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Post Taggati ‘foreste’

Italia, nazione verde? Magari!

27 Ottobre 2011 Commenti chiusi

bosco

Questo stranissimo Bel Paese potrebbe anche essere una potenza verde, se solo ci credesse.    E parecchie calamità innaturali non si ripeterebbero, come ancora in questi giorni in Liguria e Toscana, come nell’autunno 2008 a Capoterra.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

boschi in Italia

da Il Corriere della Sera on line, 26 ottobre 2011

Foreste sostenibili e boschi certificati per evitare disastri ambientali. In Italia gli alberi potrebbero essere un patrimonio immenso, ma in troppe Regioni non c’è pianificazione. (Anna Tagliacarne) Prosegui la lettura…

Il 2011 è l’Anno internazionale delle Foreste!

logos_six_languagesIl nuovo anno, da poco iniziato, è stato proclamato dall’O.N.U. l’Anno internazionale delle Foreste, grande e fondamentale patrimonio della Terra.   Eppure ancor oggi non si comprende bene la loro importanza. Basta vedere che cosa sta avvenendo nella civilissima Gran Bretagna, dove il governo intende vendere la metà delle foreste demaniali per…risanare in perdita il deficit pubblico.    Saranno andati a ripetizione dal ministro Giulio Tremonti?

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da Salva le Foreste, gennaio 2011

Benvenuto 2011, Anno Onu delle foreste!      Al tuo arrivo speriamo serva a combattere la deforestazione. Secondo gli ultimi dati, dal 2000 ad oggi ogni anno il Pianeta ha registrato una diminuzione del patrimonio foreste equivalente un terzo della superficie dell’Italia. Le cause principali di questa perdita sono nella conversione agricola, nel taglio indiscriminato, nella mancata di gestione del territorio e nell’espansione degli insediamenti. Prosegui la lettura…

Rally in foresta.

2 Gennaio 2009 Commenti chiusi

 

L’Ente Foreste della Sardegna in questi ultimi anni ha svolto un importante opera di tutela e miglioramento del patrimonio ambientale sardo: interventi di rimboschimento finalmente effettuati nel pieno rispetto dei luoghi, valorizzazione (quella vera, senza cemento) di compendi forestali con ripristino di sentieri e caseggiati, un’apprezzabile attività di educazione e sensibilizzazione ambientale e un buon sito internet ricco di documentazione, itinerari e schede tecniche.

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Un appello dal Canada, per un impegno contro i cambiamenti climatici.

7 Ottobre 2008 Commenti chiusi

Boschi e foreste contro i cambiamenti climatici !

28 Luglio 2008 Commenti chiusi

Foreste tropicali massacrate, Terra in pericolo.

2 Luglio 2008 Commenti chiusi

Girgini, l’ottimo lavoro dell’Ente Foreste della Sardegna.

Le foreste di Castiadas, i cervi e le recinzioni metalliche.

 

Le foreste della Sardegna sud-orientale sono fra le più estese e meglio conservate dell’intera isola. Composte in parte da macchia-foresta e in parte da lecceta evoluta (nelle vallate più interne della foresta demaniale "Castiadas" e in ampi tratti della foresta demaniale "Settefratelli" si stanno riaffermando formazioni a fustaia di tutto rispetto), costituiscono un patrimonio ambientale-paesaggistico forse non adeguatamente apprezzato. Vallate selvagge, spettacolari formazioni granitiche, torrenti che sotto le piogge sciroccali raggiungono portate sorprendenti e splendidi panorami che spaziano su tutta la costa sudorientale ne fanno un vero e proprio tesoro ambientale. Nella stagione autunnale la presenza di funghi di varie specie rendono ancor più interessanti le escursioni al suo interno crescono

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L’Ente Foreste della Sardegna e i parchi naturali.

31 Ottobre 2007 Commenti chiusi

Lo stato di salute delle foreste italiane.

1 Marzo 2007 Commenti chiusi


Il recente studio del Corpo Forestale dello Stato ci descrive lo stato di salute delle nostre foreste e, sopratutto, ci mette in guardia sui possibili effetti dei mutamenti climatici sulla biodiversità forestale. Buona lettura!

da www.ansa.it del 28/02/2007

FORESTE: BATTUTE PIOGGE ACIDE, ORA SOS AZOTO-OZONO
ROMA – Sembra archiviato per sempre il pericolo piogge acide per le foreste; ora il nuovo allarme si chiama ozono e azoto. Ma per quanto riguarda i boschi italiani non tutte le notizie sono negative: la superficie delle foreste ha fatto segnare infatti nel corso degli ultimi 20 anni un incremento del 23%. Ma c’e’ di piu’: i dati relativi all’inventario forestale potranno contribuire a far risparmiare al nostro Paese, nel corso dei prossimi 5 anni, fino a 1 miliardo di euro. Queste le indicazioni piu’ significative dello studio ‘Foreste, cambiamenti climatici e biodiversita’, redatto dal Corpo Forestale dello Stato su dati del Conecofor, la rete nazionale integrata per il Controllo degli Ecosistemi Forestali, che sara’ presentata oggi a Roma nell’ambito del workshop ‘Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversita’ forestale’.
LA SALUTE DELLE FORESTE ITALIANE I dati raccolti dal Conecofor indicano come la deposizione di sostanze azotate raggiunga al momento picchi di oltre 30 kg l’anno per ettaro nella zona della Pianura Padana, con valori comunque alti in tutte le altre aree controllate, ”provocando tra l’altro – viene sottolineato – l’inquinamento delle falde idriche e dei corsi d’acqua”. Le concentrazioni di ozono raggiungono percio’ ”picchi preoccupanti, fino a 60-70 parti per miliardo, specialmente nel periodo estivo e nelle aree piu’ meridionali, determinando forti danni alla vegetazione forestale”.
AUMENTATA LA SUPERFICIE FORESTALE NAZIONALE I dati raccolti dall”Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio’ indicano che la superficie forestale era pari nel 2005 a circa 10 milioni di ettari, rispetto agli 8 milioni censiti nel precedente inventario del 1985, con un incremento complessivo del 23%. La graduatoria delle regioni che presentano una superficie forestale piu’ alta rispetto alle altre sono la Sardegna e la Toscana, con circa 1 milione di ettari ciascuna, seguite da Piemonte e Lombardia, con circa 800 mila ettari ciascuna.
IL RUOLO DELLE FORESTE NEI CAMBIAMENTI CLIMATICI A livello planetario, le foreste, a fronte di un’emissione netta nell’atmosfera di circa 170 miliardi di tonnellate di carbonio negli ultimi 150 anni, ne avrebbero assorbito circa 80 miliardi. Quindi, sintetizza lo studio, ”quasi il 50% di tutto il carbonio assorbito e’ stato metabolizzato dagli ecosistemi terrestri”. Diversa la situazione nel nostro Paese, ”dove le foreste, che coprono circa un terzo della superficie nazionale, assorbono piu’ del 50% di tutto il carbonio bloccato dagli ecosistemi terrestri”.
PROTOCOLLO DI KYOTO Secondo i dati dell’inventario forstale, l’Italia potra’ risparmiare nel corso dei prossimi 5 anni fino a 1 miliardo di euro. E cio’, informa lo studio, grazie al fatto ”che il nostro Paese ha potuto dichiarare un assorbimento di anidride carbonica da parte delle foreste 10 volte superiore a quello stimato precedentemente, pari cioe’ a 10 milioni di tonnellate all’anno”.
LA DISGREGAZIONE DEGLI ECOSISTEMI FORESTALI Nei prossimi 100 anni si potra’ assistere a ”una progressiva disgregazione di tutti gli ecosistemi forestali della penisola”. Di questi, ”solo poche componenti potranno migrare in aree piu’ adatte ai mutati scenari climatici, mentre la maggior parte sara’ destinata all’estinzione, almeno a livello locale”.

da www.corpoforestale.it

CAMBIAMENTI CLIMATICI: ENTRO IL 2100 SCONVOLTI GLI HABITAT FORESTALI DEL CENTRO ITALIA

Con l?innalzamento delle temperature gli alberi più sensibili, come il faggio, il castagno e il carpino nei prossimi 100 anni potrebbero andare incontro a estinzioni locali, ed essere soppiantati da piante opportuniste, come le infestanti.
Crescerà il pericolo di estinzione per orsi, lupi e grandi ungulati. Identificate dal progetto ?BioRefugia? del Corpo forestale dello Stato e dell?Università La Sapienza di Roma, le potenziali aree rifugio nell?Appennino centrale dove gli ecosistemi a rischio potranno essere conservati.

