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Post Taggati ‘legnaia’

Interrogazione parlamentare per la rimozione della “legnaia” dall’Anfiteatro romano di Cagliari.

Anfiteatro romano con allestimento per spettacoli, Cagliari

Anfiteatro romano con allestimento per spettacoli, Cagliari

 

L’ on. Federico Palomba, cagliaritano, deputato dell’ Italia dei Valori, ha presentato ieri un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi per la rimozione della legnaia che da troppi anni opprime l’Anfiteatro romano di Cagliari.  

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

COMUNICATO STAMPA
PALOMBA (IDV), INTERROGAZIONE SULL’ANFITEATRO ROMANO DI CAGLIARI: BASTA CON LE TERGIVERSAZIONI E SI TORNI ALLA LEGALITà CON  L’IMMEDIATA RIMOZIONE DELLA STRUTTURA LIGNEA ORMAI ABUSIVA. Prosegui la lettura…

Autentica cultura e soldi fra le antiche pietre.

Anfiteatro romano, “legnaia” persistente e abusiva.

Via la “legnaia” dall’Anfiteatro romano una volta per tutte !

Per liberare il povero Anfiteatro romano dalla “legnaia” si muove anche la Procura della Repubblica.

Liberare l?Anfiteatro romano dalla ?legnaia?, si muove anche la Regione.

Anfiteatro romano libero dalla ?legnaia? ed aperto agli spettacoli.

?Legnaia? sull?Anfiteatro romano: si sbaracca, con calma…


Mentre Beppe Grillo continua a tacere, sembra che il Comune di Cagliari voglia degnarsi, dopo anni di abusivismo sul piano paesaggistico, di sbaraccare la “legnaia” che soffoca da anni l’Anfiteatro romano. Ma con calma, dopo la stagione estiva. Intanto la Procura della Repubblica di Cagliari ha acquisito tutti gli atti relativi alla vicenda. Buona lettura…

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

da Il Sardegna, 6 maggio 2007

Anfiteatro, addio legno, il Comune smonta tutto. Previsto nel bilancio di previsione 2007 un impegno di quasi un milione di euro per rimuovere tribune, platea e palco. Quella di quest?estate potrebbe essere l?ultima stagione di spettacoli. Un?arena in meno e un po? di storia in più. Stefano Ambu

Lou Reed, Beppe Grillo, Francesco De gregari, Raf, Pino Daniele e Fiorella Mannoia sì. Ma solo quest?estate. Poi si chiude. O meglio, si smonta tutto. Tribune, platea, palco. L?Anfiteatro ? arena ha le stagioni contate, una e poi basta: nel bilancio di previsione del Comune di Cagliari ci sono i soldi, quasi un milione di euro, per l?operazione smantellamento. Un sipario che cala senza colpi di scena. Niente Carabinieri, niente Guardia di finanza. Solo un?amichevole tregua a tre tra Comune, Soprintendenza e Regione. Contenti anche gli ambientalisti che proprio due settimane fa avevano chiesto a Beppe Grillo di non esibirsi il 13 giugno per protestare contro la ?legnaia?. Che, sempre secondo gli ecologisti, non doveva più stare dov?è perché l?autorizzazione alla sistemazione di tribune e palco sarebbe scaduta da quattro anni. Nel dubbio, il Comune ha preso in anticipo tutti: ci sono i soldi. Quindi si toglie tutto. Un?arena in meno. E un po? di storia in più. Due questioni che si intrecciano. Spettacolo da una parte, cultura dall?altra. Ma potrebbe esserci anche la classica terza via suggerita da molti quando le tribune dell?Anfiteatro, tra un ricorso e una denuncia, erano davvero in bilico: spostare il palco qualche decina di metri più indietro. E montare le eventuali tribune non sulle pietre del vecchio Anfiteatro, ma sulla terra. Capienza ridotta, ma scenario (quello che per esempio ha convinto Lou Reed a scegliere Cagliari per il suo megaspettacolo berlin) quasi intatto. In più, rispetto della storia. L?operazione togli tutto, però, potrebbe riservare grandi, e poco piacevoli, sorprese. I lavori per la sistemazione di tutto quello che in questi anni è servito per trasformare l?Anfiteatro in un teatro all?aperto potrebbero aver danneggiato le pietre. Un sospetto che per molti è una certezza. Le denunce degli ambientalisti, più o meno, sono andate in quella direzione. L?ultima carta giocata da Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra è stata una lettera di risposta a una domanda degli stessi ecologisti. Lettera che ha confermato i sospetti degli ambientalisti: la Regione aveva detto di non aver più rilasciato, dal 1998, l?autorizzazione paesaggistica per la copertura in legno dell?anfiteatro. ?Nessun ulteriore provvedimento rispetto a quello del 1998. E, alla data odierna (17 aprile n.d.r.), non risultano pervenute ulteriori istanze di autorizzazione?. Insomma l?Anfiteatro aveva l?okay. Ma da quattro anni il via libera è scaduto. A complicare tutto la Soprintendenza: nelle settimane scorse ha detto che l?Anfiteatro è dello Stato, non del Comune. Tra le tante lettere c?era stata anche quella degli ambientalisti a Beppe Grillo: ?in questa nuova stagione abbiamo saputo che è in programma anche un tuo spettacolo: spostalo in un?altra sede, non renderti utile alla poco nobile causa degli ?abusivi? ?. Ancora nessuna risposta da parte del comico, in giro per l?Italia con il suo spettacolo che, di piazza in piazza, denuncia quello che succede nella città toccata dal tour. E? quello che potrebbe succedere a Cagliari: Grillo sul palco. A dire tutto quello che sa sull?Anfiteatro che ospita il suo show.

(foto da commons.wikimedia.org)

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Beppe Grillo, non avallare l’Anfiteatro romano trasformato in legnaia !


lettera aperta a Beppe Grillo sull’Anfiteatro romano “fatto a legnaia”.

