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La L.A.C. salva i pesci dei navigli milanesi.

17 Ottobre 2010 Commenti chiusi

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Incredibile, ma ancora una volta, in spregio a ogni promessa e impegno preso, e persino a una prassi consolidata di qualche anno fa, le “autorita’ preposte” hanno tolto tutta l’acqua dai navigli milanesi per una cosiddetta pulizia.  E, sotto gli occhi di tutti, migliaia, milioni di pesci e di altri animaletti acquatici agonizzano e muoiono nelle pozze sempre piu’ piccole, per poi restare a decomporsi con alghe e altra poltiglia maleodorante.  Strana idea di pulizia, per giunta in contrasto con la legge (art. 7 del regio decreto n. 1486/1914: “Se per altri scopi – e tra essi anche quello della piscicoltura – si debba procedere al prosciugamento di bacini o di corsi d’acqua, compresi i canali e i «navigli», tanto pubblici quanto privati che si colleghino con le acque pubbliche, deve darsene avviso in tempo utile al presidente della giunta provinciale; in ogni caso, durante la cosiddetta «asciutta», completa o incompleta, la pesca è ivi proibita, ed il pesce eventualmente rimasto dev’essere comunque immesso nelle acque comunicanti con quei bacini o corsi”). Prosegui la lettura…

Campagna iscrizioni al Gruppo d’Intervento Giuridico.

 

L’anno appena passato, ci ha visti impegnati in numerose battaglie in difesa della Terra che ci ospita: siamo intervenuti in favore della tutela delle nostre coste, degli stagni, degli "altri" animali e, naturalmente, in favore della salute di tutti i cittadini. Come sapete, il Gruppo d’Intervento Giuridico è un’associazione indipendente che opera in via autonoma, e la maggior parte delle nostre iniziative è partita grazie alle vostre segnalazioni, ed alle vostre richieste: le segnalazioni pervenute e, naturalmente, vagliate, sono state circa un migliaio e, di queste, 193 hanno portato ad altrettante richieste di informazioni rivolte alle pubbliche amministrazioni interessate. Abbiamo fatto tanto, ottenendo dei buoni risultati ma gli attentati al nostro ambiente non sono finiti e noi abbiamo ancora bisogno del vostro sostegno, per portare avanti le battaglie che ci aspettano nel futuro, per sensibilizzare, per informare, per migliorare questo mondo, per vigilare. Per questo vi chiediamo di sostenere il Gruppo d’Intervento Giuridico, attraverso la vostra partecipazione attiva, e diventando nostri soci, con un versamento di € 15,50 sul conto corrente postale n. 22639090 intestato a "associazione Gruppo d’Intervento Giuridico". Grazie!

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600 mila volte “click” sul blog del Gruppo d’Intervento Giuridico!

DIVENTA UNA SENTINELLA DELL’AMBIENTE CON IL GRUPPO D’INTERVENTO GIURIDICO!

 

Il Gruppo d’Intervento Giuridico è un’associazione ecologista che agisce in completa autonomia, su segnalazione di associazioni, comitati, singoli cittadini. Dal 1992 difendiamo il territorio dagli attentati che, quotidianamente, vengono portati avanti da speculatori, inquinatori e, purtroppo, amministratori pubblici distratti o insensibili, ottenendo, spesso, importanti risultati nella salvaguardia dell’ambiente, delle nostre bellezze naturalistiche, paesaggistiche e archeologiche. Le battaglie ambientali vinte e il sostegno di tante persone ci spronano ad impegnarci quotidianamente, non senza difficoltà, per vivere in un mondo migliore e pensiamo che in tutta Italia ci siano persone disposte a battersi per lo stesso scopo. Noi cerchiamo quelle persone, perché solo unendo le nostre forze è possibile difendere la Terra che ci ospita.

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500 mila contatti al blog del Gruppo d’Intervento Giuridico!

Auguri a tutti voi !

400.000 click, grazie a voi!

Un anno di Gruppo d’Intervento Giuridico, il 2008.

L’informazione, diffamazione, una sentenza, un po’ di giustizia.

350 mila…e grazie !

Problemi di connessione al nostro blog.

 

Nelle ultime settimane, alcune persone, che accedono al nostro blog, soprattutto, per consultare il materiale a carattere giuridico-ambientale pubblicato, sentenze, commenti giurisprudenziali, studi, atti dei convegni etc., ci hanno segnalato la notevole difficoltà e, talvolta, l’impossibilità di accedere al blog, dai p.c. di un’importante Pubblica Amministrazione. Vorremmo tranquillizzare tutti gli amici che ci hanno contattato al riguardo, infatti, dopo qualche verifica abbiamo accertato l’assenza di virus o problemi tecnici, nella nostra piattaforma, che possano impedire l’accesso al blog. Li invitiamo a verificare se, invece, il problema riguardi il server usato dalla Pubblica Amministrazione dalla quale provano a collegarsi, che può aver avuto qualche guasto. Talvolta, la tecnologia fa qualche scherzo birbantello.

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300.000 volte grazie!

Il Gruppo d’Intervento Giuridico a Firenze, sul sistema tranviario

Il GRIG arriva a Firenze!

Buon compleanno blog !

240 mila clik al nostro blog !

3 Dicembre 2007 Commenti chiusi

Un anno di Gruppo d’Intervento Giuridico

230 mila contatti al nostro blog !

Un colpo alla tempia alla libera informazione su internet !

220 mila contatti al nostro blog !

200.000 visite al blog del grig! Grazie, thank you, danke, merci, gracias!!!

 

Grazie per le vostre visite, i vostri commenti, suggerimenti, manifestazioni di stima, e grazie anche per le critiche e le tirate d’orecchie, ci aiutano a capire se stiamo lavorando bene e a migliorare.

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190 mila ?contatti? al nostro blog, grazie !

180 mila ?clik? sul nostro blog, grazie a tutti voi !

170 mila ?grazie? a tutti voi !

Gian Carlo forever !

15 Agosto 2007 Commenti chiusi

160 mila ?visite? al nostro blog.

150 mila ?visite? al blog del Gruppo d?Intervento Giuridico !


Il nostro ?blog? ha superato le 150.000 ?visite?. Vogliamo in primo luogo ringraziare tutti voi !!!!!

Per noi è un motivo di soddisfazione che desideriamo condividere con chi lo frequenta e contribuisce a rendere vivo e vitale con articoli, foto, interventi, commenti questa piccola ?nicchia ecologica? dell?informazione verde. Cercheremo di fare sempre di meglio, con l?aiuto di chiunque voglia partecipare e darsi da fare e con l?obiettivo di fare qualcosa di buono per questa Terra.

