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Post Taggati ‘migranti’

Quando un giornale “inventa” un clima di paura.

uomo wc

 

A Cagliari da qualche giorno è arrivato un gruppo di 700 migranti.   Una parte delle migliaia che sono giunti nelle ultime settimane a Lampedusa.  Il Governo ha pensato bene di dislocarli in alcuni centri del Mezzogiorno d’Italia, nessuno nella padania del Ministro dell’interno leghista Maroni.

700 disperati che cercano un futuro migliore a rischio di finire in fondo al mare, a rischio di esser rispediti indietro senza tanti complimenti.    Quasi certamente sono tutti tunisini, non sono profughi in fuga dalla Libia o da altre guerre.  Sono semplici clandestini.  Dopo l’identificazione avranno un permesso di soggiorno valido per un anno e andranno chissà dove.

Difficile che rimangano in Sardegna perchè lavoro non ce n’è.  La situazione è criticabile sotto moltissimi aspetti, in primo luogo l’impreparazione e le incertezze di un Governo impegnato allo spasimo soltanto nel fare gli interessi del suo premier, anche i più miserabili.      Ma non è questo il punto.

Finora non c’è stato il benchè minimo problema di ordine pubblico, parecchi cagliaritani hanno portato ai migranti generi di conforto e vestiti, non c’è in città alcun clima di paura. Prosegui la lettura…

Morire nel deserto. Un po’ grazie anche all’Italia.

         

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I migranti del clima.

16 Gennaio 2010 Commenti chiusi

       

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La vita brutta, a Rosarno, in Italia.

 

«Non sbagliarti, qui non c’è un problema di razzismo, qui c’è un problema di vita brutta» così ha detto un ragazzo marocchino all’inviato del Corriere della Sera, andato a Rosarno per capire com’è possibile che un pezzo d’Italia si trasformi nel Far West, facendo diventare i film di Sergio Leone film rosa e lasciando senza parole tutti noi che leggiamo storie e guardiamo immagini feroci e incredibili. Sono feroci, perché la caccia all’uomo, con fucili e spranghe, è semplicemente rabbia, odio, che si sostituisce ai globuli rossi e corre nelle vene senza alcun controllo della ragione, ed è incredibile, perché viviamo in un Paese civile, l’Italia è un Paese civile, non è un popolo primitivo, non è, o non dovrebbe esserlo, in lotta per la sopravvivenza. E invece, c’è un problema di vita brutta, un problema di gente che si sente abbandonata dallo Stato e, purtroppo, si sente protetta da un’organizzazione mafiosa che sfrutta ma, allo stesso tempo, dà lavoro e sicurezza, attraverso la violenza e l’intimidazione. Un problema di vita brutta per chi arriva da un altro continente per vivere una vita migliore e si ritrova sfruttato, emarginato, braccato. Per questo si può provare, per tutti, solo un’infinita pena, perché la vita è bella e tutti dovrebbero avere la possibilità di viverla dignitosamente, e per questo esiste lo Stato sociale, per garantire i diritti essenziali a tutti i cittadini ma, ahinoi, chi ci governa è troppo distratto per capirlo.

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