Caro Beppe Grillo,

ti scrivo in rappresentanza delle associazioni ecologiste sarde Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico per segnalarTi un fatto che in qualche modo ti coinvolge. Desidero premettere che tutti noi siamo molto interessati alle Tue importanti campagne per una migliore gestione della ?cosa pubblica? e degli interessi della collettività. Sul nostro blog (http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/) abbiamo inserito il link del Tuo sito fra i ?links amici? proprio per affinità di obiettivi. Devi sapere che, fra le mille azioni ed iniziative per la salvaguardia ambientale e la tutela dei diritti civili, da lunghi anni ci stiamo battendo perché l?Anfiteatro romano di Cagliari, il più importante monumento di epoca romana della Sardegna ed uno dei soli tre anfiteatri romani scavati nella roccia tuttora esistenti, sia restituito alla sua naturale essenza di bene culturale e sia fruibile come tale. Da sette anni, infatti, è deturpato da un allestimento ligneo (noi lo chiamiamo ?legnaia?) pagato con i nostri soldi per delle fallimentari stagioni liriche di qualche anno fa. Bene, devi sapere anche che questa ?legnaia? è abusiva. Sì, la sua autorizzazione paesaggistica è scaduta da quattro anni: l?ha confermato l?Assessorato regionale dei beni culturali ? Servizio tutela del paesaggio (nota n. 20297 del 17 aprile 2007) dopo nostra denuncia dello scorso 27 gennaio 2007. Dopo numerosi esposti, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, con l?esposto del 26 gennaio 2007, hanno chiesto per l?ennesima volta al Ministero per i beni e attività culturali, Direzione regionale per i beni culturali ed ambientali, Soprintendenze per i beni ambientali ed archeologica, Assessorato regionale dei beni culturali, Comune di Cagliari (il titolare dell’opera) la rimozione della persistente ?legnaia? dall?Anfiteatro romano, ormai palesemente illegittima: questa volta, però, è stata interessata anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per le eventuali ipotesi di reato. Ed è stato chiesto anche il sequestro preventivo, visto che si sta preannunciando la nuova stagione estiva ?abusiva?. E in questa nuova stagione abbiamo saputo che è in programma anche un tuo spettacolo, il prossimo 13 giugno 2007: spostalo in un?altra sede, non renderti utile alla poco nobile causa degli ?abusivi? ! Se vuoi, possiamo fornirti tutta la documentazione inerente la vicenda, che troverai raccontata in http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/sr3264484/ . Con i migliori auguri di buon lavoro, a presto, ciao,

Stefano Deliperi

Qualche aggiornamento sulla vicenda dell?Anfiteatro:

mentre l?associazione Memoria Milites, nell?ambito della manifestazione ?Monumento Aperti?, domenica 29 aprile 2007 (ore 17) proporrà nientemeno che combattimenti di gladiatori nell?Anfiteatro romano (La Nuova Sardegna, 25 aprile 2007), il sindaco Floris e l?assessore ai lavori pubblici Lorrai interpretano a modo loro la normativa sulla tutela paesaggistica e affermano che l?autorizzazione paesaggistica per la ?legnaia? non è scaduta (L?Unione Sarda, 25 aprile 2007). Forse durerà fino al ritorno dell?Impero di Roma sui fatali Colli… Massimo Palmas, presidente di ?Sardegna Concerti?, che organizza gli spettacoli all?Anfiteatro, dice ? ovviamente ? che tutte le manifestazioni estive (Beppe Grillo compreso) devono farsi, poi si vedrà (L?Unione Sarda, 26 aprile 2007). Dice di aver informato il comico genovese (?abbiamo trasmesso a Beppe Grillo tutti i documenti?) e che ?voci incontrollate rischiano di danneggiare la prevendita?. Peccato che qui ci siano atti amministrativi e norme di legge, non banali ?voci incontrollate?. Infine, Massimo Rombi, il coordinatore (?organizer?) del Gruppo d?incontro Beppe Grillo di Cagliari, afferma: ?sono stato contattato da un caporedattore del Sardegna per una dichiarazione ufficiale di Beppe Grillo sulla questione. Ho quindi inviato un messaggio a Beppe Grillo e allo staff per metterli al corrente della situazione e attendo una loro risposta. Vi ragguaglierò in merito nei prossimi giorni.? (http://beppegrillo.meetup.com/31/messages/boards/view/viewthread?thread=2987543).

a beneficio del sindaco di Cagliari Emilio Floris

Regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357 (Regolamento per l’applicazione della legge n. 1497/1939 sulla protezione delle bellezze naturali)

- omissis -

articolo 16
- omissis -
L’autorizzazione vale per un periodo di cinque anni, trascorso il quale, l’esecuzione dei progettati lavori deve essere sottoposta a nuova autorizzazione.

Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche ed integrazioni (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

- omissis -

articolo 158 (disposizioni regionali di attuazione)
1. Fino all?emanazione di apposite disposizioni regionali di attuazione del presente codice restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.

(foto da mailing list sociale)
Riferimenti: dibattito nel Gruppo d’incontro Beppe Grillo – Cagliari

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La ?legnaia? che deturpa l?Anfiteatro romano è abusiva !


L?Assessorato regionale dei beni culturali ? Servizio tutela del paesaggio (nota n. 20297 del 17 aprile 2007) ha confermato quanto sostenuto dall?esposto-denuncia degli Amici della Terra e del Gruppo d?Intervento Giuridico dello scorso 26 gennaio 2007: l?allestimento ligneo, la nota ?legnaia?, che copre l?Anfiteatro romano di Cagliari è privo di autorizzazione paesaggistica, è abusivo.