Cerchiamo di lavorare concretamente per salvaguardare la nostra Terra, per proteggerla, per viverla e farla vivere con rispetto delle sue risorse e dei suoi ?abitanti?. Noi, gli ?altri? animali, l?immenso regno vegetale. Cerchiamo di ?leggere? la realtà che ci circonda anche con un pizzico di ironia, vero ?sale? della vita. Potremo farlo sempre meglio se ci aiuti anche tu. Nei limiti delle disponibilità e del tempo.

Diamo qualche ?numero?, come al solito. Dall?11 dicembre 2005 oltre 150.000 contatti, un piccolo ?record? di 1.123 ?visite? in un giorno. Siamo sulla media di 5-600 ?clik? giornalieri. Per noi non è poco. 867 articoli, 2.572 commenti. Gli articoli più letti sono ?L?altra metà del cielo conosce l?inferno in terra, in Cina, ad esempio…?, sulla difficile condizione delle bambine in Estremo oriente (1.640 ?visite?), ?La Conservatorìa delle coste della Sardegna? su realtà e possibili sviluppi del nuovo organo gestionale costiero (1.270 ?visite?), ?Tuvixeddu day de nos?atrusu?, sulla vicenda della nota area archeologica cagliaritana (854 ?visite?), ?Il Conservatorio delle coste, l?Agenzia per la salvaguardia delle coste sarde? sulla presentazione dell?indagine di ricerca sul nuovo strumento tecnico-amministrativo per la gestione dinamica dei ?gioielli? costieri (843 ?visite?), ?Il piano paesaggistico regionale della Sardegna è stato approvato? (840 ?visite?), ?Renato Soru si ricandida. Una novità ma non tanto una sorpresa? (772 ?visite?), ?Beppe Grillo, non avallare l’Anfiteatro romano trasformato in legnaia !? (713 ?visite?), ?Carloforte isola del cemento ?? (662 ?visite?), ?Consiglio regionale 103 milioni di euro all?anno, senza controlli. Rabbia? (587 ?visite?), ?Come insabbiare uno dei peggiori crimini? (526 ?visite?) sulla triste vicenda dei preti pedofili, ?Diga di Monte Nieddu ? Is Canargius: errare è umano, perseverare è diabolico !? (505 ?visite?), ?Ma si può morire in pace? (477 ?visite?) sul drammatico caso Welby e sulle difficili problematiche della ?buona morte?, ?In difesa del piano paesaggistico: intervento davanti al T.A.R. Sardegna? (460 ?visite?), ?Referendum e filosofia del piano paesaggistico regionale? (451 ?visite?) e ?Abusi edilizi, reati, danni al territorio ed alle casse pubbliche? (439 ?visite?).

Questi gli argomenti più frequentati: la speculazione e l?abusivismo edilizio (15.750 contatti su 129 articoli), la Conservatorìa delle coste (3.419 contatti su 14 articoli), le disposizioni di svendita dei demani civici (1.253 contatti su 6 articoli), le aree minerarie dismesse (1.644 contatti su 18 articoli), la pianificazione paesistica (4.478 contatti su 34 articoli), lo stato dell?arte dei diritti umani, con particolare riferimento all?infanzia (12.935 contatti su 101 articoli), le tematiche dell?energia (2.461 contatti su 25 articoli), la gestione dei rifiuti (2.280 contatti su 26 articoli), i cambiamenti climatici (1.373 contatti su 17 articoli), la caccia ed il bracconaggio (3.926 contatti su 41 articoli), la tutela delle aree archeologiche (5.048 contatti su 33 articoli), la corretta gestione dell?acqua (1.590 contatti su 7 articoli).

Questo ?blog? è di parte, lo ricordiamo e non lo nascondiamo. E? la vetrina pubblica del Gruppo d?Intervento Giuridico, così come della Lega per l?Abolizione della Caccia, degli Amici della Terra e di tante altre realtà ecologiste ed animaliste. Ma è anche luogo di informazione e confronto e l?alto numero di contatti e commenti, per una piccola ?vetrinetta? dell?informazione ambientale come la nostra, lo testimonia. Le porte sono quindi sempre aperte a tutti.

Gruppo d’Intervento Giuridico

(foto C.B., archivio GrIG)

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Intervento davanti al T.A.R. Sardegna in difesa del piano paesaggistico.

24 Giugno 2007 Commenti chiusi


Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l?Abolizione della Caccia e Gruppo d?Intervento Giuridico danno sul piano paesaggistico regionale ? P.P.R. approvato nel settembre 2006 complessivamente una valutazione positiva e sosterranno le ragioni della salvaguardia ambientale proprie del P.P.R. con uno specifico intervento ad opponendum (a nome delle prime due, in quanto associazioni di protezione ambientale riconosciute ex art. 13 della legge n. 349/1986) curato dagli avv.ti Carlo Augusto Melis Costa e Guendalina Garau davanti al T.A.R. Sardegna. E? stato inoltrato l?intervento ad opponendum contro il ricorso n. 1019/2006 dei Comuni di Castelsardo, Valledoria, Bosa, Tempio Pausania, Gairo e delle società immobiliari Set s.r.l. e Vibrobeton s.r.l. e la prima udienza è prevista per il prossimo 11 luglio 2007. I primi ricorsi saranno, invece, discussi all?udienza fissata per il 27 giugno 2007. Successivamente, con ogni probabilità, il T.A.R. procederà alla riunione di tutti i ricorsi in un?unica trattazione.

Circa 100 ricorsi (altri 62 sono quelli straordinari al capo dello Stato), mentre da varie parti si parlava di addirittura quattrocento. Molti meno di quanti avverso i quattordici piani territoriali paesistici approvati dalla Regione nel 1993 e poi annullati su ricorsi degli Amici della Terra in quanto gravemente lesivi delle prerogative di tutela ambientale. Hanno inoltrato ricorsi amministrazioni comunali (ad esempio Cagliari, Olbia, Arzachena, Carloforte, Tertenia, Teulada, Castelsardo, Bosa, Tempio Pausania, Santa Teresa di Gallura, Budoni, Gairo, Valledoria), ?signori del vento? (la società Bonorva Wind Energy), tanti ?signori del mattone? ed anche tre consiglieri regionali dell?U.D.C. (Roberto Capelli, Sergio Milia e Franco Cuccu). Si sentono defraudati del potere di approvare il piano paesaggistico. Curiosamente la legge assegna, invece, tale potere alla Giunta regionale (art. 11 della legge regionale n. 45/1989 come modificato dall?art. 2 della legge regionale n. 8/2004). Comuni e privati lamentano lo scarso coinvolgimento ed il mancato accoglimento delle proprie ?osservazioni? durante la procedura di approvazione.

