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Post Taggati ‘golf’

La Sardegna terra promessa della speculazione golfistica?

Pineta costiera di Is Arenas e gru

Pineta costiera di Is Arenas e gru

La Commissione permanente “urbanistica” del Consiglio regionale della Sardegna si appresta a varare un testo unificato sulla promozione del golf, che sarà successivamente sottoposto all’esame dell’Aula assembleare. L’originaria proposta di legge dei Riformatori (la n. 83 del 12 ottobre 2009) sarebbe stata modificata in più punti, indicando nei soli progetti di qualità quelli da approvare e sostenere. Prosegui la lettura…

Dagli scempi passati non s’impara mai.

10 Gennaio 2011 Commenti chiusi
Chia, panorama da Monte Cogoni

Chia, panorama da Monte Cogoni

Riceviamo e pubblichiamo volentieri.  In proposito ricordiamo che, insieme agli Amici della Terra, abbiamo denunciato, fatto sequestrare e fatto portare in giudizio i lavori abusivi del campo da golf di Chia.  C’è stata la condanna in sede penale e un ripristino ambientale.      Quanto alla terribile epidemìa di compatibilite sviluppatasi intorno al progetto turistico-edilizio del gruppo Stim potete leggere qui:

*http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2007/05/02/sardegna_sostenibile_____ma_de_ch_____1630539-shtml/

*http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2007/05/06/l__insostenibile_turismo_del_golf____1630594-shtml/

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 Perchè la lezione di Chia non è servita a Tuerredda e Malfatano?     Prosegui la lettura…

Un’overdose di campi da golf, la ricetta della Ministra Brambilla.

la cavalleggera

Il Ministro per il turismo Michela Vittoria Brambilla fa l’ambientalista-animalista a giorni alterni: il martedi vuol salvare non certo gratis i cani a Lecco, il mercoledi vende gamberi, salmoni e crostacei, il giovedi combatte la caccia e fa entrare cani e gatti al suo ministero, il venerdi vuol riempire di campi da golf e resort i parchi naturali…..an’vedi che paracula

Gruppo d’Intervento Giuridico

 da Greenreport, 20 settembre 2010

La Brambilla tra coscienza dell’edilizia (leggasi golf) e coscienza degli animali.  Lucia Venturi

GROSSETO. Ritenta e sarai fortunato. E’ andata così per il ministro del turismo Michela Brambilla che dopo averci provato in aprile senza successo nel consiglio dei ministri di venerdì scorso ha visto approvato il suo disegno di legge per aumentare i green con annessi e connessi al seguito, ovvero resort e strutture alberghiere dedicate, anche nei parchi aree protette e oasi. Prosegui la lettura…

Soldi pubblici per interessi privati. Nel golf.

8 Luglio 2010 Commenti chiusi

pallina da golfRiceviamo e pubblichiamo volentieri.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

NOTA STAMPA SULLA PROPOSTA DI LEGGE DEI RIFORMATORI PROGOLF

 In Sardegna i Riformatori (partito e gruppo al consiglio regionale con sei componenti, al governo con la maggioranza di centrodestra) tornano alla carica e vogliono sprecare 37 milioni di euro pubblici per realizzare 20 nuovi campi da golf in Sardegna.

Lo prevede la loro proposta di legge regionale n. 83 del 12 ottobre 2009, (testo integrale al link www.antigolf.org/riformatori.htm) denominata giustamente non a caso “Provvidenze per lo sviluppo del turismo golfistico” e ripresentata proprio questi giorni con enfasi promozionale su alcuni organi d’informazione.

 Mentre la Sardegna è allo sfascio economico la classe politica propone di regalare soldi pubblici alle associazioni di golf. Uno schiaffo a tutti i disoccupati e ai cassintegrati sardi, in particolare a quelli che occupano l’Asinara. Prosegui la lettura…

Anche in appello i lavori del campo da golf di Chia sono abusivi.

Nuovo Golf resort a Reggio Emilia, nuova speculazione edilizia?

Il Tribunale di Cagliari: i lavori del campo da golf di Chia sono abusivi !

Gallura: Le Mezzane Golf & Country, paesaggio a rischio !

Il campo da golf di Chia è sottoposto a procedura di V.I.A. Le nostre “osservazioni”.

Il campo da golf ?ecologico? in Tribunale.


Aperto lo scorso 22 maggio 2007, prosegue il 15 giugno 2007 davanti al giudice monocratico Cristina Ornano del Tribunale penale di Cagliari il processo nei confronti dell?amministratore delegato della Stim s.p.a. Antonio Cavalieri, notissimo come organizzatore del premio giornalistico Chia, il responsabile dell?ufficio amministrativo della stessa società Piermario Rigoni, l?amministratrice unica della Contact Gestioni Ombretta Frisiera, committente dei lavori, l?esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau, difesi dall?avvocato Guido Manca Bitti. Devono rispondere dei lavori abusivi relativi al campo da golf di Chia (Comune di Domus de Maria, CA), la cui realizzazione venne avviata in area agricola tutelata con vincolo paesaggistico, fin sulle rive dello Stagno. Si tratta di un intervento nell?ambito dell?ormai notorio intervento turistico integrato Chia Laguna Resort indicato dal Crenos, in un?iniziativa divulgativa comune, come l?esempio da seguire nelle politiche turistiche ?ambientaliste?.

L?area di Chia è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) Rientra, inoltre, nell?istituenda riserva naturale regionale ?Capo Spartivento e Stagni di Chia? ai sensi della legge regionale n. 31/1989 (allegato ?A?) ed è contigua al sito di importanza comunitaria (SIC) ?Stangioni de su Sali e di Chia? (ITB04235) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.

All?avvìo dei lavori, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico inoltrarono due esposti (18 maggio 2005 e 20 giugno 2005) alle amministrazioni pubbliche (Ministero per i beni e attività culturali, Assessorati regionali dell?urbanistica, dei beni culturali, della difesa dell?ambiente, Comune di Domus de Maria, Servizio tutela del paesaggio, Soprintendenza ai beni ambientali di Cagliari), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del N.O.E. ed alla Magistratura competenti. Risultava rilasciata dal Responsabile Area tecnica del Comune di Domus de Maria soltanto una mera autorizzazione per ?opere di miglioramento fondiario? (la n. 8/05 del 7 febbraio 2005), per di più in piena vigenza dei vincoli temporanei di non trasformabilità del territorio di cui alla legge regionale n. 8/2004, la c.d. legge salva-coste.

Dopo i rapidi accertamenti svolti dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari dispose il sequestro preventivo dell?area (giugno 2005), successivamente confermato dal Tribunale del riesame e dalla Corte di Cassazione (sez. III, sentenza n. 6444 del 21 febbraio 2006). Nel settembre 2006, su istanza del legale della difesa avv. Guido Manca Bitti, il sito è stato dissequestrato per permettere lo svolgimento di lavori di ripristino ambientale a spese della Stim s.p.a. e sotto la vigilanza del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Nel piano paesaggistico regionale ? P.P.R. (deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006) l?area appare ricompresa nell?ambito di paesaggio costiero n. 3 ?Chia? (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata in parte ?area naturale e sub naturale?, ?area semi-naturale?, ?area ad utilizzazione agro-forestale? e ?insediamenti turistici?. Essendo comunque il Comune di Domus de Maria sprovvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie di cui all?art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.

Il 22 maggio 2007 le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, grazie al prezioso apporto dell’avv. Lia Pacifico, hanno presentato istanza di costituzione di parte civile (la cui ammissibilità sarà discussa all?udienza del prossimo 15 giugno) per salvaguardare un patrimonio ambientale continuamente a rischio a causa di una speculazione immobiliare arrembante, anche se, in questo caso, legata ad un gruppo immobiliare che desidera presentarsi come attento alla tutela ambientale con mattoni e campi da golf ed ha trovato ascolto presso ?comitati scientifici indipendenti? composti da docenti universitari e ?esperti ambientalisti? che dovrebbero certificare la bontà progettuale (vds. ?L?insostenibile turismo del golf ??, e ?Sardegna sostenibile ? Ma de chè ??).

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

aggiornamento: il Tribunale di Cagliari, con ordinanza del 15 giugno 2007, ha ammesso la costituzione di parte civile delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico. La prossima udienza è stata fissata per il 9 ottobre 2007, ore 9.00.

(foto R.D., archivio GrIG. Nella foto la piana di Chia prima e dopo i lavori per il campo da golf)

Riferimenti: L?insostenibile turismo del golf ?

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Il campo da golf ?ambientalmente sostenibile? se ne va in Tribunale.


Il 22 maggio 2007, davanti al giudice monocratico Cristina Ornano del Tribunale penale di Cagliari dovranno comparire l?amministratore delegato della Stim s.p.a. Antonio Cavalieri, personaggio notissimo come organizzatore del premio giornalistico Chia, il responsabile dell?ufficio amministrativo della stessa società Piermario Rigoni, l?amministratrice unica della Contact Gestioni Ombretta Frisiera, committente dei lavori, l?esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau, difesi dall?avvocato Guido Manca Bitti. Devono rispondere dei lavori abusivi relativi al campo da golf di Chia (Comune di Domus de Maria, CA), la cui realizzazione venne avviata in area agricola tutelata con vincolo paesaggistico, fin sulle rive dello Stagno.

L?area di Chia è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) Rientra, inoltre, nell?istituenda riserva naturale regionale ?Capo Spartivento e Stagni di Chia? ai sensi della legge regionale n. 31/1989 (allegato ?A?) ed è contigua al sito di importanza comunitaria (SIC) ?Stangioni de su Sali e di Chia? (ITB04235) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.

All?avvìo dei lavori, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico inoltrarono due esposti (18 maggio 2005 e 20 giugno 2005) alle amministrazioni pubbliche (Ministero per i beni e attività culturali, Assessorati regionali dell?urbanistica, dei beni culturali, della difesa dell?ambiente, Comune di Domus de Maria, Servizio tutela del paesaggio, Soprintendenza ai beni ambientali di Cagliari), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del N.O.E. ed alla Magistratura competenti. Risultava rilasciata dal Responsabile Area tecnica del Comune di Domus de Maria soltanto una mera autorizzazione per ?opere di miglioramento fondiario? (la n. 8/05 del 7 febbraio 2005), per di più in piena vigenza dei vincoli temporanei di non trasformabilità del territorio di cui alla legge regionale n. 8/2004, la c.d. legge salva-coste.

Dopo i rapidi accertamenti svolti dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari dispose il sequestro preventivo dell?area (giugno 2005), successivamente confermato dal Tribunale del riesame e dalla Corte di Cassazione (sez. III, sentenza n. 6444 del 21 febbraio 2006). Nel settembre 2006, su istanza del legale della difesa avv. Guido Manca Bitti, il sito è stato dissequestrato per permettere lo svolgimento di lavori di ripristino ambientale a spese della Stim s.p.a. e sotto la vigilanza del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Nel piano paesaggistico regionale ? P.P.R. (deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006) l?area appare ricompresa nell?ambito di paesaggio costiero n. 3 ?Chia? (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata in parte ?area naturale e sub naturale?, ?area semi-naturale?, ?area ad utilizzazione agro-forestale? e ?insediamenti turistici?. Essendo comunque il Comune di Domus de Maria sprovvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie di cui all?art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.

Il 22 maggio 2007 le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, grazie al prezioso apporto dell’avv. Lia Pacifico, saranno ancora una volta presenti in un aula di giustizia quali parti civili per salvaguardare un patrimonio ambientale continuamente a rischio a causa di una speculazione immobiliare arrembante, anche se, in questo caso, legata ad un gruppo immobiliare che desidera presentarsi come attento alla tutela ambientale con mattoni e campi da golf ed ha trovato ascolto presso ?comitati scientifici indipendenti? composti da docenti universitari e ?esperti ambientalisti? che dovrebbero certificare la bontà progettuale (vds. ?L?insostenibile turismo del golf ??, in http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/kg3273089/).

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto E.D., archivio GrIG)

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L?insostenibile turismo del golf ?


Non sappiamo se il Convegno su ?Sardegna sostenibile? organizzato dal Crenos (Centro di ricerche economiche nord-sud dell?Università di Cagliari) in collaborazione con l?azienda turistica Chia Laguna Resort ha chiarito o fugato le perplessità già manifestate in un articolo precedente pubblicato il 2 maggio qui sul blog.
L?organizzazione del convegno partiva da una premessa: studiando il quadro generale del turismo in Sardegna, ed evidenziando la necessità di una integrazione tra pianificazione turistica, paesaggistica e dei trasporti, è possibile un coordinamento delle politiche per lo sviluppo e la sostenibilità? In particolare, è possibile un utilizzo turisticamente sostenibile delle risorse ambientali (in determinati territori fonte principale di vantaggio comparato nel settore turistico) che sia in grado di generare reddito sia nel presente che nel futuro ? Partendo quindi da questo assunto, il Crenos ha studiato la situazione attuale del turismo in Sardegna anche sulla base della nuova legislazione sulla tutela del paesaggio e dello sviluppo del settore dei trasporti con la continuità territoriale e, come affermato dal direttore del Crenos Raffaele Paci, ha deciso di calare le risultanze, i concetti pur sempre teorici, nella realtà. Si è chiesto cioè se in Sardegna, alla luce di una nuova situazione anche legislativa della Regione Sardegna, ci fosse un?impresa che nella realtà perseguisse un progetto di sviluppo turistico sostenibile. E? stata così individuata la Chia Laguna Resort come oggetto di studio per monitorare tutti gli indicatori utili a verificare se una iniziativa di sviluppo corrisponda agli obiettivi di sostenibilità perseguiti, considerato che la Chia Laguna Resort ha un programma dichiarato di riqualificazione del territorio di Chia. In particolare ?è stata affrontata la tematica relativa alla necessità di destagionalizzare la domanda, mettendo in evidenza quegli strumenti e quei servizi fondamentali per raggiungere l?obiettivo dell?allungamento della stagione turistica, salvaguardando territorio ed ambiente circostante“. Verificato l?impatto del turismo sull?economia locale di Domus de Maria e sull?integrazione del Chia Laguna Resort nel tessuto produttivo. Dallo studio dell?azienda e delle sue connessioni con la zona circostante, il gruppo di ricerca ha analizzato lo stato dell?economia, soprattutto turistica, di una porzione di territorio del basso Sulcis, arrivando alle seguenti valutazioni: il comprensorio di Chia presenta elevate potenzialità attrattive in quanto inserito in un contesto paesaggistico di rilevante importanza e ricco di opportunità di visita. Una buona integrazione con l?ambiente e con il territorio può diventare un?opportunità di mercato, in quanto una parte crescente di domanda turistica premia, in termini di preferenze e disponibilità a pagare, la qualità ambientale. Attualmente la domanda turistica nel Comune di Domus de Maria si concentra per il 60 % circa nei mesi di luglio ed agosto e per il 90 % circa da giugno a settembre. Per ridimensionare questo effetto il Chia Resort ha cercato di creare una forte integrazione con il territorio in quanto tale strategia permette di soddisfare alcuni bisogni della domanda turistica, alla ricerca di una destinazione che esalti le caratteristiche di tipicità, autenticità e contatto con la natura, anche nei periodi di bassa stagione in cui la risorsa marina è poco utilizzabile a fini turistici. E anche se il 65 % circa dei turisti che sono stati intervistati in una indagine diretta ha scelto la località esclusivamente per il mare, oltre il 60 % di questi ha dichiarato di essere disponibile a ritornare nella stessa località per effettuare una vacanza non balneare, a conferma dell?elevata appetibilità della destinazione, che verrebbe inoltre consigliata da oltre il 90 % degli intervistati. Positivi riscontri sono stati registrati anche dalla comunità locale, secondo cui, almeno per l?80 % degli intervistati, il fenomeno turistico influisce positivamente sulla vita quotidiana e sul livello del benessere. Secondo alcune stime, le attività del Chia Laguna Resort, che rappresenta la realtà turistica più importante del comprensorio, attivano circa un terzo del valore aggiunto comunale con una occupazione del 40 % ed il 4 % del Sistema Locale del Lavoro di Pula (che comprende i quattro comuni di Pula, Domus de Maria, Villa San Pietro e Teulada) con un?occupazione del 6 %.
La strategia di integrazione dell?attività turistica del Chia Laguna Resort con il territorio sembra quindi essere funzionale non solo alla redditività dell?impresa, ma anche all?intero sistema economico locale, in un?ottica di sviluppo che possa conciliare la salvaguardia dell?ambiente e lo sviluppo economico. L?allungamento della stagione turistica, obiettivo dell?azienda, può garantire risultati importanti per l?impresa ed una ricaduta fondamentale e positiva sull?economia locale e l?occupazione. Tra i benefici di una stagione più lunga: lavoro stabile per la maggior parte dei locali (non più e non solo un lavoro per 4 mesi all?anno); migliori opportunità per i giovani intenzionati a crescere professionalmente; sviluppo della zona più dinamico; opportunità di portare il turismo anche nelle aree dell?entroterra, oggi avulse dal sistema turistico balneare; maggiore richiesta per i prodotti locali. Quest?ultimo punto, in particolare, evidenzia come il turismo influenzi positivamente tutti i settori dell?economia di un luogo, a partire da quello agroalimentare e manifatturiero. Strutture ricettive aperte 12 mesi all?anno comportano una richiesta di servizi e consumo di prodotti locali per 12 mesi all?anno?.
Dalla lettura della brochure della società scopriamo che il Chia Laguna Resort è una struttura alberghiera oggetto di riqualificazione per farla diventare ambientalmente sostenibile, gestita dalla Chia Invest spa, fondata nel 2004 subentrando alla Chia 2000 spa. Nel 2001 la Chia 2000 aveva presentato al comune di Domus de Maria uno studio ambientale elaborato dal professor Vittorio Gregotti relativo all?intera area di Chia per uno sviluppo coordinato della fascia entroterra-costa. Nel contempo dà il via alla riqualificazione delle strutture ricettive siglando l?accordo con il marchio Le Méridien per il raggiungimento degli standard internazionali e nel 2003 completa il campo da golf Pitch&Putt di 18 buche. Nel 2004 dopo un quadriennio 2000-2004 in cui Chia Laguna ha perso il 70 % della propria capacità alberghiera in quanto la ?spiaggia? da sola non è bastata ad assicurare il successo, è subentrata la nuova società Chia Invest spa che dopo aver ricapitalizzato la società con l?apporto di fondi stranieri per un totale di 10 milioni di euro nel 2005 ha lanciato il Chia Laguna Resort con un modello di sviluppo legato al golf. L?idea alla base della strategia aziendale riguarda la creazione di una Rete di Resort nella fascia costiera che si estende dalla località di Pula alla Marina di Arbus ed il denominatore comune è rappresentato dal golf, ovvero dalla realizzazione di un circuito di campi da golf che leghi tra loro le varie destinazioni.
La sensibilità dichiarata alle tematiche ambientali (tra i progetti del Resort la creazione di un Parco naturale), urbanistiche e architettoniche ha spinto la Chia Invest ad avvalersi della consulenza di un Comitato Tecnico Indipendente costituito da esponenti del mondo accademico e dell?Istituto di Ricerche Ambiente Italia nelle persone di: Prof. Guido Candela, preside della Facoltà di Economia del Turismo di Rimini (Università di Bologna); Prof. Luigi Mossa, docente di Botanica presso la Facoltà di Scienze Naturali dell?Università di Cagliari; Helmar Schenk, zoologo specializzato in ornitologia, consulente per la Regione Sardegna; dott. Giulio Conte, socio fondatore dell?Istituto di Ricerche Ambiente Italia. Ed è coadiuvata da questo Istituto che la società sta portando avanti una serie di Studi di fattibilità per la gestione di rifiuti, riciclo delle acque, impianti fotovoltaici.
Quindi, per la Chia Invest la creazione di una Rete di Resort (non si dimentichi che è di questi giorni la notizia di un interessamento per rilevare l?ex albergo Valtur nel comune di Arbus con un investimento di 300.000 euro) legati tra loro dal Golf, prevedendo l?installazione di quattro campi in altrettante aree ideali.
Le motivazioni che spingono la Chia Resort a proporre uno sviluppo del golf nel basso Sulcis sono state relazionate da dall?Istituto Ambiente Italia. Partendo dalla premessa di destagionalizzare la domanda turistica e quindi di allungare i periodi, considerato che il Chia Laguna Resort è pensato per un turismo tutto l?anno, cosa fanno i turisti in autunno e primavera ?
A quanto pare giocano a golf??. Facendo un paragone con le strutture golfistiche di Algarve in Portogallo si è scoperto che: 1) la Sardegna ha un clima più mite; 2) non esistono venti atlantici; 3) il cibo è migliore di quello portoghese. Quindi, dato che qui ci sono le condizioni ideali per tappezzare di prati erbosi la Sardegna (in particolare il basso Sulcis) sono stati affrontati due problemi: 1) Impatto sull?ambiente; 2) il consumo d?acqua. Sul primo punto, l?impatto sull?ecosistema e sul paesaggio è evidente perché comporta un?alterazione morfologica dei luoghi in ragione della riprofilatura dei luoghi e della trasformazione di ecosistemi e usi storici preesistenti oltre che della variazione del deflusso delle acque meteoriche. Quindi cosa fare ? Per Ambiente Italia occorre: a) scegliere la localizzazione e in questo senso, le aree individuate nel basso Sulcis interessano aree agricole e solo marginalmente aree di macchia; b) integrare nel progetto l?analisi ambientale per ottimizzare al massimo la compatibilità ambientale per la salvaguardia della fauna e delle specie protette a livello comunitario; c) progettare il campo da golf in modo integrato con il contesto.
Quanto poi ai consumi idrici, Ambiente Italia ritiene assolutamente necessaria una riduzione generalizzata dei prelievi dando naturalmente la priorità al consumo umano che va comunque ridotto e che ammonta a 100/300 milioni di metri cubi annui; a seguire nella scala delle priorità, i consumi industriali che sono stati acclarati in 100/200 milioni di metri cubi annui e infine 1.500 milioni necessari per irrigare?? già, ma che cosa ? Qui i dati sono sorprendenti perché pare che un campo da golf consumi tra i 200 e 300 mila di metri cubi annui d?acqua, mentre un ettaro di mais consuma circa 10 mila metri cubi e di riso circa il doppio; per cui secondo l?Istituto occorre operare una scelta che favorisce il golf in quanto mentre 30/40 ettari di seminativo sostiene economicamente una famiglia, un campo da golf ne mantiene tra le 50 ed i 100 ! Tuttavia la strategia sarebbe quella di ricorrere all?utilizzo di acque usate e tappeti erbosi in grado di sopportare al massimo l?aridità.
Sulla base di queste riflessioni, il Convegno è giunto alla conclusione che il Chia Laguna Resort contribuisce in maniera rilevante all?attivazione di quote importanti di valore aggiunto e di occupazione; la strategia di valorizzazione delle risorse naturali e culturali con la destagionalizzazione corrisponde agli indirizzi di sviluppo sostenibile che coniughi redditività e tutela dell?ambiente, sfruttando i trend di mercato internazionale che premiano questo tipo di offerta di alta qualità.

Paolo Fiori

(foto da mailing list ambientalista)

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Il campo da golf di Chia va a giudizio !


Il prossimo 22 maggio 2007, davanti al giudice monocratico Cristina Ornano del Tribunale penale di Cagliari dovranno comparire l?amministratore delegato della Stim s.p.a. Antonio Cavalieri, personaggio notissimo come organizzatore del premio giornalistico Chia, il responsabile dell?ufficio amministrativo della stessa società Piermario Rigoni, l?amministratrice unica della Contact Gestioni Ombretta Frisiera, committente dei lavori, l?esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau, difesi dall?avvocato Guido Manca Bitti. Devono rispondere dei lavori abusivi relativi al campo da golf di Chia (Comune di Domus de Maria, CA), la cui realizzazione venne avviata in area agricola tutelata con vincolo paesaggistico, fin sulle rive dello Stagno.

L?area di Chia è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) Rientra, inoltre, nell?istituenda riserva naturale regionale ?Capo Spartivento e Stagni di Chia? ai sensi della legge regionale n. 31/1989 (allegato ?A?) ed è contigua al sito di importanza comunitaria (SIC) ?Stangioni de su Sali e di Chia? (ITB04235) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.

All?avvìo dei lavori, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico inoltrarono due esposti (18 maggio 2005 e 20 giugno 2005) alle amministrazioni pubbliche (Ministero per i beni e attività culturali, Assessorati regionali dell?urbanistica, dei beni culturali, della difesa dell?ambiente, Comune di Domus de Maria, Servizio tutela del paesaggio, Soprintendenza ai beni ambientali di Cagliari), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del N.O.E. ed alla Magistratura competenti. Risultava rilasciata dal Responsabile Area tecnica del Comune di Domus de Maria soltanto una mera autorizzazione per ?opere di miglioramento fondiario? (la n. 8/05 del 7 febbraio 2005), per di più in piena vigenza dei vincoli temporanei di non trasformabilità del territorio di cui alla legge regionale n. 8/2004, la c.d. legge salva-coste.

Dopo i rapidi accertamenti svolti dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari dispose il sequestro preventivo dell?area (giugno 2005), successivamente confermato dal Tribunale del riesame. Nel settembre 2006, su istanza del legale della difesa avv. Guido Manca Bitti, il sito è stato dissequestrato per permettere lo svolgimento di lavori di ripristino ambientale a spese della Stim s.p.a. e sotto la vigilanza del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Nel piano paesaggistico regionale ? P.P.R. (deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006) l?area appare ricompresa nell?ambito di paesaggio costiero n. 3 ?Chia? (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata in parte ?area naturale e sub naturale?, ?area semi-naturale?, ?area ad utilizzazione agro-forestale? e ?insediamenti turistici?. Essendo comunque il Comune di Domus de Maria sprovvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie di cui all?art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.

Il prossimo 22 maggio le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico saranno ancora una volta presenti in un aula di giustizia quali parti civili per salvaguardare un patrimonio ambientale continuamente a rischio a causa di una speculazione immobiliare arrembante.

Gruppo d?Intervento Giuridicoe Amici della Terra

(foto F.M., archivio GrIG)

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Campo da golf sullo Stagno di Chia, rispedito al mittente…..


Questa manìa del golf sulle coste ha veramente stancato: i campi da golf consumano moltissima acqua (e qui in Sardegna l’acqua è molto preziosa), inquinano con diserbanti ed altri prodotti chimici, degradano ambienti naturali di eccezionale valore. Potrebbero essere, forse, accettabili se si limitassero a zone già degradate (es. cave dismesse), se utilizzassero esclusivamente acqua riciclata da sistemi di depurazione. Ma quasi mai è così. E, allora, grazie al diritto ambientale, si prova a rimettere le cose a posto…..

Gruppo d’Intervento Giuridico

da La Nuova Sardegna, 26 settembre 2006.

Concesso il dissequestro in cambio del ripristino. Sparisce il golf abusivo costruito a Chia Laguna. MAURO LISSIA.

CAGLIARI. Il campo da golf realizzato senza autorizzazione vicino all?hotel Chia Laguna sta sparendo sotto le pale delle ruspe. E? stato Guido Manca Bitti, legale della ?Stim spa?, proprietaria dell?area, a chiedere al sostituto procuratore Giangiacomo Pilia l?ok al ripristino del terreno, condizione indispensabile per ottenerne il dissequestro. Sentito il parere della Forestale, il magistrato l?ha concesso e i lavori sono partiti in questi giorni. In base all?accordo dovranno sparire le collinette costruite per disegnare il green, gli scavi, le superfici sterrate e i paletti piantati per segnare probabilmente il percorso delle buche.
Una volta conclusi i lavori, il nucleo ispettivo della Forestale guidato da Ugo Calledda verificherà se tutto è tornato nelle condizioni originali. Un controllo possibile, perchè di quel sito esistono le fotografie aeree. Se il responso dei forestali sarà positivo la Procura revocherà il sequestro dell?area e il procedimento andrà avanti solo sul fronte penale. L?inchiesta giudiziaria è chiusa e a rischiare il rinvio a giudizio sono cinque persone: l?amministratore delegato della ?Stim spa? Antonio Cavalieri, noto soprattutto come organizzatore del premio giornalistico ?Chia?. Con lui, sono accusati di aver modificato un?area destinata ad attività agricole senza il nullaosta paesaggistico e in difformità dall?autorizzazione comunale il responsabile amministrativo della stessa società Piermario Rigoni, l?amministratrice unica della ?Contact Gestioni? e committente dei lavori Ombretta Frisiera, l?esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau. La vicenda, clamorosa per l?importanza della struttura turistica coinvolta, è nata nel giugno dell?anno scorso: sono stati gli uomini del servizio investigativo della Guardia Forestale, dopo l?esposto del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della Terra, a controllare l?area vicina a Baccu Mandara, dove venivano segnalati lavori in corso. Conferma immediata: scavi, superfici sterrate, paletti di delimitazione, come se qualcuno stesse preparando il terreno a un intervento piuttosto pesante. Eppure il cartello di inizio lavori indicava soltanto generiche «opere di miglioramento fondiario» legate alla concessione numero 8/05 del 7 febbraio 2005. In realtà – come gli stessi responsabili della Stim confermeranno pubblicamente – l?idea era di realizzare un campo da golf in un?area di straordinario pregio ambientale, ma purtroppo per la società di Cavalieri protetta da vincoli assoluti, oltre che dalla legge ?salvacoste? elaborata dal governo Soru e approvata a dicembre 2004. Alla Forestale non restava che redigere il rapporto, consegnato pochi giorni dopo alla Procura insieme ai documenti sulla concessione, alle fotografie del sito e ad altri rilievi. Esaminato il carteggio, il pm Pilia ha immediatamente ordinato il sequestro giudiziario dell?area e iscritto al registro degli indagati i due dirigenti della Stim spa.

(foto S.D., archivio GrIG)

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Campi da golf: le diverse scelte di Sardegna, Veneto e Sicilia.


Mentre il golf ?sbanca ? in Sardegna,
Veneto e Sicilia bloccano i green di? Rutelli e Miccichè!

di Andrea Atzori- giornalista ambientale

Mentre in Sardegna le ruspe sbancano le colline a Villasimius e analogamente si apprestano a fare anche a Lunamatrona, dal Veneto e dalla Sicilia arrivano due clamorosi stop, per altrettanti progetti di campi da golf con annesse strutture ricettive.
Il primo riguarda il golf a Cortina d?Ampezzo, in località Miramonti. Dopo il “tiepido” e contraddittorio parere della Commissione Via provinciale di Belluno, che aveva espresso un giudizio favorevole di compatibilità ambientale accompagnato da ben 23 prescrizioni e 3 raccomandazioni, è arrivato il 25 agosto scorso il parere articolato e approfondito della Soprintendenza a firma del Sopraintendente l’Architetto Guglielmo Monti. Parole chiare senza ombra di dubbio stavolta: “l’area prescelta non è idonea per la realizzazione di un campo da golf”, in quanto “altera i tratti caratteristici della località protetta” vincolata dalla normativa ambientale. Le ricadute negative per il patrimonio ambientale tutelato sarebbero molte e sono descritte precisamente nel parere. L’eventuale autorizzazione dell’impianto da golf determinerebbe inoltre una modifica del provvedimento di vincolo paesaggistico posto con D.M. 10.06.52, violando l’art. 157 D.Lgs n.42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio).?
Nel mirino di Monti, club house, parcheggi, pista 5 «di notevole impatto visivo e che attraversa pure il sentiero Cai 220» (sterrato), oltre a un aumento di oltre 4mila metri cubi di area da disboscare.
La Sovrintendenza sostiene che le «modificazioni planoaltimetriche, rispetto al precedente progetto, aumentano: l’eccedenza del materiale di sterro è di «ben 10.650 metri cubi». Non è l’unico aumento: le aree da disboscare «passano dagli 80.127 metri quadrati del precedente progetto agli 84.685 metri quadrati di quello attuale con conseguente aumento dell’impatto paesaggistico
globale». Nel nuovo progetto la club house. viene spostata sulla sommità dell’ ex buca 8, vicino alla Buca dell’Orso. Il «notevole sbancamento per la realizzazione dei locali interrati e la realizzazione dei posteggi» «comporta un danno irreversibile» ai valori ambientali della zona. Le buche 2 e 3 e la 8 e la 9 interferiscono con biotopi esistenti a macchia di leopardo. Biotopi che rischiano di non essere più alimentati dalla rete idrica superficiale per effetto di riporti e drenaggio dei campi di gioco. » Se non bastasse, Monti conferma pure le 10 prescrizioni enunciate col primo parere negativo (settembre 2005), convinto che le strutture caratterizzanti i campi da golf (green, bunker e compagnia) contribuiscono
a «snaturalizzare e banalizzare l’intera area». Insomma, l’area non è proprio adatta al progetto.
La stessa conclusione alla quale era arrivato il locale Comitato Emergenza Terra di Marina Lecis, insieme al GAM Global Antigolf Movement (www.antigolf.org http://it.groups.yahoo.com/group/antigolf ) che avevano presentato sin dal 2004 le loro osservazioni critiche al progetto. E il parere della Soprintendenza che evidenzia come la scelta del golf in località Miramonti a Cortina sia sbagliata, fa più notizia in quanto arriva mentre il Ministro dei beni culturali in persona e vicepresidente del consiglio? (nonché golfista) Francesco Rutelli aveva cercato (invano) di lanciare, pubblicamente e con la benedizione del governatore forzista del Veneto, Galan, una ciambella di salvataggio al progetto. E se è la Sovrintendenza ad intervenire in Veneto a Sciacca (Agrigento) in Sicilia ci ha pensato direttamente la magistratura che anche in questo caso si scontra con la Regione.

In ballo 113 milioni di euro : un maxialbergo con 40 suites e 500 posti letto, tre campi da golf, un centro benessere e un centro congressi. Poi, dietro l’angolo, il solito piano di lottizzazione per centinaia di villette. Tutto, benedetto sia dal governatore della Regione Totò Cuffaro che dal presidente del Parlamento dell’Isola Gianfranco Miccichè, già viceministro nel governo Berlusconi.Ma anche qui quest’estate il tutto si è inceppato per un piccolo sassolino lanciato dai soliti ambientalisti. Un sassolino che in poco tempo, sotto la regia del vicepresidente siciliano di Legambiente Angelo Dimarca, aiutato dal responsabile del Cai Gianni Mento, si è trasformato in una valanga che ha finito con lo scoperchiare ogni cosa. Ed è saltato fuori che il meraviglioso golf resort di Sciacca che sta realizzando la Sir Rocco Forte appare fuorilegge: niente permessi, niente Via (Valutazione impatto ambientale) e nemmeno Valutazione d’incidenza – obbligatoria per i siti d’interesse comunitario – e, manco a dirlo, il territorio in questione è un Sic (Sito d’interesse comunitario). Così si è bloccato tutto. Una faccenda iniziata tre anni addietro, quando Micciché presentò, assieme all’amministratore delegato di Sviluppo Italia (società a totale partecipazione del ministero dell’Economia, il programma per lo sviluppo turistico nel Mezzogiorno). Una torta da 770 milioni di euro da dividere fra Puglia, Calabria e Sicilia. Alla Sicilia toccò una fetta da 236 milioni per due investimenti previsti: uno è proprio quello del resort di Sciacca in appalto al gruppo Sir Rocco Forte, che alla fine sarebbe risultato il più grande investimento disposto da Sviluppo Italia nel Mezzogiorno. Un investimento cui non ha mancato di partecipare la Regione Siciliana, che con una mano ha prontamente sganciato15milioni di euro e con l’altra ha spinto sull’acceleratore per superare ogni ostacolo, con una lettera di Cuffaro al Parlamanto: «Si allegano gli atti e si rappresenta l’urgenza».

(foto C.B., archivio Gr.I.G.)

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Campo da golf a Villasimius: i lavori sono regolari ?


Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico hanno inoltrato al Ministro per i beni ed attività culturali, al Presidente della Regione, agli Assessori regionali dell?urbanistica, dei beni culturali e della difesa dell?ambiente, al Soprintendente per i beni ambientali, al Servizio tutela del paesaggio, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, al Sindaco di Villasimius e, per opportuna conoscenza, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari una richiesta di informazioni a carattere ambientale ed adozione di opportuni interventi (nota del 2 settembre 2006) riguardo i lavori in corso per la realizzazione di un campo da golf (“percorso golfistico”) in loc. Campulongu, in Comune di Villasimius (CA). Nel cartello “inizio lavori” non viene indicata la relativa concessione edilizia, ma solo la beneficiaria Progestim s.p.a. per conto della IM.CO. s.p.a.: in particolare viene indicata la data di inizio dei lavori del 16 gennaio 2006, in piena vigenza delle norme di salvaguardia provvisorie di cui alla legge regionale n. 8/2004. Attualmente le pendici della collina di Campulongu si presentano ampiamente sbancate e manomesse.

La costa di Villasimius è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) e nel proposto sito di importanza comunitaria (pSIC) “Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina, la spiaggia e le immediate adiacenze sono tutelate anche con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). L?area a mare rientra, inoltre, nell?Area Protetta Marina ? A.M.P. “Capo Carbonara ? Isole di Serpentara e dei Cavoli” (legge n. 394/1991 e successive modifiche ed integrazioni, D.M. 15 settembre 1998). Nel piano paesaggistico regionale ? P.P.R., recentemente adottato con deliberazione Giunta regionale n. 22/3 del 24 maggio 2006, l?area appare ricompresa nell?ambito di paesaggio costiero n. 27 “Golfo orientale di Cagliari” (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata “area naturale e sub-naturale” (boschi; macchie, dune e aree umide) “aree ad utilizzazione agro-forestale” (colture erbacee specializzate). Essendo comunque il Comune di Villasimius non provvisto di piano urbanistico comunale ? P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie (art. 1 della legge n. 1902/1952 e successive modifiche ed integrazioni) di cui all?art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.

Pare proprio opportuno, quindi, vederci chiaro e verificare la regolarità o meno dei lavori in corso, inseriti in un contesto ambientale e paesaggistico di notevole importanza e che ha visto, nel corso anche di questi ultimi anni, fin troppe trasformazioni.

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto S.D., archivio GrIG)

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