Infatti, l?Assessorato reg.le P.I. e BB.CC. – Servizio tutela paesaggio aveva rilasciato il nullaosta paesaggistico n. 9164 del 30 novembre 1998. Ora, l?autorizzazione paesaggistica perde efficacia con lo scadere del periodo di cinque anni dall?emanazione (artt. 16 del regio decreto n. 1457/1940 e 158 del decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche e integrazioni). Il Servizio tutela paesaggio ha confermato ?che .. non ha emanato provvedimenti ulteriori rispetto alla nota n. 9164 del 30.11.98 e che alla data odierna non risultano pervenute ulteriori istanze di autorizzazione?. Tuttavia non ha ancora preso alcun provvedimento per la rimozione coattiva.

Dopo numerosi esposti (l?ultimo del 16 maggio 2005), le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, con l?esposto del 26 gennaio 2007, hanno chiesto per l?ennesima volta al Ministero per i beni e attività culturali, Direzione regionale per i beni culturali ed ambientali, Soprintendenze per i beni ambientali ed archeologica, Assessorato regionale dei beni culturali, Comune di Cagliari (il titolare dell’opera) la rimozione della persistente ?legnaia? dall?Anfiteatro romano, ormai palesemente illegittima: questa volta, però, è stata interessata anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per le eventuali ipotesi di reato. Ed è stato chiesto anche il sequestro preventivo, visto che si sta preannunciando la nuova stagione estiva abusiva.

L?Anfiteatro romano (uno dei tre soli anfiteatri romani scavati nella roccia ancora esistenti) riveste le caratteristiche di ?bene culturale? ai sensi degli artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 ed è tutelato con vincolo paesaggistico ai sensi dell?art. 142, comma 1°, lettera m, del decreto legislativo n. 42/2004. Ai sensi dell?art. 20 del decreto legislativo n. 42/2004, ?i beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure da recare pregiudizio alla loro conservazione?.

L?intervento di allestimento ligneo, definito in tutti gli atti disponibili ?temporaneo e reversibile?, risulta autorizzato con condizioni sul piano della tutela archeologica con note Soprintendente Beni Archeologici n. 7252/1 del 14 ottobre 1998, n. 8840 del 9 novembre 1998, n. 9373 del 25 novembre 1998, n. 8989/1 del 23 dicembre 1999 (relativa alle modalità del rilievo archeologico, che presuppone la completa rimozione degli interventi) n. 9170 del 30 dicembre 1999 (individuazione dei 44 punti di appoggio ed ancoraggio) e n. 3375/1 del 16 maggio 2000; d?altra parte, la Soprintendenza per i beni Archeologici non poteva non autorizzare un intervento relativo ad ?usi non compatibili con il ? carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla ? conservazione o integrità? ex art. 21 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente (Cass. pen., sez. III, 19 gennaio 1994, n. 2288). Analogamente l?Assessorato reg.le P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela paesaggio aveva rilasciato il nullaosta paesaggistico n. 9164 del 30 novembre 1998 ex art. 151 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente ?visto il carattere di amovibilità e temporaneità dell?intervento? ed il medesimo Consiglio comunale aveva approvato il progetto definitivo ex art. 42 della normativa di attuazione. P.R.G. allora vigente (deliberazione n. 21 del 23 febbraio 1999) con la considerazione che ?il progetto è costituito essenzialmente da strutture di adeguamento quasi interamente amovibili ad eccezione di alcuni locali (servizi igienici, n.d.r.) di modesto volume?. L?intervento comunale di allestimento ligneo ha beneficiato di un finanziamento pubblico di 6,5 miliardi complessivi di vecchie lire ai sensi della legge n. 270/1997 e della legge regionale n. 30/1993 condizionato all?utilizzo dell?intervento medesimo per almeno 5 anni, scaduti nel 2005.

Il T.A.R. Sardegna, con sentenza del 24 febbraio 2006, accoglieva, poi, le ragioni del Soprintendente per i beni archeologici che chiedeva la rimozione dell?allestimento ligneo Il Comune di Cagliari ha perso il ricorso. Infatti, con la nota n. 6735 del 9 ottobre 2000 il Soprintendente Archeologico di Cagliari invitava il Comune di Cagliari ?a provvedere, con la consentita sollecitudine, alla restituzione del monumento alla naturalità del contesto archeologico e perciò a rimuovere tutte le impalcature lignee relative alla platea ed al palco, nonché alle gradinate delle estremità settentrionale, orientale e occidentale e delle relative vie di fuga, fatti salvi gli apprestamenti idonei a consentire l?agibilità dell?edificio alla visita del pubblico ? e quanto altro necessario a garantire, sul piano della sicurezza, il rispetto della normativa vigente?. Detta nota veniva dall?Amministrazione comunale cagliaritana impugnata davanti al T.A.R. Sardegna con l?esito sostanziale di fermare fino al momento attuale qualsiasi operazione di rimozione di quello che doveva essere un allestimento amovibile e temporaneo.

Qualche settimana fa, da un esame degli archivi della Soprintendenza archeologica cagliaritana, emergeva che l?Anfiteatro romano sarebbe di proprietà dello Stato e non del Comune di Cagliari, mentre nel gennaio scorso il Soprintendente per i beni archeologici di Cagliari Vincenzo Santoni annunciava di aver chiesto al Ministero per i beni e le attività culturali l?apposizione del vincolo storico-culturale. Va certo bene, ma non è la cosa più urgente.