Di seguito, per chi volesse approfondire, una scheda sul P.P.R.

Lega per l?Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d?Intervento Giuridico

PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE, LE RAGIONI DEL “SI”.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l?Abolizione della Caccia e Gruppo d?Intervento Giuridico dànno del P.P.R. complessivamente una valutazione positiva.

Ricordiamo che la Giunta regionale, con la deliberazione n. 36/7 del 5 settembre 2006, approvava il piano paesaggistico regionale ? P.P.R. Giungeva, quindi, al termine il lungo procedimento che ha visto il parere della Commissione competente del Consiglio regionale, in seguito all?adozione del P.P.R. (deliberazione G. R. n. 22/3 del 24 maggio 2006) e, in precedenza, all?adozione della proposta di piano (deliberazione G.R. n. 59/36 del 13 dicembre 2005), le successive conferenze di co-pianificazione, la presentazione di atti di ?osservazioni? da parte di soggetti imprenditoriali, enti locali, associazioni ecologiste, ecc. In contemporanea i numerosi documenti del piano sono stati pubblicati sul sito web della Regione (http://www.regione.sardegna.it/pianopaesaggistico/) con un bell?esempio di trasparenza istituzionale purtroppo non comune.

I principali punti di forza, positivi, riguardano i seguenti aspetti:

* si deve, in primo luogo, evidenziare che il P.P.R., il primo piano approvato da una regione italiana in applicazione delle previsioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), appare supportato da un?ampia e, sostanzialmente, esaustiva analisi tecnico-scientifica territoriale, ambientale, insediativa (relazioni illustrative, tecniche, del comitato scientifico, 27 schede illustrative degli ambiti costieri) che costituisce la ?motivazione? dell?atto pianificatòrio;

* analogamente appare decisamente congrua la rappresentazione cartografica delle analisi di piano (5 tavole illustrative in scala 1 : 200.000 contenenti rispettivamente la perimetrazione degli ambiti di paesaggio costieri e la struttura fisica, l?assetto ambientale, l?assetto storico-culturale e l?assetto insediativo + 141 carte in scala 1 : 25.000 illustrative dei territori ricompresi negli ambiti di paesaggio costieri + 38 carte in scala 1 : 50.000 relative alla descrizione del territorio regionale non ricompreso negli ambiti costieri, anche in compact disk), supporto connesso ed inscindibile per le norme tecniche di attuazione;

* si conviene con l?individuazione degli ambiti di paesaggio e dei beni paesaggistici (art. 6 delle norme tecniche di attuazione), in particolare con la tipologia delle previsioni di piano, suddivise in prescrizioni dirette e indirette, indirizzi, misure di conoscenza, misure di conservazione, criteri di gestione e trasformazione, azioni di recupero e riqualificazione (art. 10 delle norme tecniche di attuazione);

* particolare importanza positiva assume la disciplina generale degli ambiti di paesaggio, individuati nelle 141 carte in scala 1 : 25.000, dove, nelle aree costiere (artt. 19-20 delle norme tecniche di attuazione), salve specifiche diverse disposizioni di piano, sono consentiti unicamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di consolidamento statico, di restauro, modesti volumi tecnici che non alterino lo stato dei luoghi, interventi consentiti dall?art. 12 (lettere b, e, f, g, h, l, m, p) della legge regionale n. 23/1985, interventi direttamente funzionali ad attività agro-silvo-pastorali che non comportino alterazioni permanenti dello stato dei luoghi o sul piano idrogeologico, interventi di riforestazione, taglio e riconversione colturale, antincendio e conservazione in base al piano regionale antincendi, interventi di risanamento e consolidamento degli abitati e delle aree interessate da movimenti franosi, di sistemazione idrogeologica e di bonifica dei siti inquinati: in sostanza, negli ambiti di paesaggio non è consentito alcun nuovo intervento di trasformazione comportante nuove volumetrie, con esclusione dei citati eventuali modesti volumi tecnici strettamente funzionali alle opere esistenti e senza alterazione dello stato dei luoghi (artt. 12, 15, 19, 20 delle norme tecniche di attuazione);

* vengono in parte eliminati alcuni effetti fortemente negativi determinati dall?applicazione della normativa transitoria: in particolare la possibilità, per i Comuni dotati di piano urbanistico comunale ? P.U.C. di mandare avanti interventi di trasformazione del territorio in base a semplice stipula di convenzione di lottizzazione entro il 24 maggio 2006, anche in assenza di alcun intervento. In questi mesi, infatti, numerosi Comuni dotati di P.U.C. hanno approvato convenzioni di lottizzazione in fretta e furia proprio per anticipare l?entrata in vigore delle norme provvisorie del P.P.R. Fra i tanti casi, a Teulada è stato approvato il piano di lottizzazione presentato dalla soc. Holdima a Porto Tramatzu, pur esistendo un contenzioso societario su chi abbia realmente titolo su quelle aree. A Carloforte hanno rapidamente presentato all?approvazione un piano di lottizzazione sulla collina della Croce. A Castiadas il Consiglio comunale ha lavorato a ciclo continuo per adottare una trentina di piani di lottizzazione in zona costiera ed in area agricola. Ora, però, i comparti privi di titoli abilitativi (permessi di costruire, nullaosta paesaggistici, ecc.) alla data di entrata in vigore del P.P.R. dovranno esser rivisti (art. 15, comma 4°, delle norme tecniche di attuazione) e potranno esser realizzati soltanto previa intesa (art. 11 delle norme tecniche di attuazione) fra Regione, Provincia e Comune interessato;

