una: dobbiamo evitarla.

A.N.S.A., 15 aprile 2007

150 MILIONI DI ECO-PROFUGHI NEL 2050, E’ EMERGENZA SICUREZZA.

ROMA – L’emergenza clima questione di sicurezza. Nel 2050 saranno 150 milioni gli eco-profughi per le minacce ambientali. Crisi idrica, desertificazione, dissesto idrogeologico, eventi estremi, alluvioni metteranno sempre più in crisi intere popolazioni e muteranno la faccia della Terra aprendo guerre per le risorse, aumentando la povertà e scatenando forti conflitti sociali. Uno scenario drammatico che i Governi si troveranno sul tavolo il 17 aprile prossimo quando per la prima volta il Consiglio di Sicurezza Onu discuterà di clima. Non mancherà il capitolo Mediterraneo, uno dei bacini sul quale premono già le popolazioni africane e dove 30 milioni di ettari lungo le coste sono colpiti da desertificazione. Non ultima l’Italia con il 30% di territorio a rischio. A chiedere che il Consiglio di Sicurezza Onu discutesse sul clima è stato il Governo inglese. Richiesta sostenuta fortemente dall’Italia. E in merito al vertice Onu, proprio di recente il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha parlato del rischio della catastrofe climatica come di vera emergenza di sicurezza planetaria.
Ecco di seguito le eco-emergenze che pesano sulla sicurezza:
- ECO-PROFUGHI: ogni 5 anni i continenti perdono 24 miliardi di tonnellate di superficie fertile con danni economici pari a 42 miliardi di dollari annui e si stima che nel 2050 saranno 150 milioni le persone costrette a migrare per cause legate a cambiamenti climatici
- DESERTIFICAZIONE: già oggi i cambiamenti climatici e le attività umane sono tra le cause dell’inaridimento di circa il 47% delle terre emerse, con carenza di piogge e temperature alte. La più colpita è l’Africa, con il 73% delle terre aride coltivate che subiscono degrado e desertificazione. Nel Mediterraneo 30 milioni di ettari lungo le coste sono colpiti dal desertificazione, un quinto della Spagna. Anche Portogallo, Grecia e Italia corrono seri rischi. Nel nostro Paese, negli ultimi 20 anni il fenomeno inaridimento è triplicato e si stima che il 30% del territorio è a rischio desertificazione. La Puglia è la regione più esposta (60% di superficie a rischio), seguita da Basilicata (54%), Sicilia (47%) e Sardegna (31 %). Sotto minaccia anche le piccole isole e la Pianura Padana.
- CRISI IDRICA: più di un miliardo di persone oggi non ha accesso all’acqua e nel 2020 saranno 3 miliardi; a oggi 2,6 miliardi non hanno a disposizione servizi sanitari di base. Lo scioglimento dei ghiacciai è aumentato dell’1% annuo negli ultimi 35 anni con conseguente riduzione di riserve di acqua potabile
- DEFORESTAZIONE: incide tra il 20 e il 20 per cento sull’ aumento di CO2 in atmosfera ma ancora non rientra a pieno titolo nei negoziati internazionali.

A.G.I., 15 aprile 2007

CINA: PECHINO AMMETTE, FIUME AZZURRO “MALATO”.

Per la prima volta le autorita’ cinesi ammettono che il corso d’acqua piu’ lungo della Cina, il Fiume Azzurro, e’ messo in pericolo dalla crescente attivita’ dell’uomo e che tratti estesi sono in “condizioni critiche”. Una presa datto di cui si e’ fatto portavoce il ‘Beijin News’, organo del regime. Il primo rapporto annuale sullo stato di salute dello ‘Yangtze’ (‘Fiume Lungo’ nella traduzione corretta, ndr) afferma che la grande quantita’ di agenti inquinanti riversati nel fiume ne stanno mettendo in pericolo la fauna. Oltre 600 dei 6.200 chilometri del corso d’acqua sono in condizioni critiche cosi’ come quasi il trenta per cento degli affluenti. L’unico modo per scongiurare l’irreparabile – suggerisce il rapporto – e’ l’istituzione di un soggetto in grado di sorvegliare il sistema idrico globale e coordinare gli interventi.

(foto da www.raidue.rai.it)

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , , ,

L’ambiente altrui, la crisi del "buongoverno del territorio" della Toscana.


L?ambiente degli altri, il ?buongoverno del territorio? della Toscana in crisi. Buona lettura…

Gruppo d’Intervento Giuridico

da Il Corriere della Sera, 26 marzo 2007

Toscana, 75 comitati sfidano le giunte rosse. Nata la rete a difesa del paesaggio. Il no di Legambiente: siete settari. Paolo Conti

Il movimento promosso da Asor Rosa: non siamo girotondini. Su Internet la denuncia degli «scempi».