Ora non ci sono più ?ostacoli? per la rimozione della persistente ?legnaia? dall?Anfiteatro romano, ormai palesemente illegittima: anche dopo il pronunciamento del T.A.R. Sardegna l?Amministrazione comunale del sindaco Floris non ha fatto nulla. Continuerà a fare orecchie da mercante ? Decenza e rispetto della legge vorrebbero l?avvìo, senza ulteriori indugi, delle procedure per la rimozione dell?allestimento ligneo e la restituzione dell?Anfiteatro romano alla natura di bene culturale archeologico ed alla piena fruizione pubblica. Ora, insieme alle pubbliche amministrazioni competenti, se ne interesserà anche la magistratura. E auspichiamo un sequestro preventivo, un provvedimento cautelare per evitare ulteriori rischi per il bene culturale.

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto da commons.wikimedia.org)

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Anfiteatro romano di Cagliari: sbaraccare la ?legnaia? !


E’ ora di togliere quella folle “legnaia” dal più importante monumento di epoca romana della Sardegna !

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

da La Nuova Sardegna, 3 aprile 2007

Colpo di scena: l?anfiteatro romano è dello Stato.
La scoperta fatta dalla sovrintendenza archeologica Lilliu: ora spero che le tribune vengano tolte subito. Antonio Romagnino: «Ridiano alla città il suo monumento».
Roberto Paracchini

CAGLIARI. L?anfiteatro Romano non è del Comune ma dello Stato centrale. Chissà che cosa penseranno quei signori che, tra qualche decina d?anni, avranno l?ardire di fare la storia recente di questo monumento? Si troverebbero di fronte centinaia di articoli sul rivestimento in legno per le tribune (contenenti polemiche tra sovrintendenze e Comune, e tra questo e parte della società civile), per poi arrivare a sapere che sarebbe stato tutto più facile se fosse stata chiara la titolarità del bene. La diatriba sarebbe stata probabilmente già risolta. Ma così non è avvenuto nonostante fosse stato creato un comitato pubblico per la «liberazione dell?anfiteatro».
Il comitato era stato promosso dall?archeologo Giovanni Lilliu e dallo studioso Antonio Romagnino, unanimamente considerati due «grandi vecchi» di Cagliari e della Sardegna. La logica che aveva portato a quel rivestimento fu quella di un utilizzo megliore del monumento per lo spettacolo, per godere delle suggestioni di un luogo così magico. Nello stesso tempo, però, le persone e gli intellettuali favorevoli alla difesa e alla valorizzazione dei valori storici dell?anfiteatro dissero che era come se fosse stato messo un pigiama alla storia. Ora, però, alla sovrintendenza ai beni archeologici hanno scoperto, attraverso alcuni documenti, che il bene non è del Comune, come tutti pensavano, ma dello Stato centrale. A questo punto la richiesta di vincolo archeologico, che il sovrintendenze Vincenzo Santoni aveva annunciato, non è più necessaria. Lo Stato centrale e, quindi, i suoi organismi periferici di tutela possono intervenire subito. «Credo che questa nuova situazione agevoli – sostiene Lilliu – il processo che si chiede da anni: che si tolgano le tavole che rivestono il munumento. Noi, da parte nostra, abbiamo fatto la nostra parte mobilitandoci e cercando si sensibilizzare l?opinione pubblica. Ora è più facile arrivare a un risultato positivo». Purtroppo, lamenta Romagnino, in questi anni abbiamo assistito acchè un momento di questo valore fosse quasi dimenticato. Mentre mi sembra importante dare voce nuova a questo monumento: riprendere i discorso e dire che non solo esite, ma che può anche essere visto e, speriamo, visitato presto come era prima del rivestimento in legno». Nello stesso tempo va detto che le voci di un suo (del monumento) coinvolgimento nella stagione di musica e spettacolo estiva è data quasi per certa. Lo stesso sindaco Emilio Floris ne ha parlato al borsino del turismo (Bit) di Milano: come elemento forte per rendere Cagliari più appetibile. Secondo il coordinatore delle sovrintendenze regionali, Paolo Scarpellini, però, la novità («di cui io non sono a conoscenza») di una proprietà dello Stato centrale e non del Comune del sito archeologico, «non cambia i termini della questione. Col Comune c?è un discorso e una contrattazione già in atto». Ma quest?estate l?anfiteatro sarà utilizzato per lo spettacolo e, quindi, manterrà il rivestimento? «Il problema non è quello di un mese in più o in meno, ma quello di avere un programma preciso di ripristino del sito nelle sue condizioni iniziali. In questo momento l?unico vincolo è il buon senso. Bisogna trovare un altro spazio per i grandi eventi in città (e mi sembra che l?amministrazione comunale si stia muovendo in questa direzione) e riavere la fruizione completa del monumento. E farlo in modo preciso e programmato anche perchè smantellare le travi non sarà una banalità». Parte del rivestimento è stato puntellato nella roccia, non sulle gradinate ma in alcuni punti del terreno. A suo tempo quando si era arrivati all?accordo (poi contestato) tra Sovrintendenze, Comune ed teatro lirico si era parlato di ripristino completo, eliminando anche i fori su cui sono state puntelate le assi (tramite l?utlizzo di uno stesso tipo di roccia). Ma i costi dello smatellamento erano tali che farlo una volta all?anno (a fine stagione) venne considerato eccessivo. E il pigiama in legno non venne mai sfilato. Recentemente, inoltre, il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della terra hanno depositato un esposto alla procura della Repubblica nel quale ripercorrono la travagliata vicenda del?arena romana e fanno riferimento al nullaosta paesaggistico, concesso nel 1998, «che risulta ormai ampiamente scaduto». In sostanza la struttura in legno installata ai tempi dell?amministrazione guidata da Mariano Delogu si sarebbe trasformata in un?opera abusiva. Anche perchè l?autorizzazione era ancorata al «carattere di amovibilità e temporaneità dell?intervento» e il consiglio comunale si era allineato perchè il progetto era costituito «essenzialmente da strutture di adeguamento quasi interamente amovibili ed accezione di alcuni locali di modesto volume». Si trattava, nelle intenzioni e in base agli annunci pubblici, di un?installazione provvisoria.