* analogamente particolare importanza positiva assumono le disposizioni a tutela delle aree agricole: in particolare gli indirizzi vincolanti per la pianificazione urbanistica comunale relativi al mantenimento dell?equilibrio fra gli insediamenti con case sparse ed il contesto ambientale, la facoltà di nuovi edifici a carattere residenziale per i soli conduttori dell?attività agricola, generalmente fuori dalla fascia costiera, in relazione alle caratteristiche geo-pedologiche dei terreni interessati rispetto alle coltivazioni previste e l?estensione minima del fondo di 3 ettari per colture intensive e di 5 ettari per colture estensive (art. 83 delle norme tecniche di attuazione). Si deve rammentare, infatti, che la superficie agricola regionale è drasticamente diminuita soprattutto a causa dei fenomeni di urbanizzazione: in dieci anni, dal 1990 al 2000, si è registrato un calo del 24,7 % (dati ISTAT, 2005). Emblematico il caso delle aree agricole olivetate del Sassarese: fra il 1977 ed il 1998 Alghero ha perso 474 ettari di oliveti su 2.456 (- 19,3 %), Sassari ne ha perso 361 ettari su 4.981 (- 7,2 %), Sorso ne ha perso 342 ettari su 1.611 (- 21,2 %). Soltanto Sennori e Tissi hanno registrato minimi incrementi, rispettivamente di 16 (+ 3,5 %) e di 13 (+ 7,3 %) ettari (dati Università degli Studi di Sassari, cattedra di olivicoltura, 2006). In relazione alla sola Sassari, al 2002 dei 4.620 ettari presenti nel 1977, ne sono risultati ?degradati? (?oliveti radi, con 50-100 alberi per ettaro) ben 562, 27 ettari sono risultati formati da alberi sparsi (meno di 50 olivi per ettaro): grazie a tale indagine condotta con l?ausilio di immagini satellitari si è appurato, quindi, che la perdita complessiva dell?area olivetta fruibile anche a fini economici è stata di ben 926 ettari (- 19 %). E tale perdita è dovuta quasi esclusivamente alla crescita edilizia incontrollata nell?agro;

* la previsione quali ?beni paesaggistici? (artt. 6 e 8 delle norme tecniche di attuazione e parte II del P.P.R.) aventi specifica necessità di conservazione del loro insieme, come ad es. l?area archeologica di Tuvixeddu, e di ?beni identitari? (artt. 6 e 9 delle norme tecniche di attuazione e II parte del P.P.R.) di aree e singoli beni che indichino il senso di appartenenza alla collettività sarda, es. l?archeologia mineraria ed industriale.

I principali punti di debolezza, negativi, appaiono questi:

* permane una normativa transitoria (art. 15 delle norme tecniche di attuazione) che può provocare potenzialmente notevole degrado in fascia costiera, a causa dei numerosi piani di lottizzazione approvati sulla base dei P.U.C. vigenti;

* non appaiono presenti meccanismi procedurali sostitutivi nel caso di mancato adeguamento della disciplina urbanistica provinciale e comunale alle previsioni del P.P.R. (artt. 106-107 delle norme tecniche di attuazione);

* la definizione delle aree semi-naturali (art. 25 delle norme tecniche di attuazione) ricomprende i ?boschi naturali? (leccete, quercete, sugherete e boschi misti, dune e litorali soggetti a fruizione turistica, ecc.), volendo individuare diversa disciplina per le aree ad utilizzazione agro-forestale comprendenti i ?rimboschimenti artificiali?: tale differente classificazione è in palese contrasto con quanto previsto dall?art. 2, commi 1° e 6°, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, norma quadro in materia, che esplicitamente qualifica come ?bosco i terreni coperti da vegetazione arborea associata o meno a quella arbustiva di origine naturale o artificiale, in qualsiasi stadio di sviluppo, i castagneti, le sugherete e la macchia mediterranea?.devono avere estensione non inferiore a 2.000 metri quadrati e larghezza media non inferiore a 20 metri e copertura non inferiore al 20 per cento?? ;

* gli indirizzi del P.P.R. per gli insediamenti turistici prevedono (art. 90, comma 1°, punto 3) un eccessivo premio volumetrico massimo in favore dei titolari di insediamenti turistici nei territori costieri di maggior impatto paesaggistico che acconsentano al trasferimento delle loro strutture verso insediamenti residenziali preesistenti. Un premio volumetrico massimo del 100 % rispetto alla volumetria esistente, da conseguirsi mediante procedure negoziali, appare decisamente eccessivo, in quanto rischia di innescare fenomeni speculativi negli esistenti centri abitati a breve distanza dalla costa (es. Bosa, Posada, Villasimius, Pula, ecc.) con conseguenze non prevedibili sul tessuto storico urbano.

La fascia di salvaguardia costiera, norma di tutela provvisoria di cui alla legge regionale n. 8/2004 (la c. d. legge salva-coste), ora varia nel P.P.R. in funzione della conformazione del paesaggio costiero, in alcuni casi è più profonda, in qualche caso meno profonda dei 2 chilometri. Lungo la fascia costiera sono vietate anche costruzioni in area agricola, a meno che non siano legate all’attività agro-zootecnica, nel caso di ricovero per attrezzi, o nel caso che la residenza in campagna sia strettamente necessaria alla conduzione dell’attività.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico avevano presentato le proprie ?osservazioni? al P.P.R. con atto del 21 marzo 2006. Osservazioni, parzialmente accolte, che hanno puntato a rendere ancora migliore un P.P.R. decisamente improntato ad un?approfondita conoscenza del territorio costiero sardo ed ad una corretta gestione della parte più pregiata dell?Isola. Le ?osservazioni? erano incentrate principalmente su una più puntuale tutela dei demani civici (i terreni ad uso civico, il 15 % della Sardegna), oggi purtroppo oggetto di pericolose disposizioni che ne prevedono di fatto la ?svendita?, sulla salvaguardia di zone umide e dei boschi, sul contenimento delle possibilità edificatorie lungo le coste, sui meccanismi procedurali in caso di inerzia degli Enti locali nelle loro attività di pianificazione urbanistica in attuazione del P.P.R. una volta approvato definitivamente e sulla correzione di alcune discrasie cartografiche (Chia, Portu Malu di Teulada, Porto Conte, Bados e Pittulongu di Olbia, Baccu Mandara di Maracalagonis). Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, dopo aver presentato diverse proposte in tema di pianificazione territoriale paesistica, hanno preso parte alla fase delle conferenze istruttorie di co-pianificazione (gennaio-febbraio 2006).

In questi mesi ed anche recentemente sono apparse decisamente ingenerose e confuse tante critiche mosse al P.P.R. da amministratori locali ed associazioni imprenditoriali, mentre demagogiche, elettoralistiche e prive di reale riscontro concreto le proposte referendarie (miseramente naufragate alla prima verifica di legittimità) avanzate da Forza Italia contro un P.P.R. addirittura non definitivamente approvato. Non certo meglio le contro-proposte avanzate dall?on. Paolo Manichedda, le quali sembrano quasi frutto del desiderio di quegli amministratori locali e progettisti alle disposizioni lassiste degli illegittimi piani territoriali paesistici del 1993, annullati su ricorsi ecologisti dai Giudici amministrativi perché l?esatto contrario di una corretta pianificazione paesistica.