Nei prossimi 100 anni è da attendersi una progressiva disgregazione degli ecosistemi forestali, dei quali solo poche componenti potranno migrare in aree più adatte ai mutati scenari climatici, mentre la maggior parte di esse saranno destinate all?estinzione, almeno a livello locale. Le specie con elevata capacità di spostamento (ad esempio i grandi mammiferi come orso, lupo ed ungulati), in grado quindi di tentare di ?sfuggire? alla disgregazione del loro habitat, si troveranno in condizioni di ?disadattamento?, in quanto sarà per loro impossibile adattarsi in così breve tempo ai nuovi ecosistemi in via di formazione, che potranno ricostituirsi solo nell?arco di alcuni secoli.
I danni che i cambiamenti climatici e il surriscaldamento della terra stanno provocando all?agricoltura e alle foreste del Paese sono molto grandi. Negli ultimi 130 anni le precipitazioni sono diminuite del 15% in tutta l’Italia centro-meridionale, sopratutto in primavera e in autunno, mentre la temperatura è aumentata di circa un grado, soprattutto nel periodo invernale.
Il quadro è preoccupante: sono a rischio le foreste dell?Appennino centrale. Con l?innalzamento delle temperature gli alberi più sensibili, come il faggio, il castagno e il carpino nei prossimi 100 anni potrebbero andare incontro a estinzioni locali, ed essere soppiantati da piante opportuniste, come le infestanti. Le foreste sono una ricchezza alla quale il Paese non può rinunciare e bisognerà compiere ogni sforzo per garantirne la sopravivenza.
Questo potrebbe essere il futuro delle foreste del centro Italia (più colpite di quelle delle Alpi dai cambiamenti climatici), uno scenario che emerge dallo studio scientifico realizzato dal Corpo forestale dello Stato in collaborazione con il Dipartimento di Biologia Vegetale dell?Università degli Studi la Sapienza di Roma, e co-finanziato dall?Unione Europea. Il progetto, denominato BioRefugia, nell?ambito del CONECOFOR (CONtrollo ECOsistemi FORestali), ha per obiettivo l?analisi dei possibili effetti dei cambiamenti climatici sulla distribuzione delle principali specie arboree forestali in tutta l?Italia centrale, con il fine di identificare le potenziali aree di rifugio (biorefugia) delle specie oggetto della ricerca, quelle aree cioè dove si può prevedere che tali specie possano essere in grado di resistere anche nei nuovi scenari climatici previsti per il 2100. Aree ? identificate soprattutto nell?Appennino Centrale sopra i 1.500 metri di quota, caratterizzate da grandi estensioni montuose ? in cui sarà possibile pianificare gli interventi prioritari di conservazione del territorio, in modo rigoroso. Prevista la mediterranizzazione delle zone interne pre-appenniniche, con l?estensione dei territorio di sughere e lecci. Anche gli olmi e i cerri, grazie alle buone capacità di adattamento, potranno vedere aumentato il loro areale. La pianificazione di aree rifugio a quote superiori a quelle attualmente occupate dalle 16 specie oggetto dello studio potrebbe essere fondamentale per la loro conservazione, visto l?impedimento a mantenerle alle altezze attuali, e la quasi impossibilità di migrazione delle compagini forestali nel loro insieme. Infatti nello studio si legge: ?i risultati non tengono ovviamente conto delle reali possibilità di ?spostamento? degli ecosistemi in questione: la rapidità del cambiamento climatico in atto è infatti di gran lunga maggiore della velocità di colonizzazione di nuovi spazi della quale sono capaci le specie arboree analizzate?.
I risultati complessivi dello studio sono stati presentati dal Corpo forestale dello Stato presso l?Ispettorato Generale di Roma, nel corso del workshop: ?Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità forestale: situazione attuale e scenari per la fine del secolo?.

(foto C.B., archivio Gr.I.G.)

Riferimenti: Corpo Forestale dello Stato

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