(elaborazione immagine GrIG da stampa antica)

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Sbaraccare la "legnaia" dall’Anfiteatro romano di Cagliari !


In questi giorni il Soprintendente per i beni archeologici di Cagliari Vincenzo Santoni ha annunciato che chiederà al Ministero per i beni e le attività culturali l?apposizione del vincolo storico-culturale in favore dell?Anfiteatro romano di Cagliari, orrendamente deturpato da una ?legnaia? da troppi anni. Va certo bene, ma non è la cosa più urgente.

Infatti, rimane ancora l?allestimento ligneo per gli spettacoli estivi (inizialmente predisposti dall?Ente Lirico di Cagliari): dal 2000, purtroppo, ricopre l?Anfiteatro romano, il principale monumento di epoca romana esistente in Sardegna nonché uno dei tre soli anfiteatri romani scavati nella roccia ancora esistenti.

Dopo numerosi esposti (l?ultimo del 16 maggio 2005), le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico oggi chiedono (note del 26 gennaio 2007) per l?ennesima volta al Ministero per i beni e attività culturali, Direzione regionale per i beni culturali ed ambientali, Soprintendenze per i beni ambientali ed archeologica, Assessorato regionale dei beni culturali, Comune di Cagliari (il titolare dell’opera) la rimozione della persistente ?legnaia? dall?Anfiteatro romano, ormai palesemente illegittima: infatti, ai sensi degli artt. 16 del regio decreto n. 1457/1940 e 158 del decreto legislativo n. 42/2004, l?autorizzazione paesaggistica perde efficacia con lo scadere del periodo di cinque anni dall?emanazione, per cui, qualora non sia intervenuto nuovo nullaosta, dal dicembre 2003 l?allestimento ligneo non sarebbe autorizzato sul piano paesaggistico.
Questa volta, però, viene interessata anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per le eventuali ipotesi di reato.

Infatti, l?Anfiteatro romano riveste le caratteristiche di ?bene culturale? ai sensi degli artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 ed è tutelato con vincolo paesaggistico ai sensi dell?art. 142, comma 1°, lettera m, del decreto legislativo n. 42/2004. Ai sensi dell?art. 20 del decreto legislativo n. 42/2004, ?i beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure da recare pregiudizio alla loro conservazione?.

L?intervento, definito in tutti gli atti disponibili ?temporaneo e reversibile?, risulta autorizzato con condizioni sul piano della tutela archeologica con note Soprintendente Beni Archeologici n. 7252/1 del 14 ottobre 1998, n. 8840 del 9 novembre 1998, n. 9373 del 25 novembre 1998, n. 8989/1 del 23 dicembre 1999 (relativa alle modalità del rilievo archeologico, che presuppone la completa rimozione degli interventi) n. 9170 del 30 dicembre 1999 (individuazione dei 44 punti di appoggio ed ancoraggio) e n. 3375/1 del 16 maggio 2000 ;d?altra parte, la Soprintendenza per i beni Archeologici non poteva non autorizzare un intervento relativo ad ?usi non compatibili con il ? carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla ? conservazione o integrità? ex art. 21 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente (Cass. pen., sez. III, 19 gennaio 1994, n. 2288). Analogamente l?Assessorato reg.le P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela paesaggio aveva rilasciato il nullaosta paesaggistico n. 9164 del 30 novembre 1998 ex art. 151 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente ?visto il carattere di amovibilità e temporaneità dell?intervento? ed il medesimo Consiglio comunale aveva approvato il progetto definitivo ex art. 42 della normativa di attuazione. P.R.G. allora vigente (deliberazione n. 21 del 23 febbraio 999) con la considerazione che ?il progetto è costituito essenzialmente da strutture di adeguamento quasi interamente amovibili ad eccezione di alcuni locali (servizi igienici, n.d.r.) di modesto volume?. L?intervento comunale di allestimento ligneo ha beneficiato di un finanziamento pubblico di 6,5 miliardi complessivi di vecchie lire ai sensi della legge n. 270/1997 e della legge regionale n. 30/1993 condizionato all?utilizzo dell?intervento medesimo per almeno 5 anni, scaduti nel 2005.

Il T.A.R. Sardegna, con sentenza del 24 febbraio 2006, accoglieva, poi, le ragioni del Soprintendente per i beni archeologici che chiedeva la rimozione dell?allestimento ligneo Il Comune di Cagliari ha perso il ricorso. Infatti, con la nota n. 6735 del 9 ottobre 2000 il Soprintendente Archeologico di Cagliari invitava il Comune di Cagliari ?a provvedere, con la consentita sollecitudine, alla restituzione del monumento alla naturalità del contesto archeologico e perciò a rimuovere tutte le impalcature lignee relative alla platea ed al palco, nonché alle gradinate delle estremità settentrionale, orientale e occidentale e delle relative vie di fuga, fatti salvi gli apprestamenti idonei a consentire l?agibilità dell?edificio alla visita del pubblico ? e quanto altro necessario a garantire, sul piano della sicurezza, il rispetto della normativa vigente?. Detta nota veniva dall?Amministrazione comunale cagliaritana impugnata davanti al T.A.R. Sardegna con l?esito sostanziale di fermare fino al momento attuale qualsiasi operazione di rimozione di quello che doveva essere un allestimento amovibile e temporaneo.

Ora non ci sono più ?ostacoli? per la rimozione della persistente ?legnaia? dall?Anfiteatro romano, ormai palesemente illegittima: dopo il pronunciamento del T.A.R. Sardegna l?Amministrazione comunale del sindaco Floris non ha fatto nulla. Continuerà a fare orecchie da mercante ? Decenza e rispetto della legge vorrebbero l?avvìo, senza ulteriori indugi, delle procedure per la rimozione dell?allestimento ligneo e la restituzione dell?Anfiteatro romano alla natura di bene culturale archeologico ed alla piena fruizione pubblica. Ora, insieme alle pubbliche amministrazioni competenti, se ne interesserà anche la magistratura.

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(elaborazione immagine GrIG da stampa)

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Si deve proprio togliere la "legnaia" dall’Anfiteatro romano !!!


Le reazioni alla sentenza del T.A.R. Sardegna, recentemente depositata, che, in sostanza, ha accolto le ragioni del Soprintendente per i beni archeologici che chiedeva la rimozione dell?allestimento ligneo per gli spettacoli estivi (inizialmente predisposti dall?Ente Lirico di Cagliari) non sono certo mancate. Fra queste sono degne di particolare nota quelle dell?ex sindaco Mariano Delogu, oggi senatore, fra i principali ?autori? del rivestimento ligneo che dal 2000, purtroppo, ricopre l?Anfiteatro romano di Cagliari, il principale monumento di epoca romana esistente in Sardegna nonché uno dei tre soli anfiteatri romani scavati nella roccia ancora esistenti. Secondo il senatore Delogu <i>?in capo a cinque anni quel posto tornerà ad essere l?immondezzaio poco visitato e poco conosciuto che era prima del nostro intervento?. Il sindaco Floris ed il titolare di Sardegna Concerti Massimo Palmas, come se niente fosse, vogliono far svolgere la stagione estiva sulla ?legnaia?. Poi si vedrà. In autunno. Il Soprintendente ai beni ambientali Gabriele Tola è sostanzialmente d?accordo: <i>?smontare ora sarebbe assurdo, si farà entro dicembre?. Ancora più ?assurda? è la proposta di Amici di Sardegna: ?trasferire? l?anfiteatro di legno, pari pari a Tuvixeddu, nel canyon di cava.
A tutti costoro vien da ricordare qualcosa, non opinioni personali e parole in libertà, ma disposizioni di legge.
L?Anfiteatro romano riveste le caratteristiche di ?bene culturale? ai sensi degli artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 ed è tutelato con vincolo paesaggistico ai sensi dell?art. 142, comma 1°, lettera m, del decreto legislativo n. 42/2004. Ai sensi dell?art. 20 del decreto legislativo n. 42/2004, ?i beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure da recare pregiudizio alla loro conservazione?.
L?intervento, definito in tutti gli atti disponibili ?temporaneo e reversibile?, risulta autorizzato con condizioni sul piano della tutela archeologica con note Soprintendente Beni Archeologici n. 7252/1 del 14 ottobre 1998, n. 8840 del 9 novembre 1998, n. 9373 del 25 novembre 1998, n. 8989/1 del 23 dicembre 1999 (relativa alle modalità del rilievo archeologico, che presuppone la completa rimozione degli interventi) n. 9170 del 30 dicembre 1999 (individuazione dei 44 punti di appoggio ed ancoraggio) e n. 3375/1 del 16 maggio 2000. D?altra parte, la Soprintendenza per i beni Archeologici non poteva non autorizzare un intervento relativo ad ?usi non compatibili con il ? carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla ? conservazione o integrità? ex art. 21 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente (Cass. pen., sez. III, 19 gennaio 1994, n. 2288). Analogamente l?Assessorato reg.le P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela paesaggio aveva rilasciato il nullaosta paesaggistico n. 9164 del 30 novembre 1998 ex art. 151 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente ?visto il carattere di amovibilità e temporaneità dell?intervento? ed il medesimo Consiglio comunale aveva approvato il progetto definitivo ex art. 42 della normativa di attuazione. P.R.G. allora vigente (deliberazione n. 21 del 23 febbraio 1999) con la considerazione che ?il progetto è costituito essenzialmente da strutture di adeguamento quasi interamente amovibili ad eccezione di alcuni locali (servizi igienici, n.d.r.) di modesto volume?. L?intervento comunale di allestimento ligneo ha beneficiato di un finanziamento pubblico di 6,5 miliardi complessivi di vecchie lire ai sensi della legge n. 270/1997 e della legge regionale n. 30/1993 condizionato all?utilizzo dell?intervento medesimo per almeno 5 anni, scaduti nel 2005.
Con la nota n. 6735 del 9 ottobre 2000 il Soprintendente Archeologico di Cagliari invitava il Comune di Cagliari ?a provvedere, con la consentita sollecitudine, alla restituzione del monumento alla naturalità del contesto archeologico e perciò a rimuovere tutte le impalcature lignee relative alla platea ed al palco, nonché alle gradinate delle estremità settentrionale, orientale e occidentale e delle relative vie di fuga, fatti salvi gli apprestamenti idonei a consentire l?agibilità dell?edificio alla visita del pubblico ? e quanto altro necessario a garantire, sul piano della sicurezza, il rispetto della normativa vigente?. Detta nota veniva dall?Amministrazione comunale cagliaritana impugnata davanti al T.A.R. Sardegna con l?esito sostanziale di fermare fino al momento attuale qualsiasi operazione di rimozione di quello che doveva essere un allestimento amovibile e temporaneo. Il Comune di Cagliari ha visto, ora, dichiarare improcedibile il proprio ricorso e, piaccia o no, deve adeguarsi alla sentenza. Ma non solo.
Infatti, ai sensi degli artt. 16 del regio decreto n. 1457/1940 e 158 del decreto legislativo n. 42/2004, l?autorizzazione paesaggistica perde efficacia con lo scadere del periodo di cinque anni dall?emanazione, per cui, qualora non sia intervenuto nuovo nullaosta, dal dicembre 2003 l?allestimento ligneo non sarebbe autorizzato sul piano paesaggistico: dopo numerosi esposti, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, con la nota del 16 maggio 2005, chiedevano per l?ennesima volta la rimozione della persistente ?legnaia? dall?Anfiteatro romano, ormai palesemente illegittima.
Il senatore Delogu, se vuol fare qualcosa di buono per Cagliari e l?Anfiteatro, si preoccupi di sollecitare fondi per la pulizia e la fruizione pubblica del monumento romano, il sindaco Floris ed il Soprintendente Tola rispettino e facciano rispettare la legge: se l?intervento non ha più un?autorizzazione paesaggistica valida, è abusivo, punto e basta. Quanto a voler spostare la ?legnaia? con bulloni e tubi metallici in quel di Tuvixeddu, pare l?ennesima boutade senza conoscere situazioni e contesti: a parte l?assurdo progetto di ?stradone? tanto caro all?Amministrazione comunale cagliaritana, il canyon di cava è destinato a parcheggio esterno nel progetto in corso di realizzazione del parco archeologico-ambientale di Tuvixeddu. Si informino gli Amici di Sardegna. Un eventuale teatro all?aperto ha bisogno di adeguato spazio, servizi e rispetto delle misure di sicurezza: un?ipotesi di ubicazione alternativa ? da verificare ? potrebbe esser il parcheggio di S. Elia, lato mare.
Decenza e rispetto della legge vorrebbero l?avvìo, senza ulteriori indugi, delle procedure per la rimozione dell?allestimento ligneo e la restituzione dell?Anfiteatro romano alla natura di bene culturale archeologico ed alla piena fruizione pubblica.
L?ennesimo, illegittimo, rinvio o, peggio, l?ignavia costringerà le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico ad interessare formalmente la competente Procura della Repubblica, il Ministero per i beni e le attività culturali, l?Assessorato regionale per i beni culturali, le Soprintendenze competenti ed il Comune di Cagliari perché si provveda coattivamente e si accertino le eventuali responsabilità omissive.

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(da www.andreas-praefcke.de)

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E ora via la "legnaia" dall’Anfiteatro romano !!!


Il T.A.R. Sardegna, con sentenza recentemente depositata, ha accolto le ragioni del Soprintendente per i beni archeologici che chiedeva la rimozione dell?allestimento ligneo per gli spettacoli estivi (inizialmente predisposti dall?Ente Lirico di Cagliari) che dal 2000, purtroppo, ricopre l?Anfiteatro romano di Cagliari, il principale monumento di epoca romana esistente in Sardegna nonché uno dei tre soli anfiteatri romani scavati nella roccia ancora esistenti. Il Comune di Cagliari ha visto dichiarare improcedibile il proprio ricorso. Infatti, con la nota n. 6735 del 9 ottobre 2000 il Soprintendente Archeologico di Cagliari invitava il Comune di Cagliari ?a provvedere, con la consentita sollecitudine, alla restituzione del monumento alla naturalità del contesto archeologico e perciò a rimuovere tutte le impalcature lignee relative alla platea ed al palco, nonché alle gradinate delle estremità settentrionale, orientale e occidentale e delle relative vie di fuga, fatti salvi gli apprestamenti idonei a consentire l?agibilità dell?edificio alla visita del pubblico ? e quanto altro necessario a garantire, sul piano della sicurezza, il rispetto della normativa vigente?. Detta nota veniva dall?Amministrazione comunale cagliaritana impugnata davanti al T.A.R. Sardegna con l?esito sostanziale di fermare fino al momento attuale qualsiasi operazione di rimozione di quello che doveva essere un allestimento amovibile e temporaneo. L?Anfiteatro romano riveste le caratteristiche di ?bene culturale? ai sensi degli artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 ed è tutelato con vincolo paesaggistico ai sensi dell?art. 142, comma 1°, lettera m, del decreto legislativo n. 42/2004. Ai sensi dell?art. 20 del decreto legislativo n. 42/2004, ?i beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure da recare pregiudizio alla loro conservazione?. L?intervento, definito in tutti gli atti disponibili ?temporaneo e reversibile?, risulta autorizzato con condizioni sul piano della tutela archeologica con note Soprintendente Beni Archeologici n. 7252/1 del 14 ottobre 1998, n. 8840 del 9 novembre 1998, n. 9373 del 25 novembre 1998, n. 8989/1 del 23 dicembre 1999 (relativa alle modalità del rilievo archeologico, che presuppone la completa rimozione degli interventi) n. 9170 del 30 dicembre 1999 (individuazione dei 44 punti di appoggio ed ancoraggio) e n. 3375/1 del 16 maggio 2000. D?altra parte, la Soprintendenza per i beni Archeologici non poteva non autorizzare un intervento relativo ad ?usi non compatibili con il ? carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla ? conservazione o integrità? ex art. 21 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente (Cass. pen., sez. III, 19 gennaio 1994, n. 2288). Analogamente l?Assessorato reg.le P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela paesaggio aveva rilasciato il nullaosta paesaggistico n. 9164 del 30 novembre 1998 ex art. 151 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente ?visto il carattere di amovibilità e temporaneità dell?intervento? ed il medesimo Consiglio comunale aveva approvato il progetto definitivo ex art. 42 della normativa di attuazione. P.R.G. allora vigente (deliberazione n. 21 del 23 febbraio 999) con la considerazione che ?il progetto è costituito essenzialmente da strutture di adeguamento quasi interamente amovibili ad eccezione di alcuni locali (servizi igienici, n.d.r.) di modesto volume?. L?intervento comunale di allestimento ligneo ha beneficiato di un finanziamento pubblico di 6,5 miliardi complessivi di vecchie lire ai sensi della legge n. 270/1997 e della legge regionale n. 30/1993 condizionato all?utilizzo dell?intervento medesimo per almeno 5 anni, scaduti nel 2005.
Dopo numerosi esposti, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, con la nota del 16 maggio 2005, chiedevano per l?ennesima volta la rimozione della persistente ?legnaia? dall?Anfiteatro romano, ormai palesemente illegittima: infatti, ai sensi degli artt. 16 del regio decreto n. 1457/1940 e 158 del decreto legislativo n. 42/2004, l?autorizzazione paesaggistica perde efficacia con lo scadere del periodo di cinque anni dall?emanazione, per cui, qualora non sia intervenuto nuovo nullaosta, dal dicembre 2003 l?allestimento ligneo non sarebbe autorizzato sul piano paesaggistico. Ora il pronunciamento del T.A.R. Sardegna: che farà l?Amministrazione comunale del sindaco Floris ? Continuerà a fare orecchie da mercante ? Decenza e rispetto della legge vorrebbero l?avvìo, senza ulteriori indugi, delle procedure per la rimozione dell?allestimento ligneo e la restituzione dell?Anfiteatro romano alla natura di bene culturale archeologico ed alla piena fruizione pubblica.