Si ricorda, inoltre, che nell?estate 2005 era stata consegnata al Presidente della Regione autonoma della Sardegna on. Renato Soru ed al Presidente del Consiglio regionale on. Giacomo Spissu la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde promossa dagli Amici della Terra e dal Gruppo d?Intervento Giuridico. Gli aderenti sono stati ben 3.515 e vedono tra di loro parlamentari europei (on. Monica Frassoni), l?intera direzione nazionale degli Amici della Terra (Rosa Filippini, Walter Baldassarri e Maria Laura Radiconcini), personalità della cultura (lo scrittore Giorgio Todde), personalità del volontariato attivo (don Ettore Cannavera), rappresentanti di associazioni ecologiste di tutto il Mediterraneo (Coordinamenti Friends of the Earth dell?Europa e del Mediterraneo, associazioni nazionali aderenti a Friends of the Earth di Francia, Spagna, Cipro, Israele, Palestina, Croazia, Tema Foundation della Turchia, Istria Verde della Croazia, N.T.M. di Malta, C 21 dell?Algeria, Green Action della Croazia, European Geography Association della Grecia, E.N.D.A. della Francia, Green Home del Montenegro, S.P.N.L. del Libano, Link di Israele, E.N.D.A. Maghreb del Marocco, Tunisian Front Organization della Tunisia, Ecomediterrania della Spagna, O.D.R.A.Z. della Croazia, A.P.E.N.A. della Tunisia, A.F.D.C. del Libano, R.A.E.D. dell?Egitto, Ceratonia Foundation di Malta, C.O.A.G. della Spagna, WWF ? programma Mediterraneo dell?Italia, I.P.A.D.E. della Spagna, Forum della Laguna di Venezia dell?Italia, W.A.D.A. del Libano, Associazione per la Wilderness dell?Italia), componenti di formazioni politico-sociali (vari aderenti a circoli di Progetto Sardegna) e, soprattutto, tanti comuni cittadini sardi, di tante altre parti d?Italia e numerosi stranieri. La petizione ha chiesto che il nuovo piano paesistico contenesse efficaci misure di tutela, una fascia di rispetto costiero di almeno 500 metri dal mare e la conservazione integrale dei tratti costieri ancora integri o non compromessi. Si è chiesta, poi, anche l?istituzione dell?Agenzia per la Salvaguardia delle Coste cui affidare l?acquisizione al patrimonio pubblico e la corretta gestione dei tratti di litorale più pregevoli dal punto di vista ambientale e paesaggistico, della quale, recentemente, la Giunta regionale ha avviato la realizzazione con l?istituzione del Servizio della Conservatoria delle coste sarde e poi con l’Agenzia della Conservatoria delle coste. Richieste provenienti dal mondo ecologista internazionale e dalla ?società civile? alla quale la Regione autonoma della Sardegna ha iniziato a dare risposte positive: ora cerchiamo di renderle migliori e più efficaci.

Lega per l?Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d?Intervento Giuridico

(foto S.D., archivio GrIG)
Riferimenti: piano paesaggistico regionale – P.P.R.

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140 mila ?clik? sul blog del Gruppo d?Intervento Giuridico !


Il nostro ?blog? ha superato le 140.000 ?visite?. Un grandissimo grazie a tutti voi !!!!! Certamente è una soddisfazione che desideriamo condividere con chi lo frequenta e contribuisce a rendere vivo e vitale con articoli, foto, interventi, commenti questa piccola ?nicchia ecologica? dell?informazione verde. Cercheremo di fare sempre di meglio, con l?aiuto di chiunque voglia partecipare e darsi da fare e con l?obiettivo di fare qualcosa di buono per questa Terra.

In questi giorni Tiscali Blog, dato l?elevato numero medio di accessi, ci ha scelto, insieme a diversi altri blog nelle medesime condizioni, per testare le nuove funzioni della ?piattaforma? informatica che a breve sarà resa disponibile per i blog. Vediamo un po? che si riuscirà a fare.

Diamo qualche ?numero?, come al solito. Dall?11 dicembre 2005 oltre 140.000 contatti, un piccolo ?record? di 1.123 ?visite? in un giorno. Siamo sulla media di 625 ?clik? giornalieri. Per noi non è poco. 824 articoli, 2.442 commenti. Gli articoli più letti sono ?L?altra metà del cielo conosce l?inferno in terra, in Cina, ad esempio…?, sulla difficile condizione delle bambine in Estremo oriente (1.581 ?visite?), ?La Conservatorìa delle coste della Sardegna? su realtà e possibili sviluppi del nuovo organo gestionale costiero (1.209 ?visite?), ?Il Conservatorio delle coste, l?Agenzia per la salvaguardia delle coste sarde? sulla presentazione dell?indagine di ricerca sul nuovo strumento tecnico-amministrativo per la gestione dinamica dei ?gioielli? costieri (840 ?visite?), ?Tuvixeddu day de nos?atrusu?, sulla vicenda della nota area archeologica cagliaritana (821 ?visite?), ?Il piano paesaggistico regionale della Sardegna è stato approvato? (747 ?visite?), ?Renato Soru si ricandida. Una novità ma non tanto una sorpresa? (724 ?visite?), ?Carloforte isola del cemento ?? (662 ?visite?), ?Beppe Grillo, non avallare l’Anfiteatro romano trasformato in legnaia !? (568 ?visite?), ?Consiglio regionale 103 milioni di euro all?anno, senza controlli. Rabbia? (560 ?visite?), ?Come insabbiare uno dei peggiori crimini? (490 ?visite?) sulla triste vicenda dei preti pedofili, ?Ma si può morire in pace? (476 ?visite?) sul drammatico caso Welby e sulle difficili problematiche della ?buona morte?, ?Referendum e filosofia del piano paesaggistico regionale? (443 ?visite?) e ?In difesa del piano paesaggistico: intervento davanti al T.A.R. Sardegna? (412 ?visite?). Questi gli argomenti più frequentati: la speculazione e l?abusivismo edilizio (14.834 contatti su 122 articoli), la Conservatorìa delle coste (3.419 contatti su 14 articoli), le disposizioni di svendita dei demani civici (1.253 contatti su 6 articoli), le aree minerarie dismesse (1.644 contatti su 18 articoli), la pianificazione paesistica (4.320 contatti su 33 articoli), lo stato dell?arte dei diritti umani, con particolare riferimento all?infanzia (11.491 contatti su 93 articoli), le tematiche dell?energia (2.361 contatti su 25 articoli), la gestione dei rifiuti (2.172 contatti su 24 articoli), i cambiamenti climatici (1.101 contatti su 13 articoli), la caccia ed il bracconaggio (3.826 contatti su 40 articoli), la tutela delle aree archeologiche (5.048 contatti su 33 articoli).

Questo ?blog? è di parte, lo ricordiamo e non lo nascondiamo. E? la vetrina pubblica del Gruppo d?Intervento Giuridico, così come della Lega per l?Abolizione della Caccia, degli Amici della Terra e di tante altre realtà ecologiste ed animaliste. Ma è anche luogo di informazione e confronto e l?alto numero di contatti e commenti, per una piccola ?vetrinetta? dell?informazione ambientale come la nostra, lo testimonia. Le porte sono quindi sempre aperte a tutti.

Gruppo d’Intervento Giuridico

(foto V.N., archivio GrIG)

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In difesa del piano paesaggistico: intervento davanti al T.A.R. Sardegna.


Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l?Abolizione della Caccia e Gruppo d?Intervento Giuridico danno sul piano paesaggistico regionale ? P.P.R. approvato nel settembre 2006 complessivamente una valutazione positiva e sosterranno le ragioni della salvaguardia ambientale proprie del P.P.R. con uno specifico intervento ad opponendum (a nome delle prime due, in quanto associazioni di protezione ambientale riconosciute ex art. 13 della legge n. 349/1986) curato dagli avv.ti Carlo Augusto Melis Costa e Guendalina Garau davanti al T.A.R. Sardegna. E? stato inoltrato l?intervento ad opponendum contro il ricorso n. 1019/2006 dei Comuni di Castelsardo, Valledoria, Bosa, Tempio Pausania, Gairo e delle società immobiliari Set s.r.l. e Vibrobeton s.r.l. e la prima udienza è prevista per il prossimo 11 luglio 2007. I primi ricorsi saranno, invece, discussi all?udienza fissata per il 27 giugno 2007. Successivamente, con ogni probabilità, il T.A.R. procederà alla riunione di tutti i ricorsi in un?unica trattazione.

Circa 100 ricorsi (altri 62 sono quelli straordinari al capo dello Stato), mentre da varie parti si parlava di addirittura quattrocento. Molti meno di quanti avverso i quattordici piani territoriali paesistici approvati dalla Regione nel 1993 e poi annullati su ricorsi degli Amici della Terra in quanto gravemente lesivi delle prerogative di tutela ambientale. Hanno inoltrato ricorsi amministrazioni comunali (ad esempio Cagliari, Olbia, Arzachena, Carloforte, Tertenia, Teulada, Castelsardo, Bosa, Tempio Pausania, Santa Teresa di Gallura, Budoni, Gairo, Valledoria), ?signori del vento? (la società Bonorva Wind Energy), tanti ?signori del mattone? ed anche tre consiglieri regionali dell?U.D.C. (Roberto Capelli, Sergio Milia e Franco Cuccu). Si sentono defraudati del potere di approvare il piano paesaggistico. Curiosamente la legge assegna, invece, tale potere alla Giunta regionale (art. 11 della legge regionale n. 45/1989 come modificato dall?art. 2 della legge regionale n. 8/2004). Comuni e privati lamentano lo scarso coinvolgimento ed il mancato accoglimento delle proprie ?osservazioni? durante la procedura di approvazione.

Di seguito, per chi volesse approfondire, una scheda sul P.P.R.

Lega per l?Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d?Intervento Giuridico

PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE, LE RAGIONI DEL “SI”.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l?Abolizione della Caccia e Gruppo d?Intervento Giuridico dànno del P.P.R. complessivamente una valutazione positiva.

Ricordiamo che la Giunta regionale, con la deliberazione n. 36/7 del 5 settembre 2006, approvava il piano paesaggistico regionale ? P.P.R. Giungeva, quindi, al termine il lungo procedimento che ha visto il parere della Commissione competente del Consiglio regionale, in seguito all?adozione del P.P.R. (deliberazione G. R. n. 22/3 del 24 maggio 2006) e, in precedenza, all?adozione della proposta di piano (deliberazione G.R. n. 59/36 del 13 dicembre 2005), le successive conferenze di co-pianificazione, la presentazione di atti di ?osservazioni? da parte di soggetti imprenditoriali, enti locali, associazioni ecologiste, ecc. In contemporanea i numerosi documenti del piano sono stati pubblicati sul sito web della Regione (http://www.regione.sardegna.it/pianopaesaggistico/) con un bell?esempio di trasparenza istituzionale purtroppo non comune.

I principali punti di forza, positivi, riguardano i seguenti aspetti:

* si deve, in primo luogo, evidenziare che il P.P.R., il primo piano approvato da una regione italiana in applicazione delle previsioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), appare supportato da un?ampia e, sostanzialmente, esaustiva analisi tecnico-scientifica territoriale, ambientale, insediativa (relazioni illustrative, tecniche, del comitato scientifico, 27 schede illustrative degli ambiti costieri) che costituisce la ?motivazione? dell?atto pianificatòrio;

* analogamente appare decisamente congrua la rappresentazione cartografica delle analisi di piano (5 tavole illustrative in scala 1 : 200.000 contenenti rispettivamente la perimetrazione degli ambiti di paesaggio costieri e la struttura fisica, l?assetto ambientale, l?assetto storico-culturale e l?assetto insediativo + 141 carte in scala 1 : 25.000 illustrative dei territori ricompresi negli ambiti di paesaggio costieri + 38 carte in scala 1 : 50.000 relative alla descrizione del territorio regionale non ricompreso negli ambiti costieri, anche in compact disk), supporto connesso ed inscindibile per le norme tecniche di attuazione;

* si conviene con l?individuazione degli ambiti di paesaggio e dei beni paesaggistici (art. 6 delle norme tecniche di attuazione), in particolare con la tipologia delle previsioni di piano, suddivise in prescrizioni dirette e indirette, indirizzi, misure di conoscenza, misure di conservazione, criteri di gestione e trasformazione, azioni di recupero e riqualificazione (art. 10 delle norme tecniche di attuazione);

* particolare importanza positiva assume la disciplina generale degli ambiti di paesaggio, individuati nelle 141 carte in scala 1 : 25.000, dove, nelle aree costiere (artt. 19-20 delle norme tecniche di attuazione), salve specifiche diverse disposizioni di piano, sono consentiti unicamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di consolidamento statico, di restauro, modesti volumi tecnici che non alterino lo stato dei luoghi, interventi consentiti dall?art. 12 (lettere b, e, f, g, h, l, m, p) della legge regionale n. 23/1985, interventi direttamente funzionali ad attività agro-silvo-pastorali che non comportino alterazioni permanenti dello stato dei luoghi o sul piano idrogeologico, interventi di riforestazione, taglio e riconversione colturale, antincendio e conservazione in base al piano regionale antincendi, interventi di risanamento e consolidamento degli abitati e delle aree interessate da movimenti franosi, di sistemazione idrogeologica e di bonifica dei siti inquinati: in sostanza, negli ambiti di paesaggio non è consentito alcun nuovo intervento di trasformazione comportante nuove volumetrie, con esclusione dei citati eventuali modesti volumi tecnici strettamente funzionali alle opere esistenti e senza alterazione dello stato dei luoghi (artt. 12, 15, 19, 20 delle norme tecniche di attuazione);

* vengono in parte eliminati alcuni effetti fortemente negativi determinati dall?applicazione della normativa transitoria: in particolare la possibilità, per i Comuni dotati di piano urbanistico comunale ? P.U.C. di mandare avanti interventi di trasformazione del territorio in base a semplice stipula di convenzione di lottizzazione entro il 24 maggio 2006, anche in assenza di alcun intervento. In questi mesi, infatti, numerosi Comuni dotati di P.U.C. hanno approvato convenzioni di lottizzazione in fretta e furia proprio per anticipare l?entrata in vigore delle norme provvisorie del P.P.R. Fra i tanti casi, a Teulada è stato approvato il piano di lottizzazione presentato dalla soc. Holdima a Porto Tramatzu, pur esistendo un contenzioso societario su chi abbia realmente titolo su quelle aree. A Carloforte hanno rapidamente presentato all?approvazione un piano di lottizzazione sulla collina della Croce. A Castiadas il Consiglio comunale ha lavorato a ciclo continuo per adottare una trentina di piani di lottizzazione in zona costiera ed in area agricola. Ora, però, i comparti privi di titoli abilitativi (permessi di costruire, nullaosta paesaggistici, ecc.) alla data di entrata in vigore del P.P.R. dovranno esser rivisti (art. 15, comma 4°, delle norme tecniche di attuazione) e potranno esser realizzati soltanto previa intesa (art. 11 delle norme tecniche di attuazione) fra Regione, Provincia e Comune interessato;

* analogamente particolare importanza positiva assumono le disposizioni a tutela delle aree agricole: in particolare gli indirizzi vincolanti per la pianificazione urbanistica comunale relativi al mantenimento dell?equilibrio fra gli insediamenti con case sparse ed il contesto ambientale, la facoltà di nuovi edifici a carattere residenziale per i soli conduttori dell?attività agricola, generalmente fuori dalla fascia costiera, in relazione alle caratteristiche geo-pedologiche dei terreni interessati rispetto alle coltivazioni previste e l?estensione minima del fondo di 3 ettari per colture intensive e di 5 ettari per colture estensive (art. 83 delle norme tecniche di attuazione). Si deve rammentare, infatti, che la superficie agricola regionale è drasticamente diminuita soprattutto a causa dei fenomeni di urbanizzazione: in dieci anni, dal 1990 al 2000, si è registrato un calo del 24,7 % (dati ISTAT, 2005). Emblematico il caso delle aree agricole olivetate del Sassarese: fra il 1977 ed il 1998 Alghero ha perso 474 ettari di oliveti su 2.456 (- 19,3 %), Sassari ne ha perso 361 ettari su 4.981 (- 7,2 %), Sorso ne ha perso 342 ettari su 1.611 (- 21,2 %). Soltanto Sennori e Tissi hanno registrato minimi incrementi, rispettivamente di 16 (+ 3,5 %) e di 13 (+ 7,3 %) ettari (dati Università degli Studi di Sassari, cattedra di olivicoltura, 2006). In relazione alla sola Sassari, al 2002 dei 4.620 ettari presenti nel 1977, ne sono risultati ?degradati? (?oliveti radi, con 50-100 alberi per ettaro) ben 562, 27 ettari sono risultati formati da alberi sparsi (meno di 50 olivi per ettaro): grazie a tale indagine condotta con l?ausilio di immagini satellitari si è appurato, quindi, che la perdita complessiva dell?area olivetta fruibile anche a fini economici è stata di ben 926 ettari (- 19 %). E tale perdita è dovuta quasi esclusivamente alla crescita edilizia incontrollata nell?agro;

* la previsione quali ?beni paesaggistici? (artt. 6 e 8 delle norme tecniche di attuazione e parte II del P.P.R.) aventi specifica necessità di conservazione del loro insieme, come ad es. l?area archeologica di Tuvixeddu, e di ?beni identitari? (artt. 6 e 9 delle norme tecniche di attuazione e II parte del P.P.R.) di aree e singoli beni che indichino il senso di appartenenza alla collettività sarda, es. l?archeologia mineraria ed industriale.

I principali punti di debolezza, negativi, appaiono questi:

* permane una normativa transitoria (art. 15 delle norme tecniche di attuazione) che può provocare potenzialmente notevole degrado in fascia costiera, a causa dei numerosi piani di lottizzazione approvati sulla base dei P.U.C. vigenti;

* non appaiono presenti meccanismi procedurali sostitutivi nel caso di mancato adeguamento della disciplina urbanistica provinciale e comunale alle previsioni del P.P.R. (artt. 106-107 delle norme tecniche di attuazione);

* la definizione delle aree semi-naturali (art. 25 delle norme tecniche di attuazione) ricomprende i ?boschi naturali? (leccete, quercete, sugherete e boschi misti, dune e litorali soggetti a fruizione turistica, ecc.), volendo individuare diversa disciplina per le aree ad utilizzazione agro-forestale comprendenti i ?rimboschimenti artificiali?: tale differente classificazione è in palese contrasto con quanto previsto dall?art. 2, commi 1° e 6°, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, norma quadro in materia, che esplicitamente qualifica come ?bosco i terreni coperti da vegetazione arborea associata o meno a quella arbustiva di origine naturale o artificiale, in qualsiasi stadio di sviluppo, i castagneti, le sugherete e la macchia mediterranea?.devono avere estensione non inferiore a 2.000 metri quadrati e larghezza media non inferiore a 20 metri e copertura non inferiore al 20 per cento?? ;

* gli indirizzi del P.P.R. per gli insediamenti turistici prevedono (art. 90, comma 1°, punto 3) un eccessivo premio volumetrico massimo in favore dei titolari di insediamenti turistici nei territori costieri di maggior impatto paesaggistico che acconsentano al trasferimento delle loro strutture verso insediamenti residenziali preesistenti. Un premio volumetrico massimo del 100 % rispetto alla volumetria esistente, da conseguirsi mediante procedure negoziali, appare decisamente eccessivo, in quanto rischia di innescare fenomeni speculativi negli esistenti centri abitati a breve distanza dalla costa (es. Bosa, Posada, Villasimius, Pula, ecc.) con conseguenze non prevedibili sul tessuto storico urbano.

