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Post Taggati ‘governo’

Il Governo ricorre alla Corte costituzionale contro la c.d. caccia in deroga in Sardegna.

 

Pettirosso

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Il Governo ha accolto la segnalazione proveniente dalle associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico e Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli (nota del 25 gennaio 2011) e ha deciso di effettuare ricorso per conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale riguardo la legge regionale Sardegna n. 5/2011 sulla c.d. caccia in deroga.

La recentissima sentenza della Corte di Giustizia europea, 3 marzo 2011, causa C-508/09, è stata solo l’ultimo provvedimento gurisdizionale che ha condannato la c.d. caccia in deroga in Sardegna.

Sarebbe ora che questi tentativi di scarsa virtù ambientale e giuridica terminassero per sempre.

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico

(foto S.D., archivio GrIG)

Stop all’eolico e al fotovoltaico selvaggio, sì a una riforma equilibrata degli incentivi!

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Mentre dal Giurì di Autodisciplina Pubblicitaria viene bloccato lo spot del Forum Nucleare di Chicco Testa perché ingannevole (decisione n. 12/2011 del 18 febbraio 2011), il Governo si appresta a eliminare gli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica.  Un settore pulito e in forte crescita. Una follìa.

E’ invece necessaria una riforma del settore equilibrata e finalizzata a sostenere le fonti di energia rinnovabili realmente ecologiche.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

Dgls Rinnovabili: La posizione di Amici della Terra – Italia Nostra – Mountain Wilderness – Comitato nazionale del Paesaggio – Rete della resistenza sui crinali appenninici:

 Occorrono misure equilibrate e articolate: fermare l’eolico, correggere il fotovoltaico, sostenere l’efficienza energetica e le rinnovabili termiche Prosegui la lettura…

Ricorso ecologista contro la c.d. caccia in deroga: la Sardegna è già davanti alla Corte di Giustizia europea.

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Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia (L.A.C.), Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli (L.I.P.U.) e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno richiesto (ricorso del 25 gennaio 2011) al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e al Ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto di esperire ricorso governativo avverso la legge regionale 19 gennaio 2011 (non ancora pubblicata sul B.U.R.A.S.) sulla c.d. caccia in deroga per conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale e di predisporre le opportune procedure per l’annullamento (art. 19 bis della legge n. 157/1992 e s.m.i.) del provvedimento assessoriale di prossima emanazione contenente le disposizioni di attuazione della c.d. caccia in deroga per l’anno 2011.

E’ stata informata, per opportuna conoscenza, la Commissione europea. Prosegui la lettura…

L’Italia protesta contro un “governo” incapace.

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E’ un’onda lunga, sferzante, sempre più vitale ed elettrica, che percorre tutta l’Italia.   Non era difficile pronosticarla.    E non ci vuole nemmeno molto per comprenderne la ragione fondamentale.

Sono gli italiani comuni a protestare, senza pretese ideologiche.

Sono gli italiani che non solo fanno fatica a giungere alla fine del mese sul piano economico, ma hanno capito che l’incapacità e gli interessi da basso impero di chi governa stanno rubando il futuro di generazioni intere. Prosegui la lettura…

Dieci anni di balle.

berlusconi_napoleoneDieci anni di favole raccontate da chi – ieri e oggi – ci governa.  La colpa, però, non è sua, è dei gonzi che ci credono e lo votano.   Per non parlare di chi lo sostiene.

Stefano Deliperi

 da L’Espresso, 21 giugno 2010

Dieci anni, mille bugie. Marco Damilano, Denise Pardo

Ricordate ‘Una storia italiana’, il bel libretto che Berlusconi ci spedì a casa tre elezioni fa? Siamo andati a vedere che cosa c’era scritto. E a rileggerlo adesso non si sa se ridere o piangere.
Ponti, strade, porti e faraonici tunnel verso l’Europa. Uno Stato leggero, iper tecnologico, digitale. Un Parlamento finalmente snello. Una giustizia rapida con le norme riscritte da capo. E poi il Piano per il Sud, e soprattutto, la realizzazione dello slogan della vittoria, il lasciapassare per la Storia, la Rivoluzione Liberale. Via le tasse e, signore e signori, un Codice Fiscale Unico al posto di 3 mila leggi. Dopo Giustiniano e Napoleone, il Codex Berlusconi, uomo sobrio, cortese, animo bucolico e agreste. Italia 2010, il paese che non c’è. Il paese dei sogni? No, il paese di Silvio. Quello che aveva garantito nel 2001 con il libro spedito alla vigilia della campagna elettorale nelle case degli italiani per presentare lo Stato che avrebbe costruito in dieci anni, a immagine e somiglianza della sua vita e della sua vis.
Ben più che un programma, un album di famiglia, una tavola delle leggi, la proiezione di quello che sarebbe diventata l’Italia sotto la sua guida. Il titolo, indimenticabile, “Una Storia Italiana”. Prosegui la lettura…

Italiani più poveri, “governo ladro”, buoni e pessimi esempi.

il nuovo premier britannico David Cameron va al Parlamento

il nuovo premier britannico David Cameron va al Parlamento

 Con una delle sue immancabili giravolte, il premier Silvio Berlusconi, autodefinitosi il miglior presidente della storia d’Italia ma famelico di nuovi poteri, ha dimenticato le sue martellanti iniezioni di ottimismo sullo stato economico dell’Italia e ha annunciato una manovra finanziaria da macelleria sociale.   Blocco dei contratti, tagli, abolizione di province e chi più ne ha più ne metta.   Come al solito, pagano la crisi i lavoratori, soprattutto quelli a reddito fisso, e chi ha meno disponibilità economiche.  

Mentre il primo annuncio del nuovo governo conservatore-liberale britannico è il drastico taglio delle auto blù con un risparmio annuo di 2,8 milioni di sterline (4,7 milioni di euro), non si toccano le pingui disponibilità finanziarie di Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Protezione civile, of course.

Per le sole 626.760 auto blù (un numero superiore a quello dei sette Paesi più industrializzati messi insieme) la Presidenza del Consiglio spende ben 9 milioni di euro all’anno.

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Berlusconi, giù le mani da internet!

Ma che razza di “martire” è questo? Qualche “curiosità”.

       

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Sei alla frutta? Prenditi una centrale nucleare!

Un ministro piccolo piccolo.

La pillola abortiva arriva in Italia.

 

L’Agenzia del Farmaco ha, finalmente, autorizzato l’immissione in commercio, anche in Italia, della pillola abortiva Ru486. Non dovrebbe essere una grande notizia, dal momento che si tratta semplicemente di un farmaco che dà la possibilità alle donne di attuare una pratica già esistente nel nostro Paese, già garantita dalla Legge 194 del 1978, ossia l’interruzione di gravidanza, con modalità differenti rispetto all’intervento chirurgico. La Ru486 non è un farmaco da banco, una donna non può svegliarsi la mattina, recarsi dal farmacista e dirgli: "mi serve una confezione di moment, citrosodina e, già che c’è, mi dia anche la Ru 48equalcosa, sa, credo di essere un po’ incinta e, siccome non ho voglia di cambiare tutto l’armadio, abortisco, ah, già che ci sono, prendo anche uno spazzolino da denti", no, non funziona così. Il farmaco potrà essere usato solo in ospedale ed entro il 49mo giorno di gravidanza, le conseguenze del suo utilizzo sono quelle di un aborto chirurgico, cioè la donna non porta avanti la gravidanza, il feto non si trasformerà in bambino (qui spiegano come funziona la pillola) la sofferenza fisica e soprattutto psicologica della persona che fa una scelta del genere sarà identica e la scelta, qualunque modalità si applichi, non sarà senz’altro facile. In un Paese normale, dove i cittadini sono liberi di scegliere come vivere la propria esistenza, la diffusione di questo farmaco non farebbe notizia ma il nostro non è un Paese normale, è uno Stato confessionale travestito da Stato laico e la cosa suscita scalpore, anzi, scatena anatemi da parte del Vaticano, Stato che non dovrebbe interferire nelle questioni di un altro Stato sovrano. Eh, già, perché in un Paese dove si è tanto lottato per vedere garantiti alcuni diritti civili ci si è dimenticati, col tempo, che quei diritti vanno tutelati concretamente ogni giorno e difesi da qualunque tentativo di eliminazione. In Italia, secondo i dati diffusi nel 2007, gli obiettori di coscienza, ossia i medici che si astengono dal praticare l’aborto (diritto concesso dalla legge 194) sono circa il 70%, tra ginecologi ed anestesisti, in pratica l’obiezione di coscienza da eccezione è diventata la regola, e per una donna è difficile anche trovare ospedali dove interrompere la gravidanza, dal momento che i medici preferiscono seguire le indicazioni dei primari e della Chiesa piuttosto che fare il loro dovere, salvo farlo a pagamento. La Chiesa prevede una scomunica latae sententiae, cioè automatica, nei confronti di chi utilizzerà il farmaco, parteciperà o agevolerà l’uso della pillola e, immaginiamo, alla scomunica seguirà anche la chiusura di diversi rubinetti economici e serbatoi di voti. Io, invece, chiedo che il mio Parlamento, del mio Stato formalmente laico, preveda la perdita immediata della cittadinanza italiana nei confronti di chi rifiuta di fare il proprio dovere e di chi ostacola, impedisce e limita il benessere psicofisico delle donne, tanto potrà sempre chiedere asilo politico al Vaticano.