FIRENZE ? Alberto Asor Rosa impugna un foglietto: «Se sorgono 75 comitati di base e di lotta per la difesa del paesaggio in Toscana, siamo di fronte alla dimostrazione palese che le istituzioni locali non funzionano. Altrimenti qui saremmo quattro disperati». Invece la sala è strapiena. Giunta regionale e comuni toscani sono avvertiti. Ieri a Firenze, nel circolo in via dell’Agnolo 5, è nato il Coordinamento dei comitati ostili alla cementificazione e a «villettopoli», neologismo rutelliano molto amato dai delegati autoconvocati. C’è Carlo Ripa di Meana, presidente di «Italia Nostra», applauditissimo quando garantisce «totale appoggio» al movimento, col segretario regionale Nicola Caracciolo. C’è Paolo Baratta, ex ministro, ex presidente della Biennale di Venezia, dirigente del Fondo ambiente italiano: «Mi sento rappresentante non dì una minoranza ma della maggioranza di un popolo maturo che ha cura del proprio retaggio». C’è il fotografo Oliviero Toscani, impegnato in un progetto sul paesaggio che intende affiancare a questo. Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la bellezza, manda un saluto: ha inviato un appello al presidente Napolitano in cui certifica che «Toscana e Lazio saranno presto integralmente cementificate». C’è soprattutto la base che si organizza in una rete per creare una mappatura dei disastri e scambiarsi esperienze ordine. Per esempio Paolo Andrea Sanesi, coordinatore dei comitati di Prato, testimonierà la sua vittoria sul mega-parcheggio da 900 posti interrato nel cuore di piazza Mercatale, riesumando un vincolo che ha spinto la soprintendente Paola Grifoni a bloccarlo. Ecco le foto del Comitato per Fiesole, guidato da Cosimo Marco Mazzoni. Ecco il gruppetto che combatte a Fucecchio contro l’allargamento dell’ex teatro in piazza Giuseppe Montanelli. L’altro Montanelli di Fucecchio, il grande Indro, cominciò a opporsi nel ’98. Il Corriere della Sera seguì poi il caso. Ma la costruzione prosegue perché «il Comune ha di fatto venduto la nostra piazza a una banca». Ecco Gianni Mori, l’esuberanza fatta leader del Comitato per la tutela della Valdichiana, che lotta contro un insediamento a Rigutino, «60 mila metri cubi al Parco di Lignano». Sulla parete una pianta di Firenze piena di diagrammi e una didascalia: «II saccheggio della città». Gli oratori aumentano il carico: impianti eolici, inceneritori, non solo speculazione. Lo scontro con l’Unione al governo in terra toscana è evidente, ogni volta che si parla di «giunte di sinistra» partono fischi e risate. Spettacolo inedito che, visto a Firenze tra gli ambientalisti progressisti, forse segna una svolta. Indiscusso protagonista è Asor Rosa, testimonial della strategia di ritorno dei Grandi Vecchi alla guida delle lotte, un po’ come Giulio Andreotti contro i Dico. La sua tempra di ex direttore di Rinascita ai tempi in cui il Pci era il Pci, di critico e storico della letteratura gli fa padroneggiare l’assemblea con squisita sicurezza, fronteggiando alcune contestazioni dei Comitati della Piana prima della sua elezione a coordinatore. Corregge facilitazioni giornalistiche («Non siamo girotondini perché costituzionalmente radicati nel territorio»), sfida gli amministratori senza insultarli («cerchiamo un rapporto paritario, non li consideriamo nostri avversali ma chiediamo che lo stesso valga per loro, purtroppo non accade quasi mai»). Descrive la questione paesaggistica italiana come «una emergenza nazionale, soprattutto in Toscana dove i beni ambientali sono più preziosi e si vendono meglio, ma la classe politica mostra inadeguatezza (applausi)». Il programma del Comitato di coordinamento è serrato: nascita della rete-laboratorio, mappatura pubblica degli scempi online, strategia di prevenzione (monitoraggio capillare dei progetti per scongiurare l’apertura dei cantieri), manifestazione nazionale «dimostrativa della nostra forza» su un caso esemplare da scegliere, «processo di legittimazione» con incontri con i ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali, convegno regionale entro l’estate. Non tutto va liscio. C’è il tortissimo distinguo di Legambiente toscana che si sente messa sotto accusa, imputata in molti interventi di collateralismo con la politica. La reazione è dura, con una nota ufficiale: «La discussione dell’assemblea ha preso una deriva settaria e qualunquista, abbiamo assistito a una confusa sommatoria di “no” verso ogni tipo di impiantistica».

(foto S.D., archivio GrIG)

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , , ,

Qual’è il motivo di questa "crisi" dell’Esecutivo regionale sardo ?


Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico assistono sconcertate, come la collettività sarda, all?attuale situazione di ?crisi? dell?Esecutivo regionale guidato dal Presidente Renato Soru. Le dimissioni da parte dell?Assessore della difesa dell?ambiente Tonino Dessì dispiacciono non solo umanamente per il cospicuo buon lavoro espletato in questi ultimi due anni, in particolare in tema di tutela della fauna e degli habitat naturali. Dispiacciono anche le ricorrenti ?voci? di sostituzioni assessoriali, soprattutto di componenti dell?Esecutivo che bene hanno lavorato per la tutela dei beni culturali ed ambientali. In questi due anni la Giunta regionale di Renato Soru ha sostanzialmente lavorato bene nel campo ambientale, con particolare riferimento al nuovo piano paesaggistico regionale, alla salvaguardia delle coste, ad una maggiore tutela della fauna selvatica. Non sono mancate e non mancheranno difficoltà ed ?ombre?, come in tutte le cose umane, ma i risultati raggiunti e quelli conseguibili nel prossimo futuro (tutti già delineati nel programma di governo della coalizione di centro-sinistra) devono costituire la base politico-amministrativa dalla quale ripartire con energia ed entusiasmo. Non vorremmo, invece, vedere il riemergere di vecchie modalità prettamente partitiche che speriamo siano consegnate definitivamente al passato. La Sardegna non pare proprio che ne abbia bisogno. Auspichiamo che prevalga il buon senso ed il senso di responsabilità per raggiungere quegli obiettivi di tutela e corretta valorizzazione ambientale degni di una regione europea. Di questo, invece, la Sardegna ha proprio bisogno.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto P.F., archivio GrIG)

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , , , ,