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Post Taggati ‘nazionale’

L’Asinara secondo Maroni…

Asinara, il Ministro dell’interno Maroni perde un’occasione per tacere.

Ciao, ragazzi.

La “guerra” dell’Asinara.

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Cafoni quadriruotati ed anfibi sulla spiaggia rosa di Budelli.

Appello del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’appello del Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, dott. Giuseppe Bonanno, affinché si continui a perseguire l’obiettivo di tutela dell’area dell’Arcipelago, attraverso una proficua collaborazione tra tutti gli enti preposti alla tutela dell’ambiente. Naturalmente, da parte nostra non possiamo che invitare tutti gli enti e le persone che hanno a cuore la salvaguardia di un ecosistema così delicato e prezioso per l’ambiente e per la collettività, a mettere da parte le polemiche e lavorare tutti insieme per il bene comune.

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Tuvixeddu, i lavori continuano. Ovviamente.

Ambiente e salute: il rapporto Osservasalute 2008.

 

L’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane ha presentato, ieri, il rapporto "Osservasalute Ambiente" nel quale vengono affrontati i rapporti esistenti tra lo stato dell’ambiente e la salute umana, attraverso una serie di indicatori utili ad illustrare il clima, lo stato della qualità dell’aria e dell’acqua potabile, l’inquinamento acustico, l’inquinamento da campi elettromagnetici, il radon e le tematiche connesse con la gestione dei rifiuti solidi urbani, come chiarito nella relazione, che potete trovare sul sito dell’Osservatorio.

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Tuvixeddu, la battaglia legale continua.

Il T.A.R. Sardegna, ancora, su Tuvixeddu. Ma la difesa del Colle continua.

Tuvixeddu, Cualbu, passeggiate e ricorsi. “Compriamo” la libertà di Tuvixeddu! Con aggiornamenti.

Ogliastra, controllo delinquenziale del territorio.

Tombe romane allo sbaraglio, a Tuvixeddu.

Il T.A.R. Sardegna rigetta una delle ultime speranze per un’ampia tutela di Tuvixeddu.

La tutela di Tuvixeddu passa ancora attraverso il T.A.R. Sardegna.

Niente pace per il parco nazionale dell’Asinara!

La sorte di Tuvixeddu davanti al T.A.R. Sardegna, a febbraio 2009.

Condannati a morte 1.765 cervi all’interno di un parco nazionale, allo Stelvio.

Fallisce il referendum contro il parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena.

Nuovi vincoli paesaggistici a Tuvixeddu.

Forse ad una svolta la “sorte” di Tuvixeddu.

Tuvixeddu monumento nazionale.

Caro Presidente Soru, aiuta i parchi, anziché dargli addosso !

Parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei, requiem autolesionista.

La Corte dei conti sul Parco nazionale dell?Arcipelago della Maddalena.

Un passo avanti per il Parco nazionale dell’Asinara.


La Giunta Regionale con delibera n. 15/34 del 19 aprile 2007 ha adottato il Piano del Parco Nazionale dell’Asinara. Un ulteriore passo nell’iter burocratico che porterà alla sua adozione definitiva e permetterà la gestione di quest’area istituita a Parco, ai sensi della legge nazionale quadro n. 394 del 1991 sulla istituzione del sistema delle aree protette in Italia.
Il piano per il parco, redatto dall’Ente di gestione e portato all’attenzione della Giunta rappresenta lo strumento per la tutela dei valori naturali ed ambientali. Dopo l’adozione da parte della Regione, il Piano sarà adesso portato alla visione per quaranta giorni nel Comune interessato (Porto Torres) affinchè chiunque possa far pervenire entro i successivi quaranta giorni le sue osservazioni scritte all’Ente di gestione che darà un suo parere e trasmetterà nuovamente alla Regione la bozza definitiva su cui la stessa si pronuncerà. Atto finale di questo iter, se positivo, sarà l’emanazione del provvedimento di attuazione d’intesa con l’Ente di gestione ed i comuni interessati.
Esaminando la bozza di piano, questo è caratterizzato dalla disciplina dei seguenti criteri:
a) organizzazione generale del territorio e sua articolazione in aree o parti caratterizzate da forme differenziate di uso, godimento e tutela;
b) vincoli, destinazioni di uso pubblico o privato e norme di attuazione relative con riferimento alle varie aree o parti del piano;
c) sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo ai percorsi, accessi e strutture riservati ai disabili, ai portatori di handicap e agli anziani;
d) sistemi di attrezzature e servizi per la gestione e la funzione sociale del parco, musei, centri di visite, uffici informativi, aree di campeggio, attività agro-turistiche;
e) indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sull’ambiente naturale in genere.
Conseguenza della fissazione di questi criteri è stata la suddivisione del parco in diverse aree a seconda del diverso grado di protezione, prevedendo:
a) riserve integrali nelle quali l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità;
b) riserve generali orientate, nelle quali è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio;
c) aree di protezione nelle quali, in armonia con le finalità istitutive ed in conformità ai criteri generali fissati dall’Ente parco, possono continuare, secondo gli usi tradizionali ovvero secondo metodi di agricoltura biologica, le attività agro-silvo-pastorali nonché di pesca e raccolta di prodotti naturali, ed è incoraggiata anche la produzione artigianale di qualità;
d) aree di promozione economica e sociale facenti parte del medesimo ecosistema, più estesamente modificate dai processi di antropizzazione, nelle quali sono consentite attività compatibili con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio-culturale delle collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori.
Bisogna far rilevare che, pur facendo approvare dalla Giunta la bozza di Piano, l’Assessore all’Ambiente Morittu ha evidenziato alcuni punti di criticità che saranno portati all’attenzione dell’Ente di gestione.
Comunque un passo in avanti per una più compiuta tutela ambientale di un ecosistema unico del Mediterraneo.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

P.S. l’articolo, già pubblicato il 22 aprile 2007, viene ripubblicato per ragioni di corretta visualizzazione della foto.

(foto R.I., archivio GrIG)

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Province sarde alla ribalta nazionale!


Nilde Iotti è stata Presidente della Camera per tre legislature, dal 1979 al 1992, ha partecipato alla Resistenza, nell?immediato dopoguerra (1946) viene candidata dal partito comunista italiano prima come consigliere comunale nel paese natio e poi all’Assemblea Costituente, dove entra a far parte della Commissione dei 75 incaricata della stesura della Costituzione. Eletta nel 1948 alla Camera dei Deputati, siede tra i banchi di Montecitorio ininterrottamente sino al 1999. Ricevette numerose mansioni di prestigio quali la presidenza della commissione bicamerale sulle riforme istituzionali (1993-1994), la presidenza della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d?Europa (1996 – 1999), di cui fu anche vicepresidente nello stesso periodo. (fonte: wikipedia)
Per questi, ed altri motivi, molti sardi, e non solo, avranno sussultato, quando dalla bocca della Presidentessa Murrighile della nuova provincia di Olbia-Tempio, nell?intervista di Iovene per Report su rai tre, è uscita quella frase infelice: ?la mia domestica dice che sarò la nuova Nilde Iotti?, frase seguita da una sonora risata, che ha scosso il caschetto biondo platino e la ghirlanda in stile hawaiano adagiata sul petto della signora. Eh già, lo stile e il ruolo fondamentale nella politica della nostra Nazione, fanno presagire che sarà presto un punto di riferimento per il Paese. Così come fondamentali sono le nuove province, enti che saranno vicini ai cittadini, valorizzeranno il territorio, le sue tradizioni e le sue risorse, come il mitico melone coltivato in asciutto di Lunamatrona, re della medesima sagra, finanziata dalla Provincia. O no?

PROVINCE PER TUTTI
di Bernardo Iovene
In onda domenica 1 aprile 2007 alle 21.30

?E? stato uno scambio poco nobile?, ha dichiarato l?ex presidente della Commissione Affari Costituzionali, il Senatore Andrea Pastore, ?per fare la provincia di Monza Brianza si è dovuto votare anche per le altre due, Fermo e Barletta?. Quest?ultima ha addirittura tre capoluoghi, Barletta, Andria, Trani e oggi i rispettivi sindaci stanno litigando per l?ubicazione della prefettura. Le nuove 4 province della regione autonoma Sardegna non hanno trovato l?accordo per il capoluogo e ne hanno fatti 2 per ogni provincia. Altre 21 nuove province sono all?esame del parlamento e le relazioni che accompagnano le proposte prevedono un spesa intorno ai 50 milioni di euro per ognuna, esclusi i costi dei consiglieri, assessori, presidenti. A catena, i partiti organizzati su base provinciale avranno la moltiplicazione delle poltrone: nuovi dirigenti, segretari ecc. La legge prevede che per istituire una nuova provincia ci siano 200.000 abitanti: Fermo e le 4 province sarde sono ben al di sotto di questo numero, eppure le province sono state concesse. Tutto questo proprio mentre il governo blocca i finanziamenti per le nuove province in costituzione perché sta varando il nuovo Codice delle Autonomie che ne prevede la riduzione. Ma un emendamento infilato nel decreto cosiddetto ?mille proroghe? li ha sbloccati all?insaputa del Ministro per gli affari regionali.

(foto: www.cloudappreciationsociety.org)

Riferimenti: Report

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Tuvixeddu sulla stampa nazionale.


Un articolo su Tuvixeddu pubblicato su Left – Avvenimenti, ora in edicola. Buona lettura…

TUVIXEDDU, IL COLLE RIMANE FENICIO. Jacopo Norfo

Una necropoli aggredita dal cemento. Non un sito archeologico come tutti gli altri: quella di Tuvixeddu, nel pieno centro di Cagliari, è una delle aree storiche più importanti dell’Isola ed è anche la necropoli fenicio-punica più vasta del Mediterraneo. Ma vista da un’ottica diversa, è uno dei pochi spazi rimasti per gli appetiti edilizi. Cosa accade attorno agli scavi? Va in scena una guerra tra privati e Comune da una parte, Regione e ambientalisti dall’altra. E Renato Soru, il Governatore non nuovo a scelte coraggiose in campo ambientale (come la legge salvacoste che impedisce di costruire nel raggio di due chilometri dal mare), mette i sigilli a tutti i cantieri e ferma di colpo le ruspe. Estende i vincoli e blocca l’avanzata del mattone. Ma non riesce a frenare le polemiche, e neanche una sfida delicatissima che si gioca tra ricorsi al Tar e colpi di carte bollate. Non ci sta la Coimpresa, la ditta dell’imprenditore Gualtiero Cualbu che aveva messo gli occhi sull’area attorno alla necropoli e al previsto parco archeologico, per costruire un nuovo quartiere della città. E sventola un accordo di programma, che risale a qualche anno fa, nel quale la stessa Regione, amministrata però dal centrodestra, aveva detto sì alle palazzine. E al fianco dei privati c’è il Comune, col sindaco di Forza Italia Emilio Floris che contesta le scelte di Soru e tiene conferenze stampa insieme agli imprenditori. . Solo che la Regione, quell’area, adesso l’ha dichiarata improvvisamente “di pubblica utilità”. E ha esteso la geografia dei vincoli sino a via Is Maglias, dunque ben oltre la zona di Tuvixeddu. . Ad applaudire Soru sono invece gli ambientalisti: la necropoli ospiterà soltanto un parco che probabilmente si chiamerà Karalis, l’antico nome fenicio-latino della città. Un tempo oltre alle tombe a Tuvixeddu c’erano i gioielli in oro dei fenici, oggi sono i terreni il vero gioiello in palio. Tanto che adesso si litiga anche sulle consulenze previste per costruire il parco: forum civici e Amici di Sardegna, due associazioni ecologiste, accusano Legambiente di voler mettere le mani sulla torta dei compensi. Legambiente risponde inviando a Cagliari il suo presidente nazionale Roberto Dalla Seta, che afferma: . E mentre Cualbu prepara una richiesta di risarcimento danni da record, altri ambientalisti denunciano conflitti di interessi: <Lo stesso imprenditore è stato nominato da Soru rappresentante della Regione nell'Ente Lirico – attacca Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di intervento giuridico – per correttezza dovrebbe come minimo rassegnare le dimissioni. Giusto vincolare e salvare Tuvixeddu, da oltre quindici anni presentiamo esposti per chiedere la tutela di un’area archeologica che ospita la storia cagliaritana, e che non può finire in pasto al cemento>. Un altro sogno è invece coltivato dal presidente della Provincia, Graziano Milia: . La necropoli di Tuvixeddu, costituita da centinaia di tombe scavate nella roccia, cominciò ad essere utilizzata in età punica (VI-III sec.a.C.), quando Cagliari assunse le caratteristiche di una vera e propria città, ma tutta la zona rimase adibita ad uso sepolcrale fino all’età romana imperiale e oltre. Nello scorso ottobre invece, un sopralluogo di Legambiente aveva evidenziato che durante i lavori di scavo erano state danneggiate importantissime opere. «È stata alterata la collina di Tuvixeddu sia dal punto di vista paesaggistico che archeologico- denuncia Legambiente- ed è gravissimo che le Sovrintendenze abbiano autorizzato lavori di scavo di questo tipo. È stata infatti interessata anche una cisterna punica deteriorandola sensibilmente. Chiediamo con urgenza la sospensione dei lavori immediata per accertare i danni e la revisione generale del progetto della Coimpresa». Esattamente quello che ha fatto Soru qualche mese dopo. Ma attorno a Tuvixeddu è scattata nel frattempo anche una campagna pubblica fatta di visite guidate e conferenze pubbliche sulle tombe dei fenici. Gli ecologisti hanno portato il loro pubblico, i privati altre migliaia di persone per un insolito tour tra i cantieri. E Cualbu esultava: «Siamo contenti per il numero di persone raggiunto- dopo che tanto è stato scritto in maniera distorta adesso la gente potrà vedere come stanno davvero le cose. E cioè che le tombe della necropoli sono tutelate, che gli standard di qualità del progetto sono elevati e che i fabbricati sono rispettosi dell?ambiente. Il piano soddisfa le esigenze di pubblico e privato, su 48 ettari di area 38 sono stati dati al Comune per il parco, mentre l?urbanizzazione riguarda solo 10 ettari>. Non un’inezia secondo la Regione, che quei dieci ettari ha deciso di tenerseli stretti. Salvando in extremis Tuvixeddu da una colata di cemento sin troppo annunciata. Alla quale avevano detto sì, a sorpresa, anche le Sovrintendenze. Un particolare salta agli occhi dalla relazione finale della commissione regionale per la Tutela del paesaggio: . Quel termine, cupa, non è piaciuto a tutti. Forse non era valido per un ideale spot, ma con l’allargamento dei vincoli ha salvato il colle violato.

(foto S.D., archivio GrIG)

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Sindaco, sceriffo, segretario ?nazionale??.


Non sapendo più come cavolo fare, la risicata maggioranza interna dell?ex glorioso P.S.d?Az., reduce dai trionfi elettorali in salsa leghista, va a nominare segretario ?nazionale? Efisio Trincas, sindaco di Cabras (OR). Quello che vuole disinvoltamente approdi per ogni dove dell?Area marina protetta del Sinis pensando che sia un?appendice del Salone della Nautica anziché un parco. Quello che scodella ordinanze a getto continuo per tutelare l?ambiente dimenticandosi di farle osservare. Quello che progetta, sempre per tutelare l?ambiente, complessi edilizi sul mare evitando accuratamente di far soggiornare i turisti in paese. Quello che vuol sparacchiare alle cornacchie perché divorano le angurie soltanto nei campi cabraresi (si sà, le cornacchie perseguitano Cabras, grigie come cugurre) e vuol eliminare i cormorani dalla faccia della terra perché fanno suicidare i pesci. Dimenticandosi di come è stato mal gestito ed inquinato lo Stagno di Cabras. L?inizio è dei migliori, un po? di sana tolleranza per i ?diversamente orientati? sul piano sessuale. Quale sarà la prossima puntata ? Ora che la sua è una dimensione ?nazionale?, forse la caccia ai mufloni perché si permettono di snobbare il Sinis ? Povero Mario Melis, allora sì che il P.S.d?Az. sapeva dire qualcosa di importante in materia ambientale?..

Gruppo d?Intervento Giuridico

da L?Altravoce (www.altravoce.net), 19 dicembre 2006

Otto glutei anziché quattro mori, Calderoli for president con o-Sanna. Giorgio Melis.

Efisio Trincas, sindaco di Cabras e ora anche segretario dei Quattro Mori per grazia di Giacomo o-Sanna e volontà del medesimo, sentenzia in un’intervista: «Dobbiamo difendere le famiglie tradizionali: le coppie gay non possono avere gli stessi diritti delle coppie normali». A stretto giro di posta, l’ultimo arrivato in casa sardista, Beniamino Scarpa, è il primo e anche l’unico a reagire: si è autosospeso dal partito. Pronta replica del segretario: mai parlato dei gay come “coppie non normali”. Insomma, sarà il solito giornalista ad averlo male interpretato.
Giusto per sputtanare un altro poco i sardisti, che peraltro già provvedono da soli. Ci riescono meglio di qualunque avversario, sempre che ne abbiano ancora. Non se li fila più nessuno, fanno rabbia e insieme tenerezza, patetici nel loro cupio dissolvi. Non hanno quasi più amici: figurarsi nemici. Improbabile che l’ultimo si annidi nella redazione del Giornale di Sardegna: uno scrivano italiota deciso a far apparire i 4 Mori a destra dello Storace d’un tempo, peraltro adesso castigato nei modi e nel linguaggio anche verso gli omosessuali. Oltretutto, la brillante dichiarazione anti-gay era tutta e solo contenuta nelle ultime due righe, benché sparata nel titolo: un complotto in otto parole di chiusura?
Trincas ha negato: dopo la reazione di Scarpa. Padronissimo di farlo, come noi di registrare la smentita senza crederci neanche un po’. Perché mai l’intervistatore avrebbe dovuto inventarsi un’espressione che c’entra come i cavoli a merenda in una conversazione tutta politica?
Dare del bugiardo a Trincas, oltretutto garantito da o-Sanna, non è pensabile: si rischia pure il vilipendio. Ma se avesse davvero detto quel che nega, dovremmo meravigliarci? Sarebbe coerente con la deriva leghista di o-Sanna, il king maker. L’ex segretario ora presidente, è ricomparso in Sardegna come se niente fosse dopo la vittoriosa invasione della Padania. Costata a lui e al socio Acciaro la trombatura dopo l’improvvida candidatura con la Lega. E’ stato il primo grande passo verso le magnifiche sorti e progressive del sardismo-sadismo, che smentisce la teoria dell’evoluzione praticando l’opposto. Se si va con i leghisti e quasi lo si rivendica a merito, è credibile che i seguaci ne mutuino le idee e le parole.
In verità Trincas, se mai avesse detto quel che nega, sarebbe sempre un metro dietro a Roberto Calderoli, quello ossessionato dai “culattoni”. Il pittoresco sindaco di Cabras e successore di o-Sanna non si è spinto a tanto. Culattoni non l’ha comunque detto: forse perché in limba non si conosce il termine corrispondente. Beniamino (da oggi) Scarpa per il fondoschiena di Trincas, ha bollato come medioevale l’espressione attribuita falsamente al segretario. Sbaglia anche lui. Nel Medioevo, se non è una balla la storia di Eleonora d’Arborea e della Carta de Logu, certi sardi-sardisti antemarcia erano davvero civili.
Sono involuti in un crescendo che arriva fino a o-Sanna e ora a Trincas. Il primo, il Psd’Az se lo tiene come presidente dopo la trionfale campagna padana. Al punto da avergli confermato il potere di eleggere il secondo al suo posto. C’è una logica in questa follia, che poi partorisce le false parole attribuite temerariamente a Trincas. Una roba da fascio-mori che anche i fascisti rinnegano. Però c’è una coerenza sardo-leghista che andrebbe portata fino in fondo. Roberto Calderoli for president a fianco di Giacomo Sanna. E sulla bandiera sardista, otto glutei al posto dei quattro mori.

(foto L.A.C.)

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