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Inquinamento ambientale e rischio nucleare.

Quanto costerebbe il “ritorno” al nucleare agli italiani.

Niente più intercettazioni di trafficanti di droga, pedofili e corruttori di giudici ?

Enurèsi verbale, incontinenza…

Il nucleare torna in Italia.

 

Il Senato dà via libera al Governo per l’adozione di più decreti finalizzati al ripristino dell’intera filiera di produzione dell’energia atomica. Nonostante gli italiani avessero già espresso la loro volontà rispetto alla realizzazione di centrali nucleari nel loro Paese, con un referendum del 1987, ancora una volta il Governo potrà imporre la proprio potere e i propri interessi senza alcun rispetto degli interessi dei suoi cittadini. Secondo la mappa, elaborata negli anni ’70 dal Cnen, poi diventato Enea, tra i possibili siti nei quali installare le centrali figurano: la Sardegna, dalle parti di S. Margherita di Pula, S. Lucia e Capo Comino, Lanusei, la Puglia, sulla costa di Ostuni, lungo il Po, dal vercellese fino al mantovano, dove già esistevano le centrali di Trino e di Corso. Per la Sardegna sarebbe l’ennesimo "regalo" da parte del Governo Berlusconi. Le associazioni Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra si battono da tempo contro il ritorno del nucleare in Italia e a favore delle fonti di energia alternative, per questo da tempo abbiamo proposto una petizione (trovate il banner alla vostra sinistra) che faccia sentire le ragioni degli italiani, di tutti gli italiani che vogliono vivere in un ambiente salubre, vogliono continuare a coltivare i loro campi, vogliono poter fare il bagno in un mare pulito e vogliono ancora contare qualcosa in uno Stato democratico.

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Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia…

L’inganno nucleare.

La Sardegna, le sue coste, le industrie che chiudono su Annozero. Con video.

Piano casa o Piano ponte?

 

Come abbiamo letto nei giorni scorsi, il nostro Governo, per combattere il virus americano della crisi, ha pronto il "Piano casa" che, a quanto pare, è già diventato un vero e proprio "must" tra i capi di governo europei, una cosa di cui non si potrà fare a meno nei prossimi anni. Dopo la cura per la malattia americana, aspettiamo di trovare, in farmacia o al supermercato non importa, anche la cura per un virus tutto italiano, che consiste nell’aumentare il costo degli affitti proprio nei momenti di maggiore crisi. In caso contrario, dovremo iniziare ad arredare i ponti.

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Cabaret edilizio.

Piazzisti nucleari.

Satira preventiva, atomica…

Il patto dell’atomo.

Il “ritorno” del nucleare in Italia, disastro ambientale e finanziario annunciato: diciamo “no !”

Decreto anticrisi, tagli agli incentivi per l’efficienza energetica, accordo sul CO 2 auto.

Il sole è meglio! Altro che nucleare…

Una politica energetica innovativa ed efficace non ha bisogno del nucleare.

Gomorra al Governo ?

Firma e fai firmare contro la “legge Alfano” !

 

L’Italia dei Valori, il movimento politico guidato da Antonio Di Pietro, ha avviato la campagna per la raccolta di firme per la promozione del referendum popolare per l’abrogazione della c. d. legge Alfano.  Si tratta della legge 23 luglio 2008, n. 124 che dispone la sospensione dei processi penali nei confronti "di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri … dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione".   Sono necessarie almeno 500.000 firme, in pratica almeno 650.000 (molte vengono eliminate perché non corrette).     La legge verrà comunque portata davanti alla Corte costituzionale grazie al Tribunale penale di Milano, sezione I, che ha accolto, lo scorso 4 ottobre, l’eccezione sollevata dal p.m. Fabio De Pasquale nel corso del processo Mediaset.    A mio modestissimo parere, la legge Alfano è in palese contrasto con l’art. 3 della costituzione, l’articolo che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Non è necessario essere grandi giuristi per capire che la legge Alfano presenta delle pecche non irrilevanti.     Sempre a mio parere, opinabilissimo, ne sarebbe dovuto accorgere perfino il Presidente della Repubblica Napolitano, anche se la sua posizione era in deciso conflitto di interessi, dato che la legge immunizzava pure lui.      Avrebbe dovuto notare il non insignificante dettaglio che si è voluto modificare un articolo della Costituzione mediante una legge ordinaria.    Qualsiasi studente di giurisprudenza verrebbe buttato fuori all’esame di diritto costituzionale se non sapesse che per modificare la Costituzione è necessario ricorrere ad una legge di revisione costituzionale (art. 138 cost.), con procedimento aggravato da doppia delibera e dalla maggioranza qualificata.

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