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

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Via la "legnaia" dall’Anfiteatro romano !


Il T.A.R. Sardegna il prossimo 23 marzo 2006 esaminerà, in udienza di merito, le ragioni del Soprintendente per i beni archeologici che chiedeva la rimozione dell?allestimento ligneo per gli spettacoli estivi (inizialmente predisposti dall?Ente Lirico di Cagliari) che dal 2000, purtroppo, ricopre l?Anfiteatro romano di Cagliari, il principale monumento di epoca romana esistente in Sardegna nonché uno dei tre soli anfiteatri romani scavati nella roccia ancora esistenti. Il Comune di Cagliari ne è la cotroparte. Infatti, con la nota n. 6735 del 9 ottobre 2000 il Soprintendente Archeologico di Cagliari invitava il Comune di Cagliari “a provvedere, con la consentita sollecitudine, alla restituzione del monumento alla naturalità del contesto archeologico e perciò a rimuovere tutte le impalcature lignee relative alla platea ed al palco, nonché alle gradinate delle estremità settentrionale, orientale e occidentale e delle relative vie di fuga, fatti salvi gli apprestamenti idonei a consentire l?agibilità dell?edificio alla visita del pubblico ? e quanto altro necessario a garantire, sul piano della sicurezza, il rispetto della normativa vigente”. Detta nota veniva dall?Amministrazione comunale cagliaritana impugnata davanti al T.A.R. Sardegna con l?esito sostanziale di fermare fino al momento attuale qualsiasi operazione di rimozione di quello che doveva essere un allestimento amovibile e temporaneo. L?Anfiteatro romano riveste le caratteristiche di “bene culturale” ai sensi degli artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 ed è tutelato con vincolo paesaggistico ai sensi dell?art. 142, comma 1°, lettera m, del decreto legislativo n. 42/2004. Ai sensi dell?art. 20 del decreto legislativo n. 42/2004, “i beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure da recare pregiudizio alla loro conservazione”;

L?intervento, definito in tutti gli atti disponibili “temporaneo e reversibile”, risulta autorizzato con condizioni sul piano della tutela archeologica con note Soprintendente Beni Archeologici n. 7252/1 del 14 ottobre 1998, n. 8840 del 9 novembre 1998, n. 9373 del 25 novembre 1998, n. 8989/1 del 23 dicembre 1999 (relativa alle modalità del rilievo archeologico, che presuppone la completa rimozione degli interventi) n. 9170 del 30 dicembre 1999 (individuazione dei 44 punti di appoggio ed ancoraggio) e n. 3375/1 del 16 maggio 2000;d?altra parte, la Soprintendenza per i beni Archeologici non poteva non autorizzare un intervento relativo ad “usi non compatibili con il ? carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla ? conservazione o integrità” ex art. 21 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente (Cass. pen., sez. III, 19 gennaio 1994, n. 2288). Analogamente l?Assessorato reg.le P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela paesaggio aveva rilasciato il nullaosta paesaggistico n. 9164 del 30 novembre 1998 ex art. 151 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente “visto il carattere di amovibilità e temporaneità dell?intervento” ed il medesimo Consiglio comunale aveva approvato il progetto definitivo ex art. 42 della normativa di attuazione. P.R.G. allora vigente (deliberazione n. 21 del 23 febbraio 999) con la considerazione che “il progetto è costituito essenzialmente da strutture di adeguamento quasi interamente amovibili ad eccezione di alcuni locali (servizi igienici, n.d.r.) di modesto volume”. L?intervento comunale di allestimento ligneo ha beneficiato di un finanziamento pubblico di 6,5 miliardi complessivi di vecchie lire ai sensi della legge n. 270/1997 e della legge regionale n. 30/1993 condizionato all?utilizzo dell?intervento medesimo per almeno 5 anni, scaduti nel 2005.

Dopo numerosi esposti, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, con la nota del 16 maggio 2005, chiedevano per l?ennesima volta la rimozione della persistente “legnaia” dall?Anfiteatro romano, ormai palesemente illegittima: infatti, ai sensi degli artt. 16 del regio decreto n. 1457/1940 e 158 del decreto legislativo n. 42/2004, l?autorizzazione paesaggistica perde efficacia con lo scadere del periodo di cinque anni dall?emanazione, per cui, qualora non sia intervenuto nuovo nullaosta, dal dicembre 2003 l?allestimento ligneo non sarebbe autorizzato sul piano paesaggistico. Ora il giudizio del T.A.R. Sardegna: che farà l?Amministrazione comunale del sindaco Floris ? Continuerà a fare orecchie da mercante ? Decenza e rispetto della legge vorrebbero l?avvìo, senza ulteriori indugi, delle procedure per la rimozione dell?allestimento ligneo e la restituzione dell?Anfiteatro romano alla natura di bene culturale archeologico ed alla piena fruizione pubblica

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto da www.andreas-praefcke.de)

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