La fascia di salvaguardia costiera, norma di tutela provvisoria di cui alla legge regionale n. 8/2004 (la c. d. legge salva-coste), ora varia nel P.P.R. in funzione della conformazione del paesaggio costiero, in alcuni casi è più profonda, in qualche caso meno profonda dei 2 chilometri. Lungo la fascia costiera sono vietate anche costruzioni in area agricola, a meno che non siano legate all’attività agro-zootecnica, nel caso di ricovero per attrezzi, o nel caso che la residenza in campagna sia strettamente necessaria alla conduzione dell’attività.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico avevano presentato le proprie ?osservazioni? al P.P.R. con atto del 21 marzo 2006. Osservazioni, parzialmente accolte, che hanno puntato a rendere ancora migliore un P.P.R. decisamente improntato ad un?approfondita conoscenza del territorio costiero sardo ed ad una corretta gestione della parte più pregiata dell?Isola. Le ?osservazioni? erano incentrate principalmente su una più puntuale tutela dei demani civici (i terreni ad uso civico, il 15 % della Sardegna), oggi purtroppo oggetto di pericolose disposizioni che ne prevedono di fatto la ?svendita?, sulla salvaguardia di zone umide e dei boschi, sul contenimento delle possibilità edificatorie lungo le coste, sui meccanismi procedurali in caso di inerzia degli Enti locali nelle loro attività di pianificazione urbanistica in attuazione del P.P.R. una volta approvato definitivamente e sulla correzione di alcune discrasie cartografiche (Chia, Portu Malu di Teulada, Porto Conte, Bados e Pittulongu di Olbia, Baccu Mandara di Maracalagonis). Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, dopo aver presentato diverse proposte in tema di pianificazione territoriale paesistica, hanno preso parte alla fase delle conferenze istruttorie di co-pianificazione (gennaio-febbraio 2006).

In questi mesi ed anche recentemente sono apparse decisamente ingenerose e confuse tante critiche mosse al P.P.R. da amministratori locali ed associazioni imprenditoriali, mentre demagogiche, elettoralistiche e prive di reale riscontro concreto le proposte referendarie (miseramente naufragate alla prima verifica di legittimità) avanzate da Forza Italia contro un P.P.R. addirittura non definitivamente approvato. Non certo meglio le contro-proposte avanzate dall?on. Paolo Manichedda, le quali sembrano quasi frutto del desiderio di quegli amministratori locali e progettisti alle disposizioni lassiste degli illegittimi piani territoriali paesistici del 1993, annullati su ricorsi ecologisti dai Giudici amministrativi perché l?esatto contrario di una corretta pianificazione paesistica.

Si ricorda, inoltre, che nell?estate 2005 era stata consegnata al Presidente della Regione autonoma della Sardegna on. Renato Soru ed al Presidente del Consiglio regionale on. Giacomo Spissu la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde promossa dagli Amici della Terra e dal Gruppo d?Intervento Giuridico. Gli aderenti sono stati ben 3.515 e vedono tra di loro parlamentari europei (on. Monica Frassoni), l?intera direzione nazionale degli Amici della Terra (Rosa Filippini, Walter Baldassarri e Maria Laura Radiconcini), personalità della cultura (lo scrittore Giorgio Todde), personalità del volontariato attivo (don Ettore Cannavera), rappresentanti di associazioni ecologiste di tutto il Mediterraneo (Coordinamenti Friends of the Earth dell?Europa e del Mediterraneo, associazioni nazionali aderenti a Friends of the Earth di Francia, Spagna, Cipro, Israele, Palestina, Croazia, Tema Foundation della Turchia, Istria Verde della Croazia, N.T.M. di Malta, C 21 dell?Algeria, Green Action della Croazia, European Geography Association della Grecia, E.N.D.A. della Francia, Green Home del Montenegro, S.P.N.L. del Libano, Link di Israele, E.N.D.A. Maghreb del Marocco, Tunisian Front Organization della Tunisia, Ecomediterrania della Spagna, O.D.R.A.Z. della Croazia, A.P.E.N.A. della Tunisia, A.F.D.C. del Libano, R.A.E.D. dell?Egitto, Ceratonia Foundation di Malta, C.O.A.G. della Spagna, WWF ? programma Mediterraneo dell?Italia, I.P.A.D.E. della Spagna, Forum della Laguna di Venezia dell?Italia, W.A.D.A. del Libano, Associazione per la Wilderness dell?Italia), componenti di formazioni politico-sociali (vari aderenti a circoli di Progetto Sardegna) e, soprattutto, tanti comuni cittadini sardi, di tante altre parti d?Italia e numerosi stranieri. La petizione ha chiesto che il nuovo piano paesistico contenesse efficaci misure di tutela, una fascia di rispetto costiero di almeno 500 metri dal mare e la conservazione integrale dei tratti costieri ancora integri o non compromessi. Si è chiesta, poi, anche l?istituzione dell?Agenzia per la Salvaguardia delle Coste cui affidare l?acquisizione al patrimonio pubblico e la corretta gestione dei tratti di litorale più pregevoli dal punto di vista ambientale e paesaggistico, della quale, recentemente, la Giunta regionale ha avviato la realizzazione con l?istituzione del Servizio della Conservatoria delle coste sarde e poi con l’Agenzia della Conservatoria delle coste. Richieste provenienti dal mondo ecologista internazionale e dalla ?società civile? alla quale la Regione autonoma della Sardegna ha iniziato a dare risposte positive: ora cerchiamo di renderle migliori e più efficaci.

Lega per l?Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d?Intervento Giuridico

(foto S.D., archivio GrIG)
Riferimenti: piano paesaggistico regionale – P.P.R.

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